venerdì 12 giugno 2026

Joseph Kosuth illumina il Museo del Novecento

 


Entra a far parte della collezione del Museo Vederele cose (per A.S.) 2025, installazione site-specific di Joseph Kosuth.

 

 

Inaugurazione ufficiale alla presenza dell’artista

1 luglio 2026, ore 19.00

 

 



 

Museo del Novecento

Piazza del Duomo 8, Milano

museodelnovecento.org

 


Milano, 12 giugno 2026. Si è ‘accesa’ sulla facciata laterale del Museo del Novecento Vedere le cose (per A.S.), 2025, la nuova installazione site-specific di Joseph Kosuth. L'opera, una 'scrittura di luce' che si allunga per 28 metri sul lato di via Marconi, trasforma il muro esterno del Museo in un luogo di riflessione in dialogo con la città. Acquisita dal Comune di Milano e quindi entrata a far parte della Collezione permanente del Museo, sarà inaugurata ufficialmente il prossimo 1° luglio (ore 19) dall’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, alla presenza dell’artista.

 

«Il presente, che è nel tempo quello che la facciata è nello spazio, impedisce di vedere le cose in profondità»: questa la frase, tratta dagli Scritti dispersi (1943-1952) di Alberto Savinio, che Joseph Kosuth ha scelto di realizzare in neon per la facciata del Museo. La riflessione metafisica evocata da Savinio incontra così il linguaggio concettuale di Kosuth, proponendo una riflessione che invita a superare l’immediatezza del presente per cercare, nella profondità delle cose, nuove possibilità di senso.

 

L’installazione arriva in un momento particolarmente significativo per il Museo del Novecento, che con l’avvio del cantiere per l’ampliamento nella seconda torre dell’Arengario apre una nuova stagione di trasformazione dei propri spazi e della propria identità. “L’opera di Kosuth getta idealmente un ponte verso il secondo Arengario, destinato a diventare estensione del Museo, accompagnandolo fino alle soglie del contemporaneo”, afferma l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.

 

Il progetto è nato nel contesto del progetto di Metafisica/Metafisiche, la grande mostra diffusa – curata da Vincenzo Trione e prodotta da Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d'Italia con Electa – che indaga proprio la persistenza della visione metafisica dal primo Novecento alla contemporaneità. Se il progetto espositivo si avvia alla conclusione il prossimo 21 giugno, l'opera di Kosuth ne prolunga idealmente la riflessione estendendola allo spazio urbano, per lasciare un segno visibile e permanente alla città.


Joseph Kosuth

Vedere le cose (per A.S.)’, 2025

Installazione neon

Testo in neon bianco caldo installato direttamente sulla facciata

Lunghezza: 28 m

Altezza: 62 cm

Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli

Il Crema Wine Festival edizione 2026 secondo la Cantina Madri Leone

 





Il Crema Wine Festival edizione 2026 si è confermato una vetrina d’eccellenza straordinaria al  secondo anno di partecipazione dell'azienda agricola pugliese Madri Leone. 


Per la Cantina situata nel Tavoliere ad est del Mare Adriatico  (e guidata tutta al femminile dalle sorelle Marilia e Linda Leone) è stata un’esperienza memorabile. I banchi d’assaggio hanno visto un flusso continuo di visitatori. sono stati incontraticentinaia di appassionati wine lovers sinceri e degustatori esperti che hanno dimostrato una grandissima competenza e curiosità autentica.


Raccontare la nascita delle bottiglie di Madri Leone è stato un vero orgoglio, ogni calice versato ha fatto nascere un dialogo profondo sul territorio. 


Il festival di Crema fa della cultura del vino il suo punto di forza. Questo evento ha un valore commerciale e strategico inestimabile per Madri Leone: difatti ha permesso di toccare con mano le richieste del mercato attuale.


Il contatto diretto con il cliente finale pulsa di energia positiva.Oltre ai winelovers, il confronto tra addetti ai lavori è stato vitale, così come è stato fondamentale interfacciarsi e confrontarsi a lungo con moltissimi colleghi produttori.


