giovedì 27 febbraio 2020

Dal 19 al 22 aprile Tinazzi a Vinitaly con nuove annate e un nuovissimo packaging



L’appuntamento di Verona, a cui il gruppo partecipa da oltre 40 anni, sarà presente con due stand in Veneto e Puglia.
Nuove bottiglie e nuove etichette per i prodotti rivolti al giovane pubblico internazionale.





 
Lazise, 27 febbraio 2020_Dal 19 al 22 aprile 2020 Tinazzi, importante gruppo di cantine con sede a Lazise e produzioni in Veneto e Puglia, sarà presente al Vinitaly di Verona, che con le sue 4.600 aziende espositrici, gli oltre 40 Paesi produttori, e i 400 eventi in 4 giorni, rappresenta il più importante appuntamento dell’anno del calendario enologico italiano. Un momento fondamentale per stringere nuove relazioni e incontrare appassionati italiani e clienti da tutto il mondo.

Tinazzi, gruppo votato all’export che partecipa alla fiera da oltre 40 anni e oggi tra i primi 5 esportatori italiani in Russia, sarà presente con uno stand nell’area del VenetoPad 4 Stand B8, e nell’area della PugliaPad 11, Area H2Stand 25 dove sarà rappresentata l’azienda San Giorgio, che partecipa alla fiera dal 2016. Tra i prodotti di punta dell’azienda pugliese si potrà assaggiare il Primitivo di Manduria Imperio LXXIV.

L’appuntamento di Verona sarà l’occasione per presentare le nuove annate della produzione Tinazzi e il nuovo packaging della linea Ca’ de’ Rocchi, con etichette fresche e accattivanti studiate per un pubblico giovane e interessato. Tra le novità riguardanti il packaging anche le bottiglie Reginetta, leggermente più basse e ampie, una scelta che si distacca dalla classica bottiglia conica per identificare un prodotto sempre più vicino ai consumatori internazionali.

Tra le etichette da degustare ci sono i prodotti del territorio veneto come il Valpolicella Superiore Ripasso “Monterè” Dop Ca’de’Rocchi, la Corvina Verona Ipg “Corvè” Ca’de’Rocchi e il bianco Lugana Ca’de’Rocchi 2019. Presentato per la prima volta nell’edizione 2019 e riproposto anche quest’anno il Lugana Prealta 2017, con leggero affinamento in botte. Tra i rosati e i rossi si segnalano il Chiaretto Campo delle Rose 2019, il Rosso Verona Prealta Rossa 2018 e il Rosso Puglia Rossofreddo 2018, vino pugliese da 13% servito freddo ad una temperatura di 10°C, oltre alla produzione veneta di Amarone, Ripasso e Bardolino, e quella pugliese di Primitivo di Manduria e Primitivo del Salento.

I VINI

Valpolicella Superiore Ripasso “Monterè” Ca’de’Rocchi
Il vino prende il nome da un monte nei pressi di Cavaion Veronese da dove passa soffiando un vento di nome “Montés”. Da vigneti selezionati nella zona collinare a 150-300m di sopra il livello del mare si ottiene questo Valpolicella Ripasso, prodotto con Corvina, Corvinone e Rondinella. Rosso carico e luminoso alla vista, al naso emerge la prevalenza di frutta rossa, dove spiccano prugna e amarena, accompagnate da sentori speziati e una lieve vena balsamica. Il sapore è deciso e il tannino bilanciato e morbido. Un vino persistente, particolarmente indicato per accompagnare i risotti autunnali (risotto ai funghi, al radicchio rosso o risotto al Tastasal), pasta e fagioli, vari piatti di carne arrosto o stufati e tradizionale carrelli di lesso con la “pearà” (salsa da contorno tipica della cucina povera veronese).

Corvina Verona Ipg “Corvè” Ca’de’Rocchi
Un 100% Corvina Veronese, prodotto in Valpolicella su vigneti collinari soleggiati. Dal colore rosso intenso e luminoso, regala aromi di frutta rossa matura con prevalenza di ciliegia, sentori speziati e una leggera nota di cacao. Il fruttato percepito al naso si ripresenta al palato accompagnato da note di liquirizia. Lungo e persistente nel finale, si abbina molto bene a tutti i tipi di carne, sia alla brace che ai brasati, e a formaggi stagionati.

Lugana Ca’de’Rocchi 2019
Un bianco ottenuto da uve Trebbiano di Lugana coltivate in vigneti vocati nella zona sud del Lago di Garda. Al naso presenta un bouquet intenso di agrumi e frutti esotici con lievi note floreali, mentre in bocca è fresco, morbido e ben bilanciato.
Ideale come aperitivo, o abbinato ad antipasti, Primi piatti leggeri e pesce.

Lugana Prealta 2017
Prodotto da uve raccolte a perfetta maturazione nella zona di Peschiera del Garda,Lugana Dop Prealta è un vino che si distingue nel panorama dei vini bianchi Tinazzi – dall'impronta fresca e giovane – per il leggero affinamento in botti di rovere dai 3 ai 6 mesi. Un bianco intenso, in cui i sentori di pesca e agrumi vengono impreziositi da una nota di vaniglia. Di buona acidità e struttura si abbina egregiamente a primi piatti saporiti, carni bianche e formaggi di media stagionatura.

Chiaretto Campo delle Rose 2019
Il nome di questo vino rimanda ai meravigliosi fiori presenti a Tenuta Valleselle che riempiono l’ambiente di colore e di profumo come il vino stesso. Profumi di ciliegia e marasca, seguiti da accenni floreali, rendono questo vino fresco ed elegante. Sapido ed equilibrato in bocca, si abbina a pesce, carni bianche e pasta.

Rosso Verona Prealta Rossa 2018
Il Prealta Rossa è prodotto da uve Corvina, Merlot e Cabernet Sauvignon da vendemmia tardiva che comporta un leggero appassimento dei grappoli con conseguente concentrazione di zuccheri, polifenoli e composti aromatici. Vino dal colore rosso brillante, al naso è la frutta a primeggiare, in particolare la confettura di ciliegia e mirtillo, il tutto impreziosito da leggere note speziate di pepe nero, liquirizia e vaniglia. Al palato si presenta pieno ed avvolgente, buona la persistenza e con finale elegante che richiama a note di confettura. Ideale con risotti, carni rosse e formaggi stagionati.

