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Torna la degustazione itinerante di Eustachiora nella settimana dall'8 al 16 Giugno c.m.
Tra le zone vitivinicole vocate della Toscana c'è sicuramente (con una tradizione secolare) l'Isola d'Elba,che tra brezze marine e la macchia mediterranea rivela dei vini particolarmente espressivi.
Dall’8 al 16 giugno, EustachiORA dedica la nuova degustazione itinerante all’Azienda Agricola Arrighi, storica realtà vitivinicola elbana che da oltre cento anni intreccia tradizione familiare, ricerca e sperimentazione.
Un percorso, che attraversa tre generazioni e che oggi vede Antonio Arrighi guidare l’azienda insieme alle figlie Giulia e Ilaria, continuando a raccontare l’Elba attraverso vini profondamente legati al territorio. “Con me l’attività enologica è diventata centrale, per passione, per amore dell’Isola d’Elba e della sua incredibile biodiversità”, racconta Antonio.
La storia dell’azienda inizia nel 1920, quando Antonio Arrighi e Dina Gavassa uniscono i propri terreni dando vita all’attuale azienda agricola. Per gran parte del Novecento il vino resta legato all’attività alberghiera di famiglia, servito agli ospiti degli hotel dell’Elba. Sarà dagli anni ’90 che la viticoltura diventerà il cuore pulsante del progetto, grazie anche alla collaborazione con il Centro di Ricerca per la Viticoltura di Arezzo e a una continua attività di sperimentazione.
Oggi Arrighi coltiva circa 8 ettari di vigneti affacciati sul mare, su terreni ricchi di ferro, argilla e minerali, dove convivono vitigni autoctoni elbani e varietà selezionate negli anni per adattarsi al clima dell’isola: il risultato sono dei vini sapidi, minerali ed intensi.
Negli anni l’azienda è diventata anche un punto di riferimento nella sperimentazione in anfora e nella riscoperta di pratiche antiche. Dal 2010 Arrighi lavora con anfore in terracotta di Impruneta, recuperando una tradizione profondamente legata alla storia mediterranea del vino. Nel 2019 nasce Nesos, il celebre “vino marino”, frutto di una sperimentazione realizzata insieme all’Università di Milano e Pisa, che recupera un’antica tecnica greca di immersione delle uve in mare. Ma al centro del lavoro della famiglia Arrighi resta sempre l’idea di un vino artigianale, agricolo e identitario. “Noi siamo piccoli, siamo artigiani del vino. Seguiamo ogni fase e per questo possiamo prenderci cura di ogni dettaglio”.
La degustazione dei Vini Elbani di Arrighi prevede due tappe: nella prima presso il locale Sapori Solari si assaggeranno prima l'AREMBAPAMPANE, Elba Vermentino Doc - Vermentino 100% e poi l'ISOLA IN ROSA, Igt Toscano Rosato - Syrah 100%.
Mentre nella seconda tappa della degustazione itinerante presso il locale Polpetta Doc verrà degustato il CENTOPERCENTO, Elba Rosso Doc - Sangiovese 100%.
EustachiORA continua a essere un itinerario urbano dedicato al vino, accessibile e diffuso, che porta a Milano territori meno scontati e identità da scoprire. Due tappe, tre calici, più uno, un percorso tra i locali del quartiere.
In alto i calici!
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dal 10 al 27 giugno 2026
Giardino di Palazzo Bentivoglio
via del Borgo di San Pietro 1C, Bologna
Mario García Torres, I Have Imagined Things Only True Believers Can See, 2026, Palazzo Bentivoglio, Bologna, ph. Sebastiano Pellion di Persano
Bologna, 5 giugno 2026. Dopo il progetto dedicato a John Giorno e Ugo Rondinone nel 2023, la performance robotica ULTRAMORE di Riccardo Benassi nel 2024 e la proiezione di ΊΚΑΡΟΣ (Icarus) di Giorgio Andreotta Calò nel 2025, dal 10 giugno 2026 Palazzo Bentivoglio riapre le porte del suo giardino per dodici serate e presenta I Have Imagined Things Only True Believers Can See, un nuovo lavoro di Mario García Torres concepito appositamente per il luogo.
La presentazione al pubblico di I Have Imagined Things Only True Believers Can See sarà accompagnata, il 10 giugno alle ore 21:30, dalla performance dell’artista Five Feet High and Rising, pensata come ideale prima attivazione dell’opera. Presentata alla Sharjah Biennal 13 nel 2017 e al C3A di Cordoba nel 2022, la performance è una conferenza-djset che traccia una storia culturale dei fiumi come luogo di incontro fra civiltà e soggettività diverse.
