sabato 12 giugno 2021

Nicoletta Rusconi Art Projects presenta I.D.E.A. Salento progetto realizzato in collaborazione con Davide Meretti

 



Genuardi/Ruta

Sotto Verde Manto

 

OPENIG 
sabato 26 e domenica 27 giugno 2021 

 

Masseria Canali

Via extraurbana Canali Memmi, Casarano LE

Aperto al pubblico solo su appuntamento
info@masseriacanali.com

Lecce, 12 giugno 2021. Sabato 26 e domenica 27 giugno inaugura negli splendidi spazi di Masseria Canali a Casarano (Lecce), la mostra Sotto Verde Manto, personale del duo artistico Genuardi/Ruta.

 

Figlio di Cascina I.D.E.A., il progetto di residenze avviato ad Agrate Conturbia (NO) attivo dal 2017, con I.D.E.A. SalentoNicoletta Rusconi Art Projects offre agli artisti la possibilità di vivere due realtà molto peculiari sia dal punto di vista paesaggistico che della tradizione artigiana: il lago Maggiore e il Monte Rosa da un lato e i due mari della Puglia dall'altro.

Per questa seconda edizione di I. D.E.A. Salento, Nicoletta Rusconi ha scelto di collaborare con Davide Meretti, che ospita l'iniziativa a Masseria Canali (Casarano), nel cuore del Salento.

 

Sotto Verde Manto è il risultato della permanenza del duo Genuardi/Ruta in Masseria e del loro viaggio alla scoperta del Salento, per comprendere, nel profondo, modi e riti delle civiltà marinare e contadine, e vivendo i suggestivi intrecci di leggende, storie, colori e architetture dello straordinario territorio salentino.

Genuardi/Ruta innescano un dialogo indoor a partire dalle loro forme e dal paesaggio che li circonda: costruzioni antiche e grotte rupestri, città e monumenti, torri saracene, verdi distese e pietre ambrate. L'intervento è stato realizzato ad hoc negli spazi della Masseria utilizzando strutture elicoidali, corpi abbigliati con tessuti di superficie opaca e riflettente, dialogando con l'ambiente interno e in armonia con le esigenze funzionali ed estetiche di un'abitazione privata.

 

Il duo indaga i fattori costitutivi dello spazio, ridefinendo l'architettura attraverso la pittura, traducendo l'incontro della luce con i volumi del costruito, mantenendo sempre al limite l'equilibrio tra una geometria della realtà e una visionaria. Le geometrie che Genuardi/Ruta mettono in campo sono sempre frutto di una ricerca sulla luce, sui volumi che intercetta e sui tagli che definisce. La loro riflessione sullo spazio, il cui rapporto con la luce compone il fulcro del loro lavoro, non deriva da una matrice tecnico-analitica ma esprime un bagaglio di memorie remote.


La mostra è accompagnata da un testo critico a cura di Elsa Barbieri.

Masseria Canali una vecchia casa colonica recentemente ristrutturata, risale alla fine del 1800 e si trova nella campagna tra i comuni di Casarano e Collepasso, nel cuore del Salento, in un’area di svariate decine di ettari di ulivi secolari. Anticamente la vita della contrada ("Contrada Canali", da cui il nome della masseria) ruotava intorno alla coltivazione dell'olivo e alla pastorizia; la masseria era utilizzata per ricoverare il bestiame e custodire scorte e attrezzi agricoli, oltre ad ospitare alcuni coloni. Fulcro della vita della contrada, la masseria garantiva pane e acqua a tutti i contadini impiegati nei campi grazie al pozzo e al forno a legna.

La sua struttura originale, realizzata in fasi successive, è stata modificata e ampliata nel corso degli anni, creando una sovrapposizione di epoche e stili facilmente visibile dall’esterno.

Dopo anni di abbandono, Masseria Canali è stata acquistata nel 2015 da Davide Meretti. Nonostante il cattivo stato di conservazione, tutte le porzioni di maggiore prego architettonico e storico sono state preservate assolutamente intatte.

Mentre l'esterno della casa è chiaramente in stile salentino, l'idea alla base degli interni era quella di creare un ambiente dal sapore internazionale. La maggior parte dei pezzi sono vintage, raccolti dal proprietario durante viaggi, da mercatini dell'antiquariato, fiere e da vari commercianti italiani ed esteri, con molti pezzi provenienti da Italia, Francia, Inghilterra e Marocco

 

Genuardi/Ruta - Antonella Genuardi (Sciacca,1986) e Leonardo Ruta (Ragusa,1990).

