giovedì 23 agosto 2018

Carta di Cortina: da case history a modello per i territori di montagna

Aspettando i Mondiali 2021, Cortina si incammina lungo un percorso virtuoso in direzione della sostenibilità, seguendo i binari della Carta di Cortina.

Il prezioso documento, ormai un modello per le altre località, è stato ieri al centro di una giornata di dibattiti e incontri dedicata alle donne, imprenditrici, dirigenti, scienziate in prima linea nella tutela della montagna e nello sviluppo del turismo sostenibile.


Cortina d’Ampezzo, 23 Agosto 2018_Il futuro della montagna è in mano alle donne. Un team di affermate professioniste e dirigenti, direttamente coinvolte nello sviluppo sostenibile dei territori di montagna, si è riunito ieri a Cortina per un confronto sul tema, in un’ottica sostenibile e orientata allo sviluppo.

Il focus della giornata era la Carta di Cortina, il documento con cui la Perla delle Dolomiti si impegna nella tutela del territorio riducendo l’impatto ambientale in occasione dei grandi eventi sportivi invernali, in vista dei Mondiali 2021. Un testo già preso a modello da altre località, come il comprensorio del Cimone, nell’Appennino tosco-emiliano, in procinto di assorbire i contenuti della Carta e le good practice emerse. 
Organizzavano l’incontro il Ministro dell’Ambiente, la Convenzione delle Alpi e la Delegazione Italiana della Convenzione delle Alpi, con la collaborazione di Fondazione Cortina 2021.

Nessuna “quota rosa”: l’appuntamento al femminile è nato dal desiderio di valorizzare le competenze e le esperienze professionali che ruotano intorno alla montagna. Come ha detto recentemente la giornalista e attivista Naomi Klein: “Prendersi cura delle persone e delle cose è un concetto assolutamente radicale”. La più necessaria delle rivoluzioni comincia da qui, dall’assumersi la responsabilità di preservare ciò che è importante, le cose – ovvero la natura – e le relazioni. Come da sempre fanno le donne, anche in montagna.

Ieri mattina, presso la sede del Museo delle Regole Ampezzane e il Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, si è tenuta la tavola rotonda a porte chiuse promossa dalla Delegazione italiana in Convenzione delle Alpi. Nel pomeriggio, l’incontro pubblico, presso il Cristallo Resort & Spa, moderato dalla giornalista e conduttrice Savina Confaloni: l’occasione per sintetizzare i temi emersi durante i lavori e rilanciare il dibattito in compagnia di numerose personalità con ruoli chiave in termini di amministrazione del territorio e politiche ambientali, turistiche e sportive.

Ad animare la tavola rotonda su “Il ruolo della donna per lo sviluppo di un turismo sostenibile dei territori di montagna”Carolina Sciomer, promotrice della Carta di Cortina sin dalla sua stesura, Marianna Elmi, vicesegretario generale della Convezione delle Alpi, Barbara Ehringhaus, dell’associazione Pro Mont Blanc, Ester Cason Angelini, presidente della Fondazione Giovanni Angelini, Susanna Sieff, Fondazione Cortina 2021, Valeria Ghezzi, presidente di ANEF, Marcella Morandini, direttore della Fondazione Dolomiti UNESCO, Anna Scuttari, ricercatrice dell’EURAC. Tanti punti di vista, un solo obiettivo: condividere idee e proposte, fare rete e sviluppare una riflessione tecnica e creativa.

Al centro del dibattito della giornata, la Carta di Cortina sulla sostenibilità degli sport invernali firmata nel gennaio 2016 da Ministero dell’Ambiente, Comune di Cortina d’Ampezzo, Regione Veneto, ANCI, ANEF, CONI, FISI, Fondazione Dolomiti UNESCO, sprecozero.net. I prossimi mondiali di sci saranno la “leva” di un cambiamento disegnato su misura per i territori: Cortina, ma anche, in generale, le Alpi e la montagna, con l’obiettivo di rafforzare un modello di sviluppo turistico “green oriented” fondato sull’efficienza nell’uso delle risorse come acqua e suolo, sulla limitazione delle emissioni di gas serra e dei costi energetici, a partire da iniziative concrete.

