venerdì 28 giugno 2019

Colloredo di Monte Albano da Pizza Lab a Borghi d'Europa, grazie al Molino Persello

L'Antico Molino F.lli Persello aveva organizzato Pizza Lab a Colloredo di Monte Albano.
Il laboratorio all'aperto, dove gli amici, grandi e piccini, seguiti dagli instancabili insegnanti, hanno potuto preparare con le loro mani una gustosa pizza, cotta nel forno a legna di Alèbio.

Novità di questa III° edizione del Pizza-Lab, l'impasto delle vostre pizze è stato  reso ancora più stuzzicante dall'unione delle farine del Molino Persello con quelle di Grani Antichi FVG, 100% friulane e macinate a pietra.
Insieme a loro hanno partecipato Raffaele della Pizzeria alla Lampara, Colombino e Polano Store, Latteria Borgo Centro con il suo meraviglioso gelato, il clown Dedus per intrattenere i bambini e molti altri ancora!
E nell'attesa del turno per il laboratorio, si è potuto gustare un ottimo aperitivo con Luca e Anna di Mimi Street Catering, che con la loro Apetta hanno deliziato con un buon bicchiere di vino e i loro stuzzichini glutenfree.
E insieme a loro il mugnaio Doris ha preso per la gola preparando una vera prelibatezza: la polenta fritta!!!

Così Borghi d'Europa ha inserito Colloredo di Monte Albano nel circuito
internazionale dell'Anno del Turismo Lento, prevedendo la visita di giornalisti e comunicatori
al borgo friulano.

https://www.youtube.com/watch?v=Pnw9Fwc7pv8

Risultati immagini per immagini pizza lab 2019

VOGHERA FOTOGRAFIA 2019 Incontro Nazionale di Fotografia - II^ Edizione "Tra luoghi e persone - Transiti"




Castello Visconteo di Voghera
Piazza Della Liberazione, Voghera (PV)
14 settembre – 6 ottobre 2019
Ingresso libero

Vernissage sabato 14 settembre dalle 10.30

 Cinque progetti fotografici che coinvolgeranno oltre 20 fotografi italiani e stranieri fra cui Olivo Barbieri, Harry De Zitter e Sara Munari,  oltre 200 foto esposte, una finestra su “I Giganti del Jazz”, un omaggio a Leonardo da Vinci e uno ai 180 anni della Fotografia, la prima "Camera Obscura" permanente in Italia e una mostra realizzata con la fotocamera a foro stenopeico, corsi e workshop, incontri e videoproiezioni, letture portfolio, visite guidate

 Immagini ad alta risoluzione 
https://drive.google.com/drive/folders/1We4ZA22mguWrPzohxWXeVXQZ5ae3BdKF


VOGHERA. La seconda edizione di Voghera Fotografia, incontro nazionale dedicato alla fotografia d’autore, organizzata e promossa da Spazio 53Visual Imaging in collaborazione con Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera e photoSHOWall, patrocinata da Provincia di Pavia, Fondazione Cariplo, ASM, FIAF e UNICEF, si svolgerà per quattro fine settimana da sabato 14 settembre a domenica 6 ottobre all’interno delle sale del Castello Visconteo e avrà come titolo “Tra luoghi e persone - Transiti”.

Diretto da Arnaldo Calanca con il comitato scientifico composto da Renzo Basora, Luca Cortese, Gianni Maffi e Pio Tarantini, l’edizione 2019 di Voghera Fotografia vuole essere luogo di confronto e riflessione sulla comunicazione visiva e si presenta come un evento diffuso sul territorio che coinvolgerà l’intera città con un programma ricchissimo di iniziative: oltre 200 fotografie esposte, cinque progetti fotografici con le opere di oltre 20 fotografi italiani e stranieri, con cinque opere della serie  "i Giganti" di photoSHOWall realizzate appositamente per ogni singola mostra, incontri, workshop, visite guidate, letture portfolio, videoproiezioni.

Arnaldo Calanca: “In un mondo dove la fotografia è diventata uno dei mezzi più diffusi e abusati per comunicare idee, emozioni, pensieri, abbiamo pensato di costruire un evento capace di far riflettere sulla forza della fotografia quando quest’ultima è d’autore, ovvero in grado di raccontare la Storia e smuovere le coscienze con un solo scatto. Più che mai in un momento storico contrassegnato dalle migrazioni di popoli interi da un luogo ad un altro per motivazioni economico-sociali, climatiche e di lavoro. Inoltre, abbiamo voluto un festival il più possibile “diffuso”, per far scoprire e riscoprire la città ai visitatori, con un occhio di riguardo ai giovani, aiutandoli a conoscere e apprezzare la fotografia, e nel contempo a difendersi dall’uso e abuso dei social”

Questi i cinque progetti fotografici di Voghera Fotografia 2019:

Harry De Zitter - The Himba Collection
Ventiquattro immagini in bianco e nero che esplorano i volti e le esistenze degli Himba, popolazione indigena che vive nel nord della Namibia di circa 12mila persone, considerata l’ultima semi-nomade del Paese che vive principalmente di pastorizia.

Olivo BarbieriAdriatic Sea (staged) Dancing People 2015
Diciannove scatti ripresi dall’elicottero della costa Adriatica romagnola che in certe ore della giornata si trasformano in una specie di set teatrale e cinematografico. Un progetto sul comportamento dell’uomo in luoghi considerati naturali e sulla veridicità del ricordo.

Sara MunariVanishing Shepards
Venti scatti per raccontare come i cambiamenti climatici, l'urbanizzazione e la burocrazia stiano uccidendo l'esistenza della cultura pastorale in Mongolia e di come si assista a un vero e proprio esodo umano di pastori verso le città, soprattutto Ulaanbataar.

Associazione culturale Cacciatori d'OmbraAppia, Work in progress
Nove autori presentano una riflessione sullo stato di abbandono della prima strada programmata e realizzata in Italia al tempo dell’antica Roma che, partendo dal centro della Capitale, attraversa la parte meridionale dell’Italia e arriva a Brindisi, capolinea dei viaggi in Oriente via mare.

Mostra collettiva Transiti 
Dieci fotografi ragionano sul senso "di movimento" ovvero le motivazioni dello spostarsi nel mondo contemporaneo: Isabella Balena, Giancarlo Carnieli, Francesco Cianciotta, Pier Paolo Fassetta, Gianni Maffi, Stefano Parisi, Graziano Perotti, Nino Romeo, Sebastiano Vianello e Daniele Vita.

Inoltre, Voghera Fotografia presenta una “sala di posa per ritratti” itinerante nel centro della città, 2 concorsi fotografici e una mostra dedicati agli studenti delle scuole medie e superiori, la prima “Camera Obscura” stabile in Italia, ideata e realizzata da Beppe Bolchi e Spazio 53 nella Torre nord-ovest del Castello Visconteo, la mostra “Città senza Tempo” di Beppe Bolchi, realizzata interamente con la fotocamera a foro stenopeico, un evento su Leonardo Da Vinci a 500 anni dalla sua scomparsa e un altro sul 180° compleanno della Fotografia, e ancora corsi e workshop e videoproiezioni a cura di ImmaginIria e Spazio 53.

Grazie alla collaborazione con photoSHOWall, completano l’offerta espositiva della seconda edizione di Voghera Fotografia la mostra “I Giganti del Jazz” a cura di Roberto Mutti con le foto di Roberto Cifarelli, Alessandra Fuccillo e Pino Ninfa che raccontano luoghi e personaggi del panorama jazzistico italiano e internazionale.
La mostra “I Giganti del Jazz” fa parte di Jazz Foto Festival, manifestazione fotografica itinerante sul mondo del jazz ideata da Davide Tremolada Intraversato.

Il programma prevede infine: visite guidate in alcune aziende locali come Cifarelli, Balma e Capoduri, Squadra Rialzo FF SS, una mostra composta dalle opere dei circoli fotografici aderenti alla FIAF della Provincia di Pavia, oltre alla possibilità di entrare all’interno dei palazzi storici della città appositamente aperti al pubblico.

