Da Peppe Morra all'Art Brut siciliana, fino alle immagini di Liu Bolin: tre percorsi espositivi che intrecciano archivi, territori e identità, tra memoria, sperimentazione e nuove forme del contemporaneo
Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra a cura di Giuseppe Morra e Andrea Cusumano
Teatro Consagra, MAC, ex chiesa di Gesù e Maria, Atelier Fondazione Orestiadi 9 ottobre – 10 dicembre 2026
TERRA MATTA Art Brut a Gibellina
a cura di Eva di Stefano
Fondazione Orestiadi - Museo delle Trame Mediterranee, Gibellina
10 ottobre – 15 novembre 2026
Liu Bolin. Macerie
a cura di Andrea Cusumano MAC - Museo d'Arte Contemporanea "Ludovico Corrao"
17 ottobre – 10 dicembre 2026
Gibellina, 14 agosto 2026. Prosegue il programma di Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026, che nel mese di ottobre presenta tre nuove mostre capaci di raccontare altrettante prospettive sul contemporaneo. Dall'archivio come luogo vivo di produzione culturale con l'omaggio a Peppe Morra, alla creatività irregolare dell'Art Brut siciliana, fino alle immagini di Liu Bolin, nate tra le rovine del Belice, i tre progetti costruiscono un dialogo tra memoria e presente, identità e trasformazione, confermando Gibellina come uno straordinario laboratorio dedicato alla ricerca artistica.
Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra a cura di Giuseppe Morra e Andrea Cusumano
Teatro Consagra, MAC, ex chiesa di Gesù e Maria, Atelier Fondazione Orestiadi 9 ottobre – 10 dicembre 2026
Dal 9 ottobre al 10 dicembre 2026 la mostra Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra celebra la figura di Peppe Morra, protagonista da oltre cinquant'anni della promozione dell'arte contemporanea e della sperimentazione interdisciplinare. A partire dall'esperienza dello Studio Morra, fondato a Napoli nel 1974, il progetto ripercorre un itinerario indipendente e radicale, aperto all'Azionismo Viennese, alla Body Art, a Fluxus, alla Poesia Visiva e alla performance.
Attraverso il patrimonio della Fondazione Morra, del Museo Archivio Laboratorio Hermann Nitsch, dell'Associazione Shozo Shimamoto, di Casa Morra e di Atlantide/Nuova Atlantide di Caggiano, la mostra riunisce opere, fotografie, documenti e nuove produzioni, restituendo l'archivio come organismo vivo, capace di generare nuove relazioni e nuove letture del presente.
Il progetto si sviluppa come un percorso diffuso tra alcuni dei luoghi simbolo di Gibellina – dal MAC al Teatro Consagra, fino all'atelier Fondazione Orestiadi – mettendo in dialogo opere storiche, materiali d'archivio e produzioni site-specific di artisti internazionali, tra cui Allan Kaprow, Vettor Pisani, Luca Maria Patella, Shozo Shimamoto, Living Theatre, Cai Guo-Qiang, Hermann Nitsch e Mary Zygouri. Installazioni, fotografie, video, opere sonore e performance costruiscono una narrazione nella quale il patrimonio architettonico della città non costituisce uno sfondo, ma parte integrante dell'esperienza espositiva.
TERRA MATTA Art Brut a Gibellina a cura di Eva di Stefano
Fondazione Orestiadi - Museo delle Trame Mediterranee, Gibellina
10 ottobre – 15 novembre 2026
Dal 10 ottobre al 15 novembre 2026, la Fondazione Orestiadi ospita TERRA MATTA. Art Brut a Gibellina, mostra a cura di Eva Di Stefano, dedicata a cinque figure eccentriche e appartate dell'arte siciliana del Novecento: Giovanni Bosco, Mario Cassisa, Carmelo Morreale, Sabo e Annamaria Tosini.
Il titolo rende omaggio al romanzo autobiografico di Vincenzo Rabito, bracciante siciliano semi-analfabeta la cui scrittura ostinata e fuori da ogni regola è diventata simbolo di una creatività irriducibile. TERRA MATTA evoca un territorio artistico grezzo, libero ed eretico, estraneo ai circuiti ufficiali e nato dall'urgenza dell'espressione individuale.