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Il dibattito pubblico: gli interventi

A dare il benvenuto, Gianpietro Ghedina, sindaco del Comune di Cortina d’Ampezzo, che dopo aver salutato e ringraziato i presenti, ha sottolineatoun aspetto particolare della Carta di Cortina. “Leggendola sono rimasto colpito dal valore attribuito all’ambiente: il testo dà voce a un sentimento che è nel Dna di noi cittadini delle montagne. Solo viaggiando sui binari tracciati dalla Carta possiamo conciliare questo patrimonio con le grandi opportunità da cogliere per crescere come territorio”. 

Vannia Gava, sottosegretario all’Ambiente, assente all’incontro per inderogabili impegni istituzionali, ha inviato un messaggio ai presenti, ringraziando e sottolineando l’importanza di incontri che promuovano la montagna attraverso tutti i suoi protagonisti, a partire dalle comunità che la abitano.

Un concetto ribadito da Marianna Elmi, vice segretario generale della Convenzione delle Alpi. “Alla base del nostro lavoro c’è l’idea che il turismo sia legato alla sostenibilità, che non è solo ambientale, ma anche economica e sociale, e che non può fare a meno del contributo delle donne: non in chiave paternalistica, ma di opportunità. Come evidenziato in occasione di importanti conferenze internazionali, le donne sono i motori dello sviluppo del territorio di montagna ovunque nel mondo”.

Mara Cernic, presidente Gruppo di Lavoro Turismo Sostenibile della Convenzione delle Alpi, il compito di riassumere con una sintesi efficace quanto emerso durante la tavola rotonda mattutina, che ha mobilitato competenze e professionalità diverse. “Non ci siamo concentrate sul ruolo della donna, quanto sull’apporto che le relatrici, attive in organismi internazionali, protagoniste nel settore pubblico e privato, con ruoli importanti nella ricerca scientifica e nelle istituzioni, potevano dare al dibattito, ognuna nel suo ambito, in una prospettiva strategica”.

L’incontro a porte chiuse si è articolato intorno a due temi, ovvero gli obiettivi del Gruppo di Lavoro Turismo Sostenibile della Convenzione delle Alpi: da un lato l’elaborazione di scenari di sviluppo del turismo sostenibile nelle Alpi, dall’altro l’individuazione di destinazioni turistiche sostenibili, guardando sia all’esempio paradigmatico di Cortina che ai piccoli centri alpini capaci di trovare un equilibrio tra crescita e tutela dell’ambiente. “I mondiali di sci, gestiti secondo i criteri della Carta di Cortina, potrebbero diventare una best practice da condividere: ad esempio per la depurazione dell’acqua e la gestione dei rifiuti. E a questo proposito è stata sottolineata la necessità di regole univoche, condivise e certe sul territorio dell’arco alpino” ha aggiunto Mara Cernic. “La sostenibilità, infine, è da intendersi come un processo, e non una meta: i risultati della conferenza internazionale DESTINATION GREENITALY, ora raccolti in una pubblicazione, suggeriscono di considerarla un “modus operandi”. Analogamente, anche il concetto di eguaglianza di genere può essere interpretato come un metodo di lavoro efficace”.

L’Assessore al Territorio della Regione Veneto CristianoCorazzari è stato tra i sottoscrittori della Carta di Cortina nel 2016. “Un tempo organizzare un grande evento internazionale significava piegare il territorio alla necessità contingente, dotandosi di infrastrutture impattanti” ha ricordato. “Oggi un evento si qualifica per le caratteristiche del territorio in cui si svolge: i mondiali assumono rilevanza perché coinvolgono le Dolomiti, che possiedono un’immagine di eccellenza internazionale. Ecco perché la salvaguardia dell’ambiente, il riutilizzo, la rigenerazione urbana, la qualità della vita sono concetti centrali, e Cortina può essere un faro”.

A partire dalla mobilità, come ha sostenuto Benedetto Gaffarini, Assessore Urbanistica, Ambiente e Territorio di Cortina. “Dobbiamo realizzare una nuova viabilità, rispettando le linee guida della Carta di Cortina. La vera sfida non è organizzare i Mondiali: è preservare la grande bellezza che ci circonda, queste montagne apparentemente immutabili, ma in realtà fragili, la fauna selvatica dei boschi, il fondovalle. Ribaltare l’assioma secondo cui il turismo distruggerebbe ciò che l’attrae, privilegiando uno sviluppo dall’impatto positivo. E trasmettere questa conoscenza agli altri: è a questo che serve la Carta di Cortina”.