Tra le mostre più recenti: Locomotive Breath (mostra personale), a cura di Jorge Reis, Casa Azul, Torres Vedras-Distretto di Lisbona, Portogallo, 2020; Gentilivicini, a cura di Piera Valentina Gallov, con il Sostegno di MiBACT e SIAE, Via della Fucina 16 Condominio-Museo, Torino, 2020; Talent Prize 2019, Mattatoio, Roma, 2019; Manabamáte, a cura di Giacinto Di Pietrantonio, BocsArt, Cosenza, 2019; ZR (mostra personale), a cura di Samuel Gross, Edicola Radetzky, Milano, 2019; Wormhole (mostra personale), a cura di Samuel Gross, Galleria FPAC, Milano, 2019; La danza dei giganti (mostra personale), Magazzino Brancaccio – Progetto Oltre Oreto, Evento Collaterale Manifesta 12, Palermo, 2018; Solo Presentation, Sezione Present Future, Artissima, Torino, 2017; La vita della mente, a cura di Giuliana Benassi, Istituto Svizzero, Roma, 2017.

Tra i progetti di residenza a cui hanno fatto parte: Locomotive Breath, Casa Azul, Torres Vedras-Distretto di Lisbona, Portogallo (Progetto tra i vincitori dell’ottava edizione dell’Italian Council); 2020 CCA Artist-in-residence Program, Gennaio 2020, Andratx-Palma di Maiorca (ES); VIR Viafarini-in-residence, Gennaio-Dicembre 2019, Milano.

Dal 8 luglio al 24 agosto 2021 Sei spettacoli per l’undicesima edizione di Mezzano Romantica

 




Torna nel Primiero l’atteso Festival di musica e teatro Mezzano Romantica 2021, sotto la direzione artistica di Francesco Schweizer, che anche quest’anno- nonostante le problematiche legate al Covid 19- l’amministrazione comunale di Mezzano ha voluto riproporre, come ormai da molte estati. Giunto alla sua undicesima stagione, presenta dall’ 8 luglio al 24 agosto un importante e piacevole programma che segue la collaudata formula delle edizioni precedenti, giocata fra musica e teatro: sei quindi appuntamenti musicali e teatrali, che vedranno protagonisti artisti di livello internazionale in serate di grande musica e di coinvolgenti narrazioni. Tutte le serate sono a ingresso libero.

 

Si inizierà giovedì 8 luglio con il Time Rag Departementun gruppo di sei musicisti professionisti provenienti da tutta Europa, che grazie ad un repertorio ispirato all’Old Time Jazz, travolgente ed entusiasmante, è capace di creare atmosfere suggestive e coinvolgenti grazie ad un suono dal sapore rétro ma assolutamente di stile.

 

Venerdì 16 luglio si proseguirà con una serata teatrale, La fantastica avventura di un cuore di ghiaccio, produzione della compagnia trentina Arditodesìo, che affronterà in forma poetica - con la recitazione di Andrea Brunello e le musiche di Carlo La Manna - il tema del cambiamento climatico e della riduzione dei ghiacciai.

 

I percussionisti Roberto Pangrazzi e Alessandro Bianchini presenteranno martedì 27 luglio un Concerto di vibrafono e marimba, due strumenti dal timbro affascinante e suggestivo in un programma di brani virtuosistici e coinvolgenti.

 

Per il teatro, The Crossroad Pickers, una formazione di musicisti e vocalist, presenterà martedì 3 agosto una serata di musica, immagini e racconti, ispirata al viaggio lungo gli Stati Uniti descritto dal libro Strade blu di William Leat Heat-Moon, in un viaggio nell’America rurale tra Old Time Music e letteratura.

 

La serata di martedì 17 agosto vedrà in concerto il duo violino e pianoforte di Francesco e Federico Lovato, due fratelli la cui attività si svolge nelle più importanti sedi concertistiche d’Europa (Germania, Svezia, Albania) e del resto del mondo (Turchia, Giappone e Cile).

 

A conclusione del Festival, martedì 24 agosto si avrà la straordinaria occasione di ascoltare uno dei più importanti pianisti italiani, Alberto Nosè, pluripremiato in numerosi concorsi internazionali (World Piano Competition di Londra, F. Chopin di Varsavia, Vendôme Prize di Parigi, F. Busoni di Bolzano), che il New York Times ha definito: “artista dotato di grande maestria tecnica, dalla personalità abbagliante e affascinante che, con il suo suono altamente raffinato, è stato in grado di brillare durante il concerto alla Carnegie Hall”.

