lunedì 26 ottobre 2020

ULTIMI GIORNI Fino al 31 ottobre 2020 nella sede di Villa Clerici a Milano GASC | Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei e ISORROPIA HOMEGALLERY presentano RESURRECTIO Opere di AGOSTINO ARRIVABENE

 

Foto allestimento_RESURRECTIO_Opere di AGOSTINO ARRIVABENE_Villa Clerici @ANDREA PARISI

Ultimi giorni per visitare la mostra dal titolo “Resurrectio”, curata da Luigi Codemo, organizzata dalla raccolta museale GASC | Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei e Isorropia Homegallery

 

Al centro della mostra quattro grandi tele: il trittico Resurrectio Christi (2011, 200x369 cm) che, partendo da una reinterpretazione del Cristo Morto del Mantegna, contempla l’evento della risurrezione fermandosi sulla soglia dei primi istanti di questo mistero; e il grande telero Anastasis (2011, 320x300 cm) che traduce in immagine la luce che ha impresso l’icona per eccellenza di Cristo: la sindone. In precedenza, queste quattro opere sono state esposte solo una volta nel 2016 nella Casa del Mantegna a Mantova. La loro grandezza richiede spazi adeguati che le sale della settecentesca Villa Clerici possono ora nuovamente offrire a questi capolavori.

 

L’intero percorso espositivo sviluppa con opere inedite il tema del corpo, con le sue ferite ma anche la capacità di trasformazione e di rinascita, come luogo privilegiato per esplorare il linguaggio del sacro. Linguaggio che Agostino Arrivabene sa tessere attraverso una grande sapienza e padronanza tecnica. Oltre alle opere ad olio su tela, la mostra espone dipinti su tavola, su legno fossile, su seta. Estremamente raffinati sono i lavori che vedono l’utilizzo della tecnica dell’encausto a freddo, metodo difficile da vedere oggi e che l’artista ha recuperato dall’oblio del tempo sulla base dei testi antichi di Plinio il Vecchio. La mostra ospitata nelle sale del piano nobile di Villa Clerici affianca la collezione GASC, una delle maggiori raccolte di arte sacra del ‘900 e contemporanea. Alcuni dei gessi della collezione arricchiscono il percorso espositivo dialogando con le opere di Arrivabene.

 

La mostra “Resurrectio” costituisce la prima collaborazione tra la raccolta museale GASC | Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei e Isorropia Homegallery (associazione culturale no profit) nel comune intento di esplorare i linguaggi dell’arte contemporanea.

DPCM COVID: BALDRIGHI (ORIGIN), ‘COLPO ALLA RISTORAZIONE, SI ABBATTA LA BUROCRAZIA’ ‘Attenzione particolare anche alla Gdo, l’oggetto dei consumi degli italiani’

 

 

«La situazione è decisamente preoccupante perché una parte importante dei prodotti che la nostra associazione rappresenta, ovvero 70 consorzi dei prodotti DOP che sono di fatto la punta di diamante dell’agroalimentare nazionale, hanno nel mondo della ristorazione il loro sbocco principale più importante. Abbiamo sostenuto con forza il decreto ristorazione promosso dal Ministero dell'Agricoltura per dare un ristoro immediato ai ristoranti ma evidentemente, se questi sono chiusi, anche questa manovra rischia di non essere sufficiente. Capiamo le esigenze di carattere sanitario però quello che diventa oggi veramente importante è un ristoro economico velocissimo nei confronti di una categoria assolutamente determinante per le nostre produzioni», lo ha dichiarato Cesare Baldrighi, Presidente di ORIGIN ITALIA, l’associazione che raggruppa tutti i principali consorzi agroalimentari DOP ed IGP italiani, commentando il nuovo Dpcm del premier Conte in una nota diffusa dalla Klaus Davi & Co. «Aggiungerei un'attenzione particolare anche al mondo della grande distribuzione: gli alimentari continuano a essere aperti e diventeranno l'oggetto dei consumi degli Italiani nelle prossime settimane. Molte delle nostre produzioni, soprattutto quelle meno significative dal punto di vista quantitativo, trovano o possono trovare difficoltà in quel settore. Quindi un'attenzione particolare mi sento di rivolgerla anche a questo tipo di operatori», ha concluso Cesare Baldrighi (Presidente di ORIGIN ITALIA, l’associazione che raggruppa tutti i principali consorzi agroalimentari DOP ed IGP italiani).

 

 

 

SOLIDARIETÀ IN SICUREZZA TRA I FILARI DI RABOSO PIAVE CON I RAGAZZI DOWN

 


Sabato 24 ottobre si è rinnovato il consueto appuntamento presso la nostra azienda della vendemmia del Raboso Piave con i ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down (AIPD) – Sezione Marca Trevigiana.

L'emergenza sanitaria non ha infatti fermato questa tradizione, anzi ha sviluppato nei ragazzi un vero e proprio senso di responsabilità: misurazione della temperatura, igienizzazione delle mani, distanziamento sociale, mascherine sempre indossate e uno di loro che controllava che tutte queste misure venissero rispettate, hanno fatto sì che questa giornata si svolgesse in piena sicurezza.

Dal 2005, ogni anno, questi ragazzi si trasformano in vignaioli ed enologi, producendo circa 1000 bottiglie di Raboso del Piave, che con orgoglio presentano in primavera presso lo stand della Regione Veneto al Vinitaly di Verona.  L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Progetto Autonomia Sociale, che vede i ragazzi coinvolti in tutte le fasi della produzione del vino: dalla vendemmia alla pigiatura, dalla lavorazione all’ imbottigliamento, fino alla realizzazione delle etichette, rigorosamente disegnate a mano.

Il Raboso del Piave oltre a rappresentare il territorio e la sua storia, sa essere anche solidale contribuendo a progetti a supporto della collettività, con l’obbiettivo di rafforzare il valore che può nascere dalla sincera volontà di fare impresa in maniera condivisa e inclusiva.

Un innovativo catalogo Happy Touch per la mostra “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia” Fino al 6 gennaio a Perugia a Palazzo Baldeschi

 

La mostra “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia”, in programma fino al 6 gennaio 2021 presso Palazzo Baldeschi a Perugia, è corredata da uno speciale catalogo realizzato da Fabrizio Fabbri Editore insieme allo stampatore Graphic Masters con l’innovativo sistema Happy Touch, capace di abbattere la carica batterica garantendo la massima sicurezza e salubrità del prodotto a stampa.

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Un motivo in più per visitare la mostra “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia”, in programma fino al 6 gennaio 2021 presso Palazzo Baldeschi a Perugia, è l’innovativo catalogo Happy Touch che può essere acquistato da tutti i visitatori al bookshop.