Rosso Puglia Rossofreddo 2018
Un vino che nasce per dare il meglio di sé nelle calde giornate estive: un Rosso Salento Igp da servire a una temperatura di 10 gradi che nasce con l'intenzione di dimostrare come anche in estate si possano bere anche vini rossi. Di colore rosso brillante, il “Rossofreddo” al naso si presenta con un ampio spettro olfattivo, dove spiccano aromi floreali e fruttati arricchiti da una lieve nota balsamica, mentre al palato risulta morbido, vellutato, con un finale fresco e avvolgente. L’abbinamento è ideale con aperitivi, primi piatti, carni bianche e formaggi.

Primitivo di Manduria Imperio LXXIV
Il prodotto di punta della produzione pugliese di Tinazzi, premiato per due volte di fila da Wine Spectator con 91 punti con le annate 2011 e 2013. Il nome “Imperio” deriva da un conferitore storico di un antico vigneto ad alberello locato tra S.Giorgio Jonico e Carosino in Puglia dove la famosa varietà di uva del Primitivo di Manduria è coltivata da molti anni. Questo rosso intenso con riflessi granati presenta un complesso panorama olfattivo, dove spiccano frutta rossa matura, spezie, lievi note di cacao e una vena balsamica. Buona persistenza e armonia tra note di frutta secca e tannini morbidi con finale tostato. Ideale se accompagnato a primi piatti robusti, carni arrosto e grigliate, selvaggina e formaggi di media stagionatura.


TINAZZI - I Tinazzi, nell'antica tradizione veronese, erano recipienti simili a botti dove si metteva l'uva pigiata a fermentare: una famiglia legata al vino persino nell'origine del nome. Non può che cominciare con questo curioso aneddoto la storia di Tinazzi, che inizia alla fine degli anni Sessanta a Cavaion Veronese (Vr), grazie all’impegno e alla passione di Eugenio Tinazzi.
Gian Andrea Tinazzi, figlio del fondatore, all’epoca ancora diciottenne, segue subito il padre nella conduzione dell’impresa e allarga progressivamente gli orizzonti dell’azienda sia in termini di produzione che di mercati. Animato da uno spirito vivace, intraprendente e proattivo, trasforma negli anni l’azienda di famiglia da una realtà locale, che vende vini veneti DOC a piccole realtà del lago di Garda, all’attuale importante Gruppo esteso tra Veneto e Puglia, regione di grande carattere e dalle crescenti potenzialità qualitative, in cui i Tinazzi sono presenti dal 2001. Sotto la sua guida il gruppo produce vini d’alta qualità, venduti in oltre 30 Paesi nel Mondo. Un'intuizione che ha portato l'azienda a diventare una delle più interessanti realtà della viticoltura italiana, con oltre 100 ettari di vigneti di proprietà e un'ampia proposta di iniziative legate alla cultura contadina e all'accoglienza.
Gli importanti premi internazionali, come i riconoscimenti di rinomate riviste come Wine Spectator, Wine Enthusiast e Decanter sono solo l'ultimo tassello della storia dei vini.

 

MARCHESI MAZZEI AFFIDA A ZED_COMM LE ATTIVITÀ DI UFFICIO STAMPA E PR, ITALIA ED ESTERO



Marchesi Mazzei - dinastia rappresentativa nel mondo del vino - ha scelto Zed_Comm come partner per le sue attività di comunicazione, ufficio stampa e pubbliche relazioni per il mercato italiano estendendo l’attività anche su alcuni mercati esteri. Focus del progetto di comunicazione saranno Castello di Fonterutoli, una delle realtà più importanti del Chianti Classico e della Toscana, e Tenuta Zisola, ambizioso progetto vitivinicolo iniziato nel 2003 nella Sicilia Sud-Orientale.

La conoscenza secolare, da parte della famiglia Mazzei, del terroir di Castello di Fonterutoli ha permesso di valorizzare al meglio questo terreno povero e roccioso. Il risultato sono vini che fanno proprio della diversità la loro cifra stilistica.
L'azienda copre una superficie complessiva di 650 ettari, di cui 117 vitati e articolati in sette zone, poste tra i 220 e i 550 metri sul livello del mare e a loro volta suddivise in 120 singole parcelle. Il tutto in perfetta armonia con la cultura degli ulivi e con i boschi, ambiente ideale per diversi tipi di selvaggina che lo popolano allo stato naturale. L’eccellenza dei vini di Castello di Fonterutoli è rinomata a livello mondiale e rappresenta uno dei punti di riferimento per la denominazione Chianti Classico. Oggetto di comunicazione saranno anche il B&B Castello di Fonterutoli - che, con le sue 15 camere ispirate ai colori del Chianti, consente di trascorrere una vacanza in un piccolo borgo pieno di charme e fuori dal tempo - e l’Osteria di Fonterutoli  - dove gli ulivi e i vigneti fanno da sfondo a un’autentica e indimenticabile esperienza gourmet -.
La Tenuta Zisola è invece situata a pochi passi da Noto in Sicilia, terra ricca di storia, cultura e fascino e patria del vitigno Nero d’Avola. I Mazzei hanno individuato qui potenzialità ancora inespresse ed hanno avviato un nuovo progetto vitivinicolo: 50 ettari di proprietà che si estendono intorno ai 3 bagli della tenuta, il principale dei quali gode di una meravigliosa vista su Noto e sui “giardini” circostanti coltivati a vigneto, ad agrumi, ulivi e mandorli.

L’agenzia di comunicazione veicolerà quindi tutte le novità delle diverse realtà nel settore vinicolo ma anche dell’hospitality, del travel  e del food. Zed_Comm ha maturato una decennale esperienza nel mondo del vino e nel settore lifestyle con clienti importanti e opera da oltre 20 anni come agenzia di comunicazione e pubbliche relazioni, offrendo strategie di comunicazione tailor-made, in grado di potenziare la reputation dei clienti.

