venerdì 7 agosto 2020

What's New A Collection in Progress 2020 19 settembre 2020 – 13 dicembre 2020 Collezione Giancarlo e Danna Olgiati

 

  
conferenza stampa: venerdì 18 settembre 2020

 

collezioneolgiati.ch

 
 

 

Dal 19 settembre al 13 dicembre 2020 la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati a Lugano presenta un nuovo allestimento dal titolo What’s New costituito da opere di recente acquisizione di maestri affermati, affiancate a lavori di giovani protagonisti della scena artistica internazionale.
 
Il percorso espositivo spazia tra dipinti, disegni, sculture e fotografie in un confronto esemplare tra poetiche e linguaggi espressivi diversi. L’obiettivo è quello di evidenziare il dialogo imprescindibile tra le avanguardie storiche del primo Novecento e le ricerche contemporanee: una sorta di viaggio immersivo lungo oltre un secolo costellato da sorprendenti momenti di approfondimento.


Le trentaquattro opere esposte si articolano, dunque, in diversi capitoli autonomi: dall’arte astratta tra segno e materia, a un’indagine su luce e colore attraverso le opere di Franz West e Rudolf Stingel, fino a un omaggio a Jimmie Durham, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia del 2019. Una sezione importante è inoltre dedicata alla guerra, tema fondante della vicenda storica del XX secolo.

 

Il visitatore è accolto nella prima sala dall’opera pittorica Empreintes de pinceau n. 50 del 1989 dell’artista ticinese Niele Toroni (1937), tra i massimi rappresentanti del Minimalismo europeo, qui presentata in relazione alle opere monocrome Baked in silence (1960-61) di Piero Dorazio (1927-2005) e Avant-testo 12-1-99 (1999) di Irma Blank (1934), in un dialogo serrato tra segno e scrittura.

 
 

 

Sulla parete opposta l’artista messicano Gabriel Orozco (1962) combina sapientemente materia, forma e colore adottando un sistema di regole predeterminate tanto sistematiche quanto ignote a noi osservatori: l’opera su tela Samurai Tree 17H (2008) e le sculture in poliuretano espanso Tre sfere (2003), pur differenti a livello formale, ben rappresentano il suo inedito concettualismo, l’enigmatico rigore con cui Orozco formula il suo universo visivo.


Nella sala successiva la scultura in cartapesta dipinta dalle forme antropomorfe ma astratte dell’artista austriaco Franz West (1947-2012), Untitled del 2011, si colloca in continuità con le brillanti tonalità dell’omonimo dipinto del 2012 del meranese Rudolf Stingel (1956), reduce da una grande antologica alla Fondazione Beyeler di Basilea lo scorso anno. Entrambi di formazione culturale nord-europea, gli artisti si distinguono per la piena libertà con cui rivisitano e rinnovano, rispettivamente, l’idea stessa di scultura e di pittura formulate dalle avanguardie storiche.

 
 

Il percorso espositivo continua con un gruppo di quattro opere del danese Henrik Olesen (1967), protagonista internazionale della ricerca artistica a orientamento sociale, come testimoniano i due grandi ritratti in bianco e nero A.T. (2019) del matematico britannico Alan Turing (1912-1954), considerato il padre dell’informatica moderna, perseguitato per la sua omosessualità nonostante i brillanti risultati professionali e il contributo alla nazione.


Uno spazio di rilievo viene riservato nella sezione successiva all’opera di Jimmie Durham (1940), artista americano appartenente a una comunità di indiani Cherokee, impegnato in politica e nel campo dei diritti civili. Esemplare la scultura Aazaard del 2018, un assemblage di ossa, plastica e componenti di automobili, dove la combinazione di oggetti quotidiani e materiali organici innesca una riflessione tesa a scardinare i simboli fondanti del sistema di vita occidentale. 


L’ultima sala vede dialogare al suo interno opere che magistralmente si interrogano sul tema della sofferenza. La drammatica vicenda della Prima guerra mondiale viene evocata attraverso la straordinaria serie di quattordici tavole litografiche di Natalia Goncharova (1881-1962) dal titolo La Guerra del 1914 e la celebre Parolibera (irredentismo) dello stesso anno di Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944). Tale sezione storica è arricchita da opere di artisti del presente, diversi per generazione e paese d’origine, che pure hanno indagato la condizione della sofferenza.

