giovedì 19 marzo 2026

BIOGRAFIE IN ARTE Ciclo di incontri tra pratiche artistiche e vissuti personali con Jacopo Benassi e Luigi Presicce A cura di Lelio Aiello

 

Il CONSORZIO DI TUTELA VINI DOC SICILIA RAFFORZA LA PRESENZA IN ASIA: TRA GIAPPONE E CINA UNA STRATEGIA INTEGRATA DI PROMOZIONE E SVILUPPO

 


Il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia consolida la strategia di internazionalizzazione della Denominazione con un articolato programma di attività in Asia, tra Giappone e Cina, due mercati centrali per lo sviluppo e il posizionamento della DOC Sicilia nel panorama globale. Tra partecipazioni fieristiche, eventi dedicati e iniziative istituzionali, il Consorzio prosegue lungo un percorso di crescita focalizzato su promozione, formazione e dialogo con il trade. 


In un contesto internazionale in continua evoluzione, i mercati asiatici rappresentano oggi un ambito di grande interesse per i vini siciliani, grazie a un pubblico sempre più attento alla qualità, all’identità territoriale e ai vitigni autoctoni” dichiara Camillo Pugliesi, Direttore del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia  “La partecipazione a Foodex Tokyo ci ha permesso di entrare in contatto diretto con operatori altamente qualificati, registrando un riscontro molto positivo, in particolare per i nostri vini bianchi, e confermando il valore di un racconto che mette al centro autenticità e biodiversità.” 


Dal Giappone alla Cina, le attività recenti e in programma delineano una presenza strutturata e coerente. A Tokyo, dal 10 al 13 marzo, il Consorzio ha preso parte a Foodex , una delle principali manifestazioni di riferimento in Asia, con uno stand nella hall FoodEx Wine, che ha ospitato i vini di cinque cantine che hanno partecipato con un proprio rappresentante in presenza e di altre nove aziende coinvolte attraverso l’invio di campionatura. Il banco d’assaggio ha offerto una panoramica rappresentativa della denominazione, con particolare attenzione ai vitigni autoctoni – Grillo e Nero d’Avola, insieme a Frappato, Carricante e Nerello Mascalese – che hanno riscosso un significativo apprezzamento da parte del numeroso pubblico presente. Il programma è stato inoltre arricchito da due masterclass condotte da Isao Miyajima, considerato uno dei massimi esperti di vino nipponici, seguite da momenti di degustazione guidata, che hanno favorito il confronto con operatori e professionisti del mercato giapponese.  Il percorso nel Paese proseguirà il 7 luglio con un evento interamente dedicato alla DOC Sicilia a Tokyo,  con la partecipazione di circa venti aziende in un walk around tasting pensato per ampliare la riconoscibilità della denominazione. 


Parallelamente, il Consorzio rafforza il proprio impegno in Cina, dove sarà presente dal 22 al 25 marzo a VinitalyChengdu, l'appuntamento asiatico organizzato da Veronafiere presso lo Shangri-La Hotel. La partecipazione all'evento, realizzata in collaborazione con ICE Pechino, sarà accompagnata dall’intervento del Direttore Generale Camillo Pugliesi nell’ambito del seminario “Italy’s Wine & Spirits Industry Forum”, occasione di confronto sui trend di mercato e sulle prospettive del vino italiano in Cina. A supporto delle attività di promozione nel mercato asiatico, il Consorzio ha intensificato l'attività sul proprio  canale WeChat ufficiale, strumento strategico per dialogare con il pubblico locale e rafforzare la visibilità della DOC Sicilia in uno dei mercati più dinamici a livello internazionale. 


Iniziative come il seminario in programma a Chengdu rappresentano occasioni fondamentali per approfondire le dinamiche di un mercato complesso come quello cinese, rafforzando il dialogo con istituzioni e stakeholder locali” prosegue Camillo Pugliesi “In questo scenario, il Consorzio continua nel suo percorso di promozione e comunicazione, con l’obiettivo di consolidare la propria presenza in Cina e creare nuove opportunità di sviluppo per i vini DOC Sicilia”. 


I temi legati alle strategie sui nuovi mercati saranno inoltre al centro del convegno in programma a Vinitaly martedì 14 aprile alle ore 10:30 all’interno del Pad. 2, che vedrà la partecipazione di importanti relatori del panorama vitivinicolo internazionale, offrendo un’ulteriore occasione di approfondimento e confronto. 


Domenica 29 marzo 2026 Fondazione Riccardo Catella accoglie la primavera con Multi-Kulti BAM Spring Festival

 

PRIMO MAGGIO - EVENTI IN LOMBARDIA PRIMA EDIZIONE DELLA FESTA DELLA CULTURA ALPINA Da venerdì 1 a domenica 3 maggio 2026, a Tirano (SO)

 



Comunità delle terre alte in dialogo tra tradizioni,

saperi e buone pratiche per condividere con il pubblico esperienze significative delle produzioni della economia di montagna, tra cibo, vino, artigianato, musica e linguaggi del territorio.

alpineculturefest.com



Spenti i riflettori delle Olimpiadi Invernali, la montagna lombarda continua a far parlare di sé attraverso la cultura, le comunità e il saper fare delle terre alte.