ANNATA ECCEZIONALE (5 STELLE, 95/100) PER IL MONTEFALCO SAGRANTINO DOCG, PRODUZIONE IN CRESCITA DEL 10%, SUCCESSO DELLE ATTIVITA’ PER STAMPA E OPERATORI: IL BILANCIO DI ANTEPRIMA SAGRANTINO 2016




Un’annata eccezionale: è questa la valutazione sulla 2016 dopo il giudizio delle Commissioni interna ed esterna (quest’anno composta da Daniele Cernilli Matteo Zappile, figure di primissimo piano nel mondo del vino italiano) e degli operatori. 5 stelle e un punteggio di 95/100 per un’annata dalle potenzialità splendide, con vini ricchi di materiale colorante, ottima struttura e componente acida molto interessante, tutti presupposti per vini eleganti, setosi e destinati ad un lungo invecchiamento.
Per Anteprima Sagrantino 2016, evento promosso dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, un bilancio decisamente importante, che si aggiunge ai dati positivi sulle denominazioni del territorioMontefalco Sagrantino Docg, Montefalco Doc e Spoleto Doc, con circa sei milioni di bottiglie prodotte per un incremento di circa il 10%. All’andamento quantitativo generale si aggiunge la crescita del Montefalco Sagrantino: nei 25 anni di Docg la superficie di vigneto iscritta a Docg ha visto un incremento dal 1992 (66 ettari) al 2018 (760 ettari), mentre dal 2000 ad oggi la produzione del Sagrantino è quasi triplicata: da 660 mila a circa 1.5 milioni di bottiglie. I viticoltori della Doc Montefalco e Docg Montefalco Sagrantino sono oggi 164, i produttori imbottigliatori dei vini di Montefalco sono 75. Nel 2019 la produzione di Montefalco Sagrantino Passito Docg ha rappresentato circa il 7% della Docg totale, con un aumento in termini di produzione del +17% rispetto all’anno precedente. All’interno della Doc Montefalco, nel 2019 la produzione dei vini bianchi ha rappresentato il circa il 10% della Doc. In particolare il Montefalco Grechetto Doc ha rappresentato circa l’8%, mentre, il Montefalco Bianco Doc il 2%. All’interno della DOC Montefalco, nel 2019 la produzione dei vini rossi ha rappresentato circa il 90% dell’intera produzione. In particolare il Montefalco Rosso Riserva DOC ne ha rappresentato circa il 5%. Il valore dell’export rappresenta circa il 35%, in particolare verso Stati Uniti, Germania, Giappone, Inghilterra, Svizzera, Cina ed altri 40 paesi.
Le attività di Anteprima Sagrantino 2016 hanno fatto registrare un successo crescente, sia nell’interesse della stampa nazionale ed internazionale che degli operatori. Numerose le iniziative in programma nei due giorni centrali dell’evento: tasting tecnico per stampa e operatori (in assaggio oltre alla nuova annata di Montefalco Sagrantino Docg secco e passito, anche Montefalco Rosso, Montefalco Rosso Riserva, Montefalco Bianco Doc, Montefalco Grechetto Doc, Spoleto Trebbiano Spoletino Doc), eventi e visite in cantinaMasterclassdegustazioni tematiche e momenti conviviali riservati a stampa e aziende.  
Successo confermato anche per il Gran Premio del Sagrantino, riservato ai sommelier di tutta Italia, che ha visto classificarsi al primo posto Massimo Tortora, al secondo Gilles Coffi e al terzo a pari merito Luca Matarazzo e Antonio Riontino, e per Etichetta d’Autore, concorso rivolto a giovani fumettisti, italiani e stranieri, che operano sul territorio nazionale: Giovanni Mazzi (Firenze) ha realizzato l’opera vincitrice, diventata l’etichetta celebrativa dell’annata 2016 del Montefalco Sagrantino Docg. Tra i momenti significativi di questa edizione anche Sagrantino Ambassador, mini corso per operatori di ristoranti e strutture ricettive in collaborazione con l’Associazione Strada del Sagrantino, la presentazione della nuova immagine del Consorzio Tutela Vini Montefalco, con il restyling del logo curato da Michela Bastianelli (OG Officina Grafica), e il lancio del nuovo sito web www.consorziomontefalco.it.

AZIENDE PARTECIPANTI

Adanti
Agricola Mevante
Antonelli
Arnaldo Caprai
Benedetti e Grigi
Bocale
Briziarelli
Colle Ciocco – Spacchetti
Colle Mora
Còlpetrone – Tenute del Cerro
Di Filippo
Dionigi
Fattoria Colsanto
Fattoria Le Mura Saracene Goretti
Fattoria Colleallodole – Milziade Antano
Fongoli
F.lli Pardi
Ilaria Cocco
Il Torrione
La Veneranda
Le Cimate
Luca Di Tomaso
Lungarotti
Montioni
Moretti Omero
Ninni
Perticaia
Romanelli
Scacciadiavoli
Tabarrini
Tenuta Alzatura – Cecchi
Tenuta Bellafonte
Tenuta Colfalco
Tenute Lunelli – Tenuta Castelbuono
Terre de la Custodia
Terre de Trinci
Terre di San Felice
Tudernum
Valdangius
Vignabaldo Group

VERONAFIERE: CONFERMATE SOL&AGRIFOOD ED ENOLITECH CON VINITALY NELLA TERZA DECADE DI APRILE 2020 (19/22)

Il concorso Vinitaly Design International Packaging Competition in calendario il 25 marzo; OperaWine con Wine Spectator sabato 18 aprile. 
Il dg Mantovani: «Olio Evo, food di qualità, birre artigianali e tecnologie per la produzione pilastri del made in Italy»
 
Verona, 27 febbraio 2020 – Veronafiere conferma le date di Sol&Agrifood, con il nuovo salone dedicato alle birre artigianali Xcellent Beers, ed Enolitech in contemporanea alla 54ª edizione di Vinitaly: le rassegne saranno regolarmente in calendario nella terza decade di aprile, precisamente da domenica 19 a mercoledì 22. 
La decisione è stata adottata nel consiglio di amministrazione di ieri sera, che ha confermato le date delle principali manifestazioni di Veronafiere in aprile.
 
Leggero spostamento di data per il Vinitaly Design International Packaging Competition, con la riunione della giuria che slitta dal 3 al 25 marzo; mentre OperaWine conWineSpectator, ouvertoure di Vinitaly 2020, è in programma regolarmente sabato 18 aprile. 

«Insieme al mondo del vino, quello dell’olio evo, del food di qualità, delle birre artigianali e delle tecnologie per la produzione sono pilastri del made in Italy che contribuiscono in modo importante sia alla economia agroalimentare del paese, sia alla sua positiva immagine nel mondo – evidenzia il direttore generale Giovanni Mantovani -. Pur mantenendo alta l’attenzione e consapevoli delle difficoltà del momento, Veronafiere è convinta che questi comparti, unitamente a quello del vino, contribuiranno a rilanciare un clima di fiducia nel Paese».
 

61° Premio Faenza: selezionati i concorrenti 58 artisti da 62 nazioni diverse per partecipare alla più importante Biennale d’arte ceramica al mondo. In mostra al MIC di Faenza dal 20 giugno al 1 novembre.



