mercoledì 20 febbraio 2019

"Una legge per i matti: quarantanni dopo Basaglia". Presentati i Colloqui di Salerno a cura di Vincenzo Esposito e Francesco G. Forte




Presentata al Comune di Salerno la prima sessione dei "Colloqui di Salerno", a cura di di Vincenzo Esposito, Laboratorio di Antropologia "Annabella Rossi" Dispac-Unisa e Francesco G. Forte, editore Oèdipus, dedicati quest'anno a Franco Basaglia. I numerosi eventi di "Una legge per i matti: 40 anni dopo Basaglia" si terranno da giovedì 21 a giovedì 28 febbraio in diverse location tra l'Università degli studi di Salerno e Salerno città.Alla conferenza stampa hanno preso parte anche l'assessore comunale alle Politiche giovanili e all'Innovazione, Mariarita Giordano e Renato Dentoni Litta, direttore dell'Archivio di Stato di Salerno.
L'Italia è stato uno dei Paesi pionieri nell'ambito della salute mentale. Il merito va a Franco Basaglia, psichiatra veneto che, a cavallo tra gli anni Sessanta e i Settanta del secolo scorso, prima a Gorizia e poi a Trieste, ha messo in pratica un ideale: chiudere i manicomi. Su queste esperienze - e sul fermento sociale e culturale generato - sono state poste le basi per la legge che porta il suo nome, la Legge 180, approvata dal Parlamento il 13 maggio 1978.
La legge era innovativa per l'epoca e proponeva una serie di servizi alternativi ai manicomi: dai Dipartimenti ai Centri di salute mentale ai Servizi psichiatrici di diagnosi e cura. L'Italia dava vita a una vera e propria rivoluzione antropologica e culturale.
Nel 2018 ricorreva il quarantennale dell'approvazione della legge che si presentò come la "misura legislativa" di un movimento culturale, sociale e politico che, sancendo la chiusura di quei luoghi di contenzione antiumani che furono i manicomi - per sincerarsene basta rileggere L'altra verità. Diario di una diversa di Alda Merini - sfociò in uno dei momenti più alti e felici per la democrazia italiana. Così in Italia, a partire da quel profondo rinnovamento scaturito nella riflessione psichiatrica sui temi della normalità e della follia, si radicò una più consapevole partecipazione democratica alla vita sociale e culturale dei cittadini, degli intellettuali, degli operatori sanitari, degli uomini di cultura. Una stagione che fu segnata dall'accresciuta attenzione per la diversità e per la qualità delle relazioni umane.

martedì 19 febbraio 2019

MILANO MUSEOCITY 2019 1 – 3 marzo 2019




 MILANO MUSEOCITY 2019: IL RAPPORTO TRA ARTE E NATURA

DALL’1 AL 3 MARZO 2019 MILANO INVITA CITTADINI E APPASSIONATI A SCOPRIRE LA PROPRIA RETE MUSEALE DIFFUSA: PER TRE GIORNI OLTRE 80 MUSEI SARANNO PROTAGONISTI DI INCONTRI, MOSTRE ED EVENTI IN TUTTA LA CITTA’.

Milano, 18 febbraio 2019 – Tre giorni alla scoperta di Milano e del suo straordinario patrimonio artistico. Dall’1 al 3 marzo 2019 il capoluogo lombardo ospita la terza edizione di Milano MuseoCity, una tre giorni promossa dal Comune di Milano e realizzata in collaborazione con l’Associazione MuseoCity per conoscere e valorizzare la storia, la bellezza e la ricchezza dei musei milanesi.

Musei d’arte, di storia, musei scientifici, case museo, case d’artista, archivi e musei d’impresa diffusi su tutto il territorio cittadino con alcune “incursioni” nell’area metropolitana: sono più di 80 le istituzioni pubbliche e private che quest’anno hanno aderito alla manifestazione, a cui partecipano per la prima volta, tra gli altri, la Fondazione Luigi Rovati (con un’apertura straordinaria del cantiere del futuro museo), il Museo del Profumo, il Museo Storico dei Vigili del Fuoco.  

