lunedì 28 settembre 2026

Asolo Montello, presentato ‘Enoteca Diffusa’, il progetto che valorizza le due “anime” della cantina: produzione e turismo

 



Cantine, ristorazione, ospitalità, cultura e outdoor entrano in rete per costruire un’offerta coordinata, riconoscibile e accessibile che promuova l’identità e il mercato del vino.

Asolo, 28 settembre 2026 – Il territorio dell’Asolo Montello vuole fare sistema grazie al vino. Parte da questa alleanza il progetto Enoteca Diffusa – Asolo Montello Wine Experience Network, promosso dal Consorzio Tutela Vini Asolo Montello con il contributo della Camera di Commercio Treviso Belluno, progetto nato per trasformare l’attrattività enogastronomica, paesaggistica e culturale del territorio in un volano di promozione e tutela per i vini Asolo Prosecco Superiore DOCG, Montello DOCG, e Montello Asolo DOC.

Al centro del progetto c’è un modello innovativo di Enoteca Diffusa, ispirato al paradigma dell’albergo diffuso e declinato in chiave enoturistica e digitale. Non una nuova struttura fisica, ma una rete capace di mettere in connessione anzitutto le cantine. Asolo Montello Wine Experience introduce il concetto di degustazione itinerante, che permette al visitatore di muoversi sul territorio alla scoperta dei vini e delle molte attrattive. Per farlo è indispensabile promuovere la fruizione del territorio, mettendo in rete ristoranti, enoteche, strutture ricettive, operatori turistici e culturali, enti locali e imprese del territorio, creando un sistema coordinato di esperienze, servizi e informazioni. <<Ho sempre creduto nel fare squadra per sostenere lo sviluppo di un territorio. Creando cultura e consapevolezza nel consumatore si stimola la domanda dal basso. Questo è il primo strumento di tutela. Chi conosce il vino nel suo territorio, infatti, farà un acquisto consapevole, sarà disponibile a riconoscere un valore economico maggiore e diverrà un ambasciatore a costo zero. Alla nostra volontà si aggiunge uno strumento in più, il Regolamento Europeo 2024/ 1143, che individua nei Consorzi di Tutela dei vini il soggetto coordinatore anche dello sviluppo enoturistico.>> Afferma Michele Noal, presidente del Consorzio di Tutela Vini Asolo Montello.

Dario Bond, assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto, intervenuto alla conferenza stampa di lancio del progetto, ha dichiarato: <<L’Enoteca Diffusa è una bellissima iniziativa che, come Regione, accogliamo volentieri, perché va nella direzione di un enoturismo capace di valorizzare insieme le aziende e i territori. Tra poco, fra l'altro, presenterò la legge regionale sull’enoturismo. L’Enoteca Diffusa, tuttavia, deve poter crescere con libertà, con il contributo delle istituzioni nazionali e regionali, senza essere ingabbiata da una disciplina eccessivamente prescrittiva>>. <<Nell’enoturismo – sottolinea ancora Bond – devono essere protagoniste innanzitutto le aziende agricole e i territori, affiancando al vino il cibo, la cultura, il paesaggio e l’ambiente. È questa la ricchezza che il Veneto può mettere in campo e che dobbiamo saper raccontare e valorizzare. Le aziende agricole, però, sono oggi chiamate anche a confrontarsi con una nuova emergenza: quella dell’acqua. La siccità è un problema serio, che non possiamo considerare episodico e che continuerà a porci delle sfide. Dobbiamo quindi spronare le aziende a prenderne immediatamente consapevolezza e ad attrezzarsi per affrontarla. Anche su questo fronte la Regione può e deve essere al loro fianco, mettendo a disposizione strumenti e sostegno>>.

<<Il progetto è aperto e gratuito per tutti gli attori del territorio che si iscriveranno. Centrali saranno due elementi. La creazione di una piattaforma digitale informativa e la formazione rivolta operatori e addetti del territorio al fine di avere tutti una voce condivisa: poche nozioni, ma communi a tutti gli operatori. I temi saranno la Comunicazione Emozionale e il Marketing Digitale, sempre più importante.  Sarà così introdotto un “codice di accoglienza” comune, con l’obiettivo di fare dell’Asolo Montello - e delle imprese ad esso collegate - un vero e proprio brand riconoscibile a livello internazionale.>> Afferma Tiziano Casanova, consulente strategico di Asolo Montello Wine Experience Network. Il progetto Enoteca Diffusa stima il coinvolgimento di un ampio numero di attori con un potenziale ampliamento progressivo della rete, a partire dai 475 soci del Consorzio, e coinvolgerà tutti gli attori dei 18 Comuni delle denominazioni. L’impatto economico e turistico del progetto sarà monitorato attraverso specifici indicatori di performance, tra cui l’incremento delle visite in cantina, l’aumento delle prenotazioni di esperienze enoturistiche, il traffico digitale generato dalla piattaforma territoriale, la partecipazione agli eventi e l’analisi dei flussi turistici.