L’edizione 2020 del Premio Faenza, il più importante concorso delle Ceramica d’Arte Contemporanea al mondo, si preannuncia davvero internazionale e sempre di più un indicatore della creatività ceramica attuale.
Nei giorni scorsi la giuria si è riunita per selezionare i 58 finalisti che concorreranno alla 61esima edizione.
Le candidature sono state ben 539, provenienti da 62 nazioni diverse, praticamente un terzo degli stati sovrani presenti in tutto il mondo. Tra le partecipazioni più numerose si registrano artisti provenienti da territori a forte vocazione ceramica e con cui il MIC possiede fitte relazioni come la Cina, Francia, Giappone, Germania, Paesi Bassi e Stati Uniti.
Questa edizione si focalizza in particolare sulla installazione e sulla scultura. Ha visto, infatti, un’impennata della partecipazione dei giovani under 35: ben 137, di cui solo 23 sono arrivati in finale.
402, invece, i partecipanti nella categoria over 35, di cui 35 sono stati ammessi al concorso.
A metà maggio la giuria (composta da Irene Biolchini, guest curator MIC Faenza; Frédéric Bodet, storico d’arte contemporanea; Claudia Casali, direttrice MIC Faenza; Alberto Salvadori, direttore ICA Milano; Judith Schwartz, Professore Emerito New York University; Ranti Tjan, direttore EKWC)  si riunirà per selezionare i vincitori.
Il 19 giugno ci sarà la cerimonia di premiazione e verrà inaugurata la mostra delle 58 opere finaliste che saranno esposte fino al 1° novembre.
Un’occasione unica per il pubblico per avere un quadro completo delle più interessanti ricerche artistiche internazionali che al momento lavorano anche con la ceramica.   “Il Premio Faenza è la più longeva biennale d’arte contemporanea dedicata alla ceramica.  – commenta Claudia Casali direttrice del MIC di Faenza – e rispetto ad altri concorsi in cui mi è stato chiesto di far parte della  giuria, Faenza si differenzia sempre per l’altissimo livello qualitativo”.

Ecco gli artisti selezionati:

OVER 35
Abraham Kerstin (Germania),  Agius Victor (Malta),  Beça Sofia (Portogallo),  Boccini Nicola (Italia),  Brugman Helmie (Paesi Bassi),  Casini David (Italia),  Chung Deuk Yong (Corea del Sud),  Cimatti Antonella (Italia),  Corvi-Mora Tommaso (Italia),  Doyen Nathalie (Algeria),  Finneran Laurey Ellen (Stati Uniti),  Frank Louis (Germania),  Grycko Monika Anna (Polonia),  Hijos Safia (Francia),  Johnson Peter Christian (Stati Uniti),  Laurent Dufour (Francia),  Longo Loredana (Italia),  Lucca Matteo (Italia),  Malfliet Yves (Belgio),  Morrow Lucy (Irlanda),  Nagai Makiko (Giappone),  Neretti Alessandro (Italia),  Panikanova Ekaterina (Russia),  Paolo Porelli & Maurizio Tittarelli Rubboli (Italia),  Roma Alessandro (Italia),  Roos Stephanie Marie (Germania),  Roy Maayan & Erez Maayan (Israele),  Ruimers R. (Paesi Bassi),  Salvi Fausto (Italia),  Stair Julian (Regno Unito),  Süssholz Eileen (Belgio),  Tanaka Tetsuya (Giappone),  Van San Tamara (Belgio),  Van Sprang Anne-Marie (Paesi Bassi),  Wang Lili (Taiwan).
UNDER 35
Aguilera Lester Sofía (Regno Unito),  Alers Natasja (Paesi Bassi),  Ardini Francesco (Italia),  Benedan Michaela (Italia),  Bonora Giulia (Italia),  Brkic Walter Iva (Serbia),  Cavorovic Jovana (Serbia), Cianchi Lorenzo (Italia),  Fukazawa Ion (Giappone),  Gileva Elena (Russia),  Himmelmann Julia (Germania),  Iglesias Barrios Noemi (Spagna),  Jacqueline Tse (Stati Uniti),  Kaapke Lena (Germania),  Maróti Viktória (Ungheria),  Nur Hardiansyah (Indonesia),  Racca Vammerisse JP (Francia),  Rutar Cristina (Slovenia),  Sharma Priyanka (India),  Tanaka Yu (Giappone),  Wang Christine Yiting (Taiwan),  Zhu Binji (Cina),  Żynda Dawid (Polonia)   
 
Scheda Tecnica
Titolo: 61° Premio Faenza
Durata: 20 giugno  – 1 novembre  2020
Dove: MIC - Museo Internazionale delle ceramiche in Faenza
Indirizzo: viale Baccarini 19 | Faenza (RA)
Inaugurazione e premiazione: 19 giugno, ore 18
Apertura: mar-dom 10-19
Biglietti: 14 euro intero, 10 euro ridotto 
Info: 0546 697311, www.micfaenza.org

CIBUS 2020 CONFERMA LA DATA: SI TERRA’ A PARMA DALL’11 AL 14 MAGGIO

La decisione di Fiere di Parma, come quella di Veronafiere che ha confermato la data di Vinitaly, ribadisce come il settore del food and wine sarà ancora una volta il driver per la ripresa dell’economia italiana


(Parma, 27 febbraio 2020) – Fiere di Parma conferma le date previste per l’edizione 2020 di Cibus: si terrà regolarmente dall’11 al 14 maggio. La decisione rafforza l’analoga conferma delle date di Vinitaly in aprile.

Fiere di Parma condivide pienamente le misure sanitarie e preventive prese dal Governo e dalla Regione Emilia-Romagna per contrastare la diffusione del virus COVID-19, tanto che ha già disposto lo spostamento della manifestazione “Mercanteinfiera” da marzo ad aprile, ma intende dare un segnale di fiducia e ottimismo mantenendo le date di Cibus in maggio.

Va anche sottolineato che il comparto della produzione alimentare italiana, uno dei pochi ad aver registrato nel 2019 una crescita del 3%, con un incremento dell’export del 6,6%, può essere un fattore importante per la ripresa economica su cui l’Italia dovrà impegnarsi, tanto più dopo il rallentamento causato dall’emergenza del CoronaVirus.

