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Domenica 18 ottobre a Sirmione, il giornalista e autore sarà protagonista di “Lugana Chronicles: alle radici di un calice”, un viaggio attraverso la storia e le trasformazioni del territorio che hanno dato vita all’identità del Lugana. |
Sirmione, ottobre 2026 – Un calice di vino può custodire secoli di storia, le trasformazioni di un paesaggio e le scelte delle persone che lo hanno abitato. Da questa prospettiva nasce “Lugana Chronicles: alle radici di un calice”, l’appuntamento che porterà Pablo Trincia sul palco del Palazzo dei Congressi di Sirmione domenica 18 ottobre, alle ore 21.00, nell’ambito del Lugana Festival.
Giornalista, autore e narratore, Trincia accompagnerà il pubblico alla scoperta delle origini del Lugana attraverso il suo approccio al racconto: partire dalle domande, seguire le tracce e ricostruire ciò che spesso diamo per scontato. Il punto di partenza sarà un interrogativo apparentemente semplice: “Come mai oggi siamo qui con questo calice in mano”.
La risposta prenderà forma in un viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca del “Big Bang” del Lugana. Il racconto attraverserà la storia del territorio benacense e i cambiamenti che ne hanno segnato il paesaggio e la vocazione agricola: dalle grandi opere di bonifica e trasformazione realizzate in epoca viscontea alle successive evoluzioni durante la Serenissima, fino al presente.
Il vino diventerà così una chiave di lettura del territorio. Dietro ogni calice emergono paesaggi, lavoro e scelte che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a costruire ciò che oggi è il Lugana Doc. “Lugana Chronicles” intreccerà questi elementi per offrire al pubblico una narrazione sulle radici della denominazione e sul suo legame con la storia del Garda.
“Abbiamo voluto che il Lugana Festival fosse un’occasione per degustare il nostro vino e, al tempo stesso, per conoscere il territorio attraverso linguaggi capaci di raggiungere pubblici diversi. La presenza di Pablo Trincia nasce da questa volontà: andare alle radici del Lugana e raccontarne la storia con uno sguardo contemporaneo , facendo emergere le vicende e le trasformazioni che hanno contribuito a definirne l’identità”, dichiara Edoardo Peduto, Direttore del Consorzio Tutela Lugana Doc.
Con questo appuntamento, il Lugana Festival affianca alla degustazione un momento di approfondimento e intrattenimento, invitando il pubblico a riscoprire il Lugana come espressione di un territorio in continua evoluzione. Lugana Chronicles: alle radici di un calice – con Pablo Trincia
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a cura di Raffaele Campion e Barbara Maria Savy |
La mostra dedicata a un protagonista della pittura rinascimentale tra Venezia e Bergamo si inserisce, dopo le esposizioni dedicate a Cesare Tallone e Leonor Fini, in un percorso di valorizzazione degli artisti presenti nelle collezioni permanenti del museo
In mostra anche la ricomposizione di un trittico proveniente dalla Chiesa dell’Annunziata di Serina (Bergamo), che dopo quasi due secoli riunisce i tre pannelli originari |
17 ottobre 2026 - 7 febbraio 2027 |
Abano Terme, 16 ottobre 2026. Dal 17 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027 il Museo Villa Bassi Rathgeb presenta la mostra Andrea Previtali discepolo di Giovanni Bellini, a cura di Raffaele Campion e Barbara Maria Savy. Promossa e prodotta dal Comune di Abano Terme – Museo Villa Bassi Rathgeb, in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno la mostra si inserisce nel ciclo espositivo, avviato dal museo nel 2024, dedicato alla valorizzazione delle proprie collezioni permanenti, attraverso progetti di ricerca e approfondimento.
Dopo le esposizioni Donna musa artista. Ritratti di Cesare Tallone tra Otto e Novecento (2024–2025) e Leonor Fini e la collezione grafica Bassi Rathgeb. Segni e invenzioni dal Rinascimento al Novecento (2025–2026), il nuovo progetto pone al centro la figura di Andrea Previtali (1480 ca. – 1528), tra i protagonisti della pittura rinascimentale tra Venezia e Bergamo.
