mercoledì 16 gennaio 2019

TUTTE LE SFUMATURE DEL PINOT NERO DELL’OLTREPÒ PAVESE Uno dei vitigni più famosi al mondo a La Porta del Vino, dal 28 gennaio al 2 febbraio

“Ha la buccia sottile, è sensibile, matura presto. E, insomma... non è una
forza come il Cabernet che riesce a crescere ovunque e fiorisce anche quando è trascurato. No, al
Pinot Nero servono cure e attenzioni. Sì, infatti cresce soltanto in certi piccolissimi angoli nascosti del mondo. E... e solo il più paziente e amorevole dei coltivatori può farcela, è così. Solo chi si prende davvero il tempo di comprendere il potenziale del Pinot sa farlo rendere al massimo della sua
espressione. E inoltre, andiamo... oh, i suoi aromi sono i più ammalianti e brillanti, eccitanti e sottili
e antichi del nostro pianeta.” (da Sideways).


La Porta del Vino, il luogo voluto dal Movimento Turismo del Vino Lombardo a Milano, inaugura le
attività del nuovo anno con una settimana dedicata ad una gamma di vini di assoluto prestigio. Dal
28 gennaio al 2 febbraio si potranno infatti apprezzare tutte le sfumature del Pinot Nero,
nell’interpretazione che ne danno alcuni tra i vignaioli più attenti dell’Oltrepò Pavese.
“Dopo le settimane dedicate a zone più piccole e poco note – afferma Carlo Pietrasanta,
vicepresidente del Movimento Turismo del Vino Lombardo, animatore del progetto LA PORTA DEL
VINO e vignaiolo – è doveroso guardare anche ai territori che hanno certamente fatto grande e
importante la produzione vitivinicola della nostra Regione. Non possiamo ignorare che l’Oltrepò
Pavese è una delle zone di produzione più importanti d’Italia per numero di aziende e per volumi di
produzione. Aggiungo: possiamo dire anche, in molti casi, per la qualità assoluta della produzione”.
Claudio Maspes – responsabile delle degustazioni de La Porta del Vino, formatore e Direttore dei
Corsi ASPI per Milano e Provincia – spiega: “Oltre ad essere stati per decenni i più consumati nelle
famiglie milanesi, quelli dell’Oltrepò sono anche vini che hanno conosciuto una crescita qualitativa
impressionante, grazie ad alcuni produttori illuminati che non si sono accontentati di facili ma
temporanei successi. E le grandi e multiformi espressioni di questo straordinario vitigno - il Pinot
Nero – che conosceremo nel corso della settimana sono probabilmente la bandiera più illustre di
questo territorio.”
“Affascinante, difficile, faticoso, raffinato: il Pinot Nero è una delle scommesse più impegnative per
qualsiasi vignaiolo e qualsiasi enologo, – sostiene Valeria Radici Odero dell’Azienda Frecciarossa, una tra le più prestigiose della zona, storicamente legata alla coltivazione di questo grande vitigno -
che però in Oltrepò Pavese ha trovato una delle sue case d’elezione, tanto che può dare risultati di
grandissimo valore in forme diversissime tra loro, dai bianchi ai grandi Metodo Classico fino alle
vinificazioni più importanti in rosso e in rosso riserva. L’importante è lavorare in modo serio e preciso,
per ottenere dei vini che possono reggere il confronto con le produzioni più blasonate al mondo”.
Proprio per presentare questa straordinaria varietà, ciascuna serata di questa settimana alla Porta
del Vino sarà dedicata ad una delle “sfumature” possibili della vinificazione del Pinot Nero: bianchi,
Metodo Classico in bianco e in rosa, grandi rossi.
“Speriamo che queste giornate suscitino l’interesse che meritano negli appassionati e nei
professionisti del vino: crediamo che le aziende e le etichette che presentiamo siano di assoluto
valore. E siamo molto contenti che gli amici di ABS Wine & Spirits abbiano voluto intensificare e
approfondire la collaborazione con noi su queste iniziative e condividano la nostra strategia. Milano
ne ha bisogno.” conclude Carlo Pietrasanta.

TINOSANA TORNA AL CELEBRE BADRUTT’S PALACE HOTEL DI ST. MORITZ E PARTECIPA ALLA RISTRUTTURAZIONE DE “LE RESTAURANT” E DEL CELEBRE “KING’S CLUB”




Proseguono i progetti di altissima qualità nel campo della ristorazione realizzati dalla storica falegnameria italiana Tino Sana: dal superbo Ecrin dell'Hotel de Crillon 5* a Parigi, al The Terrace del Westin Dragonara Resort 5* di Malta, passando per “il nido” Igniv dello chef tristellato Andreas Caminada nel cuore della Svizzera