Anche quest’anno collaborano all’organizzazione di Milano MuseoCity la Fondazione Adolfo Pini e Museimpresa - Associazione Italiana Musei e Archivi d’Impresa – e Assolombarda.

Per tre giorni interi, i musei coinvolti aprono le porte al pubblico proponendo visite guidate, laboratori per bambini, conferenze, aperture straordinarie e iniziative speciali legate tra loro da un unico filo conduttore: la Natura, qui intesa in tutte le sue declinazioni, dal paesaggio che ci circonda al rapporto tra uomo e ambiente. Il tema guida scelto per Milano MuseoCity 2019 si inserisce nell’ambito di una più ampia indagine del rapporto uomo/natura, già al centro di numerose iniziative culturali cittadine, dalle celebrazioni Leonardiane alla XXII Triennale di Milano.

Centinaia gli appuntamenti in calendario, guidati anche quest’anno da una serie di iniziative speciali: l’itinerario MUSEO SEGRETO, a cura di Gemma Sena Chiesa e dell’Associazione MuseoCity, e dedicato quest’anno a Natura, Arte, Musei (1 – 3 marzo 2019); la conversazione La natura nell’arte antica, moderna e contemporanea (venerdì 1 marzo 2019, Sala Conferenze di Palazzo Reale, ore 16.00), a cura dell’Associazione MuseoCity; la mostra Le Nature Morte di Geo Poletti. Una Collezione Milanese, a cura dell’ Associazione MuseoCity, Paolo Biscottini e Annalisa Zanni (1 marzo - 24 marzo 2019, Palazzo Reale, Appartamento dei Principi); TRAMTRAM, la giornata di “visite guidate speciali” per gli utenti dei mezzi pubblici ATM, a cura di Dodecaedro Urbano – Urbanfile (sabato 1 marzo 2019, tutto il giorno); il percorso guidato organizzato dal MAUA – Museo di Arte Urbana Aumentata attraverso alcune opere di street art che costellano le aree retrostanti la Stazione Centrale, il Leoncavallo e via Padova (domenica 3 marzo 2019, ore 10.00 ritrovo alla stazione M3 Sondrio); IL GIARDINO DI STORIE MILANESI, il circuito che unisce sedici case museo, atelier d’artista, studi d’architetti e designer, in un racconto inedito alla scoperta di Milano a cura di Rosanna Pavoni (sabato 2 marzo 2019); PERFORMING PAC. deGENERE, tre giorni di incontri, proiezioni e live performance gratuiti e aperti al pubblico per riflettere sulle differenze di genere (1 – 3 marzo 2019); la visita alla XXII ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DELLA TRIENNALE DI MILANO. Broken Nature: Design Takes on Human Survival nel primo fine settimana di apertura al pubblico; MUSEOKIDS, fitto programma di attività dedicate ai più piccoli (1 – 3 marzo 2019); UNA PASSEGGIATA TRA I FIORI IN SEI MUSEI DI MILANO, visite guidate in sei musei milanesi alla scoperta di segreti, curiosità e caratteristiche botaniche nascoste nelle opere delle loro collezioni, a cura di Orticola di Lombardia (1 – 3 marzo 2019).
Programma completo di tutte le iniziative su www.museocity.it e www.yesmilano.it

