sabato 28 novembre 2020

La Michelin e le TavoleDOC della Liguria

 



L’edizione 2021 della Rossa riserva grandi riconoscimenti alla cucina ligure di TavoleDoc: nella regione 2 nuovi stellati e il premio al miglior Sommelier.
 
La 66° edizione della Guida Michelin Italia, la cui presentazione si è tenuta in diretta streaming da Milano il 25 Novembre, conferisce riconoscimenti ai ristoranti di TavoleDOC Liguria.
Un’edizione a distanza per così dire, con meno scenografia e forse parte di suspence, ma con intatte aspettative e partecipazione.
29 novità per un totale di 371 ristoranti stellati in Italia, con 3 nuovi ristoranti due stelle e 26 una stella.

Sono membri di TavoleDoc Liguria due ristoranti che hanno acquisito la tanto agognata stella Michelin: il ristorante Nove ad Alassio e il ristorante Impronta d’acqua a Cavi di Lavagna. Riconoscimento particolare a Matteo Circella della Trattoria La Brinca a Ne, premiato miglior Sommelier 2021.

Desideriamo celebrare questi successi tanto importanti per i ristoranti, per la regione Liguria e per TavoleDOC, un bellissimo traguardo che segnala una rinnovata attenzione alle risorse gastronomiche di questo territorio da parte della Guida rossa. Un importante riconoscimento della capacità dei ristoratori liguri non solo di abbracciare la tradizione ma anche di sperimentare e innovare in cucina. Un principio cardine del progetto TavoleDoc, il cui obiettivo ha sempre fatto focus sulla possibilità di esaltare le ricchezze enogastronomiche della regione, ora finalmente abbracciato e sancito anche da importanti riconoscimenti internazionali.

Il ristorante Nove nasce nel 2016 dall’incontro dello chef Giorgio Servetto e l’Historical Suite Relais Villa della Pergola. Il locale mette al primo posto la qualità della materia prima, ricercando prodotti autentici del territorio e dando assoluta importanza alla stagionalità. La cucina dell’executive chef Giorgio Servetto narra la sua storia, fatta di sapori che raccontano dell’infanzia trascorsa nella cascina di famiglia a Sassello, legata a una forte tradizione di cucina ligure con influenze piemontesi e francesi, alleggerita e rivisitata in chiave moderna. Lo chef e la sua brigata attingono alle ricchezze de I Giardini di Villa della Pergola agrumi, erbe aromatiche e fiori eduli che esaltano la genuinità della cucina.
 
Ricavato dagli spazi in disuso di un vecchio ristorante di fronte al mare, Impronta d’Acqua si trova a Cavi di Lavagna, a metà strada tra Sestri Levante e Chiavari. Lo chef patron Ivan Maniago ama descriverlo come un “ristorante trasparente per una cucina trasparente”, ed è per questo che durante i lavori di ristrutturazione prima dell’apertura, nel 2017, ha voluto per prima cosa abbattere il muro che separa la sala dalla cucina, in modo che quest’ultima rimanga a vista. Lo chef, classe 1986, si forma grazie a numerose esperienze nelle più importanti cucine italiane. Ora, intrapreso il proprio percorso, affiancato da Giorgia Fiasconaro, maître e sommelier, propone una cucina tradizionale che supporta i piccoli produttori locali, ma che viene impreziosita dalle sue capacità tecniche e intriganti dell’alta cucina.
 
La Brinca, trattoria storica di Ne, in provincia di Genova, ha alle spalle una tradizione che dura da generazioni. Già negli anni Trenta la famiglia Circella gestiva quella che una volta era un’osteria con bottega, frantoio e mulino. Nel 1987, con la ristrutturazione di un’antica casa colonica, prende l’attuale configurazione. Una storia che parla di ricette tramandate e di lunga laboriosità. Oggi i fratelli Roberto e Sergio con la moglie Pierangela e i figli Matteo e Simone, lavorano per mantenere viva la memoria contadina della Liguria di Levante, scelgono prodotti locali rispettandone la stagionalità e preparano in casa la pasta e il pane. La carta dei vini, altro punto di forza del ristorante, comprende oltre mille etichette, quella dei distillati più di trecento. Marco Do, responsabile della Guida Michelin Italia, ha infatti spiegato come Matteo Circella sia stato premiato dalla Michelin per «l’interessante ed appassionato garbo con cui racconta le caratteristiche dei vini da accostare ai piatti liguri della tradizione».

