martedì 3 novembre 2026

Fèlsina al Merano WineFestival 2026: quattro interpretazioni del Sangiovese tra identità, territorio e capacità di evolvere nel tempo

 


VINO: BOTTEGA (PROSECCO), ‘ATTACCO USA ALLE DOP ITALIANE PUÒ ESSERE LETALE. LOLLOBRIGIDA SI ATTIVI’

 


«L'attacco del governo americano alle DOP italiane può essere letale per i nostri prodotti. Non è più solo una questione di dazi. Washington vuole cancellare con una legge il valore delle nostre denominazioni - Parmigiano, Asiago, Gorgonzola, Provolone, Mortadella Bologna - trasformandole in "nomi comuni" che chiunque può produrre e vendere in America e nel mondo. È come se domani in Europa decidessimo che Bourbon Whiskey o Napa Valley sono nomi generici che tutti possono usare. Sarebbe assurdo. Eppure è esattamente quello che sta accadendo a noi, con il Farm Act e il Safety Bill. Per chi fa vino e agroalimentare come noi, gli Stati Uniti sono il primo mercato. Se passa il principio che il Prosecco DOC, il Parmigiano o l'Asiago sono nomi liberi, si apre la porta a un'ondata di imitazioni che cancella anni di lavoro, di investimenti, di tutela del territorio e di reputazione. Chiedo al Ministro Lollobrigida di attivarsi subito, a Bruxelles e a Washington: serve una difesa politica forte, non solo tecnica, del sistema DOP e IGP. È un patrimonio di quasi 900 denominazioni, che vale miliardi di export e sostiene migliaia di imprese e interi territori. Se perdiamo i nomi, perdiamo tutto. Non possiamo permettercelo». Lo ha dichiarato Sandro Bottega, ad di Bottega Spa, azienda vitivinicola veneta che esporta Prosecco in oltre 150 Paesi in tutto il mondo. Bottega conclude: «Tutto questo si aggiunge al cosiddetto ‘Italian Sounding’ che in ambito agroalimentare vale circa 120 miliardi di euro l’anno (fonte Coldiretti). Nel mondo, oltre due prodotti agroalimentari su tre che sembrano italiani sono in realtà realizzati senza alcun legame produttivo o occupazionale con l’Italia».

 

DIVISIONISMO 1900-1930 Il segno dell'avanguardia in Italia a cura di Niccolò D'Agati e Sergio Rebora

 




Palazzo Bentivoglio presenta Giuseppe De Mattia. Casa Arcangeli 13, 14, 15 novembre 2026, 12-19

 bEB, la biblioteca di Palazzo Bentivoglio, ospita Casa Arcangeli, esposizione con le fotografie di Giuseppe De Mattia entrate a far parte della collezione permanente dell'istituzione bolognese

 

bEB Palazzo Bentivoglio

via del Borgo di San Pietro 3A, Bologna

palazzobentivoglio.org

 

Casa Arcangeli, Foto di Giuseppe De Mattia


Bologna, 3 novembre 2026. Da venerdì 13 a domenica 15 novembre 2026, negli spazi di bEB, la biblioteca di Palazzo Bentivoglio intitolata allo storico dell'arte Eugenio Busmanti, viene presentata Casa Arcangeli di Giuseppe De Mattia, un’esposizione di dodici fotografie tratte dalla serie Strada Maggiore 49 (Casa Arcangeli), entrate di recente a far parte della collezione permanente dell’istituzione bolognese.

Le opere sono visibili per tutti e tre i giorni, da venerdì a domenica, dalle 12 alle 19, e sabato 14 novembre alle ore 17.30, la Biblioteca bEB ospita una conversazione tra l’artista Giuseppe De Mattia, Elena Volpato, curatrice della GAM di Torino, e Tommaso Pasquali, curatore di Palazzo Bentivoglio. L’incontro approfondirà il progetto fotografico e il suo rapporto con la memoria, la fotografia e le tracce della vita quotidiana custodite negli spazi domestici.

 

Realizzato nel 2013, il progetto documenta gli ambienti dell’ultima dimora della famiglia Arcangeli in Strada Maggiore 49, poco prima della ristrutturazione e dopo la rimozione di tutti gli arredi. Le immagini restituiscono gli spazi di un grande appartamento borghese, un tempo abitato dallo storico dell’arte Francesco Arcangeli insieme ai fratelli Nino (1905–1965), musicista, Gaetano (1910–1970), poeta, e Bianca, detta Rosalba (1913–2007), pittrice.

