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Un piccolo gesto per custodire la memoria di un luogo e accompagnare la sua nuova vita: la Fondazione Chiara e Francesco Carraro annuncia Prendi posto!, un’iniziativa che offre ai cittadini la possibilità di adottare alcune delle storiche poltrone dell’Ex Cinema Altino di Padova, oggi al centro di un importante progetto di recupero e trasformazione.
Per decenni le poltrone dell’Altino hanno accolto generazioni di spettatori, accompagnando la vita culturale e sociale della città. Ora, mentre l’edificio si prepara a una nuova stagione, la Fondazione invita il pubblico a portarne con sé un frammento, custodendone la memoria e partecipando simbolicamente alla nascita del nuovo progetto culturale.
L’iniziativa prende forma nel momento in cui l’Altino si prepara a cambiare volto e a tornare a essere un luogo aperto alla città: non più soltanto un cinema, ma un nuovo spazio dedicato all’arte e alla cultura contemporanea, pensato per mettere in dialogo linguaggi, discipline e pubblici diversi. Un progetto che guarda al futuro senza perdere il legame con la storia e con la memoria del luogo.
A dare avvio a questo nuovo percorso sarà la Collezione Chiara e Francesco Carraro, importante raccolta di arte e design italiano del Novecento, che costituirà il nucleo fondativo della nuova istituzione.
Prendi posto! si inserisce nel percorso avviato dalla Fondazione per restituire l’Altino alla città e prosegue idealmente quanto accaduto lo scorso giugno con L’Altino Ritrovato, occasione in cui le porte dello storico cinema sono state eccezionalmente riaperte al pubblico dopo anni di chiusura. Oltre 7.000 persone hanno avuto modo di tornare negli spazi dell’Altino e di scoprire il progetto che ne accompagnerà la rinascita.
Prendi posto! nasce anche dalla risposta della città a quella prima apertura: l’Altino non è soltanto un edificio da recuperare, ma un luogo che appartiene alla memoria collettiva di Padova e che la Fondazione vuole riportare al centro della sua vita culturale.
Dal 4 ottobre al 6 novembre 2026
MILANO 6 PERCORSI PER SCOPRIRE LA CITTÀ
DUE DENTRO AD UN FOCO
Progetto narrativo di e con Rosario Tedesco da un’idea di Rossella Tansini interventi musicali di Davide Ballanti, chitarra, Marta Brandolini, voce, Rebecca Comotti, clarinetto e Elisabetta Danelli, violino testo adattamento e regia di Rosario Tedesco
Gli appuntamenti di ottobre: 4 ottobre, h 11:00 | Giardini di Via Morgagni 9 ottobre, h 20:30 | Università, Via Festa del Perdono (nuovo percorso 2026) 18 ottobre, h 11:00 | Piazzale Vincenzo Cuoco 23 ottobre, h 20:30 | Corso XXII Marzo / Fontana Marinai d’Italia
Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a: info@letracce.org
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Torna a Milano, per la sua terza edizione, Camminare nella memoria, il progetto narrativo di e con Rosario Tedesco, da un’idea di Rossella Tansini, ideato da TRACCE Associazione Culturale. Un’esperienza che invita a scoprire la città attraverso sei “attraversamenti urbani”, seguendo la mappa delle Pietre d’inciampo, per riportare alla luce storie di vittime e carnefici, vicende private e collettive, nomi e luoghi che appartengono alla storia di Milano e alla Storia del Novecento.
Dal 4 ottobre al 6 novembre 2026, sei percorsi condotti da Rosario Tedesco attraverseranno diversi quartieri della città, intrecciando narrazione, memoria e musica. Ogni itinerario sarà caratterizzato da un diverso accompagnamento musicale a cura di Davide Ballanti (chitarra), Marta Brandolini (voce), Rebecca Comotti(clarinetto) e Elisabetta Danelli (violino), pensato in relazione ai luoghi e alle storie incontrate lungo il cammino: sei paesaggi sonori differenti per sei modi di entrare in relazione con la memoria.