L’esposizione, organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte e dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” per rendere omaggio a Raffaello Sanzio nei 500 anni dalla sua scomparsa, è corredata da questo speciale catalogo realizzato da Fabrizio Fabbri Editore insieme allo stampatore Graphic Masters, in collaborazione con tre laboratori di analisi certificati, attraverso un innovativo sistema di stampa antibatterica e antifungina, capace quindi di abbattere la carica batterica, le particelle infettive e alcuni tra i principali agenti microbici e fungini, così da garantire la massima sicurezza e salubrità del prodotto a stampa.

 

Sviluppato durante il periodo di lockdown, che ha portato inevitabilmente tutti noi a riflettere con maggiore attenzione sull’importanza del benessere e della salute delle persone, Happy Touch nasce proprio dall’impegno di voler offrire un sistema di stampa sicuro e certificato: la formula Happy Touch è realizzata grazie all’impiego di un mix di prodotti sanificanti in grado di creare una barriera protettiva ad ampio spettro inospitale per batteri, particelle infettive e spore. Le possibilità di applicazione sono quindi sostanzialmente illimitate: trattandosi di un vero e proprio sistema di stampa protettiva, questa tecnologia può essere impiegata in tutti i più comuni strumenti di comunicazione cartacea e nella cartotecnica, con ambiti di impiego che spaziano da quello commerciale a quello scolastico, da quello del food a quello medico, passando per i prodotti di bellezzaq senza tralasciare l’ambito farmaceutico.

 

Il catalogo Happy Touch è in vendita in tutte le sedi della Fondazione CariPerugia Arte e presso Palazzo Baldeschi al Corso di Perugia, dove la mostra “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia” offre a tutti i visitatori un’esperienza unica tra reale e virtuale: il sommo artista italiano viene presentato infatti in una versione digitale senz’altro coinvolgente, con l’eccezionale possibilità di poter ammirare, a Perugia, tutte ma proprio tutte le opere legate all’Umbria, oggi conservate nei più importanti musei del mondo. Non solo: la sua eredità artistica viene raccontata attraverso la produzione dei grandi maestri di cui fu fonte di ispirazione.

 

La mostra, infatti, è divisa in due sezioni: la prima, a cura di Francesco Federico Mancini, con la regia della Fondazione CariPerugia Arte e il contributo della Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche e dell’Archivio di Stato di Perugia, regala un’esperienza immersiva dove si possono ammirare in sequenza tutte le opere umbre del Maestro permettendo ai visitatori di esplorarne anche i dettagli, accompagnati da informazioni lette da una voce narrante; in un’altra sala, poi, sempre grazie alla magia degli effetti multimediali, partendo da famosi ritratti alcuni attori in costume rinascimentale portano in scena il pittore urbinate attraverso due dialoghi. Infine, fiore all’occhiello della mostra, tre prestigiose opere del Rinascimento umbro appartenenti alla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e realizzate da tre maestri a cui Raffaello si ispira e con i quali si relaziona quando arriva in Umbria: la Madonna col Bambino e due cherubini di Perugino, la Madonna con il Bambino e San Giovannino di Pintoricchio e il Santo Stefano lapidato di Luca Signorelli.

 

La seconda sezione, dal sottotitolo “L’Accademia di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento” realizzata dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia e curata da Alessandra Migliorati, Stefania Petrillo e Saverio Ricci, con il coordinamento di Giovanni Manuali, conservatore dei Beni dell’Accademia, si articola invece in quattro parti tematiche e cronologiche che vogliono mostrare e dimostrare come, per tutto l’Ottocento, Perugia, grazie alla presenza di Tommaso Minardi, fu un epicentro insieme a Roma della corrente purista e del ritorno all'arte di ispirazione religiosa. Dopo un’antologia di autoritratti degli artisti che si ispirarono a Raffaello, il percorso espositivo si snoda in tre sezioni rispettivamente dedicate a Il culto di Raffaello tra classicismo e purismo, con opere della scuola di Baldassare Orsini, di Tommaso  Minardi e di Wicar; Raffaello ‘docet’: la copia e l’invenzione, che ripercorre la lunga stagione dell’Accademia di Perugia fiorita sulla feconda eredità lasciata da Tommaso Minardi; Raffaello nelle arti applicate e nella decorazione murale, che presenta al pubblico una variegata e sorprendente scelta di opere dagli inizi del XIX secolo al primo Novecento. 

domenica 25 ottobre 2020

FIBREPAN BY FARMO, IL PANE FAI DA TE È GLUTEN FREE Una “rosa” fatta in casa per una vellutata di zucca più prelibata che mai, elisir d’autunno

 



Si chiama Fibrepan, è l’inimitabile preparato per lievitati gluten free firmato Farmo per sfornare pane e gustose focacce tutto l’anno.

In questa stagione le pagnotte dorate sono il partner ideale di squisite e deliziose zuppe salutari, vellutate, creme e minestre a base di legumi, cereali, insaporite con erbe aromatiche e magari con l’immancabile zenzero da portare sulla tavola di Halloween ancora fumanti o tiepide.

Grazie a Fibrepan, tutti posso diventare esperti panificatori e creare la morbida “rosa” ideale per accompagnare la vellutata di zucca, vera star di stagione grazie ai suoi importanti valori nutrizionali, mix di vitamine, fibre e sali minerali.

Eat a better life. L’eccellenza del made in Italy “senza glutine” è a portata di clic.

Provare e degustare per credere. www.farmo.com – shop.farmo.com

 

LA ROSA DI FIBREPAN

Per l’impasto

350g Fibrepan

150 g latte

25g lievito

20g burro

3 tuorli

Sale q.b.

Burro per il condimento

 

Versare gli ingredienti in una planetaria con la foglia e mescolare finché non si forma un'unica palla.

Prima di iniziare a stendere l’impasto, spargere sul piano di lavoro e sul mattarello del Fibrepan per evitare che si appiccichi.

Una volta steso l’impasto spargere con un pennello uno strato sottile di burro fuso e arrotolare.

Tagliare a fette da 5 cm di spessore, posizionarle in piedi e distanziate tra loro in una teglia rivestita di carta forno.

Lasciar lievitare fino al raddoppio e mettere in forno preriscaldato a 170 °C per circa 15/20 min.

 

Per maggiori informazioni: www.farmo.com

venerdì 23 ottobre 2020

Oderzo, Terra di Storia e di Storie : l'Europa della scienza e della cultura

 



Odèrso

cità pa' schèrso

punto perso

de l'universo

co 'l Montegan par traverso.



Oderzo, Terra di Storia e di Storie apre nell'ultima settimana di ottobre le iniziative di

informazione che la rete Borghi d'Europa propone nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura,patrocinato da IAI (Iniziativa Adriatico-Jonica,Forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica).

L'antica Opitergium raggiunse il massimo splendore nel I secolo come municipium romano.

Oggi viene riproposta come crocevia dei Percorsi Internazionali, che Borghi d'Europa sviluppa

dal 2018,Anno Europeo del Patrimonio Culturale.


