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Sabato 30 maggio,
dalle 11.00 alle 20.00, i filari dell'Agricola Foradori a Mezzolombardo
si apriranno per ospitare il tradizionale appuntamento dei Vignaioli del
Trentino: una giornata pensata per staccare dalla routine quotidiana,
rilassarsi all'aria aperta e riscoprire il territorio a piedi nudi sull'erba.
L'atmosfera e il ritmo della
giornata saranno scanditi dalle selezioni musicali di Alle e Dj
Francesco Caltran.
I partecipanti avranno la
possibilità di comporre il proprio percorso di degustazione scegliendo tra
circa 100 etichette artigianali spillate e raccontate direttamente dai
produttori.
Ad accompagnare i calici ci
saranno le eccellenze gastronomiche di quattro partner d'eccezione, capaci di
soddisfare ogni preferenza alimentare: i lievitati e le pizze di Fermenti,
le specialità alla brace di Trentino BBQ, la cucina territoriale su
ruote dello Slow Truck di Paolo Betti e i gelati artigianali della Gelateria
3Valli.
L'iniziativa affonda le sue radici in una felice
tradizione francese: da anni, durante il fine settimana di Pentecoste, i Vignerons
Indépendants accolgono il pubblico nei propri vigneti per un “pique-nique”
informale e condiviso. La formula è tanto semplice quanto affascinante: gli
ospiti portano da casa la propria coperta e il pranzo al sacco, mentre le
cantine mettono a disposizione i propri vini. Un modo genuino per far
incontrare appassionati e curiosi con il mondo della viticoltura artigianale,
promuovendo il dialogo e la cultura del vino direttamente nei luoghi di
produzione.
Il Consorzio trentino ha importato questo format nel
2018, trasformandolo in un evento itinerante di grande successo che ha già
fatto tappa a Riva del Garda, Mezzacorona, Cavedine, Trento e Isera, approdando
quest'anno nel cuore di Mezzolombardo.
Il Consorzio trentino ha importato questo format nel
2018, trasformandolo in un evento itinerante di grande successo che ha già
fatto tappa a Riva del Garda, Mezzacorona, Cavedine, Trento e Isera, approdando
quest'anno nel cuore di Mezzolombardo.
La cornice di questa edizione è una delle realtà più
emblematiche e stimate della Piana Rotaliana. Nata nel 1901, l'Agricola
Foradori ha vissuto una profonda evoluzione produttiva e filosofica grazie
all'intuizione di Elisabetta Foradori, che a partire dagli anni '80 ha
ridato centralità e respiro internazionale al Teroldego Rotaliano. Oggi
l'azienda, gestita dai figli Emilio, Theo e Myrtha Zierock, rappresenta
un punto di riferimento mondiale per l'agricoltura biodinamica. Bandita la
chimica di sintesi sia in campagna che in cantina, la tenuta è celebre per le
sue vinificazioni lente e rispettose, spesso svolte in antiche giare d'argilla
(anfore), capaci di restituire nel calice vini vibranti, profondi e intimamente
legati al loro terroir.
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Orari: Dalle 11:00 alle 20:00.
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Come arrivare: Non è presente un parcheggio in
cantina. Si consiglia la bicicletta (ciclabile fino alla struttura con
parcheggio dedicato) o il treno (stazione Trento-Malé a pochissimi metri). In
auto, sosta consigliata all'Ex Campo Sportivo di Mezzolombardo (8 minuti a
piedi).
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Ingressi: 10 euro sul posto. Con la prenotazione online su
Eventbrite si ha diritto a un primo calice omaggio (le prenotazioni chiudono il
30 maggio alle 21:00). Gratuito sotto i 14 anni.
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Cauzione calice: 5,00 euro solo in contanti (POS
non accettato per la cauzione), interamente restituiti alla riconsegna del
bicchiere. Bancomat disponibile a poche centinaia di metri.
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Famiglie e animali: Spazio bimbi attivo con i
giochi e i laboratori della Scuola di Circo Oppetelà. I cani sono i benvenuti,
ma rigorosamente al guinzaglio.
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Cosa portare: Ricordarsi di portare da casa
la propria coperta da picnic ed eventuali ombrelloni, nel massimo rispetto
della pulizia del vigneto ospitante.
L’evento è organizzato dal Consorzio Vignaioli del
Trentino, si ringraziano per la la disponibilità della famiglia e dello
staff dell’azienda agricola Foradori.
