mercoledì 29 aprile 2026

    Padiglione della Repubblica di Bulgaria 61. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia THE FEDERATION OF MINOR PRACTICES

 


Fondazione Bevilacqua La Masa presenta 108MA COLLETTIVA GIOVANI ARTISTI e annuncia L'APERTURA STRAORDINARIA degli ATELIER BLM 2025-26

 INAUGURAZIONE | martedì 5 maggio 2026, ore 12.00

 

 



Dal 5 maggio al 28 giugno la Sala del Camino ai SS. Cosma e Damiano alla Giudecca ospita la 108ma Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa, in programma in concomitanza con la Biennale Arte 2026. Allo storico appuntamento dedicato alla scoperta, promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea emergente partecipano 37 artiste e artisti under 30, con 46 opere, selezionate su 320 candidature proposte da 190 creativi residenti nel Triveneto - tra i quali anche alcuni artisti degli Atelier 2025-26.

 

I vincitori della 108 ma Collettiva FBLM saranno annunciati al pubblico in occasione dell’inaugurazione della mostra, martedì 5 maggio, alle ore 12.00. Grazie ai tre premi acquisto - del valore di € 3.000 - e due premi acquisto - del valore di € 2.000 ciascuno - le opere vincitrici entreranno a far parte della Collezione Bevilacqua La Masa, che contribuisce ad arricchire il patrimonio pubblico grazie all’acquisizione delle opere più meritevoli, ed è riconosciuta dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Creatività Contemporanea.

 

I 37 artisti selezionati sono: Gaia Agostini Michele Azzalini, Elena Baggio, Elisa Bersano, Paola Bianco, Daniel Bresolin, Davide Busato Danesi, Duccio Cappelletti, Beatrice Cera, Caterina Ciliberti, Alex De Bastiani, Silvia De Vicari, Davide De Vivo, Tali Dello Strologo, Gabriele Edomi, Giacomo Fumagalli, Sergio Gagliardo, Filippo Locatelli, Alice Lot, Flora Maffezzoli, Rovers Malaj, Jessica Mendicino, Massimo Munich, Sebastiano Pallavisini, Lorenzo Piazza, Francesca Pieropan, Gioele Provenzano, Fanchang Qu, Matteo Ragazzini, Pietro Romano, Anna Ronchiato, Camilla Salvagnin, Maurizio Segato con Evelyn Roh, Irene Stellin, Stefano Tolusso, Tommaso Viccaro e Simone Zanchin.


ATELIER APERTI

DAL 4 AL 7 MAGGIO

 

Crediti: Fondazione Bevilacqua La Masa, Ritratto degli Artisti Atelier 2025-26 © David Hornback / Fondazione Musei Civici di Venezia, Ritratto Artisti Atelier 2025-26

 

In occasione dei giorni di preview della Biennale Arte 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa annuncia l'apertura straordinaria al pubblico degli spazi degli artisti under 30 assegnatari degli Atelier per l'edizione 2025-2026. Da lunedì 4 a giovedì 7 maggio, i visitatori avranno l'opportunità di dialogare con gli artisti e accedere ai loro studi, entrando in contatto diretto con i processi creativi, le ricerche in corso e i lavori degli artisti under 30 assegnatari degli Atelier 2025–2026, suddivisi fra il Chiostro dei SS. Cosma e Damiano e la sede storica di Palazzo Carminati, a Venezia, dove saranno inoltre ospitate le opere di alcuni artisti degli Atelier dell'Emeroteca di MUVE a Mestre, saranno presenti: Anna Benetti nella sede di SS. Cosma e Damiano, il Collettivo Zeroscena e Giulia Gaffo a Palazzo Carminati.

 

Negli studi del Chiostro SS. Cosma e Damiano (Giudecca 620, Venezia) - aperti da lunedì 4 a mercoledì 6, maggio, dalle 9.00 alle 14.00 - saranno presenti le artiste e gli artisti: Irene Mathilda Alaimo, Anna Benetti (MUVE), Martina Biolo, Nuvola Camera, C. A. Castro Lobato, Federica Gottardello, Besnik Lushtaku, Sara Pacucci, Isabella Ponte, Tommaso Viccaro.