Condividere sfide, visioni e trend futuri arricchisce sempre la crescita di una realtà come Madri Leone, oltre a far aumentare la consapevoiezza del lavoro svolto, sia in vigna che in Cantina.


Madri Leone ha portato a casa contatti preziosi e tantissimo entusiasmo rinnovato. Il Crema Wine Festival si è confermato come un appuntamento ormai imperdibile, dal quale attingere per trasformare tutti gli ottimi incontri in nuove grandi opportunità.

ISRE - Istituto Regionale Etnografico presenta YAN, 1956 Jean Dieuzaide e il suo viaggio in Sardegna A cura di Elisa Medde

 



straperetana 2026 | X edizione Elisa Montessori / Flavio Favelli

 Pereto si trasforma in un laboratorio d’arte contemporanea:

una doppia personale a Palazzo Maccafani e due interventi permanenti lasciano un nuovo segno nel cuore del borgo medievale

 

 

Elisa Montessori ph Giorgio Benni / Flavio Favelli ph Samuel Webster

 

 

Inaugurazione: sabato 11 luglio 2026

 

Apertura al pubblico

dal 12 luglio al 16 agosto 2026

Pereto (AQ)

 

Pereto (AQ), 12 giugno 2026. Flavio Favelli ed Elisa Montessori sono i protagonisti della decima edizione di straperetana, la rassegna di arte contemporanea diffusa che sabato 11 luglio 2026 inaugura a Pereto (AQ). Dopo nove edizioni costruite come un itinerario espositivo temporaneo tra strade, palazzi e spazi del borgo, straperetana comincia una nuova fase del proprio percorso: un progetto di lungo periodo che punta alla realizzazione di interventi artistici permanenti destinati a costituire, nel tempo, una collezione d'arte contemporanea a cielo aperto nel cuore di Pereto.

 

A cura di Annalisa Inzana e Paola Capata, straperetana X coinvolge due artisti di straordinaria esperienza e sensibilità, già protagonisti rispettivamente della seconda e della settima edizione della manifestazione, nel 2018 e nel 2023. Flavio Favelli realizzerà una grande opera muraria in una delle piazze principali del paese, mentre Elisa Montessori, alla sua prima esperienza nell’ambito dell’arte pubblica, presenterà un intervento scultoreo pensato per il dedalo del centro medievale di Pereto, in dialogo con la memoria e il paesaggio del luogo. Parallelamente, negli spazi di Palazzo Maccafani sarà presentata una doppia personale dedicata ai due artisti, offrendo al pubblico l’occasione di approfondirne la ricerca attraverso opere storiche e lavori recenti.

 

Fondata nel 2017 da Paola Capata e Delfo Durante, e curata nelle sue prime cinque edizioni da Saverio Verini, straperetana è una rassegna di arte contemporanea diffusa che ogni estate trasforma Pereto, borgo medievale conosciuto come “porta d’Abruzzo”, in un laboratorio dove arte, architettura e paesaggio dialogano in modo inedito. Il progetto attiva un confronto continuo tra la ricerca artistica contemporanea e l’identità del territorio.

 

In nove edizioni ha coinvolto oltre 160 artisti italiani e internazionali e accolto quasi 4.000 visitatori, affermandosi come uno degli appuntamenti più originali dedicati all’arte contemporanea nei piccoli centri italiani. Nel corso degli anni la manifestazione si è configurata come uno spazio di confronto tra memoria e contemporaneità, capace di intrecciare passato e presente, tradizione e sperimentazione, restituendo nuova energia culturale a un luogo profondamente segnato dalla storia.

 

Oggi, con la sua decima edizione, straperetana modifica il proprio percorso, consolidando il legame con il territorio e trasformando Pereto in un luogo di produzione culturale permanente e condivisa.

Valeria Ghezzi all'Assemblea Federturismo Confindustria: «La montagna è un modello di sviluppo per il turismo italiano del futuro»

 

La Presidente di ANEF è stata confermata alla Vice Presidenza di Federturismo Confindustria

Roma, 12 giugno 2026_ La montagna italiana non rappresenta soltanto una delle più importanti destinazioni turistiche del Paese, ma un vero laboratorio di sviluppo sostenibile, occupazione stabile e innovazione territoriale. È questo il messaggio portato da Valeria Ghezzi, Presidente di ANEF e confermata Vice Presidente di Federturismo Confindustria, nel corso dell'Assemblea Pubblica 2026 della Federazione, che si è svolta ieri pomeriggio al MAXXI di Roma sul tema "Nuovi Turismi verso il 2030: Economia stellare per occupazione stabile, sostenibilità, sviluppo".

