venerdì 31 luglio 2026

TENUTE NICOSIA Calici di Stelle 2026 Wine, Vintage & Handmade Edition

 


Tutto pronto per Calici di Stelle 2026, l’attesissima manifestazione estiva promossa dal Movimento Turismo del Vino, che vedrà protagonista Tenute Nicosia. L’evento di quest’anno si terrà mercoledì 5 agosto con un’edizione sfavillante: il fascino del vino e delle notti stellate incontreranno il gusto e la creatività, grazie alla rinnovata collaborazione con il Pop Up Market Sicily, che curerà un’esposizione speciale di creativi e vintage seller. Le etichette delle selezioni Tenute Nicosia, le eccellenze del gusto e dell’artigianato e le osservazioni astronomiche – anche quest’anno a cura del Gruppo Astrofili Catanesi – saranno al centro del programma. Dalle 18:00 fino a tarda sera, si alterneranno degustazioni, food pairing, mixology, musica e intrattenimento. 

Quest’anno i partecipanti potranno assaggiare le preparazioni de L’Osteria di Cantine Nicosia per accompagnare i vini e le bollicine di Tenute Nicosia, in degustazione libera ai banchi d’assaggio gestiti dai sommelier dell’associazione catanese Sapori e Sapere. Un’Area Food all’aperto sarà a disposizione di coloro che vogliono vivere en plein air l’esperienza del party sotto le stelle, mentre per chi desidera gustare in pieno relax i piatti e gli abbinamenti del menù speciale, firmato dallo Chef Salvo Baudo, potrà scegliere la Cena servita al tavolo in Osteria. Al party sarà presente anche uno spazio dedicato ai Soft Drink ‘made in Sicily’ a cura di Bibite Polara e un angolo mixology con i cocktail a base di Amaro Amara di Rossa Sicily. A portare allegria e spensieratezza saranno gli amici di Sicilyinswing con le loro coinvolgenti performance sulle note dello swing, mentre in chiusura si potrà ballare sulle frequenze rock, new wave ed elettro-pop di Rumori Sound System Dj set con le selezioni musicali del noto Dj catanese Antonio Vetrano.


CALICI DI STELLE 2026 - WINE, VINTAGE & HANDMADE EDITION 

MERCOLEDÌ 5 AGOSTO 2026 | A partire dalle ore 18.00
Tenute Nicosia | Trecastagni, Via Luigi Capuana 65

Per informazioni su biglietti e prenotazioni: https://www.tenutenicosia.it/calici-di-stelle-2026-wine-vintage-handmade-edition

FERRARIS AGRICOLA: FATTURATO +6%, VENDITE RUCHE’ +15% NEI PRIMI 6 MESI 2026 DENOMINAZIONE RUCHE’ IN CRESCITA CON GIACENZE IN CALO

 


Il Ruchè è l’unica denominazione del Monferrato sopra il milione di bottiglie annue con segno positivo (imbottigliamento nel primo semestre 2026 +1%, superando ampiamente il mezzo milione di bottiglie), con giacenze in calo da giugno 2025 a giugno 2026 di quasi 1.200 ettolitri (-12%). È il quadro – in controtendenza rispetto al settore - che traccia Luca Ferraris, imprenditore alla guida di Ferraris Agricola, azienda di Castagnole Monferrato che ha riportato il Ruchè tra i protagonisti della scena enologica italiana.

 

Oltre che per la denominazione, dati positivi anche per l’azienda Ferraris: rispetto ai primi sei mesi del 2025, il fatturato del primo semestre è cresciuto del 6%, con un +15% nelle vendite di Ruchè. Un dato, quest’ultimo, che – assieme alle 100mila bottiglie commercializzate nei primi 6 mesi 2026 – conferma la posizione di leadership di Ferraris all’interno della denominazione monferrina.

