giovedì 11 giugno 2026

ANTONIO BARRESE: MORFOLOGIE DI LUCE CON LA NUOVA MOSTRA TEMPORANEA, LA FONDAZIONE MARCELLO MORANDINI INVITA IL PUBBLICO A ESPLORARE LE POTENZIALITÀ NASCOSTE DELLA LUCE

 

Muzeum Susch presenta Mariuccia Secol: Unraveling

 La prima grande retrospettiva istituzionale dedicata all'eclettica artista e attivista italiana. Curata da Monika Branicka e Eva Brioschi la mostra ripercorre oltre settant'anni di pratica artistica, offrendo una visione completa di un corpus di opere che intreccia femminismo radicale, critica sociale e riscoperta storica.

 

12 giugno - 1 novembre 2026

 

Sur Punt 78, 7542 Susch,

Switzerland

 

www.muzeumsusch.ch

 

Mariuccia Secol Unraveling, Installation view, Muzeum Such, 2026. Crediti Muzeum Susch, Art Stations Foundation; ph.Federico Sette

 

 


Susch, 11 giugno 2026. A partire dal 12 giugno all'1 novembre 2026, il Muzeum Susch presenta Mariuccia Secol: Unraveling, la prima grande retrospettiva istituzionale dedicata all'eclettica artista e attivista italiana Mariuccia Secol (n. 1929). Curata da Monika Branicka e Eva Brioschi, la mostra ripercorre oltre settant'anni di pratica artistica, offrendo una visione completa di un corpus di opere che intreccia femminismo radicale, critica sociale e riscoperta storica.

 

Questa retrospettiva si allinea con la missione fondativa del Muzeum Susch di valorizzazione delle artiste dell'avanguardia internazionale trascurate o incomprese, restituendo loro lo stesso riconoscimento tributato ai colleghi. Mariuccia Secol, il cui lavoro è stato a lungo escluso dalle narrazioni dominanti, emerge oggi come una delle voci più originali del panorama artistico italiano del dopoguerra. Un percorso che ricostruisce una parabola artistica a lungo marginalizzata, presentando numerose opere inedite emerse anche grazie al confronto diretto con l’artista.

 

L'esposizione traccia l'evoluzione di Secol a partire dai primi dipinti degli anni '50 e '60, caratterizzati da temi esistenziali e dal trauma della guerra (Città bruciate, Olocausto). Un periodo di svolta fondamentale è rappresentato dal suo lavoro come insegnante nel laboratorio di pittura presso l'ospedale psichiatrico di Bizzozero-Varese (1965-1988), durante la rivoluzione psichiatrica di Franco Basaglia. In questo contesto di marginalità, Secol scoprì la creatività come strumento di autodeterminazione e guarigione. Influenzata dal clima di protesta del 1968 e dai nascenti movimenti femministi, Secol abbandonò i suoi “pennelli silenziosi” per lavorare con materiali quotidiani e domestici, come grembiuli e spugne metalliche, che divennero la materia prima di una pratica fondata sul rifiuto. L'opera iconica Casa di bambola(1970-73), creata smantellando i propri abiti (incluso l'abito da sposa), segnò il suo netto rifiuto dei ruoli univoci di moglie e madre.

 

Centrale la ricostruzione degli anni di attivismo del Gruppo Femminista Immagine di Varese, fondato nel 1974 da Secol insieme a Milli Gandini e Mirella Tognola (a cui si unirono presto Silvia Cibaldi, Clemen Parrocchetti e Mariagrazia Sironi), che si collegò alla campagna globale per il "Salario al lavoro domestico", partecipando ai principali raduni collettivi del movimento.