 

Negli studi di Palazzo Carminati (Santa Croce 1882/a, Venezia) – aperti da martedì 5 a giovedì 7 maggio, dalle 9.00 alle 14.00 – saranno presenti le artiste e gli artisti: Nina Baietta, Paola Cenati, Giorgio Maria Crescentini, Giulia Gaffo (MUVE), Ketty Gobbo, Hetty Laycock, Rovers Malaj, collettivo Zeroscena (MUVE).

VENICE CLIMATE WEEK 2026 Planet Aqua, Planet Peace Venezia, 3 – 8 giugno 2026

 


Presentata a Roma la Venice Climate Week 2026

Sei giorni di programma, oltre cento speaker internazionali e un forum globale per ripensare il futuro del Pianeta Acqua

 

Venezia, 29 aprile 2026 Dal 3 all’8 giugno 2026 Venezia ospita la seconda edizione della Venice Climate Week - Planet Aqua, Planet Peace, presentata oggi a Roma presso la sede della Fondazione Marevivo nel Centro della Biodiversità Fluviale e Urbana, nodo territoriale di Roma del Biodiversity Gateway del National Biodiversity Future Center (NBFC).

 

Nata da un’idea del giornalista Riccardo Luna e curata insieme a Sara Roversi (Future Food Institute) e Cristiano Seganfreddo (FlashArt), la Venice Climate Week si è subito affermata come un punto di riferimento internazionale per la rigenerazione ecologica e la diplomazia climatica.

 

Organizzata dal Future Food Institute, la manifestazione è attività ufficiale della United Nations Decade of Ocean Science for Sustainable Development (UN Ocean Decade) ed è promossa con il sostegno della Città di Venezia e della Regione Veneto, insieme a una rete articolata di fondazioni, centri di ricerca, università, istituzioni culturali, partner industriali tra cui il Founding Partner Sanlorenzo e i Main Partner Deloitte e Generali, e organizzazioni civiche e attori della transizione ecologica.

 

Sei giorni, sette location, oltre cento speaker internazionali tra scienziati, policy maker, imprenditori, artisti e attivisti: dopo il debutto del 2025, la manifestazione si consolida come uno dei principali appuntamenti globali dedicati alla crisi climatica e alla transizione ecologica, con un focus specifico sulle società fondate sull’acqua.

 

La Venice Climate Week si configura come un laboratorio vivente di diplomazia, un processo globale di costruzione di alleanze e una piattaforma di leadership rigenerativa: uno spazio in cui innovatori, sindaci, decisori politici, scienziati, imprenditori e attori finanziari sono chiamati a co-progettare strategie per la rigenerazione planetaria attraverso le lenti dell’acqua, del clima e della giustizia. Un progetto che quindi supera la dimensione dell’evento per configurarsi come una piattaforma internazionale di lavoro e cooperazione, capace di mettere in relazione scienza, politica, finanza, cultura e società civile.

 

UN CONTESTO SIMBOLICO E OPERATIVO

La scelta di Venezia non è casuale.

Città d’acqua per eccellenza – fragile e al tempo stesso potentissima, esposta ma resiliente – Venezia incarna in modo emblematico la condizione contemporanea: quella di un equilibrio instabile tra vulnerabilità e capacità di trasformazione.

Qui, dove la crisi climatica è esperienza concreta e quotidiana, la Venice Climate Week costruisce un modello operativo: un luogo in cui discipline diverse convergono per progettare soluzioni, trasformando la città in un vero e proprio laboratorio vivente di diplomazia climatica.

In questo senso, Venezia si afferma come una possibile capitale morale della trasformazione climatica.

 

DAL 2025 AL 2026: UN CAMBIO DI SCALA

Dopo un’edizione 2025 che ha segnato un punto di svolta – posizionando subito la Venice Climate Week da iniziativa pionieristica, come era stata concepita, a strumento di diplomazia climatica operativa – il progetto compie oggi, in vista della sua seconda edizione, un ulteriore salto.