I temi affrontati sono molteplici. Si va dalla storia ( Gaia da Camino e il ricordo di Dante

Alighieri ), all'intervento di Gianluigi Pagano, direttore della rivista scientifica ND Natura Docet

sulla birra nella tradizione romana ( Percorso La Via della Birra).

L'accordo con CentroLife per il coordinamento e la revisione scientifica dei materiali didattici

del progetto Viaggio dentro la Vita, donati alle comunità scolastiche ; gli incontri a convivio

presso la Sosteria ristorantenoteca ( Percorso Terre di Roma ed Eurovinum,Il Paesaggio della vite

e del vino) ; le tematiche enogastronomiche ( gli interventi di Moro Formaggi sui temi dell'affinamento e un 'viaggio' attraverso i formaggi di altri Paesi d'Europa) ; il Percorso Aquositas,

Le Vie d'Acqua ( con la cucina di Terra e di Mare al ristorante Grancasa) e la Via della Pizza ;

le antiche osterie come luoghi di incontro ( da Capeotin,al Bersagliere,ecc.).


Tutti questi temi verranno 'composti' in una serie di servizi informativi , che daranno vita ad una campagna multimediale, curata dall'ufficio stampa di Milano della rete Borghi d'Europa.

Ogni tappa a tema, ospiterà anche testimonianze ed eccellenze di altri territori che partecipano al

progetto L'Europa delle Scienze e della Cultura.


 

SBUNDA, SAPORI CALABRESI AUTENTICI A MILANO

 





Una  Paninoteca che è un piccolo angolo di Calabria gustosa


Milano, 23 Ottobre 2020- Un piccolo angolo di Calabria, con tutti i suoi eccezionali sapori, si trova a Milano in Piazzale Baiamonti, ed è stato visitato dalla Redazione Borghi d’Europa, impegnata ad inserire dei locali tipici nel progetto d’informazione della Iai (Iniziativa Adriatico Ionica): parliamo di Sbunda, panini di Calabria al 100%.


Qui i panini hanno un valore assolutamente tipico e gourmet e la clientela ha la possibilità di crearsi il panino, attingendo a diversi prodotti ed ingredienti calabresi d’alta qualità come la sopressata, la celebre nduja, il filetto di maiale, il capicollo, poi formaggi come la provola affumicata, il butirro e il caprino, oltre a verdure come la cicoria, le olive schiacciate e le melanzane grigliate e salse succulente come quella al basilico, quella ai pomodori secchi e quella ai carciofi.

Inoltre, si può anche scegliere tra prelibate farciture come la parmigiana di melanzane, le polpette al sugo e il soffritto di maiale. Anche le bibite sono tutte made in Calabria: da Sbunda si possono trovare vini come il Cirò e il Magliocco, birre artigianali di ben 5 diversi birrifici (Birra Kalabra, Gladium, Fridda Khala, Angel’s Beer e Limen) e bevande tipiche come il nettare di Bergamotto amaro, la spremuta di Bergamotto, o quella d’arancia Bio.

Il locale è piccolo e molto ben curato, quando si entra si respira subito la Calabria e si può decidere di consumare sul posto oppure da asporto.

Sbunda ha aperto i battenti a Milano a marzo 2019, grazie alla passione profusa dai 2 soci Giampaolo Cardamone e Marco Rizzitano, ragazzi con il lodevole intento di far conoscere il ricco patrimonio gastronomico della Calabria a Milano e nell’intero Belpaese: una mission che è musica per le orecchie dei giornalisti di Borghi d’Europa, specialmente in un periodo difficile come questo a causa del temibile virus Covid-19.  


Cetara: "Un'immane sventura". Un libro edito da Puracultura per non dimenticare l'alluvione del 1910 che distrusse il paese costiero

 



Presentazione in streaming del libro

Un'immane sventura. L'alluvione di Cetara del 24 ottobre 1910

In occasione dell’anniversario dell’alluvione di Cetara del 24 ottobre del 1910, a 110 anni di distanza, il drammatico evento che ha segnato la storia del piccolo comune viene ricordato con una pubblicazione proposta dal Comitato che nel 2010 si costituì per le celebrazioni del centenario.

Con il patrocinio e il contributo dell’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Fortunato Della Monica, il volume, su iniziativa del gruppo di lavoro coordinato da Secondo Squizzato, sintetizza i risultati di una lunga ricerca condotta sui tragici fatti del 1910. Una disastrosa alluvione colpì parte delle coste campane, con gravi danni e vittime in alcuni comuni della Costiera Amalfitana e in altri luoghi della Campania e, in particolare, a Cetara che risultò il paese più colpito. Si contarono 111 persone che persero la vita travolte dalla furia degli eventi.

Gli autori hanno ritenuto che fosse un preciso dovere far uscire dagli archivi personali tutto quello che era stato reperito per le celebrazioni del centenario dell'evento nel 2010, ma anche molto altro, frutto di approfondimenti condotti sul tema in questi anni.

Il volume a più mani, delle edizioni Puracultura, accoglie i contributi di Leonardo Cascini e Settimio Ferlisi, di Giuseppe Di Crescenzo, Matteo Giordano, Giuseppe Liguori, Secondo Squizzato. Si apre con l’analisi storica dell’evento del 1910, ricostruita con l’accurato esame dei numerosi giornali e delle riviste pubblicate nei giorni immediatamente successivi, sia in Italia che all’estero dove la gravità delle conseguenze richiamò l’attenzione degli organi di informazione. Una particolare cura è stata posta nell’esame dei documenti dell’archivio comunale, da cui è emersa la cruda realtà di una tragedia dalle immani proporzioni che sconvolse la popolazione dei luoghi colpiti. L’approfondita disamina delle diverse evidenze di archivio ha consentito di ricostruire la mappatura delle vittime e le loro storie familiari acquisite anche con il ricorso alle testimonianze indirette dei discendenti dei superstiti. 

        La pubblicazione è arricchita dagli esiti di ulteriori studi sul campo, con indagini accurate dei fenomeni di dissesto idrogeologico che sconvolsero il territorio, anche alla luce di eventi successivi che hanno riguardato quei luoghi, in ultimo quelli del mese di dicembre 2019. L’ampio corredo fotografico con scatti dell’epoca e riprese dello stato attuale delle aree interessate supportano l’analisi  dell’evento, con l’obiettivo di non dimenticare le vittime di tutti i disastri e coltivare la consapevolezza del rischio di un territorio, la Costa d’Amalfi, che fa fatica ad accettare la coesistenza di una bellezza accecante e l’evidente fragilità dei luoghi.

A causa delle recenti restrizioni per il contrasto alla diffusione del Coronavirus, la prevista presentazione pubblica del volume, fissata per oggi 23 ottobre, alle ore 19.00 si svolgerà con modalità a distanza e sarà trasmessa in diretta dalla pagina Facebook del Comune di Cetara. Parteciperanno gli autori del volume. Domenica 25 ottobre, alle ore 11,00, sarà celebrata nella Chiesa di S. Pietro Apostolo una S. Messa in ricordo delle vittime i cui nomi sono riportati in una lapide collocata a corso F. Federici, nei pressi di uno dei luoghi in cui si registrò la gran parte dei decessi.