L'Assemblea ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e delle principali organizzazioni del settore per riflettere sulle sfide e sulle opportunità che attendono il turismo italiano nei prossimi anni, sancendo inoltre l'elezione di Massimo Caputi alla Presidenza di Federturismo Confindustria.

Nel panel dedicato al ruolo dei territori e delle destinazioni, Valeria Ghezzi ha evidenziato come il concetto di "nuovi turismi" trovi nella montagna una delle sue espressioni più significative. «La montagna sta vivendo una fase di riscoperta e di rinnovata attrattività, ma la sua storia turistica affonda le radici in una tradizione millenaria. Oggi gli stessi luoghi e gli stessi paesaggi vengono interpretati attraverso nuove esperienze, nuovi servizi e nuove modalità di fruizione, capaci di rispondere alle esigenze del viaggiatore contemporaneo», ha sottolineato Ghezzi.

La Presidente di ANEF ha ricordato come le aree montane abbiano dovuto affrontare per decenni fenomeni di spopolamento e difficoltà legate all'accessibilità, ai servizi e alle infrastrutture, ma rappresentino oggi una straordinaria opportunità per costruire un modello di sviluppo equilibrato e duraturo. In Italia i comuni montani sono circa 2.500, occupano il 35% del territorio nazionale e ospitano oltre 7 milioni di residenti. Più della metà di essi presenta un'economia fortemente legata al turismo, con livelli di presenze turistiche superiori al doppio della media nazionale.

«La montagna può offrire una risposta concreta a tre grandi obiettivi del turismo del futuro: occupazione stabile, sostenibilità e sviluppo», ha spiegato Ghezzi. «Grazie all'allungamento delle stagioni e alla crescente diversificazione delle esperienze, è possibile generare lavoro qualificato per gran parte dell'anno. Allo stesso tempo, la tutela dell'ambiente naturale non rappresenta un vincolo ma una necessità strategica, perché il paesaggio e il territorio costituiscono il nostro principale prodotto turistico». Nel suo intervento Ghezzi ha inoltre ribadito il ruolo centrale degli impianti di risalita come infrastrutture di mobilità e di accesso alle terre alte, sempre più utilizzate non soltanto dagli sciatori ma anche da escursionisti, famiglie e visitatori interessati a vivere la montagna in tutte le stagioni.

I dati confermano il valore economico e sociale del comparto: ogni milione di euro di ricavi generato dai gestori degli impianti produce oltre 5 milioni di euro di spesa turistica sul territorio, circa 8 milioni di euro di giro d'affari complessivo e oltre 68 unità di lavoro annue a livello locale. Parallelamente, il settore continua a investire in innovazione e sostenibilità, con tecnologie che consentono significativi risparmi energetici e una riduzione costante dell'impatto ambientale.

«La montagna è un sistema complesso e interconnesso», ha concluso Ghezzi. «Il successo di una destinazione dipende dalla capacità di integrare infrastrutture, ospitalità, servizi, esperienze e qualità della vita delle comunità residenti. La vera sfida dei prossimi anni sarà costruire un'offerta sempre più integrata, innovativa e accessibile, capace di generare valore economico e sociale per l'intero territorio».

La conferma di Valeria Ghezzi alla Vice Presidenza di Federturismo Confindustria rappresenta un importante riconoscimento del ruolo strategico che il turismo montano e il sistema degli impianti di risalita svolgono all'interno dell'industria turistica italiana, sempre più chiamata a contribuire alla competitività e allo sviluppo del Paese.

