mercoledì 30 novembre 2022

Festival Printemps des Arts di Monte-Carlo 2023 XXXVIII edizione 8 marzo - 2 aprile 2023

 




Presentata lunedì 28 novembre al Théâtre Princecce Grace di Monaco l’edizione 2023 del Festival Printemps des Arts. 

Ventuno appuntamenti, concentrati in 4 weekend, che spaziano dalla musica al cinema e alla poesia con formazioni orchestrali e cameristiche di rilievo e solisti talentuosi, componogono il cartellone del Printempe des Arts 2023 in programma dall’ 8 marzo al 2 aprile.  

 

Ai saluti iniziali di Françoise Gamerdinger, Direttrice degli Affari Culturali del Principato di Monaco e Monte-Carlo, segue l’intervento di Bruno Mantovani, direttore artistico del festival, che ha illustrato l’edizione 2023 in compagnia del pianista Denis Pascal, interprete delle musiche di Schubert, Fauré, Mendellsohn, Scriabine, Carter e Bartók, tra i protagonisti del prossimo festival.

“Anche quest’anno – sottolinea Mantovani - ho scelto di titolare il festival ‘Ma fin est mon commencement’ op.2 (la fine è il mio inizio), con l’intento di sollevare degli interrogativi sull’evoluzione stilistica di un autore. Con questo intento proporrò al pubblico l'opera completa per violoncello e pianoforte di Gabriel Fauré interpretata da Aurélien e Denis Pascal, le dieci Sonate per pianoforte di Alexander Scriabin nell’interpretazione di Varduhi Yeritsyan o di viaggiare nell'immenso corpus pianistico di Franz Schubert affidato a Michel Dalberto. Inoltre, Laurence Equilbey, alla direzione delle sue due formazioni, l’Insula orchestra e il coro da camera Accentus, interpreterà in compagnia di prestigiosi solisti come Hélène Carpentier o Thomas Oliemans, un concerto dedicato ai grandi affreschi vocali e orchestrale di Felix Mendelssohn”.

Mantovani spiega, inoltre, le ragioni della scelta grafica di quest’anno affidata alla pittura dell’americano Robert Guinan. “La sua - sottolinea il direttore artistico - è una pittura dell’attesa e del movimento, che ben evoca il programma di quest’anno, in bilico fra immobilità ed energia, ripetizione e sviluppo”.

 

Coadiuvata da video con interviste ai musicisti, la presentazione del Festival Printemps des Arts  scandisce i numerosi tempi forti. Le prime esecuzioni assolute di quest’anno saranno l’Antigone di François Meïmoun in cui la voce di Laurent Stocker duetta con l’Orchestre Philharmonique di Monte-Carlo (31 marzo); il nuovo quartetto Extasis (1 aprile) di Philippe Schoeller; il ciclo clavicembalistico Désordres passagers di Christophe Maudot verrà eseguito per la prima volta in pubblico (25 marzo); Remember di Fabrice Jünger con il convolgimento di giovani non musicisti, un quartetto e l’elettronica (22 marzo).

Non mancheranno formazioni internazionali come la BBC Symphony Orchestra, l’Orchestre des Pays de Savoie, La Diane Française, l’Ensemble TM+ e quelle cameristiche con i quartetti Diotima, Énéide e il Trio Bernold. Uno spazio imporante sarà consacrato ai ritratti di Michel Dalberto e del Quartetto Diotima che avranno modo di mostrare le loro eccezionali capacità virtuosistiche e interpretative. Dalberto, monumento del pianismo francese, si esibirà in tre occasioni, come solista, con l’orchestra e con il baritono Edwin Crossley-Mercer in un programma che accosta il lied alla melodia francese. Il Quartetto Diotima percorrerà un secolo di musica da camera dall'inizio del Novecento ai giorni nostri, dal Primo Quartetto di Béla Bartók alla creazione di Philippe Schoeller, passando per György Ligeti e Steve Reich.

Vi sarà un focus sulla musica americana di Aaron Copland, Elliott Carter, Steve Reich con un’apertura al jazz di Chet Baker affidato al romano Riccardo Del Fra e il suo quintetto, accompagnati dall’Orchestre des Pays de Savoie. La prestigiosa BBCSymphony Orchestra, diretta da Eva Ollikainen, interpreterà la Sinfonia n. 7 di Sibelius, il Concerto per pianoforte della compositrice franco americana Betsy Jolas e la Sinfonia n. 1 di Samuel Barber,  grande ammiratore del contemporaneo finlandese. Il cinema americano sarà presente con film muti surrealisti sulle note del Quartetto Éneide. 

