mercoledì 4 marzo 2026

Radio GAMeC - Pedagogy of Hope Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia

 


La nuova stagione di Radio GAMeC, Pedagogy of Hope, a cura di Lorenzo Giusti e Lara Facco, è Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia (pre-apertura 6-8 maggio 2026; apertura al pubblico da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2026).

 

Da martedì 5 a domenica 10 maggio, sarà in onda dagli spazi di Radio Vanessa, storica radio veneziana che trasmette in FM dal centro storico, tra Arsenale e Giardini.

 

La programmazione proseguirà online fino al 22 novembre sul sito di Radio GAMeC e sui canali dedicati al progetto.

 



 

www.gamec.it


Riparte Radio GAMeC, la piattaforma digitale della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo nata nel 2020 in risposta al lockdown e riconosciuta a livello internazionale come modello innovativo di pratica museale.

 

Per la sua settima edizione, Radio GAMeC approda a Venezia come Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, presentando Pedagogy of Hope.

 

Il titolo del progetto riprende quello della programmazione 2026 del museo – dedicata all’educazione come pratica di libertà e trasformazione – condividendone temi e obiettivi attraverso una rilettura della piattaforma radiofonica come dispositivo di ascolto e strumento di apprendimento critico e partecipato.

 

Concepita fin dalla sua costituzione come archivio digitale di voci, riflessioni e immaginari, Radio GAMeC riparte da Venezia in forma di emittente temporanea: da martedì 5 a domenica 10 maggio, durante la settimana di opening della Biennale Arte 2026, Pedagogy of Hope sarà in onda dagli spazi di Radio Vanessa, storica radio libera cittadina fondata clandestinamente nel 1978 e unica a trasmettere ancora oggi in FM dal centro storico, tra l’Arsenale e i Giardini.

 

La sede “fisica” di Pedagogy of Hope sarà aperta al pubblico come spazio di ascolto, incontro e partecipazione, combinando la fruizione in presenza con la trasmissione in FM sulle frequenze di Radio Vanessa e in streaming sul sito e sui canali dedicati al progetto. I contenuti saranno poi archiviati online e resi disponibili come patrimonio pubblico accessibile a tutti.

 

Le riflessioni da cui prende avvio il nuovo ciclo si fondano sullo stesso orizzonte teorico che orienta la programmazione 2026 del museo, ispirata agli studi del pedagogista brasiliano Paulo Freire e dei quali propone una rilettura e un’attualizzazione. Oggi è necessario interrogarsi su quali conoscenze e competenze siano indispensabili per comprendere e trasformare la realtà contemporanea, così come su quali pratiche educative possano favorire autonomia e pensiero critico in un contesto di conflitto allargato e in cui algoritmi e flussi digitali orientano in modo sempre più automatico i processi di apprendimento.

Centrale sarà anche la riflessione su come i processi dialogici possano integrarsi con l’expertise disciplinare delle istituzioni culturali. Si tratta, in altre parole, di chiarire cosa significhi educare oggi e attraverso quali strumenti.

 

Pedagogy of Hope valorizzerà in particolare prospettive decentralizzate e forme di conoscenza non egemoniche, ponendole in dialogo con il tema della Biennale Arte 2026, In Minor Keys, ideato da Koyo Kouoh (1967-2025). Le “chiavi minori” diventano così non solo un riferimento tematico, ma un approccio pedagogico capace di interrogare il presente e aprire spazi di immaginazione e speranza.

 

Il palinsesto sarà sviluppato come un processo aperto e dinamico, costruito progressivamente attraverso incontri e relazioni nate nel corso della Biennale Arte 2026 e successivamente. La programmazione si articolerà in una serie di conversazioni con artisti, curatori, pedagogisti, attivisti, ricercatori e professionisti provenienti da ambiti disciplinari differenti, con l’obiettivo di attivare un confronto ampio e trasversale sui temi al centro del progetto.

 

Dopo la settimana inaugurale, la programmazione di Radio GAMeC proseguirà fino al 22 novembre, data di chiusura della Biennale Arte 2026, con appuntamenti online disponibili sul sito radio.gamec.it e sui canali dedicati al progetto.