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VOGHERA FOTOGRAFIA 2019
14 settembre – 6 ottobre 2019
Mostre a ingresso libero

INFORMAZIONI AL PUBBLICO
c. 335 6356357 | 347 3253040 | 331 4303251
info@vogherafotografia.it | www.vogherafotografia.it
info@spazio53.com | www.spazio53.com

PERIODI E ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO
sabato 14 e domenica 15 settembre, 10-12.30 / 15-19.30
sabato 21 e domenica 22 settembre, 10-12.30 / 15-19.30
sabato 28 e domenica 29 settembre, 10-12.30 / 15-19.30
sabato 5 e domenica 6 ottobre, 10-12.30 / 15-19.30

15.000 VISITATORI DA TUTTO IL MONDO PER 15.000 FARFALLE ULTIMI GIORNI, FINO ALL’8 LUGLIO, PER VISITARE LA MOSTRA L’ORA DANNATA DI CARLOS AMORALES ALLA FONDAZIONE ADOLFO PINI

a cura di Gabi Scardi

Fondazione Adolfo Pini – Corso Garibaldi 2, Milano


www.fondazionepini.net


15.000 visitatori e 15.000 farfalle hanno invaso la Fondazione Adolfo Pini a Milano: inaugurata durante l’Art Week, in tre mesi la mostra L’ORA DANNATA di Carlos Amorales, a cura di Gabi Scardi, ha registrato un successo record per la Fondazione, con migliaia di visitatori italiani e stranieri che hanno affollato le sale dell’elegante palazzina di fine Ottocento in corso Garibaldi, avvolti da uno sciame di migliaia di farfalle nere già a partire dallo scalone d’ingresso. Per chi non fosse ancora riuscito a visitare la mostra, rimangono ancora pochi giorni, fino all’8 luglio, per vedere il progetto site specific con i lavori dell’artista messicano installati nei suggestivi spazi della Fondazione Adolfo Pini.

Carlos Amorales si interessa al linguaggio, alle immagini e alle loro varianti e, più in generale, ai sistemi della comunicazione, al loro costante rinnovamento, alle loro potenzialità e alle loro insidie; ai meccanismi che consentono ad alcune narrazioni di emergere, a scapito di altre; e, per estensione, alla questione delle rappresentazioni dominanti, della manipolazione della comunicazione e del pensiero stesso. Nella sua pratica confluiscono arte visiva, musica, animazione e poesia, tutte coniugate, con grande rigore formale, nel nome di una consapevolezza rispetto al presente e alle sue tensioni.

Per la Fondazione Adolfo Pini, Amorales ha concepito la mostra L’ORA DANNATA incentrata sull’installazione di dimensioni ambientali Black Cloud e su diversi elementi afferenti al progetto Life in the folds. La mostra comprende inoltre silhouettes e altre opere dell’artista, in un continuo slittamento tra immagini e segni.

Con Black Cloud, uno sciame di migliaia di farfalle nere invade gli ambienti della Fondazione già a partire dallo scalone d’ingresso. 15.000 farfalle popolano gli spazi nuovi e quelli già esistenti della Fondazione. Con Life in the folds l’artista mette invece in scena il tema della violenza dell’uomo sull’uomo. Una violenza che alberga nel profondo e che può esplodere in modo ingiustificato. Il progetto comprende, tra l’altro, un video di animazione in cui, mentre assistiamo a una drammatica vicenda, vediamo anche le mani del burattinaio che muove i fili dei protagonisti: metafora della mistificazione a cui, che ne siamo consapevoli o meno, la storia e le nostre azioni sono sottoposte. Da questo nucleo centrale deriva una serie di trasposizioni; tra le altre: un’installazione di grandi dimensioni e una serie di ocarine, ognuna delle quali ha la forma di un segno e il cui insieme compone un linguaggio in codice che può essere sia “letto” che “suonato”; proprio il loro suono fa, tra l’altro, da colonna sonora per il video. Alcune figure appaiono alle pareti della Fondazione come se le avessero attraversate; sono sagome umane di Protesta Fantasma e sembrano proteggersi da ciò che vedono. In mostra anche i fogli dello storyboard in cui prendono forma per la prima volta i personaggi e le vicende raccontate nel video.

Con questa mostra Amorales fa riferimento al proprio paese, il Messico; ma nello stesso tempo ci parla di discrepanze e tensioni estremamente attuali in tutto il mondo, e della necessità di identificare l’origine dei nostri fantasmi, di riconoscerne la portata, la matrice, la valenza ideologica.

Dopo aver presentato i cinque progetti site-specific, The Missing Link di Michele Gabriele, Materia prima di Lucia Leuci, Memory as Resistance di Nasan Tur, Labyrinth di Jimmie Durham e SUMMERISNOTOVER di Šejla Kamerić, la Fondazione Adolfo Pini prosegue con questa nuova mostra il proprio percorso dedicato all’arte contemporanea, sotto la guida di Adrian Paci.
L’ORA DANNATA
Carlos Amorales
Dal 2 aprile all’8 luglio 2019 
Orari 10-13 | 15 -17

Informazioni
Fondazione Adolfo Pini
Corso Garibaldi 2, Milano
Tel. 02 874502
www.fondazionepini.net

Protagonisti 55 espositori tra aziende e importatori vinicoli. Grande riscontro sui social OLTRE 3.500 OPERATORI PROFESSIONALI AL ROADSHOW B2B DEL VINO ORGANIZZATO IN CINA DA VERONAFIERE E ICE

L’iniziativa si è estesa da nord a sud del Paese, tra Pechino e Guangzhou, passando per Zhengzhou e Xi’an.  Coinvolti anche i professionisti delle principali aree metropolitane a un’ora di treno veloce dalle sedi degli eventi
 

Verona-Pechino, 17 giugno 2019 – Oltre 3.500 operatori professionali hanno partecipato alla seconda edizione del roadshow b2b in Cina, organizzato da Veronafiere in collaborazione con il partner cinese Pacco Communication Group e con il supporto dell’Ambasciata italiana e della rete ICE in Cina, tramite l’iniziativa “I Love ITAlian Wines”.

L’evento, andato in scena tra il 17 e il 22 giugno, ha visto protagonisti come espositori 55 aziende e importatori vinicoli di 12 province cinesi per un totale di 500 etichette in esposizione. In sei giorni l’edizione 2019 del roadshow ha percorso tremila chilometri, raggiungendo quattro città, una in più dello scorso anno: dopo la prima tappa a Pechino, nel nord della Cina, l’iniziativa si è spostata a sud fino a Guangzhou, capitale del Guangdong, passando per le due capitali di provincia Zhengzhou e Xi’an. Il roadshow ha quindi permesso di raggiungere anche gli operatori professionali delle principali aree metropolitane a un’ora di treno veloce dalle sedi degli eventi: Tianjin, Dalian, Jinan, Shengyang per Pechino; Shijiazhuang, Jinan e Taiyuan per Zhengzhou; Lanzhou, Chengdu, Yichang e Wuhan per Xi’an; Changsha, Shenzhen, Guangxi, Foshan, Zhongshan e Dongguan per Guangzhou. Un mercato, quello della Cina, che ha raggiunto nel 2018 il valore record di 2,4 miliardi di euro con una crescita del 106% negli ultimi cinque anni, che lo colloca al quarto posto tra i top buyer mondiali, dopo Stati Uniti, Germania e Regno Unito.

Il roadshow appena concluso ha permesso di raggiungere un vasto pubblico grazie alla capillare attività di promozione offline e online della sede di Veronafiere a Shanghai. Strumento essenziale si è rivelata la mini app WeChat, realizzata da Veronafiere per consentire ai visitatori di scoprire tutte le aziende presenti e i loro vini, con 1.500 accessi registrati, 24mila visualizzazioni sul programma di foto e live streaming e con un incremento del 10% dei nuovi followers sull’account ufficiale di WeChat. Dall’analisi dei contatti è emerso che il 41% degli user della mini app rientra nella fascia d’età 30-39 anni, il 22% è tra i 25 e i 29 anni.
In un’ottica di marketing territoriale, inoltre, durante i vari appuntamenti è stata svolta opera di promozione da parte della Fondazione Arena di Verona e di Enit-Agenzia nazionale del turismo.
“Anche questa seconda edizione del roadshow b2b ha portato ottimi risultati per le aziende sul fronte del business, rappresentando sia una vetrina in termini di visibilità, grazie anche al successo dei canali social, sia una grande operazione di cultura del vino italiano in Cina”, osserva Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. “Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento permanente per il Far East, mercato che vale complessivamente 6,4 miliardi di euro. È in questa prospettiva che Vinitaly, brand forte del vino italiano in Cina, sta costruendo Wine To Asia, nuovo salone internazionale del vino: la prima edizione si terrà nel 2020 a Shenzhen”.