Bergamo, 16 gennaio 2019 – Dopo aver firmato l’iconico ristorante Igniv dello chef tristellato Andreas Caminada nel Badrutt’s Palace Hotel, Tinosana, la storica falegnameria di Almenno San Bartolomeo famosa a livello internazionale per la realizzazione di arredi per alberghi, navi da crociera e complessi comunitari di grande prestigio, torna nel gioiello dell’ospitalità svizzera a St. Moritz per partecipare alla ristrutturazione de Le Restaurant e del famosissimo King's Club. Prosegue così la straordinaria esperienza di Tinosana nella realizzazione di location di alto prestigio nel mondo del food & beverage.
I due nuovi progetti contribuiranno a segnare il futuro dello storico Badrutt’s Palace Hotel che ha recentemente festeggiato i suoi primi 120 anni di attività. Nel castello incantato tra i monti svizzeri, infatti, risplende ancora il fascino di alcune delle celebrità più amate di sempre che lo frequentarono in passato, come Marlene Dietrich, Audrey Hepburn, Greta Garbo, Rita Hayworth, Brigitte Bardot, Coco Chanel, Charlie Chaplin e Alfred Hitchcock. A Tinosana il compito di contribuire alla ristrutturazione de Le Restaurant, un salone da pranzo caratterizzato da un'atmosfera glamour e rilassante perfetto per una cena a lume di candela, e del King's Club, famoso come il più antico nightclub della Svizzera.
Progetti che rinnovano l’impegno con cui Tinosana nel 2016 contribuì alla realizzazione di Igniv, il ristorante dello chef Caminada. Un luogo ispirato a principi di condivisione e convivialità in cui si respira un’atmosfera da favola, tra pannelli in legno grezzo, luci soffuse, lussuosi velluti e tessuti damascati. Un incontro tra colori e materiali che riporta la mente al XIX secolo. Il ristorante, che vanta una stella Michelin, infatti, si caratterizza per una raffinata informalità ed è stato realizzato con le intuizioni della designer di fama internazionale Patricia Urquiola, rappresentando plasticamente il senso stesso dell’Igniv, termine che in lingua romancia significa “nido”.
Ma i lavori di altissimo livello realizzati da Tinosana nel campo della ristorazione sono tantissimi e tutti eseguiti con massima versatilità e cura per i dettagli. Si pensi, in particolare, all’Ecrin, la gemma nascosta dell'Hotel de Crillon 5* a Parigi, e al The Terrance, nel Westin Dragonara Resort 5* di Malta. Gli ospiti dell'Ecrin assaporano la cucina creativa dello chef stellato Christopher Hache in un ambiente dallo stile contemporaneo che unisce armonia e raffinatezza. Tinosana, seguendo il progetto di ristrutturazione dell’Hôtel de Crillon nel 2015, ha collaborato con Chahan Minassian, interior designer, antiquario e gallerista di Parigi, curando nei minimi dettagli il nuovo abito del rinomato ristorante, ricreando una sala "nascosta", intimista e senza tempo. I sapori ben definiti, ma delicati, dei piatti dello chef trovano quindi pieno coronamento nell’ambiente creato da Tinosana: qui, diverse tonalità di grigio antracite contrastano il candore della tavola, donando alla sala un’atmosfera intima ed elegante, mentre specchi con effetto metallizzato alle pareti innescano un intrigante gioco di riflessi.
Un tocco magico quello di Tinosana che si ritrova anche a latitudini molto diverse, come a Malta, al The Terrace, location ristrutturata all'inizio del 2017 e inaugurata nell'aprile del 2018. La nuova sede, progettata dal famoso studio di interior design Lynne Hunt London, offre la possibilità di vivere un'esperienza culinaria memorabile combinata a un ambiente dalle linee semplici, ma eleganti. Anche in questo lavoro è l’unione e la lavorazione di diversi materiali a rendere unico l’ambiente. Il locale è caratterizzato da piani in marmo, separè e soffitti in legno di rovere intarsiato, da pareti in vetro mosaico e resina con colori bianco e blu cobalto così da portare anche all’interno del locale l’effetto dell’onda marina. Il risultato è quindi, un luogo dall’allure orientaleggiante che con materiali e colori diversi richiama la bellezza del mare maltese.
«In ognuno di questi lavori abbiamo ascoltato la storia del luogo, rispettandone l’identità. Con attenzione dettagli e massima versatilità, abbiamo risposto alle richieste dei nostri committenti presentando prodotti di alta qualità, personalizzati, espressione del miglior made in Italy. Perché è questo il segno che caratterizza ogni nostro lavoro: il calore del legno, materiale per eccellenza, si unisce a lavorazioni di alta qualità per dare il massimo a ogni progetto» - dichiara Gianpaolo Sana, titolare della Tinosana.



TINO SANA srl
La Tino Sana srl, azienda specializzata nella realizzazione di arredamenti per complessi comunitari di grande prestigio, alberghi e navi da crociera fondata dal patron Tino Sana nel 1965 e oggi guidata verso una nuova fase dai figli Gianpaolo, Guido, Chiara e Aurora. Da oltre 50 anni coniuga il saper fare artigiano e le migliori tecnologie industriali per soddisfare le richieste del cliente attraverso progetti tailor-made e chiavi in mano per i quali si richiede la perfezione in ogni dettaglio. Tutte le realizzazioni di Tino Sana, infatti, sono caratterizzate da un attento lavoro di ricerca e progettazione garantendo un supporto efficace e professionale agli architetti con cui si collabora. www.tinosana.com



Al Cristallo, a Luxury Collection Resort & Spa, Cortina d’Ampezzo torna la rassegna gastronomica “In punta di forchetta”: menù a quattro mani con vista Dolomiti




Cortina d’Ampezzo, 15 gennaio 2019_ Basta con la cucina da salotto televisivo: il Cristallo, a Luxury Collection Resort & Spa Cortina d’Ampezzo dà il benvenuto ad un’arte concreta, che bypassa lo schermo e prende per la gola, raccontando il territorio a partire da profumi, aromi, texture, temperature, abbinamenti. Torna la rassegna gastronomica “In punta di Forchetta”: appuntamento al 23 gennaio, il 30 gennaio e il 5 febbraio, al ristorante Gazebo, una delle anime gourmet dell’hotel, a partire dalle ore 20.00.

Il format è quello che ha decretato il successo dell’iniziativa. Si cucina a quattro mani: lo chef “titolare”, Marco Pinelli e uno chef ospite, diverso di volta in volta, si alternano dietro ai fornelli. Un dialogo che prescinde dalle parole – si sa, ingannevoli – e punta su un valore sicuro, riaffermando il primato del gusto, che non si può camuffare o contraffare. La vera cucina non mente mai.
 
 


Il mercoledì successivo, il 30 gennaio, spazio al duetto tra Marco Pinelli e Andrea Migliaccio, executive chef dell’Olivo di Capri (2 stelle Michelin), de Il Riccio (1 stella), entrambi presso l’hotel Capri Palace, del Capri di Zermatt (1 stella), e del ristorante Assaje dell’Aldrovandi Villa Borghese (1 stella). L’occasione per gustare la sua ventresca di tonno cotta a bassa temperatura con millefoglie di zucca, mandorle e salsa di arancia, il risotto al ragù napoletano, la guancia di vitello brasata con broccoli, chips di rafano, paprica dolce e salsa al prezzemolo. Lo chef Pinelli replicherà con la sua “mozzarella di mare” a base di seppia, vongole, gamberi e cous cous su bisque di crostacei al pomodoro, con il baccalà e infine con i babà alla crema con amarene.