La fotografia del territorio in dati, effettuata dalla Cgia di Mestre, racconta di un territorio in piena evoluzione: nel 2025 le Terre di Asolo e Monte Grappa hanno superato per la prima volta dal 2019 i livelli pre-pandemia, registrando rispetto al 2024 un aumento del 17,2% degli arrivi e del 21,6% delle presenze, con una permanenza media salita oltre le 2,8 notti e un impatto economico complessivo stimato in oltre 42,5 milioni di euro. Allargando lo sguardo ai 24 Comuni della Riserva della Biosfera MAB UNESCO Monte Grappa, gli arrivi hanno superato quota 226.500 e le presenze hanno sfiorato le 550.000, rispettivamente in crescita del 10,3% e del 12,5%.

<<Con “Enoteca Diffusa” vogliamo trasformare un territorio già fortemente attrattivo in una destinazione organizzata, capace di parlare con una voce comune e di offrire al visitatore un’esperienza più semplice, completa e autentica>>, conclude Michele Noal, Presidente Consorzio di Tutela Vini Asolo Montello. <<Il nostro territorio è un crocevia di eccellenze: dall’architettura e scultura di Palladio, ai luoghi iconici come Asolo e i luoghi della Grande Guerra sul Montello, ai prodotti enogastronomici del territorio, come il nostro Asolo Prosecco Superiore DOCG. Il potenziale è già insito nei nostri territori, a noi ora la capacità di farlo sbocciare>>.

La rete punta così a rafforzare la competitività del territorio, aumentare la permanenza dei visitatori, generare nuove opportunità economiche per le imprese e valorizzare in modo integrato le eccellenze dell’Asolo Montello.

 

 

 

KUBLAI FILM presenta ELON MUSK UNVEILED

 Il documentario di Andreas Pichler

che svela il lato oscuro della rivoluzione Tesla

arriva nelle sale italiane il 28 ottobre grazie a Kublai Film

 

 



www.kublaifilm.com


Venezia, 28 settembre 2026. Il film dell’italiano Andreas Pichler, presentato in alcuni tra i più importanti festival internazionali, tra cui l’International Documentary Film Festival Amsterdam (IDFA), SheffieldDocFest, Bolzano Film Festival Bozen e CPH:DOX, arriva nelle sale italiane il 28 ottobre 2026, distribuito da Kublai Film. Un’indagine sulla corsa di Tesla verso la guida autonoma, tra incidenti, dati nascosti e responsabilità aziendali, condotta con rigore dal regista. Un film che conferma la volontà di Kublai Film di portare al grande pubblico il meglio della produzione documentaristica internazionale.

 

Nel 2014, Elon Musk presenta al mondo la sua visione di un futuro in cui le automobili si guidano da sole. Un progetto accolto con entusiasmo, dietro il quale emerge però un esperimento tecnologico condotto anche a discapito della vita degli automobilisti: mentre il sistema Autopilot è ancora lontano da essere pienamente sviluppato, le vetture Tesla e i dati raccolti durante la guida diventano strumenti per perfezionare il software in tempo reale.

È da questa promessa di progresso e dalle sue conseguenze che prende avvio Elon Musk Unveiled. Attraverso testimonianze, documenti interni, immagini di incidenti e materiali provenienti da inchieste giornalistiche, il film ricostruisce la corsa alla guida autonoma e le zone d’ombra di un sistema in cui ambizione tecnologica e interessi economici sembrano prevalere sulle esigenze di sicurezza.