Nato in Valle Imagna, Previtali si trasferì giovanissimo a Venezia, dove entrò nella bottega di Giovanni Bellini, uno dei grandi maestri del Rinascimento veneto. Già nel 1502 si definiva orgogliosamente «Ioanis Bellini dissipulus», come attestato dalla Madonna con Bambino e donatore, oggi conservata presso i Musei Civici di Padova ed esposta in mostra.
La sua produzione – caratterizzata soprattutto da Madonne, Sacre Conversazioni, ritratti e paesaggi di gusto arcadico – rivela, accanto all’influenza di Bellini, quella di artisti come Vittore Carpaccio, Giorgione e Albrecht Dürer. Un intreccio di suggestioni che la mostra ricostruisce seguendo il progressivo definirsi di un linguaggio personale, nato dall’incontro tra la cultura figurativa lombarda delle origini e le diverse esperienze maturate nella Venezia del primo Cinquecento, fino al rientro a Bergamo e al confronto con la maniera moderna di Lorenzo Lotto.
Ospite illustre dell’esposizione è inoltre la Santa Giustina di Giovanni Bellini, straordinario prestito del Museo Bagatti Valsecchi di Milano, testimonianza diretta del maestro veneziano. Sebbene più antica rispetto agli anni della formazione di Andrea Previtali, la tavola esemplifica la tipologia di invenzione belliniana da cui discendono analoghe soluzioni dell’allievo. La figura della santa, solenne e monumentale ma al tempo stessa delicata, si staglia contro un cielo attraversato da morbide nubi. La raffinata resa dei colori, della luce e dei preziosi dettagli dell’abito restituisce tutta la sensibilità del giovane Bellini, destinata a influire sugli artisti delle generazioni successive, tra i quali Andrea Previtali.
Cuore della mostra è proprio il rapporto tra l’artista e la pratica della bottega rinascimentale, approfondito attraverso un percorso che mette in dialogo opere di Previtali con quelle di altri pittori attivi tra Venezia, Bergamo e Brescia, tra cui Francesco Bissolo, Girolamo da Santacroce, Palma il Vecchio e Giovanni Busi detto Cariani.
Il progetto nasce in stretta relazione con la collezione Bassi Rathgeb, donata al Comune di Abano Terme tra il 1972 e il 1980, che conserva importanti opere della scuola bresciana e bergamasca, tra cui una tavola di Previtali raffigurante un santo vescovo. Lo studioso e collezionista Roberto Bassi Rathgeb dedicò numerosi studi all’artista, contribuendo in modo significativo alla sua riscoperta critica. Il suo interesse nacque dall’acquisto di un dipinto del maestro bergamasco sul mercato antiquario e si protrasse negli anni attraverso studi, segnalazioni, proposte attributive e approfondimenti condensati tra il 1955 e il 1959. La mostra mette così in luce un rapporto che unisce ricerca storico-artistica e passione collezionistica.
La vicenda di Previtali restituisce anche il profilo di Roberto Bassi Rathgeb come conoscitore, oltre che come collezionista. Lontano da un’attività esclusivamente accademica, Bassi Rathgeb costruì il proprio metodo attraverso l’osservazione diretta delle opere, la ricerca e il confronto con la tradizione storico-artistica. Non si limitò a studiare e segnalare dipinti poco noti, ma intervenne nel dibattito sulle attribuzioni e, in più occasioni, trasformò l’interesse dello studioso in una concreta scelta collezionistica, acquisendo opere che aveva contribuito a riportare all’attenzione della critica.