“È una formula vincente”, commenta Amedeo Scarpa, direttore dell’ufficio ICE di Pechino e coordinatore della rete ICE in Cina, “perché permette di massimizzare i risultati e minimizzare i costi per le aziende che serviamo. La sinergia tra le azioni di formazione, promozione e comunicazione che MISE ed ICE realizzano da qualche anno su questo mercato con il momento trade dei b2b meeting, insieme ad un partner di esperienza come Vinitaly, stanno dando frutti concreti. Basta guardare ai dati export: il consumatore cinese di vino importato oggi non è più abbagliato dall’ex monopolista Francia, ma si lascia coinvolgere sempre più da reputazione, qualità, varietà, sicurezza e passione dei vini italiani. Continuiamo così”.

giovedì 27 giugno 2019

Vacanza fitness al Quellenhof Luxury Resort Passeier

Un’estate alla scoperta della Val Passiria e di Merano nell’hotel di attività sportiva più grande delle Alpi. Il Quellenhof Luxury Resort Passeier propone la vacanze fitness adatta a tutti gli ospiti: trekking e escursioni di diverse difficoltà a piedi, in bicicletta o a cavallo, sport estremi con quad e buggy, ma anche lezioni di tennis, yoga, pesca sportiva e golf outdoor e indoor nel primo campo da golf 3D dell’Alto Adige.

27 giugno 2019 – Il Quellenhof Luxury Resort Passeier, a San Martino nei pressi di Merano, è il più grande hotel di attività sportiva delle Alpi: offre infatti un’eccezionale varietà di attività adatte a tutti i gusti e necessità. 150 possibili escursioni, 2 sale fitness, una piscina di 25 metri e altre 10 indoor e outdoor, 7 campi da tennis, un campo da tennis “padel”, campo da golf 4 buche, 20 cavalli addestrati, 100 bikes e e-bikes a disposizione. Questi alcuni dati per dare un’idea delle gamma infinita di possibilità che attende gli ospiti del Quellenhof Luxury Resort Passeier.

L’hotel propone ogni giorno un programma ricco di attività scelte con la guida degli esperti qualificati nelle diverse specialità, in modo che gli ospiti possano programmare la loro personale vacanza fitness; su richiesta è possibile anche essere seguiti da un personal trainer. Il resort offre anche programma settimanale dedicato ai piccoli ospiti, con semplici attività, giochi all’aperto ed intrattenimento nel kidsclub. Proprio tutti gli ospiti possono trovare al Quellenhof Luxury Resort Passeier la proposta ideale per un soggiorno che unisce sport e benessere al relax, sia chi cerca un luogo attrezzato dove svolgere la disciplina preferita, sia chi sceglie di rimettersi in forma in vacanza o semplicemente scoprire a piedi l’incantevole territorio della Val Passiria. Qui la vacanza è intesa come momento di distensione e rigenerazione, un’occasione per raggiungere un benessere generale per cui è necessaria una costante attività fisica, alternata a momenti di riposo e relax. Entrambi questi aspetti trovano spazio negli ambienti appositamente studiati del resort, che oltre a trovarsi immerso in un paesaggio naturale paradisiaco, è dotato di 10.000 mq di area wellness con Mondo delle Acque, Mondo delle Saune, Tempio del Sale, parco con lago balneabile e molto altro.

Tra le proposte estive del Quellenhof Luxury Resort Passeier, oltre alle classiche escursioni guidate a piedi o in e-bike e mountainbike, ci sono alcune attività particolari, come arrampicata, Tarzaning sul Passiria, la calata in corda doppia alla cascata, voli biposto in parapendio e escursioni in SegWay, escursioni guidate per osservare il risveglio della fauna all’alba, corsi di immersione, percorsi Kneipp nel fiume, nordic walking, lezioni di pesca. Il resort offre inoltre maneggio, 7 campi da tennis in terra battuta e il primo campo da tennis padel dell’Alto Adige, sale fitness con parete per arrampicata, campo da golf riservato 4 buche, ben 4 campi 18 buche raggiungibili dell’hotel e il primo simulatore golf 3D indoor.

www.quellenhof.it/it/sport-attivita/
 

La Grande Italia dei Vini 10 luglio 2019, Ore 11.00 presso Villa Horti della Fasanara, Via Vigne 34, Ferrara Una grande sfida multimediale che punta sull’eccellenza enologica italiana



Un evento dedicato alla presentazione del nuovo progetto targato Virgilio Editore e alla valorizzazione di pregiati vini italiani raccontati dal noto sommelier Paolo Lauciani attraverso inedite video degustazioni.

Mercoledì 10 luglio alle ore 11.00, presso il Luxury Boutique Hotel Villa Horti della Fasanara di Ferrara, Virgilio Editore presenta alla stampa e ai rappresentanti delle istituzioni pubbliche e private, La Grande Italia dei Vini, una prestigiosa collana di video degustazioni realizzate da Paolo Lauciani, con la collaborazione della Fondazione Italiana Sommelier.

Un’occasione speciale, in uno dei luoghi più romantici e affascinanti della città, in cui enogastronomia, storia, arte e natura si intrecciano in una splendida cornice rinascimentale per sorprendere i viaggiatori del gusto.

Il protagonista della mattinata sarà Paolo Lauciani,  sommelier master class FIS di fama internazionale, noto al pubblico per aver partecipato a diverse trasmissioni televisive (TG5 Gusto, Gusto diVino, La Prova del Cuoco, Uno Mattina, Tg2 Insieme, Tg1, Tg5, Colorado Cafè Live, Gran Premio Internazionale del Vino, Artù, Vini e Sapori) e radiofoniche (Baobab, La notte dei misteri, A tavola, Decanter, GR Rai, Radioeuropa, Capitan Cook), e che in quest’occasione racconterà la sua esperienza nella realizzazione delle video degustazioni de La Grande Italia dei Vini e con inimitabile maestria regalerà ai presenti inedite degustazioni di vini.

Non mancheranno ospiti d’eccezione come Andrea Dal Corso, imprenditore vitivinicolo, modello, influencer che ha partecipato a Temptation Island e a Uomini e Donne su Canale 5.
Dal Corso si dedica da anni alla passione del vino ed è riuscito a creare ben otto etichette di prosecco di Valdobbiadene.

Con i suoi due vini Il Milione Prosecco Superiore di Valdobbiadene DOCG Extra Dry e Il Milione Prosecco DOC Millesimato Extra Dry ha aderito al progetto de La Grande Italia dei Vini e il 10 luglio, nella splendida dimora storica di Horti della Fasanara, Paolo Lauciani realizzerà le video degustazioni dei suoi vini.

La Grande Italia dei Vini è appena uscita in versione App e sarà presto disponibile in formato DVD.

E’ un’opera multimediale unica che accompagna l’utente in un affascinante viaggio enologico emozionale. Una pregiata selezione di vini italiani: bianchi, rossi, spumanti e vini da dessert raccontati dalla competenza e maestria di Paolo Lauciani.

Ispirata alla tradizione enologica italiana e alla valorizzazione del territorio, questa iniziativa guida lo spettatore in un affascinante percorso visivo e videosensoriale. Dedicata agli appassionati del vino italiano di qualità e agli esperti del settore enologico, La Grande Italia dei Vini nasce per regalare immagini, profumi, colori attraverso la scoperta di numerose etichette di vini posizionati per prestigio ed eccellenza al vertice qualitativo della produzione nazionale.