 

Al centro dell’indagine si trova un incidente mortale avvenuto in Florida, seguito da una lunga battaglia legale per ottenere risposte e accertare le responsabilità. Ma non si tratta di un caso isolato: filmati provenienti da dashcam e telecamere di sorveglianza documentano comportamenti imprevedibili delle automobili, mentre la diffusione di migliaia di documenti contenenti reclami degli utenti porta alla luce criticità e segnalazioni che, secondo quanto ricostruito dal documentario, sarebbero rimaste a lungo senza risposta.

Vittime e familiari, giornalisti investigativi, whistleblower ed ex dipendenti Tesla raccontano il funzionamento dell’impero di Musk e la cultura aziendale che ne sostiene la crescita. Il documentario segue inoltre l’ingresso dell’imprenditore nell’agone politico e il sempre più stretto legame con Donald Trump, dal sostegno alla sua campagna presidenziale fino al ruolo assunto all’interno della nuova amministrazione, interrogandosi sul rapporto tra innovazione, potere economico, influenza politica e regolamentazione. Un rapporto che ha portato Musk a ottenere incarichi ufficiali e che, secondo il film, si intreccia anche con lo svuotamento delle istituzioni chiamate a vigilare sulle sue aziende e con la rimozione o l’indebolimento di figure e autorità considerate scomode per Tesla. Un tema che assume particolare rilevanza nell’anno delle elezioni Midterm del 2026, alle quali Musk ha già annunciato l’intenzione di partecipare attivamente attraverso il sostegno a candidati e campagne repubblicane.

 

Elon Musk Unveiled pone così una domanda centrale per la nostra contemporaneità: quanto siamo disposti a sacrificare in nome del progresso tecnologico e chi è chiamato a rispondere quando una tecnologia ancora incompleta viene sperimentata nello spazio pubblico?


KUBLAI FILM

 

Kublai Film è una casa di produzione e distribuzione cinematografica con sede a Latisana (Udine) e a Venezia che sviluppa e promuove progetti dedicati all'arte, alla cultura e ai grandi racconti del nostro tempo.

Convinta che il cinema possa essere un ponte tra culture, che l'arte possa avvicinare i popoli e che la bellezza sia uno strumento capace di superare le differenze, Kublai Film segue ogni progetto con un approccio sartoriale, accompagnandolo dallo sviluppo alla distribuzione e costruendo produzioni e coproduzioni italiane e internazionali insieme a partner culturali di primo piano.

Il nome si ispira a Kublai Khan, l'imperatore della Cina incontrato da Marco Polo, simbolo dell'incontro tra mondi, culture e visioni differenti. È la stessa vocazione che guida oggi il lavoro della società: raccontare attraverso il cinema l'arte, la cultura e la bellezza, portando nelle sale cinematografiche opere capaci di creare conoscenza, meraviglia e dialogo.

Cambia la stagione ma… il Moscatello è sempre in tavola

 



Tre interpretazioni del Moscatello Casauriense accompagnano la stagione

più conviviale dell’anno, tra piatti di casa, ricette d’autunno e abbinamenti

pensati per festeggiare il Natale

 

Castiglione a Casauria (Pe), settembre 2026 – Se l’estate chiama calici freschi e piatti leggeri, l’autunno invita a rallentare, a sedersi a tavola e a riscoprire quei sapori che sanno di casa. E il Moscatello di Castiglione, vitigno storico dell’Abruzzo e biotipo casauriense, si presta perfettamente a questo cambio di stagione. È proprio questa la scommessa di Tenuta Secolo IX, cantina di Castiglione a Casauria che ha fatto della valorizzazione del Moscatello uno dei tratti distintivi della propria identità: dimostrare che questo antico vitigno non appartiene soltanto alla memoria, ma può entrare con naturalezza nella cucina di ogni giorno, accompagnando il pranzo della domenica, una cena tra amici e, naturalmente, la tavola delle feste.

Tre sono le interpretazioni proposte dalla cantina: Terre d’Abruzzo IGT Moscatello Fonte Grotta, Colline Pescaresi IGT Moscatello Passito e Vino Spumante Dolce Moscatello Fonte. Tre vini diversi, tre modi di vivere il territorio e altrettante occasioni per giocare con gli abbinamenti.

 

Fonte Grotta, quando l’autunno profuma di casa

Se la stagione del foliage avesse un profumo, potrebbe essere quello di un piatto che cuoce lentamente sul fuoco. Il Terre d’Abruzzo IGT Moscatello Fonte Grotta, secco, elegante e sapido, porta nel calice il carattere dei terreni calcareo-argillosi di Castiglione a Casauria e si presta a una cucina più strutturata.