lunedì 18 febbraio 2019

NUOVI LIMITI RAME: FIVI CHIEDE AL MIPAAF MAGGIORI TUTELE PER LE AZIENDE BIOLOGICHE


I Vignaioli Indipendenti temono che le aziende, costrette dal nuovo limite di rame per ettaro ad abbandonare il regime biologico, siano obbligate a restituire i contributi percepiti
Matilde Poggi, presidente FIVI, torna a scrivere al Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio in merito ai nuovi limiti annuali sull’utilizzo del rame in agricoltura, passato da 6 a 4 kg. I Vignaioli Indipendenti chiedono che il MIPAAF sia puntuale nel sottolineare che il cambiamento di disciplina non può determinare conseguenze retroattive nei confronti di chi ha ricevuto contributi PSR per la conduzione biologica. “Se l'Europa cambia le regole per il biologico senz'altro si muove nell'ambito delle proprie competenze - afferma Matilde Poggi – ma tutti gli agricoltori che hanno aderito alla misura per il biologico all’interno dei PSR ricevono un contributo per la loro scelta ed ora, in corso d'opera, si vedono cambiare le regole”.
La riduzione di quantità del rame utilizzabile produrrà effetti rilevanti, in particolar modo sulla viticoltura biologica, visto che al momento non esistono valide ed economiche alternative nella difesa attiva contro le malattie fungine come la peronospora. Alcuni viticoltori potrebbero, nel giro di poco tempo, arrivare a dover abbandonare il regime di agricoltura biologica e a vedersi al contempo applicare le richieste di restituzione di contributi PSR eventualmente percepiti, non avendo rispettato l’impegno minimo di anni di adesione a questo regime. L’opinione della FIVI è che l’abbandono del regime biologico non sia da ritenersi volontario e imputabile ai viticoltori.
FIVI chiede che il Ministero sia vigile affinché si evitino disarmonie interpretative fra Regioni ed enti pagatori diversi, escludendo a priori la possibilità che il vignaiolo debba sostenere oneri e costi per opporsi all’eventuale richiesta di restituzione dei contributi. Chiede inoltre che il MIPAAF si faccia promotore dell'individuazione di un regime transitorio che consenta un passaggio il meno traumatico possibile dai vecchi ai nuovi limiti di utilizzo del rame in agricoltura.

Parma incontra Sassicaia. Il palco del Regio si trasforma in un teatro Di...vino per celebrare i primi cinquant’anni del grande rosso toscano



Buon compleanno Sassicaia! Per i 50 anni del prezioso nettare della Tenuta San Guido di Bolgheri, Parma ha celebrato il grande rosso toscano in una notte a teatro. L’incontro fra il miglior vino al mondo e la città regina della creatività gastronomica italiana non poteva che avvenire sotto gli stucchi del Regio in “Un teatro di vino, Sassicaia… 50 anni in una notte”. Una sinfonia di gusto che, fra le note di Verdi e piatti stellati firmati da Enoteca Pinchiorri ed Antica Corte Pallavicina, ha portato sul palco un centinaio di ospiti fra esperti del settore, imprenditori, autorità e giornalisti per discutere di eccellenza, gusto e assaporare, ancora una volta, il meglio del made in Italy.

AUGURI SASSICAIA
Parma e il suo sistema di Unesco City of Gastronomy hanno messo a disposizione il tempio cittadino della lirica e le suggestioni della città tutta, per realizzare, grazie alla collaborazione con Flippo Polidori, esperto di enogastronomia, un omaggio a Sassicaia. A fare gli onori di casa sono stati il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti che ha annunciato che il prossimo premio Parma Unesco City of Gastronomy sarà conferito proprio a Sassicaia, mentre Anna Maria Meo, direttore generale del Regio, ha ricordato come gli antichi riconoscessero in un unico dio, il Dioniso greco, sia le origini delle creatività teatrale, sia l’estasi del nettare più buono. Un “gemellaggio” scritto già secoli fa che oggi trova una nuova dimensione proprio a Parma.
“Dopo Michelin che ha già scelto Parma tre volte per presentare la sua mitica guida rossa, dopo la cena dei Mille che ha acceso, in una notte magica, il centro storico – spiega Cristiano Casa, assessore a Turismo ed Attività produttive la città si conferma un luogo di elezione per parlare di saper fare, sapori ed alta cucina. La nostra volontà è quella di aprirci sempre più a nuove collaborazioni legate alle eccellenze dell’enogastronomia”. Questa mission è inscritta nel recente riconoscimento Unesco che ha portato Parma ad essere nominata prima Creative city of Gastronomy italiana, ma la vocazione è più antica ed affonda le sue radici nella Food Valley più “saporita” d’Italia, dove si realizza un quinto del fatturato delle Dop e delle Igp del Belpaese.