 
Shirin Neshat Seeking Martyrdom – Variation #1 1995 Stampa alla gelatina ai sali d’argento e inchiostro, foto scattata da Cynthia Preston 155 x 102 cm Edizione 1/3
 

Inoltre, Fausto Melotti (1901-1986) con Lager del 1972 e Zoran Mušič (1909-2005) con Autoritratto del 1970 documentano le atrocità dello sterminio nazista. A seguire la grande fotografia dal titolo Seeking Martyrdom-Variation1 del 1995 testimonia lo sguardo dell’artista iraniana Shirin Neshat (1957) rivolto alla società medio-orientale e in particolare alla complessità della condizione femminile, mentre la palestinese Mona Hatoum (1952) e la cubana Ana Mendieta (1948-1985) – presenti in mostra rispettivamente con la scultura A bigger splash (2009) e l’opera Silueta Works in Iowa (1976-78) – al di là delle differenze stilistiche e delle singolari ricerche espressive, esplorano entrambe la propria vicenda personale di esiliate per offrire una profonda indagine su tematiche quali la violenza e la vulnerabilità del corpo.

giovedì 6 agosto 2020

La nascita del Gorgonzola Dop: il casaro innamorato e le notti delle stelle cadenti



La nascita del Gorgonzola Dop si fa comunemente risalire a una celebre leggenda popolare legata all’amore.

 

La storia vede come protagonista un giovane casaro sbadato che, distratto dai pensieri d’amore, per concedersi una serata a guardare le stelle con la sua innamorata, posticipò la lavorazione del latte al giorno successivo, unendo la cagliata della sera a quella del mattino: nacque così il formaggio Gorgonzola. Alla fine, il casaro riuscì a sposare la ragazza e il dono di nozze fu proprio quella forma di Gorgonzola.

 

Cosa ci ricorda la leggenda del casaro innamorato? Che questo è il periodo dell’anno migliore per osservare Le Perseidi, uno sciame meteorico che attraversa la Terra, visibile nel periodo estivo ma che ha il suo picco solitamente tra il 10 e il 13 agosto e che permette di ammirare le stelle cadenti in tutto il mondo.


In Italia questo fenomeno è legato tradizionalmente a San Lorenzo, santo che si ricorda proprio il 10 agosto, giorno del suo martirio e che nel corso dei secoli ha assunto significati spirituali, ribattezzando questo sciame di stelle cadenti con l'appellativo di "lacrime di San Lorenzo": secondo la tradizione, le scie luminose sarebbero la testimonianza delle lacrime versate dal santo.

 

Queste serate, tra le più romantiche dell’estate, permettono di ammirare questo spettacolo al buio, naso all’insù, per esprimere un desiderio che si spera si realizzi.

Un ottimo consiglio: golosi stuzzichini di Gorgonzola Dop e frutta di stagione sono lo snack ideale per attendere le stelle cadenti con l’amato o l’amata.

Estate 2020 – Le cene del Festival della Cucina Incontri con le Stelle Michelin e la cucina d’autore – Atto secondo “Enrico Crippa e Piazza Duomo” La cena della terza stella Ristorante “Piazza Duomo” - Alba, giovedì 10 settembre 2020 – ore 20,00

Seconda comunicazione: il menù

 

Riprenderanno in settembre gli appuntamenti del Festival della Cucina di Go Wine, con i grandi interpreti della cucina d’autore di Langa e Roero.

Un ciclo di incontri che Go Wine rivolge a soci e simpatizzanti, nel solco di un impegno che l’associazione ha sempre profuso per valorizzare il patrimonio di chef stellati di cui dispone il territorio di Langa e Roero.

Enrico Crippa è il protagonista dello speciale convivio in programma giovedì 10 settembre p.v. presso il ristorante “Piazza Duomo”, nel cuore della città di Alba.