L’abbinamento di stagione

La proposta è con zucca al forno, salsiccia abruzzese e rosmarino. Dolcezza, sapidità e profumi intensi trovano un punto d'incontro con la freschezza e la componente aromatica del Moscatello.

Ma il Fonte Grotta può accompagnare anche un grande classico della tavola autunnale: un risotto ai funghi porcini, dove la cremosità del piatto incontra la sua struttura senza appesantire l’insieme.

 

Il Passito e il piacere delle lunghe serate

Con il Colline Pescaresi IGT Moscatello Passito cambia il ritmo. Ottenuto da uve appassite e affinato a lungo, è l'interpretazione che più richiama la storia del vitigno e il legame con Casauria e l'Abbazia di San Clemente. È il vino delle chiacchiere dopo cena, del camino acceso, del dessert condiviso senza fretta.

L’abbinamento di stagione

In autunno incontra un semifreddo al torrone e mandorle, dove la componente dolce e la frutta secca valorizzano la sua intensità aromatica.

E quando arrivano le feste, il Passito diventa un compagno naturale del dessert natalizio: panettone con crema al mascarpone e arancia candita. La morbidezza del dolce, le note agrumate e la frutta secca dialogano con la ricchezza aromatica del vino, trasformando il classico finale di pranzo in un momento ancora più goloso.

 

Moscatello Fonte: a Natale, spazio alle bollicine

Poi c'è lui, il Vino Spumante Dolce Moscatello Fonte, la versione più conviviale e immediata del vitigno. Dolce e fragrante, con profumi di fiori bianchi, agrumi e frutta a polpa gialla, porta nel calice tutta la voglia di festa. E se il Natale significa brindare, stare insieme e concedersi qualcosa di speciale, questo è il momento giusto per stappare una bottiglia di Moscatello.

L’abbinamento di Natale

La proposta della cantina è con la pizza dolce abruzzese, grande classico delle feste preparato con pan di Spagna, creme e mandorle. Un abbinamento che racconta il territorio e che trova nel Moscatello la sua naturale conclusione. Ma c'è anche un'altra possibilità, più informale e contemporanea: panettone con crema agli agrumi. La dolcezza del vino incontra quella del dolce, mentre le note agrumate creano un finale fresco e profumato.

Insomma, niente regole troppo rigide! A Natale il Moscatello Fonte può stare al centro della tavola, pronto per il brindisi, per accompagnare il dessert o semplicemente per chiudere la serata con un sorriso.

 

Due calici per il Natale, due momenti diversi

Per Tenuta Secolo IX, il Natale può diventare anche l'occasione per raccontare il Moscatello attraverso due interpretazioni molto diverse. Il Moscatello Fonte è il calice da aprire quando arrivano gli ospiti, quello delle feste, dei brindisi e dei dolci da condividere.

Il Moscatello Passito è invece il vino da sorseggiare con calma, magari dopo il pranzo, insieme a un dessert, alla frutta secca o semplicemente a qualche chiacchiera in più. Due modi diversi di interpretare la stessa uva e un unico filo conduttore: il piacere della convivialità.

 

Un antico vitigno, una tavola sempre nuova

“Il cambio di stagione ci permette di raccontare il Moscatello attraverso sapori diversi, più caldi e avvolgenti, fino ad arrivare alla tavola di Natale”, sottolinea Fioravante Allegrino, titolare di Tenuta Secolo IX. “Ci piace l'idea che ogni bottiglia possa trovare il suo momento: il Fonte Grotta a tavola, il Passito con il dessert e il Moscatello Spumante per brindare insieme. È un modo semplice e piacevole per far conoscere un vitigno antico anche attraverso una cucina contemporanea e informale”.

Con i suoi vigneti ai piedi del Morrone, tra le Gole di Tre Monti e la valle dell'Aterno-Pescara, Tenuta Secolo IX continua così il percorso di valorizzazione del Moscatello Casauriense, portando nel bicchiere una storia antica ma con uno stile capace di parlare anche alla tavola di oggi.