Molino Rachello, un bell'esempio nel mondo molitorio




L’anno scorso, di questi tempi, i “canadesi” – invitati dall’Associazione Meridionale Cerealisti – si sono presentati ad Altamura (BA) la capitale del “granaio d’Italia” (con la Sicilia) per un’azione diretta di “pubbliche relazioni” e promuovere così il grano che più di altri vanta  gran qualità… Nell’occasione è uscita la news (che news non è,  perché cosa nota agli addetti ai lavori) che il grano a Manitoba, sia fatto maturare col “doping” (leggi glifosato) comunque al di sotto dei limiti di sicurezza fissati dall’Unione Europea, limiti che (insinuazione?) la UE, ha elevato proprio per consentire a detto grano di essere importato e commercializzato anche in Europa… C’è da considerare il momento di pesante crisi in cui versa il settore del grano duro specie nel Mezzogiorno d’Italia: da 2 anni il prezzo al quintale è di 4-5 euro sotto il costo di produzione, che in quelle zone si attesta intorno ai 22-23 euro circa al quintale - secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) il prezzo ultimamente si è tenuto stabile sui 27-28 euro al quintale… Ciò vuol dire che un agricoltore (se ha terreno di proprietà) vende il proprio raccolto a 1.050 euro all’ettaro, avendo avuto costi per 850 euro (…).   Speculazione al ribasso che potrebbe addirittura crescere quando le importazioni, che si concentrano nel periodo a ridosso della raccolta, influenzano i prezzi di un mercato non sempre “trasparente”… anche per il grano bulgaro che arriva via mare a Bari (migliaia di tonnellate!) “triangolato” da navi battenti bandiera di Singapore o della Turchia, grano, questo, che con il prezzo e la qualità di quello canadese, proprio non ha niente a che spartire! 
In questo “variegato” contesto, non per fortuna, ma per professionalità e competenze, brilla un nome che è sinonimo di ottima reputazione: Molino Rachello!
Parliamo dell’apice della piramide del grano tenero, con una produzione di oltre 2000 quintali di macinato al giorno ottenuti dalla migliore selezione dei grani e con le più innovative tecnologie di lavorazione e rigorosi controlli qualitativi, che danno vita a farine genuine, sicure e dalle elevate qualità nutrizionali, farine fornite a centinaia di panifici artigianali, pizzerie e industrie alimentari. Questa la cronistoria: gli albori risalgono all’ormai lontano 1855 comprovati da una copia dell'“istromento” - l'atto notarile della compravendita di un terreno - che segna l'avvio dell’attività di Molino Rachello. Un'antica storia di mugnai che, in realtà, ha avuto origine molto anni prima.  Andrea Rachello - 90 anni oggi - rappresenta la quarta generazione, lui affitta un Molino a Cendon di Silea, nella provincia di Treviso e l’anno dopo, i figli, Carlo e Giovanni, decidono di acquistarlo. Dopo 50 anni di attività molitoria, nasce la “Ditta F.lli Rachello s.n.c. di Andrea e Giuseppe Rachello” e l’attività si trasferisce a Musestre di Roncade nel cuore del Parco Naturale del Fiume Sile. Nel 1992 il Molino F.lli Rachello s.a.s. ottiene la certificazione di qualità ISO 9001 (secondo molino del Nord-Est ad ottenerla) e quella per la macinazione di cereali Biologici; alla produzione convenzionale si aggiunge anche la farina biologica (oggi una delle linee fiore all’occhiello dell’azienda). Nel 2006 la capacità produttiva arriva a oltre 2.000 quintali di grano tenero macinato al giorno, con un’altissima qualità di servizio e di prodotto fornita a centinaia di panifici artigianali e di industrie alimentari. Nel 2011 l’installazione di un impianto fotovoltaico da 160Kw/h, permette di ridurre le emissioni di Co2 e nel 2015, il progetto “Oasi Rachello” di filiera tracciata 100% italiana è formalizzato ufficialmente tramite un disciplinare, che dichiara anche la visione aziendale di sostenibilità a 360°, sia dal punto di vista ambientale che socio-economica. Nel 2016 ulteriore ampliamento dell’impianto fotovoltaico a 210Kw/h e nel 2018 l’implementazione di un Progetto Sostenibilità in collaborazione con Assindustria Venetocentro di Treviso, per limitare ancor di più l’impatto ambientale e rendere gli interi processi aziendali sempre più ecosostenibili. Oggi, presso il Molino, la nuova generazione di Rachello, con la passione e l’attenzione per la qualità intatte, tutto è sempre al 100% italiano e  al 100% tracciabile.  I numeri: 3 regioni, 30 aziende agricole, 1 team di agronomi dedicato, 1 progetto di agricoltura sostenibile con disciplinare, certificazione ISO 22005, 10 farine 100% italiane.  Il Molino garantisce una filiera con materia prima di eccellenza grazie al grande rispetto nei confronti del territorio e dell’ambiente, poiché solo da terre, acque ed aria non inquinate possono nascere cereali sani, in grado di dare vita a farine genuine e naturali, rese così adatte alle diverse destinazioni d’uso.  Per questo da sempre il Molino predilige progetti ecosostenibili, selezionando zone agricole in aree naturali o protette - Oasi Rachello -  favorendo gli agricoltori che scelgono coltivazioni biologiche e non OGM e impegnandosi in particolare con coltivatori locali, con i quali fa rete, per prendersi cura del benessere dei clienti.  I maestri dell’Arte Bianca che hanno scelto di affidarsi a dette Oasi, contribuiscono a fornire un prodotto finale di qualità superiore e dalle proprietà uniche e gli agronomi, costantemente presenti, assistono gli agricoltori nell’applicazione del concordato disciplinare di coltivazione per garantire elevati standard. In un momento economicamente difficile, nel settore del grano, ce ne fossero di molini Rachello!
(GfL)