Per domenica 8 novembre 2026, è inoltre allo studio un percorso ideato dal Comitato Pietre d’inciampo di Milano in collaborazione con Tracce, che rende omaggio a Liliana Segre ed alle persone da lei incontrate nel viaggio che da Corso Magenta 55 la porterà ad Auschwitz e grazie alle sue parole vive di testimonianza sottratte all’oblio. |
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La terza edizione introduce inoltre una nuova dimensione del progetto: per la prima volta tre dei sei attraversamenti si svolgeranno in orario serale. Il 9 ottobre, il 23 ottobre e il 6 novembre, alle 20.30, il pubblico sarà invitato a camminare nella città dopo il tramonto, in un contesto che modifica la percezione dei luoghi e rende ancora più forte il rapporto tra spazio, racconto e ascolto.
Il percorso prende il via il 4 ottobre alle 11.00 dai Giardini di via Morgagni. Il secondo appuntamento, il 9 ottobre alle 20.30, partirà dall’Università di via Festa del Perdono 3 e sarà anche un nuovo percorso introdotto nell’edizione 2026. Si prosegue il 18 ottobre alle 11.00 da piazzale Vincenzo Cuoco, mentre il 23 ottobre alle 20.30, da Corso XXII Marzo / Fontana Marinai d’Italia, si svolgerà il secondo attraversamento serale. Il quinto itinerario partirà il 1° novembre alle 11.00 dalla Basilica di Sant’Ambrogio; la conclusione sarà affidata all’appuntamento del 6 novembre alle 20.30 da Santa Maria delle Grazie. Sei luoghi di partenza, sei itinerari e altrettante prospettive su una Milano che spesso resta nascosta sotto la superficie della città contemporanea.
Il progetto nasce dal lungo lavoro di ricerca avviato da TRACCE a partire dal 2021 con il progetto narrativo Due dentro ad un foco, realizzato in partnership con le principali istituzioni e associazioni che si occupano della memoria della Shoah e delle vittime delle deportazioni nazi-fasciste della Seconda guerra mondiale. Da questo percorso prende forma un’esperienza in cui narrazione, spazio e musica si intrecciano per restituire alla città una memoria che continua ad abitare i luoghi della vita quotidiana. |
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Le Pietre d’inciampo sono il punto di partenza di un racconto che non vuole limitarsi a commemorare, ma interrogare la memoria e il presente. Ogni pietra porta un nome e una storia e, insieme alle altre, costruisce una mappa diversa della città, nella quale strade, case e piazze diventano luoghi di una storia che continua a riguardarci. Attraversare Milano significa seguire questa mappa e ricostruire connessioni tra persone e luoghi, tra ciò che è documentato e ciò che è stato dimenticato. Tra le storie che compongono questo racconto corale ci sono quelle di: Dante Coen (1910-1945); Jenide Russo (1917-1945); Alfredo Winter (1935-1944), di cui Tracce nel 2025 ha posato la pietra; Allegra (1874-1943) e Laura (1905-?) Finzi, madre e figlia; I coniugi Böhm; La famiglia Reinach De Benedetti; I secondini le guardie carcerarie di San Vittore: Andrea Schivo (1895-1945) e Sebastiano Pieri (1898-1945); Giuseppe Segre (1873-1944), Olga Lövvy Segre (1878-1944), inonni ed Alberto Segre (1899-1944), il papà della sig.ra Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz.
Al centro del progetto ci sono le vittime della persecuzione e della deportazione nazi-fascista, ma anche coloro che contribuirono a renderla possibile. Raccontare una vittima significa interrogare anche chi l’ha perseguitata, denunciata o consegnata alla macchina della deportazione. È da questa vicinanza, da questa inquietante coesistenza, che nasce la necessità di guardare alla memoria non come a una storia lontana, ma come a una presenza ancora inscritta nel paesaggio quotidiano. Il camminare rende questa memoria un’esperienza concreta: il pubblico percorre la mappa, passando da una Pietra all’altra, da una storia all’altra, mettendo in relazione ciò che è accaduto con i luoghi che attraversiamo oggi. |