Evento di eccezionale rilievo è proprio il ricongiungimento della tavola in collezione Bassi Rathgeb con i restanti due sportelli di un originale trittico proveniente dalla Chiesa dell’Annunziata di Serina (Bergamo), databile intorno al 1515. Grazie alla collaborazione con la Diocesi di Bergamo, l’esposizione riunisce i tre pannelli, offrendo al pubblico l’occasione rara di rileggere l’opera nella sua integrità. Lo scomparto con il Santo vescovo, oggi parte della collezione Bassi Rathgeb e conservato al Museo Villa Bassi Rathgeb, fu studiato e pubblicato dallo stesso Bassi Rathgeb nel 1955, prima di entrare nella sua raccolta.
Come sottolinea Raffaele Campion, direttore del Museo e co-curatore della mostra: «La mostra si inserisce nel lavoro che il nostro istituto porta avanti per approfondire la propria collezione e restituirne al pubblico la ricchezza e la complessità storica e artistica. Nel caso di Andrea Previtali - al quale il Museo si lega grazie agli studi e agli interessi di Roberto Bassi Rathgeb - la ricerca ha permesso di ripercorrere la vicenda di uno dei protagonisti del Rinascimento tra Bergamo e Venezia, con una particolare attenzione anche agli aspetti conservativi e collezionistici delle sue opere. Il ricongiungimento del trittico di Serina, causa prima della mostra, rappresenta un risultato particolarmente significativo, perché consente di osservare nuovamente insieme i tre sportelli originari e di comprenderne meglio la storia».
Accanto alla produzione sacra, la mostra dedica spazio anche alla ritrattistica rinascimentale, con opere come il Ritratto dell’Accademia dei Concordi di Rovigo e il Ritratto di famiglia di Palazzo Moroni a Bergamo, ampliando lo sguardo sulle diverse declinazioni della pittura di Previtali.
Il percorso espositivo è arricchito inoltre da un focus dedicato alle tecniche artistiche delle botteghe rinascimentali, con materiali pensati per accompagnare il pubblico alla scoperta dei processi di realizzazione delle opere.
La mostra conta su di un comitato scientifico composto, oltre che dai curatori, da Elisabetta Gastaldi (Musei Civici di Padova), Marta Mazza (Soprintendenza ABAP Padova, Treviso e Belluno), Antonio Carlo Mazzotta (Università degli Studi di Milano), Paolo Plebani (Accademia Carrara di Bergamo), Alessia Vedova (Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo).
L’esposizione è accompagnata da un catalogo scientifico, edito da Sagep Editori, che raccoglie i risultati degli studi condotti per l’occasione, con saggi e schede a cura di studiosi, curatori e specialisti di arte rinascimentale. Il volume intende offrire un’occasione di approfondimento su alcuni momenti significativi della produzione più antica di Andrea Previtali, a partire dalle opere presenti nel territorio padovano.
«La mostra segna un nuovo, significativo esito della collaborazione, in corso da diversi anni, tra il Dipartimento dei Beni culturali dell'Università di Padova e la Città di Abano Terme per lo studio e la valorizzazione del patrimonio di Villa Bassi Rathgeb. Vi hanno contribuito docenti e giovani ricercatori formati dal nostro Ateneo. Tale sinergia, il coinvolgimento della Soprintendenza, di altri musei e fondazioni culturali hanno permesso di allargare il progetto, rispetto all'ipotesi iniziale di un evento incentrato sulla singola opera e sulla ricomposizione con gli altri due scomparti del trittico di Serina da cui proviene. Altri prestigiosi prestiti e le ricerche raccolte nel catalogo hanno consentito di ampliare il ventaglio dei confronti con altre prove di Previtali e di con quelle di altri artisti attivi tra Venezia e Bergamo, configurando un'occasione di approfondimento sulla produzione più antica di questo maestro del Rinascimento», afferma Barbara Maria Savy, docente del Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università di Padova e co-curatrice della mostra.
La mostra è realizzata con il patrocinio della Regione del Veneto e dell’Università degli Studi di Padova e con il sostegno di Lions Club Abano Terme Gaspara Stampa, Rotary Club Abano Montegrotto Terme Euganee e A.F. Energia Srl. |
Oltre 110 progetti, 50 mostre e grande musica dal vivo: la città svela il palinsesto che trasforma la cultura in un motore di sviluppo integrato per l'intero Friuli Venezia Giulia.