Uno straordinario viaggio nel ricchissimo mondo vitivinicolo del nostro Paese alla scoperta di un patrimonio fondamentale della nostra penisola che conduce, in cantina e nei differenti territori di appartenenza. Tutte le degustazioni sono guidate da Paolo Lauciani che, con l’esperienza che lo contraddistingue, introduce le caratteristiche delle etichette descrivendo i profumi ed i sapori del vino in degustazione.

Per ciascuna etichetta inserita all’interno della produzione visiva viene proposto un contributo video della durata di circa 2 minuti e 30 secondi, con una citazione dedicata all'area di produzione e la degustazione dell’etichetta stessa chiamata a rappresentare il proprio territorio in modo esclusivo.

Scaricando l’App gratuita de La Grande Italia dei Vini su smartphone e tablet (iOS e Android), attraverso una collana di video degustazioni unica nel suo genere, professionisti, sommelier ed estimatori di vini di qualità ottengono informazioni preziose sulle etichette presentate come: nome della bottiglia, certificazione, denominazione, cantina, produttore, area geografica di appartenenza e descrizione organolettica del vino proposto.

Gli utenti hanno inoltre la possibilità di trovare un vino attraverso un campo di ricerca libera oppure selezionando alcuni parametri utili per la ricerca stessa (Tipologia, Produttore, Certificazione, Denominazione, Macroarea). A seguito della ricerca effettuata appaiono le bottiglie indicate con le schede di approfondimento per ciascuna di esse.

Per la realizzazione delle degustazioni sono state scelte locations di alto valore storico: ambienti eleganti e ricchi di fascino che fanno da palcoscenico al racconto del vino. Pura poesia della terra.

La collana conta al momento molteplici degustazioni di vini ma Virgilio Editore intende espandere il progetto inserendo nuove etichette e nuove degustazioni. Questa vuole essere solo la prima opera di questo genere in quanto l’Editore sta già lavorando alla realizzazione di un itinerario dedicato al mondo dell'olio e dell'agroalimentare italiano.

L’autore
Paolo Lauciani, professore di lettere classiche e dottore di ricerca in filologia greca e latina, da molti anni si occupa di enogastronomia nell’ambito della Fondazione Italiana Sommelier. È sommelier dal 1994, relatore e docente nei corsi. Ha redatto contributi per alcuni testi di settore, fa stabilmente parte della redazione della guida e della rivista Bibenda. È membro del comitato tecnico-scientifico dell’associazione “Vino e Salute”. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive (TG5 Gusto, Gusto diVino, La Prova del Cuoco, Uno Mattina, Tg2 Insieme, Tg1, Tg5, Colorado Cafè Live, Gran Premio Internazionale del Vino, Artù, Vini e Sapori) e radiofoniche (Baobab, La notte dei misteri, A tavola, Decanter, GR Rai, Radioeuropa, Capitan Cook) ed è intervenuto a numerosi convegni enogastronomici tenutisi in Italia e nel mondo. È consulente tecnico-scientifico e autore dei testi per la trasmissione “Signori del Vino”, di Marcello Masi e Rocco Tolfa, in onda dal 2015 su Rai2. Per La Grande Italia dei Vini si occupa dei contenuti delle video degustazioni.

L’Editore
Per tantissimi anni Virgilio Editore si è impegnato con successo nel campo della raccolta pubblicitaria dando vita ad un’importante concessionaria di pubblicità per prestigiose riviste di arredamento, cucina e viaggi. Da qualche anno ha iniziato una campagna di acquisizione di note testate di arredamento, cucina e ristrutturazione. La realizzazione de La Grande Italia dei Vini è stata voluta per dare un importante contributo alla conoscenza del mondo vitivinicolo italiano, inteso come tesoro culturale, che affonda le radici nella storia e nelle tradizioni più nobili del nostro paese.

BULICHELLA E GLI ABBINAMENTI INCONSUETI: TRE SERATE IN CUI TOSCANA E GIAPPONE S'INCONTRANO IN AGRITURISMO

26 luglio, 9 e 24 agosto nell'agriturismo dell'Azienda Agricola di Suvereto (Livorno)
selezioni di vini Bulichella accompagnate da piatti della cucina nipponica
L'Azienda Agricola Bulichella di Suvereto (Livorno) organizza tre serate tematiche per degustare i propri vini in abbinamento a pietanze della cucina giapponese nel suo agriturismo. Le serate inizieranno con una visita in cantina, seguite dalla cena in un'atmosfera resa ancora più suggestiva dall'accompagnamento musicale dal vivo.
Un'idea originale e apparentemente bizzarra che in realtà fa una sintesi dell'anima di Bulichella. Una realtà che racconta i legami con la natura verdeggiante e agricola delle sue colline e con le origini giapponesi di uno dei fondatori dell'Azienda nonché attuale proprietario, Hideyuki Miyakawa. Ogni evento offrirà diversi scorci della produzione vinicola Bulichella, accompagnati da specialità della cucina toscana e giapponese. Nell'appuntamento del 26 luglio dal titolo Calici in Terrazza saranno proposti il rosé Sol Sera e il vermentino Tuscanio bianco alla luce del tramonto. Il 9 agosto, per la serata Bulichella in Jazz, gli ospiti degusteranno Tuscanio bianco e Rubino ascoltando musica jazz con vista sulle vigne della tenuta. Infine, per il 24 agosto è prevista Alla scoperta dei Grandi rossi Bulichella, una serata dedicata alle selezioni della tenuta.
Gli incontri saranno anche l'occasione per condividere con i presenti gli importanti risultati ottenuti da Bulichella nelle guide enologiche nazionali e internazionali 2019. Coldipietrerosse - Suvereto DOCG 2015 ha conquistato i 93 punti di James Suckling, la stessa che ha premiato con 95 il Montecristo - Suvereto DOCG 2015. Il Costa Toscana IGT 2015 Hide si è aggiudicato 94 punti da Vitae, la guida ufficiale dell'Associazione Italiana Sommelier. Rubino - Costa Toscana Rosso IGT 2016 ha totalizzato il punteggio di 92 nella guida Vinous del critico americano Antonio Galloni. Infine, Maria Shizuko - Suvereto DOCG si è visto assegnare 91 punti dal prestigioso Wine Advocate.
Le cene sono su prenotazione, dati i posti limitati, al costo di 55 euro per le serate del 26 luglio e del 6 agosto e di 65 euro per l'appuntamento del 24 agosto. Per l'occasione, Bulichella ha previsto due pacchetti weekend, per due o tre notti, comprensivi di cene e pernottamento.
Per maggiori informazioni scrivere a agriturismo@bulichella.it

VEDO NUDO ARTE TRA SEDUZIONE E CENSURA a cura di Stefano Papetti, Elisa Mori e Giorgia Berardinelli 7 luglio – 6 ottobre 2019 Palazzina Azzurra San Benedetto del Tronto (AP)

INAUGURAZIONE
Sabato 6 luglio 2019 ore 18.30


Il Comune di San Benedetto del Tronto, in collaborazione con l’Associazione Culturale Verticale D’Arte e Stefano Papetti, presenta la mostra Vedo nudo. Arte tra seduzione e censura presso la Palazzina Azzurra a San Benedetto del Tronto. 

L’evento espositivo nella Palazzina Azzurra che caratterizzerà l’estate sambenedettese 2019 a partire dal 7 luglio fino al 6 di ottobre, andrà a concludere la trilogia promossa dal Comune di San Benedetto del Tronto. Dopo i successi degli scorsi anni con “Uomo in mare. De Chirico, Licini, De Pisis, Warhol e i grandi maestri dell’Arte” e “Abbronzatissima. Glamour e arte all’ombra delle palmequest’anno il tema che verrà sviluppato in mostra sarà incentrato sul nudo e sull’arte della seduzione in epoca moderna e contemporanea.