Alcuni concerti esploreranno le relazioni tra declamazione e musica, le poesie di Anna Akhmatova saranno accostate all’integrale delle sonate di Scriabine. L’attore Laurent Stocker leggerà un testo ispirato a Arthur Rimbaud, scritto da Pierre Michon, e accompagnato dalle improvvisazioni della pianista Camille Taver, sarà inoltre la voce recitante insieme all’Orchestre Philharmonique di Monte-Carlo della nuova opera di Meïmoun.

 

A scandire la prossima edizione, tavole rotonde, masterclass e riunioni conviviali con artisti, compositori e giornalisti prima e dopo i concerti (queste ultime nella magnifica  e iconica cornice dell’Hotel Hermitage di Monaco).

 

Del festival verrà messo in evidenza anche il complesso e affascinante lavoro dietro le quinte con un ciclo di interviste ad artisti inserite sul sito.

Ben 14 luoghi dentro e fuori le mura del Principato, sale da concerto e spazi non convenzionali, ospiteranno gli appuntamenti dell’edizione 2023, dall’Auditorium Rainier III all’Opera, dal One- Monte-Carlo e Galerie Hauser & Wirth all’Hôtel Hermitage, dal Théâtre Princecce Grace al Club des résidents étrangers, dall’Église Saint-Charles al Théâtre des Variétés, dal Tunnel Riva alla Société nautique, dal Museo Oceanografico al Centre Culturel Prince Jacques a Beausoleil dall’Hôtel de Monaco a Cap-d’Ail al Conservatorio di Nizza.

 

Modalità di prenotazione e di acquisto dei biglietti:

Il prezzo dei biglietti varia dai 20 ai 40 euro; biglietti di 10 euro per giovani fino ai 25 anni, entrata gratuita per i bambini fino ai 12 anni. Per gruppi biglietti ridotti.

 

FESTIVAL PRINTEMPS DES ARTS DE MONTE-CARLO

12 avenue d’Ostende MC 98000 Monaco, tel +377 98062828 ; printempsdesarts.com

Le eccellenze vinicole della famiglia Moretti Cuseri premiate nel 2022 dalle guide e riviste più autorevoli del panorama internazionale.

 



I vini delle cantine toscane Tenuta Sette Ponti e Orma, e della siciliana Feudo Maccari apprezzati dalla critica internazionale nel 2022. Spiccano i toscani Vigna dell’Impero, Oreno e Orma, produzioni rappresentative della famiglia Moretti Cuseri, autentica espressione di vigneti storici e internazionali iconici che narrano il territorio, la passione e la costante ricerca della massima qualità da parte di Antonio Moretti Cuseri e dei suoi figli Amedeo e Alberto.
 
Castiglion Fibocchi (AR), 30 novembre 2022 – Si conferma anno dopo anno l’eccellenza dei vini prodotti dalla famiglia Moretti Cuseri nelle realtà toscane Tenuta Sette Ponti e Orma, ma anche in Sicilia con Feudo Maccari: stile ed eleganza frutto dell’unione tra esperienza in vigna, viticoltura biologica, lavoro di squadra e continua ricerca della massima qualità possibile. Vini rappresentativi dei territori in cui nascono, provenienti da vigneti autoctoni e internazionali coltivati in aree vinicole tra le più rinomate al mondo, apprezzati dalla critica internazionale del panorama wine, come dimostrano le edizioni 2022 delle guide di riferimento.
 
Gli alti riconoscimenti per identità e qualità dei vini sono arrivati da Bibenda, guida edita da Fondazione Italiana Sommelier, da Vitae, guida redatta ed edita dall’Associazione italiana Sommelier, dalla Guida del Gambero Rosso, dalla Guida Veronelli, dalla Guida Vinibuoni d’Italia del Touring Club Italiano e dalla guida I Migliori 100 vini e vignaioli d’Italia a cura di Luca Gardini (Gardini Notes) e Luciano Ferraro. Importanti gratificazioni internazionali sono stati inoltre i punteggi assegnati da James Suckling, considerato uno dei critici di vino più influenti al mondo, e Falstaff, guida redatta dalla più antica rivista enologica austriaca, distribuita anche in Germania e Svizzera.
 