DOCTOR WINE
A condurre la serata è salito sul palco un vero esperto in materia, il giornalista Daniele Cernilli, in arte “Doctor wine” come il magazine web che ha lanciato nel 2011, dopo aver contribuito alla fondazione, nel 1986, de Il Gambero rosso. “Il Sassicaia – ha spiegato Cernilli – è stato un vino biodinamico ante litteram: inizi sperimentali, anche deludenti, poi una grande storia”. Nato proprio “Davanti San Guido” e all’ombra dei celebri cipressi di Bolgheri, messi in poesia da Giosuè Carducci, il Sassicaia è stato raccontato anche per immagini. Un docufilm ha ripercorso l’epopea di Mario Incisa della Rocchetta, l’artigiano sognatore che non si arrese mai, arrivando all’eccellenza nel vino, come nelle vittorie con il mitico Ribot, il miglior purosangue al mondo. Dal Piemonte a quell’oasi fra Tirreno e colline che al marchese sembrò un “approdo tropicale”, ecco il luogo perfetto dove far attecchire i suoi sogni, come scrisse nel 1974 a Luigi Veronelli per convincerlo della sua impresa (la lettera scritta da Mario Incisa della Rocchetta è allegata a questo comunicato stampa).

LIBIAMO NEI LIETI CALICI
Sul palco intanto s’alzava anche la musica di gusto e sensi. Tre annate di Sassicaia, tre stagionature di Parmigiano Reggiano. A presentare la degustazione del re dei rossi hanno pensato Carlo Paoli, direttore generale di Tenuta San Guido, accompagnato da Alessandro Tomberli, direttore di sala di Enoteca Pinchiorri: L’annata 2010 ha un sapore fresco, meno blasonato, che ricorda la macchia mediterranea; la 2013, più strutturata, racconta di un’estata calda e lunga, mentre la 2015 è l’annata delle annate, pluripremiata ed eletta come miglior vino al mondo anche dalla prestigiosa rivista americana Wine Spectator”. Ad accompagnare i calici per un sapido “allegro con brio”, ecco una trilogia di Parmigiano Reggiano, 24 mesi, 40 mesi e 90 mesi: “Il legame con il territorio e una ricerca continua – ha spiegato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio – sono il comune denominatore alla base sia del nostro formaggio che del Sassicaia”.

CALICI, STELLE E … PARMIGIANO
A proseguire “l’esecuzione” d’eccellenza ecco due piatti stellati creati ad hoc per la serata. Presidente della Fondazione Parma Unesco Creative City of Gastronomy, Massimo Spigaroli, una stella Michelin alla sua Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense, ha realizzato il “primo atto” di quest’opera: uno “Stuzzico” alla parmigiana con cappone lessato, verdure di fine inverno, alici e tartufo nero. “Secondo atto” affidato a Riccardo Monco: lui, tre stelle Michelin all’Enoteca Pinchiorri di Firenze, proprio lo scorso anno ha ricevuto a Parma il premio Unesco Creative city of Gastronomy e in città è tornato con “Pane, olio e cioccolato”. Due piatti, un lungo applauso. Libiamo.

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La serata “Un teatro di vino, Sassicaia… 50 anni in una notte” è stata organizzata dalla città e dal teatro Regio di Parma, in collaborazione con Apt Servizi Emilia Romagna e il sostegno di Haier, multinazionale cinese, leader nella tecnologia di refrigerazione e nell’elettronica di consumo, in collaborazione con “Il Meglio in cantina”, uno dei più autorevoli blog per wine lovers.