I Have Imagined Things Only True Believers Can See, destinata a rimanere nel giardino di Palazzo Bentivoglio, è un’opera che nasce dalla riflessione di García Torres attorno ad Autoritratto (mi fuma il cervello) (1993), uno degli ultimi lavori di Alighiero Boetti: un bronzo a dimensioni naturali in cui l’artista si rappresenta mentre tiene sospeso sopra la testa un tubo da giardino da cui sgorga un getto d’acqua che, a contatto con un sistema riscaldante incorporato nella scultura, si trasforma in vapore. Con I Have Imagined Things Only True Believers Can See, García Torres isola il tubo, sottraendolo alla figura originaria e trasformandolo in una presenza autonoma. Realizzata in rame patinato, l’installazione assume perciò la forma di una canna per l’irrigazione lunga oltre sessanta metri ed esageratamente aggrovigliata, che attraversa un’aiuola ed emette un getto d’acqua su una piastra incandescente, generando vapore.
“Fra i motivi che ci hanno spinto a questa commissione c’è sicuramente anche la voglia di sfidare con ironia le consuetudini più logore riguardo le sculture da giardino” racconta Tommaso Pasquali, direttore di Palazzo Bentivoglio. “L’opera crea un corto circuito fra la godibilità immediata di una forma armoniosa e il contenuto concettuale, di rilettura critica, che è intrinseco nel riferimento a Boetti. I Have Imagined Things Only True Believers Can See è il più monumentale di una serie di lavori di Mario García Torres che fanno riferimento al famoso Autoritratto del 1993, e l’unico che realizza quello stesso passaggio di stato dell’acqua. Il lungo lavoro di García Torres sulla mitologia di Boetti, e del suo One Hotel a Kabul, rimane per noi un caso esemplare di come, da artista, si può intervenire oggi sull’eredità ancora fecondissima dell’arte concettuale, e ci piace l’idea di avere d’ora in poi una “stanza” del giardino che ne evoca un protagonista.”
Con la sua consueta pratica di riattivazione di figure, episodi e miti della storia dell’arte, García Torres non propone una citazione diretta, ma uno slittamento immaginativo. Il gesto di Boetti viene qui spinto alle estreme conseguenze: il tubo sembra emanciparsi dal proprio autore, acquisire vita autonoma, aggrovigliarsi nello spazio e continuare a cercare, ironicamente, quella stessa tensione creativa evocata nell’opera originaria.
I Have Imagined Things Only True Believers Can See aprirà al pubblico con una performance mercoledì 10 giugno alle 21.30 e sarà visitabile fino al 27 giugno, dal mercoledì al sabato dalle 20 alle 23.
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Collezione MU.RO presenta BRILLO, la prima mostra personale in Italia dell'artista spagnolo Carlos Enfedaque, in programma dal 12 giugno all'11 luglio 2026. Il progetto, realizzato in collaborazione con la galleria spagnola ArteriA Art Gallery, rappresenta la più ampia presentazione del lavoro dell'artista realizzata fino ad oggi e riunisce opere prodotte tra il 2022 e il 2026.
L'esposizione presenta un nucleo significativo di opere di grande formato che attraversano l'intera carriera di Enfedaque, permettendo al pubblico di seguirne l'evoluzione poetica e linguistica. Una parte rilevante dei lavori nasce dalle due residenze artistiche svolte presso la Tom of Finland Foundation di Los Angeles, esperienza che ha segnato profondamente il percorso personale e professionale dell'artista.
Nel corso della sua carriera Enfedaque ha partecipato a numerosi programmi di residenza internazionale e le sue opere sono state esposte in contesti prestigiosi, tra cui Christie’s a Londra. Tuttavia, il periodo trascorso presso la Tom of Finland Foundation rappresenta uno dei momenti più significativi della sua ricerca. Vivere e lavorare all'interno della storica istituzione dedicata all'eredità di Tom of Finland ha consentito all'artista di approfondire temi legati alla rappresentazione del corpo, all'identità queer e alla costruzione dell'immaginario contemporaneo, influenzando in modo determinante la sua produzione più recente. |
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Una sezione specifica del percorso espositivo, concepita come una Red Room, ospiterà le opere dai contenuti più espliciti, evidenziando una componente essenziale della ricerca di Enfedaque legata alla rappresentazione del desiderio, della vulnerabilità e della libertà del corpo.