A cura di Stefano Papetti e dell’Associazione culturale Verticale d’Arte (Elisa Mori e Giorgia Berardinelli) l’esposizione, con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, dell’ENIT – Ente Nazionale del Turismo, della Regione Marche, della Fondazione Marche Cultura e del Comune di San Benedetto del Tronto, Vedo Nudo. Arte tra seduzione e censura si pone come obiettivo lo sviluppo di un percorso storico artistico - ma anche concettuale - che accompagni lo spettatore a scoprire le molteplici espressioni e trasformazioni dei contenuti legati al nudo e alla sua percezione, dai primi del Novecento ai giorni nostri, ponendo al centro forme d’arte quali pittura, scultura, video installazioni, grafica e fotografia, al fine di coinvolgere il visitatore in un gioco di seduzione sottile che cresce in stretta connessione con le opere; il tutto senza mai dimenticare l’aspetto ironico, e in alcuni casi la componente di sensibilizzazione verso un tema che può anche essere identificato come controverso ma che da sempre ha stuzzicato la mente e la fantasia umana.

Le opere, che si collocano nei due piani espositivi della Palazzina Azzurra, provengono da prestigiose collezioni pubbliche e private, e da artisti affermati nell’ambito dell’arte contemporanea a livello nazionale e internazionale.

A partire dall’Estasi di Giuseppe Renda, un busto di donna in bronzo realizzato dallo scultore nel 1890, il percorso espositivo prosegue in un susseguirsi di dipinti e disegni dove figure di nudi maschili e femminili dominano la scena: dall’olio su tela Nudo femminile di Osvaldo Licini, al disegno su carta Ritratto femminile di Amedeo Modigliani, all’olio su tavola di Cagnaccio San Pietro che ritrae una donna allo specchio, passando per una Maddalena di Renato Guttuso e le ancestrali sculture della serie ‘tagli’ di Lucio Fontana per arrivare ai giorni nostri con il nudo inquietante di Oliviero Toscani per la campagna contro l’anoressia e il grande acrilico su tela di Giuseppe Veneziano, dal titolo Novecento 2009 che riprende la tradizione iconografica dell’allegoria restituendoci, in una immagine grottesca, i tratti dei protagonisti della storia del secolo scorso.

Tra gli altri artisti in mostra grande spazio è dato alla fotografia con Gian Paolo Barbieri, Piero Gemelli, Giuseppe Mastromatteo e un’opera che ritrae il noto critico Vittorio Sgarbi, e ancora il video Peep Show di Rino Stefano Tagliafierro, le ceramiche di Andrea Salvatori, le due sculture del quartetto The Bounty Killart tra le quali campeggia un inedito creato ad hoc per la mostra, Claudio Cintoli, Scipione (Gino Bonichi). Questo nel segno della continuità, pur con delle significative variazioni, in relazione ad un approccio iniziato lo scorso anno con “Abbronzatissima. Glamour e arte all’ombra delle palme” che fa leva sulle evocazioni e sull’immaginario del singolo visitatore, e sulla capacità di percezione dell’opera d’arte e dell’oggetto d’arte che vanno a modificare il significato in base all’occhio di chi li osserva e ne fruisce.

ROMA E IL MEGLIO DEL LAZIO 2020


30esimo compleanno per la guida della Capitale: premiazione e festeggiamento con la partnership ADR Aeroporti di Roma
1200 indirizzi, 34 premiati. Rivoluzione nel punteggio della classifica ristoranti.


Sala Plaza Premium Lounge area di imbarco E per i voli extra Schengen – aeroporto Leonardo Da Vinci, Fiumicino (RM).
27 giugno 2019 ore 11.30



Presentata la 30esima edizione della guida Roma e il Meglio del Lazio 2020 di Gambero Rosso. Una pubblicazione cresciuta di pari passo con la cultura enogastronomica della città e della regione che, oggi, conta 1200 indirizzi che spaziano dal ristorante internazionale alla più verace tavola di quartiere, dall'insegna con decenni di storia alle spalle al locale giovane e innovativo.
“Gambero Rosso è da sempre attento alla valorizzazione e alla promozione dei territori e delle bellezze italiane anche in chiave di attrazione turistica.dichiara Paolo Cuccia, Presidente di Gambero Rosso “Festeggiare i 30 anni della nostra guida all’aeroporto di Fiumicino rappresenta per noi il miglior modo per raccontare il panorama enogastronomico romano e laziale. Ringraziamo Aeroporti di Roma per questa partnership.”

IL PARTNER
In occasione della 30 edizione della Guida Roma e il Meglio del Lazio 2020 il Gambero Rosso è stato affiancato da ADR, società che gestisce gli aeroporti romani di Fiumicino e Ciampino e che nel 2018 ha registrato, come sistema aeroportuale, 48,8 milioni di passeggeri.
Siamo onorati che il Gambero Rosso abbia scelto di festeggiare i 30 anni della guida proprio all’aeroporto di Fiumicino”, commenta Ugo de Carolis, Amministratore Delegato di Aeroporti di Roma. “Negli ultimi anni ADR ha investito molto sulla creazione di una customer experience di livello, caratterizzata dalle eccellenze di cui gode l’Italia, con l’obiettivo di proporre ai viaggiatori internazionali dello scalo il meglio del Made in Italy. Il Leonardo da Vinci propone ai suoi passeggeri un’offerta gastronomica particolarmente ricca e varia, che spazia dalla cucina italiana a quella etnica fino ad arrivare alla cucina stellata grazie alla presenza di Heinz Beck e Antonello Colonna”.

L’EVENTO
La presentazione si è svolta nell’esclusiva Plaza Premium Lounge, sala dall’elevato comfort, con servizi disponibili per tutti i passeggeri in partenza e in transito al Leonardo da Vinci, nell’area internazionale di imbarco E.
Si tratta di una sala multifunzionale di oltre 1.000 metri quadrati aperta tutti i giorni, 24 ore su 24, pensata per rispondere alle esigenze dei passeggeri che desiderano trascorrere piacevolmente il tempo a disposizione prima del viaggio.
Oltre ai passeggeri di business class delle compagnie aeree partner, possono acquistare l’accesso tutti i viaggiatori in partenza o in transito per destinazioni non Schengen, a prescindere dalla classe di volo.
Tra i servizi offerti, un buffet con cucina espressa a vista, giornali e poltrone per il relax. Sono inoltre disponibili altri utili servizi quali: docce, Wi-Fi gratuito, postazioni per ricaricare i dispositivi mobili, tavoli da lavoro e honey-comb, postazioni business per lavorare in tutta comodità e riservatezza.
Plaza Premium Group, leader del settore nell'innovazione dei servizi di ospitalità aeroportuale globale, è stata fondata nel 1998 e ha sede a Hong Kong. Plaza Premium Lounge è la più grande rete di lounge aeroportuali indipendente premiata al mondo da Skytrax per il quarto anno consecutivo.




LA GUIDA

Rivoluzione nel punteggio della classifica dei ristoranti: da quest’anno è stato dato più spazio alla sala e alla cantina, che possono raggiungere il 30% e il 20% del peso sul voto complessivo in centesimi e insieme possono valere altrettanto quanto la cucina.
Le Guide del Gambero Rosso sono le uniche a proporre i voti scorporati per cucina, cantina e servizio.