In particolare, tra le eccellenze prodotte dalla famiglia Moretti Cuseri, hanno brillato:
Oreno 2020: 100/100 Guida I Migliori 100 vini e vignaioli d’Italia, 100 Gardini Notes, Tre Bicchieri e Stella Gambero Rosso, 97 James Suckling, 95 Wine Spectator, 97 Falstaff, 94 Vinous, 94 Wine Advocate, 98 WinesCritic, 94 punti e Tre Stelle I Vini di Veronelli, 4 tralci Vitae.
Orma 2020: 5 grappoli Bibenda, 95 punti, Tre Stelle e 1 faccino Doctor Wine, 95 punti e Tre Stelle da I Vini di Veronelli, 97 James Suckling, 96 Falstaff, 94 Wine Advocate, Tre Bicchieri Gambero Rosso.
Vigna dell’Impero 2018: 5 grappoli Bibenda, la corona di Vini Buoni d’Italia, 92 doctorwine, 96 Jamessuckling, 95 Vinous, 95 Falstaff, 93 Wine Spectator e 97 WinesCritic.
Crognolo 2020: 93 James Suckling, 92 Falstaff, 95 WinesCritic, 2 Bicchieri Gambero Rosso.
Crognolo 25th Anniversary: 94 James Suckling, 96 WinesCritic
 
Grande soddisfazione anche per le altre etichette che hanno riportato riconoscimenti meritevoli: i siciliani Olli (Grillo Sicilia DOC) che è stato inserito anche nella guida “Vini per tutte le tasche” di Cernilli e Rosé Neré (Nero d’Avola) di Feudo Maccari, oltre al toscano Vigna di Pallino di Tenuta Sette Ponti.
 
I premi e riconoscimenti ottenuti nel 2022 dalle cantine della famiglia Moretti Cuseri sono il risultato di un lavoro costante e autentico, di un’arte enoica che affonda le sue radici nella storia e nelle tradizioni ma con uno sguardo al futuro e al gusto internazionale, sempre all’insegna della sostenibilità e di un profondo amore per la vigna. Qualità, ricerca e innovazione unite alla salvaguardia degli antichi saperi, si rivelano il segreto per la produzione di grandi vini che ottengono consenso e lode sia nel panorama vinicolo italiano che internazionale.  

DIVINEA WINE TECH SYMPOSIUM 2022: SI RAFFORZA L’IDEA DI UN ECOSISTEMA DIGITALE PER CONOSCERE E INGAGGIARE I WINE LOVER

 

Dal 6 al 9 dicembre Acetaia Giusti porta la tradizione dell’Aceto Balsamico di Modena oltre oceano, per un road show nei club più esclusivi di New York e al Gala delle Nazioni Unite che premia stampa e attivisti

 



Acetaia Giusti torna a New York per raccontarsi al pubblico americano delle grandi occasioni. Tre serate all’interno di altrettanti locali esclusivi e gran finale durante la serata di gala in cui le Nazioni Unite premiano giornalisti e attivisti per il loro impegno.

L’Aceto Balsamico di Modena è tra i grandi prodotti dell’enogastronomia italiana che vantano una lunga storia sul mercato americano. Un’eccellenza che gli appassionati hanno imparato ad amare soprattutto nella fascia di alta gamma, in cui si posiziona anche l’Aceto Balsamico di Modena Giusti, che nel 2020 è stato addirittura il più acquistato online negli Stati Uniti. Acetaia Giusti, la più antica azienda al mondo fondata a Modena nel 1605, è presente sul mercato americano già dagli anni ‘80 e dal 2019 ha anche una sua filiale commerciale negli Stati Uniti. L’interesse per il suo prodotto è sempre crescente e l’azienda si impegna costantemente per promuoverlo e farlo conoscere nelle sue molteplici versioni e possibilità di utilizzo. “Quello americano è uno dei principali mercati in cui siamo presenti da molto tempo e dove l’Aceto Balsamico di Modena Giusti si è affermato sia nel settore della ristorazione che in quello dei negozi gourmet di eccellenza – spiega Claudio Stefani Giusti, AD di Acetaia Giusti – Continua dunque il nostro impegno costante a diffondere sempre più la sua storia, che si intreccia anche con quella della mia famiglia, la tradizione, ma anche l’innovazione che il nostro prodotto porta nel mondo dell’enogastronomia internazionale. E poterlo fare di fronte ad un grande pubblico in occasione di importanti eventi è per noi un onore e un grande piacere”.