Per concludere, martedì 5 febbraio, ultimo grande incontro culinario: ospite speciale sarà Andrea Berton, chef stellato, a Milano, nel ristorante che porta il suo nome. Formatosi alla scuola di Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse, lavora da Mossiman’s a Londra e all’Enoteca Pinchiorri di Firenze, e come chef guadagna la sua prima stella Michelin alla Taverna di Colloredo di Monte Albano. Seguono altri importanti riconoscimenti, poi una fase in cui si dedica, come consulente, a nuovi progetti, e infine il ritorno in cucina, con il suo ristorante, che si aggiudica una stella in tempi record. Ambasciatore dell’Expo 2015, fa incetta di premi: gli ultimi, in ordine di tempo, sono il Premio Pommery "Il piatto dell'anno" della Guida Ristoranti d’Italia 2019 dell'Espresso e i 4 cappelli sempre della Guida de L'Espresso. Anche Andrea Berton preparerà un menu a quattro mani con il collega del Cristallo, chiudendo in grande stile questo viaggio sensoriale.


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Cristallo, a Luxury Collection Resort & Spa, Cortina d’Ampezzo:
Dal 1901 Cristallo, a Luxury Collection Resort & Spa, Cortina d’Ampezzo è incastonato nello spettacolare scenario delle Dolomiti (sito UNESCO). Di proprietà e in gestione alla famiglia Gualandi, l’iconico albergo si trova all’interno di un palazzo storico che ha ospitato le Olimpiadi Invernali e accolto tantissimi ospiti celebri, troupe cinematografiche e personaggi famosi come Frank Sinatra. L’albergo, con doppia stagionalità, si trova in una delle destinazioni turistiche più ricercate in Italia, per gli impianti sciistici d’inverno, per le escursioni all’aria aperta durante l’estate e per le esperienze gastronomiche di alto livello. Con una maestosa vista che spazia dalla città di Cortina d’Ampezzo alle Dolomiti, le 74 camere dell’albergo, incluse 20 suite e due Presidential suite sono state restaurate rispettando il carattere tradizionale degli arredi. Gli ospiti possono anche gustare diverse specialità gastronomiche nei 4 ristoranti dell’albergo.
La spettacolare Spa di 1600 metri quadrati - ULTIMATE SPA del Cristallo – utilizza per i trattamenti di Transvital Swiss Beauty Center esclusivamente materie prime locali ed include uno spazioso FitWell Club.
Nel giugno 2017, il resort è entrato a far parte del brand The Luxury Collection, che raccoglie i migliori hotel di lusso nel mondo. Come nuovo affiliato a The Luxury Collection e come primo ski resort al mondo, Cristallo continuerà ad offrire ai propri ospiti un’atmosfera elegante dal gusto classico, con lampadari d’epoca e affreschi alle pareti, combinandola a dotazioni tecnologiche all’avanguardia, al fine di offrire un soggiorno improntato all’esperienza di lusso contemporaneo.
www.cristallo.it


The Luxury Collection Hotels & Resorts:
The Luxury Collection® riunisce una selezione di hotel e resort che offrono esperienze uniche ed autentiche che evocano tesori e memorie durature. The Luxury Collection offre al viaggiatore accesso alle destinazioni più affascinanti del mondo. Ogni hotel e resort è un esempio unico e prezioso della destinazione in cui si trova, un vero e proprio accesso alle tradizioni e al fascino del luogo. Splendidi arredi, ambienti spettacolari, servizio impeccabile e i più moderni comfort regalano un’esperienza unica. Creato nel 1906 sotto il brand CIGA come collezione delle più celebri e simboliche proprietà d’Europa, oggi il marchio The Luxury Collection raccoglie oltre 100 hotel e resort fra i più famosi del mondo, in più di 30 paesi e nelle città e destinazioni più spettacolari. Tutti gli alberghi The Luxury Collection, alcuni dei quali testimoni di tradizioni centenarie, sono riconosciuti a livello internazionale per essere fra i più affascinanti del mondo.
Per maggiori informazioni: www.luxurycollection.com Twitter, Instagram e Facebook.

Informazioni su Marriott International, Inc.
Marriott International, Inc. (NASDAQ: MAR) ha sede a Bethesda, Maryland, Stati Uniti d'America e conta circa 6700 proprietà e 30 brands in oltre 130 paesi. Marriott è una società di gestione e franchising di alberghi, oltre ad essere licenziataria di resort in multiproprietà. I programmi di fidelizzazione leader nel settore sono: Marriott Rewards® che a sua volta include The Ritz-Carlton Rewards® e Starwood Preferred Guest®. Per ulteriori informazioni si prega di visitare il sito web all'indirizzo www.marriott.com e per le ultime notizie visitate www.marriottnewscenter.com e @MarriottIntl su Twitter e Instagram.

Nuovo appuntamento della Stagione Mutaverso Teatro Auditorium Centro Sociale di Salerno - venerdì 18 gennaio, ore 21:00 Principio Attivo Teatro in scena con: L'Opera Nazionale Combattenti presenta I giganti della montagna atto III



Il prossimo appuntamento della Stagione Mutaverso Teatro, diretta da Vincenzo Albano di Erre Teatro, che si tiene all'Auditorium del Centro Sociale (Via R. Cantarella 22, quartiere Pastena), venerdì 18 gennaio alle ore 21, porta in scena un lavoro della compagnia leccese Principio Attivo Teatro, vincitrice di numerosi premi e che lavora a livello internazionale. Lo spettacolo è "L'Opera Nazionale Combattenti presenta I giganti della montagna atto III", che vedrà sul palco Leone Marco Bartolo, Dario Cadei, Carla Guido, Otto Marco Mercante, Cristina Mileti, Giuseppe Semeraro, drammaturgia di Valentina Diana e regia di Giuseppe Semeraro; bande sonore e musiche di Leone Marco Bartolo, voce fuori campo di Sivia Lodi; scene e trucco di Bianca Maria Sitzia. "Il nostro spettacolo è ispirato a I giganti della montagna, in particolare a quell’ultimo atto che non fu scritto, i cui appunti sono stati dettati dallo stesso Pirandello al figlio Stefano" spiega il regista. "La nostra idea è di lavorare intorno a questo finale incompiuto e di svilupparlo attraverso una compagnia di anziani o variamente disadattati, fuori dal tempo, fuori tempo, in qualche modo anacronistici, di un anacronismo che non è collocabile nel tempo cronologico, ma che piuttosto rappresenta l’estraneità alla modernità, alla contemporaneità. Una compagnia che non è al passo con i tempi, che non si è né integrata né collocata. La compagnia si presenta con il nome Opera Nazionale Combattenti, un nome che rimanda a una legione dismessa di una qualche guerra patria ormai finita e dimenticata, un gruppo di ex combattenti fuori contesto, inutili e disonorati, a cui nessun rispetto è più riservato. L'opera teatrale dal teatro nel teatro pirandelliano ambisce ironicamente a fare teatro per il teatro, l’arte per l’arte. Come se questi desolati attori volessero assumersi l’infausto compito di fare un massaggio cardiaco al teatro morente. Quando l’ironia ha la lama affilata basta un niente a toccare la tragedia".