Dall’1 al 3 maggio 2026, Tirano (SO) ospiterà la prima edizione della Festa della Cultura Alpina – Alpine Culture Fest, tre giorni di incontri, dialogo e convivialità tra comunità alpine e la gente lombarda.


La manifestazione è promossa dalle Comunità Montane di Tirano e di Valle Camonica ed è realizzata grazie al Bando Olimpiadi della Cultura di Regione Lombardia, all’interno del programma dei Giochi della Cultura legati alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.




L’iniziativa è stata presentata ufficialmente in Regione Lombardia, a Milano, con una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di:


Assessore alla Cultura, Francesca Caruso per Regione Lombardia;

per Comunità Montana di Valle Camonica, l’Assessore alla Cultura, Priscilla Zilliani; per Comunità Montana di Tirano il Vicepresidente, Anna Saligari. Inoltre il Direttore Artistico ‘Festa Cultura Alpina’ Fabrizio Zanotti.

Sono intervenuti anche alcuni rappresentanti delle comunità alpine e al termine è stato offerto un assaggio di prodotti delle terre alte.

A Tirano, artigiani, agricoltori, pastori e realtà culturali del territorio montano delle province di Sondrio, Brescia e Bergamo, si incontreranno in un clima conviviale per condividere con il pubblico esperienze, tradizioni e buone pratiche che raccontano una montagna capace di custodire il passato e anticipare nuovi modelli economici, ambientali e sociali del futuro, quale autentico laboratorio quotidiano socioculturale.

L’organizzazione della Festa è partecipata e condivisa coinvolgendo numerosi soggetti del territorio, tra cui dieci giovani “Ambasciatori della Cultura Alpina”, impegnati nel progetto per rafforzare il dialogo con le nuove generazioni delle terre alte.

Dichiara l’assessore Francesca Caruso: “La montagna lombarda, oltre a rappresentare uno straordinario patrimonio paesaggistico, costituisce una realtà dinamica e vitale: un complesso di saperi, gesti e relazioni che continua a generare cultura e identità. Con la prima edizione della 'Festa della Cultura Alpina', intendiamo valorizzare questa ricchezza, sostenendo coloro che quotidianamente custodiscono tradizioni culturali e, contestualmente, delineano nuove modalità di insediamento e sviluppo per le 'terre alte'. Iniziative come questa testimoniano l’alto valore del 'saper fare' delle comunità alpine – dall’artigianato all’agricoltura, dalle consuetudini ai linguaggi della montagna – e la loro intrinseca capacità di generare rinnovate opportunità per i territori. Nutriamo profonda fiducia in questa energia: è proprio da questo patrimonio che muove una componente essenziale della crescita culturale ed economica della nostra regione”.

Il programma degli eventi dei 3 giorni – che sarà pubblicato nel sito internet www.alpineculturefest.com in aprile – si sviluppa attorno a 4 aree tematiche.

Le Comunità del Fare mettono al centro il saper fare artigiano e agricolo delle genti di montagna attraverso dimostrazioni, laboratori e incontri con artigiani, agricoltori e produttori del territorio. Saranno presenti lavorazioni del ferro, del legno, della pietra e dei tessuti insieme ai produttori delle valli alpine. Nei giorni 1 e 2 maggio verrà inoltre realizzato, con un telaio verticale, il Pezzotto della Festa, simbolo della manifestazione.

Il Cibo delle Alpi accompagnerà il pubblico alla scoperta del patrimonio alimentare alpino: dal pane di segale ai pizzoccheri valtellinesi, dai formaggi a latte crudo ai salumi di montagna, fino al Cuz della Valle Camonica, antico metodo di conservazione della carne di pecora utilizzato dai pastori transumanti fin dall’antichità. I visitatori potranno assaggiare piatti tradizionali, assistere a show cooking e partecipare a laboratori aperti anche a famiglie con bambini e ragazzi. Numerosi ristoranti del mandamento di Tirano e della Valle Camonica aderiranno inoltre all’iniziativa proponendo menù dedicati alla Festa della Cultura Alpina.

Accanto ai saperi materiali trovano spazio i linguaggi della comunità con Suoni e movenze di comunità, tra bande, cori, musicisti e momenti di festa che restituiscono il ritmo delle tradizioni di montagna. La fisarmonica accompagnerà diversi momenti della manifestazione e, venerdì sera in piazza Cavour a Tirano, si terrà il concerto dei LUF, gruppo molto conosciuto nelle aree montane della Lombardia che unisce sonorità rock e folk con testi arricchiti anche da contenuti in dialetto camuno.