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Come sempre, la musica assume un ruolo centrale. Ogni itinerario avrà un accompagnamento differente, in dialogo con i luoghi e con le storie incontrate. Il repertorio attraversa linguaggi e tradizioni diverse: non soltanto brani della tradizione klezmer, ma anche musiche di Johann Sebastian Bach, George Gershwin e altri repertori scelti in relazione a ciascun percorso. La musica, insieme alla voce di Rosario Tedesco, diventa così uno strumento ulteriore per costruire un’esperienza di ascolto diversa per ciascun itinerario. Camminare nella memoria invita a modificare lo sguardo: trasformare un indirizzo in una storia, una pietra in un nome, una strada in una domanda. Perché ricordare significa anche interrogarsi su ciò che è accaduto, sulle responsabilità di chi lo ha reso possibile e sul modo in cui quella storia continua a riguardarci. Sono domande che accompagnano il cammino e che, al termine del percorso, riportano la memoria dal passato al presente. |
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ROSARIO TEDESCO Attore e regista, si è formato alla scuola di Luca Ronconi. Ha collaborato tra gli altri con A. Latella. Per il cinema ha preso parte a importanti produzioni internazionali, recitando a fianco di Anthony Hopkins, Udo Kier, Michael York. Ha lavorato con compagnie multiculturali, con cui ha recitato nei più importanti teatri nazionali, dal Teatro Argentina di Roma, al Carignano di Torino e al Piccolo Teatro di Milano e in tournée per tutta l’Europa, da Kiev a Barcellona, da Hannover a Lione, recitando davanti a platee prestigiose come quella dell’Odéon di Parigi e del Festival di Salisburgo. Dal 2005 al 2011 è stato Gastschauspieler in Germania. Per il 2017 e 2018 ha diretto con Matteo Caccia il Festival Mosto (il succo delle storie), primo festival di narrazione mirato all’intreccio di esperienze, tra teatro, giornalismo e reportage e promozione del territorio. Con il progetto Doppio Sogno per Palermo. 5 quadri per la città, da lui stesso ideato e diretto, ha sperimentato un’idea contemporanea di Stadtspiel (teatro di città), sul testo di Arthur Schnitzler, prodotto dal Goethe-Institut Palermo e interpretato da Pasquale di Filippo. Nel corso della sua attività professionale e di ricerca ha tracciato un personale percorso di teatro civile con gli spettacoli che vedono come protagonista la storia del XX secolo e della responsabilità individuale nei confronti della guerra e in particolare della Shoah (Il Vicario di Rolf Hochhuth, I Fisici di F. Dürrenmatt, Destinatario Sconosciuto di K. Kressmann-Taylor, In quelle tenebre – La verità è un intreccio di voci di Gitta Sereny, Due dentro ad un foco – storie di pietra progetto narrativo urbano).
TRACCE Associazione Culturale È stata fondata nel gennaio 2021 con lo scopo principale di mantenere viva la memoria delle vittime delle stragi perpetrate dai regimi nazifascisti del secolo scorso. I mezzi individuati sono una costante sensibilizzazione delle giovani generazioni, spesso segnate da un’endemica povertà culturale, attraverso azioni informative, ma soprattutto grazie a un diretto coinvolgimento sul campo con indagini e ricerche utili ai percorsi di volta in voltaindividuati. Oltre alle azioni sopra descritte, la precipua attività di Tracce è l'individuazione di percorsi lungo le pietred'inciampo, posate in tutta Europa in grandissimi numeri (oltre 100.000) che ne fanno il memoriale a cielo apertopiù importante mai realizzato. Questi attraversamenti urbani sono iniziati a Milano con l'ambizione di “viaggiare”almeno in Italia, là dove le testimonianze sono più tangibili. Il teatro, la musica sono gli strumenti identificati perrendere omaggio alla memoria di tanti sacrifici umani. |
INFORMAZIONI COME PARTECIPARE Iscrizione obbligatoria | Per partecipare è necessario inviare una e-mail all’indirizzo: info@letracce.org, indicando nome, cognome e le date prescelte. Successivamente verranno fornite le indicazioni relative alle modalità di partecipazione e sarà inviata la conferma dell’iscrizione.
numero massimo di partecipanti: 30 persone partenza: GIORNO ore 11.00 | NOTTE ore 20.30 durata del percorso: 1 ora e 30 circa
Presentarsi con un quarto d’ora d’anticipo, consigliamo scarpe comode e portare acqua con sé. In caso di maltempo o di altri imprevisti gli incontri si svolgeranno al chiuso. Ogni variazione al programma verrà comunicata con il maggior anticipo possibile.