 

Quest’anno, per la seconda estate consecutiva, è stato purtroppo annullato a causa del Covid 19 il Trentino Music Festival per Mezzano Romantica, organizzato in collaborazione con la Music Academy International di New York, che da anni teneva i suoi prestigiosi corsi estivi di perfezionamento a Mezzano. Per l’occasione, fra luglio e agosto, erano ospiti per più di un mese nel Primiero decine fra studenti e i professori del MAI provenienti dal tutto il mondo, che mettevano in scena un ricchissimo cartellone di una quarantina di eventi musicali di vario genere, dalla musica classica a quella da camera, dal musical al jazz.

“Con la direzione del MAI abbiamo cercato fino all’ultimo di organizzare anche questa estate il loro soggiorno nel Primiero, ma la situazione contingente è stata veramente un ostacolo insormontabile, considerato anche il fatto che studenti e docenti sarebbero venuti da tutto il mondo, con le connesse problematiche legate all’emergenza pandemia – dice l’Assessore al Turismo del Comune Marta Gaio- Siamo molto dispiaciuti, e con noi tutto lo staff del MAI. Ma siamo fiduciosi di poter tornare ad accogliere nel 2022 in serenità gli amici della Music Academy International e la loro splendida musica.”

 

 

Per informazioni: Ufficio Turistico Comune di Mezzano

Tel. 349.7397917 - info@mezzanoromantica.it - www.mezzanoromantica.it

venerdì 11 giugno 2021

GOYA, BOUCHER, RICCI, BATONI e i maestri del ‘700 nelle città del Cybei a cura di Marco Ciampolini

 



Più di cinquanta dipinti di grandi artisti italiani e internazionali,

molti dei quali inediti esposti per la prima volta,

raccontano l’universo artistico all’apertura dell’Accademia di Carrara

e durante gli anni del suo primo direttore Giovanni Antonio Cybei,

ponendosi come un cardine delle iniziativeper celebrare

i 250 anni di attività dell’istituzione

 

 

11 giugno - 10 ottobre

 

Museo CARMI di Villa Fabbricotti

Via Sorgnano, 42 – 54033, Carrara

 

 


 

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Carrara, 11 giugno 2021. Scultore, abate, praticante di pittura e primo Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, Giovanni Antonio Cybei (Carrara 1706-1784) fece gran tesoro delle suggestioni pittoriche avute nei suoi viaggi, che questa mostra vuole ricreare. Il Cybei, fra i personaggi meno noti del Settecento artistico italiano, fu una delle personalità più interessanti, come dimostrano le sue opere destinate ai più importanti luoghi d'arte d'Europa: dalla Basilica di San Pietro alla Reggia di Venaria, dall’Ermitage di San Pietroburgo con il ritratto di Caterina II di Russia, al Victoria & Albert Museum di Londra con quello del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena.

In occasione delle celebrazioni dei 250 anni dell'Accademia – che aprì i suoi corsi nella primavera del 1770 – all'artista, e all'universo di relazioni e influenze che ebbe nel corso della sua non breve vita, è dedicata la mostra GOYA BOUCHER RICCI BATONI e i maestri del ‘700 nelle città del Cybei, a cura di Marco Ciampolini, dall'11 giugno al 10 ottobre 2021 al Museo CARMI di Villa Fabbricotti a Carrara, spazio dedicato alla valorizzazione della storia cittadina attraverso l'arte e gli artisti che vi hanno abitato e operato.

 

Più di cinquanta dipinti, riuniti per dare una rappresentazione completa dei generiartistici della pittura nel Settecento, dagli episodi storici a quelli religiosi, dall’allegoria alla mitologia, dal ritratto alla scena di genere, dalla veduta al capriccio. Opere spesso sconosciute, dimenticate o difficilmente accessibili: 16 inedite, 7 mai studiate in sede scientifica, 10 esposte per la prima volta e 4 provenienti da enti pubblici o istituzioni museali poco note.

L'esposizione, in contemporanea e in contiguità con la grande mostra dedicata alle sculture di Cybei, illustra il clima artistico di un'epoca in cui gli artisti si muovevano tra il Ducato di Modena, di cui faceva parte il Principato di Carrara, e il resto d'Italia, da Roma a Torino, da Pisa a Napoli, tutti luoghi frequentati dallo scultore.

 

In mostra una Sacra Famiglia di Pompeo Batoni, tra i più grandi ritrattisti del suo tempo, due importanti tele a tema religioso di Giovanni Battista TempestiLot e le sue figlie e San Ranieri in preghiera –, un Soggetto Allegorico di Sebastiano Ricci, un capriccio con rovine romane del ricercato vedutista Giovanni Paolo Pannini accanto a Salvataggio di un ragazzo in balia delle onde, inedito dipinto che rappresenta un unicum nella sua vasta attività, l'imponente ciclo delle quattro stagioni di Francesco Corneliani, e ancora molti altri dipinti di artisti meno noti al grande pubblico ma di assoluto talento, come Giuseppe Cades, di cui è in mostra la Conversione di Sant'Ignazio, modelletto per una dimenticata pala siciliana, o il bolognese Gaetano Gandolfi, di cui viene esposto un San Francesco.