 

Il lavoro continuativo che stiamo facendo sta generando i frutti sperati – ha commentato Luca Ferraris – nonostante il quadro economico, geopolitico e di settore rimanga incerto. Questa è la conferma che grazie a una gestione lungimirante e attenta, il mondo del vino può avere un andamento positivo.”

 

In merito allo scenario più ampio e rispetto a come si sta muovendo oggi il comparto del vino, Ferraris propone la sua lettura in merito alle recenti scelte.

Più in generale – continua Ferraris – credo che il comparto vitivinicolo abbia bisogno di una riflessione strutturale sul proprio modello di gestione. Oggi molte realtà, soprattutto in alcune regioni, continuano a essere governate con un’impostazione che non è più attuale. In tutti i settori agroalimentari e industriali la guida delle imprese è passata a modelli in cui marketing, vendite e finanza sono diventati gli strumenti con cui si interpretano i mercati e si costruisce il futuro delle aziende. Nel vino questa evoluzione, in molti casi, è avvenuta troppo lentamente e con un’impostazione sbilanciata sulla funzione tecnica. La produzione però, senza strategia, non ha futuro. Per questo ritengo che interventi emergenziali come la distillazione o altre misure per la gestione delle giacenze possano avere un'utilità contingente, ma non rappresentino la soluzione del problema. Allo stesso modo, una riduzione generalizzata delle rese del 5-10% rischia semplicemente di aumentare il costo unitario di produzione, trasferendo il peso economico sui viticoltori senza affrontare le vere esigenze del mercato. Serve invece un cambiamento culturale e manageriale del settore. Le denominazioni che oggi performano meglio sono spesso quelle che hanno saputo dotarsi di una governance moderna, orientata al mercato e alla costruzione del valore del brand. Il caso del Prosecco è probabilmente il più evidente: il suo successo nasce dall'aver costruito un marchio che il consumatore percepisce prima di tutto come una bevanda legata a uno specifico momento di consumo, e non semplicemente come un vino. È questo approccio che, a mio avviso, dovrebbe guidare anche l'evoluzione di molte altre denominazioni, in particolare in Piemonte."

 

Ferraris sottolinea inoltre come il valore del Ruchè non risieda soltanto nei risultati economici della denominazione, ma nella sua capacità di rappresentare un territorio. «Da anni il mio lavoro non è soltanto produrre Ruchè, ma raccontarlo: raccontarne la piacevolezza, la qualità e il legame profondo con le colline del Monferrato. Promuovere il Ruchè significa promuovere il territorio da cui nasce. »

«Lo vediamo ogni settimana in cantina: arrivano visitatori da tutta Italia e dall'estero che scelgono il Monferrato come destinazione, contribuendo in alcuni periodi a registrare il tutto esaurito nelle strutture ricettive e nella ristorazione, uno scenario impensabile fino a pochi anni fa. Chi arriva qui cerca un'esperienza autentica, più rilassata, più a misura d'uomo, lontana dai ritmi del turismo di massa. Credo che proprio questa autenticità stia rendendo il Monferrato una delle realtà più interessanti dell'enoturismo piemontese e che il Ruchè sia una delle sue espressioni più rappresentative – conclude Ferraris - »

 

Ferraris Agricola è Luca Ferraris, Vigneron monferrino alla guida dell’azienda di famiglia costruita e fatta crescere con determinazione nel nome della sua grande passione per il Ruchè. 35 ettari di vigneti di proprietà il cui nucleo originario nasce nel comune di Castagnole Monferrato per poi ampliarsi con altre tre importanti acquisizioni: Vigna del Parroco, Cà Mongròss a Montegrosso d’Asti e l’ultima, Tenuta Santa Chiara, a Monastero Bormida. Oggi Ferraris è l’indubbio punto di riferimento del Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG, fiore all’occhiello di una denominazione riscoperta, frutto di quell’orgoglio contadino che ha ridisegnato le colline del Monferrato.