I PREMI
34 premiati (Vedi allegato)
4 tre forchette: La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri - Roma [RM]; Il Pagliaccio - Roma [RM]; La Trota - Rivodutri [RI]; Pascucci al Porticciolo - Fiumicino [RM]
2 tre gamberi: Armando al Pantheon – Roma, Sora Maria e Arcangelo - Olevano Romano [RM]
4 tre bottiglie: Barnaba – Roma; Roscioli – Roma; Trimani Il Wine Bar – Roma; Del Gatto - Anzio [RM]
2 tre boccali: Open Baladin – Roma; L’Osteria di Birra del Borgo - Roma
4 novità dell'anno: Idylio by Apreda del The Pantheon Iconic Rome Hotel – Roma(ristorante); Marigold - Roma (bistrot); Marzapane – Roma (ristorante); Drink Kong - Roma (aperitivi & cocktail)
12 premi speciali: SERVIZIO DI SALA  Per Me - Giulio Terrinoni – Roma;  SERVIZIO DI SALA IN ALBERGO Aroma dell’Hotel Palazzo Manfredi – Roma; PROPOSTA AL BICCHIERE AL RISTORANTE  Materiaprima - Pontinia [LT]; PROPOSTA AL BICCHIERE AL WINE BAR Le Bollicine di Sara – Roma; QUALITÀ PREZZO Chianchieria Gourmet – Roma, Marzapane – Roma, Trattoria Popolare L’avvolgibile – Roma, Riso Amaro - Fondi [LT], Satricvm - Latina , Materiaprima - Pontinia [LT], Bottega Sarra 1932 - Terracina [LT], Essenza - Terracina [LT]
6 premiati da parte di Alfredo Tesio per il Premio Gruppo Del Gusto Associazione Stampa Estera “Roma Con Altri Occhi”: Osteria 22quattro – Roma (trattoria); Da Danilo - Roma (ristorante); Piccolo Buco – Roma (pizzeria); Il Porticciolo - Trevignano Romano [RM] (ristorante); La Formaggeria – Roma (formaggi); La Giudecca - Roma (gelateria)


Cucine a cielo aperto per Spessore Campo Base


Dal 18 al 21 giugno oltre 50 cuochi da tutta Italia si sono riuniti a Torriana, in provincia di Rimini, alla corte degli chef Pier Giorgio Parini e Gianluca Gorini, per quattro serate di improvvisazione culinaria ideate da Fausto Fratti.

Parola d'ordine: mettersi in gioco. Lo ha fatto GICO e lo hanno fatto i grandi chef partecipanti che sono arrivati, a pochi giorni dall'inizio ufficiale dell'estate, in terra romagnola.
Nel selvaggio spazio de Il Giardino delle Pietre recuperate diTorriana (RN), in un teatro naturale circondato da rocce, dal 18 al 21 giugno si è svolta la settima edizione di Spessore Campo Base, "elogio della cucina libera" - lo ha definito qualcuno.
L'ideatore è Fausto Fratti, storico volto dell'Osteria del Povero Diavolo, sempre impegnato a valorizzare le sinergie tra cuochi, produttori e territori d’Italia mettendo al centro il fattore umano. Per la prima volta dopo sei anni decide di allestire l'evento sotto le stelle, invece che all'interno del ristorante. Con lui gli chef di casa, Pier Giorgio Parini Gianluca Gorinia dirigere le cucine.
In ognuna delle quattro giornate si sono alternati chef da nord e sud Italia, che hanno dovuto creare insieme un menù improvvisando con gli ingredienti che trovavo in quel momento a disposizione. DaAntonia Klugmann Corrado Assenza, da Eugenio Boer Yoji Tokuyoshi, da Diego Rossi ad Alberto Gipponi. Ad affiancarli in questa sfida le tecnologie GICO, cucine affacciate sull'entroterra riminese, da una parte, e sul mare dall'altra.
Un grande successo di pubblico ha accolto i cuochi in quattro serate di buon cibo, divertimento, convivialità e musica dal vivo.Spessorecelebra così la cucina nella sua forma più libera e dà il benvenuto all'estate.
È stato per GICO un piacere fornire le proprie attrezzature, cucine a cielo aperto per offrire agli chef un palcoscenico sul quale esibirsi liberamente, e a tutti i partecipanti uno spettacolo live.

MACULAN: IL CAMBIO GENERAZIONALE SPIEGATO DA MARIA VITTORIA AL CUOA DI ALTAVILLA Nell'ambito dell'Executive Master in Wine Business, Maria Vittoria Maculan spiega come è avvenuto il passaggio di consegne dal padre Fausto alle figlie


Il cambio generazionale è un processo molto delicato nella vita di un'azienda, da curare nei dettagli sotto il profilo strutturale e umano. Un tema importante che Maria Vittoria Maculan affronterà in occasione del seminario Donne imprenditrici e passaggio generazionale nelle aziende del vino. L'incontro, con un particolare focus sulle protagoniste femminili, sarà moderato da Diego Begalli, Direttore Scientifico dell’Executive Master in Wine Business Management del CUOA, e si terrà il 3 luglio alle ore 17.00 nella sede della Business School internazionale ad Altavilla Vicentina (Vicenza). Insieme a Marica Bonomo dell'Azienda Agricola Monte Del Frà e Maddalena Pasqua Di Bisceglie per Musella, Maria Vittoria Maculan spiegherà il processo interno che ha portato lei e la sorella Angela a raccogliere il testimone del padre Fausto al vertice dell'azienda.
Lo stesso Fausto, seconda generazione dell'impresa Maculan, ha progettato l'inserimento e la crescita professionale delle figlie, percorso iniziato oltre quindici anni fa con l'ingresso in azienda della primogenita Angela. Le sorelle Maculan hanno gradualmente costruito e definito il proprio ruolo in azienda, prima con la mentorship del padre, che ha trasmesso loro le competenze commerciali e la passione per il vino, passando per un decentramento organizzativo, con la spartizione delle aree gestionali, per arrivare a una sempre maggiore autonomia e legittimazione di Maria Vittoria e Angela come punti di riferimento aziendali per gli stakeholder.
Maria Vittoria Maculan, 33 anni e una laurea in Scienze e Tecnologie Viticole ed Enologiche, è enologo, deputata all'organizzazione delle attività nei vigneti e al coordinamento della cantina. Angela Maculan, laureata in Scienze e Tecnologie Agrarie, è responsabile commerciale e porta il brand e i vini Maculan in giro per il mondo.

Palazzo Reale presenta Nanda Vigo. Light Project a cura di Marco Meneguzzo dal 23 luglio al 29 settembre 2019 ingresso libero Palazzo Reale, Milano




Dal 23 luglio al 29 settembre 2019, al primo piano di Palazzo Reale a Milano, apre al pubblico la mostra Nanda Vigo. Light Project, a cura di Marco Meneguzzo.

Promossa dal Comune di Milano | Cultura, Palazzo Reale, in collaborazione con l’Archivio Nanda Vigo e Donatella Volonté, la mostra si inserisce nel percorso con il quale Palazzo Reale, per il quarto anno consecutivo, esplora nella programmazione estiva l’arte contemporanea, approfondendo e valorizzando il lavoro di maestri dell’arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi e il rapporto che hanno avuto con la città di Milano dove hanno vissuto, creato ed elaborato la propria ricerca, come nel caso specifico di Nanda Vigo.
Light Project è infatti la prima retrospettiva antologica dedicata da un’istituzione italiana a questa artista e architetto milanese che ha influenzato la scena artistica italiana ed europea degli ultimi cinquant’anni: attraverso l’esposizione di circa ottanta opere - tra progetti, sculture e installazioni - la mostra racconta l’eccezionale percorso di ricerca di una figura di assoluto rilievo nel panorama europeo, dagli esordi alla fine degli anni Cinquanta sino alle esperienze più attuali.

Protagonista del clima culturale milanese degli anni Sessanta, Nanda Vigo (Milano, 1936) inizia a realizzare i suoi Cronotopi dal 1962, in sintonia con lo spirito di ZERO, gruppo transnazionale di artisti tedeschi, olandesi, francesi, belgi, svizzeri e italiani al quale prese parte.

Partecipe delle avanguardie e dei gruppi dei primi anni Sessanta, Nanda Vigo elabora una personale ricerca incentrata sulla luce, la trasparenza, l’immaterialità, che devono costituire l’opera e lo stesso ambiente abitato dall’essere umano, e di cui i “cronotopi” sono la concretizzazione artistica. Uno chassis metallico racchiude vetri industriali, talvolta illuminati da neon, attraverso i quali la luce penetra e si manifesta allo sguardo, metafora della leggerezza, della mutazione, dell’immaterialità spirituale dell’arte e della sua percezione. Presto prendono le forme di veri e propri ambienti (alcuni realizzati in collaborazione con Lucio Fontana) e di specchi inclinati e tagliati in modo da riflettere una impensata visione della realtà, mentre continua il lavoro di progettazione di design e di architettura (famosa la sua collaborazione con Gio Ponti per la Casa sotto la foglia, a Malo, del 1965, e la realizzazione del Museo Remo Brindisi a Lido di Spina del 1967).
Gli anni Ottanta sono caratterizzati dall’adesione ai concetti del Postmodernismo, mentre la produzione successiva torna alla seducente algidità del neon, delle luci radianti e diffuse, delle forme semplici e dinamiche.