Molino Rachello srl
di Roncade, Via Everardo, 51, 31056 Musestre TV

venerdì 27 novembre 2020

Montebelluna e il Montello nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura

 Il cammino del progetto L'Europa delle scienze e della cultura, promosso dalla rete Borghi d'Europa

sotto il Patrocinio della IAI-Iniziativa Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione

regionale nella regione adriatico jonica), riprende da uno dei territori che, storicamente,sono stati coinvolti

nelle iniziative di informazione internazionali.

Basti ricordare il Patrocinio del Comune di Volpago del Montello (gennaio 2007) alla rassegna 

informativa 'I Mille Colori della Tipicità' e il Patrocinio della Città di Montebelluna alla iniziativa

'Comunicare Montebelluna e il Montello' (maggio 2013).

Il territorio verrà raccontato da giornalisti e comunicatori secondo le 10 chiavi di lettura di Borghi 

d'Europa , i 10 Percorsi Internazionali.

A dicembre si terrà alla Pizzeria Ristorante Al Tiglio di Bavaria di Nervesa della Battaglia la 

conferenza stampa di presentazione del programma 2020/2021, con la partecipazione della

Associazione Vinoteka dei Colli di San Floriano e dello chef Massimo de Belli (Enoteca dell'

Impero,Gotrizia). 

Ottima occasione per parlare del Percorso I Mulini del Gusto e le Vie del Pane e della Pizza e

per ricordare Il Galateo di Mons. Giovanni della Casa , ' Trattato di messer Giovanni della Casa, nel 

quale sotto la persona d'un vecchio idiota ammaestrante un suo giovanetto, si ragiona de modi, che si 

debbono o tenere, o schifare nella comune conversatione, cognominato Galatheo overo de costumi.
(titolo completo)

Il Galateo overo de' costumi, noto comunemente come Galateo, è un breve trattato scritto da Giovanni 

Della Casa (1503-56) probabilmente negli anni in cui si ritirò nell'abbazia di Sant'Eustachio presso  

Nervesa, nel trevigiano, tra il 1551 e il 1555, e pubblicato postumo nel 1558

Lo scittore e giornalista Giuanluigi Pagano (direttore della rivista ND Natura Docet) ne ha proposto

una rivisitazione ne 'Il Galateo del Terzo Millennio'.

Fabio Stefanon ( La Bottega dei Sapori di Pederiva), accompagna quale novello Virgilio i giornalisti

alla scoperta dei sapori del Montello ( La Via della Birra, Eurovinum,la Via dei Norcini, la Via del 

Caffè) ,non dimenticando le ragioni della Mobilità Dolce ( la ciclovia la Tradotta,realizzata sul vecchio 

tracciato della ferrovia Susegana-Montebelluna).

E,infine, i Percorsi della Grande Guerra, al di fuori dei clamori politici e di maniera.

Insomma un anno di occasioni e di incontri, con l'impegno a portare Montebelluna e il Montello al

di fuori,per disseminare conoscenza e rispetto dell'ambiente, in una 'chiave' non propagandistica, ma

genuinamente sostenibile.




Borghi d'Europa a Montebelluna : la Via dei Norcini

“TIRAMISÙ GLOBAL MARATHON”: 16 NAZIONI AL VIA

 


In collaborazione con la Tiramisù Academy, 8 ore per la raccolta fondi per le micro-imprese del turismo e della ristorazione di Venezia. 

Per i più piccoli in collegamento, un regalo da un famoso “gentiltopo”…


La lunga diretta con gli appassionati del Tiramisù si avvicina. Domenica 29 novembre, dal quartiere generale della Tiramisù World Cup a Treviso, avrà inizio la “Tiramisù Global Marathon”, la sfida a cui prenderanno parte chef non-professionisti da tutto il mondo che si cimenteranno nella preparazione del dolce. E nel corso dell’evento, la sorpresa di alcuni ospiti d'eccezione con le loro ricette ed esperienze in cucina.


Dalle ore 10,00 di domenica 29 novembre, si collegheranno da ogni angolo del pianeta -  ciascuno secondo il proprio fuso orario e nella lingua locale - i partecipanti alla TGM che proporranno la loro personale versione del Tiramisù. 

«L’iniziativa, nata in collaborazione con la Tiramisù Academy (www.tiramisuacademy.org), si tiene in un periodo che ci porta a stare in casa e proprio per questo è possibile re-inventarsi abitudini e attività in cui cimentarsi - racconta Francesco Redi, organizzatore e fondatore della Tiramisù World Cup - . Abbiamo raccolto in un contest online tantissimi appassionati del dolce e la risposta è stata davvero grandiosa: sarà una diretta di 8 ore con ospiti del settore (e non) e…qualche sorpresa!».