Un appuntamento che si rinnova per l’ottavo anno consecutivo nello stesso periodo.
Crippa non ha bisogno di particolari presentazioni: è oggi ai vertici assoluti della cucina italiana, confermando anche nel 2020 la terza stella Michelin conquistata nel 2013.
Il suo ristorante è ai primi posti nel mondo, 29° assoluto e secondo italiano, in base alla classifica dei “50 Best Restaurants 2019” proclamata a Singapore nel giugno dello scorso anno (nel 2020 la classifica non è stata diramata a causa dell’emergenza Covid).
Crippa e Piazza Duomo sono un legame unico, perché è con Piazza Duomo che Crippa ha iniziato il suo percorso nelle Langhe ed ha conquistato i vertici.

Siamo dunque di fronte ad un evento esclusivo che avrà come tema un mix della cucina contemporanea di Crippa, con l’occhio rivolto al territorio delle Langhe, insignito del riconoscimento Unesco.
Il menu è un vero e proprio percorso di degustazione, curato in sala con il coordinamento di Vincenzo Donatiello.
La mitica Insalata 21...31...41...51 si ripropone in mezzo a tanti altri piatti da conoscere.


Il menù

L'inizio...

Insalata 21...31...41...51...
"Vegetale" e non solo
Merluzzo essenza di mare & terra

Calabria
(ravioli ripieni di anduja e formaggio fresco)

Agnello & Camomilla

Save the bees!

 

Nel percorso di degustazione saranno abbinati 5 grandi vini.

Il costo della serata (vini compresi) è di € 255 per i Soci Go Wine e i loro accompagnatori (€ 265 per i non soci).

I posti sono limitati ed è necessaria la prenotazione contattando la sede di Go Wine al numero 0173 364631 entro martedì 8 settembre p.v.
Le prenotazioni saranno accettate fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Cordiali saluti,

Per il gruppo soci di Alba
Massimo Corrado

Friuli Venezia Giulia, oltre 300 visite guidate per scoprire un territorio inaspettato Visite “sospese”, biglietto unico per immergersi nella storia di Aquileia e sette itinerari a Gorizia A svelare i tesori nascosti della regione le guide turistiche, tra tour classici e itinerari insoliti E per gli operatori sanitari di tutta Italia la FVGCard è gratis

Villa Chiozza di Cervignano del Friuli, 06 agosto 2020 – Visite “sospese” per chi non può permettersi musei e luoghi della cultura, una card per scoprire Aquileia con un unico biglietto e sette itinerari dedicati alla città di Gorizia. Senza dimenticare la FVGCard gratis per tutti gli operatori sanitari della regione e d’Italia. Sono alcune delle novità che si accompagnano agli oltre 300 appuntamenti per svelare i segreti e gli aneddoti più curiosi che si celano nella storia, passeggiando tra monumenti, musei, paesaggi e località che dai monti al mare custodiscono i tesori del Friuli Venezia Giulia. Ad accompagnare i visitatori, a spasso per le bellezze del territorio, sono le guide turistiche regionali che, nel ricco calendario di visite guidate messo a punto da PromoTurismoFVG, offriranno per tutta l’estate – e diverse proseguiranno anche nei mesi successivi - l’occasione di conoscere la storia, la cultura e le tradizioni del luogo attraverso moltissimi tour, da quelli più classici a quelli più originali, sempre nel rispetto delle disposizioni di sicurezza che richiede il periodo.

 

Camminare sul filo della storia: Gorizia, città di confine

Città di frontiera al centro dell’Europa, con un piede in Italia e uno in Slovenia, Gorizia è considerata la località più melting pot del Friuli Venezia Giulia e, assieme a Nova Gorica, è candidata a capitale europea della Cultura 2025. L’anima sfaccettata di questa città si scopre con sette visite guidate tematizzate a disposizione fino a gennaio 2021. Oltre alla classica visita guidata tra palazzi asburgici e vie del centro storico, è possibile ammirare le sue bellezze alla luce del tramonto, godendosi la vista dal castello, ma anche osservare da vicino le sue fontane, gli alberi e i giardini. Tre invece gli itinerari transfrontalieri per cogliere l’essenza di una città che in una notte si trovò divisa da un confine deciso altrove: l’itinerario borbonico “Dalla corte di Francia a Gorizia: l'esilio dorato dei Borboni” porterà fino al monastero di Castagnevizza, oltre confine,  dov’è sepolto Carlo X ultimo re di Francia della dinastia dei Borboni, “Gorizia, piccola Gerusalemme sull'Isonzo”, testimonia la storia ebraica della città e sconfina in Slovenia con una visita al cimitero ebraico di Val di Rose concludendosi in sinagoga con un focus sul cibo kosher e un altro percorso storico per scoprire le storie di confine: si riceverà una propusnica, ormai leggendario lasciapassare un tempo obbligatorio per varcare la frontiera, e la visita proseguirà al Museo del Contrabbando, in piazza Transalpina, con un piede in Italia e uno in Slovenia, e al Museo del Confine.  

