La seconda edizione nasce con un obiettivo preciso: spostare il confronto dalla lettura della crisi alla definizione di priorità strategiche per il futuro della filiera. Se il vino italiano resta uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy, la qualità produttiva non è più sufficiente da sola a garantire la competitività internazionale. Oggi il posizionamento delle imprese dipende anche da scala organizzativa, solidità economico-finanziaria, capacità commerciale, abilità nell’interpretare i dati e chiarezza nel rapporto con i consumatori. Imprese, manager, analisti ed esperti del settore vitivinicolo esamineranno le principali trasformazioni che stanno ridisegnando il comparto: dalla pressione sui margini all’accesso ai mercati internazionali, fino all’evoluzione dei canali distributivi, del capitale umano e delle nuove modalità di consumo.
Tra i panelist figurano Edoardo Freddi, CEO di FreedL Group, Pierluigi Catello, Executive Manager Food & Wine Industry e Head Hunter di Michael Page, Luca Castagnetti, Dottore Commercialista di Studio Impresa, Riccardo Cotarella, Presidente di Assoenologi, Lavinia Furlani, Presidente di Wine Meridian, Federico Giotto, CEO di GiottoConsulting, Stevie Kim, Managing Partner di Vinitaly, Francesco Magro, CEO e Co-Founder di Winelivery, Alessandro Mutinelli, Presidente e AD di Italian Wine Brands, Ettore Nicoletto, Wine Industry Expert, e Denis Pantini, Responsabile di Nomisma Wine Monitor.
A differenza di un convegno tradizionale, Envisioning2035 adotterà un format basato su dialoghi guidati. Fabio Piccoli, direttore responsabile di Wine Meridian, modererà confronti tra coppie di interlocutori chiamati a leggere lo stesso tema da prospettive diverse: impresa e analisi di mercato, prodotto e governance, export e retail internazionale, enoturismo e capitale umano, dati di consumo e comunicazione. L’obiettivo è fare emergere le tensioni reali che attraversano la filiera, superando letture puramente celebrative e soluzioni preconfezionate, per restituire una fotografia più aderente alle dinamiche del settore. Il valore dell’incontro risiede nella possibilità di mettere a confronto esperienze imprenditoriali, letture economiche e visioni di mercato, con un approccio pensato per interessare sia la stampa specializzata sia i media economici attenti all’evoluzione delle filiere del Made in Italy.
“Il vino italiano sta entrando in una fase in cui la competizione non si gioca più soltanto sulla qualità del prodotto, ma sulla capacità di leggere e presidiare mercati sempre più complessi e frammentati. Oggi fanno la differenza i modelli commerciali, la struttura delle imprese e la velocità con cui si riesce ad adattare l’offerta ai cambiamenti dei consumi internazionali – dichiara Edoardo Freddi –. Envisioning2035 nasce per questo: mettere a confronto esperienze e visioni diverse su ciò che sta realmente cambiando nella filiera, oltre le narrazioni consolidate e con un focus concreto sulle scelte strategiche che determineranno la competitività del settore nei prossimi anni”.
Envisioning2035 si propone quindi come una piattaforma di lavoro sul futuro del sistema vitivinicolo italiano. Non un momento celebrativo, ma un osservatorio sulle trasformazioni strutturali della filiera: dalla cantina al mercato, dal prodotto al consumatore, dalla narrazione territoriale alla capacità di costruire modelli d’impresa più solidi, leggibili e adatti ai prossimi dieci anni.
Quando: giovedì 4 giugno 2026
Dove: Terrazza Belvedere, Palazzo Regione Lombardia, Milano
Accesso: riservato a operatori del settore e stampa, in presenza o in streaming previa iscrizione
Per info e iscrizioni: www.envisioning.wine
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