Pordenone sorprende. È questo il messaggio fondante e il filo rosso che ha guidato l’intero percorso di candidatura e che definisce oggi il palinsesto di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, presentato il 15 ottobre al TTG Travel Experience di Rimini: tanti gli eventi culturali, tra cui oltre 50 mostre, grandi concerti dal vivo, e l'inaugurazione ufficiale prevista nei primi mesi dell’anno, la cui data sarà svelata presto.
Pordenone esprime un’anima altamente creativa, aperta alla sperimentazione e da decenni capace di dare vita a fenomeni culturali di rilevanza nazionale e internazionale. Il riconoscimento di Capitale italiana della Cultura non rappresenta un semplice traguardo espositivo o celebrativo, bensì un’occasione strategica per innescare trasformazioni strutturali che travalicano la dimensione artistica.
Il progetto Pordenone 2027 si inserisce dunque in una traiettoria strategica regionale. In seguito al percorso di GO! 2025 (Nova Gorica Gorizia Capitale Europea della Cultura), il Friuli Venezia Giulia conferma la capacità di valorizzarsi e riposizionarsi a livello internazionale attraverso la cultura. Pordenone 2027 raccoglie e rilancia quel testimone, consolidando una vera e propria staffetta culturale che garantisce continuità di visione, infrastrutturazione culturale e proiezione europea.
La scelta di Pordenone affonda le radici in una vivacità culturale già strutturata e riconosciuta a livello globale, come testimoniato dal valore di festival storici che scandiscono la vita della città e che nel 2026 traguardano edizioni di grande prestigio quali Pordenonelegge – Festa del libro e della libertà, Le Giornate del Cinema Muto, Pordenone Blues & Co. Festival e Dedica Festival.
Il palinsesto della Capitale italiana della Cultura si sviluppa attraverso una struttura solida e articolata che integra investimenti pubblici, concorsi nazionali e sinergie territoriali: comprende 52 progetti portanti inseriti direttamente nel dossier di candidatura, 41 iniziative selezionate dal Comune di Pordenone con l'Avviso pubblico Verso Pordenone 2027 (rivolto alle iniziative tematiche da realizzare entro il 2026), e 20 proposte sostenute dalla Regione Friuli Venezia Giulia tramite un Avviso pubblico dedicato. Inoltre, 400 mila euro saranno stanziati dal Comune di Pordenone nell’ambito del bando nazionale rivolto alle organizzazioni culturali senza scopo di lucro con sede in tutta Italia. Gli eventi selezionati nel corso del 2027 si svolgeranno a Pordenone e non solo, in quanto la Capitale italiana della Cultura coinvolge tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia, contribuendo ad ampliare e valorizzare il programma culturale della città e della Regione, mentre le categorie su cui si costruisce il calendario di eventi, iniziative e progetti sono dieci:
● Mostre e Arti Visive – Pordenone arricchisce lo sguardo: un itinerario tra esposizioni e installazioni che invita a guardare la città e il mondo con occhi nuovi, trasformando l'arte in una lente di scoperta collettiva.
●Cultura e Impresa – Pordenone unisce fare e sapere: il dialogo strategico tra creatività artistica e tessuto industriale per dimostrare come innovazione, manifattura e sapere contemporaneo possano crescere insieme.
●Giovani – Pordenone genera futuro: spazi e progetti pensati con e per le nuove generazioni, favorendo la partecipazione attiva dei giovani come protagonisti del cambiamento.
Inclusione – Pordenone coinvolge tutti: progetti dedicati all'accessibilità, all'abbattimento delle barriere fisiche e cognitive e al senso di appartenenza della comunità.
●Natura – Pordenone è incontro di terra e acqua: la valorizzazione del paesaggio fluviale e degli spazi verdi come patrimonio ecologico, estetico ed esperienziale.