 

Accanto agli esponenti del panorama italiano anche alcuni pittori internazionali, che come gli altri frequentano le corti e i luoghi di Cybei e che dimostrano il variegato e spesso sottovalutato ambiente pittorico dell'Italia non continentale: due paesaggi arcadici del parigino François Boucher, pittore della corte di Luigi XIV, due stupendi dipinti mitologici di Pietro Pedroni, artista locale anticipatore del Neoclassicismo, e due preziosi autoritratti di Francisco Goya, che ci dimostrano l'evolvere dello stile dell'artista nello stesso soggetto. Tutte opere che accompagnano il respiro culturale che caratterizzò la produzione di Cybei, destinata alle grandi corti europee.

 

La conoscenza della pittura contemporanea aiuta Cybei a rendere più sensibile il suo rapporto con la materia scultorea, suggerendogli l’aerea leggerezza nei gruppi, la levigata trasparenza nelle epidermidi, i valori atmosferici nel trattamento delle superfici.

 

GOYA BOUCHER RICCI BATONI e i maestri del ‘700 nelle città del Cybei ci racconta Carrara e l’importanza dei suoi contatti nel Settecento, che se non fu grande dal punto di vista delle commissioni, mancando una vera e propria corte, lo fu invece per la scoperta da parte della città della sua vocazione artistica.

Nel Settecento, infatti, Carrara passa dall’essere un mero centro di scavo e commercio del marmo a centro di produzione di scultura, ma soprattutto polo di formazione degli artisti, prima con le botteghe degli scultori, poi con le scuole private e infine con l’istituzione dell’Accademia di Belle Arti, che è stata, e ancora è, la migliore scuola per l'insegnamento della scultura.

Ancora oggi questo territorio di eccellenza continua a essere valorizzato, con impegno e collaborazione dal Comune di Carrara e dall’Accademia, grazie a un accordo di programma in vigore dal 2018.

 

La mostra sarà accompagnata da un catalogo a cura di Marco Ciampolini, edito da Silvana Editoriale, con saggi e contribuiti dei più importanti studiosi del Settecento italiano ed europeo.

Il volume offrirà un importante approfondimento scientifico al lavoro di conoscenza e valorizzazione di un secolo, il Settecento, di alcuni suoi autori e territori peculiari ancora ingiustamente poco considerati.

 

La mostra GOYA BOUCHER RICCI BATONI e i maestri del ‘700 nelle città del Cybei è organizzata dal Comune di Carrara, in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Carrara e con il patrocinio di Regione Toscana.

Si ringraziano la Provincia di Siena, il Comune di Siena, il Comune di Colle Val d’Elsa, I’Arciconfraternita di Misericordia e Istituzioni Riunite di Siena, l’Accademia di Belle Arti di Carrara, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e tutti i prestatori privati, per la disponibilità che ha reso possibile l’organizzazione della mostra.

 

MAB Tagliamento

 



La Regione Friuli Venezia Giulia ha avviato le procedure per candidare il Tagliamento e la fascia di territorio collegata al fiume a Riserva della Biosfera UNESCO nell’ambito del Programma MAB (Man and Biosphere). Le Riserve della Biosfera comprendono ecosistemi terrestri, marini o costieri e promuovono attività di cooperazione scientifica, ricerca interdisciplinare e sostenibilità ambientale nel pieno coinvolgimento delle comunità locali, pertanto rappresentano esempi di buona pratica nell’ottica dello sviluppo sostenibile e dell’interazione tra sistema sociale e sistema ecologico.

Il Fiume Tagliamento è un ambiente ricco di geodiversità e biodiversità e di rilevante interesse paesaggistico: è considerato l’unico corso d’acqua dell’arco alpino e uno dei pochi in Europa ad aver conservato la morfologia a canali intrecciati. L’Ecomuseo delle Acque condivide gli obiettivi e le strategie di tutela, sviluppo sostenibile e valorizzazione culturale previsti dalla Riserva della Biosfera, per questo ha manifestato il proprio interesse a sostegno del processo, mettendo a disposizione informazioni, documentazione e supporto tecnico e partecipando attivamente agli incontri tematici previsti dal percorso di candidatura.