In mostra saranno esposte opere e progetti che abbracciano l’intero arco di produzione dell’artista: fulcro del percorso espositivo sarà un affascinante ambiente cronotopico, che occuperà l’intera stanza degli specchi.
Questo ambiente, in particolare, esprime la quintessenza del modo di intendere l’arte di Nanda Vigo: una situazione esistenziale che consenta di vivere esperienze trascendenti, andando oltre la materialità del quotidiano per riuscire a percepire fisicamente - per quanto possibile - una realtà più alta, una sintonia universale attraverso la contemplazione, la smaterializzazione, la comunione con il “tutto”.

In occasione della mostra sarà pubblicata una monografia sull’opera di Nanda Vigo, a cura di Marco Meneguzzo, edita da Silvana Editoriale, che raccoglierà la più esaustiva antologia critica sull’artista realizzata fino a ora.

CONVINTO APPREZZAMENTO, OGGI, AL PALAZZO DELLA REGIONE CAMPANIA, PER IL PROGETTO BIOWINE




Biowine rappresenta un esempio unico di coinvolgimento di diverse province in
un progetto di sviluppo rurale sostenibile
Napoli, 26 Giugno 2019 - Nel salone Nassiriya della sede della Regione Campania, Giovanni Quaranta, coordinatore scientifico, ha illustrato ai componenti del Consiglio Regionale gli obiettivi e le azioni del progetto Biowine.
Sono intervenuti i sindaci dei comuni campani partner del progetto, Libero Rillo, presidente del Consorzio Sannio Tutela Vini, Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio Regionale, Maurizio Petracca e Erasmo Mortaruolo, rispettivamente presidente e vice presidente della Commissione Agricoltura, e Filippo Diasco, dell’autorità di gestione PSR Campania.
«Il progetto, – ha affermato Quaranta – che è partito nel Sannio con il coinvolgimento attivo di 4 Comuni, ha riscosso immediato successo, come dimostrato dalla successiva adesione, in pochi mesi, di ulteriori 22 Comuni, tutti interessati ad un percorso di auto-regolamentazione condivisa. Siamo certi che apporterà benefici non solo alla sostenibilità ambientale delle pratiche agricole, ma anche al valore aggiunto delle imprese dei territori coinvolti».
Petracca e D’Amelio hanno unanimemente lodato l’importante lavoro di Quaranta e l’alto valore del progetto Biowine, un esempio unico in Italia in quanto capace di coinvolgere più province di differenti regioni in uno sforzo condiviso di valorizzazione territoriale. Potenzialmente un case study da estendere – su suggerimento del presidente del consorzio Rillo – anche ad altri territori attigui.
Diasco ha evidenziato, inoltre, il primato della Campania quale regione italiana con migliore trend di crescita dell’export (+131% in un decennio), dato a partire dal quale porre le basi di una crescita futura.
È emersa altresì la volontà di promuovere sinergie per favorire un turismo enogastronomico delle aree interne, sulla scia del modello di sviluppo dell’area del Valdobbiadene, ma calibrandolo sulle peculiarità di un territorio vocato alla qualità più che alla quantità dei prodotti vitivinicoli.
«Biowine – ha concluso D’Amelio – rappresenta un primo decisivo contributo alla sfida dei prossimi anni: valorizzare le aree interne, che saranno chiamate ad esprimere tutto il loro potenziale, proprio come sarà indicato dalla programmazione Europea, che vincolerà il 5% delle risorse contro la desertificazione dei piccoli centri urbani dell’entroterra».
BIO.W.IN.E. (Biological Wine Innovative Environment): trasferimento di buone pratiche per la
tutela dell’ambiente in viticoltura. Il progetto BIOWINE è finanziato dal Pon Governance e Capacità istituzionale 2014-2020 - Agenzia per la Coesione Sociale, Fondo Sociale Europeo - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

Il nuovo design del Valhalla: dalla stanza d’oro del paradiso nordico al bosco oscuro delle divinità



Nuove atmosfere e suggestioni per il ristorante Valhalla, il primo ristorante vichingo d’Italia che si rinnova completamente mantenendo la sede di via Gaetano Ronzoni 2, in zona Navigli a Milano. I nuovi interni sono firmati da Pietro Spoto, scenografo e artista milanese che ha voluto evidenziare l'indole esperienziale e narrativa del ristorante: la progettazione degli spazi è stata guidata da una volontà emozionale e poetica nel tradurre i caratteri delle popolazioni vichinghe in rimandi iconici.

Nella prima sala del ristorante, la più sfarzosa e quella visibile anche dalla strada, viene messo in scena il paradiso vichingo di Valhalla: si trova un salone maestoso del mondo divino di Odino, dove ogni giorno va in scena un sontuoso banchetto. Qui elmi dorati di eroi caduti in battaglia si contrappongono a stilizzati scudi neri, specchi e finestre di mondi lontani, popolando le pareti di presenze che si raddoppiano e annullano a vicenda. I commensali sono attorniati da una storia con molteplici sfaccettature, dove ogni elmo realizzato a mano aggiunge un dettaglio grazie alle imperfezioni della materia, dove ai sogni paradisiaci della gloria ultraterrena si mescolano le ferite di guerra, materica quanto razionale, come suggerito dagli ordinati tubi d'ottone che, come lance, scendono dal soffitto ad illuminare i tavoli. Protagonista di questa prima sala è il social table, entrando sulla destra, novità del ristorante ed elemento fondamentale per condividere appieno lo spirito cameratesco degli eroi nordici.

E così, dal lustro del Valhalla, si accede al bosco scuro, luogo di sperimentazioni, riti, perdite e sacrifici per il popolo vichingo, varcando un restringimento dello spazio sormontato da un'imponente arco che conduce nel mondo privato della natura.  La sfarzosità dell'oro viene meno e al blu si mescolano i colori del nero, dei carboni, e quelli di un sottobosco in penombra, casa di muschi, licheni e radici. Gli spazi per il pasto sono più raccolti, meno conviviali e condivisi, delimitati da tende o circondati da paesaggi immaginati su tessuti che sfarfallano e vibrano a ogni movimento dell'aria.

Da questi luoghi magici e misteriosi prende forma il tema del viaggio e del sogno di una meta, uno degli elementi fondanti della cultura dei vichinghi, tra i primi esploratori del mondo con un tuffo nell'ignoto, che porta dal corridoio al bagno di ghiaccio. Da lontano, la luce di un orizzonte ribaltato investe gli spazi superando spigoli e superfici, simulando un'aurora che non si spegne mai, delimitando uno spazio di servizio le cui proporzioni e lunghezze vengono distorte alla percezione.
Al centro di questi tre luoghi tematici vi è il divino, che prende forma negli spazi della cucina che si configura ora come un monolite al contempo magnetico ed inquietante, un volume composto da superfici nere specchianti che unifica, accosta e mette in relazione le parti del tutto.

I nuovi spazi del Valhalla sono stati progettati e realizzati nell'intento di restituire una storia antica al mondo contemporaneo e di offrire ai clienti un'esperienza completa della cultura norrena, in un contesto che desti meraviglia e curiosità. La volontà è stata quella di costruire un ambiente stimolante sia per i grandi appassionati dell'argomento, sia per chi si affaccia con interesse  su questo mondo per le prime volte. Il culto, la natura, il viaggio e l'ignoto sono i quattro capisaldi che hanno permesso di cesellare uno spazio estremamente narrativo in cui scoprire ogni volta nuovi elementi in dettagli evocativi. Il processo progettuale si riflette in una ricerca sul rapporto intrecciato tra il divino, le eclissi, la luna, le rotte e si è tradotto – con dischi neri, oro stellare, blu spaziale e specchi scuri - in una continua ricerca di dimensioni e sensazioni.