Fra gli interventi in programma, ecco quindi quello di Roberto Lestani, presidente della FIPGC, Federico Zani della Benetton Rugby e della Nazionale, Fabio Carbone e Nicola Sorrentino (entrambi docenti presso l'Università Jean Monnet); poi ancora la Associazione Italiana Sommelier, il Venezia Football Club.

Alle ore 16,00 i giovanissimi “chef” che si collegheranno riceveranno un fantastico regalo da Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini di tutto il mondo, grazie alla collaborazione di Edizioni PIEMME e della Geronimo Stilton Fondazione, presieduta dalla scrittrice Elisabetta Dami, già madrina d’eccezione nell’edizione 2018 della TWC Junior.


Ecco i Paesi rappresentati dagli iscritti alla TGM fino a questo momento (ancora pochi posti disponibili, ndr.): Canada (Toronto), Brasile (fra cui Curitiba, San Paolo e Carangola), Venezuela (Caracas), Egitto (Il Cairo), Kenya (Nairobi), Iran (Tehran), Cina (Shangai); dall’Europa: BelgioFranciaGermaniaGran BretagnaGreciaPaesi BassiPoloniaRomaniaSpagna e ovviamente Italia.


L'iniziativa intende raccogliere fondi per il rilancio delle micro-imprese del settore turistico e della ristorazione di Venezia, simbolo mondiale e polo attrattivo per il comparto dell’intera regione: molti partecipanti e istituzioni hanno già dato il loro contributo. Per seguire l'evento e sostenere la raccolta è sufficiente collegarsi al sito www.tiramisuworldcup.com e seguire le istruzioni. 

La diretta si svolgerà il 29 novembre, dalle ore 10,00, sulla pagina Facebook della Tiramisù World Cup.


L'iscrizione all'evento è libera e gratuita e per avere tutte le informazioni è possibile visitare il sito www.tiramisuworldcup.com oppure seguire i canali social su Facebook, Instagram, Twitter e Linkedin.


SALVATORE GARAU ENTRA NELLA COLLEZIONE MUSEALE DELLA FARNESINA CON L’OPERA “CADUTA DI LAGO CON SCULTURA”

 


Video Salvatore Garau, presentazione opera Caduta di lago con scultura:  https://youtu.be/5gSphWMWmq0

 

Comunicato stampa.

Novembre 2020. L’opera dell’artista  Salvatore Garau "Caduta di lago con scultura", realizzata nell’anno 2000 con acrilico, grafite e resina su tela di cm 209X121, è l’ultimo dei capolavori di arte contemporanea italiana entrato a far parte della “Collezione Farnesina”, la raccolta museale d’arte contemporanea del Ministero degli Affari Esteri ospitata nel Palazzo della Farnesina, che raccoglie il meglio dell’Arte italiana del XX secolo (https://collezionefarnesina.esteri.it/).

La Collezione Farnesina è in continuo divenire e ad oggi presenta circa 500 opere di oltre 240 artisti: grandi nomi della storia dell’arte contemporanea italiana che affiancano Salvatore Garau come Carla Accardi, Massimo Campigli, Salvatore Scarpitta, Emilio Vedova, Arnaldo Pomodoro, Gastone Novelli, Michelangelo Pistoletto.

"Caduta di lago con scultura" di Salvatore Garau vede un linguaggio evocativo, passionale e romantico con afflati cromatici che creano giochi d’acqua onirici di luce celeste e azzurra e ombre che si tuffano nella terra nera. Il tema dell’acqua è caro a Garau, che ha studiato profondamente i moti sia naturali che determinati dalla tecnologia umana, dedicando a questo tema diverse esposizioni.

Salvatore Garau ha partecipato due volte alla Biennale di Venezia, ha esposto al Parlamento europeo di Strasburgo, a San Francisco, Washington, Cordoba, Londra, Milano, San Paolo, Saint-Etienne, Brasilia; è inoltre presente in forma permanente in alcune prestigiose collezioni museali italiane e straniere, pubbliche e private, come la Collezione delle Gallerie d’Italia di Piazza Scala e il Museo del Novecento a Milano, la Galleria Civica di Modena e il Museo d'Arte Moderna di Saint-Étienne. Sue opere sono esposte anche alle Ambasciate d’Italia a Brasilia (Brasile), Seoul (Corea del Sud) e Lima (Perù).

Su Salvatore Garau hanno scritto importanti critici d’arte come Lóránd Hegyi Luciano CaramelEnrico CrispoltiAchille Bonito Oliva, Elena Pontiggia, Martina Corgnati.