●Parole – Pordenone ascolta e racconta: la valorizzazione della scrittura, della lettura e del dibattito civile come cifra identitaria e vocazione letteraria della città.
●Scuola - Capitale – Pordenone impara e insegna: la scuola intesa come laboratorio permanente di cittadinanza, crescita condivisa e formazione continua tra studenti e docenti.
●Spazi Rigenerati – Pordenone rivitalizza gli spazi urbani: la riconversione funzionale e simbolica di ex complessi industriali, edifici storici dismessi e aree urbane in nuovi presìdi culturali comunitari.
●Teatro e Musica – Pordenone va in scena con nuovi linguaggi: la sperimentazione performativa che fonde tradizione scenica, avanguardia contemporanea e produzioni originali.
●Territorio – Pordenone abbraccia la sua terra: un’alleanza con i Comuni limitrofi per generare ricadute turistiche, economiche e culturali durature nel tempo.
Nel biennio 2026-2027 sono in programma oltre 50 mostre, dalle esposizioni internazionali a quelle dedicate agli artisti locali. Il primo grande appuntamento artistico, che aprirà il cartellone a gennaio 2027, sarà annunciato il prossimo 3 novembre. Spazio anche alla musica, con concerti dal vivo di importanti protagonisti della scena contemporanea italiana e internazionale.
Tra le tappe del percorso verso la Capitale, dal 17 ottobre 2026 al 29 marzo 2027 il Palazzo del Fumetto ospita l’esposizione Per filo, per Segno. Dall’ingegno di Luciano Savio ai Manifesti del ‘900, che incarna perfettamente il dialogo tra vocazione manifatturiera e anima creativa del territorio. Curata da Maurizio Scudiero e ideata da D&Co. in collaborazione con istituzioni prestigiose come il Museo Nazionale Collezione Salce e la Rete Archivi Biellesi, la mostra ripercorre la straordinaria vicenda di Luciano Savio - capitano d'industria che ha fatto di Pordenone una capitale mondiale del meccanotessile - mettendola in relazione con i manifesti pubblicitari e le grafiche d'epoca dei grandi marchi del tessile italiano del Novecento.
Tra i progetti di punta c’è poi MULTILATI, focalizzato sulla rigenerazione urbana: grazie all'acquisizione della storica Casa del Mutilato da parte del Ministero della Cultura, l'edificio affacciato sulla piazza principale della città si trasformerà in un innovativo polo dedicato ai linguaggi del Novecento. A partire da gennaio 2027, la struttura ospiterà le mostre interattive Revolution No 9, in collaborazione con il MART di Trento, e La sorpresa industriale del Nord-Est, a cura del Museo M9 di Mestre.
Sul fronte della natura e della sostenibilità si inserisce l'Ecomuseo del Fiume Noncello, un intervento di riqualificazione ambientale e partecipativa che mette al centro l'ecosistema fluviale cittadino: attraverso il percorso del Contratto di Fiume e la sinergia con i Comuni di Pordenone, Cordenons e Porcia, l'area verde circostante diventerà un parco pubblico didattico rivolto a cittadini e scolaresche. L'arte visiva e l'illustrazione invadono invece le strade con Con Altri Occhi, a cura del Palazzo del Fumetto: grandi autori internazionali realizzeranno installazioni e interventi tridimensionali su facciate e portici, creando inattesi "inciampi" visivi nello spazio urbano quotidiano.
La dimensione sociale e della salute trova ampio spazio in La Cultura che Cura, promosso da AsFO (Azienda Sanitaria Friuli Occidentale) insieme al CRO di Aviano e all'Istituto Flora. L'iniziativa applica i principi della prescrizione culturale e della medicina narrativa: dopo i primi passi mossi tra il 2025 e il 2026, il 2027 vedrà l'avvio di laboratori di scrittura per la scuola in ospedale, concerti nei reparti, percorsi di arteterapia per i disturbi alimentari e la formazione di link worker culturali. Sul versante dell'inclusione si colloca anche Città Aperte, promosso da Cinemazero come capofila insieme al Comune e a una ricca rete di partner territoriali. L'iniziativa punta ad abbattere le barriere fisiche, culturali e relazionali attraverso un percorso condiviso che prevede corsi di formazione gratuiti, la stesura del Manifesto della Cultura dell'Accessibilità, rassegne cinematografiche dedicate ed eventi diffusi.