 

Le trasmissioni digitali non costituiranno solo un’estensione temporale dell’attività in presenza, ma forniranno l’occasione per consolidare e ampliare un archivio orale dell’apprendimento, accogliendo nuove voci, esperienze e riflessioni emerse nel corso della manifestazione.

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VIVA EL TOUR Viva El Futbol live

 




TAM TEATRO ARCIMBOLDI MILANO

Lunedì 16 marzo 2026

 

 

Viva El Tour è il nuovo progetto live di Viva El Futbol, il celebre podcast condotto da Lele Adani, Antonio Cassano e Nicola Ventola pensato per portare il talk sportivo fuori dagli schermi e dentro i teatri più iconici d’Italia. Viva El Tour sarà in scena al TAM Teatro Arcimboldi Milano il 16 marzo 2025.

 

Un format che unisce il linguaggio del teatro e la passione per il calcio, con una narrazione originale affidata alla voce fuori campo di Corrado Tedeschi. Il risultato è un’esperienza dal vivo unica, coinvolgente e ricca di contaminazioni culturali.

Il tour prevede sei tappe in città chiave come Napoli, Torino, Catania, Bari, Roma e Firenze, con appuntamenti che trasformano i teatri in luoghi di dialogo e spettacolo.

 

Il Talk Live a Teatro, ispirato ai video-podcast ma arricchito da un ritmo teatrale proporrà diverse serate con puntate tematiche, ospiti dal mondo sportivo e pop, momenti di Q&A e il coinvolgimento diretto del pubblico, che diventa parte viva della scena.

 

Non un semplice evento, ma un’esperienza che mette al centro la community e sperimenta nuove forme di racconto sportivo, intrecciando calcio, cultura, musica, arte e intrattenimento.

Viva El Tour rafforza l’identità di Viva El Futbol come realtà editoriale capace di dialogare con nuove generazioni e nuovi pubblici, mescolando linguaggi, formati e territori.

 

Lo show è prodotto da Skyline S.r.l.

 

 

TAM - TEATRO ARCIMBOLDI MILANO

Viale dell’Innovazione 20 – Milano

Infoline:   mail: boxoffice@teatroarcimboldi.it

            website: www.teatroarcimboldi.it

            facebook: www.facebook.com/teatroarcimboldimilano

            instagram: www.instagram.com/teatroarcimboldimilano

 

BIGLIETTERIA:

-     da lunedì a venerdì dalle 14 alle 18

 

VIVA EL FUTBOL

Lunedì 16 marzo 2026

 

BIGLIETTI

Platea Bassa Gold       € 50,00 + prevendita

Platea Bassa                 € 40,00 + prevendita

Platea Alta             € 40,00 + prevendita

I Galleria              € 30,00 + prevendita

II Galleria             € 30,00 + prevendita

 

Sono attive riduzioni per possessori TamTogether, over 65, under 14, gruppi. 

 

PREVENDITE

Biglietti disponibili su

Biglietteria TAM: https://teatroarcimboldi.eventim-inhouse.it

TICKETONE:  www.ticketone.it

 

INFOLINE E PRENOTAZIONI GRUPPI E SCUOLE

Per informazioni scrivere a: boxoffice@teatroarcimboldi.it

Per prenotazione gruppi (10+ persone) scrivere a: gruppi@teatroarcimboldi.it

Oppure, per eventi selezionati, contattare l’ufficio gruppi autorizzato

Grattacielo: prenotazioni@grattacielo.net – tel.  329.7869658 / 329.0945756


Nalini Malani – Of Woman Born Kiran Nadar Museum of Art

 

NUOVE RICERCHE ARCHEOLOGICHE A CIVIDATE CAMUNO

 

Aldo Cazzullo IL GENIO ITALIANO

 

DA DOMANI APRE AL PUBBLICO LA MOSTRA "ROBERT DOISNEAU"

 


 Dal 5 marzo al 19 luglio 2026, il Museo del Genio di Roma ospita una straordinaria mostra dedicata a Robert Doisneau, uno dei più grandi maestri della fotografia mondiale.