Auditorium Centro sociale di Salerno (Via Cantarella, 22 - quartiere Pastena)
venerdì 18 gennaio, ore 21.00
biglietto unico intero: 10,00 euro

martedì 15 gennaio 2019

UN INIZIO 2019 RICCO DI APPUNTAMENTI PER LE DONNE DELLA BIRRA



Un incontro tutto dedicato all’Associazione Le Donne della Birra a Expo Riva Hotel. La prima edizione del premio Le Donne della Birra consegnato alle publican a Beer Attraction. Le degustazioni guidate dalle nostre Bier Sommelière Doemens a Craft Beer Italy. A febbraio e marzo Le Donne della Birra saranno protagoniste dei tre appuntamenti più importanti del settore birrario.

Il 2019 si apre con una serie di importanti appuntamenti per Le Donne della Birra, che saranno presenti a Expo Riva Hotel a Riva del Garda (TN) dal 3 al 6 febbraio, a Beer Attraction a Rimini dal 16 al 19 febbraio e a Craft Beer Italy a Milano il 27 e 28 marzo.

A Expo Riva Hotel Le Donne della Birra saranno presenti con uno stand (C16 – Pad. B4 - 2° piano) dove sarà possibile incontrare le socie Lucia Del Vecchio del Birrificio 5+, Monica Varisco del Birrificio Rhodense e Federica Felice del Birrificio Cittavecchia. Inoltre, mercoledì 6 febbraio alle ore 12.00 ci sarà un incontro dedicato all’Associazione al quale sarà presente la presidente Elvira Ackermann.

Lunedì 18 febbraio a Beer Attraction l’Associazione consegnerà i premi Le Donne della Birra 2019 alle publican e a coloro che gestiscono locali segnalate per la loro capacità di valorizzare la birra e il servizio della stessa e di garantire un pregiato punto di vista femminile nel mondo birrario. L’assegnazione avverrà nel prestigioso contesto delle Accademie della Birra consegnate dal mensile Il Mondo della Birra della Tuttopress Editrice di Milano.

Dulcis in fundo, l’Associazione ha stretto una partnership con Craft Beer Italy, format di incontro B2B, quest’anno nella nuova location di MiCo Lab a Milano Congressi, dove il 27 e 28 marzo sarà possibile incontrare le nostre Bier Sommelière Doemens e seguire le loro degustazioni guidate.

Le Donne della Birra
L'Associazione Le Donne della Birra riunisce le donne che lavorano nel settore o che, più semplicemente, amano la spumeggiante bevanda. I suoi obiettivi sono la valorizzazione del ruolo della donna in ambito birrario e la diffusione e il miglioramento della conoscenza e della cultura della birra di qualità. L'Associazione prende le mosse da un interesse crescente del mondo femminile per la birra, una bevanda dalla lunga storia e dalle grandi tradizioni che anche nel nostro Paese inizia a godere della meritata attenzione da parte dei consumatori e, soprattutto, delle consumatrici.


Associazione Le Donne della Birra – Via Antonio Cantore, 266/r – 16149 Genova – Tel. 393-9128484 e-mail: info@ledonnedellabirra.it– www.ledonnedellabirra.it

BACK TO WORK, LE 10 REGOLE SALVATEMPO DI MIND THE GUM




Milano, 15 gennaio 2019Mind The Gum, il super integratore alimentare in chewing-gum dall’azione rapida e duratura sulla concentrazione, è il prodotto perfetto per iniziare il 2019, e tornare in ufficio con una marcia in più.

Il back to office dopo le Feste è sempre difficile: energia e attenzione sono ai livelli minimi e ritrovare il giusto focus può rivelarsi un’impresa piuttosto ardua. Grazie a 15 componenti, Mind The Gum è il giusto alleato per affrontare le nuove sfide dell’anno, soprattutto se si è pronti a seguire 10 semplici trucchi per una gestione efficace del proprio tempo.

1.     Pianificare il tempo. Failing to plan is planning to fail
Tenere un’agenda e mettere per iscritto tutte le task pianificate, aiuta a svolgerle più velocemente, senza rischiare di dimenticare nulla. Un plan con delle attività strutturate permette anche di notare eventuali lacune, prima che sia troppo tardi.

2.     Definire le priorità e stilare una lista. Most of urgent matters are rarely important
Sistemare il to-do giornaliero è un trucco per concentrarsi su ciò che realmente conta: avere un’idea di cosa è più importante e difficile tra le attività da svolgere, consente di organizzare adeguatamente tutte le task, completando prima ciò che richiede maggiore lucidità e tempo.

3.     Costruire un timesheet. “Time flies when you’re having fun
Misurare il tempo lavorato è un utile strumento per controllare se tutti i compiti prefissati sono stati svolti e analizzare il tempo che ogni task ha richiesto.

4.     Usare color coding. “Schedule your priorities by color coding your calendars
Associare un colore ad argomenti e attività e utilizzare i codici colore ogni giorno, per segnare appuntamenti e task, è una pratica soluzione per rendere tutto evidente a colpo d’occhio.

5.     Farsi seguire da un coach. “No one competes at high level without being coached
A volte un esperto può vedere ciò di cui non ci accorgiamo perché troppo presi dal nostro lavoro e aiutarci ad allineare tra loro le priorità, il sistema di gestione delle attività quotidiane e gli obiettivi.