ARRIVA L’APP FIVI: TROVARE I VIGNAIOLI INDIPENDENTI NON È MAI STATO COSÌ FACILE

 Aggiornamenti sul mondo FIVI, geolocalizzazione delle cantine e info utili su eventi e fiere: in contatto diretto con i Vignaioli grazie alla nuova applicazione

Si chiama App FIVI l’applicazione ufficiale della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, la prima tra le associazioni di vignaioli in Europa a utilizzare questo strumento di comunicazione e condivisione. L’app apre un canale diretto sul mondo FIVI, dando la possibilità di accedere facilmente al sito e di restare aggiornati sulle news dell’associazione. L’applicazione facilita inoltre l’incontro sul territorio con i Vignaioli: è possibile fare una ricerca dei soci, per ordine alfabetico, per regione o parola chiave, geolocalizzare le cantine FIVI presenti in tutta Italia, avviare il navigatore per raggiungerle e mettersi in contatto per organizzare visite e degustazioni.
“Su 1300 soci FIVI sono stati quasi 800 quelli che hanno aderito all’iniziativa, fornendo informazioni e dati per inserire le loro cantine nell’app – spiega Rita Babini, consigliere FIVI - Uno sforzo collettivo volto a offrire maggiori possibilità di contatto con appassionati e sostenitori, dopo il rinvio dell’appuntamento di fine novembre con il Mercato dei Vini a causa della pandemia di Covid-19. L’app FIVI è uno strumento per rafforzare la rete dei Vignaioli, favorire l’incontro sul territorio e sostenere sempre di più l’enoturismo”.
Tra le funzioni dell’applicazione ci sono la localizzazione delle cantine più vicine alla propria posizione e la selezione di una lista di quelle preferite. È possibile anche mettersi facilmente in contatto con i Vignaioli e acquistare i loro vini attraverso dei tasti rapidi. Nella sezione Eventi sarà inoltre inserito il programma delle fiere a cui parteciperà la Federazione con le relative informazioni sugli stand e gli espositori.
L’app FIVI è disponibile, in lingua italiana o inglese, per il download gratuito negli store Apple e Android.


MINIARTEXTIL COMO 2020

 


La storica manifestazione dedicata alla Fiber Art contemporanea

annuncia le nuove date della sua trentesima edizione

 

Dal 30 gennaio al 9 maggio 2021

Pinacoteca Civica, Broletto e Mercato Coperto

ospitano opere di grandi maestri interazionali e installazioni site specific

 

una mostra diffusa in tutta la città di Como

cui si aggiunge anche Villa Olmo con la mostra METAMORPHOSIS

 

 

Como, 27 novembre 2020. Miniartextil la storica manifestazione comasca dedicata alla Fiber Art, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia di Covid 19, non rinuncia al progetto pensato per celebrare la trentesima edizione, e annuncia ufficialmente le sue nuove date: dal 30 gennaio al 9 maggio 2021, tutta la città di Como viene coinvolta in una mostra diffusa, tra opere di grandi Maestri e installazioni site specific, allestite negli spazi della Pinacoteca Civica, del Palazzo del Broletto e del Padiglione Grossisti del Mercato Coperto.

 

Ideata da Mimmo Totaro e Nazzarena Bortolaso, promossa e organizzata dall’Associazione ARTE&ARTE in collaborazione con il Comune di Como, dal 1991 Miniartextil porta a Como le visioni evocative e la creatività di grandi nomi dell’arte nazionale e internazionale e di giovani emergenti. La manifestazione ruota attorno all’esposizione di 54 opere di piccolo formato (20x20 cm), i minitessili da cui prende il nome, cui dal 1997 si affiancano installazioni site-specific e opere di grandi artisti.

 

In occasione di questa importante edizione, grazie alla collaborazione tra Fondazione Bortolaso – Totaro – Sponga, Comune di Como e Fondazione Alessandro Volta, Villa Olmo - splendida villa settecentesca e luogo centrale della vita culturale cittadina - ospita dal 30 gennaio al 9 maggio 2021, METAMORPHOSIS una mostra collettiva a cura di Paolo Bolpagni, Giovanni Berera e Sonia D’Alto, che raccoglie voci figlie di epoche, formazioni e origini culturali differenti, accomunate dal linguaggio del filo, della trama, del tessuto, dell’intreccio. In mostra, tra le altre, opere di: Jannis Kounellis, Slavs and Tatars, Marwa Arsanios, Nedko Solakov, Ariel Schlesinger e Jonathan Monk, Hans Peter Feldmann, Daniel Buren, Sheila Hicks.


giovedì 26 novembre 2020

LA PASTICCERIA SALATA MIGLIORE D'ITALIA È QUELLA DI PAOLO E ANDREA SACCHETTI DI PRATO

 



Pasticceria Nuovo Mondo, dopo aver ottenuto i riconoscimenti come Miglior pasticcere e Miglior colazione, conquista il Premio dedicato alla Miglior Pasticceria Salata, confermandosi tra le insegne più premiate d’Italia. 