Robert Doisneau (1912–1994) ha raccontato come nessun altro la vita quotidiana di Parigi – operai, bambini, innamorati, bistrot e strade di periferia – con poesia e ironia, trasformando scene semplici in immagini eterne.

La sua fotografia più celebre, Le Baiser de l’Hôtel de Ville (1950), è diventata un’icona universale dell’amore e della città di Parigi.

La mostra, con oltre 140 scatti iconici, percorre tutta la sua carriera e trasporta i visitatori in un meraviglioso universo fatto di piccoli istanti di felicità, momenti semplici della vita che hanno dentro di sé l’eternità.

Arthemisia, in collaborazione l’Esercito Italiano e Difesa Servizi, con questa seconda mostra prosegue nel rilancio di uno degli edifici più straordinari della Città di Roma, il Museo del Genio.




5 marzo 
 19 luglio 2026
Museo del Genio, Roma

Dal 5 marzo al 19 luglio 2026 il Museo del Genio di Roma ospita la grande mostra “ROBERT DOISNEAU”, dedicata a uno dei fotografi più amati del Novecento. Un viaggio emozionante attraverso immagini che hanno saputo raccontare la vita con ironia, tenerezza e profonda umanità.

La mostra, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma, è curata dall’Atelier Robert Doisneau e Gabriele Accornero, ed è prodotta e organizzata da Arthemisia.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Arthemisia e Ministero della DifesaEsercito Italiano e Difesa Servizi, società in house del Ministero della Difesa che ha avviato un importante percorso di valorizzazione dei Musei Militari aprendoli al grande pubblico attraverso iniziative culturali, per promuovere e rendere accessibile a tutti l’immenso patrimonio storico – artistico della Difesa.

Il progetto, in collaborazione con Bridgeconsultingpro, è realizzato in partnership con Fondazione Terzo Pilastro Internazionale e Poema e vede come sponsor Generali Italia con il programma Generali Valore Cultura.

Nato a Gentilly nel 1912, Robert Doisneau è stato uno dei principali esponenti della cosiddetta fotografia umanista francese. Con il suo inconfondibile bianco e nero ha immortalato scene quotidiane, gesti spontanei e momenti fugaci, trasformandoli in immagini senza tempo.
Protagonista della mostra è la celeberrima foto “Le baiser de l’Hôtel de Ville” (1950), divenuta simbolo universale di amore e libertà, ma anche scatti iconici come “Un chien à roulettes” (1977), “La concierge aux lunettes” (1945) e “L’information scolaire” (1956) concorrono a raccontare la storia di un fotografo straordinario, amatissimo dal pubblico per la sua capacità di rendere eterni i piccoli momenti della vita quotidiana. 

La mostra, con oltre 140 scatti, ripercorre l’intera carriera di Doisneau, dagli esordi degli anni Trenta fino alle opere più mature. Fotografie di strada, ritratti, giochi di bambini, piccoli istanti della vita di tutti i giorni e straordinari scorci parigini compongono un racconto visivo meraviglioso e coinvolgente.

Attraverso immagini poetiche e spesso ironiche, Doisneau ci invita a osservare il mondo con occhi curiosi e sensibili, trovando bellezza anche nei gesti più semplici. La mostra al Museo del Genio è un’occasione per riscoprire un maestro della fotografia: con il suo sguardo “laterale”, mai invadente, osserva Parigi e i suoi abitanti con discrezione, cogliendo attimi quotidiani senza forzarli. Non cerca l’effetto, ma la verità di un momento. Nelle sue immagini prende forma il mondo come avrebbe voluto che fosse: più umano, più gentile, più attento agli altri.
Dietro questa apparente leggerezza si cela una tensione più profonda. Doisneau raccontava di fotografare come in una “battaglia contro l’idea che siamo destinati a scomparire”. Ogni scatto diventa così un modo per fermare il tempo, per custodire ciò che è fragile e passa in fretta. La fotografia, per lui, è un gesto semplice ma potente: trattenere la vita, anche solo per un istante.