 

Il link per il collegamento alla piattaforma di presentazione: https://streamyard.com/kg9x6z5wy8 potrà essere utilizzato dalle 18.45.

 

Longevità: scoperto il segreto dei centenari, è il Bifidobacterium longum

 


Scoperto in Italia il Vitalongum, il probiotico della longevità, grazie ad uno studio sulla flora batterica degli ultracentenari
Roma, 23 ottobre 2020 – È stato brevettato in Italia il probiotico Vitalongum, il primo connesso alle aspettative di una vita più lunga. L’esclusivo probiotico è stato scoperto grazie ad uno studio sui centenari, e la sua formulazione esclusiva è una combinazione sinergica di 3 ceppi di Bifidobacterium longum, arricchito da prebiotici FOS, Zinco e Selenio.
LA CONNESSIONE DEL BIFIDOBACTERIUM LONGUM CON I CENTENARI
Una ricerca scientifica italiana durata 6 anni, recentemente sviluppata dalla startup italiana Probilive (www.probistore.it/shop/vitalongum-probiotico) si differenzia da tutti gli altri probiotici in circolazione per una formulazione unica, che prevede una miscela sinergica di bifidobatteri probiotici, isolati da ultracentenari in perfetta salute, arricchita di zinco, che contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario, e selenio, fondamentale per l’azione di protezione cellulare contro lo stress ossidativo.
Il Vitalongum contiene inoltre prebiotici Frutto-oligosaccaridi (FOS) che contribuiscono al normale e corretto funzionamento dell’intestino.
I probiotici presenti in Vitalongum sono somministrati in forma micro-incapsulata, una tecnologia brevettata che garantisce il superamento ottimale della barriera gastrica da parte dei Bifidobatteri e che mantiene in elevate concentrazioni il passaggio del probiotico lungo l’intestino (5 volte di più).
Un concentrato attivo di benessere e salute, in grado di riequilibrare la flora intestinale e potenziare il sistema immunitario, somministrata in una speciale formulazione che risulta cinque volte più efficace rispetto agli altri probiotici in commercio.
Gli studi hanno infatti dimostrato che l’assunzione giornaliera di Vitalongum mantiene in equilibrio il microbiota, ovvero la flora batterica intestinale, da cui dipendono la salute e il benessere del nostro organismo.
Perché sono proprio i batteri intestinali a influenzare la qualità della nostra vita, e l’assunzione consapevole di alcuni probiotici specifici rappresenta la soluzione al benessere quotidiano generale.
LE PROPRIETÀ DI VITALONGUM: NON TUTTI I PROBIOTICI SONO UGUALI
Gli studi hanno appurato che Vitalongum possiede numerose proprietà, quali:
• azione antiossidante: grazie alla presenza dello zinco naturale
• azione antinfiammatoria: perché i bifidobatteri stimolano molecole dall’azione antinfiammatoria (citochine antinfiammatoria-antiaging)
• capacità regolatorie: in grado di contrastare la mortalità e l’invecchiamento cellulare (apoptosi)
Il Vitalongum ideato dalla Probilive è inoltre:
• micro-incapsulato per garantire la massima efficacia a livello intestinale
• pratico da assumere e non necessita di essere conservato in frigo
• veganoanallergicosenza glutine e senza lattosio grazie al brevetto Allergen Free

 Gli studi hanno appurato anche che il probiotico Vitalongum rappresenta una scelta ideale quando si ha una flora batterica intestinale alterata a causa di:

• disturbi del metabolismo lipidico e glucidico
• diarrea e stipsi
• difese immunitarie alterate
• età avanzata, problemi ormonali
• assunzione di antibiotici
• dieta alterata e junk food
• disturbi gastroenterici, malattie croniche e acute
PROBILIVE E LA COMMUNITY SOCIAL
Altra innovazione introdotte dalla Probilive è l’informazione ed il dialogo diretto con i consumatori, con una comunicazione chiara e trasparente su argomenti scientifici.
Una community che si trova ad informarsi e discutere online di salute, attraverso lo studio di due concetti che stanno innovando la medicina moderna: il microbiota e i probiotici.
Una realtà unica, che connette per la prima volta esperti, scienziati, marketers, data analyst e followers, con l’obiettivo di dare soluzioni, consigli personalizzati e prodotti innovativi.
Il probiotico Vitalongum è disponibile in esclusiva sullo shop online di Probistore
all’indirizzo www.probistore.it/category/articoli, il canale Facebook all’indirizzo www.instagram.com/probilive_it.
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giovedì 22 ottobre 2020

VINICOLA SAN PROSPERO PRESENTA I PROPRI VINI BIOLOGICI NELLA INNOVATIVA E SOSTENIBILE CONFEZIONE “BAG IN BOX”

 



Tutela della qualità del prodotto, dei costi e rispetto per l’ambiente,
in un packaging destinato al consumo domestico e al servizio horeca.

 
 

Milano, 22 ottobre 2020 -- Montepulciano d’Abruzzo doc, Passerina Igt Marche e Primitivo Igt Puglia, vini biologici e di alta qualità, sono stati presentati da Vinicola San Prospero nell’innovativa versione “bag-in-box” da tre litri. Prodotti di assoluta eccellenza, ideali per il consumo domestico e per il servizio nel settore horeca.
 
“La scelta del bag in box, spiega Vincenzo Vernocchi, responsabile del progetto, è una sfida importate, che fa leva su tre fattori competitivi: innanzitutto, il costo del packaging, che influisce in misura molto contenuta sul prezzo del prodotto, consentendo di avere un eccezionale rapporto qualità-prezzo; in secondo luogo, la sostenibilità ambientale, in quanto il bag in box è totalmente e agevolmente riciclabile; infine, la conservazione del vino: nel contenitore è presente infatti azoto, gas inerte che impedisce l’ossidazione del vino, che si conserva anche da aperto per un lungo periodo. A tutto questo si aggiungano facilità e sicurezza di trasporto: il bag in box è leggero e non si rompe”.
 
“La nostra filosofia, aggiunge Gianluca Martelli titolare di Vinicola San Prospero (fondata nel 1965 con sede a Imola e che esporta in 22 paesi), è sempre stata improntata al rispetto della natura e alla tutela dell’ambiente in tutte le fasi dell’attività: dalla coltivazione delle viti fino alle diverse fasi della produzione del vino. Sostenibilità, garanzia di qualità, cura dei dettagli sono i punti fermi in base ai quali operiamo da sempre”.

Destinazione Villaggio Fontanafredda, l’Ospitalità tra visite alle cantine, degustazioni, passeggiate nel bosco e incontri culturali nelle Langhe Patrimonio Unesco.