 

Il progetto espositivo presenta inoltre la documentazione della storica partecipazione del gruppo alla Biennale di Venezia del 1978 e sottolinea lo sviluppo dell'originale linguaggio formale di Secol, incentrato sull'idea di “rifiuto”. Invece di tessere, Secol rimuove i fili dalla struttura del tessuto, creando vuoti e strappi che evocano il corpo femminile e aprono a nuove possibilità di senso, facendo emergere luce e conoscenza dall'esplorazione interiore. Opere della maturità, come Animus-Anima (1982), dimostrano come la fibra umana venga decostruita per fare spazio al pensiero. Negli ultimi decenni, il lavoro di Secol si è ampliato verso una critica globale, affrontando temi quali le crisi migratorie, i conflitti internazionali e il collasso ecologico. Secol è stata una precorritrice nello sviluppare una forma di intersezionalità in cui le lotte delle donne si incrociano con la difesa di tutte le identità marginalizzate o oppresse. Mariuccia Secol: Unraveling è più di una semplice mostra: presenta un “archivio ribelle” che sfida la storia dell'arte ufficiale e amplia le narrazioni sulle pratiche artistiche del secolo scorso.

 

Il percorso espositivo si articola come un ciclo naturale, un cerchio che si chiude: la prima grande sala mette al centro il corpo in trasformazione in relazione alle diverse fasi della crisalide e accoglie una panoramica completa del percorso artistico di Mariuccia Secol. Nelle altre sale la narrazione si sviluppa fino a tornare al punto di partenza, riflettendo il suo cammino personale e creativo. Un percorso che inizia con i dipinti cupi e scuri degli anni '50 e '60, densi di trauma bellico e di tensione esistenziale e prosegue poi con i dipinti della metà degli anni '60 che mostrano l'emergere di un nuovo senso di soggettività. Dalla pittura tradizionale, l'artista passò ai primi lavori in tessuto, simbolo di rifiuto degli schemi convenzionali, fino a culminare nelle silhouette sfilacciate, dove la tecnica della rimozione del filo crea nuove forme attraverso il vuoto, permettendo alla luce e alla consapevolezza di emergere.

 

Al centro della prima sala, nella sua imponenza, si erge inoltre l'opera monumentale Donna ponte: un'installazione tessile di dieci metri che incarna la sua poetica dell'intersezionalità, capace di unire fronti diversi — tra maschile e femminile, tra sé e l'altro — e di abbracciare la marginalità universale come messaggio di speranza per il futuro: perfetta rappresentazione di questa sintesi della sua ricerca, orientata all’accoglienza del diverso e alla valorizzazione delle soggettività fragili.

 

Dopo questa introduzione completa, la mostra si sviluppa tematicamente e cronologicamente, con sale dedicate ai diversi media, tra cui pastelli, stoffe e ceramiche, evidenziando la sua libertà nel muoversi oltre i confini dei linguaggi tradizionali. Queste sezioni evidenziano le diverse tecniche di Secol e la sua capacità di navigare il confine fluido tra l’espressione fisica e l’impegno etico e ricostruiscono un universo a lungo vissuto dall’autrice stessa come personale e intimo, portando così una pratica privata e domestica al centro dell’attenzione istituzionale.

 

Ne emerge una visione non consolatoria, che sottolinea come, a distanza di settant’anni, molte questioni restino ancora irrisolte.

 

Hatje Cantz pubblica una monografia esaustiva con testi di Monika Branicka, Eva Brioschi, Maria Bremer, Sonia D'Alto, Janis Jefferies, Maria Inés Plaza Lazo, Marco Scotini e un'intervista a Manuela Gandini.

UN NUOVO CAPITOLO PER COGNO

 Cogno guarda al futuro con l’ingresso in azienda di Elena Fissore, che affiancherà la madre Nadia Cogno alla guida della storica cantina di Novello

C’è un momento, nelle famiglie del vino, in cui la storia smette di essere racconto e diventa responsabilità. Quel momento, per la cantina Cogno, è adesso.

L’azienda agricola di Novello — nata dal genio visionario di Elvio Cogno, uno dei padri del Barolo moderno — annuncia l’avvio di una nuova fase della propria storia. Nadia Cogno e la figlia Elena assumono la guida della cantina portando un nuovo approccio, che vedrà al centro una narrazione umana e sensibile, mantenendo il solido legame con la terra di Ravera, cru del Barolo tra i più prestigiosi.

In questo percorso Nadia, custode dell’eredità di Elvio e da sempre in azienda con un ruolo di regia, sarà affiancata dalla figlia Elena Fissore, che oggi entra ufficialmente in azienda unendo alla sua visione internazionale l’energia e la concretezza necessarie ad affrontare l’evoluzione del mondo del vino.