Nel 2025 è stata lanciata e sottoscritta la Venice Water Declaration, un appello internazionale promosso insieme a Jeremy Rifkin e alla Città di Venezia per la tutela delle città d’acqua e per l’adozione di modelli rigenerativi fondati su giustizia climatica, ecologia integrale e cooperazione territoriale.

Sempre nel 2025 è nata la Blue Communities Task Force, un’alleanza tra sindaci, amministratori locali e territori costieri impegnati nello sviluppo di strumenti innovativi per la gestione sostenibile delle risorse idriche, basati su modelli di governance partecipativi, adattivi e intergenerazionali. In questo quadro, ANCI ha assunto un ruolo attivo all’interno della Task Force, insieme all’Università IUAV di Venezia, avviando un percorso strutturato volto a rafforzare la capacità delle città costiere di affrontare le sfide idroclimatiche.

Durante quella settimana, Venezia si è trasformata in un vero e proprio laboratorio vivente di diplomazia climatica, un luogo in cui scienza, finanza, arte, industria e istituzioni multilaterali hanno lavorato insieme per progettare soluzioni per il Pianeta Acqua.

Tutte le università veneziane sono state coinvolte attivamente, contribuendo con competenze, ricerca e presenza sul territorio. Gli speaker internazionali – tra scienziati, amministratori pubblici, leader indigeni, investitori e attivisti – hanno animato la città attraverso incontri, dialoghi e laboratori.

L’intera Venezia è diventata un ecosistema civico diffuso, in cui discipline diverse si sono intrecciate e le tradizionali separazioni tra ambiti sono state superate, lasciando spazio alla costruzione di nuove alleanze e a una leadership orientata alla rigenerazione.

In questo senso, la Venice Climate Week 2025 si è rivelata molto più di una conferenza: un catalizzatore di alleanze trasformative, capace di attivare comunità di apprendimento, mobilitare territori e cittadini e proporre un modello replicabile di collaborazione multi-stakeholder per il futuro del Pianeta Acqua.

 

2026: PLANET AQUA, PLANET PEACE

Con il titolo Planet Aqua, Planet Peace, la seconda edizione introduce una prospettiva ancora più ampia e radicale: ripensare il futuro del pianeta a partire dall’acqua.

L’acqua non più soltanto come emergenza o risorsa, ma come infrastruttura fondamentale del XXI secolo: una chiave di lettura attraverso cui interpretare le grandi trasformazioni contemporanee – dalle città costiere ai sistemi alimentari, dalla governance globale all’innovazione tecnologica, fino ai temi della salute, delle migrazioni e della sicurezza.

L’acqua diventa così il punto di convergenza tra crisi e possibilità, tra vulnerabilità e progetto: una forza generativa attraverso cui immaginare nuovi modelli di sviluppo, nuovi equilibri tra umano e naturale, nuove forme di cooperazione tra territori.

 

In questa prospettiva, la Venice Climate Week 2026 si configura come uno spazio di convergenza in cui ricerca scientifica, politiche pubbliche, pratiche artistiche e partecipazione civica si intrecciano per costruire nuovi modelli di convivenza tra sistemi naturali e sistemi umani.

 

TRE ASSI, UN’UNICA TRAIETTORIA

Il programma si articola attorno a tre dimensioni strettamente interconnesse:

- Planetary Knowledge: uno spazio dedicato alla co-produzione di conoscenza, in cui scienziati, ricercatori e giovani lavorano insieme per ridefinire i paradigmi della ricerca oceanica e climatica, in linea con gli obiettivi della Ocean Decade;

- Civic Imagination: un insieme di pratiche artistiche, dispositivi narrativi e momenti di confronto intergenerazionale che restituiscono all’acqua una dimensione culturale e simbolica, riconoscendola come bene comune, memoria condivisa e spazio di futuro;

- Regenerative Alliances: tavoli di lavoro, summit e momenti di confronto ad alto livello che riuniscono città, istituzioni e attori del settore pubblico e privato per co-progettare nuovi modelli di cooperazione per la rigenerazione dei territori costieri e la governance degli oceani.