“Siamo sempre stati convinti che Cibus si dovesse tenere in maggio, come da programma - ha dichiarato Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma – e ci ha confortato l’analoga decisione di Vinitaly. Si tratta delle due fiere italiane più importanti e conosciute nel mondo del food and wine. Rappresentano un comparto che potrà essere un driver decisivo per la ripresa. Le aziende dell’alimentare e tutta la filiera ci hanno chiesto di mantenere le date programmate”.

Gli uffici di Fiere di Parma hanno registrato flessioni marginali nelle adesioni dei top buyer internazionali e la conferma di tutti gli espositori, peraltro già iscritti da mesi.

mercoledì 26 febbraio 2020

GOD SAVE the FOOD ADERISCE ALL’UNIONE DEI BRAND DELLA RISTORAZIONE ITALIANA





Il tempio del “Simply Good Food” insieme ad altri 77 ristoratori milanesi per scuotere la città e trasmettere un segnale positivo in un momento di criticità

Milano, 26 febbraio 2020 - God Save the Food, insieme ad altre decine di imprenditori della ristorazione meneghina, ha deciso di aderire all’Unione dei Brand della Ristorazione Italiana: un’associazione di carattere temporaneo che riunisce circa 1.000 attività del settore food, con l’obiettivo di promuovere - in un momento così delicato - un messaggio di presenza e supporto alla città di Milano e alle istituzioni che vi operano. Un fronte unito di colleghi ristoratori che hanno deciso di tenere aperti i locali per combattere tutti insieme l’immagine di una città fantasma.

Federico Bollito, socio fondatore di God Save the Food, ha creduto da subito in questa iniziativa ed è deciso a combattere l’allarmismo e la negatività che da qualche giorno aleggiano sulla città: “Milano - ha dichiarato - non si deve fermare. É importante che tutti i ristoratori, ma anche tutti gli imprenditori e i cittadini, trovino la forza e la positività di andare avanti in questo momento. Pur rispettando la situazione di emergenza, continuiamo a garantire ai nostri clienti un servizio puntuale e di qualità”.

Caratterizzati da un’estetica curata e contemporanea i quattro locali targati God Save the Food (Tortona, Brera, Piave e Rinascente – Duomo) rimarranno dunque aperti, garantendo ai clienti la semplicità, la qualità e l’accoglienza che dal 2011 caratterizzano il brand, insieme ad un’offerta gastronomica ispirata al concetto di “simply good food”.







BAROLO, BARBARESCO & ROERO 2020 BY GOWINE A MILANO






L’Italia del Gusto ha partecipato a questo notevole appuntamento di degustazione e promozione

Milano, 25 Febbraio 2020- Giovedì 20 febbraio 2020, l’Hotel Michelangelo di Milano, ha ospitato lil classico evento targato Gowine “Barolo, Barbaresco e Roero”, che ha visto protagoniste ben 49 Cantine di Langhe e Roero, terroir top nell’universo vitivinicolo italiano.
L’Italia del Gusto non poteva mancare a questo notevole appuntamento di degustazione e promozione, vista la grande qualità e il carattere dei vini al banco, specialmente quelli da uve Nebbiolo.
Gowine lavora alacremente da tempo per diffondere la cultura del vino, infatti momenti come questo ne sono un valido esempio.

Il Banco di degustazione è stato diviso in due parti: prima solo per operatori del settore, media e stampa, poi solo successivamente aperto agli enonauti, mentre nel mezzo si è tenuta una breve conferenza di presentazione, nel corso della quale Go Wine ha assegnato un premio agli Amici dei Grandi Rossi di Langa e Roero, precisamente a due noti ristoranti della città meneghina, ovvero il Ristorante Terrazza Gallia, con l’intervento in sala del sommelier Paolo Porfidio e il Ristorante L’Alchimia, con il titolare Alberto Tasinato e il sommelier Ilario Perrot.


L’Italia del Gusto ha particolarmente apprezzato il Nebbiolo in anfora 2018 e il Roero Riserva “Panera Alta” 2015 di Bric Castelvej di Canale (Cn), il Roero “Monfirini” 2016 e 2015 di Maurizio Ponchione di Govone (Cn), alcuni interessanti e profumati Roero Arneis, assieme al Nebbiolo d’Alba “Genta” 2017 della giovane Azienda Agricola Dabbene Daniele di Santa Vittoria d’Alba (Cn), il Barbaresco 2016 e quello 2015 de Il Bricco di Treiso (Cn), il Barbaresco “Basarin” 2017 e il Barbaresco “Sanadaive” 2017 della Cantina Adriano Marco e Vittorio di Alba (Cn), il Barbaresco “Rocche Massalupo” 2016 e il 2015 di Lano Gianluigi, sempre di Alba.

Tra i Barolo il grintoso “Cannubi” 2016 de L’Astemia Pentita, il Barolo “Sorano” 2016 e il 2013 di Ascheri Giacomo di Bra (Cn), il Barolo “Monvigliero” 2016 e quello 2015, assieme al raro bianco Nascetta e al rosso autoctono Pelaverga di Verduno di Bel Colle, il Barolo “Gianetto” 2015 e il Barolo “Vigna Lazzairasco” 2015 di Guido Porro di Serralunga d’Alba (Cn), ed infine il Barolo del Comune di Diano d’Alba “Contadin” 2016 e quello 2015 di Bricco Maiolica.

Le nuove annate 2016 e 2017 di Barolo e Barbaresco hanno rivelato il potenziale evolutivo di questi 2 grandi rossi piemontesi, mentre i Roero un’insospettabile vivacità ed equilibrio: un inno alla qualità!
 

Non dobbiamo farci frenare dalla paura: la risposta di oltre 50 ristoratori a Milano al Coronavirus



“Siamo regolarmente aperti, vi aspettiamo. Le istituzioni sono con noi, non dobbiamo farci frenare dalla paura” così dichiara Salvatore Maresca, imprenditore e owner dei due ristoranti Muu Muzzarella a Milano, in via Raffaello Sanzio 24 e viale Premuda 46. “Abbiamo attivato delle produce sanitarie ancora più stringenti per i dipendenti e per le pulizie, stiamo attenti a disinfettare ogni tavolo, prima e dopo il consumo”.
La ristorazione milanese è unita per supportare la città: un gruppo rappresentativo di oltre 50 imprenditori della ristorazione milanese si è incontrato ieri ed associato, sotto il nome “Unione dei Brand della Ristorazione Italiana”, per dare un segnale di presenza e supporto alla città e alle istituzioni. L’associazione delle aziende, di carattere temporaneo, rappresenta ad oggi circa 1000 attività della ristorazione per un totale di circa 10.000 lavoratori sul territorio. “Esprimiamo il nostro senso comune decidendo di tenere aperti i nostri locali, aderendo all’invito del nostro Sindaco Beppe Sala che richiama Milano al buon senso e invita a scongiurare atteggiamenti che possano generare eccessivo allarme, tra cui l’immagine di una città “spenta” in tutti i sensi, senza che ve ne sia l’effettiva necessità. Con i nostri colleghi abbiamo stabilito di devolvere un sostegno economico alle forze volontarie in campo, rappresentate da Associazioni riconosciute, che stiamo definendo in queste ore perché Milano è una città viva… e una città viva è una città che reagisce” dichiarano gli imprenditori