6.     Basta perdere tempo nelle riunioni. If you don’t know what to do, call for a meeting?”
Accade spesso di essere coinvolti in meeting che non portano a nulla, rivelandosi solo una perdita di tempo. Per far sì che tutte le riunioni siano produttive, basta seguire dei piccoli accorgimenti come: creare un’agenda, stabilire un tempo massimo e prepararsi preventivamente sugli argomenti su cui verterà l’incontro.

7.     Disabilitare le notifiche.One task at a time and no distractions
La concentrazione è migliore quando si è focalizzati su una task alla volta, perciò occorre ridurre le interruzioni costanti. Quando si è impegnati in attività che richiedono una grande attenzione, un’ottima soluzione è di silenziare le notifiche del cellulare e del computer, per evitare di interrompere il flusso dei pensieri.

8.     Un giorno di distacco completo. You know on the seventh day, God rested, right?”
Per essere più produttivi, la mente necessita del giusto riposo. Tutti hanno bisogno di dormire, ritagliarsi un po’ di tempo libero e fare un passo indietro per ricaricare le batterie.

9.     Fermarsi e fare una pausa. “Take a break”
Per non rischiare di essere risucchiati dal troppo lavoro e venire sopraffatti dalla stanchezza, è consigliato fare delle pause. Staccare e disconnettersi per qualche minuto permette di riprendere il lavoro con maggiore lucidità.

10.  Usare Mind The Gum. Successful people are simply those with successful habits
Con le sue 15 componenti Mind The Gum aiuta a ritrovare la carica, riducendo lo stress da rientro, e sfruttare al massimo il tempo per rendere più efficiente la giornata di lavoro. In ogni gomma, infatti, sono presenti la dose giornaliera di Vitamine A, B e D, Caffeina, nota per le sue proprietà energizzanti, Griffonia, in grado di contrastare l’abbassamento del tono dell’umore e Glutammina, sostanza utile per potenziare funzioni cognitive, come l’apprendimento e la memoria. Questa formulazione bilanciata è racchiusa nel comodo formato in chewing-gum, permettendo alle componenti di entrare direttamente in circolazione, grazie agli effetti benefici della masticazione, e garantendo quindi un’assimilazione più rapida.

Con un effetto immediato, Mind The Gum è pensato e creato per lavoratori e professionisti che desiderano esprimere il proprio potenziale con maggiore efficacia e risultati ottimali.
Masticare tre chewing-gum Mind the Gum – la dose giornaliera consigliata – aiuta a combattere la stanchezza mentale e affrontare ogni task con la giusta energia e produttività, lasciando così spazio a tempo libero e interessi.

Mind The Gum è disponibile in oltre 1.000 punti vendita su tutto il territorio nazionale, tra cui farmacie, bar, su Amazon e sul sito  Mindthegum.it. È inoltre possibile attivare accordi aziendali attraverso il programma Smart Corporate. Già diverse aziende si sono abbonate al servizio mettendo a disposizione Mind The Gum per i propri dipendenti.

CASVA÷ DESIGN LA DONAZIONE DELLO STUDIO MID DESIGN/COMUNICAZIONI VISIVE AL CASVA




Milano, 15 gennaio 2019 - Il nuovo anno si apre per il CASVA - Centro Alti Studi sulle Arti Visive - con l’annuncio di una ulteriore acquisizione: la donazione dell’archivio dello Studio MID design/comunicazioni visive attraverso gli archivi specifici di Alfonso F. Grassi e di Alberto Marangoni.

Questa donazione segna un momento importante per il CASVA poiché rappresenta sia l’occasione per comunicare con decisione la ricchezza dei suoi archivi composti da una varietà di materiali che, orientati comunque al progetto, coprono tutto il ventaglio delle arti - fotografie, modelli, disegni, prototipi, dipinti, opere d’arte create da progettisti, architetti e designer o da loro collezionate – sia per sollecitare altri progettisti a condividere il percorso futuro.

Milano riveste in Italia e nel mondo un ruolo centrale nell’ambito dell’architettura, del design, della grafica e dell’illustrazione; il CASVA concorre anch’esso a questo posizionamento garantendo alla città la conservazione e la costruzione di questa memoria quale base solida per confermare nel futuro questa sua preminenza.È questo un gesto di responsabilità e un impegno che l’Amministrazione si è assunta fondando l’istituto.
L’archivio è anche al servizio degli istituti di ricerca e le università nella promozione della città; i materiali sono primariamente a disposizione degli studiosi che al CASVA si rivolgono per trovare le fonti di nuovi studi e degli studenti che su questi modelli fondano le loro future creazioni.

Grazie alla volontà di Anty Pansera e di Alberto Marangoni oggi l’archivio dello Studio MID design/comunicazioni visive diventa patrimonio dei milanesi e ci dà un ulteriore spaccato di quella che è stata la cultura del progetto italiana tra gli anni ’60 e i primi anni ’90 del secolo scorso.
Fondato da Alfonso F. Grassi (1943-2014), Gianfranco Laminarca (1941-1990) e Alberto Marangoni (1943), tutti diplomati all’Accademia di Belle Arti di Brera, lo Studio MID design/comunicazioni visive affonda le sue radici nel Gruppo MID, attivo dal 1964 nell’ambito dell’arte cinetica e dell’estetica sperimentale.

Il1966 segna l’anno dell’iscrizione dei tre all’ADI - Associazione per il Disegno Industriale, in cui ricoprirono negli anni a seguire anche ruoli strategici, ela trasformazione del “gruppo” in Studio MID design/comunicazioni visive. Tre personalità diverse tra loro, ma tutte poliedriche che, pur condividendo l’impostazione d’insieme di tutti i progetti e credendo nel lavoro di team, si dividono equamente i ruoli: Laminarca, più “politico”, è l’amministratore delegato, occupandosi dei clienti e dell’amministrazione, Grassi e Marangoni sono i responsabili del Product, dell’Exhibit e dell’Environmental design il primo e del Visual design il secondo.