 

Sulle pareti spoglie, le tracce lasciate da mobili, libri e quadri delineano una sorta di mappa silenziosa della vita domestica e delle vicende umane e intellettuali che hanno attraversato la casa di una delle famiglie bolognesi più importanti del Novecento. Attraverso uno sguardo attento ai segni della presenza e dell’assenza, De Mattia trasforma gli ambienti in una testimonianza della memoria familiare e culturale, restituendo visibilità a ciò che il tempo e il cambiamento degli spazi rischiano di cancellare.

 

La serie è stata pubblicata in un’edizione limitata da Danilo Montanari Editore.


Giuseppe De Mattia (Bari, 1980) è un artista visivo che vive e lavora tra Bologna e Noha (Lecce). Dopo aver studiato al DAMS di Bologna e al Politecnico di Milano, sviluppa una ricerca multidisciplinare che attraversa fotografia, video, suono, disegno, pittura e installazione.

 

La sua pratica indaga le relazioni tra memoria individuale e collettiva, archivio e contemporaneità, con particolare attenzione alle tracce lasciate dalle persone e dalle comunità nei luoghi e negli oggetti. Attraverso un linguaggio spesso caratterizzato da ironia e osservazione critica, De Mattia rielabora materiali, documenti e immagini provenienti dalla quotidianità, trasformandoli in dispositivi narrativi.

 

Accanto alla propria ricerca artistica, collabora con Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia e con la Cineteca di Bologna. Nel 2015 fonda L.T. – Libri Tasso, progetto editoriale indipendente dedicato all'autopubblicazione di libri d'artista, e nel 2020 avvia Marktstudio, spazio dedicato a progetti artistici all'interno di una bottega di cornici a Bologna. Collabora inoltre con i collettivi Coclite/De Mattia e Casa a Mare, fondato insieme a Luca Coclite e Claudio Musso.

COLLIO FA TAPPA A FAENZA Il 12 novembre in occasione del Collio Day

 


Collio Day è un evento organizzato dal Consorzio Tutela vini Collio in collaborazione con AIS, Associazione Italiana Sommelier. Il 12 novembre, infatti, le delegazioni in tutta Italia si “tingeranno di giallo” e il Ristorante Cucina Briganti (via Emilia Levante, 23 - Faenza) ospiterà una masterclass guidata da Marco Casadei, relatore di AIS Romagna e Lorenzo Palla, titolare della cantina Ronco Blanchis.

Il pubblico avrà così l’occasione per approfondire i segreti di un territorio unico: 1.300 ettari di vigneti d’eccellenza racchiusi nella fascia collinare della provincia di Gorizia, a ridosso della Slovenia, tra il torrente Judrio e il fiume Isonzo. Il percorso di degustazione prevede una selezione di sette etichette rappresentative del territorio, con un focus speciale sulla tenuta del tempo attraverso una vecchia annata:

• Collio Ribolla Gialla 2025 – Russiz Superiore

• Collio Pinot Grigio 2025 – Skok

• Collio Friulano 2025 – Ronco Blanchis

• Collio Malvasia 2024 – Tenuta Stella

• Collio Sauvignon 2025 – Humar

• Collio Bianco 2024 – Borgo Savaian

• Collio Friulano 2016 – Ronco Blanchis

Per esaltare le caratteristiche organolettiche dei vini, i calici saranno accompagnati da assaggi di prodotti simbolo della gastronomia del Friuli-Venezia Giulia, tra cui il Formaggio Montasio DOP e il Prosciutto di San Daniele DOP.

Per informazioni e prenotazioni: aisromagna.it

 

CONTO ALLA ROVESCIA PER WINES EXPERIENCE & FINE FOOD A CITTÀ DEL MESSICO

 

ARMATORE PORTA IL MARE DI CETARA ALLE NITTO ATP FINALS 2026: DIECI GRANDI CHEF E PIZZAIOLI FIRMANO RICETTE ESCLUSIVE PER I PROTAGONISTI DEL TENNIS MONDIALE