 


Villaggio Fontanafredda, destinazione vitivinicola per eccellenza nel cuore delle Langhe Patrimonio Unesco, offre ai visitatori un’esperienza unica e ricca di iniziative. Dalla visita alle cantine ottocentesche volute dal Re Vittorio Emanuele II alla degustazione dei grandi vini delle Langhe, passando per l’immersione meditativa nel Bosco dei Pensieri, fino agli incontri all’insegna della cultura della Fondazione E. di Mirafiore.
 
Serralunga d’Alba (CN), 22 ottobre 2020 – A Serralunga d'Alba nel cuore delle Langhe patrimonio mondiale dell'Unesco, il Villaggio Fontanafredda è la destinazione che unisce in un’unica esperienza turistica ospitalità, storia, cultura e natura. All’interno della riserva Bionaturale di Fontanafredda e circondato da 120 ettari di vigneti coltivati a Biologico, il Villaggio offre ai visitatori la possibilità di scoprire le cantine ottocentesche, tra le più belle al mondo destinate ancora oggi all’affinamento dei grandi vini delle Langhe, primo fra tutti il Barolo, di immergersi nella natura per un percorso meditativo nel Bosco dei Pensieri (sempre aperto e accessibile gratuitamente), e di partecipare agli incontri con personaggi del mondo della cultura nella sede della Fondazione E. di Mirafiore.
 
A Villaggio Fontanafredda la visita guidata alle cantine dell’800 è un percorso nella tradizione delle Langhe e nell’evoluzione della produzione vitivinicola della Tenuta. Con una profondità che dal 1961 arriva all’annata 2015, le cantine custodiscono due milioni e mezzo di litri in affinamento in splendide botti in rovere, barriques e tini di cemento. Il percorso di visita inizia dalla Cattedrale, utilizzata all'origine come fienile e così chiamata per il soffitto che ricorda quello di una cattedrale gotica. Custodisce 42 botti da 140 ettolitri, realizzate in rovere di slavonia, il legno più utilizzato per la produzione di Barolo.  Il cammino prosegue all’interno del Museo inaugurato per i 160 anni di storia della Cantina per passare poi attraverso il tunnel sotterraneo, ripercorrendo, secondo la leggenda, i passi di Re Vittorio Emanuele II il quale lo utilizzava come via segreta per uscire dalla tenuta e recarsi dalle amanti. Oggi conduce all’area dedicata alla fermentazione, dove si possono osservare le vasche in cemento del 1887, le prime di questo tipo installate in Europa, caratterizzate dal grande pregio di garantire la temperatura costante, ideali per la conservazione dei vini giovani e l'affinamento di vini destinati a invecchiamento. La visita include anche un passaggio nella cantina Mirafiore, all’interno della quale si trovano ancora 6 botti appartenute al Re e termina nella Rotonda, esempio di architettura industriale del 1800 che, un tempo dedicata a pigiatura e fermentazione delle uve, oggi ospita le barriques da 225 litri.
Ai visitatori più curiosi e appassionati sono dedicate degustazioni per conoscere i vini più rappresentativi delle due cantine del Villaggio: Fontanafredda e Casa E. di Mirafiore, dall’Alta Langa, passando per i bianchi e i rossi tipici del Piemonte, fino ad arrivare alle grandi annate storiche di Barolo, acquistabili all’interno della Bottega del Vino.
 
A regalare un incontro profondo con la natura a Villaggio Fontanafredda c’è il Bosco dei Pensieri: 13 ettari su cui si sviluppa un percorso di meditazione e contemplazione in 12 tappe, attrezzate con panchine e caratterizzate da una serie di citazioni letterarie e bozzetti, oltre a informazioni che rimandano agli elementi paesaggistici e all'ambiente circostante. L'intenzione dell’itinerario è quella di far immergere il visitatore nella storia e nella geografia del paesaggio della Langa e permettergli di assaporarne al meglio i punti più panoramici. Due le opzioni: una passeggiata di 20 minuti oppure di 45 minuti. Il tutto calato in un bosco che si distingue per essere uno degli ultimi rimasti nella Bassa Langa e per ospitare più di 40mila piante tra alberi secolari, vigneti e noccioleti.
 
A Villaggio Fontanafredda è possibile anche approfondire temi culturali legati alla letteratura, al giornalismo, alla musica e alla politica, grazie alla Fondazione E. di Mirafiore, voluta da Oscar Farinetti, che sorge in un edificio storico della Tenuta e propone nei fine settimana laboratori, letture e incontri gratuiti. L'intenzione è di offrire ai visitatori momenti di approfondimento e crescita culturale in un ambiente ludico e piacevole, dotato di teatro e libreria/biblioteca. Nella bella stagione sono previste anche iniziative come le Passeggiate letterarie nel Bosco dei Pensieri e non manca l'attenzione anche ai più piccoli con diversi progetti per l'infanzia.
 
Il Villaggio Fontanafredda offre con i suoi 120 ettari di riserva bionaturale, caratterizzati dalle sue cantine, dai suoi terreni e dai suoi hotel, un'accoglienza d’eccellenza completa, un luogo in cui il visitatore può sentire battere il cuore del Barolo, dei paesaggi delle Langhe, della natura incontaminata e del Piemonte enogastronomico.


WALTER RICCIARDI A FORUM PULIRE 2020: «LA PULIZIA, INSIEME AI VACCINI, È CIÒ CHE PIÙ IN ASSOLUTO HA CONTRIBUITO A RIDURRE LE MALATTIE».

 

Il punto di vista del professore di Igiene e Medicina preventiva dell’Università Cattolica e membro dell’Executive Board dell’OMS: «Ci aspettano momenti drammatici, dobbiamo capire che igienizzare equivale a salvare delle vite». Nel corso dell’ultima giornata, dedicata al tema Progettare per il pulito, sono intervenuti anche Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva e Patty Olinger, Executive Director del Global Biorisk Advisory Council.

Milano, 22 ottobre 2020_ In conclusione dell’edizione 2020 del Forum PULIRE 2020, la biennale internazionale dedicata all’igiene, organizzato da ISSA PULIRE NETWORK, la più grande piattaforma internazionale nell’ambito del cleaning e del facility management, sul tema Progettare per il pulito è intervenuto il professore Walter Ricciardi: «Pulire e Igienizzare significa salvare delle vite. La distanza di sicurezza, le mascherine e la ventilazione dei luoghi chiusi sono presìdi fondamentali che vanno utilizzati insieme alla pulizia per combattere il virus. Gli strumenti di sanificazione sono centrali già in tempi ordinari, in questo momento ancora di più. Anche perché non dobbiamo dimenticare che le vaccinazioni hanno fatto sparire solo il vaiolo, ciò che contribuisce a ridurre le malattie è l’igiene».
 