Dal 6 al 9 dicembre Claudio Stefani Giusti sarà a New York impegnato a presentare l’eccellenza dell’Aceto Balsamico di Modena nel ristorante Lucciola, dello Chef italiano Michele Casadei Massari, al club Soho House e al NeueHouse, mentre per la serata conclusiva Acetaia Giusti omaggerà gli ospiti presenti ad una serata di gala delle Nazioni Unite, evento in cui l’Associazione dei corrispondenti alle Nazioni Unite assegna i riconoscimenti 2022.

6 dicembre: Lucciola - fine dining Italian restaurant, Upper West Side
Lo Chef Michele Casadei Massari, brand ambassador di Giusti negli USA, apre le porte del suo ristorante Lucciola per i suoi clienti più affezionati dedicando loro una "night with the producer" creando un tasting menu ad hoc intitolato "Meet The Master Vinegar. The simple utterance of Balsamico: tasting and pairing" e presentando gli abbinamenti pensati per Giusti a quattro mani con Claudio. Michele è inoltre il primo chef negli Stati Uniti ad aderire al progetto Riserva Privata di Acetaia Giusti e la cena sarà l'occasione per presentare la nuova "balsamic venture" dell'azienda.

7 dicembre: Soho House, Dumbo
Una serata dedicata a venture capitalist, imprenditori e creativi membri del club Soho House a DUMBO, il quartiere più trendy e frequentato di Brooklyn affacciato su Manhattan. I presenti sono invitati ad un tour virtuale dell’acetaia e a un tasting di Aceto Balsamico di Modena Giusti guidati direttamente dall’AD Claudio Stefani Giusti. Sarà l'occasione per brindare alle prossime festività natalizie tutti insieme con un Balsamic Negroni!
 
8 dicembre: NeueHouse, Park Avenue
Appuntamento nel "food district" di New York dove Claudio Stefani Giusti incontra i membri del cultural hub NeueHouse per una masterclass sull’Aceto Balsamico di Modena, entrando così a far
parte della speciale programmazione degli eventi che il club organizza per i propri iscritti "foodies".

9 dicembre: UNCA Awards Gala al Cipriani Broadway, Financial District
Durante la serata in cui l’UN Correspondent Association premia i giornalisti che meglio hanno dato copertura alle Nazioni Unite, Giusti omaggerà gli ospiti dell’UNCA Awards Gala con il proprio Aceto Balsamico di Modena Giusti 3 Medaglie d’Oro. Tra gli ospiti d’onore della serata il segretario delle Nazioni Unite António Guterres e l’attrice Kate Hudson che riceverà il premio UNCA Global Citizen per il proprio impegno a livello umanitario.


GRAN DEPOSITO ACETO BALSAMICO DI GIUSEPPE GIUSTI
Il “Gran Deposito Aceto Balsamico di Giuseppe Giusti” è la più antica acetaia al mondo, fondata nel 1605 a Modena ed è il brand più rappresentativo tra gli Aceti Balsamici di qualità. Oggi, la storica acetaia è guidata dalla 17esima generazione della famiglia: Claudio Stefani Giusti, porta avanti brillanti obiettivi di espansione, attraverso una gestione aziendale giovane e flessibile. La sede in un antico borgo agricolo alle porte di Modena ospita il cuore della produzione Giusti, tra cui le 600 botti storiche del 1700 e 1800 ancora in attività, e il Museo Giusti: uno spazio dedicato alla trasmissione della storia della famiglia e alla degustazione dell’”Oro nero di Modena”. I prodotti di Acetaia Giusti sono distribuiti nei corner dedicati all'interno dei punti vendita La Rinascente Milano e Roma, nelle migliori Boutique Enogastronomiche d’Italia e nelle Boutique Giusti di Modena, Milano e Bologna, oltre che tramite l’e-shop www.giusti.it

MDFF 2022 Grande successo per la 10ª edizione della kermesse che ha portato al cinema il mondo dell’architettura e del design

 



 

AFA – Architecture Film Award

a The Opening di Davide Rapp per la categoria Studio's Film e Robin Hood Gardens di Adrian Dorschner e Thomas Beyer per la categoria Architecture’s Film. Menzione speciale a Big Ears Listen With Feet di Bêka & Lemoine.

 

MDFF Student Award

a Weightless di Mattia Dierickx e Gravity di Giorgia Bucci

 

Sold-out al botteghino per i film Palazzo Luce di Alessandra Galletta

e Infinito. L’universo di Luigi Ghirri di Matteo Parisini

 

 

www.milanodesignfilmfestival.com

 


Milano 30 novembre 2022. Cinque giorni di programmazione per cinque sezioni, più di quaranta titoli, sedi diffuse dal centro alla periferia cittadina e iniziative che hanno coinvolto addetti ai lavori, appassionati, architetti, designer e studenti: si è conclusa con un grande successo la 10ª edizione del Milano Design Film Festival, che dal 22 al 26 novembre 2022 ha portato in città il meglio della produzione di film dedicati all’architettura e al design nazionale e internazionale.