 

Alla scoperta delle perle dell’Unesco: Cividale del Friuli, Palmanova e Aquileia

Tre perle Unesco nel raggio di pochissimi chilometri. Dal Friuli Venezia Giulia è passata la grande storia e gli appassionati di cultura potranno visitare e scoprire i luoghi d’arte riconosciuti patrimonio dell’Umanità. Ad Aquileia, importante città dell’Impero romano e principale centro per la diffusione del Cristianesimo nell’Europa del nord e dell’est, si potrà visitare un’importante area archeologica e rimanere incantati dinanzi alla bellezza dei mosaici pavimentali (Qui gli itinerari di Aquileia). E quest’anno Aquileia riserva un’importante novità: nasce la FVGcardAquileia, il biglietto unico per visitare la Basilica, il Museo Archeologico Nazionale e altri siti a un costo di 15€ per gli adulti e 7€ per ragazzi dai 12 ai 18 anni (in vendita solo nell’infopoint di Aquileia). Cividale del Friuli è il punto di partenza dell’itinerario longobardo in Italia: sede del primo ducato che i longobardi istituirono in Italia nel 568, conserva significative testimonianze di questo periodo, prima fra tutte il tempietto, una delle più straordinarie e misteriose architetture alto-medievali (Cividale del Friuli, atmosfera longobarda e Il gioiello longobardo), mentre Palmanova, la città-fortezza a forma di stella a nove punte è un modello di città ideale rinascimentale e un esempio di architettura militare in grado di mostrare concretamente al visitatore le evoluzioni tecniche della scienza delle fortificazioni in tutta l’età moderna. Per scoprire tutti i segreti usati dalle milizie per difendere la stella perfetta c’è anche una visita, in notturna, in una delle molte gallerie della fortezza. Le visite guidate di Palmanova sono online, i dettagli qui.

 

FVG, un’estate di cultura tra borghi da scoprire…

Alla ricerca del tempo perduto, tra gli orologi di Pesariis in Val Pesarina e dei libri antichi a San Daniele del Friuli. Sono solo alcune delle località simbolo della regione che si potranno visitare in compagnia delle guide turistiche: dalle cime sino al mare, il Friuli Venezia Giulia regala numerose occasioni per conoscere la cultura e le tradizioni del territorio. Basta raggiungere Pesariis, magico borgo della Carnia in cui il tempo sembra essersi fermato, se non fosse per le decine e decine di esemplari di orologi che caratterizzano e “decorano” la località: da quelli ad acqua, alle meridiane, agli orologi a palette e astronomici (Pesariis alla ricerca del tempo perduto). Tre secoli di storia sono raccolti, infatti, all’interno del Museo dell’orologeria, dove le guide ripercorreranno le principali tappe della storia della produzione di orologi pesarini da fine del Seicento a oggi. Una passeggiata nel bosco e si raggiungerà poi una chiesetta, a Osais, che custodisce un ciclo di affreschi straordinario.

San Daniele brilla per le sue eccellenze, non solo per il rinomato prosciutto, ambasciatore nel mondo della regione Friuli Venezia Giulia, ma anche per arte e cultura: nella chiesa di Sant’Antonio Abate è visibile il più bel ciclo di affreschi rinascimentali della regione, che hanno fatto guadagnare alla cittadina collinare l’appellativo di “piccola Siena del Friuli”, senza dimenticare la Guarneriana, la più antica biblioteca friulana e una delle prime pubbliche in Italia, fondata nel XV secolo e che oggi custodisce un patrimonio preziosissimo con 12mila volumi antichi a stampa (San Daniele del Friuli: il rinascimento della cultura e del gusto).