La Cogno apre così una nuova fase della propria storia, dopo il contributo importante portato da Valter Fissore, che esce dall’azienda dopo molti anni. La continuità qualitativa nella produzione sarà garantita da Giulio Giacosa, marito di Elena e partner operativo di fiducia da ormai 12 anni, da molti anni in cantina con ruoli di responsabilità.

<<Mio padre ci ha insegnato che il vino non è un prodotto >> afferma Nadia Cogno. <<È il tempo che scorre bene. È la luce di ottobre sulle vigne di Ravera. È la voce di chi ci ha preceduto che arriva fino a noi attraverso un bicchiere. Questo è ciò che proteggiamo — e ciò che oggi, con ancora più forza, portiamo avanti>>.

 

 

ArtVerona Presentata la 21^ edizione Veronafiere 9 – 10 – 11 ottobre 2026

 


 È stata presentata questa mattina, alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, la 21^ edizione di ArtVerona, che si terrà dal 9 all’11 ottobre 2026 nei padiglioni 11 e 12 di Veronafiere. L’appuntamento si rinnova sotto la direzione artistica di Laura Lamonea, al secondo anno del suo mandato, con la partnership storica di ANGAMC.

 

Il tema di quest'anno, Tra parentesi, prosegue la linea metodologica avviata nella scorsa edizione, sviluppando il concetto di conversazione tra i vari attori del sistema dell’arte: gallerie, collezionisti, artisti e pubblico. Se nel 2025 l’obiettivo era connettere tra loro questi soggetti, l’edizione 2026 si focalizza sulle relazioni profonde che intercorrono tra di essi. Questo approccio affonda le sue radici teoriche nel concetto di Intermedia, formulato alla fine degli anni ‘60 dal teorico e artista Dick Higgins, figura centrale del movimento Fluxus. Il termine descrive quelle pratiche artistiche che si collocano nelle intersezioni tra i media tradizionali. Una visione che si riflette anche nella nuova identità visiva della fiera, curata dal visual designer Alessio D’Ellena (Superness).

 

«ArtVerona 2026 conferma la capacità di Veronafiere di fare della cultura un motore di crescita, relazione e sviluppo per il territorio. La forza della manifestazione nasce dal legame profondo con Verona, città patrimonio UNESCO, e dalla collaborazione tra istituzioni, sistema museale, fondazioni, università, imprese, gallerie e collezionisti. È una fiera che non si esaurisce nei padiglioni, ma entra in risonanza con la città e genera valore per l’intero ecosistema dell’arte contemporanea. Con il progetto InterFiera, inoltre, rafforziamo il dialogo tra ArtVerona e le grandi manifestazioni del nostro Gruppo, creando nuove connessioni tra arte, creatività, impresa e filiere produttive. Una sinergia unica nel panorama fieristico nazionale, che rappresenta un vantaggio competitivo per ArtVerona e per Verona» afferma Federico Bricolo, presidente di Veronafiere.

 

ArtVerona riafferma così il proprio dinamismo e la capacità di trasformare idee e contenuti, confermandosi nel panorama delle fiere d'arte nazionali come un interlocutore dall'approccio spiccatamente innovativo, sperimentale e in costante evoluzione.

 

Numerose le partnership orientate ad un rafforzamento dell’incoming di un pubblico trasversale, tra cui  Festivaletteratura di Mantova, tra gli appuntamenti culturali italiani più attesi dell’anno, e RelazionEXPO, evento nazionale mirato a creare un incontro di altissimo valore tra imprese, professionisti, opinion leader, reti e istituzioni.

 

«In questa edizione presentiamo gallerie che partecipano ad ArtVerona fin dalle sue origini, accanto ad altre appena nate. Abbiamo inoltre scelto di rafforzare il dialogo con il contesto internazionale, coinvolgendo realtà provenienti dalla Corea, dalla Cina e dall’India, con l’obiettivo di attrarre nuovi collezionisti da questi Paesi. La complessità del sistema dell’arte è oggi più che mai evidente e, proprio in questo contesto, il ruolo delle gallerie emerge con ancora maggiore forza, dimostrando una straordinaria capacità di sperimentare nuovi formati, costruire collaborazioni inedite e sviluppare modalità innovative di presentazione e relazione con il pubblico» dichiara Laura Lamonea, direttrice artistica di ArtVerona.