 

Nuova linfa a questa importante edizione del Festival è stata impressa dalla direzione artistica di Cristiana Perrella, critica e curatrice indipendente, affiancata da un team di Guest Curator protagonisti di una nuova sezione del programma, IMMAGINARE, con il compito di ampliare e ridefinire i confini tra il design e altre discipline: il filosofo Emanuele Coccia, l’architetta, ricercatrice e autrice Bianca Felicori e l’architetta e designer franco-iraniana India Mahdavi.

 

La kermesse che dal 2013 racconta, attraverso il video nelle sue varie forme, le concezioni più contemporanee del design e dell’architettura, ha abitato diversi luoghi della città – Triennale Milano, Anteo Palazzo del Cinema, Cinema Teatro Edi/Barrio’s, Fondazione dell'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano, Tilane, Biblioteca e centro culturale, Paderno Dugnano, ADI Design Museum – raggiungendo un pubblico più ampio e raccontando il design da nuove prospettive.

 

Cinque le sezioni di questa edizione rinnovata: Selezione Ufficiale MDFF22 con film internazionali in première italiana; IMMAGINARE, affidata alle proposte dei Guest Curator; Premio AFA – Architecture Film Award; Premio MDFF Student Award e la nuova sezione RADICI, con l’omaggio a Gae Aulenti.

 

Con oltre quaranta titoli tra film, documentari, corti e lungometraggi, film d’animazione e storie di progettisti di ieri e di oggi, il programma della 10a edizione del Milano Design Film Festival ha raccontato il design non solo attraverso le proiezioni, ma anche con tavole rotonde e talk aperti al pubblico.

 

Inaugurato martedì 22 novembre con la première assoluta del documentario Sinceramente, Gae, prodotto da Sky Arte, il Festival ha preso il via con una serata-evento nel gremito Salone d’Onore di Triennale Milano alla presenza di Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Nina Bassoli, curatrice di Triennale per architettura, rigenerazione urbana e città, e Cristiana Perrella, Direttrice Artistica del Festival, che hanno presentato la nuova edizione per lasciare poi spazio alla proiezione della pellicola dedicata a Gae Aulenti: un omaggio al lavoro di uno dei più grandi nomi del design e dell'architettura italiani e preludio ideale della sezione RADICI del Festival a lei dedicata.

 

Martedì 22 è iniziato anche presso gli spazi del Barrio’s l'Atelier Alternativo, il laboratorio per bambini del quartiere ideato dall’artista Driant Zeneli a partire dal suo film in programma The Firefly Keeps Flying and the Snake Keeps Growing, 2022. I bambini sono stati invitati a lavorare per due pomeriggi con l'artista e uno specialista di robotica per creare una nuova storia, una favola contemporanea su strani animali, architetture e... plastica usata.

 

Mercoledì 23 novembre è stata la prima giornata di proiezioni presso Anteo Palazzo del Cinema con i primi tredici film – in concorso e non – presentati da incontri con gli autori. Tra i titoli: Robin Hood Gardens di Adrian Dorschner e Thomas Beyer, Grethe Meyer – The Queen of Danish Design di Isabelle Bernadette Brammer e Palazzo Luce di Alessandra Galletta, che ha registrato il sold-out.

La sera ha preso il via IMMAGINARE, sezione del Festival a cura dei tre guest curator: Emanuele Coccia ha presentato LA MODA FUORI STAGIONE, una serie di riflessioni – con dieci corti – intorno all'abito e alle forme meno visibili della sua esistenza, a metà strada tra moda e arte contemporanea.

 

Giovedì 24 novembre il Festival si è diviso tra la sede della Fondazione dell'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milanoe il Cinema Teatro Edi/Barrio’s. Nella prima sede sono stati presentati, tra gli altri, The Opening di Davide Rapp e M.G. GRASSO CANNIZZO – ANM 2018 Ordinary Re-construction di Andrea Giannone. Il Cinema Teatro Edi/Barrio’s, oltre a proiettare film come Best in the World di Hans Christian Post e The Firefly Keeps Falling and The Snake Keeps Growing di Driant Zeneli, ha fatto da palcoscenico alla rassegna curata da Bianca Felicori all’interno di IMMAGINARE: INFLATABLE, BABY, una raccolta di nuove forme di arte, architettura e design gonfiabili nate tra gli anni Sessanta e Settanta.