Ricciardi, professore ordinario di Igiene e Medicina preventiva dell’Università Cattolica, già presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e membro designato dal Governo italiano a rappresentare l’Italia nell’Executive Board dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha tracciato un quadro della situazione in questo momento di emergenza. Ha spiegato innanzitutto la motivazione scientifica alla base dell’aumento dei casi negli ultimi giorni: «Una pandemia si risolve quando anche l’ultimo paese ha 40 giorni consecutivi con zero casi. In questo momento abbiamo Milano e Napoli fuori controllo, in quelle aree l’epidemia non può essere contenuta quindi va mitigata, altrimenti nell’arco di 30 giorni si avrà la saturazione dei posti letto. Roma a giorni si potrà trovare nella stessa situazione, come il Piemonte e alcune zone della Liguria. Siamo in una situazione in cui si può evitare un lockdown generale, ma per riuscirci servono lockdown locali su base metropolitana o a livello provinciale, per arrestare l’aumento dei casi. Questo virus ha mostrato una crescita lineare, con un’impennata brusca che porta al raddoppio improvviso dei casi in due o tre giorni. Se si arriva a quel punto diventa impossibile tracciarli».
 
Partendo da queste considerazioni sulla situazione attuale, Ricciardi ha poi allargato il campo d’analisi: «Quello che è accaduto in questi mesi non ci ha insegnato l’importanza della pulizia; dopo il periodo acuto abbiamo dimenticato tuttoCi vuole maggiore consapevolezza da parte della gente nell’affrontare il virus. Temo, però, che possa avere ragione Bill Gates quando sostiene che non sarà questa pandemia a cambiarci ma la prossima. Di solito ha sempre ragione perché ha a disposizione dati quantitativi del centro ricerche Institute For Health Metrics and Evaluation da lui finanziato, ma spero che venga smentito».
 
A seguire, è intervenuto Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva il quale riprendendo il discorso di Ricciardi ha spiegato l’importanza di non tornare alla situazione pre-Covid-19 perché: «Tutto ciò che ha a che fare con la prevenzione dei rischi da infezione tramite la sanificazione e la pulizia in passato era visto come un costo inutile su cui non investire. Ci siamo resi conto che anche un tema banale come il lavaggio delle mani non era radicato ed era necessario sviluppare un percorso culturale che coinvolgesse i management delle aziende sanitarie, gli operatori e i semplici cittadini. Ma sulla prevenzione e sul monitoraggio dei rischi servono risorse e investimenti». L’emergenza Covid-19 ha fatto sì che la mancanza di interventi strutturali sulla prevenzione dei rischi si trasformasse in un problema concreto. E sul bisogno di politiche adeguate sulla prevenzione dei rischi, Gaudioso sottolinea anche: «Queste, però, necessitano di una precisa rendicontazione. Basti pensare che nel Servizio Sanitario Nazionale sono stati investiti 2,5 miliardi di euro tra servizi territoriali ed emergenza Covid-19. Il Ministero voleva rendicontare i servizi, poi si è deciso di procedere all’erogazione rapida a causa dell’emergenza, ma in questo modo non sappiamo cosa sia accaduto una volta erogati i fondi – ha proseguito Gaudioso -. Sulla gestione delle risorse va prestata molta attenzione, anche in riferimento al Recovery Fund: sarà un debito che peserà sui nostri figli, quindi anche in quel caso andranno rendicontate le spese che serviranno per migliorare i servizi. Intanto il Covid-19 ha esaltato le differenze tra amministrazioni efficienti e altre che lo sono meno. L’esempio arriva dal Lazio, dov’è stato fatto un accordo per far analizzare i tamponi anche da soggetti privati a prezzi accettabili; in altre regioni, invece, è inaccettabile che per questo tipo di analisi si arrivi anche a oltre 80 euro. Così si mette in condizione il cittadino di dover scegliere tra il risparmio e un’azione diligente».
 
In conclusione, Patty Olinger, Executive Director – Global Biorisk Advisory Council (GBAC) divisione di ISSA, ed esperta di bio sicurezza e salute pubblica ha illustrato il programma di accreditamento GBAC STAR progettato per aiutare le strutture che ogni giorno accolgono un pubblico numeroso – stadi, centri congressi, stazioni, scuole, hotel ristoranti – a stabilire un sistema completo di pulizia, disinfezione e prevenzione delle malattie infettive per il pubblico, il personale e l’edificio. Le strutture che decidono di accreditarsi come GBAC STAR Facility, programma che si basa sul controllo delle performance qualitative, devono soddisfare i 20 requisiti previsti sul sistema di lavoro, protocolli e procedure di pulizia disinfezione e prevenzione delle infezioni. «È necessario comprendere a fondo la complessità delle vostre strutture per poter mettere in atto le pratiche che più si addicono» ha spiegato Patty Olinger. Il programma GBAC STAR ha, infatti, come obiettivo quello di fornire alle strutture gli strumenti e le conoscenze per stabilire e mantenere nel tempo dei programmi di miglioramento continuo delle procedure di pulizia, disinfezione e prevenzione di malattie infettive come il Sars-COV2.
 
Al termine della sessione è stato illustrato anche il case study di Copma.
 
I colleghi giornalisti che volessero rivedere on demand le sessioni del Forum possono accreditarsi inviando una mail a press@doc-com.it indicando nome, cognome, testata, numero del tesserino dell’ODG e indirizzo mail. Riceveranno una mail dalla piattaforma attraverso la quale registrarsi.


DIALOGO ONLINE CON LAURA PUGNO E VITTORIO LINGIARDI Paesaggi nelle soglie: la poesia come esplorazione

 Giovedì 5 novembre ore 18:30

Incontro online / live streaming sul nostro canale Facebook
Per info: eventi@fondazionepini.it

Giovedì 5 novembre, in diretta streaming sul canale Facebook della Fondazione Adolfo Pini, è possibile assistere a un incontro online con la poeta e scrittrice Laura Pugno e lo psicoanalista Vittorio Lingiardi, che insieme a Elisa Gianni, curatrice dell’appuntamento, dialogano su come la poesia possa farsi mezzo di conoscenza del mondo e di se stessi e su come possa venirci in soccorso, in tempi critici, facendo emergere le corrispondenze tra il particolare e l’universale, attivando scenari mentali accoglienti. 

L’incontro, intitolato Paesaggi nelle soglie: la poesia come esplorazione e pensato nell’ambito del progetto Casa dei Saperi – Nuove Utopie, nasce dall’idea di mettere in dialogo poesia e psicoanalisi per approfondire la capacità di vedere oltre lo sguardo e, in particolare, di percorrere quei “luoghi della mente” che, per dirla con Laura Pugno, “sono tutti utopia”. 