Accanto alla vita quotidiana e agli sconosciuti protagonisti della strada, Doisneau ha saputo ritrarre anche alcuni grandi nomi del Novecento, restituendoli con lo stesso sguardo partecipe e umano. Davanti al suo obiettivo sono passati artisti, intellettuali e icone: da Pablo Picasso ad Alberto Giacometti, da Jean Cocteau a Fernand Léger e Georges Braque, fino a figure del cinema e della moda come Brigitte Bardot, Elsa Schiaparelli e Juliette Binoche. Anche nei confronti di personalità così celebri, Doisneau non cerca mai la celebrazione retorica: li ritrae nel gesto quotidiano, cogliendone la dimensione più autentica. Ed è proprio questa capacità di trovare verità e poesia nei gesti più semplici che trova la sua espressione più alta nell’immagine destinata a diventare il simbolo stesso di Parigi.

Un bacio diventato leggenda
Il 9 marzo 1950, durante un reportage commissionato dalla rivista americana Life sugli innamorati parigini, Robert Doisneau si trovava nei pressi dell’Hôtel de Ville. L’obiettivo era raccontare l’amore nella Parigi del dopoguerra: una città che tornava a vivere, a sorridere, a respirare leggerezza.
Tra il via vai dei passanti e i tavolini dei caffè, Doisneau mise in scena un gesto semplice e universale: il bacio di due giovani innamorati: due studenti di teatro, Françoise Bornet e Jacques Carteaud. Non si trattò di uno scatto rubato, ma di una scena ricreata con naturalezza per restituire l’essenza di un momento autentico. La composizione è ordinata e armoniosa: i due protagonisti emergono in primo piano mentre la città, leggermente sfocata, continua a scorrere attorno a loro. Intimità e spazio pubblico si fondono in un equilibrio perfetto.
Pubblicata nel 1950 in piccolo formato all’interno del servizio di Life, la fotografia non divenne immediatamente un’icona. La sua consacrazione arrivò soprattutto dagli anni Settanta, quando la demolizione delle Halles segnò simbolicamente la fine di un’epoca e le immagini della Parigi del dopoguerra acquistarono un valore nuovo, quasi nostalgico. Le Baiser de l’Hôtel de Ville iniziò allora a essere riprodotto in poster, cartoline e libri, trasformandosi in una delle fotografie più riconoscibili del Novecento e nel simbolo stesso della “Parigi dell’amore”.
Negli anni Novanta l’immagine fu al centro di una complessa vicenda giudiziaria legata ai diritti dei soggetti ritratti, un caso che contribuì a definire in modo più chiaro il rapporto tra fotografia, notorietà pubblica e diritto all’immagine. Anche questa pagina della sua storia ha finito per rafforzarne il mito, consolidando definitivamente il Bacio come icona globale della fotografia.

Arthemisia propone questo affascinante viaggio tra gli scatti di Robert Doisneau in un anno speciale per la storia della fotografia: era infatti il 1826 quando Joseph Nicéphore Niépce realizza la prima fotografia della storia, nota come "Vista dalla finestra a Le Gras". Oggi si ricordano quindi i 200 anni dalla nascita della fotografia come mezzo espressivo e documentario. In questo contesto, l’esposizione offre l’opportunità di riscoprire la visione di un maestro che ha saputo trasformare il quotidiano in poesia visiva, dimostrando quanto la fotografia possa catturare emozioni universali e raccontare storie senza tempo. Attraverso i suoi scatti, il pubblico potrà apprezzare il ruolo centrale della fotografia nel raccontare la società e nello stimolare curiosità e riflessione artistica.

La mostra si inserisce inoltre nelle celebrazioni del 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, sancito il 30 gennaio 1956 come simbolo di amicizia, cooperazione e valori comuni all’interno del contesto europeo. Un legame che, rinnovato e consolidato nel tempo, testimonia come le due città abbiano condiviso progetti culturali, scambi artistici e iniziative pubbliche, promuovendo il dialogo e la collaborazione tra le comunità. In questo scenario, l’esposizione di Doisneau diventa un’occasione privilegiata per rafforzare ancora una volta la connessione culturale tra le due capitali.

L’esposizione vede come mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale e Atac e radio partner Dimensione Suono Soft.