 

… e città senza segreti

Tra il suo centro medievale e l’impronta della Serenissima, Udine è la città che custodisce e conserva i capolavori del Tiepolo: il pittore veneziano ha lasciato qui diverse opere. Ma visitare Udine significa anche perdersi lungo le vie del centro storico che, tra palazzi e rogge, si ricongiungono nel cuore del salotto cittadino, piazza Matteotti, non senza una sosta nelle tipiche osterie per il rito del “tajut”. Udine romantica e charmant offrirà l’occasione per scoprire la città nei suoi angoli meno conosciuti. Trieste è la città del caffè, ma anche di importanti scrittori: sulle tracce di Saba, Svevo e Joyce il percorso in compagnia delle guide si snoderà lungo le vie, attraverso le piazze e ai piedi di palazzi e luoghi che hanno lasciato il segno nella storia. Alla classica visita guidata di Trieste e a quella della sua anima multireligiosa si aggiungeranno a breve anche altri due itinerari, una visita notturna, ad ascoltare le leggende di alcuni degli angoli più affascinanti della città, e quella al propileo di San Giusto e alla Trieste romana. Non solo città ma anche dintorni: l’estate è l’occasione giusta per visitare il borgo marinaro di Muggia, con gli itinerari pensati dal Gal Carso in collaborazione con PromoTurismoFVG per scoprire il centro storico e Muggia Vecchia, l’elegante castello, i segreti di una spugna perfetta nello storico spugnificio Rosenfeld e tutte le curiosità sul mito di Ludwig van Beethoven alla biblioteca Beethoveniana, una delle più importanti in Europa. Ma si può anche ripercorrere le testimonianze della Grande Guerra, tra la foce del Timavo, a San Giovanni di Duino, o lungo il sentiero Rilke sulle tracce del Battaglione di Marina Trieste.

Qui le visite guidate di Trieste

Qui le visite guidate di Muggia

 

Visite sospese e FVG Card gratis per gli operatori sanitari di tutta Italia: quando la solidarietà contagia la cultura

PromoTurismoFVG promuove la cultura con alcune iniziative anche durante l’estate. Ha preso il via il progetto delle visite guidate sospese: i visitatori che vorranno lasciare un tour guidato per le persone in difficoltà o per le famiglie numerose (destinatari: ragazzi tra i 12 e i 25 anni; senior over 65; famiglie dai 2 figli in su) potranno acquistare una visita guidata scontata del 50 per cento (€ 5,00) nei diversi infopoint della regione.

Sempre disponibile anche la FVG Card, il pass con durata di 48 ore o una settimana (dal primo utilizzo) che permette di entrare gratuitamente o fruire di speciali promozioni e vantaggi nella maggior parte dei siti di interesse storico, culturale, artistico e turistico della regione. E come segno di riconoscenza per il grande lavoro messo in campo da tutto il personale sanitario durante l’emergenza, la Regione assieme a PromoTurismoFVG ha deciso di omaggiare il personale sanitario di tutta Italia con le FVGCard, che saranno consegnate gratuitamente agli operatori sanitari (valide per tutto il nucleo familiare) esibendo il badge in uno degli infopoint della regione.

Tutte le informazioni e i dettagli sulla FVGCard sul portale di PromoTurismoFVG.

COTECHINO, PEARÀ E CHIARETTO SPUMANTE: ECCO IL FERRAGOSTO VERONESE

Il 15 e 16 agosto appuntamento con la più antica tradizione gastronomica scaligera nei ristoranti e nelle osterie di Verona e provincia