Tre livelli distinti ma interdipendenti, che riflettono la natura stessa del progetto: un dispositivo capace di tenere insieme conoscenza, immaginazione e azione.

 

PLANET AQUA – THE WORLD BLUE COMMUNITY FORUM

Il momento culminante della settimana sarà il Planet Aqua – World Blue Community Forum, un incontro internazionale che riunirà sindaci delle principali città d’acqua, rappresentanti delle Blue Communities, governi locali, scienziati, leader dell’industria e della finanza, organizzazioni filantropiche, agenzie multilaterali, artisti e innovatori. Non un semplice appuntamento istituzionale, ma un luogo operativo, in cui visioni e competenze convergono per costruire un’alleanza strategica per il Pianeta Acqua.

 

Al centro del Forum, una consapevolezza condivisa: l’acqua è la condizione stessa della vita, e come tale richiede nuovi modelli di governance fondati su giustizia, resilienza e responsabilità collettiva.

In questo contesto saranno presentati e valorizzati i progetti più efficaci sviluppati da città e territori, capaci di offrire soluzioni concrete e replicabili per la rigenerazione delle risorse idriche.

Saranno attivate task force internazionali per la definizione di un Action Plan multilivello – locale, regionale e globale – e verrà costruita una roadmap condivisa, frutto della collaborazione tra scienza, policy, industria, finanza, cultura e società civile.

Il Forum si concluderà con una chiamata collettiva all’azione, fondata su tre principi: la giustizia dell’acqua come base dell’equità climatica; lo sviluppo di economie blu capaci di rigenerare, e non sfruttare, le risorse; il rafforzamento della leadership locale nella gestione dei beni comuni.

Questa chiamata non resterà dichiarativa: sarà accompagnata da un percorso concreto di adesione e da un impegno formale da parte delle comunità politiche, economiche, accademiche e civiche coinvolte.

L’atto finale del Forum segnerà la convergenza tra discipline e settori diversi, traducendo il dialogo in responsabilità condivisa e in impegni concreti.

 

In un tempo segnato da crisi sistemiche e frammentazione, Venice Climate Week 2026 propone un cambio di paradigma: non più solo interpretare la complessità, ma organizzarla in azione.

Venezia, ancora una volta, non si limita a rappresentare la fragilità del presente, ma si offre come luogo in cui immaginare e costruire, collettivamente, le condizioni di un futuro possibile.

 

Venice is calling the world.

 

I PROMOTORI

Il progetto porta la firma di Riccardo Luna, giornalista, già direttore di Wired Italia, Digital Champion per l’Italia, autore di documentari e progetti editoriali dedicati al clima. La curatela è condivisa con Sara Roversi, fondatrice e presidente del Future Food Institute, e Cristiano Seganfreddo, innovatore e imprenditore creativo, editore di Flash Art.

La Venice Climate Week è organizzata dal Future Food Institute, fondazione internazionale impegnata nello sviluppo di modelli rigenerativi e nella formazione di nuove generazioni di leader per la transizione ecologica, in collaborazione con una rete globale di istituzioni, università e partner strategici.

 

LE LOCATION

Il programma si sviluppa in alcuni dei luoghi più significativi di Venezia, trasformando la città in una piattaforma diffusa di incontro e lavoro.

Tra le sedi principali: La Casa di The Human Safety Net alle Procuratie, Ocean Space, Università IUAV di Venezia, CNR – Biodiversity Gateway e Arsenale, Teatro Goldoni, Fondazione Giorgio Cini, Casa Sanlorenzo, il centro SEA BEYOND – UNESCO sull’isola di San Servolo e Fabbrica H3 all’Ex Chiesa Santi Cosma e Damiano alla Giudecca.

Luoghi diversi per storia e funzione istituzioni culturali, spazi di ricerca, sedi accademiche e contesti produttivi che, nel corso della settimana, vengono messi in relazione per costruire un ecosistema temporaneo in cui conoscenza, progettualità e azione si incontrano.