CARDI GALLERY presenta DAN FLAVIN dal 20 febbraio al 28 giugno 2019 Opening martedì 19 febbraio 2019 ore 18.00-21.00



La Galleria Cardi di Milano è lieta di presentare una mostra personale del leggendario artista minimalista americano Dan Flavin. La mostra è organizzata in collaborazione con l’Estate di Dan Flavin ed è accompagnata da un catalogo illustrato che include un saggio dello stimato critico d'arte italiano Germano Celant.
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L'artista americano Dan Flavin (1933-1996) è riconosciuto a livello internazionale per le sue installazioni e opere scultoree realizzate esclusivamente con lampade fluorescenti disponibili in commercio. La mostra alla Cardi Gallery di Milano presenterà quattordici opere luminose dalla fine degli anni '60 agli anni '90 che mostrano l'evoluzione di oltre quattro decenni delle ricerche dell'artista sulle nozioni di colore, luce e spazio scultoreo.

Nell'estate del 1961, mentre lavorava come guardia presso l'American Museum of Natural History di New York, Flavin iniziò a realizzare schizzi per sculture che incorporavano luci elettriche. Più tardi quell'anno, tradusse i suoi schizzi in assemblaggi, che chiamò "icone", che accostavano le luci a costruzioni di Masonite dipinte di un colore solo. Nel 1963, rimosse completamente il supporto rettangolare e iniziò a lavorare con le sue lampade fluorescenti. Nel 1968, Flavin espanse le sue sculture ad ambienti grandi come una camera e riempì un'intera galleria di luce ultravioletta a Documenta 4, Kassel (1968).

Flavin negava sempre con enfasi che le sue installazioni scultoree di luce avessero alcun tipo di dimensione trascendente, simbolica o sublime, affermando: "È quello che è e non è nient'altro". Sosteneva che le sue opere fossero semplicemente luce fluorescente che rispondeva a uno specifico ambiente architettonico. Usando la luce come mezzo, Flavin è stato in grado di ridefinire il modo in cui percepiamo lo spazio pittorico e scultoreo.
  
Daniel Flavin è nato a Giamaica, New York, nel 1933. Ha studiato in seminario per un breve periodo prima di arruolarsi nell'Aeronautica degli Stati Uniti. Durante il servizio militare nel 1954-55, Flavin ha studiato arte attraverso il Programma di estensione dell'Università del Maryland in Corea. Al suo ritorno a New York nel 1956, ha brevemente frequentato la Scuola di Belle Arti Hans Hofmann e ha studiato storia dell'arte presso la New School for Social Research. Nel 1959, ha frequentato corsi di disegno e pittura presso la Columbia University; quell'anno, iniziò a creare assemblaggi e collage oltre che dipinti che indicavano il suo primo interesse per l'espressionismo astratto. Nel 1961, ha presentato la sua prima mostra personale di collage e acquerelli alla Judson Gallery di New York. Dopo questa mostra l'artista inizia a produrre quello che diventerà un corpo di lavoro singolarmente coerente e prodigioso che ha utilizzato esclusivamente lampade fluorescenti disponibili in commercio per creare installazioni di luce e colore con composizioni sistematiche.

Le principali retrospettive del lavoro di Flavin sono state organizzate dalla National Gallery of Canada di Ottawa (1969), St. Louis Art Museum (1973), Kunsthalle Basel (1975) e Museum of Contemporary Art di Los Angeles (1989). Ha anche eseguito molte commissioni per lavori pubblici, tra cui l'illuminazione di numerosi binari alla Grand Central Station di New York nel 1976. Flavin è morto il 29 novembre 1996 a Riverhead, New York. Sia il Deutsche Guggenheim di Berlino nel 1999 che la Dia Foundation for the Arts nel 2004 hanno montato importanti retrospettive postume del lavoro dell'artista. Nel 1996, su invito del prete italiano Giulio Greco, Dan Flavin ha creato un progetto site-specific come elemento centrale per il restauro e il rinnovamento della chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa di Milano, progettata da Giovanni Muzio negli anni '30.

Dan Flavin ha realizzato una serie di opere site specific per Villa Panza a Varese.