organizzazione produzione TRACCE Associazione Culturale
con il sostegno di Fondazione CARIPLO
con il patrocinio di ANED Milano / ANPI provinciale Milano / Associazione Figli della Shoah / Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC / Comitato Pietre d’inciampo Milano / Comune di Milano - Milano è memoria / Istituto Nazionale Ferruccio Parri Milano / Fondazione Memoriale della Shoah Milano / Teatro Elfo Puccini / UCEI
MUSICA interventi musicali di Davide Ballanti, chitarra, Marta Brandolini, voce, Rebecca Cometti, clarinetto e Elisabetta Danelli, violino
PROGRAMMA 4 ottobre, h 11:00 | Giardini di Via Morgagni 9 ottobre, h 20:30 | Università, Via Festa del Perdono [nuovo percorso 2026] 18 ottobre, h 11:00 | Piazzale Vincenzo Cuoco 23 ottobre, h 20:30 | Corso XXII Marzo / Fontana Marinai d’Italia 1° novembre, h 11:00 | Basilica di Sant’Ambrogio 6 novembre, h 20:30 | Santa Maria delle Grazie 8 novembre | è allo studio Milano per Liliana ideato dal Comitato Pietre d’inciampo
Programma completo su: www.letracce.org
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1 ottobre 2026 - 24 gennaio 2027
GAMeC, Spazio Zero
Alla GAMeC la prima mostra personale
dell'artista Selma Selman in un'istituzione italiana, parte del programma Pedagogia della Speranza.
Dal 1 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027, la GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta 1000 Tears, la prima mostra personale dell’artista Selma Selman in un’istituzione italiana.
Tra le voci più significative della scena artistica internazionale, Selman – nata nel 1991 a Bihać, in Bosnia-Erzegovina – ha costruito gran parte della propria ricerca a partire dalla storia della sua famiglia e della propria comunità.
La sua ricerca artistica indaga i sistemi di potere e le modalità attraverso cui essi plasmano valore, visibilità, memoria e senso di appartenenza. Attraverso linguaggi differenti — dalla pittura al film, dalla performance alle pratiche di ricerca —, l’artista esamina come le strutture sociali, economiche, politiche e culturali determinino quali corpi, storie, esperienze e forme di lavoro possano essere riconosciuti, rappresentati, oppure rimossi.
Fulcro del progetto, presentato nello Spazio Zero del museo, è una fotografia scattata durante la guerra in Bosnia-Erzegovina, in cui compaiono l’artista bambina e alcuni membri della sua famiglia. L’immagine viene assunta da Selman come punto di partenza per ritornare alle persone ritratte, raccoglierne le testimonianze e interrogare il modo in cui il tempo trasforma le identità e le narrazioni, sia personali sia collettive.
A partire dagli incontri e dalle conversazioni con i protagonisti dello scatto, Selman sviluppa per la GAMeC un nuovo corpus di opere grafiche che traducono racconti e frammenti di vita in immagini sospese tra realtà e fiction. Sono in particolare le mani e i gesti a diventare il mezzo attraverso cui la memoria prende forma: alcune si stringono reciprocamente in segno di affetto o stringono i corpi; altre coprono, proteggono, guidano; altre ancora impugnano un Kalashnikov.
Al centro dello spazio espositivo sarà presentato un nuovo estratto di Crossing the Blue Bridge (2024), un film sviluppato a partire da un episodio vissuto dall’artista nel 1994 quando, durante un cessate il fuoco, la madre attraversò con le figlie il ponte di Bihać, noto come “Blue Bridge”, allora ricoperto di cadaveri e carcasse di cani. Per proteggere sua sorella da quella visione, la madre tentava di coprire gli occhi della bambina con una mano, mentre con l’altra reggeva le provviste alimentari appena acquistate. Il vento, che soffiava forte, le spingeva continuamente i capelli sul volto, impedendole di vedere e trasformando l’attraversamento in un’esperienza sospesa tra faticosa percezione e smarrimento. Nel film l’artista rievoca quella scena, ripercorrendo i passi di sua madre sullo stesso ponte trent’anni dopo. La memoria sembra restituire un passato attraversato da zone d’ombra; l’artista ha più volte descritto il rapporto con i luoghi della propria infanzia come una percezione segnata da un’oscurità persistente, in cui il ricordo coincide con immagini incomplete e talvolta inaccessibili. Allo stesso tempo, questa condizione continua a influenzare il modo in cui l’artista guarda al presente, suggerendo come il trauma sia una condizione che abita stabilmente il suo sguardo.
Nella sequenza di Crossing the Blue Bridge, proposta in loop, il volto dell’artista rimane costantemente celato allo sguardo. Lo spettatore segue una figura di spalle mentre corre verso qualcosa che non può essere visto e da cui, al tempo stesso, sembra fuggire. Lo spazio si carica così di presenze che, pur senza manifestarsi pienamente, condizionano il movimento e la percezione, creando un luogo in cui il visibile convive con ciò che viene evocato ma mai mostrato.
