C’è un filo invisibile che lega le vette dolomitiche ai banchi d’assaggio di Verona: è il racconto di una viticoltura che non è solo economia, ma presidio del territorio. Il Consorzio Vini del Trentino si presenta a Vinitaly 2026 con una consapevolezza rinnovata, portando nel calice non solo l’eccellenza tecnica, ma l’autenticità di un ecosistema unico dove l’uomo e la montagna dialogano da secoli.
Il Trentino si presenta a Verona con un’imponente area istituzionale che incarna il concetto di “sistema”, grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento e alla collaborazione fattiva di Trentino Marketing. Uno spazio condiviso che vede protagonisti, accanto al Consorzio Vini del Trentino, l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, l’Istituto Trento Doc, la Provincia Autonoma di Trento e la Fondazione Edmund Mach. A completare questo mosaico d’identità, la presenza delle tre grandi arterie del gusto: la Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole, la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e la Strada dei Formaggi delle Dolomiti.
L’Assessore provinciale all’agricoltura e promozione dei prodotti trentini Giulia Zanotelli sottolinea come Vinitaly rappresenti “una vetrina di grande valore per il settore enologico trentino e per la capacità del nostro territorio di esprimere qualità e identità. Il vino trentino si distingue per l’impegno costante verso produzioni di alto livello, per la ricchezza della sua offerta e per una comunicazione sempre più capace di valorizzare il legame tra territorio, cultura e ospitalità”.
“Come Provincia - aggiunge l’assessore Zanotelli - crediamo molto in questo percorso e nel lavoro che il sistema trentino del vino deve portare avanti in modo sinergico assieme agli attori dell’offerta turistica, partendo dall’ascolto delle aziende e dei territori. L’obiettivo è di favorire l’ulteriore sviluppo dell’enoturismo in Trentino anche attraverso eventi di richiamo come la rassegna ‘Vini e Montagna’, che mette in rete i vitigni più rappresentativi e le loro specificità, e il ‘Trentodoc Festival’ che anche il prossimo settembre tornerà ad animare i territori di produzione”.
Il presidio del territorio: i numeri e la presenza
La forza della proposta trentina si riflette in numeri importanti: nel Padiglione 3, cuore pulsante della partecipazione provinciale, saranno presenti 38 aziende, mentre altre 19 realtà produttive saranno distribuite negli altri padiglioni della fiera, a testimonianza di una vitalità produttiva che abbraccia l’intera provincia.
In questi spazi, la promozione territoriale sarà a 360 gradi. Non si tratterà solo di degustare grandi vini – dalla struttura identitaria del Teroldego Rotaliano, passando per l’eleganza del Marzemino, la versatilità dei bianchi come Müller Thurgau o Nosiola fino alla freschezza verticale del Trentodoc – ma di vivere un’esperienza sensoriale completa. Gli assaggi dei vini saranno infatti accompagnati da prodotti gastronomici d’eccellenza e dal racconto delle attività enoturistiche, offrendo ai visitatori un viaggio immersivo nei paesaggi alpini.
Business internazionale e approccio moderno
Il Vinitaly 2026 segna anche un appuntamento rilevante nella gestione del business internazionale. Le tre Strade dei Sapori (la Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole, la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e la Strada dei Formaggi delle Dolomiti) coordineranno e ospiteranno i buyer selezionati dal Consorzio Vini del Trentino in collaborazione con Vinitaly International. Il programma prevede un’agenda serrata di incontri B2B professionali: sei appuntamenti mattutini dedicati ai buyer italiani, seguiti da ulteriori sei sessioni pomeridiane riservate agli operatori stranieri, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento sui mercati globali.
Anche il mondo dei distillati si rinnova. L’Istituto Grappa del Trentino, oltre alla classica mescita, proporrà un approccio moderno al distillato di bandiera: una proposta di cocktail e miscelati che utilizzano la grappa come base principale, unendo il tradizionale distillato di vinacce a ingredienti freschi, agrumati o erbacei per intercettare i gusti dei nuovi consumatori, cercando un profilo moderno, bilanciato e cosmopolita.
“Fare sistema” per dare voce ai soci viticoltori
"Il Vinitaly per noi non è una semplice vetrina commerciale, ma l’occasione per dare voce ai nostri soci viticoltori", dichiara il Presidente del Consorzio, Albino Zenatti. "In ogni sorso di vino trentino c’è la fatica di chi coltiva in pendenza e la cura di chi protegge il paesaggio. Siamo qui per raccontare una viticoltura che sa essere moderna proprio perché non dimentica le proprie radici e il rispetto per la terra che ci ospita."
L’obiettivo strategico per il 2026 è consolidare il posizionamento dei vini trentini come simboli di una qualità autentica, sostenibile e mai artefatta, capace di rispondere a un mercato globale sempre più attento all’origine e alla trasparenza produttiva.
Il Direttore Generale, Graziano Molon, traccia la rotta della presenza a Verona: "Oggi il consumatore cerca verità nel bicchiere. Al Vinitaly 2026 vogliamo mostrare come il Trentino sia riuscito a fare sistema, unendo la forza della cooperazione all’estro delle realtà aziendali più piccole. La nostra sfida è comunicare questa complessità come un valore aggiunto: una biodiversità che si traduce in una proposta enologica variegata, solida e profondamente legata al clima alpino."
Il Consorzio invita operatori e appassionati a scoprire questo mosaico di vigne e vita presso lo spazio istituzionale nel Padiglione 3 - D1, dove il vino si fa interprete di un territorio che non smette di guardare avanti.

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