venerdì 5 giugno 2026

Dal 13 al 27 giugno 2026: ultimi 3 seminari di degustazione sui grandi vini di Langhe, Roero e Doglianese

 

I territori di Langhe e Roero si raccontano attraverso il vino: a giugno 2026 si terranno gli ultimi tre incontri di degustazione e approfondimento pensati per offrire ai turisti e agli appassionati un’esperienza di conoscenza autentica e coinvolgente delle grandi denominazioni del territorio.

Incontri di circa un’ora e mezza, programmati il sabato pomeriggio, in cui degustazione e narrazione si intrecciano. Il format prevede infatti un dialogo tra un relatore locale e un ospite esterno, selezionato tra autorevoli giornalisti, comunicatori e divulgatori del vino, per costruire un racconto accessibile, dinamico e ricco di spunti.

L’obiettivo è quello di proporre non solo una degustazione, ma un vero momento di confronto e di racconto: storie di territori, di suoli, di annate e di stili produttivi, accompagnate dalla degustazione dei vini e dal contributo diretto dei produttori coinvolti.

PROGRAMMA

Gli appuntamenti saranno ospitati in luoghi simbolo della cultura del vino nelle Langhe e nel Roero, come le Enoteche Regionali e le Cantine Comunali:

Sabato 13 giugno 2026, ore 16.00 Enoteca Regionale del Roero 
Roero: identità, suoli e stile
Dialogo tra Sandro Minella e Francesco Saverio Russo
Costo: € 25,00

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Sabato 20 giugno 2026, ore 16.00 Bottega del vino di Dogliani
Il ruolo dell’affinamento nella definizione dello stile del Dogliani
Dialogo tra Mauro Carosso e Roberto Marro
Costo: € 20,00

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Sabato 27 giugno 2026, ore 16.00 Enoteca Regionale Colline del Moscato d’Asti
Aromaticità e identità: il Moscato dolce e secco
Dialogo tra Martina Doglio Cotto e Adua Villa
Costo: € 20,00

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Vini dell'Elba: Arrighi e le sue etichette ad Eustachiora

 



Torna la degustazione itinerante di Eustachiora nella settimana dall'8 al 16 Giugno c.m.

 

Tra le zone vitivinicole vocate della Toscana c'è sicuramente (con una tradizione secolare) l'Isola d'Elba,che tra brezze marine e la macchia mediterranea rivela dei vini particolarmente espressivi.

 

Dall’8 al 16 giugno, EustachiORA dedica la nuova degustazione itinerante all’Azienda Agricola Arrighi, storica realtà vitivinicola elbana che da oltre cento anni intreccia tradizione familiare, ricerca e sperimentazione.

Un percorso, che attraversa tre generazioni e che oggi vede Antonio Arrighi guidare l’azienda insieme alle figlie Giulia e Ilaria, continuando a raccontare l’Elba attraverso vini profondamente legati al territorio. “Con me l’attività enologica è diventata centrale, per passione, per amore dell’Isola d’Elba e della sua incredibile biodiversità”, racconta Antonio.

 

La storia dell’azienda inizia nel 1920, quando Antonio Arrighi e Dina Gavassa uniscono i propri terreni dando vita all’attuale azienda agricola. Per gran parte del Novecento il vino resta legato all’attività alberghiera di famiglia, servito agli ospiti degli hotel dell’Elba. Sarà dagli anni ’90 che la viticoltura diventerà il cuore pulsante del progetto, grazie anche alla collaborazione con il Centro di Ricerca per la Viticoltura di Arezzo e a una continua attività di sperimentazione.

 

Oggi Arrighi coltiva circa 8 ettari di vigneti affacciati sul mare, su terreni ricchi di ferro, argilla e minerali, dove convivono vitigni autoctoni elbani e varietà selezionate negli anni per adattarsi al clima dell’isola: il risultato sono dei vini sapidi, minerali ed intensi.


Negli anni l’azienda è diventata anche un punto di riferimento nella sperimentazione in anfora e nella riscoperta di pratiche antiche. Dal 2010 Arrighi lavora con anfore in terracotta di Impruneta, recuperando una tradizione profondamente legata alla storia mediterranea del vino. Nel 2019 nasce Nesos, il celebre “vino marino”, frutto di una sperimentazione realizzata insieme all’Università di Milano e Pisa, che recupera un’antica tecnica greca di immersione delle uve in mare. Ma al centro del lavoro della famiglia Arrighi resta sempre l’idea di un vino artigianale, agricolo e identitario. “Noi siamo piccoli, siamo artigiani del vino. Seguiamo ogni fase e per questo possiamo prenderci cura di ogni dettaglio”.

 

La degustazione dei Vini Elbani di Arrighi prevede due tappe: nella prima presso il locale Sapori Solari si assaggeranno prima l'AREMBAPAMPANE, Elba Vermentino Doc - Vermentino 100% e poi l'ISOLA IN ROSA, Igt Toscano Rosato - Syrah 100%.