Con Laura Pugno e Vittorio Lingiardi, che interverrà nella doppia veste di psicoanalista e poeta, si parlerà dei paesaggi interiori analizzati da Lingiardi in Mindscapes. Psiche nel paesaggio e del tema del selvaggio, ricorrente nella poetica della Pugno e approfondito nel saggio In territorio selvaggio. Verranno presi in prestito anche concetti, come quello del terzo paesaggio teorizzato da Gilles Clement, per scoprire come la conoscenza possa emergere anche in quegli spazi interstiziali – metaforici o meno – abbandonati dall’uomo, negli scarti e nell’incolto, grazie all’arte e allo studio della psiche umana. La poesia come cura diviene così una eutopia che coltiva nuove possibilità di leggere il mondo e la propria condizione interiore.

Le cantine partecipanti al banco d'assaggio de I Grandi Terroir del Barolo BANCO D’ASSAGGIO

 


“I grandi terroir del Barolo”, evento ideato da Go Wine, torna a Monforte d'Alba sabato 24 e domenica 25 ottobre, dopo i rinvii della scorsa primavera, dettati dall’emergenza Covid.
Sede dell’evento le eleganti sale del Moda Venue (Via Cavour, 10), nel centro storico del paese. Il programma prevede banchi d'assaggio alla presenza delle cantine, esclusive masterclass e visite cantina: una formula che consentirà in un week-end di approfondire "sul campo" la conoscenza della nuova annata di uno dei più grandi vini del mondo.
L’evento si svolge in sicurezza e nel rispetto delle normative in corso per il contenimento del Covid-19.
Pertanto, al fine di contingentare gli ingressi, il banco d’assaggio si svolge su 3 turni, con prenotazione obbligatoria scaricando il modulo al presente link.

 LE MASTERCLASS

Il programma prevede oltre alle degustazioni al banco d’assaggio tre appuntamenti di approfondimento condotti dal giornalista Gianni Fabrizio (curatore della guida ai vini del Gambero Rosso), articolate a loro volta in due turni.

Sabato 24 ottobre
ore 15.30 e 16.30 (su due turni):

“I percorsi nei terroir del Barolo: da Verduno a Barolo”.

Domenica 25 ottobre
ore 11.00 e 12.00 (su due turni):

“I percorsi nei terroir del Barolo: da Barolo a Serralunga”.
ore 15.30 (SOLD-OUT) e 16.30 (su due turni): “Barolo e Pinot Noir di Borgogna” vini e terroir a confronto.

E’ obbligatoria la prenotazione inviando il coupon scaricabile al presente link.

ECCO L'ELENCO DELLE
CANTINE CHE PARTECIPANO
AL BANCO D’ASSAGGIO

ANNA MARIA ABBONA - Farigliano
BATASIOLO 
– La Morra
BOASSO 
– Serralunga d’Alba
BOGLIETTI ENZO 
– La Morra
BOLMIDA SILVANO 
– Monforte d’Alba
BRICCO MAIOLICA 
– Diano d’Alba
DOSIO VIGNETI 
– La Morra
MANZONE GIAN PAOLO 
– Serralunga d’Alba
MONCHIERO F.LLI 
– Castiglione Falletto
MORRA DIEGO
 - Verduno
PALLADINO 
- Serralunga d’Alba
SAN BIAGIO
 – La Morra
SORDO 
– Castiglione Falletto
PIAZZO COMMM. ARMANDO 
- Alba
PIO CESARE
 - Alba
PORRO GUIDO 
- Serralunga d’Alba
VIETTI 
- Castiglione Falletto


mercoledì 21 ottobre 2020

Memorie e campane tra i profumi dell’olio

 





Mi è successo. Si, è capitato che qualcuno mi abbia chiesto se quando scrivo ho in testa un determinato pubblico, io rispondo sempre di no, ma in realtà spero che siano tante le persone che attraverso le mie parole possano trarre spunto per un viaggio, una cena, un attimo di spensieratezza. E’ fondamentalmente per questo motivo che cerco sempre di offrire i lati positivi dei miei viaggi, raccontando quanto di buono e di bello il nostro paese possa proporre. Atmosfere, colori, profumi, sapori, sorrisi: null’altro.

Come oggi che vi racconto di quando arrivai sulla statale che collega Sava con Manduria in provincia di Taranto e presi alloggio presso Regia Domizia. E’ un posto molto bello con grandi spazi verdi, una bellissima piscina e tutti i requisiti per un piacevole soggiorno. Non cenai in hotel ma mi recai a Sava per gustare la buona pizza di Silvio Buttazzo. Membro dell’Accademia Nazionale Pizza Doc Silvio propone la vera pizza napoletana con delicate note pugliesi.

L’indomani tornai a Sava per visitare il Museo dell’Olio. E’ un luogo molto interessante allestito all’interno di un vecchio frantoio semi ipogeo. I frantoi ipogei fanno parte della storia salentina degli ultimi secoli, era infatti in queste strutture che veniva prodotto l’olio lampante che serviva per l’illuminazione pubblica delle più importanti città d’Europa. Il Museo è ricco di oggetti che testimoniano il duro lavoro degli uomini che per svariati mesi all’anno lavoravano giorno e notte in condizioni difficili tra umidità e fatica, alimentazione sommaria e duri sacrifici.

Dopo la visita al Museo accompagnato da un grande esperto della materia, il Prof Antonio Cavallo, raggiunsi Francavilla Fontana in provincia di Brindisi. Nel comprensorio della Città degli Imperiali (i principi che governarono per due secoli) feci subito tappa presso la Chiesa di Maria Santissima della Croce luogo di culto mariano dalla facciata barocca. Con molta probabilità la chiesa risale al XIV secolo e il suo interno è impreziosito da opere d’arte di notevole importanza. Di straordinaria bellezza è il coro settecentesco interamente dipinto. E’ invece della Basilica Minore del Santissimo la cupola più alta del Salento. A pochi passi di distanza dalla Basilica è situata la Chiesa di Sant’Alfonso Maria dè Liguori edificata dove un tempo sorgeva un’altra Chiesa del trecento dedicata a San Francesco. Sant’Alfonso è molto suggestiva e di particolare bellezza il suo interno.

Dopo i luoghi di culto una pausa me la regalai con i celebri confetti artigianali Riccio preparati con le mandorle e a ruota con la cucina di Zia Cinzia, una simpatica e gustosa trattoria di Sava che propone gustosi piatti della tradizione. Sempre a Sava nelle ore pomeridiane ebbi invece il piacere di degustare alcuni oli guidato dall’esperienza di un degustatore certificato: Antonio Mancino. Oli salentini e oli d’importazione per meglio comprendere l’alta qualità del prodotto locale. Per cena qualche piatto più ricercato presso il ristorante La Siesta.

A pochi chilometri da regia Domizia c’è il Santuario di Pasano. Vi andai con piacere per incontrare la leggenda dello schiavo turco convertito al cristianesimo dopo un miracolo. La leggenda narra che un masso caduto dal cielo spezzò le catene all’uomo che in segno di ringraziamento abbracciò la fede cristiana. A tal proposito durante la stagione estiva nel centro di Sava si svolge una rievocazione storica dell’evento molto bella e coinvolgente. Se vi capiterà di andare al Santuario non perdetevi, oltre all'opere d’arte a sfondo religioso una fantastica opera della natura: nel giardino sul retro dell’edificio potrete vedere un ulivo di ben 400 anni.