Prenotazioni e informazioni:
vignaiolideltrentino.it/picnic2026
Torna a Venezia il progetto biennale internazionale dedicato al vetro contemporaneo
Oltre 50 artisti e designer internazionali invitati a esplorare il potenziale espressivo e trasformativo del vetro come medium artistico contemporaneo |
12 luglio – 22 novembre 2026 |
Venezia, 29 maggio 2026. Dopo l’ultima edizione veneziana del 2024, torna in laguna GLASSTRESS, il progetto internazionale ideato da Adriano Berengo nel 2009 come evento collaterale della Biennale di Venezia e oggi considerato uno dei principali appuntamenti dedicati alla sperimentazione contemporanea nel vetro. Dal 12 luglio al 22 novembre 2026, GLASSTRESS anima nuovamente Venezia con una nuova edizione diffusa tra lo storico Palazzo Ca’ Tron sul Canal Grande e la Fondazione Berengo Art Space di Murano, coinvolgendo oltre 50 artisti e designer internazionali invitati a confrontarsi con l’arte millenaria del vetro attraverso la collaborazione con i maestri vetrai di Berengo Studio. L’edizione 2026 di GLASSTRESS presenta nuove collaborazioni con oltre venti artisti al loro debutto nella mostra, molti dei quali lavorano con il vetro per la primissima volta, dando vita a sperimentazioni inedite. Sviluppata tra Murano e Venezia, la mostra dà vita a un percorso che attraversa pratiche e linguaggi diversi, dalla scultura alla performance, dal design all’installazione immersiva, esplorando il potenziale espressivo e trasformativo del vetro come medium artistico contemporaneo. In mostra saranno presentate le opere di Marina Abramović, Ai Weiwei, Manal Al Dowayan, Monira Al Qadiri, Allora & Calzadilla, Vanessa Beecroft, Monica Bonvicini, Stefano Cagol, Edoardo Callegari, María Magdalena Campos-Pons, Ornella Cardillo, Judy Chicago, Zheng Chongbin, Tony Cragg, Laura De Coninck, Ida Ekblad, David S. Eley, Leandro Erlich, Jan Fabre, Fariba Ferdosi, Christian Fogarolli, Massimiliano, Doriana e Lavinia Fuksas, Josepha Gasch-Muche, Gelitin, Abdulnasser Gharem, Fathi Hassan, Marlène Huissoud, Martin Janecký, Oda Jaune, e Wu Jian'an, Marya Kazoun, Karen LaMonte, Delaine Le Bas, Simone Mannino, Paul McCarthy, Yue Minjun, Serge Mouangue, Moataz Nasr, Adrian Paci, Cornelia Parker, Anne Peabody, Penzo+Fiore, Jaume Plensa, Laure Prouvost, Arne Quinze, Fatinha Ramos, Tobias Rehberger, Maria Roosen, Sterling Ruby, Thomas Schütte, Sean Scully, Marinella Senatore, Wael Shawky, Shan Shan Sheng, Chiharu Shiota, Koen Vanmechelen, Joana Vasconcelos, Ronald Ventura, Ernests Vītiņš, Ziping Wang, Rose Wylie, Erwin Wurm, Guan Xiao, Raed Yassin, Dustin Yellin, Sun Yitian e Qi Zhuo. Ideato da Adriano Berengo nel 2009 come evento collaterale ufficiale della Biennale di Venezia, GLASSTRESS ha contribuito in modo decisivo a ridefinire il ruolo del vetro nel panorama artistico contemporaneo internazionale, invitando artisti spesso privi di precedenti esperienze con questo medium a confrontarsi con le possibilità tecniche ed espressive della tradizione muranese. Nel corso degli anni, il progetto ha dato vita a mostre in collaborazione con importanti musei e istituzioni internazionali, tra cui il Boca Raton Museum of Art, il London College of Fashion, il Millesgården Museum di Stoccolma e il Museum of Arts and Design di New York, coinvolgendo artisti premiati e figure centrali della scena contemporanea quali Mark Bradford, Karen LaMonte, Cornelia Parker, Joyce J. Scott, e Laure Prouvost. Con GLASSTRESS 2026, Fondazione Berengo rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del vetro come linguaggio aperto alla ricerca contemporanea, capace di connettere la tradizione artigianale veneziana con le più avanzate pratiche artistiche internazionali. |
La Fondazione Berengo nasce come punto di riferimento istituzionale per l’introduzione del vetro nel mondo dell’arte contemporanea. Estensione della visione originale di Adriano Berengo, iniziata nel suo studio di Murano nel 1989, la fondazione si impegna a fornire una piattaforma per rivitalizzare le secolari tradizioni del vetro veneziano, promuovendo al contempo una vivace comunità di artisti contemporanei attraverso collaborazioni e partnership innovative. Con sede a Palazzo Cavalli-Franchetti, nel cuore di Venezia, la Fondazione ha inaugurato nel 2009 l'acclamata mostra Glasstress, nata come evento collaterale della Biennale di Venezia e ospitata nello storico Palazzo per cinque edizioni consecutive. Grazie al suo successo, Glasstress è diventata una mostra itinerante presentata a Riga, Stoccolma, New