Cotechino, pearà e Chiaretto Spumante: è il tris del Ferragosto Veronese, l’iniziativa proposta dal Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino con il patrocinio dell’assessorato alle attività economiche e produttive e al commercio del Comune di Verona, in programma sabato 15 e domenica 16 agosto 2020 nei ristoranti e nelle osterie del capoluogo scaligero e della provincia. I veronesi e i turisti in visita alla città nel fine settimana ferragostano potranno gustare nei locali aderenti all’evento uno dei piatti tipici della più schietta tradizione scaligera accompagnato da un calice di Chiaretto di Bardolino in versione Spumante. Il tris verrà proposto sia come semplice aperitivo che come piatto più strutturato assieme al bollito, oppure all’interno di interi menù.
I ristoranti e le osterie che partecipano al Ferragosto Veronese sono una trentina, sia nel centro della città scaligera che fuori porta (l’elenco completo è disponibile sul sito consorziobardolino.it), mentre dieci sono le cantine produttrici di Chiaretto Spumante coinvolte nella manifestazione.
“Con il Ferragosto Veronese – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino - intendiamo proseguire quella collaborazione con la ristorazione che abbiamo già intrapreso con successo da giugno con la rassegna degli aperitivi musicali di 100 Note in Rosa, che ha già ampiamente superato il giro di boa di metà cartellone e che sta portando il meglio della scena musicale veronese ad esibirsi nei plateatici dei locali cittadini, accompagnando il tutto con un calice di Chiaretto”.
Il cotechino accompagnato dalla pearà, una salsa bollente di origine medievale composta da pane raffermo, brodo di carne, midollo di bue e pepe nero (nel dialetto veronese pearà significa pepata), usualmente è proposto come piatto invernale, ma in realtà appartiene anche a un’antica tradizione ferragostana dell’area padana, che proprio il 15 agosto vedeva portare in tavola gli insaccati di muso di maiale (come ad esempio il cotechino, la bondiola, la salama da sugo) con intenti propiziatori in vista dell’imminente stagione di raccolto. Ad accompagnare la portata, oggi come allora, c’è il Chiaretto, indicato come tipicamente veronese già nell’edizione del Vocabolario della Crusca stampata a Verona nel 1806 e coordinata dal linguista veronese Antonio Cesari.

TEDESCHI PRESENTA TRE ITINERARI ALLA SCOPERTA DEI CRU AZIENDALI: MONTE OLMI, LA FABRISERIA E MATERNIGO Una passeggiata alla scoperta della natura della Valpolicella



L’azienda Tedeschi promuove passeggiate e degustazioni guidate alla scoperta dei vigneti di proprietà della famiglia. Un'occasione enoturistica unica per comprendere e apprezzare lo stile e l’eleganza dei vini della Valpolicella, area da sempre vocata alla produzione di grandi espressioni vinicole.

 

Tre sono gli itinerari proposti: il primo è dedicato al Monte Olmi, storico vigneto che appartiene alla famiglia dal lontano 1918. È da questa accurata selezione d’uve che ha origine uno dei primi cru di Amarone della Valpolicella, il Capitel Monte Olmi Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva, vino rappresentativo dell’azienda e del territorio. Questa prima passeggiata prevede un’immersione nella natura della collina di Pedemonte con arrivo a Monte Olmi, dove sarà possibile degustare il vino tra le terrazze dei muri a secco, tipici della zona.

 

Il secondo è riservato alla scoperta de La Fabriseria, vigneto in alta collina della zona classica, tra i comuni di Sant’Ambrogio di Valpolicella e Fumane, per conoscere le caratteristiche dei suoli e avvicinarsi ai princìpi della viticoltura. Qui la vista toglie il fiato: dalla Valpolicella si arriva a scorgere il Lago di Garda. Durante questo secondo tour sono in programma assaggi in vigna del cru La Fabriseria Valpolicella DOC Classico Superiore e un’interessante sosta a San Giorgio della Valpolicella, uno dei borghi più belli d’Italia, con la sua caratteristica Pieve romanica dallo straordinario valore architettonico e artistico. Per questo tour è richiesto il trasferimento con la propria auto dall’azienda al vigneto.

 

Al rientro in azienda è prevista una degustazione di altri cinque vini rappresentativi di Tedeschi e del territorio, incluso l’Amarone della Valpolicella Marne 180 abbinato a piccoli assaggi di prodotti di gastronomia locale.