 

Numerosi sono i progetti promossi dall’Ecomuseo relativi al Tagliamento che potrebbero essere valorizzati nell’ambito della candidatura a Riserva della Biosfera. Ad esempio: il manuale Guida al riconoscimento dei ciottoli del Tagliamento realizzato dal geologo Federico Sgobino; la mostra Tiliment, il Fiume si racconta del fotografo Eugenio Novajra, allestita attualmente nel Castello Savorgnan ad Artegna, in collaborazione con il CeVI, e che verrà esposta a luglio nelle sale del Museo di Storia Naturale di Pordenone, con il catalogo che si avvale dei testi dello storico Angelo Floramo e del geologo Furio Finocchiaro; la Mappa del bacino del Fiume Ledra, affluente del Tagliamento, che si configura come un prodotto culturale rappresentativo di un territorio e delle sue componenti naturalistiche, storiche, paesaggistiche e produttive. A tutto questo si aggiungono le unità didattiche sul tema degli ecosistemi fluviali che l’Ecomuseo sviluppa da tempo affrontandone gli aspetti fisici e biologici.

Filippo Sorcinelli e l’atelier LAVS partecipano alla mostra RE-NAISSANCE/RI-NASCIMENTO Un dialogo fra pittura rinascimentale, arte contemporanea, paramenti e icone sacre.

 A cura di Armando Fusco

 

Fino al 20 giugno 2021

Fortino Leopoldo I

Forte dei Marmi (LU)

 

Dal 24 giugno al 25 luglio 2021

Centro Espositivo LEO-LEV

Vinci (FI)

È in corso al Fortino Leopoldo di Forte dei Marmi fino al 20 giugno e poi proseguirà al Centro Espositivo LEO-LEV di Vinci (FI) la mostra RE-NAISSANCE/RI-NASCIMENTO a cura di Armando Fusco. Tra i suoi protagonisti anche Filippo Sorcinelli che espone alcune vesti sacre realizzate dal suo Atelier LAVS, in particolare i paramenti creati per papa Benedetto XVI.

 

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura della Città e dalla Villa Bertelli, curata e prodotta da Armando Fusco, in collaborazione con il Centro Espositivo Leo-Lev di Vinci (FI), la DurerArts Gallery di (FI), l’ass.ne A.L.E.R.AMO - Museo Civico di Moncalvo (AT), l’Atelier LAVS di Filippo Sorcinelli – Mondolfo (PU) e le Pontificie Fonderie Marinelli di Agnone (IS).

 

L’esposizione presenta un singolare percorso espositivo tra opere pittoriche del '500, arte contemporanea, paramenti e icone sacre ed è dedicata a due grandi momenti della storia della Cristianità: la Pasqua e il Natale che mettono simbolicamente insieme gli elementi chiave della nascita e della rinascita.

 

A scandire il “ritmo” della mostra, le campane della storica Pontificia Fonderia Marinelli in dialogo con varie tipologie di opere: la replica eseguita dall’Opificio delle Pietre Dure della scultura dell'Angelo Annunciante di San Gennaro, attribuito da Carlo Pedretti a Leonardo da Vinci, le opere Angeli & Nodi di Oreste Ruggiero, i capolavori cinquecenteschi di Jacopo Bassano, Vittore Carpaccio, Denijs Calvaert, Dosso Dossi, Giovanni de Vecchi, Carlo Portelli, Domenico Puligo e la presenza artisti contemporanei come Adele Barbato, Maria Franca Bartesaghi, Gianni Colonna, Marcello Di Pierro, Filippo Sorcinelli, Antonio Vito Faraone, Ettore Marinelli, Paolo Patriarca, Domenico Sorrentino.

 

Filippo Sorcinelli è presente con LAVS, acronimo di Laboratorio Atelier Vesti Sacre (ma anche Lode, in latino) che si occupa dello studio, della progettazione e della realizzazione di vesti sacre, di suppellettili ed accessori per la sacra liturgia cattolica.

 

Quest’anno LAVS celebra i venti anni di attività che l’hanno portato ad essere un riferimento d’eccellenza nel settore sia in Italia che all’estero, tanto da tenere costanti rapporti con gran parte delle diocesi, e da lavorare in stretta collaborazione con l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.

 

Il lavoro di LAVS è conosciuto in tutto il mondo anche ma non solo per aver realizzato numerose vesti per Papa Benedetto XVI e, non per ultimo, per la messa di inizio pontificato di Papa Francesco nel 2013.

Ancora nello stesso anno a Filippo Sorcinelli viene affidato il compito di ricostruire i paramenti sacri in occasione della Ricognizione delle spoglie di Papa Celestino V a L’Aquila.