Questa tensione tra visione e occultamento attraversa l’intero percorso espositivo e ritorna nelle opere pittoriche realizzate su metallo, un materiale che Selman impiega spesso e che rimanda alla storia della sua famiglia, da generazioni dedita al recupero e al commercio di rottami. Conservando ammaccature, graffi e tracce del loro passato, queste superfici accolgono corpi e volti, capaci di trasformare lo sguardo in uno spazio di vulnerabilità ma anche di resistenza.
In mostra trova spazio anche l’universo intimo di Letters to Omer, progetto che Selman sviluppa dal 2021 attraverso una serie di lettere destinate a un interlocutore immaginario, che diventa il destinatario di riflessioni, desideri, rabbia, ricordi e visioni del futuro.
In occasione di 1000 Tears, verrà presentato il libro d’artista Dear Omer: edito dalla GAMeC e pubblicato da CURA., raccoglie 140 lettere scritte da Selman a Omer nel corso degli ultimi sei anni. Corredata da una postfazione dello scrittore Aleksandar Hemon, il volume estende direttamente nello spazio della lettura una pratica che attraversa l’intera produzione dell’artista.
La mostra è parte di una serie di iniziative realizzate con il supporto del Club GAMeC.
Da ottobre a dicembre, la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura presenta un programma di iniziative
che attraversano discipline, territori e generazioni e mettono in relazione produzione artistica, ricerca, patrimonio, formazione e trasformazione urbana
Dalla prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea
alla Biennale di Venezia, da Artissima al convegno sulla rigenerazione urbana,
dalla fotografia alla moda e al design, fino alla cooperazione internazionale:
progetti diversi che delineano una visione sempre più trasversale
delle politiche pubbliche per la creatività contemporanea
Roma, 1° ottobre 2026 - Sostenere la creazione contemporanea significa oggi non soltanto accompagnare artisti, progetti e istituzioni, ma costruire le condizioni perché la cultura possa produrre conoscenza, relazioni e trasformazione. È questa la prospettiva che attraversa il programma dell’autunno 2026 della Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGCC) del Ministero della Cultura, nell’ambito del Dipartimento per le Attività Culturali: un calendario di iniziative che, tra ottobre e dicembre, attraversa l’Italia e mette in campo strumenti e modalità d’intervento differenti.
Sabato 10 ottobre 2026 torna la Giornata del Contemporaneo, l’appuntamento annuale promosso da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani con il sostegno della DGCC e la collaborazione del MAECI. Giunta alla ventiduesima edizione, la manifestazione racconta la vitalità dell’arte contemporanea italiana attraverso un programma diffuso sul territorio nazionale: i 28 musei associati ad AMACI, insieme a musei, fondazioni, gallerie, spazi indipendenti, associazioni, accademie, collezioni private e altre realtà, apriranno gratuitamente le proprie sedi con mostre, incontri, laboratori, visite guidate, performance e iniziative speciali. La manifestazione si estende oltre i confini nazionali grazie alla collaborazione con la rete diplomatico-consolare della Farnesina, che porterà mostre, incontri e iniziative dedicate all’arte contemporanea italiana in diverse sedi estere.
Dal 29 al 31 ottobre 2026 si svolge Pratiche vocali e narrazioni collettive, terzo e ultimo appuntamento del Public Program del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2026, curato da Cecilia Canziani con il progetto espositivo Con te con tutto di Chiara Camoni e promosso dalla DGCC. L’iniziativa accompagna il Padiglione verso la conclusione della sua programmazione, il 22 novembre, con la chiusura della Biennale Arte 2026. Lo sguardo è già rivolto al futuro, con il percorso verso il Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2027, di cui sarà annunciato a breve il curatore, e il prossimo lancio dell’open call per la selezione del curatore del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2028, in continuità con le prossime grandi occasioni internazionali.
Dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, la DGCC partecipa alla trentatreesima edizione di Artissima, Fiera internazionale d’arte contemporanea di Torino, con due spazi. Il primo sarà dedicato alle attività di promozione internazionale dell’arte italiana realizzate dalla DGCC e sarà luogo di incontro e confronto con i professionisti del settore. Il secondo sarà dedicato a MIRA - Istituto Mediterraneo per la Ricerca e le Arti, presentato ad Artissima attraverso un’installazione del collettivo Polisonum che anticipa la prossima programmazione artistica, collegando così la presenza torinese alle future attività del nuovo polo culturale di Messina. MIRA è promosso dal Ministero della Cultura, per il tramite della DGCC e dell’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, dal Comune di Messina e dall’Università degli Studi di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI per l’avvio del progetto.
Dopo i primi due appuntamenti della primavera, prosegue la terza edizione delle Lezioni di Creatività Contemporanea, il ciclo di incontri promosso dalla DGCC e dalla Fondazione Musica per Roma al Teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. I tre appuntamenti autunnali, dedicati ai processi creativi della moda e del design, vedranno protagonisti il 30 ottobre, il 14 e il 20 novembre, sempre alle ore 19.30, rispettivamente Alessandro Sartori, direttore artistico di ZEGNA, Antonio e Patrizia Marras e Lucia Silvestri, Jewelry Creative and Gems Buying Director di Bulgari. Gli incontri approfondiranno il percorso dall’idea alla realizzazione di un prodotto creativo e il rapporto tra identità, cultura, mercato e trasformazioni della contemporaneità.
Il 10 novembre 2026, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, si terranno la giornata di studio e la presentazione del volume Verso le linee guida per la conservazione della fotografia, nell’ambito del progetto Linee guida per il restauro della fotografia. Strumenti di dialogo per la conservazione, promosso dalla DGCC e dalla Fondazione Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali La Venaria Reale per il biennio 2025–2026. L’appuntamento rappresenta una nuova fase del percorso di studio e confronto per la definizione di un documento condiviso sulla conservazione e il restauro della fotografia in Italia, rivolto alla comunità scientifica e agli operatori del settore. Il progetto, inserito nel Piano strategico di sviluppo della fotografia in Italia e all’estero 2024–2026, contribuisce alla conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale.
Dal 23 al 27 novembre 2026, presso l’ex Mattatoio di Roma, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, la DGCC promuove Ri-generare con creatività. Giornate di lavoro per la rigenerazione urbana, realizzato con la collaborazione del Dipartimento e il supporto di ALES – Arte Lavoro e Servizi S.p.A. Le cinque giornate saranno un momento di confronto nazionale sulle politiche e le pratiche della rigenerazione urbana a base culturale, mettendo a sistema esperienze e competenze maturate anche attraverso il lavoro della DGCC nell’ultimo decennio e avviando il percorso verso un Libro bianco sulla rigenerazione urbana a base culturale. Tre giornate congressuali e due di tavoli tematici coinvolgeranno istituzioni, università, musei, centri di ricerca, professionisti, operatori culturali e realtà del Terzo settore.
Dal 4 all’8 dicembre 2026, il Desk Italia Europa Creativa, coordinato dalla DGCC, sarà presente a PLPL con uno stand. Europa Creativa è il programma della Commissione Europea dedicato a sostenere i settori culturali e creativi, attraverso opportunità di finanziamento, cooperazione e sviluppo a livello europeo. Lo stand offrirà informazioni sulle opportunità del programma, con particolare attenzione ai bandi rivolti all’editoria, al giornalismo e ai media, e la possibilità di prenotare incontri di assistenza tecnica sui bandi e sul programma.
Nel corso di dicembre, la programmazione comprenderà inoltre, a Palazzo Altemps, una mostra fotografica dedicata a Nino Migliori, realizzata in collaborazione con il MUNAF – Museo Nazionale di Fotografia e con il Museo Nazionale Romano, insieme all’Archivio Nino Migliori, nell’ambito del Piano strategico di sviluppo della fotografia in Italia e all’estero 2024–2026. Nell’anno del centenario della nascita, l’esposizione ripercorrerà il percorso artistico di uno dei più autorevoli protagonisti della fotografia italiana del Novecento, capace di attraversare linguaggi, sperimentazioni e generazioni e di contribuire all’affermazione della fotografia come forma espressiva centrale nella cultura contemporanea.
