È stata inaugurata al Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo la mostra «Montagne da leggenda. Storie di campioni», fino al 5 aprile, alla presenza dei campioni olimpici Marino Vigna (Roma 1960) e Claudia Giordani (Grenoble 1968), con il presidente della Fondazione del Museo Antonio Molteni e la direttrice Carola Gentilini, il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Lombardia Stefano Pedrinazzi, Max Cassani, Contributor della Mostra, insieme con numerosi giornalisti e scrittori appassionati di ciclismo e di sport olimpici. Fra i giornalisti della stampa sportiva presenti anche il vicedirettore di Rai Sport Andrea De Luca.
L’evento inaugurale è stato arricchito dai collegamenti telefonici e video con Gustav Thöni e Franco Nones.
In apertura è giunto il saluto del presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni, che ha sottolineato il valore culturale e sportivo dell’iniziativa e il ruolo del Museo del Ghisallo come luogo della memoria capace di guardare lontano, evidenziando come il dialogo tra ciclismo e sport invernali si inserisca in una visione condivisa anche dalla Federazione. Dagnoni ha inoltre ricordato il progetto, appena avviato, per l’inserimento del ciclocross nel programma olimpico invernale, sottolineando come annunciarne l’iter proprio in occasione di una mostra inserita nel programma culturale di Milano Cortina 2026 rappresenti un segnale di forte auspicio.
Nel corso dell’incontro, Gustav Thöni, festeggiato dal Museo del Ghisallo per il suo compleanno, ha richiamato le profonde affinità tra sport invernali e ciclismo, ricordando in particolare la lunga amicizia e la stima condivisa con Francesco Moser e con Fausto Coppi, figure che hanno segnato epoche diverse ma unite dagli stessi valori di fatica, montagna e visione sportiva.
Franco Nones ha invece offerto uno sguardo più intimo e romantico sullo sport di quegli anni, evocando la figura dei massaggiatori delle nazionali che seguivano contemporaneamente fondisti e ciclisti, occupandosi degli stessi muscoli e delle stesse fatiche. Tra questi ha ricordato Isaia Steffano, simbolo di una stagione in cui competenze, esperienza e passione univano discipline diverse sotto un comune sentire sportivo.
Nel suo intervento, Claudia Giordani, oggi vicepresidente del CONI, ha posto l’accento sul cambiamento profondo che il movimento olimpico sta attraversando, sottolineando come le ultime due edizioni dei Giochi abbiano raggiunto la parità di partecipazione tra donne e uomini. Al tempo stesso ha richiamato l’attenzione sulla necessità di proseguire con decisione nel percorso di tutela dei diritti, dell’inclusione e di un reale cambio di passo culturale nello sport.
All’incontro era presente anche l’azzurra del canottaggio Donata Minorati, oggi tecnico CONI alla Canottieri Milano, che insieme a Claudia Giordani ha portato i saluti dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, tra i prestigiosi patrocinatori della mostra.
La mostra temporanea «Montagne da leggenda. Storie di campioni» è un percorso espositivo che mette in dialogo gli scenari del ciclismo con quelli degli sport invernali, accesi dall’edizione 2026 dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. La mostra è entrata a far parte dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, programma culturale dei Giochi, ed è a tutti gli effetti un’iniziativa culturale inserita nel ricco palinsesto olimpico.
In cima al Passo del Ghisallo prende forma, dunque, con «Montagne da leggenda. Storie di campioni», uno slalom parallelo di emozioni fra atlete e atleti delle due ruote e degli sport invernali, donne e uomini che hanno attraversato epoche diverse e cicli olimpici indimenticabili, lasciando sulle stesse vette tracce indelebili di imprese sportive.
Stelvio, Mortirolo, Dolomiti di Cortina, Livigno, Predazzo: luoghi dove allenarsi e dove vincere. Al centro dell’attenzione mondiale nei mesi olimpici, territori che da oltre un secolo rappresentano teatri naturali di epiche battaglie ciclistiche e di storiche vittorie sugli sci.