 

LAVS nasce a Mondolfo paese natale di Filippo Sorcinelli, dove tutt’ora vive. Dopo aver intrapreso un percorso di studi incentrato sull’arte e la musica diventando organista, Filippo inizia ad apprendere l’arte della sartoria e del ricamo dalla zia e dalla sorella. È nel 2000, grazie ad una telefonata, che la sua passione diventa anche un lavoro: un amico gli confida al telefono che sta per prendere i voti e Filippo decide di confezionare la sua prima casula per lui. È così che, spinto dal desiderio di sperimentarsi in un territorio nuovo e inesplorato, nel 2001 fonda LAVS.

Ma c’è di più, perché Filippo Sorcinelli decide anche di profumare le confezioni che custodiscono i paramenti sacri al momento di essere spedite e così nel 2013 fonda anche il marchio di profumi d’arte FILIPPO SORCINELLI.

giovedì 10 giugno 2021

NOVITÀ GOLOSA IN CASA DE VIVO

 

La creatività vulcanica della storica pasticceria dà vita ad un nuovo dolce lievitato

La storica Pasticceria De Vivo di Pompei realizza una nuova golosa creazione artigianale, un rinnovato omaggio della famiglia De Vivo alle eccellenze della terra partenopea. Vesuvio Buono è il nome di questa prelibatezza: un trionfo di gourmandise, che nel design e nella travolgente abbondanza del gusto, celebra il proverbiale “Vesuvio buono” e la straordinaria fertilità e generosità delle sue terre.

Una golosità confortevole, una dolce coccola di squisita pasticceria campana d’autore, che esalta il profilo familiare del Vesuvio che guarda Il Golfo di Napoli e Pompei. Artigianalità ed innovazione: sono le parole che segnano da sempre la filosofia della famiglia De Vivo. Con questa nuova creazione, disponibile in sei gusti, pistacchio salato, caramello salato, cioccolato ruby e gelso del Vesuvio, caprese al limone, caprese al cioccolato, piña colada, anche i palati più esigenti rimarranno felicemente soddisfatti.

Sessant’anni e due generazioni dopo i De Vivo, sotto la guida di Marco, con l’ausilio della moglie Ester e della figlia Simona, portano ancora orgogliosamente avanti la tradizione di famiglia. Tra gli scavi archeologici e a fianco al santuario, si conserva un sapere antico, una ricerca continua per una qualità insuperata che segue una regola fondamentale: il rigoroso utilizzo del lievito madre, accudito con religiosa cura. Un’eccellenza riconosciuta ed esportata non solo nello stivale, ma anche in Francia, Spagna, Germania, Inghilterra.

Un dolce fedele alla tradizionale maestria nella produzione di lievitati, e non solo, che da sempre contraddistingue la Pasticceria De Vivo. Degli innumerevoli esempi che si potrebbero fare, a cominciare dalla spettacolare colazione che accoglie gli avventori tutte le mattine con le brioche signature, La Bufalina, La Sorrentina, L’Espressina, basti citare “i Pan”: sapienti creazioni di pasticceria e panificazione.

A prodotti speciali e premiati, come il Pangelso e Pancassata, a creazioni innovative e divertenti, come il Pansfogliatella, o al più tradizionale Panbauletto nelle sue molteplici versioni sia dolci sia salate, si aggiunge ora il Vesuvio Buono, seconda novità golosa di quest’anno dopo la Colomba Nocciolata, sfizioso e godurioso omaggio alla Nocciola tonda di Giffoni.

“Siamo Campani, appassionati della nostra attività, amiamo il nostro territorio, le sue tipicità e ogni giorno raccontiamo, con i nostri prodotti, la storia della nostra terra per valorizzare e far conoscere la nostra meravigliosa Campania”.

Vesuvio Buono è una prelibatezza per veri gourmet, che riesce a sorprendere sia i buongustai attenti ad un prodotto dalla lievitazione sopraffina, morbidissimo, alveolato ed estremamente soffice al tatto, salutare e facilmente digeribile, sia gli inguaribili golosi mai sazi di leccornie: ad una glassatura piacevolmente consistente, si aggiunge una deliziosa farcitura dosata elegantemente, che ravviva il morso e stuzzica il palato.

I vari gusti in cui è disponibile assaggiare il dolce lievitato divertono con una scelta mai banale chi non vuole rinunciare ad un peccato di gola.

La confezione da 450 g, viene venduta al prezzo di 22 euro.