A questa programmazione si affianca il capitolo conclusivo di Gibellina 2026, prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea: non soltanto un calendario di mostre ed eventi, ma un laboratorio nel quale produzione artistica, spazio pubblico, memoria, paesaggio e partecipazione delle comunità si incontrano, dando forma concreta ad alcuni dei temi che attraversano l’azione della Direzione. Da ottobre a dicembre, Gibellina ospiterà progetti di Igor Grubić, Liu Bolin, Giorgio Barberio Corsetti, Lucia Veronesi, Stalker e Hermann Nitsch, insieme alle mostre Terra Matta e all’omaggio a Peppe Morra, per concludere con una nuova edizione di BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo. Il percorso intreccia il cammino partecipativo di Grubić tra Gibellina Vecchia e Nuova e le fotografie di Liu Bolin nella mostra Macerie. La mostra diffusa Dialoghi di una vita ripercorre l’esperienza di collezionismo e promozione culturale di Peppe Morra attraverso opere e testimonianze di Allan Kaprow, John Cage, Joseph Beuys e Marina Abramović, tra gli altri; Terra Matta esplora invece la creazione artistica siciliana fuori dai circuiti ufficiali. Completano il panorama l’esecuzione della Sinfonia Traubenfleisch di Hermann Nitsch, la prima assoluta di Pajè di Giorgio Barberio Corsetti e gli interventi di Stalker e Lucia Veronesi, tra cura di un ecosistema spontaneo, creazione di un giardino mediterraneo e partecipazione della comunità.
«Questo autunno racconta bene la molteplicità della creatività contemporanea e, insieme, il ruolo che la nostra Direzione è chiamata a svolgere: sostenere gli artisti e la produzione culturale, promuovere l’arte italiana anche fuori dai confini nazionali, studiare e conservare il patrimonio del presente, accompagnare i processi di trasformazione dei territori e creare occasioni di incontro tra discipline, istituzioni e comunità. Dall’arte alla fotografia, dall’architettura alla moda e al design, fino alla rigenerazione urbana, vogliamo costruire connessioni e mettere in circolo esperienze e competenze. I numerosi appuntamenti dei prossimi mesi sono parti diverse di un unico impegno: dare spazio alla creatività italiana e agli strumenti attraverso i quali può contribuire a interpretare e trasformare il nostro tempo», dichiara Costantino D’Orazio, Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Arte, fotografia, architettura, moda e design, ricerca, formazione, rigenerazione urbana e promozione internazionale non costituiscono infatti ambiti separati, ma parti di un ecosistema sul quale la Direzione Generale Creatività Contemporanea interviene attraverso strumenti differenti e complementari: sostenendo la produzione e la ricerca, promuovendo la presenza italiana nei contesti internazionali, contribuendo alla conoscenza e alla conservazione del patrimonio contemporaneo, creando nuove occasioni di formazione e confronto e accompagnando territori e comunità nei processi di trasformazione.
L’obiettivo è superare la dimensione del singolo progetto per costruire connessioni: tra centro e territori, tra istituzioni e comunità, tra patrimonio e nuove produzioni, tra cultura italiana e reti internazionali. È in questa prospettiva che appuntamenti molto diversi tra loro – dalla Giornata del Contemporaneo a Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, dal nuovo MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts alle attività del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, dalla presenza ad Artissima alle Lezioni di Creatività Contemporanea, fino al lavoro sulla conservazione della fotografia e sulla rigenerazione urbana – concorrono a delineare una politica culturale che guarda al contemporaneo non soltanto come a un settore da sostenere, ma come a uno strumento per leggere e trasformare il presente.
Crediti: Adelita Husni Bey per la Ventiduesima Giornata del Contemporaneo, Working for a World Free of Poverty [World GDP Distribution (World Economic Forum data) - Low Income Regions (left), High Income Regions (right)], 2014 - 2026; Padiglione Italia Biennale Arte 2026, CON TE CON TUTTO, Chiara Camoni. Ph. Camilla Maria Santini; MIRA, Villa Pace. Courtesy Università degli Studi di Messina; Lezioni Creatività Contemporanea, Lucia Silvestri; Lezioni Creatività Contemporanea, Antonio Marras, SM26. Ph. Daniele Notaro; Lezioni Creatività Contemporanea, Alessandro Sartori; Linee guida conservazione fotografia, Milano, Intesa Sanpaolo, Archivio Publifoto, Negativi su lastra vetro, 2020; Gibellina Capitale Italiana Arte Contemporanea 2026, Chiesa Madre di Ludovico Quaroni © SISILAB, 2026; Ritratto, COSTANTINO D'ORAZIO, Direttore Generale Creattività Contemporanea del Ministero della Cultura