 

I PARTNER

La seconda edizione della Venice Climate Week - Planet Aqua, Planet Peace è resa possibile grazie al sostegno di una rete articolata di partner istituzionali, scientifici, culturali e industriali, che contribuiscono allo sviluppo del programma e alla costruzione di un ecosistema internazionale di collaborazione. Fondazioni, centri di ricerca, università, imprese e organizzazioni della società civile partecipano attivamente al progetto, rafforzandone la dimensione operativa e la capacità di generare impatto sui territori e nelle politiche della transizione ecologica.

 

Founding Partner: Sanlorenzo

Main Partner: Deloitte, Generali

Institutional patronage: ANCI, Città metropolitana di Venezia, Città di Venezia, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Regione Veneto, 2021-2030 United Nations Decade of Ocean Science for Sustainable Developement

Supporting Partner: Intesa Sanpaolo, L’Oreal, Gruppo CAP, NEXTCHEM

Legacy Partner: FAO, ASVIS, C40 Cities, Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), The EU climate Pact, Ecosistema Futuro, Fondazione Cini, Fondazione Centro Studi Enel, IUAV, Legambiente, Fondazione MareVivo, Ocean Space – TBA21, One Ocean, SEA BEYOND, Swimmable Cities, The Human Safety Net Ente Filantropico (Fondazione Generali), UNESCO, Università Ca' Foscari Venezia, Venice International University, Venice Sustainability Foundation, Zeitgeist, Fondazione Sviluppo Sostenibile

Media Partner: ANSA, Corriere della Sera

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Un toro di fieno

 



Installazione artistica nel parco urbano di Buja (Archivio Ecomuseo)

Il Toro di Buja, opera di land art realizzata la scorsa estate nel parco urbano di Santo Stefano dall’artista friulana Julia Artico nell’ambito delle attività dell’Ecomuseo, come tutte le installazioni costruite con materiali naturali necessita di un intervento di cura e ripristino. Il fieno, elemento vivo e mutevole che ha dato forma alla scultura sostenuta da un’intelaiatura in ferro, risente infatti dell’esposizione agli agenti atmosferici e del naturale trascorrere del tempo. Per questo l’Ecomuseo e il Comune hanno promosso per sabato 2 maggio, con ritrovo alle 9.30, un laboratorio artistico finalizzato al restauro dell’opera. Non si tratta di una semplice operazione di manutenzione, ma di un’azione che è parte integrante del progetto, rappresentando una nuova fase nel percorso dell’opera, periodicamente ripresa e rielaborata. Un incontro aperto alla comunità, che conferma il valore di queste pratiche come esperienze condivise, capaci di attivare relazioni tra persone, luoghi e materiali.

In questo senso, l’intervento di ripristino offrirà l’opportunità di osservare da vicino il rapporto tra materia e tempo, ma anche di comprendere come un’opera possa vivere attraverso la cura e l’attenzione delle persone. Il laboratorio, condotto dall’artista e aperto al contributo dei volontari, rappresenta un’occasione per restituire forma e forza espressiva all’installazione, mantenendone al contempo il carattere originario. Non si tratta di un’azione occasionale, ma di un momento che rinnova il processo collettivo da cui la scultura è nata, restituendo centralità al fare manuale e alla partecipazione diretta. Il lavoro condiviso diventa così occasione per ritrovare il senso di un’opera costruita insieme e continuamente ridefinita nel tempo. Ai partecipanti l’Ecomuseo offrirà il pranzo al sacco con i prodotti del Paniere, iscrizione obbligatoria (338 7187227, info@ecomuseodelleacque.it).

Julia Artico ha costruito il proprio percorso a partire da un’esperienza personale che ha trovato nell’arte una forma di espressione piena e consapevole. Nata in Svizzera, cresciuta a Verona e poi stabilitasi in Friuli, ha iniziato a dedicarsi al lavoro artistico in età adulta, sviluppando da autodidatta un linguaggio fondato sull’ascolto e sulla relazione con la natura. Le sue opere nascono infatti da un rapporto diretto con gli elementi naturali, che vengono accolti e interpretati più che semplicemente utilizzati. Ha partecipato a progetti collettivi come il Parco Sculture di Claut, contribuendo alla realizzazione di installazioni ambientali insieme ad altri artisti del territorio.