Il loro esordio fu subito un successo con la vittoria del Concorso internazionale per il progetto del Padiglione Italia alla XIV Triennale di Milano del 1968. A questo seguì la progettazione di innumerevoli prodotti di comunicazione: nel 1979 la vincita del Compasso d’Oro per l’immagine coordinata e l’allestimento della mostra Tre secoli di calcolo automatico, IBM Italia al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano e sempre lo stesso anno la segnalazione al Compasso d’Oro per l’immagine grafica del settimanale L’Europeo di Rizzoli.
Nel 1981- 82 curano l’immagine coordinata e il sistema segnaletico della Sea, Società aeroportuale di Linate e Malpensa e delle Ferrovie Nord di Milano e sempre negli anni ’80 Grassi segue il progetto della pedonalizzazione di Corso Vittorio Emanuele a Milano, primo esempio italiano di “isola pedonale”.
Tante le mostre allestite e coordinate, da ricordare Gli Anni Trenta, arte e cultura in Italia (1982), È Design (1983), Come giocavamo (1984), L’Uomo a due ruote (1987), Cento Anni di Industria (1989), Il Cammino del Commercio (1991).
Due i prodotti iconici ideati e progettati da Studio MID design/comunicazioni visive che ancora oggi sono in commercio e in uso: il rasoio Bic Black (1975) e il flacone per il Bialcol (1985).

Nel 1991 termina l’avventura di Studio MID design/comunicazioni visive, ma sia Grassi che Marangoni continuano la loro attività non solo progettuale, ma anche accademica.

Accolgo con piena soddisfazione l'atto di donazione al CASVA di Milano dell'archivio dello Studio MID design/comunicazioni visive, studio nel quale, ho condiviso con Alfonso Grassi e a Gianfranco Laminarca, anni di intenso impegno professionale e di profondi valori umani.” - afferma Alberto Marangoni. E Anty Pansera continua: “Da storico e critico del design, ed anche da persona che dal 1973 ha seguito ( e in alcuni casi collaborato) con lo studio MID, credo che il CASVA stia ricoprendo e sempre più possa ricoprire, un ruolo centrale nella conservazione, valorizzazione di tutti i materiali della cultura del progetto che Milano in particolare e i suoi progettisti hanno prodotto, archiviandoli e catalogandoli perché tutti gli studiosi abbiano la possibilità di ricostruire decenni fondamentali per il Made in Italy”.

La mostra
Con l’archivio di Studio MID design/comunicazioni visive, Anty Pansera ha donato anche l’archivio professionale e in parte privato di Alfonso Grassi, nella volontà di documentare e raccontare la sua personalità multiforme, libera, spiritosa oltre che colta. In particolare la vasta collezione di cappelli di Alfonso Grassi sarà oggetto della mostra Tanto di cappello. La collezione di cappelli di Alfonso Grassi: militaria, della tradizione ed etnici che avrà luogo dal 2 al 28 aprile 2019 a CasaMuseo Boschi Di Stefano a Milano.

Una collezione articolata e particolare di cappelli, pezzi unici e rari, che Alfonso Grassi ha raccolto nei suoi tanti viaggi intorno al mondo e grazie anche a regali di amici. I copricapi, da quelli militari soprattutto, coloniali e non solo, o destinati ad attività particolari fino a quelli etnici, saranno esposti sugli attaccapanni ideati negli anni dallo Studio De Pas D’Urbino Lomazzi e affiancati da una serie di ritratti di Alfonso Grassi insieme ai suoi cappelli, realizzati nel 1994 dalla fotografa Giovanna Dal Magro.

Questa, come le altre mostre che CASVA ha organizzato nel tempo, intende farsi promotrice della cultura del progetto a Milano presso il pubblico, coinvolgendo tutti i cittadini a qualsiasi livello di competenza e interesse. A tal fine si è scelta una formula “giocosa” mettendo in relazione una collezione di cappelli – che, pur nella sua completezza e rappresentatività, espone essenzialmente un aspetto ludico della personalità di Alfonso Grassi – e il lavoro di respiro internazionale sul design di uno degli Studi più importanti del Novecento in Italia.
 
Il CASVA
Il CASVA è un Istituto del Comune di Milano nato nel 1999 dall’incontro tra Alessandra Mottola Molfino e Zita Mosca Baldessari. Acquisisce tra il 2002 e il 2012 ben nove archivi di architetti e designer - Luciano Baldessari, Francesco Gnecchi Ruscone, Mario Terzaghi e Augusto Magnaghi, Virgilio Vercelloni, Fiorenzo Ramponi, Andrea Disertori, Studio DDL (Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi), Fredi Drugman e Roberto Sambonet.Dal 2012 con la direzione di Maria Fratelli e l’arrivo dell’archivio di Vittorio Gregotti inizia a prendere forma l’idea di trasformare l’archivio in un Istituto dedicato alla cultura del progetto, per cui all’acquisizione, inventariazione e conservazione degli archivi siaffianca un’intensa attività di valorizzazione attraverso mostre, eventi dedicati e la pubblicazione di una collana specifica. Negli ultimi anni sono stati acquisiti nuovi archivi - Cecilio Arpesani, Eugenio Soncini, Enrico Freyrie, Giancesare Battaini e recentissimamente Alfonso F. Grassi e Alberto Marangoni. I prossimi progetti sono volti a rafforzare la presenza dell’Istituto nel panorama culturale milanese con l’acquisizione di una sede dedicata attraverso la ristrutturazione dell’ex mercato rionale del QT8 e grazie alla creazione, voluta dall’architetto Zita Mosca Baldessari, di una Fondazione, attualmente di diritto privato, che ne sosterrà e amplierà le attività.

Dagli sci alla cena sotto le stelle: idee romantiche per San Valentino


Tante proposte firmate Cortina Skipass per offrire un giorno indimenticabile a chi si ama: fermarsi in quota per ammirare i colori dell’Enrosadira, godersi una cena o una notte in rifugio, imparare a conoscere le stelle, rilassarsi in una sauna tra le montagne, scoprire i sapori del territorio, riempirsi gli occhi e il cuore di bellezza.