I Dialoghi Alpini rappresentano gli spazi di confronto pubblico attraverso tavole rotonde e incontri. Verranno affrontati temi centrali per il futuro delle zone di montagna: dal tessile alpino, inteso come patrimonio culturale e opportunità economica per questi luoghi spesso impervi, alla filiera dei cereali di montagna con un focus sul Pane delle Alpi e sull’esperienza della rete Lo Pan Ner, che nel 2025 ha celebrato il decimo anniversario della festa dedicata ai pani tradizionali delle Alpi lombarde. In un anno che le Nazioni Unite hanno dedicato ai Pascoli e ai Pastori, alcuni momenti di confronto saranno inoltre dedicati al valore della pastorizia e della transumanza nelle economie e nelle culture alpine. Tra gli appuntamenti culturali è prevista anche la proiezione del film “Civiltà transumanti” della regista Anna Kauber, dedicato alla grande storia della pastorizia e della transumanza nelle montagne italiane.

Le comunità, con l’operosità tipica delle terre alte, parteciperanno non solo alla definizione dei contenuti, ma anche alla gestione diretta di alcuni momenti della festa, in particolare dell’area ristoro, attiva nei giorni 1 e 2 maggio vedremo all’opera l’Accademia del Pizzocchero che preparerà i pizzoccheri valtellinesi, la Vicinia di Doverio per il Cuz della Valle Camonica, la Pro Loco di Vervio e gli Alpini di Mazzo per la polenta taragna. Il Gruppo di progetto della Pecora Ciuta porterà il salame di pecora, mentre Valle Camonica in Tavola proporrà il salame camuno.

I vini saranno presentati in collaborazione con i Consorzi dei vini di Valtellina e della Valle Camonica, mentre non mancheranno i dolci della tradizione come bisciola valtellinese e spongada camuna.





Per i visitatori che arriveranno a Tirano si tratterà di un vero viaggio nella cultura alpina più autentica, alla scoperta della vita e delle tradizioni che rendono la nostra montagna un mondo vivo e ricco di fermento.



Alcuni esempi di buone pratiche nelle ‘terre alte’





La filiera della lana: dalla pecora al prodotto finito

Un primo esempio riguarda il settore del tessile e il recupero della lana alpina. In passato la pastorizia e la produzione della lana rappresentavano una fonte di ricchezza per le comunità di montagna; oggi, quando non valorizzata, la lana viene sempre e per legge considerata un rifiuto speciale, diventando per molti pastori un costo di smaltimento. Progetti come quelli portati avanti dall’Associazione Coda di Lana, in Valle Camonica, e dal gruppo di lavoro per la riscoperta della Pecora Ciuta, in Valtellina, puntano a restituire valore a questa materia prima attraverso la creazione di filiere locali chiuse, dalla tosatura alla realizzazione del prodotto finito. Durante la Festa della Cultura Alpina l’Associazione Coda di Lana terrà alcuni laboratori dedicati alla lavorazione della lana e presenterà una serie di cappelli in lana realizzati per l’evento. È inoltre previsto un momento di confronto con imprenditori e artigiani del settore tessile, per mettere in luce il saper fare montano e le potenzialità economiche di questa filiera.





Il recupero dei muretti a secco e la cura del paesaggio alpino

Con la comunità di Sernio sarà affrontato il tema della cura e della manutenzione dei muretti a secco, elemento distintivo del paesaggio alpino. Nella mattina del 2 maggio è previsto anche un trekking dedicato alla scoperta di queste strutture tradizionali. I muretti a secco testimoniano il profondo legame tra uomo e ambiente nel sistema agro-silvo-pastorale, che per secoli ha garantito il sostentamento delle comunità di montagna. Oggi il loro recupero rappresenta non solo un’azione di tutela del paesaggio, ma anche un’opportunità per sviluppare nuovi modelli economici legati alla sostenibilità e alla qualità della vita nei territori montani.



Il formaggio a latte crudo come espressione del territorio

La produzione di formaggio a latte crudo sarà presentata come uno degli elementi identitari della cultura alpina. Si tratta di un processo produttivo che consente il trasferimento diretto delle caratteristiche del pascolo nel prodotto finale, mantenendo il legame tra il formaggio e il luogo di produzione. Questo sistema produttivo lega infatti le microproduzioni casearie al territorio, valorizzando la biodiversità dei pascoli e il lavoro delle aziende agricole di montagna.





Il pezzotto: la cultura del riuso

Durante i giorni della festa un’artista realizzerà dal vivo il Pezzotto della Festa utilizzando un telaio verticale mobile. Il pezzotto è un tappeto tradizionale della Valtellina e dell’Alta Valle Camonica che rappresenta bene la cultura del riutilizzo tipica delle comunità alpine.

Questo manufatto viene infatti realizzato utilizzando stracci e tessuti di recupero, trasformati in un oggetto unico attraverso il lavoro manuale. Proprio come simbolo della frugalità e della capacità di valorizzare le risorse disponibili, il pezzotto è diventato l’elemento ispiratore del logo della Festa della Cultura Alpina.



Il saper fare alpino come opportunità per il futuro

In generale la festa vuole mettere in luce il saper fare artigiano e agricolo delle comunità alpine, presentandolo come elemento identitario ma anche come possibile opportunità per il futuro. La produzione di oggetti e prodotti legati alla tradizione montana, spesso caratterizzati da alta qualità costruttiva e forte valore di design, può infatti generare nuove attività professionali fondate su ingegno, creatività e manualità, contribuendo alla vitalità economica dei territori montani.