La Guida Pasticceri e Pasticceria d’Italia del Gambero Rosso, punto di riferimento del settore pasticceria in Italia, sin dalla prima edizione ha attribuito il massimo riconoscimento al locale di Prato, tra le due insegne in tutta la Toscana ad avere oggi il massimo punteggio. Questa mattina in diretta streaming , oltre alle “Tre Torte” la Guida ha conferito il premio speciale dedicato alla “Miglior Pasticceria Salata” alla Pasticceria Nuovo Mondo dove Paolo Sacchetti da oltre 30 anni, affiancato adesso dal figlio Andrea, sforna ogni giorno per i suoi clienti la pasticceria italiana autentica, genuina e fresca.
 
La sfida che la situazione attuale ha posto a Paolo ed Andrea nel ripensare l’offerta della pasticceria, è stata raccolta con entusiasmo e vinta. Pasticceria Nuovo Mondo ha inaugurato a giugno il format “Aperitivo con Pasticceria”, a cui è stata dedicata un’ampia produzione di prelibatezze salate: finanziera al nero di seppia con spuma di robiola e pesce spada, sablè aromatizzato con oliva nera e arricchito con gelatina di pomodoro e ribes, crema alla mozzarella di bufala e caviale di oliva nera, il cannolo siciliano salato con ricotta del pastore e pistacchi tostati, sono solo alcune delle creazioni proposte da quest’anno dalla Pasticceria Nuovo Mondo. Il successo tra i clienti è stato immediato, a testimoniare che l’inserimento dell’entusiasmo e della modernità di Andrea Sacchetti in pasticceria si emulsiona perfettamente con l’esperienza e il rigore tecnico del padre Paolo.
 

15 Dicembre Presentazione del Rapporto ASviS su "I territori e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile"

 



Per la prima volta, l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile presenta una analisi sulla sostenibilità dei territori. L'evento di lancio del Rapporto I territori e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile si terrà online martedì 15 dicembre alle ore 11.00.   

Con la redazione di questo documento, l’ASviS mette a disposizione dei decisori e del pubblico in generale uno strumento che, attraverso indicatori statistici elementari e compositi, misura e analizza il posizionamento di regioni, province e città metropolitane, delle aree urbane e dei comuni, rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Il Rapporto rappresenta una modalità innovativa per comprendere se e in che misura le diverse aree del Paese si stanno muovendo su un sentiero orientato alla sostenibilità economica, sociale e ambientale, a soli 10 anni dalla scadenza fissata dal piano d’azione delle Nazioni Unite, firmato da 193 Paesi, Italia compresa.

Il testo arricchisce e integra l'analisi condotta nel Rapporto ASviS 2020 pubblicato l’8 ottobre in occasione della conclusione del Festival dello sviluppo sostenibile. Offrendo una base informativa unica, il documento intende stimolare quel processo di “territorializzazione dell’Agenda 2030” suggerito dall’Onu, dall’Ocse e dalla Commissione europea, proprio mentre il Governo sta elaborando il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) da finanziare con i fondi del Next Generation EU e si sta predisponendo l’accordo di partneriato per i fondi europei destinati ai diversi territori italiani.

Il Rapporto sui territori contiene anche un’analisi delle disuguaglianze territoriali in Italia, con particolare attenzione al Sud e alle aree interne, e presenta le proposte elaborate dall’ASviS alla luce delle linee guida del Pnrr per indirizzare il percorso di ripresa in una logica di sviluppo sostenibile. Inoltre, presenta casi concreti di buone pratiche messe in campo da attori istituzionali e non.

L’evento di presentazione vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali. Sarà possibile seguire la diretta streaming sui canali dell'Alleanza asvis.it e pagina Facebook e su ansa.it. 

Programma provvisorio

Le due Stelle continuano a illuminare La Madia di Pino Cuttaia

 La Guida Michelin 2021 rinnova le due Stelle al ristorante La Madia dello Chef Pino Cuttaia che dal 2009 continua a confermare la sua eccellenza.

 
Licata (AG), 26 novembre 2020 – La 66^ edizione della Guida Michelin vede lo Chef Pino Cuttaia e il suo ristorante La Madia di Licata ancora tra le migliori eccellenze ristorative d’Italia premiate con le due Stelle. In un anno di così grandi difficoltà per il settore la notizia contribuisce a dare fiducia e input positivi per un 2021 di ripartenza. E in attesa della riapertura, la cucina dello chef non si ferma e con uovodiseppia, il suo negozio-dispensa, continua la quotidiana produzione e vendita di prodotti take-away come pasta fresca e ripiena, pane, arancine, conserve e dolci per continuare a portare a casa l’eccellenza dei prodotti firmati e raccontati dallo Chef Pino Cuttaia.
 
“Un grazie sincero al mio team sempre al mio fianco con grande professionalità e alla mia affezionata clientela che sarò lietissimo di accogliere appena sarà possibile”.
 