Jannis Kounellis: Io sono un pittore

 

World Gin Day: Lungarno Collection celebra il Gin Taddeo a Firenze con cocktail signature e tapas

 


In occasione del World Gin Day, sabato 13 giugno Lungarno Collection celebra il proprio signature gin con un appuntamento dedicato in tutti i suoi bar fiorentini. Protagonista della giornata sarà infatti il Gin Taddeo, l'etichetta nata dal talento e dalla creatività dei mixologist del gruppo, interpretata per l'occasione attraverso una selezione di cocktail speciali con tapas in abbinamento:

PICTEAU BISTROT & BAR - Hotel Lungarno
ANNABELLE: Taddeo Gin, Santoni Amaro, lemongrass cordial, fragola
Tapas: Tartelletta con caviale di melanzana, mousse di pomodoro e ricciola marinata alla soia e lime.

CAFFÈ DELL’ORO - Portrait Firenze
GIMLET: Lime, zucchero, Taddeo Gin
Tapas: Tartelletta di alga nori, gambero rosso, crumble di oliva taggiasca e gel al pompelmo.

701 ROOFTOP BAR - Gallery Hotel Art
701 IMPROVED GIMLET: Taddeo Gin, Yuntaku Amaro di Goya, Paragon Timur Berry Cordial, Teapot Bitter
Tapas: Crostino con guacamole, sashimi di salmone e kefir lime.

Prezzo: 20 euro (cocktail e tapas)

ELEMENTI Settima edizione A cura di MAGMA

 

UN MUSEO SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE. LA DELEGAZIONE DAL BELGIO, LA MOSTRA DI EDIMBURGO. E UNA NOTA STORICA DI UN MAPPAMONDO DI FEDE CICLISTICA

 


Il Museo del Ghisallo fra partnership che pedalano e la collaborazione con l’Istituto Italiano di cultura di Edimburgo per “ Italian Icons “

Collaborazioni che pedalano - Una delegazione dal Belgio dell’Onze-Lieve-Vrouw van de fietsers di Klein-Sinaai/Stekene arriverà al Ghisallo in bici sabato 13 giugno 2026. Si tratta di una delle numerose testimonianze europee che legano Santuario e il Museo nel mondo che pedala e ha memoria. I gemellaggi e le collaborazioni del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, sorto 20 anni fa accanto al Santuario della protettrice dei ciclisti, sono un pellegrinaggio attivo che collega altri luoghi europei dedicati alla Madonna dei Ciclisti e si inseriscono in una storia di relazioni nata molto prima dell’istituzione museale e già documentata nel 1961.

 

Parliamo dei Santuari di La Bastide d’Armagnac, in Francia, di Leintz-Gatzaga, in Spagna, e la Grotta della Madonna dei Ciclisti di Klein-Sinaai, a Stekene e altri, tutti luoghi sacri uniti al Ghisallo, al suo Santuario, al suo Museo.  Si tratta proprio di una fede ciclistica internazionale. Negli anni si sono sviluppati scambi di cimeli con il museo Koers di Roeselare, in Belgio, nell’ambito di una collaborazione stabile. Ma non è l’unica collaborazione attiva. I prestiti internazionali documentati nello storico inventariale del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo tracciano un mappamondo virtuale e concreto nello stesso tempo che si traduce in una presenza e rispetto dell’esposizione del Ghisallo, europea e internazionale, costruita anno dopo anno, attraverso mostre, collaborazioni culturali ed esposizioni dedicate alla storia della bicicletta e del ciclismo.


Oltre ai musei europei come il già citato Koers Museum di Roeselare ci sono anche il Musée du Vélo di Chippis, il Budapest History Museum, l’Onze-Lieve-Vrouw van de fietsers di Klein-Sinaai/Stekene, il Notre-Dame des Cyclistes di Labastide-d’Armagnac, il Santuario de Nuestra Señora de Dorleta di Leintz-Gatzaga e oltre ad alcuni collezionisti internazionali che collaborano ormai da anni agli eventi del Museo, fra i più attivi il francese Bruno Astruc e lo svizzero Marc-André Elsig.