A cornice del Santuario trovai uliveti e muretti a secco tipici della zona ma dovetti ripartire presto per raggiungere San Marzano di San Giuseppe. In questo paese incontrai alcuni membri della comunità Arbëreshë ovvero quegli albanesi che secoli fa raggiunsero alcune zone dell’Italia meridionale. Anche loro mi accolsero con grande amicizia e mi invitarono a seguire di persona la rievocazione di un matrimonio in costume nella cornice preziosa della Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Per pranzo un ritorno a Sava dove al ristorante La Paranza gustai dei piatti a base di pesce davvero sopraffini. Fu invece nel comune di Oria che dopo una rilassante passeggiata tra le vie, le piazzette, i palazzi nobiliari e il castello, feci visita al bar Carone. Il bar è una sorta di museo che espone oggetti e reperti che risalgono ai primi decenni del 1900. Documenti, attrezzature da bar, bottiglie, confezioni e, in particolare testimonianze che ricordano la presenza degli americani durante la seconda guerra. Ma da buon goloso il mio interesse cadde sul tipico dolce chiamato Scarpetta. Un dolce semplice preparato con farina, uova, zucchero e la maestria della massaie oritane.

Nella seconda parte del pomeriggio feci tappa al Convento di San Francesco di Sava per godermi il meraviglioso Museo Missionario. E’ un Museo che vi consiglio di tutto cuore perché propone una ricchezza straordinaria di reperti di ogni genere e di ogni luogo in cui sono stati operativi nel tempo i missionari. Ampie sale con vetrine stracolme di storia: minerali, animali, indumenti, documenti, oggetti di vita quotidiana delle varie popolazioni, un susseguirsi di reperti che vi affascineranno. Occorre però avere tempo per osservare e comprendere, almeno in parte, tutto ciò che è esposto. Uova e ossa di animali preistorici, armi tribali, indumenti orientali, attrezzature per la ricerca scientifica, un vero tesoro che impreziosisce l’immenso lavoro missionario di un tempo e oggi la città di Sava.

E proprio le donne della Pro Loco di Sava furono, dopo la visita museale, le interpreti della mia cena casalinga: polpette di carne, chiocciole, verdure, fave, parmigiana, legumi, pucce salentine, dolci, il tutto annaffiato dal celebre vino Primitivo di Manduria.

Per il terzo giorno di viaggio scelsi un altro Museo di notevole importanza. Mi recai infatti a Taranto per visitare il MarTa: Museo Archeologico Nazionale con tanto di laboratorio. Al suo interno reperti che ripercorrono tutta la storia salentina, dalle popolazioni messapiche ai romani passando per i greci. Dal paleolitico al medioevo la vera storia dell’Italia meridionale. I preziosi ori di Taranto e la tomba dell’atleta sono solo due dei grandi tesori custoditi, da visitare assolutamente. Dal MarTa al Castello Aragonese oggi di proprietà della Marina Militare, con le sue mura e torri di difesa e le tracce delle varie trasformazioni avvenute nel tempo. E poi il famoso ponte girevole san Francesco di Paola inaugurato nel 1958, il monumento dedicato ai marinai delle forze navali e poco più in basso, sul lungo mare, le sirenette dell’artista Francesco Trani realizzate con un particolare cemento resistente all’acqua salata e posizionate sugli scogli.

Nel tornare verso Sava, come avrete capito la mia città di riferimento, mi soffermai a Torricella, due passi sulla spiaggia per ascoltare la voce del mare. Attimi di squisita intimità interiore e di riflessione prima del pranzo al Ristorante Angolo Verde.

Avevo ancora molto in programma per quel viaggio e fu così che mi recai ad Avetrana. Lo splendido Torrione del XIII – XIV secolo e la Chiesa Madre con i suoi bellissimi interni meritano già di per se una visita, ma il mio interesse principale fu un frantoio ipogeo posizionato proprio sotto il Torrione. Come ho già detto in questi frantoi si lavorava alacremente per produrre quell’olio che, venduto in mezza Europa, portava reddito. Erano strutture ricavate quasi sempre da vecchi insediamenti messapici o bizantini e riadattati con ingegno al bisogno. L’olio necessitava di una temperatura costante per non perdere la qualità che il mercato richiedeva. Ci lavoravano uomini giovani che alternavano i mesi sotto terra nel frantoio ai mesi estivi propizi per la pesca. Uomini forti ma anche bambini, come tutto fare, come pulitori delle cisterne di contenimento dell’olio. Un lavoro duro condito da sacrifici e restrizioni. Visitate il frantoio di Avetrana e tutto vi sarà chiaro e, perché no, lampante.

Arrivò l’ora di cena e scelsi il Vinilia Resort di Manduria e la cucina dello chef stellato Pietro Penna. Passai la notte e l’indomani raggiunsi Erchie per visitare la Chiesa di Santa Lucia e la sua fonte. La Santa, di origini siciliane le cui spoglie sono custodite a Venezia, è qui molto amata e venerata. Visitai la chiesa, la cripta e naturalmente, essendo un portatore di lenti, non esitai a sciacquarmi gli occhi con l’acqua della fonte.

Il mio lungo viaggio vide la fine nel comune di Manduria. Tappa di rigore alla Cantina dei Produttori per la pausa pranza e per un buon vino e poi visita alla città. Oltre ai luoghi di culto cristiani e ai palazzi non perdetevi il vicolo ebraico e la piccola Sinagoga. E’ una proprietà privata, motivo per cui bisogna prenotare per tempo la visita, ma merita assolutamente. In città c’è poi il Museo Civico ricco di documenti e cimeli che ricordano la seconda guerra e gli americani in Salento. Bisogna ricordare che a Manduria è ancora ben visibile l’aeroporto usato durante la guerra prima dalla nostra aviazione, poi da quella tedesca e infine dagli americani che lasciarono un segno indelebile, quel segno che potete ritrovare all’interno del Museo. Anche con le stelle e strisce di sfondo non persi la mia golosità e ne approfittai per finire il viaggio in dolcezza, prima con i mieli dell'apicoltura Alisi, ottimo quello di timo, e poi con il biscotto del soldato. Un biscotto energetico che le mamme e le mogli preparavano per mandare agli uomini al fronte. Fu un viaggio diverso dal solito, una miscela di cultura, sacralità e buoni sapori, ma soprattutto fu il viaggio della gentilezza, della cortesia, della disponibilità della gente salentina a farmi scoprire la propria terra anche in quegli anfratti meno rinomati ma altrettanto veri e importanti. Salento: dove la gente ti abbraccia.

 

                                                                                                                                   

                                                                                                                                                      

Fabrizio Salce

 


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