York, Beirut, Londra e nel 2015 realizzata in collaborazione con il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo. Berengo Studio è una delle principali fornaci creative del vetro a livello mondiale. Fondato nel 1989 da Adriano Berengo, lo Studio è specializzato nella collaborazione con artisti contemporanei per la realizzazione di opere d'arte in vetro. Ispirato dalla Fucina degli Angeli di Egidio Costantini, che negli anni '60 permise ad artisti come Picasso, Chagall e Cocteau di lavorare con il vetro, Berengo decise di portare avanti questa visione di collaborazione creativa. Da un lato, riconosce il grande potenziale del vetro come mezzo artistico; dall'altro, è consapevole di quanto sia difficile per gli artisti contemporanei accedere a una materia così complessa. Berengo Studio ha quindi aperto le porte della fornace, creando uno spazio in cui gli artisti possono pensare e lavorare in vetro. |
| Sala del Camino. ph.Matteo de Mayda; Galleria di Piazza San Marco. ph.Giulia Nascimbeni; Palazzetto Tito ph.Giorgio Bombieri; Palazzetto Tito ph.Giorgio Bombieri |
Venezia, 29 maggio 2026 – A conclusione del mandato 2016–2026, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Bevilacqua La Masa, presieduto dal Prof. Bruno Bernardi, restituisce un quadro complessivo del lavoro svolto in questi dieci anni insieme allo staff della Fondazione, evidenziando un percorso che ha profondamente rafforzato e trasformato l’Istituzione nel segno della crescita, dell’internazionalizzazione e del sostegno concreto alle nuove generazioni artistiche.
In un decennio segnato da importanti cambiamenti nel sistema culturale contemporaneo, la Fondazione ha consolidato la propria identità storica di luogo dedicato alla formazione, alla produzione e all’accompagnamento professionale dei giovani artisti, ampliando al tempo stesso la propria capacità di dialogo con reti, istituzioni e interlocutori nazionali e internazionali.
Uno dei risultati più significativi riguarda il sistema degli atelier. Nel 2016 la Fondazione disponeva di 12 studi attivi, poiché due atelier necessitavano di interventi di recupero prima di poter essere nuovamente assegnati. Nel corso del mandato, gli spazi sono stati restaurati e ripristinati, mentre ulteriori dieci atelier sono stati attivati grazie all’accordo con la Fondazione Musei Civici Venezia presso l’Emeroteca dell’Arte di Mestre, struttura che oggi ospita anche collettivi artistici e pratiche contemporanee condivise.
L’intero sistema degli atelier è stato ampliato, migliorato e consolidato sotto il profilo strutturale e gestionale, grazie anche al lavoro costante di manutenzione e coordinamento seguito da Monica Folin e dallo staff tecnico della Fondazione.
Parallelamente, sul fronte degli atelier, è cresciuto in maniera significativa anche l’interesse verso i bandi indetti dalla Fondazione: dai 22 candidati del 2016 si è arrivati ai 132 partecipanti dell’ultimo bando, dato che testimonia la crescente attrattività della proposta Bevilacqua La Masa, fondata su studi, formazione, relazioni professionali, scambi internazionali e accompagnamento curatoriale.
Nel corso del secondo mandato del CdA, dal gennaio 2023 a oggi, la Fondazione ha inoltre realizzato 47 mostre, 62 eventi e 6 periodi di residenza per artisti e critici.
In particolare, negli ultimi quattro anni e mezzo le attività espositive della Fondazione hanno generato circa un milione di euro di entrate proprie:
● 103 mila euro nel 2022
● 167 mila euro nel 2023
● 364 mila euro nel 2024
● 182 mila euro nel 2025
● 183 mila euro nei primi mesi del 2026
Risorse che hanno permesso di finanziare programmi di viaggio e permanenza all’estero per gli assegnatari degli atelier, scambi internazionali, partecipazioni fieristiche, attività curatoriale dedicata e, più recentemente, anche un servizio professionale di comunicazione, testimoniando una progressiva crescita della capacità progettuale e operativa della Fondazione.
Sempre sul fronte della programmazione espositiva, parte integrante dell’identità dell’Istituzione, l’impegno della Fondazione si è consolidato, rafforzando il proprio ruolo di piattaforma attiva di confronto tra artisti, curatori, gallerie e istituzioni internazionali. Curatori come Milovan Farronato hanno continuato a collaborare con la Fondazione anche negli ultimi anni, presentando progetti dedicati ad artisti come Guglielmo Castelli, Patricia Leite e Giangiacomo Rossetti, con il sostegno di realtà internazionali quali Mendes Wood DM, Rodeo e Thomas Dane Gallery.