La mostra apre la stagione museale 2026 nel pieno spirito olimpico, intercettando il flusso turistico tra Milano e le sedi olimpiche alpine e proponendo al pubblico un racconto trasversale che unisce memoria sportiva, territorio e attualità.
Durante il periodo dell’esposizione sono previste conferenze e visite guidate, in un progetto culturale che valorizza il legame profondo tra montagna, sport azzurro e identità nazionale. Un percorso che si vive ogni giorno al Museo, un museo intagliato nella roccia, che guarda la Grigna, lassù sul Passo del Ghisallo di Magreglio.
Il percorso espositivo propone accoppiate o poker simbolici che riportano ai ricordi dello sport: dalle pioniere Alfonsina Strada e Paula Wiesinger a Fausto Coppi e Zeno Colò, da Francesco Moser e Gustav Thöni a Gianbattista Baronchelli e Paolo De Chiesa, Claudia Giordani e Maria Canins, Fabiana Luperini e Paola Magoni, Marco Pantani e Alberto Tomba, Paola Pezzo e Deborah Compagnoni. E ancora una carrellata che affianca Paolo Savoldelli e Kristian Ghedina, Vincenzo Nibali e Dominik Paris, Elisa Balsamo e Sofia Goggia, Elisa Longo Borghini e Federica Brignone. Uno slalom parallelo fra discipline che riflette oro, argento e mirra e che ha reso epiche le montagne dell’immaginario sportivo italiano.
La mostra è dedicata in modo speciale ad Antonella Bellutti, figura unica nello sport italiano e olimpico: due ori consecutivi ai Giochi nel ciclismo su pista, una partecipazione ai Giochi Invernali nel bob a due a Salt Lake City come frenatrice con Gerda Weissensteiner e un percorso che da oltre venticinque anni prosegue fuori gara come impegno civile e culturale con Assist, a difesa dei diritti e della parità di genere nello sport. Come ha raccontato alla Gazzetta dello Sport in un’intervista di Alessandra Giardini, «volevo cambiare lo sport in Italia: ho capito che la vera sfida non è solo vincere, ma lavorare sulla base, sui diritti e sulle opportunità».
I cimeli esposti
Il percorso espositivo si articola attraverso materiali provenienti dalla collezione del Museo del Ghisallo e da prestigiosi prestiti esterni. In mostra riviste storiche come Sport Illustrato dedicate a Cortina 1956 e Roma 1960, maglie olimpiche e medaglie, tra cui la maglia di Marino Vigna e la medaglia d’oro con attestato di vittoria dei Giochi di Roma 1960. Spicca una bicicletta degli anni Trenta con cambio Regina Margherita e cerchi in legno, accostata a sci in legno Freyre del 1937 prodotti a Eupilio, insieme alla maglia e alla bicicletta di Fabio Casartelli delle Olimpiadi di Barcellona 1992 e alla medaglia di bronzo conquistata da Elia Viviani a Tokyo 2021. Il dialogo tra le discipline è rafforzato dalla presenza della torcia olimpica originale di Torino 2006 e della replica della torcia di Milano Cortina 2026, oltre al confronto diretto tra casco da ciclista e casco da sci e tra la scarpetta da ciclista di Fiorenzo Magni e uno scarpone da sci.
Dal Museo dello Sci e della Montagna di Aprica provengono sci in legno degli anni Cinquanta con scarponi in pelle, sci Rossignol e Chapral degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, un casco Briko e scarponi anni Settanta. Completano l’allestimento, in prestito da Specialized, la bicicletta Specialized S-Works Tarmac SL4 celebrativa della vittoria di Vincenzo Nibali al Giro d’Italia 2016 e la maglia rosa autografata dal campione siciliano, vincitore del Giro d’Italia 2013.
Il Museo è aperto ogni giorno, dal 28 febbraio 2026, dalle ore 9.30 alle ore 17.30 con orario continuato. La mostra è ideata dal Museo del Ghisallo ed è curata da Carola Gentilini, direttrice del Museo. I testi sono di Luciana Rota, con il contributo di Max Cassani, autore di «Rialzati e cammina. Dieci storie di salvezza grazie alla montagna (e una playlist)», pubblicato da Monterosa Edizioni nel 2025.