 

 

Capsule e cialde di caffè: dal 12 agosto nuove regole per la raccolta differenziata

 


Alessandra Quarto sul progetto di recupero del Salone Dorato

 

Dietro un contro soffitto degli anni Settanta, il Salone Dorato del Poldi Pezzoli nascondeva un pezzo di sé che racconta il gusto e la raffinatezza di Gian Giacomo Poldi Pezzoli.

Le indagini preliminari al restauro, finanziato dal World Monuments Fund nel suo primo progetto italiano, hanno riportato alla luce la grande Serliana: una finestra monumentale sul giardino, con marmi policromi e decorazioni in lega di Christofle. Gian Giacomo Poldi Pezzoli ne affidò il disegno a Lodovico Pogliaghi e la realizzazione sotto la supervisione di Giuseppe Speluzzi.

“Il progetto di recupero parte da un’attenta analisi delle fonti documentarie avviata più di un anno fa, una straordinaria storia contenuta nei documenti d’archivio della Casa Poldi Pezzoli e nelle immagini storiche”, racconta Alessandra Quarto, direttrice del Museo Poldi Pezzoli.

giovedì 30 luglio 2026

ISRE - Istituto Superiore Regionale Etnografico presenta Dal disegno alla casa. Gavino Clemente e lo Studio romano di Grazia Deledda

 


OltreGusto Oltrepò Terra di Pinot Nero

 



MIELE ITALIANO, TERRIACA: “COSTI IN AUMENTO, MA LA VERA EMERGENZA È LA CONCORRENZA SLEALE”

 

CASTELLO BONOMI APRE LA VENDEMMIA IN FRANCIACORTA

 


La 2026 si preannuncia una buona annata

 

Comincerà domani, venerdì 31 luglio la vendemmia in Franciacorta e ad inaugurarla sarà Castello Bonomi, l’azienda guidata dalla famiglia Paladin. La raccolta inizierà con circa una settimana di anticipo rispetto allo scorso anno. Sarà una vendemmia complessa ma che si preannuncia buona, dove la capacità e l’esperienza dell’uomo faranno la differenza nella selezione delle uve in vigna e nel frazionamento dei mosti in cantina.

 

<< L’annata è stata caratterizzata da un anticipo netto dello sviluppo della vite a partire dalla primavera. – Afferma Roberto Paladin, titolare assieme al fratello Carlo - Il grande caldo di giugno ha avuto un ruolo importante nell’accelerazione delle fasi fenologiche e la prolungata siccità dello stesso mese ha sottoposto le piante a una dura prova. Dal punto di vista qualitativo saranno proprio le vigne vecchie a dare le soddisfazioni maggiori. >>

 

L’annata è iniziata con un inverno che ha soddisfatto le ore di freddo necessarie per la vite. È seguita una primavera mite che ha portato a un germogliamento anticipato e, di conseguenza, un’accelerazione di tutte le fasi fenologiche. La stagione è proseguita in modo regolare con una buona frequenza di piogge che ha consentito lo sviluppo ottimale della pianta e una fioritura regolare. A caratterizzare la stagione è stato anzitutto il grande caldo di giugno che, per le vigne giovani, ha richiesto il ricorso all’irrigazione di soccorso, mentre le vigne vecchie, con il loro apparato radicale profondo, hanno sopportato meglio questa condizione estreme. L’età media dei vigneti di Castello Bonomi è 20 anni.

L’annata è stata inoltre caratterizzata da due grandinate. La prima si è verificata a fine maggio ed ha colpito parte delle piante ma il danno è risultato contenuto e il clima asciutto ha consentito il disseccamento degli acini colpiti. La seconda è avvenuta a luglio e ha comportato danni abbastanza importanti ma limitati a circoscritte porzioni di vigneto.

 

Nonostante questi due eventi, l’annata si presenta soddisfacente, sebbene impegnativa, con buoni parametri di acidità e zuccheri, fondamentali per le basi spumanti. Questi sono i presupposti ideali per produrre Franciacorta con lunghi affinamenti, in linea con la filosofia aziendale.