Nel corso del mandato la Fondazione ha sviluppato collaborazioni con numerose gallerie e istituzioni internazionali, considerate come strumenti di crescita professionale e apertura di opportunità per gli artisti coinvolti.
Tra queste si ricordano Galleria Contini, Saatchi Yates, Museum of Latin American Art di Long Beach e Tornabuoni Art di Parigi, con le quali sono stati realizzati progetti come Captcha 2826 di Pascal Sender, la mostra in Piazza dedicata a Betsabeé Romero e il recente progetto Picasso, Morandi, Parmiggiani. Still Lifes, con la partecipazione del Musée Picasso e il sostegno operativo della Fondazione Musei Civici Venezia.
Tra i progetti più rilevanti del mandato vi è il lavoro di ricostruzione e recupero della Collezione Bevilacqua La Masa, coordinato in particolare da Claudio Donadel.
La Fondazione ha infatti avviato un complesso processo di inventariazione e recupero delle opere storicamente acquisite attraverso premi d’acquisto e rimaste per anni presso gli artisti. Un lavoro delicato che ha consentito di restituire alla collettività un patrimonio fondamentale per la ricostruzione di oltre un secolo di vicende artistiche legate alla città di Venezia e alla storia stessa della Fondazione.
La Collezione è stata inoltre presentata per la prima volta fuori Venezia, con una mostra a cura di Stefano Coletto, presso il Museo Ettore Fico di Torino, e troverà prossimamente una nuova collocazione presso la sede dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca.
Nel corso del mandato la Fondazione ha inoltre rafforzato significativamente il proprio profilo europeo attraverso programmi come CreArt e PAC – Piano per l’Arte Contemporanea.
Grazie al lavoro dello staff – in particolare di Matilde Ferrarin, Stefano Coletto, Chiara Toso e Immacolata Ponticiello – la Fondazione è diventata capofila di progetti internazionali e interlocutore stabile all’interno di reti europee dedicate alla mobilità, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea, attivando anche collaborazioni come quella con la Fundación Bilbao Arte, che hanno contribuito ad ampliare concretamente le opportunità offerte ai giovani artisti in residenza.
Dalla partecipazione ai bandi CreArt e PAC sono stati ottenuti:
● 86 mila euro nel 2023
● 143 mila euro nel 2024
● 102 mila euro nel 2025
● 106 mila euro nella prima metà del 2026
Dal 2022 la Fondazione partecipa inoltre ad Arte Fiera con uno stand dedicato ai giovani artisti assegnatari degli atelier. La qualità del progetto ha portato la manifestazione a raddoppiare gratuitamente lo spazio concesso alla Fondazione, arrivando a 32 metri quadrati nelle ultime due edizioni.
Un’iniziativa che rappresenta un’importante occasione di confronto professionale per i giovani artisti, e che li accompagna nel dialogo con il sistema dell’arte contemporanea in un contesto protetto ma concreto.
Parallelamente allo sviluppo dei diversi ambiti di attività, i bilanci della Fondazione hanno chiuso in utile in tutti gli esercizi, ad eccezione di uno, confermando una gestione orientata all’incremento delle risorse pubbliche anche sotto il profilo economico.
Il lavoro svolto nel decennio 2016–2026 ha trasformato dunque la Fondazione Bevilacqua La Masa in un’istituzione più aperta, strutturata e capace di dialogare con il contesto nazionale e internazionale, rafforzando al tempo stesso la propria missione storica di sostegno ai giovani artisti.
Il Consiglio di Amministrazione desidera ringraziare tutto lo staff della Fondazione, i collaboratori – e tra questi Umberto Marzola, che anche da pensionato frequenta la nostra sede – i partner istituzionali e privati, i curatori, gli artisti e le realtà che in questi anni hanno contribuito alla crescita dell’Istituzione, nella convinzione che il patrimonio più importante costruito in questo decennio sia rappresentato dalla credibilità, dalle relazioni e dalle opportunità generate per le nuove generazioni.
Fondazione Bevilacqua La Masa
2016-2021
Direttore Amministrativo
Michele Cas
arin
Consiglio di Amministrazione
Bruno Bernardi, Presidente
Valentina Farolfi, Consigliera
Roberto Zamberlan, Consigliere
2021-2026
Direttore Amministrativo
Michele Casarin
Consiglio di Amministrazione
Bruno Bernardi, Presidente
Marina Bastianello, Consigliera
Roberto Zamberlan, Consigliere
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