 

 

Le persone di Tenuta Secolo IX

  • Fioravante Allegrino – Titolare e proprietario
  • Maurizio Primavera – Direttore Commerciale
  • Massimo Iafrate – Brand Ambassador
  • Donato Di Tommaso – Enologo
  • Romano D’Amario – Agronomo

ALDO CAZZULLO e ANGELO BRANDUARDI in FRANCESCO

 

TREVISO COMIC BOOK FESTIVAL 2026: CECCHETTO PREMIA L’ARTISTA EMERGENTE ISOTTA SANTINELLI

 


Il riconoscimento riservato ai giovani talenti è stato assegnato domenica 27 settembre durante la cerimonia del Premio Boscarato
 
Con il suo primo libro dedicato al grande pubblico, Si torna sempre dove si è stati male (Gallucci Editore, 2025), è l’illustratrice Isotta Santinelli ad aggiudicarsi il Premio Cecchetto nell’ambito del Treviso Comic Book Festival. Il riconoscimento, che valorizza ogni anno un talento emergente, è stato istituito dall’Azienda Agricola Cecchetto Giorgio nel 2018 assieme alla manifestazione nata oltre vent’anni fa e divenuta nel tempo di rilevanza internazionale grazie al suo contributo innovativo nel panorama fumettistico. L’edizione 2026 ha incoronato Santinelli come artista rivelazione durante la cerimonia del Premio Boscarato, tenutasi domenica 27 settembre a Casa Robegan, nel centro storico di Treviso.
 
Isotta Santinelli è nata a Modena nel 1997 ed è fumettista e illustratrice. Dal 2022 dirige Slowcomix, associazione culturale che autoproduce fumetti umoristici. Grazie alle sue parodie delle Winx è diventata un fenomeno del web, tanto da attirare l’interesse dello studio di animazione e casa di produzione del team di fate, Rainbow, con cui ha iniziato a collaborare nel 2025.
 
“La sinergia con il Treviso Comic Book Festival nasce dalla volontà di contribuire alla crescita di un territorio che non è fatto solo di imprese e attività produttive, ma anche di cultura, creatività e persone – dichiara Sara Cecchetto, Responsabile Sostenibilità dell'azienda –. Con il Premio scegliamo di investire nelle nuove generazioni, offrendo ai talenti emergenti uno spazio di riconoscimento e crescita. Sostenere la creatività significa contribuire al futuro attraverso cultura, innovazione e bellezza”.
 
In nomination per il Premio Cecchetto 2026 sono apparsi i nomi di numerosi autori e autrici che si sono distinti per qualità e originalità delle loro opere. Tra questi Riccardo Atzeni con Devo andare nello spazio (Bao Publishing), Sciospen, autore di Zeng-He (Cityland Comix), ed Eugenia Erba con Squame (Eris Edizioni). A contendersi il premio anche Mel The Sketcher con Anatomia di me (Eris Edizioni) e Mariagiulia Pedrotti con il suo Clipping (Eris Edizioni). Non meno rilevanti le proposte di Michele De Stefano, che ha presentato Una maxi storia di vendetta (Coconino Press), Marco About con Tutto è bene quel che finisce (In Your Face Comix) e Giovanni Gioz Scarduelli, che ha partecipato con Corpo a corpo (Terre di Mezzo). In lizza anche Sassoraviolo con Bagatto (Mercurio Books) e Francesco Lo Manto con Dylan Dog Color Fest (Sergio Bonelli Editore) e Andrea Sestante con Yekatit 12 (Tunué).

Antonio Violetta Pagine a cura di Claudio Spadoni

 


Le Corti delle OGR Torino si trasformano in una biosfera urbana. Al via il progetto di rigenerazione per un nuovo polmone verde e culturale nel cuore di Torino

 


La Fondazione CRT e le OGR Torino, in collaborazione con la Fondazione Arte CRT, annunciano la riqualificazione delle Corti delle OGR firmata lamatilde.

 

Con il cantiere al via a novembre 2026 e l’inaugurazione prevista nella primavera 2027, l’intervento segna una svolta decisiva nell’impatto urbanistico e ambientale in città.

 



 

OGR Torino

Corso Castelfidardo 22

 

ogrtorino.it


Torino, 28 settembre 2026 – Le OGR Torino, hub di cultura e innovazione della Fondazione CRT, si preparano a una nuova trasformazione. Dopo l’intervento di riqualificazione che nel 2017 ha restituito alla città i 35.000 mq delle ex Officine Grandi Riparazioni, un profondo intervento interesserà le Corti. I due grandi spazi aperti del monumentale complesso risalente al 1895 diventeranno una vera e propria biosfera urbana: un paesaggio in cui architettura e natura, cultura e innovazione convivono nel cuore di Torino.