 

Le sezioni espositive della fiera sono cinque, a cui si affiancano per il secondo anno il Cinema (nel padiglione 12) e PORTALUCE, nuovo progetto di Edizioni Brigantino. Il Cinema, reso possibile grazie alla collaborazione con le gallerie presenti in fiera e alcune prestigiose istituzioni del panorama internazionale come l’archivio CNAP - Centre National des Arts Plastiques di Parigi, insieme a collezioni pubbliche e private, come la Collezione Tampieri, continuerà ad ospitare un programma di proiezioni di video e gli incontri del ciclo CONVER_SIAMO, sviluppato grazie al sostegno di Apice, azienda leader nella movimentazione di opere d’arte. Ritorna anche il duo di Edizioni Brigantino (Valentina Lucchetti e Canedicoda) con il nuovo progetto site specific PORTALUCE nella Galleria dei Signori. L’installazione è concepita come un dispositivo con sedute ed elementi scenografici che trasforma la hall da semplice area di transito in uno spazio per la sosta, l’incontro e l’osservazione. Il podcast Invito a vedere, ideato e realizzato da Laura Lamonea e Tommaso Santagostino, prosegue nel suo intento di delineare un itinerario attraverso luoghi fisici e metaforici, unendo le voci di artisti, collezionisti, galleristi, curatori e imprese che si impegnano nella produzione di nuove opere.

 

Alla Main Section, tradizionalmente votata al dialogo tra moderno e contemporaneo, e alla sezione editorie e servizi per l’arte, si affiancano Effetto Sauna (Fuori dalle parentesi), a cura di Thomas Ba: una messa a confronto di artisti affermati e proposte di giovani non ancora rappresentati e attivi sul mercato; Pittura (Ora), a cura di Leonardo Regano, dedicata alle pratiche segniche e gestuali nella pittura e nel disegno contemporanei, per interrogarne lo statuto in una fase di sospensione e ridefinizione del linguaggio; la nuova sezione Still |per(formare) lo sguardo|, a cura di Giovanna Manzotti, che indaga le molteplici possibilità espressive della fotografia, nel senso della sperimentazione processuale e formale, puntando l’attenzione su autori (emergenti o affermati) il cui lavoro è presentato in progetti monografici o incentrati sull’opera di due artisti, privilegiando il confronto intergenerazionale.

Un’altra novità di quest’anno è infine Focus Corea, uno spazio espositivo dedicato alle gallerie e alle realtà culturali provenienti dalla Corea, un affondo inedito sulla scena artistica coreana moderna e contemporanea, a cura di AWave (Asia Art Wave), piattaforma creativa e culturale indipendente che incentiva il dialogo interculturale e artistico tra Europa e Asia, sostenendo gli artisti emergenti.

 

Si rafforza la collaborazione con il sistema museale cittadino composto dai Musei Civici di Verona, in particolare la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Fondazione Cariverona, Palazzo Maffei, quali cultural partner di ArtVerona, l’Università degli Studi di Verona, l’Accademia di Belle Arti, le istituzioni e le principali realtà imprenditoriali del territorio, per la costruzione di un sistema corale e interconnesso, fatto di collaborazioni, sinergie e programmi attrattivi e di interesse.

 

Il nuovo programma per i collezionisti, avviato gli scorsi mesi, ha incluso e continua a promuovere attività e iniziative che spingono ArtVerona anche oltre i confini italiani. Due appuntamenti, in particolare, sono stati sviluppati grazie alla collaborazione con Pictet Wealth Management: una visita alla prestigiosa Collezione Pictet di Ginevra e un incontro presso Villa Medici a Roma, istituzione che ha accolto l’installazione Una distanza senza rive di Enrique Ramirez allestita all’ex Dogana di fiume di Verona (2025). L’obiettivo del programma è cercare di costruire una comunità sempre più allargata, inclusiva e aggiornata sui temi dell’attualità dell’arte. 