L’atmosfera del Natale e i profumi della tradizione del Friuli Venezia Giulia arrivano anche a casa tua

 Villa Chiozza di Cervignano del Friuli, 26 novembre 2020 – Natale in Friuli Venezia Giulia, terra di presepi e dolci simbolo della tradizione di una regione di frontiera. Il periodo delle feste si avvicina e si accende l’atmosfera natalizia. Un Natale diverso, in un clima del tutto eccezionale per questo 2020, ma che porterà con sé il sapore della tradizione in alcune delle specialità che rendono unico il Friuli Venezia Giulia, soprattutto a tavola. I sapori, infatti, sono gli unici, oggi, a poter viaggiare e diverse aziende hanno deciso di promuovere la vendita online dei prodotti locali, per mantenere vivo il legame con il Friuli Venezia Giulia e come spunto originale per i regali natalizi. PromoTurismoFVG sostiene le realtà della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia che hanno intrapreso questo canale, come occasione per portare il nome dei brand regionali in giro per il mondo.

 

I dolci della tradizione

Il Natale è un’occasione per gustare prelibatezze figlie della tradizione che ogni anno vengono riproposte sulle tavole per assaporare gusti autentici e ricordi lontani. I dolci delle festività rappresentano un patrimonio culinario locale che in Friuli Venezia Giulia è spesso frutto di influenze multietniche, dai Balcani alla cucina mitteleuropea, passando per ricette antiche gelosamente custodite e tramandate di generazione in generazione.
Tra i dolci simbolo delle feste si distinguono gubana, presnitz e putizza, tre dolci da forno composti da paste arrotolate attorno ad un ricco e morbido ripieno a base di frutta secca, che si differenziano a seconda delle località essendo tradizione di aree geografiche diverse, anche se un tempo accomunate dall’appartenenza all’Impero Austroungarico.
La gubana, rappresentativa delle Valli del Natisone e Cividale, con una variante goriziana, è un dolce di pasta lievitata a forma di chiocciola e custodisce un ripieno che varia a seconda del laboratorio di produzione: ingredienti di base sono farina di frumento, zucchero, uva passa, uova, burro, noci, pinoli, vaniglia a cui si possono aggiungere biscotti o amaretti, grappa, slivovitz, liquori, distillati, cacao amaro in polvere, frutta candita, miele, mandorle e nocciole. Il presnitz è invece tipico di Trieste e Gorizia e si narra venne presentato per la prima volta durante la visita della giovane imperatrice Sissi a metà del XIX secolo a Trieste. La pasta sfoglia avvolge un ricco e morbido ripieno a base di frutta secca, tra noci, nocciole tostate, mandorle, pinoli, uvetta, marmellata di albicocche, cacao e rhum. Sempre tra Trieste e Gorizia viene prodotta infine la putizza, composta da uno strato di pasta lievitata (realizzata con gli ingredienti della pasta della gubana) e il ripieno del presnitz.
 

Turisti a casa, sapori in viaggio

PromoTurismoFVG continua a sostenere le attività che in questo periodo, caratterizzato dalle forti limitazioni negli spostamenti, promuovono la vendita dei prodotti locali. Mantenere i contatti e portare il nome del Friuli Venezia Giulia fuori dai confini nazionali ed esteri, anche incoraggiando i grandi brand dell’enogastronomia, è un’occasione per aumentare le opportunità di business dei prodotti della filiera, nonché l’intero territorio regionale. Tra le aziende della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia che offrono il servizio di vendita online per i dolci delle festività, per alcune realtà anche con l’acquisto di un solo prodotto, ci sono Dorbolò GubaneLa Gubana della NonnaAnjul - Antichi Sapori ModerniGubana VogrigPasticceria Mosaico/CocamboApicoltura F.lli ComaroAdelia di FantPasticceria Dolcevita.
 

I presepi, una storia senza tempo, al momento giusto

Le festività natalizie in Friuli Venezia Giulia non possono però fare a meno di un’altra grande tradizione, i presepi, che in tutto il territorio regionale rappresentano e rispecchiano la storia e la cultura di diversi territori e per il 2020 e a cavallo del 2021, quando sarà possibile, saranno numerosi, nonostante il periodo, gli esemplari da poter visitare in tutta la regione.
Dalla natività allestita in fondo al suggestivo lago di Cornino (nel comune di Forgaria) a quella di sabbia di Lignano Sabbiadoro fino a quelle della Carnia, tra Sutrio, con il suo celebre presepe di Teno che riproduce in miniatura gli usi e i costumi del paese, e Ravascletto, dove vengono esposte le rappresentazioni realizzate dai discendenti dei cramârs, i venditori ambulanti della Carnia tra il XVI e il XIX secolo. Una terra di storie e memorie il Friuli Venezia Giulia, che a Natale prendono vita anche grazie alla radicata tradizione dei presepi realizzati dalle Alpi scendendo fino al mare: anche quest’anno, nonostante la generale situazione di incertezza, sono numerose le rappresentazioni che regaleranno ad altrettante località la magia e la spiritualità del periodo natalizio.
Tra i presepi più celebri anche quello di Selz di Ronchi dei Legionari, un presepe in movimento con oltre 300 figure animate da un solo motore, quello dell’antico borgo medioevale di Polcenigo con decorazioni fatte da intrecci di midollino come vuole la tradizione di cestai del territorio ed i costumi della tradizione, per arrivare in laguna, con quello di Grado, in cui al posto delle capanne ci sono i casoni e dei pastorelli i pescatori.
Per conoscere tutte le offerte del Friuli Venezia Giulia nel periodo natalizio basta collegarsi al seguente link: www.turismofvg.it/offerte/pacchetti-turistici, mentre per scoprire tutti i presepi e la magia del Natale www.turismofvg.it/Events20.
A breve sarà anche attivo il sito www.presepifvg.it, con la mappa delle varie Natività chiamata GiroPresepi, realizzato dal Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell'Unione nazionale tra le Pro Loco d'Italia e con cui da anni PromoTurismoFVG ha attivato una proficua collaborazione anche proponendo le visite ai presepi ai tour operator e alle agenzie interessate al Friuli Venezia Giulia. Il sito sarà presentato, insieme agli altri eventi presepiali previsti nelle vetrine dei negozi di Codroipo e in municipio a Udine, online a inizio dicembre.