 

Ideato e promosso dalla Fondazione CRT e dalle OGR Torino, il progetto sviluppato dallo studio di architettura torinese lamatilde riconfigura la Corte Est e la Corte Ovest, oggi prevalentemente minerali e pavimentate, in un ecosistema sostenibile e resiliente, in grado di contrastare l’effetto isola di calore, favorire la biodiversità e ampliare la programmazione all’aperto.

 

L’intervento rispetta e valorizza l’identità industriale dell’edificio, reinterpretando le tracce storiche attraverso un nuovo sistema architettonico. A partire dalla geometria originaria dei binari delle ex officine ferroviarie si sviluppa una topografia artificiale fatta di volumi di altezza e dimensione variabile. Ne nasce uno spazio articolato di vegetazione, sedute, specchi d’acqua e dispositivi per la socialità. Le forme richiamano i carrelli per il trasporto dei materiali su binario, trasformando un segno della memoria industriale in un elemento architettonico e ambientale.

 

Il progetto rafforza inoltre il rapporto delle OGR con la città e i quartieri circostanti, contribuendo alla costruzione di un ideale corridoio urbano tra corso Castelfidardo e l’area di via Borsellino. Le Corti diventano una nuova soglia delle OGR, un luogo da riscoprire, da vivere quotidianamente, ma anche da attraversare.

 

L’avvio del cantiere è previsto per l’inizio di novembre 2026, con conclusione nella primavera 2027. Il progetto, sotto la direzione artistica di lamatilde, sarà realizzato da MAT Srl su progetto esecutivo, autorizzativo e direzione lavori di ICIS Srl, affiancati dallo Studio Pellegrin per la gestione della sicurezza e Carmelo Fruscione per il progetto agronomico del verde.

 

Una nuova pagina nella storia delle OGR e un nuovo spazio per Torino: dove la memoria industriale si evolve con il verde, l'architettura diventa infrastruttura ambientale e la cultura continua a trasformare la città.

 

Rigenerazione climatica e biodiversità

La rigenerazione delle Corti risponde anche alla necessità di ripensare gli spazi aperti per affrontare le attuali criticità climatiche e le nuove esigenze del contesto urbano.

 

Il progetto del verde si articola in un sistema stratificato di specie erbacee, arbustive e arboree perenni, distribuite all’interno di nuove fioriere e integrate con aree di sosta e socialità. La presenza combinata di vegetazione, ombra e acqua contribuirà a mitigare le temperature e a creare un microclima più confortevole anche durante i mesi più caldi.

 

Particolare attenzione è dedicata alla gestione della risorsa idrica: le nuove stratigrafie del terreno favoriscono la conservazione dell’umidità e riducono la necessità di irrigazione, contribuendo inoltre alla creazione di habitat favorevoli alla micro-biodiversità, con risorse, rifugio e nutrimento per insetti impollinatori e piccoli uccelli.

 

L’architettura non si limita a organizzare lo spazio e integra il verde come componente strutturale del progetto, capace di migliorare le condizioni ambientali e generare nuovi modi di vivere le OGR.

 

Il nuovo progetto delle Corti rappresenta un passaggio strategico nell’evoluzione delle OGR Torino, il più importante investimento della Fondazione CRT per la città, che fin dalla loro rinascita sono state pensate come un organismo architettonico capace di continuare a ripensarsi e rigenerarsi, dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT. Vogliamo che questi spazi mettano in relazione la memoria industriale delle ex Officine ferroviarie, nate come luogo di lavoro e produzione, con le esigenze del presente, diventando un paesaggio vivo e un’infrastruttura ambientale al servizio della comunità. Il cuore di questa nuova trasformazione è il verde: una presenza capace di ridisegnare le Corti, favorire la biodiversità, contribuire alla mitigazione climatica e rendere questi spazi più accoglienti e vivibili. È questo il senso della nuova biosfera urbana che vogliamo restituire alla città: un nuovo polmone verde nel cuore di Torino, in cui natura, architettura e vita quotidiana possano.

 

La ripartizione funzionale delle Corti: spazi per la comunità, la cultura e il lavoro

La rigenerazione amplia le possibilità di utilizzo degli spazi esterni e rafforza la vocazione delle OGR come luogo di incontro, produzione culturale e imprenditoriale, lavoro e convivialità.