 

 

VERONAFIERE, GIOVANNI SACRIPANTE NOMINATO NUOVO DIRETTORE GENERALE

 

Nel suo percorso professionale, incarichi di vertice in multinazionali del largo consumo, in Expo 2015 e FIGC, con un forte orientamento all’innovazione e al digital business. Operativo da settembre, Sacripante lavorerà alla definizione del nuovo Piano industriale, proseguendo il percorso strategico di crescita e internazionalizzazione della società fieristica veronese.


Verona, 30 luglio 2026. Giovanni Sacripante è il nuovo direttore generale di Veronafiere Spa. Professionista con una consolidata esperienza nel general management, nella trasformazione digitale, nel business development e nell’organizzazione di grandi eventi, Sacripante torna in Fiera a Verona dove aveva già ricoperto il ruolo di direttore commerciale nel biennio 2010-2012.

Durante la sua precedente esperienza a Veronafiere, la società aveva registrato una crescita dell’EBITDA del 20% e una quota di mercato salita al 16,6%, avviando al contempo un percorso di espansione internazionale attraverso accordi fieristici e le prime acquisizioni a livello di Gruppo in Brasile. La nomina da parte del CdA consolida il modello organizzativo di Veronafiere e punta a rafforzare la capacità gestionale di tradurre gli indirizzi strategici in progetti concreti: un assetto funzionale ad accompagnare lo sviluppo delle manifestazioni, in uno scenario caratterizzato dalla crescente internazionalizzazione dei mercati e dall’integrazione tra attività fisiche e nuovi strumenti digitali di relazione con le imprese.

Sacripante lavorerà inoltre alla definizione del nuovo Piano industriale, chiamato a proseguire la forza propulsiva di “ONE Veronafiere 2024-2026”, che giunge quest’anno a compimento dopo aver sostenuto il rafforzamento dei brand in Italia e all’estero, l’ampliamento del portafoglio di manifestazioni e l’evoluzione dei servizi e delle infrastrutture.

«Con Giovanni Sacripante torna a Veronafiere un manager che conosce la nostra realtà e il settore fieristico, portando al tempo stesso un patrimonio di competenze maturate in importanti aziende multinazionali, grandi eventi come Expo Milano 2015 e organizzazioni complesse – commenta Federico Bricolo, presidente di Veronafiere –. Il suo profilo unisce orientamento ai risultati, capacità di innovazione e visione internazionale: caratteristiche importanti per accompagnare la prossima fase di sviluppo di Veronafiere come event factory, capace di ideare, sviluppare e organizzare direttamente manifestazioni dotate di una solida brand equity come Vinitaly, Marmomac, Fieracavalli, Fieragricola, SaMoTer e Progetto Fuoco».

«Ringrazio il Presidente e il Consiglio di amministrazione per la fiducia – dichiara Giovanni Sacripante, direttore generale di Veronafiere –. Tornare a Veronafiere significa riconnettersi con un ecosistema straordinario, che ha segnato una tappa fondamentale del mio percorso professionale. Assumo questo incarico con grande responsabilità e con la chiara volontà di mettere a sistema le competenze maturate in contesti eterogenei, oggi cruciali per l'evoluzione del business fieristico. Metteremo al centro il lavoro di squadra, l’attenzione e la valorizzazione delle persone, accelerando sull'innovazione e sulla capacità di leggere in anticipo i macro-trend di mercato per offrire risposte tempestive e competitive alle imprese. In fiera siamo consapevoli di lavorare allo sviluppo di piattaforme strategiche al servizio delle filiere produttive più importanti del sistema-Paese, capaci di aggregare imprese leader nei mercati globali, ed è proprio verso il loro sviluppo che orienteremo la nostra prossima fase di crescita».

Giovanni Sacripante sarà operativo come nuovo direttore generale di Veronafiere da settembre. Prima di lui, aveva ricoperto l’incarico Adolfo Rebughini.


Giovanni Sacripante, direttore generale di Veronafiere