La scuola diventa protagonista grazie a Scuola Capitale, che trasforma l'istituzione scolastica in un laboratorio permanente di cultura e cittadinanza, coinvolgendo studenti e docenti in percorsi dove insegnamento e apprendimento si intrecciano continuamente. Nel quartiere di Villanova prende invece vita La Tempesta Festival, ideato dall'omonima etichetta discografica per unire spettacoli dal vivo e formazione, offrendo ai giovani la possibilità di apprendere i mestieri tecnici dello spettacolo attraverso workshop pratici.
La valorizzazione del patrimonio e il coinvolgimento delle nuove generazioni guidano poi il progetto Pasolini: Tutto è Poesia, sviluppato dal Centro Studi Pasolini insieme ai Comuni del territorio: riprendendo lo spirito dell'Academiuta di Lenga Furlana, l'iniziativa porta la figura del poeta nelle scuole con percorsi di PCTO, consultazione degli archivi, laboratori di scrittura e letture pubbliche. A chiudere il quadro, la tecnologia incontra lo spettacolo dal vivo con Scenografie Urbane Digitali: grazie al sistema TU27 – Teatro Urbano, Piazza della Motta si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto dove le facciate dei palazzi storici diventano quinte proiettive interattive per performance di danza, musica, intelligenza artificiale, teatro e cinema muto.
Tra i progetti per dare voce diretta alle nuove generazioni, il Dizionario (immaginario) dei Ragazzi e delle Ragazze, promosso dalla Fondazione Pordenonelegge.it insieme a Fondazione Treccani Cultura, con la partecipazione dell’Istituto Toniolo e dell’associazione Parole O_Stili. L’iniziativa lancia un’impresa tanto semplice quanto rivoluzionaria: chiedere agli studenti delle scuole medie di tutta Italia di scegliere le parole che contano davvero per loro e di inventarne una definizione personale. Nasce così un dizionario vivo, sospeso tra atlante dei sentimenti e ritratto di una generazione Un percorso che nel 2026 ha già visto la partecipazione di oltre 1.700 studenti e 57 classi da 12 regioni italiane - con la pubblicazione delle sul glossario online pordenonelegge.it e la raccolta in un volume cartaceo - e che si rinnoverà anche nel 2027.
Credits FotoCiol
Dal 23 al 25 febbraio 2027 Trieste ospiterà CONNECT Route Development Forum, uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati allo sviluppo delle rotte aeree e alla crescita della connettività tra destinazioni, aeroporti e compagnie aeree. L’evento, organizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con PromoTurismoFVG e Trieste Airport, porterà nel capoluogo regionale oltre 800 decision maker provenienti da più di 65 Paesi, tra rappresentanti di compagnie aeree, aeroporti, enti di promozione turistica e partner dell’industria aeronautica.
In uno scenario internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni del settore del trasporto aereo, tra tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi operativi e forte domanda di mobilità, CONNECT rappresenta una piattaforma strategica di confronto e sviluppo commerciale. La manifestazione favorisce infatti l’incontro tra domanda e offerta nel comparto aviation, con l’obiettivo di supportare l’attivazione di nuove rotte e il consolidamento dei collegamenti esistenti.
La scelta di Trieste come sede dell’edizione 2027 rafforza il ruolo del Friuli Venezia Giulia quale crocevia naturale tra l’Europa centrale e il Mediterraneo. La Regione e Trieste Airport hanno infatti sviluppato negli ultimi anni una visione condivisa che integra investimenti infrastrutturali, strategie di crescita e sviluppo della connettività con l’obiettivo di attrarre investimenti, incrementare i flussi turistici e creare nuove opportunità economiche per il territorio.