31 marzo 2019 a Lonato del Garda “Cittadella in Festa” fra arti e mestieri medievali Un tuffo nel passato con il Mercato storico, il Villaggio dei giochi medioevali, spettacoli e laboratori per i bambini




Domenica 31 marzo la suggestiva Cittadella medievale che circonda la Rocca di Lonato del Garda Brescia) farà un vero e proprio salto indietro nel tempo in occasione di Cittadella in Festa. Le vie dell’antico borgo si animeranno di artigiani in costume, cavalieri in arme e dame in corteo, che faranno rivivere in prima persona ai visitatori le atmosfere d’altri tempi, in una sorta di tuffo nel passato che porterà i visitatori anche a scoprire gli angoli più affascinanti e segreti del borgo medievale.

Gli antichi mestieri rivivranno in botteghe, ricostruite fedelmente sul modello di quelle dei mercati di piazza dell’epoca a rappresentare un vero e proprio museo vivente, e il pubblico potrà così conoscere da vicino lavori, arti e sapienze di un tempo: l’armaiolo, lo speziale, il ceraio, la cardatrice di lana, il mercante di stoffe, il ciabattino e molti altri ancora. Passeggiando per il borgo ci si potrà perdere quindi tra i profumi delle erbe aromatiche e delle spezie, osservare gli artigiani alle prese con i loro lavori e i mercanti che espongono la loro mercanzia, e incontrare i nobili che conversano fra loro e si soffermano nelle botteghe. In alcune botteghe saranno organizzati anche laboratori rivolti ai più piccoli, che potranno realizzare piccoli oggetti e semplici giochi, così come si facevano nel Medio Evo.

Sempre dedicato ai bambini, accanto al Mercato storico ci sarà il Villaggio dei giochi medievali, dove i più piccoli potranno divertirsi con alcuni giochi dell’epoca come il labirinto, il gioco delle tre torri, la volpe e le oche e il gioco dello sciamano. La giornata sarà animata anche da spettacoli, danze e balli dell’epoca.

Non mancheranno l’Accampamento storico con scenografie e attrezzistica dell’epoca, il Banco degli armaioli che spiegheranno uso ed evoluzioni di armi ed armature. Ad animare il tutto, figuranti che impersoneranno cavalieri e scudieri, vivandiere e maniscalchi.

Cittadella in Festa sarà l’occasione per scoprire Lonato. Di antichissima storia, affacciata sul lago di Garda, per tutto il fine settimana l’incantevole cittadina svelerà ai visitatori i suoi tesori d’arte e storia. Fra l’altro, verranno proposte visite alla Torre Civica, alla Rocca e alla Casa del Podestà, fra le più affascinanti case museo italiane.

Informazioni - Fondazione Ugo Da Como
Via Rocca, 2 - Lonato del Garda (Brescia)


NON ARCHIVIARE I BUONI PROPOSITI IL VADEMECUM DI MIND THE GUM PER TENERE FEDE AGLI IMPEGNI




Milano, 18 febbraio 2019MIND THE GUM, il super integratore alimentare in chewing-gum dall’azione rapida e duratura sulla concentrazione, entra a pieno ritmo nel mese di febbraio con un veloce vademecum per evitare che i buoni propositi per il 2019 restino solo delle buone intenzioni.

Con la fine di gennaio, infatti, gran parte dei progetti per l’anno nuovo è stata già abbandonata. Secondo recenti stime solamente il 55% delle persone riesce a tenere fede ai propositi fatti all’inizio dell’anno e, con il passare dei mesi, questo dato si riduce sempre di più, registrando percentuali di successo solamente del 19%1.

Per evitare dunque di archiviare i propri obiettivi fino al prossimo Capodanno, basterà seguire la strategia di MIND THE GUM e adottare delle piccole accortezze nella vita di tutti i giorni.

SELEZIONARE OBIETTIVI CONCRETI

Probabilmente la lista dei buoni propositi di ognuno di noi è infinita. Una buona strategia è di selezionare un paio tra quegli obiettivi che sono più importanti e concretamente realizzabili: restringere il campo, infatti, aiuta ad avere le idee più chiare e a stabilire delle priorità. Una volta individuati i propri reali bisogni, quelli per cui è veramente necessario un cambio di direzione, un trucco è di metterli per iscritto su qualcosa che sia sempre visibile. Avere dei goal sempre davanti agli occhi aiuta a non dimenticarsene e a rimanere focalizzati.