 

In quest’ottica di collaborazione, ampliamento e condivisione di progetti comuni, nel 2026 ArtVerona ha esteso il proprio raggio d’azione promuovendo nuove alleanze e iniziative, tra cui un progetto di trasversalità tra le principali manifestazioni del gruppo Veronafiere (Vinitaly, Marmomac e Fieracavalli), che punta a far dialogare le aziende di questi settori con il mondo dell’arte contemporanea. Il nuovo assetto, curato da Maria Marinelli, si chiama InterFiera e favorisce lo sviluppo di sinergie particolari, dalla nascita di premi congiunti alla realizzazione di interventi espositivi condivisi. Il dialogo trova nel territorio veneto, ricco di aziende e manifatture, un terreno aperto a nuove opportunità di crescita, culturale ed economica.

 

ArtVerona presenta una nutrita rosa di Premi (perlopiù incentrati su programmi di residenze e acquisizioni) rivolta agli artisti e alle gallerie, offrendo risorse concrete e opportunità di sostegno per tutta la filiera del mondo dell’arte. A fianco allo storico premio del fondo A Disposizione. Veronafiere per l’Arte debuttano due nuovi premi: il Premio Fondazione Bonollo promosso dalla Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo per l’arte contemporanea, che nasce con l’obiettivo di sostenere e valorizzare le proposte artistiche presentate nella sezione Effetto Sauna e il Premio MC Collection, nuovo premio acquisizione promosso dal collezionista Marco Curina, nato per sostenere e valorizzare la ricerca artistica contemporanea. Sono riconfermati il Premio Fondazione Nadia Zenato, Premio Casarini Due Torri Hotel per la Pittura Under 40, Premio MZ Costruzioni, Premio Dowedo - Namec - Nuove arti e mestieri dell’epoca contemporanea, Premio Massimiliano Galliani per il Disegno Under 40, Sustainable Art Prize, Premio Villa Filanda Antonini e Premio Display.

 

Durante i giorni di fiera, mostre e iniziative curate da ArtVerona porteranno in città grandi artisti italiani e internazionali, chiamati a misurarsi con il territorio e con il fascino di luoghi non consueti.

 

Nella splendida cornice di Palazzo Forti, accanto al ricco programma che la Direzione Musei – GAM sta portando avanti per la valorizzazione dell’arte contemporanea con la collaborazione di Fondazione Cariverona, si inserisce il progetto Líneas de Tiempo dell’artista spagnola Dora García, un’installazione caratterizzata da un intervento performativo, rivolto anche al pubblico, che si espanderà verso altri luoghi cittadini. L’intervento, parte di una ricerca avviata dall’artista nel 2022, presenterà una linea del tempo dedicata alla storia della città di Verona, ai suoi momenti di trasformazione, alle memorie da preservare e alle fratture che ne hanno ridefinito l’identità.

 

L’artista Luca Trevisani sarà protagonista di un intervento nella Sala Morone del Convento di San Bernardino a Verona. La selezione di opere sviluppate nell’arco di oltre vent’anni che l’artista esporrà in questo contesto, intreccia alcuni dei nuclei più profondi della sua ricerca: il mondo sensibile come organismo vivo, la storia come stratificazione di gesti e la fragilità come forma di conoscenza.

 

Tra le collaborazioni strette nel corso degli anni, prosegue quella con l’imprenditrice vitivinicola Nadia Zenato, partner culturale di ArtVerona che sostiene la fotografia contemporanea attraverso la sua fondazione culturale e il suo laboratorio permanente di studio e sperimentazione.

Fondazione Cariverona presenta un nuovo progetto commissionato a Marinella Senatore, tra le più autorevoli artiste italiane sulla scena internazionale, che realizzerà un’installazione site-specific per la sede istituzionale di Fondazione Cariverona in via Forti.

 

 

Informazioni

www.artverona.it

staff@artverona.it  | T. +39 045 829 8056 – 8118-8051

UN'ESTATE ITALIANA Quattro paesaggi, venti bottiglie