Cortina d’Ampezzo (BL), 15 gennaio 2019_ Un San Valentino scintillante come le stelle in montagna, caldo come la stufa accesa in un rifugio sotto la neve, affascinante come una ciaspolata nel silenzio del bosco, sorprendente come una mostra aperta sulle vette delle Dolomiti. In fondo, perché regalare l’ennesimo oggetto quando invece si può offrire tempo da trascorrere insieme? Sono tante le possibilità offerte dal comprensorio di Cortina Skipass, un’occasione per sorprendere chi si ama.

Averau
Relax in coppia al rifugio Scoiattoli: ci si distende nella vasca botte in legno d’abete, riscaldata da una stufa a legna, immersi nell’acqua calda, sorseggiando champagne, circondati dalla pura bellezza del paesaggio. Estremamente romantica anche la proposta del rifugio Col Gallina: una notte in una delle starlight rooms, le camere mobili in vetro e legno in posizione panoramica, raggiungibili in motoslitta o con le ciaspole. Un posto in prima fila di fronte allo spettacolo dell’enrosadira, al tramonto, e dell’alba una cena per due o una colazione. E ogni venerdì e sabato, su prenotazione, i due rifugi, Averau e Scoiattoli, propongono una cena sotto le stelle, in un contesto davvero suggestivo.

Tofana
Cosa c’è di più romantico delle stelle? Lo storico rifugio Col Druscié organizza il prossimo 14 febbraio una delle sue Astrocene: un aperitivo con cena in terrazza, seguito dalla visita all’osservatorio Helmut Ullrich insieme agli esperti dell’Associazione Astronomica Cortina Stelle. Tutti a naso in su per ammirare con i telescopi la magia del cosmo, perdendosi con lo sguardo tra nebulose, pianeti e costellazioni. Chi desidera abbinare l’emozione di sfrecciare per primi all’alba sulle piste ancora deserte al gusto di una colazione a base di prodotti locali può prenotare questa esperienza presso la capanna Ra Valles, salendo a quota 2.475 metri con la funivia. Per chi preferisce il tramonto ecco invece gli appuntamenti “Ciaspe al chiaro di luna”, con passeggiata, aperitivo e cena al ristorante del rifugio.

Lagazuoi
La bellezza conquista, emoziona, rapisce lo sguardo. Impossibile non innamorarsi di un panorama come quello che si ammira da Lagazuoi Expo Dolomiti, a quota 2.778 metri: una funivia sospesa tra le nuvole che propone, nei suoi nuovi locali, la mostra Snow Art.Dolomiti Romantiche. La maestosità del paesaggio viene raccontata attraverso gli scatti di tre fotografi d’eccezione, Pierluigi Orler, Gustav Willeit e Stefano Zardini. Le immagini, proiettate sulle pareti, restituiscono la luminosità eterea e le forme cangianti di un panorama unico, tra architetture vertiginose e dune candide che si fanno quasi astrazione.

Misurina
A ciascuno il suo sport: intorno al lago di Misurina si può prendere una pausa dallo sci – dalle piste al Col De Varda e dai due anelli di fondo – per immergersi nell’incanto della natura. Con ciaspole e scarponi ai piedi, ghette e bastoncini, si riscoprono la lentezza e il silenzio godendosi una vista indimenticabile sulle Marmarole, il Sorapis e il Cristallo. Passo dopo passo, in un’atmosfera ovattata e romantica si sale fino al rifugio Città di Carpi, dove si gustano veri manicaretti sul terrazzo panoramico. Arrivati in cima, dopo un po’ di riposo, si può anche ripartire in direzione Malga Maraia.

Faloria
Siamo a quota 2.123 metri: il rifugio Faloria, affacciato sulla conca di Cortina, organizza la sua prima cena romantica di San Valentino. In programma un menu dedicato alla festa degli innamorati, vari momenti di intrattenimento musicale e tutta l’atmosfera di un rifugio che sa sedurre gli ospiti con le sue proposte. Completano il quadro i vapori aromatizzati della sauna wellness e la Jacuzzi con vista panoramica dove rilassarsi dopo una giornata sugli sci.

DE CHIRICO IN 101 LIBRI A CURA DI ANDREA KERBAKER 18 gennaio - 1 marzo 2019 INAUGURAZIONE 17 GENNAIO 2019 DALLE ORE 18

Kasa dei Libri
Largo De Benedetti, 4 Milano
L’anno si apre alla Kasa dei Libri con un artista che ha segnato il Novecento: Giorgio de Chirico, che nella sua prolifica attività editoriale si mostra molto diverso da come viene percepito dall’immaginario collettivo, soprattutto se esplorato in volumi e tirature rare e limitate che pochissimi conoscono. Così come le quasi 100 tavole illustrate, in mostra, create appositamente dall’artista per i suoi libri.
Nel 2017 alla Kasa dei Libri si fece una mostra di Miró, che rivelava un amore viscerale per i libri durato tutta la vita con una copiosa produzione di volumi illustrati e d’arte, copertine e collaborazioni internazionali per cui creava quasi sempre opere originali. L’anno dopo, 2018, è stato il turno di Matisse: il suo rapporto con i libri ci ha svelato un lato meno noto, nascosto tra le righe, dietro le copertine, nella mano che ritaglia fogli colorati e disegna linee in bianco e nero e che ha corrisposto

per lui a un percorso di sottrazione, un cammino verso l’essenziale.
E de Chirico?”, si è chiesto il padrone di Kasa Andrea Kerbaker, iniziando un percorso di ricerca che all’inizio non sapeva dove l’avrebbe potuto condurre e che, ora che è finito e viene messo in mostra, ha portato alla luce un de Chirico prolifico e instancabile, che nella sua produzione editoriale ci fa quasi dimenticare il pittore che tutti conoscono.
A Kerbaker piacciono le sfide, si sa, e dopo qualche dubbio iniziale “Il pubblico capirà questo de Chirico? Lo saprà apprezzare? Saprà guardare oltre?” la mostra ha preso vita. Si tratta di un percorso decisamente originale, che prende l’avvio al termine del periodo di stretta osservanza metafisica (fine degli anni ‘20) per il quale non ci sono troppe testimonianze in volume, e accompagna l’autore per oltre quarant’anni di vita, con collaborazioni anche molto originali. 