Beni Bischof Intensity Intensifies 5 Dicembre 2020 – 10 Gennaio 2021 Museo d'arte della Svizzera italiana, Lugano MASI | LAC A cura di Francesca Benini

 

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Beni Bischof, Videostill Intensity Intensifies, 2020 © 2020 Beni Bischof

Dal 5 Dicembre 2020 al 10 Gennaio 2021, il MASI Lugano presenta un’esposizione dedicata al giovane artista svizzero Beni Bischof. Con i video proiettati – uno dei quali, Intensity Intensifies, concepito appositamente in occasione della mostra – l’artista rielabora in modo eccentrico e stravagante il flusso di immagini della nostra quotidianità e della cultura di massa.

 

L’universo di immagini creato da Beni Bischof gioca con le banalità della vita quotidiana, che l’artista enfatizza e traspone nel suo linguaggio visivo, seguendo una strategia mediatica affine a quella pubblicitaria. Attraverso giochi di parole, ironia e simboli ambigui, Bischof pone il visitatore di fronte a opere paradossali, nate da pensieri spontanei su tematiche di attualità politica e sociale.

 

Punto di partenza per il suo acuto, divertente e a tratti inquietante lavoro, sono l’immaginario collettivo e i modelli popolari, che Bischof rielabora attraverso slittamenti di significato e manipolazioni tematiche. Indipendentemente dalla tecnica che decide di utilizzare - pittura, scultura, disegno, video o installazioni - Beni Bischof lavora sempre in modo impulsivo. Nelle sue opere, testi, immagini o oggetti che appartengono alla vita di tutti i giorni e alla cultura di massa sono riformulati in chiave nuova, eccentrica e stravagante, secondo una sua logica che fa affidamento sulla spontaneità e sull’intuizione, con cui finisce per svelare molte delle contraddizioni su cui spesso sono costruite le nostre certezze.

 

I video presentati sono composizioni di immagini tratte dal mondo della moda, da riviste a basso costo, patinate e di gossip, da annunci pubblicitari, ma anche dall’industria cinematografica, dal mondo della televisione e soprattutto da internet, inesauribile fonte di citazioni testuali e visive. In occasione della mostra al MASI, l’artista ha realizzato il nuovo video – Intensity Intensifies – nel quale ha composto una serie di GIF(immagini digitali animate) creati recentemente sui social media.

 

Con umorismo, a tratti cinico e spregiudicato, attraverso le sue opere Beni Bischof mostra uno spaccato della società contemporanea. Senza timore di essere sconveniente, l’artista suggerisce una riflessione su alcune, apparenti o concrete, insensatezze della società del consumo.

 
 

Beni Bischof, Videostill Disturb Reality, 2015 © 2020 Beni Bischof

Biografia

Le opere dell’artista svizzero Beni Bischof, classe 1976, sono state esposte in numerose mostre personali e di gruppo, e sono state premiate in diverse occasioni. Tra i riconoscimenti e le esposizioni si possono menzionare la borsa di studio Landis & Gyr di quest’anno, recente Jurypreis Skulpturen-Biennale Weiertal di Winterthur (2019); il Premio Manor St.Gallen (2015); il Swiss Art Awards (2009, 2010); la personale presso il Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam (2016); e le mostre di gruppo presso: MUDAC, Losanna (2018); Museum of Contemporary Art Detroit, US (2018); Hamburger Bahnhof, Museum für Gegenwart, Berlin (2016); Kunst Halle, San Gallo (2010). Nell’ambito della sua produzione, Beni Bischof conta anche l’autopubblicazione della rivista d’arte Lasermagazin (dal 2005), la pubblicazione del quaderno d’artista Psychobuch nel 2014, di Bambinel 2017, di Texte 1, 2, 3, 4 (Edition Patrick Frey, 2015, 2016, 2018, 2020) e di Rambo nel 2016 (Nieves Publishing).

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