AUTO-COACHING QUOTIDIANO

Per trasformare un sogno in realtà servono impegno e determinazione: chi meglio di noi stessi conosce le proprie potenzialità? Trovare in sé la volontà di attuare una propria strategia e acquisire la giusta consapevolezza, è meno difficile di quanto possa sembrare. L’auto-coaching infatti si basa su piccole accortezze quotidiane, che aiutano a trasformare in realtà i propositi di miglioramento. Per esempio silenziare le notifiche del telefono, evita di interrompere il flusso di pensieri, fare una pausa quando si è stanchi, permette di riprendere il lavoro con maggiore lucidità. Inoltre esistono dei semplici trucchi che permettono di pianificare le attività, come stilare una lista o utilizzare il color coding per segnare le diverse task e gli appuntamenti.

BASTA RIMANDARE

Generalmente l’abbandono dei buoni propositi è dovuto a diverse cause, a volte esterne, come lo stress, il lavoro e gli impegni quotidiani, altre volte invece sono interne, per esempio la mancanza di volontà o semplice negligenza. Proprio quest’ultima è il nemico peggiore: mai rimandare al giorno successivo ciò che invece può essere fatto oggi. La pigrizia può diventare cronica: ritardare un’azione, perché percepita come tediosa, distoglie da cosa è realmente importante. Una tattica vincente per non procrastinare è guardare sempre al risultato, pensando a quanto sarà gratificante il suo raggiungimento.

FESTEGGIARE I PROGRESSI

Una volta individuato un piano d’azione per mantenere e realizzare i propri buoni propositi, è molto importante anche festeggiare i piccoli progressi. Il superamento di ogni step, diminuisce la distanza verso la meta finale ed è il segno tangibile di un cambiamento in atto: perché non gioirne? È importante gratificarsi ogni volta che si supera una nuova fase: le piccole ricompense sono sempre motivanti e funzionano da incentivi.

AIUTARSI CON GLI INTEGRATORI

I buoni propositi hanno bisogno anche di tempo ed energie, specie nei periodi più frenetici e spesso accade che ritrovare il giusto focus sia un’impresa piuttosto ardua. In queste situazioni si può integrare la propria dieta con degli integratori alimentari, che aiutano l’organismo a soddisfare il fabbisogno di nutrienti specifici e a ottimizzare alcuni processi metabolici specifici. Per esempio, quando si ha bisogno di ricaricare le batterie, MIND THE GUM, il super integratore alimentare in chewing-gum dall’azione rapida e duratura su concentrazione ed energia mentale, aiuta a ritrovare il focus e a sfruttare al massimo il tempo per rendere più efficiente la giornata di lavoro. In questo modo tempo libero e interessi trovano più spazio, facilitando anche il proseguimento dei nuovi obiettivi. Grazie alla formulazione di 15 componenti attive, unita agli effetti benefici della masticazione, il prodotto è efficace nel momento stesso dell’assunzione, agendo sulle funzioni cognitive, sull’efficienza, sulla produttività e riducendo la stanchezza mentale in modo significativo.

MIND THE GUM è disponibile in oltre 1.000 punti vendita su tutto il territorio nazionale, tra cui farmacie, bar, su Amazon e sul sito Mindthegum.it. È inoltre possibile attivare accordi aziendali attraverso il programma Smart Corporate. Già diverse aziende si sono abbonate al servizio mettendo a disposizione MIND THE GUM per i propri dipendenti.

"Una legge per i matti: quarantanni dopo Basaglia". Presentati i Colloqui di Salerno a cura di Vincenzo Esposito e Francesco G. Forte

Presentata al Comune di Salerno la prima sessione dei "Colloqui di Salerno", a cura di di Vincenzo Esposito, Laboratorio d...