Aderiscono all’iniziativa: 1. Antica Focacceria San Francesco 2. Basara 3. Bhangrabar 4. Bomaki 5. Bowls and More 6. Briscola – Pizza Society 7. Bun – The Abnormal Burger 8. Caffè Napoli 9. Chinesebox 10. Cioccolatitaliani 11. Cocciuto 12. Deseo 13. East River American Pub Unione dei Brand della Ristorazione Italiana 14. El Carnicero 15. El Porteño 16. Flower Burger 17. Foorban 18. Ghe Sem 19. Glovo 20. God Save the Food 21. Ham Holy Burger 22. Hamerica’s 23. I love poke 24. Il Mannarino 25. Iyo 26. Jazz Café 27. Kalamaro 28. L’Ov Milano 29. La Birreria Italiana 30. La Cantina del Giannone 31. La Filetteria Italiana 32. La Mantia 33. La Piadineria 34. La Risotteria Italiana 35. La Tartina 36. Lievità 37. Living 38. Long Island Navigli 39. Macha 40. Manhattan 41. Milano Restaurant Group 42. Muu muuzzarella 43. Nima Sushi 44. Nuda e Cruda 45. Osteria Brunello 46. Panini Durini 47. Panino Giusto 48. Pescaria 49. Pie – Pizzeria Italiana Espressa 50. Pills Pub 51. Pisco 52. Pizzium 53. Poke House 54. Pokeria by Nima 55. Poku by Bomaki 56. Refeel 57. Riccione 58. Riccione Bistrot 59. Rossopomodoro 60. Sapori Solari 61. Signorvino 62. Spiller 63. Spontini 64. SwissCorner 65. T’Amo Burger Unione dei Brand della Ristorazione Italiana 66. T’Amo Pasta 67. Taverna Visconti 68. That’s Vapore 69. This is not a Sushi Bar 70. Twin’s Café

PROPAGANDA The Art of Political Indoctrination Opere dalla Fondazione Massimo e Sonia Cirulli 5 marzo - 17 aprile 2020

A cura di
Nicola Lucchi, CUNY Queens College
Consulenti NYU
Ruth Ben-Ghiat; Valentina Castellani; Ara Merjian

Casa Italiana Zerilli-Marimò
New York University
24 West 12th Street
New York, NY

Inaugurazione mercoledì 4 marzo
dalle 18:00 alle 20:00

Fondazione Cirulli è lieta di annunciare la collaborazione con Casa Italiana Zerilli-Marimò di New York University nell'organizzazione della mostra documentaria Propaganda. The Art of Political Indoctrination, realizzata grazie al prestito di un cospicuo numero di opere provenienti dall'archivio della Fondazione. La mostra intende analizzare i meccanismi della propaganda politica attraverso lo studio della storia italiana del Ventesimo secolo. Particolare attenzione è dedicata al regime fascista, con documenti, manifesti ed opere d’arte del Ventennio, più una serie di opere ai margini di questo periodo storico che aiutano a contestualizzare il percorso espositivo.

Gli anni tra il 1922 e il 1943 (seguiti dal tragico biennio 1943-45 della Repubblica Sociale) costituiscono l'epoca più controversa e drammatica della storia italiana moderna, e l'uso della propaganda messo in atto dal regime fascista è un caso emblematico nello studio delle dinamiche politiche totalitarie. 

La mostra illustra come il regime mussoliniano sia riuscito a fare leva sull'arte moderna, la comunicazione di massa, le tecniche pubblicitarie e la cultura popolare per manipolare la società e attrarre un vasto supporto per le proprie imprese dittatoriali. Considerate nella loro varietà, la propaganda emersa dal fascismo, così come quella emersa dai primi due decenni del Novecento e dalla neonata democrazia del secondo dopoguerra, ci offrono l'opportunità di decostruire la retorica della comunicazione politica nel suo insieme e ci permettono di osservare con rinnovato spirito critico la moltitudine di voci e narrazioni politiche in competizione tra loro, che oggi ci circonda. 

LO STUDIO ROBERTA ANTONIOLI PR AGENCY PER RETROBOTTEGA A ROMA

Lo Studio Roberta Antonioli, agenzia di comunicazione milanese che fa capo a Roberta Antonioli è lieto di annunciare la sua nuova collaborazione con il ristorante RetroBottega, degli chef Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice, che porta avanti dal 2017 il suo progetto capitolino di Green Butchery e di impegno gastronomico etico e responsabile di fine dining, declinandosi in tre realtà collegate e allo stesso tempo autonome, il ristorante RetroBottega, l’enoteca RetroVino e RetroPasta, il tempio della pasta fresca. Allo Studio Roberta Antonioli è stata affidata la gestione della comunicazione PR e ufficio stampa del gruppo.

RETROBOTTEGA Al centro di Roma, tra Piazza Navona e il Pantheon, il locale di via della Stelletta dei due giovani chef Miocchi e Lo Iudice, aperto nel 2015, è un luogo conviviale e intimo che si snoda in tre destinazioni, a seconda delle esigenze e degli orari prescelti dagli ospiti. Al centro, RetroBottega, il ristorante aperto a pranzo e a cena, dove Alessandro Miocchi offre una cucina sorprendente, che stupisce il palato come l’occhio, priva di autocompiacimenti, che va dritta al gusto e che colpisce per l’immediatezza dei sapori e la ricerca accuratissima degli ingredienti. Accanto a RetroBottega, RetroPasta, pensato inizialmente come un laboratorio per la produzione artigianale di pasta fresca, realizzata con farine e uova biologiche. L’idea nasce con l’intento esplicito di rielaborare la tradizione italiana della pasta fatta a mano, attraverso una visione contemporanea del prodotto, che, come sempre, si trasforma e muta la sua natura a seconda della stagionalità e della creatività degli chef. Oltre che da portare cruda a casa, o da asporto con un take away, la pasta di RetroPasta dal 2018 può essere assaggiata anche a pranzo nel locale. Infine, l’enoteca RetroVino, l’ultimo format, nato nel 2019, a cui si accede da via D’Ascanio: una vineria intima e moderna dove degustare al calice etichette blasonate come bottiglie di piccoli produttori di nicchia e vigneron indipendenti, selezionate da Giuseppe Lo Iudice con un’attenzione particolare per il biologico, il biodinamico e il naturale. In abbinamento ai calici, la cui carta è sempre in movimento, deliziosi piatti freddi e selezioni di salumi e formaggi.