Il titolo della mostra nasce da una storia personale. Brillo è il nome che l'artista ha dato a una cornacchia grigia con cui ha instaurato un rapporto quotidiano sul balcone della sua casa a Berlino. In spagnolo, la parola significa "luccichio", "splendore", "luminosità" e deriva anche da El brillo de los ojos, personaggio del romanzo Las Malas della scrittrice argentina Camila Sosa Villada. Nel libro, il nome diventa simbolo di cura, maternità e speranza all'interno di una comunità marginalizzata di donne trans e travestiti. |
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Attraverso l'incontro con questo animale selvatico, divenuto nel tempo presenza costante e figura ricorrente nelle sue opere, Enfedaque individua una metafora della resilienza e della possibilità di costruire relazioni fondate sulla fiducia e sulla cura reciproca. La cornacchia emerge nei lavori come piuma, ombra o sagoma, trasformandosi in un'icona che attraversa l'intera mostra.
La luce è il principio generatore della sua pratica artistica. Nei dipinti di Enfedaque i soggetti emergono, si dissolvono o vengono definiti dalle fonti luminose che li attraversano. Attraverso una tecnica che dialoga con la tradizione accademica, l'artista costruisce mappe cromatiche in cui il colore diventa strumento per modellare la luce stessa. Pittura, fotografia e cinema condividono così una medesima origine: la luce come materia e come linguaggio.
In questo senso, BRILLO sintetizza i molteplici livelli della sua ricerca: la luminosità che struttura l'immagine, il rapporto affettivo con i soggetti rappresentati, la memoria personale, il desiderio e le relazioni che rendono possibile l'emergere delle immagini. |
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La mostra assume un significato particolare per Collezione MU.RO: Enfedaque è infatti l'artista vincitore della prima edizione del Premio Collezione MU.RO, assegnato nell'ambito di The Others. Il riconoscimento era dedicato a ricerche artistiche capaci di interrogare i temi del corpo e dell'identità, questioni centrali nella pratica dell'artista spagnolo.
Il progetto si inserisce inoltre tra le iniziative dedicate al mese del Pride, riaffermando l'impegno di Collezione MU.RO verso pratiche artistiche capaci di esplorare identità, differenze e forme di rappresentazione queer contemporanea. |
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Carlos Enfedaque è un pittore residente a Berlino, originario di Saragozza, in Spagna. Nato nel 1994, ha studiato Belle Arti presso l’Università di Saragozza, l’ARCA–EUAC Escola Universitária das Artes di Coimbra, in Portogallo, e la Facoltà di Belle Arti San Carlos dell’Universitat Politècnica de València, dove si è laureato nel 2016. Dopo aver completato il suo master nel 2018, si è trasferito a Berlino, città in cui vive e lavora tuttora. Le sue opere sono state esposte presso Christie’s a Londra, SETAREH Berlin, Swinton Gallery e Galería Nueva a Madrid, Las Naves – Centro de Creación Contemporánea a Valencia e il Museu Europeu d’Art Modern (MEAM) di Barcellona. Nel 2025 ha ricevuto il Premio Collezione MU.RO in occasione di The Others Art Fair a Torino. Enfedaque ha inoltre partecipato a numerosi programmi di residenza artistica, tra cui la residenza presso la Tom of Finland Foundation di Los Angeles e Un Lugar by Manrique a Madrid. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private, tra cui l’archivio e la collezione della Tom of Finland Foundation (Los Angeles, Stati Uniti), la Thomas Marco Steinle Collection (Berlino, Germania), la Francesco Sghirripa Collection (Milano, Italia), la Collezione MU.RO (Italia), la Arthur van Schendel Collection (Amsterdam, Paesi Bassi), la Kevin Comer Collection (Palm Springs, Stati Uniti) e la Alexis Alex Borges Collection (Los Angeles, Stati Uniti).
COLLEZIONE MU.RO |
INFORMAZIONI MOSTRA BRILLO. Mostra personale in Italia di Carlos Enfedaque 12 giugno - 11 luglio 2026
Vernissage: giovedì 11 giugno 2026, ore 18.00–21.00, alla presenza dell'artista
Spazio MU.RO | Viale Campania 33 – Milano Orari: Mar.-Sab. 10.00-18.00 | Ingresso libero
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