 

Le OGR Torino sono per loro stessa natura un luogo di trasformazione. Il progetto delle Corti parte da questa identità e rappresenta un passaggio strategico nella loro evoluzione: non una cesura con il passato, ma un nuovo capitolo di una storia che continua a rinnovarsi. Vogliamo che questi spazi sappiano mettere in relazione la memoria industriale delle ex Officine con le esigenze del presente, diventando una nuova infrastruttura per la città. Con questo parco urbano le OGR saranno sempre più aperte, accessibili e inclusive, rafforzando la connessione tra territorio e persone, dichiara Davide Canavesio, Amministratore Delegato delle OGR Torino. Trasformare le Corti in una biosfera urbana è un’operazione di ingegneria ambientale e rigenerazione climatica, che conferma la capacità delle OGR di evolvere e dimostra come l’archeologia industriale possa diventare una risorsa urbana contemporanea, tecnologica e resiliente.

 

Corte Est – Affacciata su corso Castelfidardo, la Corte Est si apre alla città come una grande piazza, un giardino su più livelli, attraversato dal percorso che conduce all’interno delle OGR. I grandi moduli articolano lo spazio in aree verdi e di sosta, con funzioni diverse: vegetazione e ombra, sedute e bacini d’acqua. A collegare questi elementi è un’infrastruttura dalle forme organiche che integra illuminazione LED programmabile, nebulizzazione per il raffrescamento estivo e sistemi di diffusione sonora per installazioni artistiche e musicali. All’ingresso da corso Castelfidardo, la stessa infrastruttura cambia natura e accoglie visitatori di tutte l’età trasformando un aspetto tecnico in esperienza ludica.

 

Corte Ovest – La Corte Ovest assume invece una dimensione più produttiva, conviviale e didattica. I moduli ospitano orti e sistemi agroforestali urbani per la coltivazione di erbe aromatiche, ortaggi e piccoli frutti, creando un nuovo spazio per attività educative e laboratori rivolti ai più giovani e alle comunità locali. Tavoli e aree dedicate a studenti, lavoratori e visitatori estendono l’utilizzo della Corte oltre la ristorazione e costruiscono un vero hub all’aperto per la community delle OGR e per chi ogni giorno lavora, studia e contribuisce all’innovazione. La razionalizzazione e il ridisegno degli spazi consentono inoltre di ampliare e valorizzare l’area dedicata all’intrattenimento, creando un ambiente più flessibile e attrezzato per ospitare musica, eventi e spettacoli dal vivo e migliorare la qualità dell’esperienza.

 

Le Corti sempre più museo a cielo aperto

La trasformazione degli spazi esterni rafforza anche la vocazione delle OGR come piattaforma culturale aperta e accessibile gratuitamente.

 

Grazie alla collaborazione con la Fondazione Arte CRT, le nuove Corti saranno progressivamente arricchite da opere d’arte temporanee e permanenti, commissionate e acquisite per dialogare con l’architettura e con il nuovo paesaggio.

 

La prima opera permanente sarà presentata in occasione dell’inaugurazione nella primavera 2027, e una seconda sarà svelata nell’autunno 2027, in occasione dell’Art Week, avviando un programma destinato a proseguire negli anni attraverso nuove commissioni e installazioni.

 

La Fondazione Arte CRT è onorata di prendere parte alla nuova fase di trasformazione delle OGR, rinnovando una collaborazione ormai più che consolidata. Attraverso un programma di acquisizioni e produzioni che coinvolgerà artisti di rilievo internazionale, la Fondazione intende contribuire a rafforzare il ruolo delle OGR quale piattaforma culturale aperta alla città e alla contemporaneità, afferma Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente della Fondazione Arte CRT. Crediamo che le nuove Corti potranno diventare un vero e proprio museo a cielo aperto, nel quale arte, architettura e spazio pubblico dialogano, offrendo nuove occasioni di incontro, conoscenza e avvicinamento all’arte contemporanea e contribuendo al percorso di crescita culturale di Torino.

 

L'obiettivo è ampliare progressivamente la natura di museo a cielo aperto delle Corti, fruibile dal pubblico in modo libero e gratuito, rafforzando il ruolo delle OGR di motore di trasformazione urbana e culturale per Torino.