 ROBERTA ANTONIOLI STUDIO PR Roberta Antonioli, classe 1964, da oltre 20 anni opera nell’ambito della comunicazione, prestando la sua attività per alcune delle più importanti Agenzie di Milano in diversi settori, quali moda, beauty, technology, turismo, financial e food & beverage, fino a fondare la propria agenzia nel 2003. Attualmente Roberta Antonioli Studio Pr ha focalizzato la sua aerea di competenza nel settore dell’alta ristorazione e del beverage di lusso, supportando e affiancando alcune della realtà enogastronomiche più importanti del panorama italiano e internazionale e sviluppandone strategie di comunicazione e branding

martedì 25 febbraio 2020

Master del Sangiovese 2020 al toscano Davide D’Alterio




Il 17° Trofeo Consorzio Vini di Romagna - Master del Sangiovese 2020, andato in scena il 23 febbraio a Casa Spadoni di Faenza nell’ambito di “Vini ad Arte”, ha visto trionfare il fiorentino Davide D’Alterio. Il sommelier toscano si è imposto nel corso di un’esuberante prova finale precedendo la parmense Maura Gigatti (seconda anche nel 2016) e, parimerito al terzo posto, due romagnoli: il faentino Riccardo Ravaioli e il ravennate Marco Saiani.
I quattro Sommelier A.I.S. finalisti di questo 2020 erano emersi – da un pool di 12 partecipanti provenienti da Toscana ed Emilia-Romagna, le due regioni più significative per il Sangiovese - dalle prove scritte svolte in mattinata. Nel corso del pomeriggio è andata in scena la prova finale, che ha visto come di consueto la presenza di un nutrito pubblico rimasto favorevolmente impressionato e affascinato dalla preparazione e dalla maestria nei gesti dei finalisti.
Dalla prova finale è dunque emersa tutta la bravura e la professionalità di Davide D’Alterio, classe 1988. Sommelier dal 2010, attualmente lavora alla nota Enoteca Pinchiorri di Firenze (tre stelle Michelin). Non è un frequentatore abituale dei concorsi, solo nel 2016 aveva partecipato al Miglior Sommelier della Toscana classificandosi terzo, ma il suo amore e la sua passione per il Sangiovese, in tutte le sue sfumature, l’hanno portato a conquistare questo Master, diventando il nuovo Ambasciatore di questo splendido vitigno e vino.
Con il titolo “Master 2020 - Ambasciatore del Sangiovese”, Davide D’Alterio si è aggiudicato anche la somma di 2.500 euro (1.000 euro per il secondo classificato, 250 euro ciascuno per i terzi).
Ad avvalorare l’alto profilo del Master del Sangiovese è la qualificata giuria formata da: Giordano Zinzani - Presidente Consorzio Vini di Romagna, Roberto Giorgini - Presidente A.I.S. Romagna, Pierluigi Zama - Presidente Assoenologi Romagna, Marco Casadei - vincitore dell’ultima edizione del Master nel 2017, Maurizio Magni - giornalista ed editore, Giancarlo Mondini e Ivano Antonini – figure di spicco dell’A.I.S. a livello nazionale. Coinvolto in veste di “commensale” per le prove di servizio finali, ha impreziosito l’edizione 2020 con la sua presenza Maurizio Dante Filippi, miglior sommelier d’Italia 2016. Speaker delle prove finali e della premiazione del concorso, la sommelier Ilaria Di Nunzio.
La finale del Master ha impegnato i Sommelier finalisti nelle seguenti prove impegnative: degustazione alla cieca di un vino della denominazione Romagna Sangiovese con relative domande da parte del Presidente di giuria, accoglienza in lingua straniera della clientela e servizio del vino al tavolo, con decantazione, prova pratica di abbinamento cibo/vino, prova di comunicazione (personaggi, etichette, sottozone).
Il Master del Sangiovese è stato organizzato dal Consorzio Vini di Romagna e dall'A.I.S. - Associazione Italiana Sommelier, col patrocinio di Enoteca Regionale Emilia Romagna.

I numeri 2019: 140 milioni di euro, 17 milioni di litri, 23 milioni di bottiglie (+ 12% del 2018). Sono 144 le aziende imbottigliatrici Aumentano le bottiglie di Primitivo di Manduria



È un giro d’affari “vinicolo” di 140 milioni di euro quello del Primitivo di Manduria che, nell’anno 2019, ha visto imbottigliare quasi 17 milioni di litri per circa 23 milioni di bottiglie. 
Un aumento circa il 12% in più del 2018 che conferma ancora una volta il primato della grande doc nei maggiori mercati del mondo.
Il 70% della produzione infatti è destinata all’estero. In particolare il Dop rappresenta il 91.80% dell’intero imbottigliato, il Riserva l’7,65% ed il dolce naturale Docg lo 0.55%.  
Il numero di aziende imbottigliatrici di etichette Primitivo di Manduria è a quota 144. 


“Questa crescita – afferma Mauro di Maggio, Presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria – è la dimostrazione che le nostre cantine puntano sulla nostra doc e che la passione dei consumatori non accenna a diminuire. Noi come Consorzio di Tutela stiamo puntando sempre più ad un sistema di denominazione che garantisce più qualità e più controlli sia in Italia sia all'estero. Queste attività sostengono il territorio ma soprattutto sono a fianco dei produttori che credono nel nostro brand”.

"Altra mission - conclude di Maggio - è valorizzare l’identità vitivinicola territoriale, coinvolgimento l’intera filiera e comunicando il Primitivo di Manduria come sinonimo di vino di eccellenza”.