I prodotti De Vivo sono disponibili sullo shop online www.pasticceriadevivoshop.it

Per informazioni: Pasticceria De Vivo - via Roma 36, 80045 Pompei (NA) - +39 081 863 1163 info@lapasticceriadevivo.it



THE BLUE BANANA di Giuseppe Veneziano A cura di Andrea B. Del Guercio 20 giugno - 13 settembre 2021

 

Pietrasanta

Piazza del Duomo e

Piazza Carducci

Marina di Pietrasanta - Pontile

Pietrasanta - Galleria Futura


 

Inaugurazione 19 giugno 2021

ore 18:30 

La Città di Pietrasanta celebra Giuseppe Veneziano, tra gli artisti pop italiani più influenti, con l’esposizione The Blue Banana. La mostra, promossa dal Comune di Pietrasanta, è stata appositamente concepita per gli spazi di Piazza Duomo e del Centro Storico e l'evento si articolerà seguendo un percorso spettacolare che coinvolgerà il pubblico in un gioco di scoperte e rivelazioni tra dodici opere monumentali. 

 

Tutte le opere sono nate e realizzate nei laboratori artigiani e nelle fonderie di Pietrasanta, confermando il ruolo della Città nella storia della scultura moderna e contemporanea. Attraverso l'opera di Giuseppe Veneziano, di un pittore prestato alla scultura, l'evento espositivo conferma la dimensione centrale assunta dalla città toscana all'interno del collezionismo internazionale dell'arte. 

 

"The Blue Banana"

 

Il titolo dell’intera esposizione si applica alle grandi dimensioni di una scultura di Giuseppe Veneziano ed allude alla dimensione economico-finanziaria dell’Europa occidentale in cui si collegano le grandi Capitali politiche, da Londra a Francoforte, da Parigi a Bruxelles, da Basilea a Milano e Torino. Veneziano 'disegna' nella geografia del Vecchio Continente una megalopoli, individuando quanto l'area produttiva abbia assunto la forma di una 'banana' riconoscibile nel 'blue' dell’Unione Europea. Nell’opera, che verrà collocata al centro di Piazza Duomo, il riferimento economico e politico si fonde con quello artistico contemporaneo, dove la banana rimanda a una delle icone della Pop Art di Andy Warhol, simbolo della celeberrima copertina dell’album dei Velvet Underground & Nico. The Blue Banana sintetizza così la ricerca artistica di Giuseppe Veneziano, attenta alla rappresentazione dei dilemmi che caratterizzano la società attuale in tutte le sue forme – politica, spettacolo, costume –, ma anche memore delle evoluzioni e dei percorsi dell’arte nella storia. 

 

"La centralità spaziale del frutto dalle grandi dimensioni ed una intensa monocromia, soggetto iconico in grado di congiungere l'alimentazione infantile con la dimensione erotica degli adulti, svolge il ruolo monumentale 'antico' intorno al quale ruota per disseminazione, l'articolato racconto condotto per ' immagini' a cui Veneziano ha messo mano", scrive A.B.Del Guercio 

 

Lungo il tessuto connettivo dedicato alla grande tradizione dell’arte, irrompono allusioni a personalità della cronaca, personaggi storici, icone del cinema e del fumetto, attori della contemporaneità. È attraverso la tecnica del mash-up – la stessa usata da molti dee-jay contemporanei – che Veneziano collega elementi contrastanti, ottenendo immagini capaci di creare inedite e sorprendenti associazioni visive: Dante Alighieri – di cui quest’anno ricorre l’anniversario dei 700 anni dalla morte – intento a scrivere la sua Divina Commedia su un portatile Macbook, Dolce e Gabbana, sulla falsa riga dell'altra celebre coppia artistica italo-inglese Gilbert & George, Charlie Chaplin con Venere, Biancaneve Assassina, il David di Michelangelo, Spider Man con suo figlio ed infine sul sagrato del Sant'Agostino Papa Francesco in skateboard.

 

"Con gli strumenti iconografici che ha a disposizione, che eredita dalla memoria scolastica e che rielabora imponendosi sul patrimonio monumentale, nobile del passato, Veneziano conferma di appartenere ad una cultura espressiva finalmente indipendente; l'operazione espressiva 'travolge' ogni diffuso timore indotto dal confronto globale, scavalca con libertà d'azione la ricerca di spazi circoscritti e protetti, 'archiviando' ogni tentativo di condizionare in un'unica geografia culturale, libera dall'obbligo di 'localizzare' la dimensione linguistica dell'arte" conclude A.B.Del Guercio.