 

Mentre nella seconda tappa della degustazione itinerante presso il locale Polpetta Doc verrà degustato il CENTOPERCENTO, Elba Rosso Doc - Sangiovese 100%.

 

EustachiORA continua a essere un itinerario urbano dedicato al vino, accessibile e diffuso, che porta a Milano territori meno scontati e identità da scoprire. Due tappe, tre calici, più uno, un percorso tra i locali del quartiere.

 

In alto i calici!

La Fondazione Chiara e Francesco Carraro presenta la trasformazione dell'ex Cinema Altino in un centro culturale contemporaneo nel cuore di Padova

 


Mario García Torres I Have Imagined Things Only True Believers Can See

 dal 10 al 27 giugno 2026

 

Giardino di Palazzo Bentivoglio

via del Borgo di San Pietro 1C, Bologna

www.palazzobentivoglio.org

 

Mario García Torres, I Have Imagined Things Only True Believers Can See, 2026, Palazzo Bentivoglio, Bologna, ph. Sebastiano Pellion di Persano


Bologna, 5 giugno 2026. Dopo il progetto dedicato a John Giorno e Ugo Rondinone nel 2023, la performance robotica ULTRAMORE di Riccardo Benassi nel 2024 e la proiezione di ΊΚΑΡΟΣ (Icarus) di Giorgio Andreotta Calò nel 2025, dal 10 giugno 2026 Palazzo Bentivoglio riapre le porte del suo giardino per dodici serate e presenta I Have Imagined Things Only True Believers Can See, un nuovo lavoro di Mario García Torres concepito appositamente per il luogo.

 

La presentazione al pubblico di I Have Imagined Things Only True Believers Can See sarà accompagnata, il 10 giugno alle ore 21:30, dalla performance dell’artista Five Feet High and Rising, pensata come ideale prima attivazione dell’opera. Presentata alla Sharjah Biennal 13 nel 2017 e al C3A di Cordoba nel 2022, la performance è una conferenza-djset che traccia una storia culturale dei fiumi come luogo di incontro fra civiltà e soggettività diverse.

 

I Have Imagined Things Only True Believers Can See, destinata a rimanere nel giardino di Palazzo Bentivoglio, è un’opera che nasce dalla riflessione di García Torres attorno ad Autoritratto (mi fuma il cervello) (1993), uno degli ultimi lavori di Alighiero Boetti: un bronzo a dimensioni naturali in cui l’artista si rappresenta mentre tiene sospeso sopra la testa un tubo da giardino da cui sgorga un getto d’acqua che, a contatto con un sistema riscaldante incorporato nella scultura, si trasforma in vapore. Con I Have Imagined Things Only True Believers Can See, García Torres isola il tubo, sottraendolo alla figura originaria e trasformandolo in una presenza autonoma. Realizzata in rame patinato, l’installazione assume perciò la forma di una canna per l’irrigazione lunga oltre sessanta metri ed esageratamente aggrovigliata, che attraversa un’aiuola ed emette un getto d’acqua su una piastra incandescente, generando vapore.

 

Fra i motivi che ci hanno spinto a questa commissione c’è sicuramente anche la voglia di sfidare con ironia le consuetudini più logore riguardo le sculture da giardino” racconta Tommaso Pasquali, direttore di Palazzo Bentivoglio. “L’opera crea un corto circuito fra la godibilità immediata di una forma armoniosa e il contenuto concettuale, di rilettura critica, che è intrinseco nel riferimento a Boetti. I Have Imagined Things Only True Believers Can See è il più monumentale di una serie di lavori di Mario García Torres che fanno riferimento al famoso Autoritratto del 1993, e l’unico che realizza quello stesso passaggio di stato dell’acqua. Il lungo lavoro di García Torres sulla mitologia di Boetti, e del suo One Hotel a Kabul, rimane per noi un caso esemplare di come, da artista, si può intervenire oggi sull’eredità ancora fecondissima dell’arte concettuale, e ci piace l’idea di avere d’ora in poi una “stanza” del giardino che ne evoca un protagonista.”

 

Con la sua consueta pratica di riattivazione di figure, episodi e miti della storia dell’arte, García Torres non propone una citazione diretta, ma uno slittamento immaginativo. Il gesto di Boetti viene qui spinto alle estreme conseguenze: il tubo sembra emanciparsi dal proprio autore, acquisire vita autonoma, aggrovigliarsi nello spazio e continuare a cercare, ironicamente, quella stessa tensione creativa evocata nell’opera originaria.

 

I Have Imagined Things Only True Believers Can See aprirà al pubblico con una performance mercoledì 10 giugno alle 21.30 e sarà visitabile fino al 27 giugno, dal mercoledì al sabato dalle 20 alle 23.

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