 

Per il terzo itinerario ci si sposta nella Tenuta Maternigo, un’oasi naturale circondata dal bosco con 84 ettari di terreno, di cui 33 a vigneto, tra i comuni di Tregnago e Mezzane di Sopra; siamo in alta collina, con esposizione prevalentemente Sud e Sud-Ovest, ad una altitudine che varia dai 290 ai 480 m s.l.m.. Si parte da Mezzane di Sotto con direzione Maternigo, un luogo particolarmente vocato, dalle singolari caratteristiche del terreno. Tra i filari, la degustazione del cru Maternigo Valpolicella DOC Superiore. La visita enogastronomica continua presso Villa de Winckels (Via Sorio 30, Tregnago) per gustare i piatti tipici della tradizione veronese accompagnati da altri prodotti dell’azienda.

 

Tre esperienze uniche, dai tratti eccezionali, alla scoperta di una Valpolicella autentica, capace di raccontare la storia di un territorio ricco di tradizione, cultura e persone.

 

Info: https://visit.tedeschiwines.com/it/5ece5eb49e82f735b9133451?lang=it

ALBA – 29 agosto 2020 – ore 17,30 – 23,00 Una degustazione tutta dedicata alla valorizzazione del grande patrimonio di vitigni autoctoni del Piemonte



L’Associazione Go Wine promuove per il secondo anno ad Alba, la Festa dei vini autoctoni del Piemonte.

L’iniziativa si svolgerà nel centro storico sabato 29 agosto, nell’area di Piazza Risorgimento e via Cavour, con inizio delle degustazioni alle ore 17,30 e con termine alle 23.
Per questo speciale anno l’incontro si terrà in sicurezza, su prenotazione, a numero chiuso, con la possibilità comunque di sostare e degustare tutti i vini.

Una degustazione esclusiva, come un vero e proprio spettacolo, un salotto nel cento storico di Alba, un’area riservata e ampia all’aperto, per degustare in tranquillità.

La degustazione si articolerà su due turni per permettere ad un numero maggiore di enoappassionati di partecipare:
-un primo turno dalle ore 17.30 alle ore 20.15 e
-un secondo turno dalle ore 20.15 alle ore 23.00

L’evento è pertanto su prenotazione e fino a esaurimento dei posti in piedi disponibili.

Alleghiamo fin da ora il modulo per prenotare la degustazione, che si intende obbligatoria per tutti i partecipanti, scaricabile QUI.

Una degustazione originale e imperdibile: in unico contesto si potranno conoscere e degustare vini espressione di oltre 30 vitigni piemontesi. Tutti insieme, per raccontare diversi angoli del Piemonte, affiancando varietà di grande diffusione (come il nebbiolo per esempio) a varietà rare, oggetto di recupero nel corso degli ultimi anni (come il Baratuciat, il Bianver o l’Uvalino per indicarne alcuni…).

Il panorama di vini in assaggio sarà di conseguenza importante: di molti vitigni saranno presentate in degustazione anche più etichette.
I vitigni più rari, spesso legati al lavoro di ricerca e valorizzazione di una o due cantine, saranno radunati in banchi enoteca.

Ecco dunque (in rigoroso ordine alfabetico) un primo elenco dei vitigni protagonisti di questo nuovo momento Go Wine: 

Albarossa, Arneis, Baratuciat, Barbera, Bian Ver, Bonarda, Bussanello, Cari, Caricalasino, Cortese, Croatina, Dolcetto, Erbaluce, Favorita, Freisa, Gamba di pernice, Grignolino, Malvasia, Malvasia di Schierano, Malvasia moscata, Moscato, Nascetta, Nebbiolo, Nebbiolo di Dronero Neretto di San Giorgio, Pelaverga, Rossese bianco, Ruchè, Timorasso, Uva rara, Uvalino, Vespolina

ed inoltre...
A fianco delle degustazioni saranno presenti alcuni espositori con la vendita di prodotti tipici del territorio:
- Antichi Sapori di Langa (prodotti al tartufo, torte di nocciola, nocciole)
- Damiani (formaggi d'alpeggio cuneesi)
- Mainero F.lli (cioccolato artigianale basin d'vila)
- Prunotto (salumi artigianali
)

What's New A Collection in Progress 2020 19 settembre 2020 – 13 dicembre 2020 Collezione Giancarlo e Danna Olgiati

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