 

Era il 1961 - Una nota storica riportata da Giulio Mauri nel volume “Il Ghisallo, il Santuario e la sua... storia”, pubblicato nel 1989, documenta questa rete storica circostanziando una speciale «Gita ai santuari Europei di ciclisti francesi e spagnoli», un’iniziativa francese volta ad allacciare idealmente tre Santuari dedicati alla Madonnina dei Ciclisti: il Ghisallo, Notre Dame de Géou a Labastide-d’Armagnac e Nuestra Señora de Dorleta in Spagna. Secondo il testo, nel maggio 1961 una comitiva di una decina di ciclisti, in maglia gialla e guidati dal parroco di Créon don Giuseppe Massie, giunse in bicicletta a Bellagio, dopo aver visitato il Ghisallo, dove fu accolta dal parroco don Ermelindo Viganò. Il viaggio, lungo oltre 3000 chilometri e accompagnato dal «Flambeau de l’Amitié», una fiaccola collocata sul manubrio della bicicletta del capo spedizione, intendeva portare attraverso tre Paesi un messaggio di amicizia sotto il segno della Madonnina dei Ciclisti.

  

Un Museo sempre più mondiale - Dal 2012 al 2026 il museo ha collaborato, attraverso prestiti e condivisioni di cimeli, materiali storici e contenuti dell’archivio digitale, in diversi contesti internazionali. Di recente, prima del Giro 109, 2026, con il proprio archivio digitale, in occasione della partenza del Giro dalla Bulgaria, il Museo ha fornito una ricerca iconografica e contribuito ad una mostra digitale promossa dal MEI Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana con sede a Genova. La mostra itinerante del MEI - Museo Nazionale Emigrazione Italiana dedicata al ciclismo e all'emigrazione, "Galleria dell'exSport", è stata inaugurata a Sofia (Bulgaria) presso la Galleria Nazionale Kvadrat 500 per celebrare il Giro.

 

A Edimburgo con “Italian Icons” - Quest’anno la collaborazione più importante si realizza con l’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo, attraverso una vera e propria mostra intitolata “Italian Icons”. A Edimburgo sfilano i grandi brand italiani della bicicletta grazie al supporto di BBike, Bianchi, Cinelli, Colnago, De Rosa, Montana VKT, Olmo, attraverso 12 mezzi iconici di cui 6 biciclette della Collezione del Museo del Ghisallo.

 

Un po’ di storia in giro -  Le collaborazioni all’estero iniziano nel  2012: si parte in Danimarca, al Danmark Industrimuseet, per “The Story of the Giro d’Italia” in occasione della partenza del Giro dalla Danimarca; nel 2013, a Dubai, per l’esposizione “Cycling Legend”; nel 2016 a Londra, in occasione dell’evento di presentazione della 100ª edizione del Giro. Nel 2019 il Museo ha prestato a Eurobike di Friedrichshafen, in Germania (la più grande mostra esposizione mondiale dedicata al ciclismo) la bicicletta da pista appartenuta a Francesco Moser, utilizzata a Città del Messico nel 1984 per il record dell’ora di 51,151 chilometri.  

 

In occasione dell’Expo di Dubai, sono state concesse alcune iconiche maglie rosa che coprirono le spalle di Fiorenzo Magni (1955), Eddy Merckx (1968), Francesco Moser (1984). Al Museo Storico di Budapest è stata realizzata una grande esposizione di materiali prestati dal Museo del Ghisallo in occasione della Grande Partenza del Giro d’Italia dall’Ungheria. La mostra era stata programmata per il 2020, ma a causa della pandemia da Covid-19 è stata rinviata e realizzata nel 2022.


Quello stesso anno, il 2022, il Museo di Oudenaarde, in occasione della mostra legata al Giro delle Fiandre del 1º aprile, ha ricevuto dal Museo del Ghisallo numerosi pezzi da novanta legati soprattutto al ricordo del campione Fiorenzo Magni, il leone delle Fiandre.

Nel 2025, a Ginevra, per Breitling - Watches & Wonders, è stata prestata la bicicletta Legnano appartenuta a Gino Bartali al Tour de France 1948 e nello stesso anno, al Koers Museum per «Cycling from all over the world», è stata concessa la maglia del Tour du Rwanda. È una storia questa del Museo del Ghisallo che viaggia nel mondo. E non è mai finita.

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