sabato 13 giugno 2026

Art Up 2026 di Fondazione Zucchelli Proclamati i giovani talenti vincitori

 

SERATA IN ROSA LUNEDI’ 15 GIUGNO NH Milano Touring**** Via Ugo Tarchetti, 2 – MILANO Incontro di promozione e degustazione

 


venerdì 12 giugno 2026

Joseph Kosuth illumina il Museo del Novecento

 


Entra a far parte della collezione del Museo Vederele cose (per A.S.) 2025, installazione site-specific di Joseph Kosuth.

 

 

Inaugurazione ufficiale alla presenza dell’artista

1 luglio 2026, ore 19.00

 

 



 

Museo del Novecento

Piazza del Duomo 8, Milano

museodelnovecento.org

 


Milano, 12 giugno 2026. Si è ‘accesa’ sulla facciata laterale del Museo del Novecento Vedere le cose (per A.S.), 2025, la nuova installazione site-specific di Joseph Kosuth. L'opera, una 'scrittura di luce' che si allunga per 28 metri sul lato di via Marconi, trasforma il muro esterno del Museo in un luogo di riflessione in dialogo con la città. Acquisita dal Comune di Milano e quindi entrata a far parte della Collezione permanente del Museo, sarà inaugurata ufficialmente il prossimo 1° luglio (ore 19) dall’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, alla presenza dell’artista.

 

«Il presente, che è nel tempo quello che la facciata è nello spazio, impedisce di vedere le cose in profondità»: questa la frase, tratta dagli Scritti dispersi (1943-1952) di Alberto Savinio, che Joseph Kosuth ha scelto di realizzare in neon per la facciata del Museo. La riflessione metafisica evocata da Savinio incontra così il linguaggio concettuale di Kosuth, proponendo una riflessione che invita a superare l’immediatezza del presente per cercare, nella profondità delle cose, nuove possibilità di senso.

 

L’installazione arriva in un momento particolarmente significativo per il Museo del Novecento, che con l’avvio del cantiere per l’ampliamento nella seconda torre dell’Arengario apre una nuova stagione di trasformazione dei propri spazi e della propria identità. “L’opera di Kosuth getta idealmente un ponte verso il secondo Arengario, destinato a diventare estensione del Museo, accompagnandolo fino alle soglie del contemporaneo”, afferma l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.

 

Il progetto è nato nel contesto del progetto di Metafisica/Metafisiche, la grande mostra diffusa – curata da Vincenzo Trione e prodotta da Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d'Italia con Electa – che indaga proprio la persistenza della visione metafisica dal primo Novecento alla contemporaneità. Se il progetto espositivo si avvia alla conclusione il prossimo 21 giugno, l'opera di Kosuth ne prolunga idealmente la riflessione estendendola allo spazio urbano, per lasciare un segno visibile e permanente alla città.


Joseph Kosuth

Vedere le cose (per A.S.)’, 2025

Installazione neon

Testo in neon bianco caldo installato direttamente sulla facciata

Lunghezza: 28 m

Altezza: 62 cm

Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli

Il Crema Wine Festival edizione 2026 secondo la Cantina Madri Leone

 





Il Crema Wine Festival edizione 2026 si è confermato una vetrina d’eccellenza straordinaria al  secondo anno di partecipazione dell'azienda agricola pugliese Madri Leone. 


Per la Cantina situata nel Tavoliere ad est del Mare Adriatico  (e guidata tutta al femminile dalle sorelle Marilia e Linda Leone) è stata un’esperienza memorabile. I banchi d’assaggio hanno visto un flusso continuo di visitatori. sono stati incontraticentinaia di appassionati wine lovers sinceri e degustatori esperti che hanno dimostrato una grandissima competenza e curiosità autentica.


Raccontare la nascita delle bottiglie di Madri Leone è stato un vero orgoglio, ogni calice versato ha fatto nascere un dialogo profondo sul territorio. 


Il festival di Crema fa della cultura del vino il suo punto di forza. Questo evento ha un valore commerciale e strategico inestimabile per Madri Leone: difatti ha permesso di toccare con mano le richieste del mercato attuale.


Il contatto diretto con il cliente finale pulsa di energia positiva.Oltre ai winelovers, il confronto tra addetti ai lavori è stato vitale, così come è stato fondamentale interfacciarsi e confrontarsi a lungo con moltissimi colleghi produttori.


Condividere sfide, visioni e trend futuri arricchisce sempre la crescita di una realtà come Madri Leone, oltre a far aumentare la consapevoiezza del lavoro svolto, sia in vigna che in Cantina.


Madri Leone ha portato a casa contatti preziosi e tantissimo entusiasmo rinnovato. Il Crema Wine Festival si è confermato come un appuntamento ormai imperdibile, dal quale attingere per trasformare tutti gli ottimi incontri in nuove grandi opportunità.

ISRE - Istituto Regionale Etnografico presenta YAN, 1956 Jean Dieuzaide e il suo viaggio in Sardegna A cura di Elisa Medde