La comunicazione è al centro dell’azione di Paola Coletti, Assessore Istruzione e Politiche Educative e maestra di sci, responsabile di un progetto educativo che sta prendendo forma. “Con l’aiuto di Legambiente stiamo puntando alla sensibilizzazione degli adulti di domani. Insegniamo loro come effettuare la racconta differenziata, avendo cura di mostrare l’intero ciclo di vita dei prodotti: saranno i bambini, tornati a casa, ad educare i genitori, diffondendo quanto appreso. Inoltre stiamo predisponendo Plastic Free, un protocollo che punta a sostituire la plastica con altri materiali, a partire dagli uffici comunali”.

Obiettivi concreti, come quelli della Carta di Cortina: “Ci stiamo preparando ai Mondiali sperimentando nuove tecnologie e progetti ambientali, perché siamo convinti che esista sempre una via migliore da applicare per alleggerire il turismo del suo impatto” ha evidenziato Susanna Sieff, Sustainability Manager Fondazione Cortina 2021. “Si tratta di fare scelte precise e consapevoli per dare forma a un nuovo paradigma turistico in zone di montagna. Tra gli aspetti centrali, quello della misurazione: utilizzare indicatori chiari, come l’inventario delle emissioni di CO2 che ci accompagnerà in ogni fase, la costruzione, la gestione e la dismissione dell’evento. La Fondazione svolge un ruolo importante, ma è necessario che il progetto sia guidato da un forte coordinamento e coinvolga in prima persona gli attori del territorio”.

Marcella Morandini, direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO, ha sottolineato l’impegno profuso per favorire il turismo inclusivo. “La montagna deve essere accessibile, ma al tempo stesso ci sono confini da non superare: sono solamente 200 i siti naturali UNESCO, e per rimanere in questo club di eccellenza occorre mantenere l’integrità del territorio, ecco perché la Carta di Cortina ci vede lavorare tutti fianco a fianco”.

Tra i firmatari del documento, nel 2016, anche l’ANEF. “Per noi è stata una conquista importante” ha raccontato la presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari Valeria Ghezzi. “La Carta di Cortina afferma che non esiste necessariamente una visione contrastante tra il mondo dello sci, le infrastrutture del territorio, la sostenibilità e la tutela ambientale. Tecnologia e innovazione sono alleati dell’ambiente, permettono di ridurre i consumi, l’acqua, l’energia, i rifiuti speciali con gli impianti di ultima generazione. La mobilità a fune rende le meraviglie della montagna accessibili, e inoltre è un presidio importante contro il dissesto idrogeologico e lo spopolamento dei villaggi”.

Nel suo intervento, Flavio Roda, presidente FISI, si è innanzitutto complimentato con Cortina e con la Fondazione Cortina 2021, che organizza i Mondiali. “La FISI ha aderito fin da subito alla Carta di Cortina: l’importanza di preservare l’ambiente è evidente per chi pratica sport invernali. Ho già potuto apprezzare l’accuratezza con cui il progetto sta avanzando, e il grande rispetto per le montagne dimostrato nelle prime fasi di lavoro”. Anche nello sport il ruolo delle donne viene sempre più valorizzato, ha affermato con soddisfazione. “Abbiamo finalmente parificato i premi-gara, e anche gli sponsor si sono accorti del grande richiamo, in termini di visibilità, delle atlete donne, che si impongono per determinazione e serietà. Basti pensare a nomi come Sofia Goggia, Federica Brignone, oggi molto popolari, o Michela Moioli, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi.

Valerio Giacobbi, amministratore delegato di Fondazione Cortina 2021, ha invitato sul palco Luciano Magnani, presidente Consorzio Cimone, località che si prepara ad adottare i principi della Carta di Cortina esportandoli sull’Appennino. “Ci accomuna una grande passione per il territorio e la sua tutela: abbiamo una grande responsabilità verso i nostri figli, proteggere la montagna e il suo ambiente”. Una filosofia che si sta sviluppando a Cortina e che si sta diffondendo alle altre piazze impegnate nell’economia sostenibile. “Quella della sostenibilità non è una moda, per noi, ma una precisa scelta” è stata la conclusione di Valerio Giacobbi. “Solo la consapevolezza genera un cambiamento a lungo termine nei comportamenti e nelle pratiche. È questa la legacy più importante, ovvero l’eredità che ci impegniamo a lasciare, a Mondiale concluso”.

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