 

L’Anteo Palazzo del Cinema è tornato a essere protagonista venerdì 25 novembre con tante proiezioni tra cui Big Ears Listen With Feet di Bêka & Lemoine e James vs. Wines: The highrise of meanings di Gianluca Vassallo.

Incredibile successo per il film Infinito. L’universo di Luigi Ghirri di Matteo Parisini, che ha registrato un doppio sold-out al botteghino. Venerdì si è svolto anche l’ultimo appuntamento della sezione IMMAGINARE: IRANITÀ, a cura di India Mahdavi, con un focus composto da immagini e film che hanno raccontato l’Iran da una prospettiva intima ma non per questo lontana dall’attualità.

 

A sottolineare l’intenzione di fare del Festival un’occasione di approfondimento, ricerca e attualizzazione di personalità storicizzate del design e dell’architettura facendone dialogare il lavoro con le pratiche più attuali, sabato 26 novembre ha debuttato RADICI, la nuova sezione dedicata, quest’anno, a Gae Aulenti di cui nel 2022 si celebra il decimo anniversario della scomparsa. Un’intensa mattinata presso Tilane, Biblioteca e centro culturale di Paderno Dugnano – progetto dalla stessa Aulenti – per un incontro sugli aspetti più generativi dell’eredità lasciata dal grande architetto e designer, approfonditi da Nina Artioli, Nina Bassoli, Matilde Cassani, Emilia Giorgi e Sara Ricciardi, con proiezione di materiali inediti dall’Archivio Gae Aulenti.

 

Durante il pomeriggio del sabato, l’ADI Design Museum è stato il teatro per la cerimonia di premiazione. Per l’MDFF Student Award è Giorgia Bucci, con il suo corto Gravity, ad aggiudicarsi il Premio della Giuria composta da Damiano Gullì, Domitilla Dardi e VEGA che afferma: “la giuria ha deciso di assegnare il premio al corto per la sua originale reinterpretazione delle suggestioni di Unknown Unknowns. An Introduction to Mysteries, Esposizione Internazionale di Triennale Milano, e delle tematiche a essa legate. Bucci esplora infatti il tema della gravità, centrale nella mostra, e si ricollega idealmente al lavoro di Jessica Wienne e Jean-Michel Alberola sulle lavagne, offrendo una personale traduzione del rapporto tra scrittura, segno, formula, cancellazione, riformulazione definendo un paesaggio visivo che, nel suo continuo mutare, riflette l’affascinante mobilità del pensiero umano messo a confronto con lo sconosciuto”.

Con 327 voti su oltre 1.100 votanti Weightless di Mattia Dierickx ottiene invece il Premio del Pubblico.

 

Per il Premio AFA Architecture Film Award, la giuria composta da Elisa Cattaneo, Luca Molinari e Giulia Ricci, per la categoria Architecture’s Film ha premiato Robin Hood Gardens di Adrian Dorschner e Thomas Beyer "per la raffinata qualità filmica, la precisa ricerca sull’edificio e le sue vicende, sia storiche che contemporanee, e per lo sguardo lucido con cui è stato osservato un edificio per molti versi leggendario, simbolo della generazione che, per prima, si è posta l’obiettivo di superare i dogmi del Moderno”.

Per la categoria Studio’s Film, il premio è stato assegnato a The Opening di Davide Rapp, con la seguente motivazione: “Keymaster e Gatekeeper sono le due figure enigmatiche inventate per raccontare gli spazi di Deamicisarchitetti. I due tecnici conducono in un viaggio straniante e quasi onirico, che porta chi guarda a sentirsi attivamente incuriosito e coinvolto nel tentativo di capire le azioni che si susseguono sullo schermo. La giuria ha scelto di premiare The Opening per la qualità filmica e per l’originalità dell’espediente narrativo”.

Menzione Speciale per l'AFA Architecture Film Award va a Big Ears Listen With Feet di Beka & Lemoine: "per l’audacia tecnica della realizzazione e per la capacità di parlare a un pubblico allargato. Lontano dal tentativo di glorificare la figura di Boonserm Premthada, dal film emerge una curiosità dello sguardo unica, trasformata in una narrazione sensibile dell’architetto, del suo modo di percepire e, di conseguenza, di produrre progetto".