Prova ne sono le quasi 100 tavole che illustrano vari libri e quasi mai si trovano esposte in questo modo. Originale anche l’allestimento realizzato dagli architetti Matteo Ferrario e Salvatore Virgillito che rimanda all’immagine più iconica di de Chirico, lo spazio vuoto di una piazza scandito da portici e dalle loro lunghe ombre. Un racconto fatto di parole ed immagini suddiviso in quattro sezioni che rivelano un de Chirico inaspettato e poco esposto.
L’illustratore
Si parte da de Chirico illustratore, a cominciare da Le mystère laïc di Jean Cocteau del 1928, che altro non è che uno studio indiretto su de Chirico ed è arricchito da molti testi di Cocteau, anche in qualità di artista.
Del ‘41 è l’Apocalisse, una delle migliori prove da illustratore che non conserva praticamente traccia dell’immaginario metafisico ma affonda le sue radici nell’iconografia più classica dei testi sacri; in mostra le spettacolari 22 tavole in grande formato colorate dall’artista per la seconda edizione numerata.
Un altro particolare e ricercato gruppo di tavole è quello realizzato nel 1962 per l’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), dove l’artista trasla in rappresentazioni mitologiche tutti i campi di intervento della società.
«[…] Quando mi è stato richiesto di fare una serie dei disegni colorati dedicati all'attività dell' IRI mi è parso che il modo più poetico e che maggiormente rispondeva al mio modo di sentire fosse questo […]. E d'altra parte oggi i grossi 

complessi finanziari sono il mito del nostro tempo. Giove con i fulmini può ricordare I'IRI come le industrie produttrici di energia  elettrica. Facile è l'accostamento  degli  aerei  dell'Alitalia  al cavallo alato Pegaso. […] E per ultimo ho composto, pensando ad Edindustria, la casa editrice che cura le pubblicazioni dell’IRI, la vita silente con il busto di Minerva e i libri». Un altro capitolo è costituito dai disegni realizzati nel 1968 per accompagnare la traduzione che Salvatore Quasimodo realizza dei versi dell’Iliade nei quali riemerge la passione di de Chirico per la mitologia classica.

L’autore
È documentato anche tutto l’ampio lavoro di de Chirico come autore, non prolifico come il fratello Alberto Savinio, ma buon praticante della scrittura. Ci sono alcuni dei saggi critici, anche quelli poco noti scritti in giovane età, ci sono le teorizzazioni sulla tecnica pittorica, sulla storia dell’arte e gli altri artisti. In particolare c’è il romanzo Hebdomeros, le peintre et son génie chez l’écrivain, presente in mostra sia nella rara prima edizione parigina del 1929 sia in quella lussuosa, pure numerata, pubblicata alcuni decenni dopo con 25 tavole di grande formato.

Monografie e cataloghi
Emerge in questa sezione l’indiscussa fortuna che de Chirico ebbe come artista fin dagli inizi della sua carriera, a partire dalle prime grandi esposizioni degli anni ’20 fino alla consacrazione con la mostra del 1970 a Palazzo Reale di Milano. In mostra cataloghi italiani e da tutto il mondo: dalla Germania al Giappone, dall’Olanda agli Stati Uniti.
Interessante è la distinzione che si riscontra all’interno delle monografie tra il periodo metafisico e quello successivo, come nel testo The Early Chirico, in cui già negli anni ’40 quello di cui si parla è il “primo de Chirico”; con molta probabilità è proprio il giudizio critico dell’autore sul proprio lavoro che influenza le scelte all’interno di monografie e cataloghi, di frequente ispirate proprio dallo stesso artista e spesso scritte dalla moglie Isabella Far.

Le riviste
Infine una nutrita e curiosa sezione è dedicata alle riviste d’epoca che hanno riservato all’artista ampio spazio: non solo articoli a sua firma, ma anche interi fascicoli da lui appositamente illustrati come quelli dei Promessi Sposi pubblicati sulla rivista Tempo, e per i quali nel ’64 si guadagna la prima pagina di solito riservata alle star del cinema. Molto alta è l’attenzione che le maggiori riviste di consumo dedicano a de Chirico, con approfondimenti, interviste e servizi fotografici che lo ritraggono in posa nel suo studio, spesso anche insieme a noti personaggi dell’epoca.

Emerge da questo materiale una popolarità molto diffusa che non ha paragoni nel presente: un de Chirico “personaggio”, molto amato dai rotocalchi, anche perché portatore di una vis polemica pungente che andava contro tutto e tutti e non risparmiava nemmeno se stesso, come nella celebre polemica sui falsi-veri realizzati dall’artista in persona. Si legge infatti nelle pagine della rivista Epoca del 1968: «Il pittore ha sempre dato una caccia spietata ai suoi falsi, ma negli ultimi tempi l’ha intensificata. Se in una galleria, in un museo o in una casa privata de Chirico scopre un suo quadro ma nutre dei dubbi circa la sua autenticità, è capace di strapparlo dalla cornice o di sfregiarlo con un temperino».
Grande interesse nel pubblico dovevano suscitare anche le opinioni sul mondo dell’arte che de Chirico affidava alle pagine di riviste come L’Europeo. In un pezzo del 1952 dal titolo Parla il nemico della pittura moderna, Manet viene definito «il primo cattivo gran pittore»; nessuno sconto neppure per Gauguin: «i suoi scritti ed i suoi poemi sono tutt’altro che brutti, ma, per quanto riguarda la pittura, è zero» e per Dalì chiosato come «pittore sgradevole e incredibilmente oleografico».
Da Epoca a Gente dall’Europeo ad Oggi, le riviste esposte ci fanno immergere nel mondo dell’informazione tra gli anni ’40 e i primi ’60, per cui de Chirico firma articoli critici che danno un’idea ben precisa del suo ruolo nella società italiana, senz’altro molto distante dal pittore metafisico delle piazze ideali che tutti conoscono, ma che ci rivela l’uomo in tutte le sue sfaccettature.

TUTTE LE SFUMATURE DEL PINOT NERO DELL’OLTREPÒ PAVESE Uno dei vitigni più famosi al mondo a La Porta del Vino, dal 28 gennaio al 2 febbraio

“Ha la buccia sottile, è sensibile, matura presto. E, insomma... non è una forza come il Cabernet che riesce a crescere ovunque e fiorisce a...