Il potenziamento dell’aeroporto regionale rappresenta uno degli esempi più significativi di questa strategia. In meno di dieci anni lo scalo è passato da circa 700 mila passeggeri nel 2017 a oltre 1,7 milioni di viaggiatori nel 2025. Oggi Trieste Airport si configura come un hub intermodale moderno e competitivo, capace di servire un bacino d’utenza che va ben oltre i confini regionali grazie all’integrazione con la rete ferroviaria ad alta velocità e con le principali infrastrutture di mobilità del Nordest.
L’evento offrirà un’importante occasione per presentare agli operatori internazionali le potenzialità dello scalo e del territorio, favorendo incontri mirati con oltre 70 compagnie aeree e i principali player del settore. Per il Friuli Venezia Giulia sarà un’opportunità concreta per sviluppare nuove connessioni nazionali e internazionali, rafforzare la competitività della destinazione e consolidare il proprio posizionamento nel panorama europeo dell’aviazione.
CONNECT 2027 avrà anche una significativa ricaduta sul comparto turistico. Una maggiore accessibilità aerea rappresenta infatti un fattore determinante per la crescita delle destinazioni e per l’attrazione di visitatori internazionali. Il Friuli Venezia Giulia, che nel 2025 ha registrato oltre 11 milioni di presenze turistiche, punta a proseguire il proprio percorso di crescita attraverso il rafforzamento dei collegamenti e una promozione sempre più efficace sui mercati esteri.
Nel corso delle tre giornate, il forum alternerà sessioni congressuali, incontri business preorganizzati e momenti di networking, consentendo ai partecipanti di approfondire le principali tendenze del settore e di sviluppare nuove relazioni professionali. Accanto agli appuntamenti di lavoro, i delegati avranno l’opportunità di conoscere il patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico del Friuli Venezia Giulia, dalle coste dell’Adriatico alle montagne alpine, contribuendo a rafforzare la visibilità internazionale della destinazione.
Giunto alla sua ventitreesima edizione, CONNECT è oggi riconosciuto come uno dei principali forum indipendenti europei per lo sviluppo delle rotte aeree. L’appuntamento di Trieste segna l’inizio del conto alla rovescia verso un evento che porterà il Friuli Venezia Giulia al centro del dibattito internazionale sulla connettività aerea, confermando il ruolo strategico della regione come porta d’accesso tra l’Italia e i mercati europei.
Credits Foto Fabrice Gallina
Torna la degustazione itinerante dal 19 al 27 ottobre con protagonista una Cantina espressiva dell'Isola d'Elba
EustachiORA torna dal 19 al 27 ottobre con una nuova edizione dedicata a Le Sughere del Montefico, azienda agricola situata a Rio, nella parte orientale dell’Isola d’Elba. Un nuovo appuntamento che porta nel cuore di Porta Venezia una realtà profondamente legata al territorio elbano e a una viticoltura che convive con il paesaggio, tra terrazzamenti, boschi e macchia mediterranea.
Questa Cantina è ubicata presso il Monte Fico, il luogo elbano nel cuore dell'antico distretto minrario dell'isola, disponendo di circa 35 ettari, di cui 7 avvitati: i vini ottenuti da varietà come Ansonica, Aleatico, Procanico, Vermentino e Sangiovese, tutti molto identitari vista la mineralità evidente.
Tutte le varietà coltivate sono frutto di un lavoro meticoloso con moderne tecniche di vinificazione che possano esaltare il territorio locale: si passa dai bianchi, agli spumanti, sino ai passiti.
Va anche segnalato che quest'azienda aderisce inoltre alla Carta Europea del Turismo Sostenibile nel
Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Dal 19 al 27 ottobre, i locali aderenti ospiteranno le diverse tappe della
degustazione itinerante, offrendo al pubblico l'opportunità di conoscere la
produzione di Le Sughere del Montefico attraverso un percorso diffuso nel
quartiere:
LA
DEGUSTAZIONE
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