Ristorante Valhalla:

Valhalla è il primo ristorante vichingo in Italia, si colloca a Milano in via Ronzoni 2 a pochi passi dalla Darsena. Una  proposta decisamente proteica per i moderni vichinghi: selvaggina cotta alla brace o trattata con la tecnica della bassa temperatura per quella è stata scelta come “la brace degli dei” milanese. Un’approfondita ricerca sull’alimentazione delle antiche popolazioni nordiche, reinterpretata in chiave moderna hanno portato alla definizione della carta di Valhalla: il focus è sulla selvaggina, che veniva cacciata tutto l’anno e sui pochissimi capi che erano allevati e uccisi poco prima dell’inverno, perché non sarebbero sopravvissuti alle temperature così rigide, come i vitelli, maiali e agnelli. La cottura era effettuata con le braci o bollita, che oggi viene riproposta con le tecniche del ventunesimo secolo.
Ogni piatto del ristorante Valhalla, il paradiso dei guerrieri valorosi del nord, ha un divertente nome vichingo che richiama una leggenda della saga norrena vichinga. L’idea è di due giovani imprenditori: Igor Iavicoli (33 anni) e Milena Vio (29 anni), già gestori del Vinyl Pub in zona Isola, appassionati di mitologia nordica.
Anche il logo, ripreso dal mitico Valknut, o nodo di Odino, rappresentato con tre triangoli intrecciati, è un cameo dei nove mondi mitologici norreni.  In sala Diego Borella, 32 anni, seleziona idromele, birre artigianali e piccoli produttori di vino e in cucina lo chef Mauro Molon, 34 anni, con importanti esperienze in hotel di lusso.

I Piatti:

Tra i piatti più iconici di Valhalla, che per questo menu sono tratti dalla leggenda di Sigfirdo e Brunilde, sono sicuramente Sigfrido, ovvero il carrè di cervo; Hjalprek  il carpaccio di manzo, pomodori confit, scalogno glassato e maionese affumicata; Gunther le back ribs di manzo irlandese; Starkadr il Tomahawk irlandese (per due persone o per i più valorosi); Noatung, le cosce d’anatra francesi con verdurine dell’orto. Un menu stagionale che cambia frequentemente senza dimenticare proproste di pesce e vegetariane anche per chi non ama la carne.

Pietro Spoto:

Fondatore  e Art e creativ director di studioliquido, laboratorio di ricerca visiva, che sviluppa e realizza elementi scenici e mobili, installazioni praticabili, luoghi pubblici e commerciali. “Sono un artista e non un architetto” ci tiene a precisare Spoto, il cui approccio metodologico si basa su una approfondita analisi del contesto e su un successivo lavoro di osservazione e di ascolto, costruendo una sinergia tra i soggetti coinvolti nelle diverse fasi della ricerca.
Ha sviluppato progetti installativi nei settori della moda e del design, collaborando per diversi anni con Maison Martin Margiela, Cerruti Baleri, Paolo Pecora Milano.
Ventennale esperienza come consulente per gallerie d’arte private come Zero, Giò Marconi Milano e con spazi no profit come Fondazioni Mudima, DOCVA, Viafarini, quest’ultimo come creative direction, realizzando così un’esperienza diretta nel il mondo delle arti visive e performatiche.

Gli orari di Valhalla:
Dal lunedì al sabato dalle 19 alle 23
Domenica dalle 12 alle 15


Valhalla, la brace degli Dei
via Gaetano Ronzoni 2, Milano
+39 0284041503
www.valhallarestaurant.it
valhallarestaurantmilano@gmail.com
@valhalla_milano
fb: Valhalla Milano

mercoledì 26 giugno 2019

Macchè realtà virtuale! A Mezzano di Primiero, uno dei Borghi più Belli d’Italia in Trentino, basta una semplice sedia rossa. Romantica, come Mezzano.




Realtà virtuale, immersive experience, realtà aumentata... Niente di tutto ciò per far conoscere ai visitatori Mezzano di Primiero, uno dei Borghi più Belli d’Italia in Trentino, ma una semplice sedia rossa, che viene posizionata di volta in volta nei suoi angoli più suggestivi. Se i turisti la trovano, basta che suonino la campanella appoggiata al suo sedile e una persona del paese arriva e si mette a loro disposizione per rispondere alle domande, dare informazioni, raccontare la storia del borgo, svelare curiosità e aneddoti, indicare dove poter trovare prodotti tipici e lavorazioni artigianali, dove poter dormire e mangiare, quali sentieri da percorrere per salire a malghe e rifugi, quali le attività sportive e l’animazione per i bambini…

Sono anziani, ragazzi, donne, artigiani che, con l’autenticità e l’immediatezza che solo il racconto diretto sa dare, condividono con gli ospiti la propria vita e le proprie conoscenze, li consigliano come potrebbe fare un amico affinché possano godersi al meglio la loro permanenza a Mezzano, sia una visita di qualche ora, oppure un rilassante periodo di vacanza.  Realizzata a mano, con il sedile impagliato, la sedia è stata dipinta di rosso, il colore simbolo dell’amore, non solo per riprendere la tinta del logo dei Borghi Belli d’Italia, ma anche e soprattutto per ricordare che a Mezzano tutto si fa con il cuore e che il romanticismo è nella sua natura.  Rimasto tenacemente aggrappato alle sue radici, alle sue architetture, alle tradizioni di un popolo fiero, fortificato dalla vita dura di montagna, ha infatti trasformato in arte le tradizioni e in storie da raccontare i ricordi delle vite contadine di pochi decenni fa, all’apparenza così lontane, che eppure fanno parte della sua realtà odierna. Oggi Mezzano è l’angolo romantico e suggestivo del Primiero, un borgo in cui l’amore per le persone e per la propria terra ha saputo resistere alla follia della corsa in cui è coinvolto il mondo contemporaneo.

La sedia rossa, anzi due sedie rosse, compariranno a sorpresa durante i fine settimana, a partire dal 29 giugno. Può darsi però che le si possa trovare anche negli altri giorni, ad indicare che qualche abitante di Mezzano è a disposizione dei turisti per dare informazioni e condividere racconti…Così, semplicemente, come si fa quando si passa a casa di un amico senza preannunciarsi. Particolarmente coinvolgenti sono i racconti degli anziani, testimoni unici dei tempi passati e depositari di storie che la loro narrazione contribuisce a salvare dall’oblio.

Coordinati dal Comune, che ha ideato il progetto - uno dei tanti individuati anche grazie alla collaborazione di Progetto Turismo e Hotel Klinik di Trento - i volontari raccontano ai turisti di come Mezzano abbia fatto della riscoperta e valorizzazione delle sue radici contadine il proprio portabandiera e li invitano alla visita di Cataste&Canzèi, museo en plein air unico nel suo genere, che inanella in un inconsueto percorso una trentina di cataste artistiche di legna, nate dalla tradizione della gente di montagna di accatastare in bell’ordine la scorta di legna:  la fisarmonica in tensione che pare una stella, la clessidra chiusa tra sole e luna a segnare il trascorrere del tempo, la grande parete che ricorda l’alluvione che colpì il paese nel 1966, gli uomini intenti a tagliare l’albero, la catasta instabile che cede a un coreografico crollo… L’itinerario artistico - che si snoda tra installazioni spettacolari, divertenti, evocative - tocca i punti più caratteristici del paese e le opere sono inserite tra i segni sparsi della vita rurale (percorsi d’acqua e fontane, orti, architetture, dipinti murali e  antiche iscrizioni), ancora oggi orgogliosamente mostrati ai visitatori: lungo il percorso si scorgono anche le cataste che le famiglie preparano per l’inverno. Ogni canzèl è un piccolo capolavoro di perizia e attenzione, nello spirito parsimonioso di chi abita i paesi di montagna, ma anche una vivida e cangiante tavolozza nelle calde tinte del legno che colorano le vie di Mezzano.

Il passato altrove dimenticato, a Mezzano non si limita a sopravvivere, ma è vivo, si fa presente. Un bell'esempio di come si riescono a valorizzare  anche le cose  più semplici. E a condividerle con i turisti, sempre più alla ricerca di esperienze, emozioni, autenticità.
Per informazioni: Ufficio Turistico Comune di Mezzano