Pur nelle differenze di formazione, linguaggio e biografia, i cinque artisti condividono una condizione di marginalità, scelta o subita, e una concezione dell'arte come pratica di resistenza e libertà. C'è chi ha creato utilizzando materiali poveri e di recupero, trasformando la necessità in invenzione, e chi ha scelto consapevolmente i margini per preservare la propria autonomia espressiva.
Il percorso espositivo assume la forma di una Wunderkammer, popolata da palinsesti pittorici, totem, ricicli fantasiosi, metamorfosi impreviste, emblemi, giaculatorie, spiriti protettori e fantasmi della mente e del cuore. Un universo visivo in cui l'irregolarità si trasforma in linguaggio e l'invenzione diventa necessità.
Tutti gli artisti in mostra sono legati a Gibellina: per la presenza delle loro opere nelle collezioni dei musei cittadini o, come nel caso di Carmelo Morreale, per aver vissuto qui gli ultimi anni della propria vita.
Con TERRA MATTA emerge un patrimonio artistico ancora poco conosciuto e raramente esposto al pubblico, capace di testimoniare quella visione libera e inclusiva che ha accompagnato la rinascita di Gibellina come città d'arte: un luogo in grado di accogliere e mettere in relazione sogni, inquietudini e utopie, anche nelle loro espressioni più eccentriche e irriducibili.
Liu Bolin. Macerie
a cura di Andrea Cusumano MAC - Museo d'Arte Contemporanea "Ludovico Corrao"
17 ottobre – 10 dicembre 2026
Dal 17 ottobre al 10 dicembre 2026, il MAC – Museo d'Arte Contemporanea Ludovico Corrao presenta Macerie, il nuovo progetto di Liu Bolin, nato dalle fotografie realizzate durante le performance condotte dall'artista a Gibellina e nel territorio del Belice nel giugno 2026.
Celebre in tutto il mondo come The Invisible Man, Liu Bolin utilizza da oltre vent'anni il proprio corpo come superficie di mimetizzazione per interrogare il rapporto tra individuo e società, presenza e assenza, memoria e identità. La progressiva scomparsa della figura umana nello spazio non è un semplice esercizio di illusionismo visivo, ma uno strumento attraverso il quale riflettere sul significato dei luoghi e sulla relazione tra l'uomo e il contesto che abita.
A Gibellina l'artista ha scelto alcuni luoghi emblematici della città nuova e delle rovine di Poggioreale, trasformandoli nello scenario di una serie di azioni performative. Le fotografie realizzate durante quelle performance restituiscono oggi un ciclo inedito di immagini in cui il corpo si fonde con superfici, colori e architetture di un paesaggio profondamente segnato dalla memoria del terremoto.
Realizzato con Galleria Gaburro, il progetto costruisce un ponte ideale tra i territori colpiti dal sisma e la possibilità di una nuova elaborazione della memoria. La maceria non è soltanto il segno della distruzione, ma materia del ricordo e occasione di una diversa visione del paesaggio.
Il processo di mimetizzazione, elemento centrale della ricerca di Liu Bolin, assume qui un significato ulteriore. Ore di body painting, realizzate in stretta relazione con i luoghi, trasformano il corpo dell'artista nella prosecuzione delle superfici circostanti: pietre, vegetazione, ombre, colori e dettagli architettonici vengono riprodotti sulla pelle fino a generare l'illusione della scomparsa. Ma proprio quando il corpo sembra dissolversi nello spazio, la sua presenza emerge con maggiore intensità.
Macerie invita così a osservare ciò che resta, ciò che scompare e ciò che può riaffiorare, proponendo una riflessione sulla memoria dei luoghi e sulla capacità dell'arte di trasformare una ferita collettiva in un nuovo spazio di racconto.
Con queste tre mostre Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026 amplia ulteriormente il proprio programma, rafforzando una visione che mette in dialogo artisti, archivi, collezioni, territori e comunità. La città, i suoi musei, le architetture e il paesaggio continuano così a configurarsi come un unico spazio di produzione, ricerca e confronto, nel quale l'arte contemporanea diventa strumento di lettura del presente.