 

Il progetto espositivo “The Blue Banana” si completa presso FUTURA Art Gallery che esporrà le opere su tela di Giuseppe Veneziano, trasformando lo spazio espositivo in una quadreria contemporanea con i pezzi più iconici dell’artista. Uno fra tutti Cripto valuta che funge da fil rouge tra la mostra in piazza e quella in galleria. Il Ritratto d’uomo con medaglia di Sandro Botticelli, invece di impugnare l’effige di Cosimo il Vecchio tiene in mano un ideale Bitcoin, il valore che l’artista ha assegnato all’opera e che rimarrà tale per sempre.

LUCA D’ATTOMA TRA I PROTAGONISTI DI CULT OENOLOGIST

 

Durante l’evento, organizzato nell’ambito di Anteprima Merano Wine Festival - Naturae et Purae, l’enologo di fama internazionale presenterà i vini bio e biodinamici delle aziende con cui collabora

 

Milano, giugno 2021_ Ci sarà anche Luca D’Attoma tra gli enologi di fama internazionale protagonisti di Cult Oenologist, l’evento dedicato alle eccellenze enologiche organizzato nell’ambito di Anteprima Merano Wine Festival - Naturae et Purae, kermesse del vino incentrata sulla viticoltura sostenibile. 

Venerdì 18 e sabato 19 giugnoal Kurhaus di Merano, Luca d’Attoma presenterà 11 vini di punta delle aziende biologiche e biodinamiche per cui presta consulenza, che spaziano dal Trentino alla Sicilia attraversando tutto lo stivale, raccontandone le peculiarità e gli aspetti che li rendono unici.

Luca D’Attoma parteciperà inoltre a Catwalk Rosé, in programma sabato 19 e domenica 20 giugno, appuntamento dedicato ai vini rosati e alle bollicine durante il quale presenterà i rosè di diverse aziende, tra cui Sì da uve Syrah in purezza della cantina biodinamica Duemani di Riparbella fondata nel 2000 da D’Attoma ed Elena Celli: 13 ettari di vigneti ad alta densità, con il mare della costa tirrenica all’orizzonte, dove l’enologo pratica la biodinamica senza compromessi per innovare e sperimentare.

 

Definito dalla stampa di settore “l’enologo dai riconoscimenti da record”Luca D’Attoma è stato uno dei primi a praticare la viticoltura biologica, quando in Italia non era ancora nemmeno considerata. Riconosciuto come uno dei massimi esperti in materia, il suo approccio in vigna e in cantina è particolarmente apprezzato perché rigoroso ma al tempo stesso innovatore.  “Ho sempre creduto nel bio – spiega D’Attoma - ed ero certo che prima o poi saremmo arrivati a parlarne così tanto. La biodinamica, poi, rappresenta un ulteriore passo in avanti, perché impari ad osservare la natura e a servirtene rispettando i suoi cicli”.

 

“Il mondo è cambiato, il clima è cambiato e dunque anche il modo di coltivare la vigna”, sottolinea D’Attoma. “Per fortuna, in Italia, finalmente c’è una grande attenzione per i metodi di coltivazione alternativi che sposano il biologico e la biodinamica. Buone pratiche che hanno un costo, certo, ma che ripagano nel lungo periodo. Tra l’altro, oggi nel bio si possono fare molte più cose rispetto agli anni ’90. Solo che a volte manca la volontà di approfondire, di sperimentare, rischiando così di perdere in qualità. Durante tante degustazioni alla cieca, spesso mi è capitato di scoprire che i vini migliori erano quelli provenienti da un’agricoltura corretta perché dimostravano di essere più completi. E questo non fa che confermare che certe scelte ripagano”.

 

Ecco la lista completa dei vini che verranno presentati dall’enologo Luca D’Attoma:

 

Cantina Toblino – Trentino Alto Adige – Foll 2019 – Trentino DOC – Chardonnay

 

Fonzone – Campania – Le mattine 2019 – Irpinia falanghina DOC – Falanghina

 

Antonella Corda – Sardegna – Ziru 2018 - Isola dei Nuraghi IGT 2018 – Vermentino

 

Rosset Terroir – Valle d’Aosta - Sopraquota 900 2019 – Petit Arvine

 

Duemani – Toscana – Duemani 2018 - Costa Toscana IGP – Cabernet Franc 

 

Tolaini – Toscana - Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2018 – Sangiovese (anteprima)

 

Poggio San Polo – Toscana - Brunello di Montalcino Podernovi DOCG 2016 - Sangiovese

 

Poggio al Tesoro – Toscana - Bolgheri Superiore Sondraia DOC 2016 – Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc

 

Tua Rita – Toscana – Redigaffi 2018 – IGT Toscana –Merlot

 

Tenuta di Podernovo – Toscana - Solenida 2016 – Costa Toscana IGT - Sangiovese

 

Le Sincette – Lombardia - Groppello 2020 - Groppello