LOURIVAL CUQUINHA "Transição de fase" Mostra a cura di Chiara Canali Progetto culturale promosso dalle associazioni culturali Viafarini e Cubeart Fabbrica del Vapore Sala delle Colonne Via G.C. Procaccini 4, Milano 18 marzo - 11 aprile 2020 Ingresso libero



Conferenza stampa: mercoledì 18 marzo ore 11.00

Opening: mercoledì 18 marzo ore 18.30
In collaborazione con Radio Popolare e la partecipazione
dell’artista e dj brasiliana Monica Paes

Orari di apertura al pubblico
da martedì a venerdì 15-19
sabato e domenica 11-19

Informazioni al pubblico
info@cubeart.com

Immagini ad alta risoluzione  e comunicato stampa
  https://drive.google.com/drive/folders/18P5xiSIXeQY77DDhdRy7lrbr_HuUkf0-


L’arte come filtro poetico per osservare la realtà politica e sociale che ci circonda, l’arte come atto rivoluzionario, l’arte come opportunità di riflessione sul ruolo di quegli uomini e donne che, nell’era della globalizzazione, si ritrovano ai margini e non vedono rispettati propri diritti.

Milano, città che nella ricchezza della multiculturalità ha uno dei suoi caratteri distintivi più marcati, ospita per la prima volta in Italia l’artista brasiliano Lourival Cuquinha con la mostra-progetto “Transição de fase” che, dopo essere stato presentato al Museum of Modern Art di San Paolo e il Galpão Bela Maré di Rio de Janeiro, sarà esposto dal 18 marzo all’11 aprile 2020 alla Fabbrica del Vapore / Sala delle Colonne con la curatela artistica di Chiara Canali.

“Transição de fase”, progetto culturale, artistico e sociale ideato dalle associazioni culturali Viafarini e Cubeart, con il Patrocinio del Governo dello stato brasiliano di Pernambuco, del Consolato del Brasile a Milano, in collaborazione con il MUDEC Museo delle Culture di Milano, l’associazione culturale Art Company, Vagaluna e il Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, riflette sui flussi migratori tra una nazione e l’altra e sul valore comunemente attribuito alle cose e alle persone.

Indagando temi più che mai attuali come la migrazione e la libertà dell’individuo “Transição de fase” si propone come lo specchio di ciò che si ripete in tutto il pianeta, scardina i confini del mondo dell’arte rivoluzionandone la sintassi in maniera coraggiosa, e chiama il pubblico a riflettere sulla pressione fisica e psicologica che deve affrontare chi vive la condizione di immigrato, che nell’immaginario collettivo è percepito troppo spesso come invisibile o di solo passaggio.

LA MOSTRA
Oltre 50 opere fra fotografie, installazioni e video, che rappresentano la più recente produzione dell’artista, mettono in risalto come, nella poetica di Lourival Cuquinha, classe 1975, la pratica artistica sia sempre associata a un forte impegno politico e sociale su questioni di scottante attualità, a partire dalle restrizioni rispetto ai movimenti delle genti e dei popoli.

Chiara Canali: “Transição de Fase è un progetto che squarcia un velo: quello dell’ipocrisia del sistema dell’arte che comunica tramite oggetti di investimento travestiti da prodotti culturali. Lourival Cuquinha riporta alla ribalta la vera funzione dell’arte: descrivere l’umanità, con i suoi drammi e le sue urgenze sociali”.

Lourival Cuquinha, che per quasi cinque anni è stato immigrato nel Regno Unito, tra il 2014 e il 2017 ha operato a contatto con immigrati provenienti da paesi dell’Africa e dell’America Latina e che lavoravano per strada e si arrangiano come possono per sopravvivere, essere riconosciuti socialmente e dare un senso alla parola “Futuro”, per il quale sono anche disposti a perdere la vita stessa.
Trattati come cittadini di seconda classe, fuori dai circuiti dell’accoglienza e spesso costretti a vivere in condizioni di vulnerabilità, gli immigrati nelle opere di Cuquinha riconquistano visibilità e ruolo sociale: l’artista infatti, attraverso un’operazione di carattere artistico e assieme umano, ha incontrato gli immigrati, ha acquistato la loro merce al doppio del loro valore e in cambio ha potuto fotografarli, per poi realizzare opere capaci di offrire visioni contemporanee inedite composte da più parti.

Un primo gruppo di opere è costituito da ritratti a dimensione reale degli immigrati stampati su bandiere fatte di banconote vere da un dollaro cucite le une alle altre, come ad esempio l’immagine di un uomo della Costa d’Avorio che l’artista incontrò a Parigi e che gli vendette miniature della Torre Eiffel: l’immagine dell’immigrato, sia di spalle sia frontale, compare su una di queste bandiere formate da banconote del valore dell’importo pagato per la merce, in questo caso in dollari.
Un secondo gruppo di opere è invece composto da una serie di volti dei venditori ambulanti stampate su lastre di rame, argento, oro, e allestite su cerniere mobili e rotanti su se stesse, in modo che possano mostrare allo spettatore il viso e la nuca dell’immigrato. La grandezza, lo spessore e il materiale della lastra simboleggiano il valore degli oggetti venduti e quanto è stato speso per il loro acquisto. L’opera è quindi composta dall’immagine dell’immigrato, dall’oggetto venduto e dall’importo pagato per la merce, in questo caso equivalente al valore della lastra su cui è stampato il ritratto.

Ana Pedroso Guerrero, presidente dell’Associazione Cubeart: “L’arte di Cuquinha costituisce una risposta globale e democratica a lungo termine, nella speranza che si possa arrivare a una società polifonica, che non arretri di fronte alle diversità, ma ci si confronti e le accolga. In questo senso “Transição de Fase” si presenta come un progetto culturale che guarda all'arte in nome della coesistenza delle diversità espressive, richiamando la necessità di mantenere sempre aperto un dialogo tra le culture”.

L’ARTISTA
Lourival Cuquinha (Pernambuco, 1975) vive e lavora a San Paolo, Brasile. Artista visivo, cineasta e fotografo, con immagini rigorose e personali investe la sfera politica e sociale. Spesso le sue opere richiedono una forte interattività con il pubblico. I suoi interventi di “arte urbana” vogliono far riflettere e ricomporre a livello sociale ciò che si è scomposto e disgregato. Le sue opere sono. Nel suo lavoro si riflettono costantemente pensieri sulla libertà dell’essere e sul controllo che la società e la cultura hanno sull’individuo, mettendo in discussione lo stato di ciò che è “un’opera d'arte”. 

Dal 19 al 22 aprile Tinazzi a Vinitaly con nuove annate e un nuovissimo packaging

L’appuntamento di Verona, a cui il gruppo partecipa da oltre 40 anni, sarà presente con due stand in Veneto e Puglia. Nuove bottiglie...