venerdì 2 ottobre 2026

MIMMO ROTELLA. MONUMENTALE a cura di Alberto Fiz

 

La Fondazione Chiara e Francesco Carraro invita i cittadini ad adottare le storiche poltrone dell’Ex Cinema Altino di Padova, futura sede della Fondazione Prendi posto!

 


Un piccolo gesto per custodire la memoria di un luogo e accompagnare la sua nuova vita: la Fondazione Chiara e Francesco Carraro annuncia Prendi posto!, un’iniziativa che offre ai cittadini la possibilità di adottare alcune delle storiche poltrone dell’Ex Cinema Altino di Padova, oggi al centro di un importante progetto di recupero e trasformazione.

 

Per decenni le poltrone dell’Altino hanno accolto generazioni di spettatori, accompagnando la vita culturale e sociale della città. Ora, mentre l’edificio si prepara a una nuova stagione, la Fondazione invita il pubblico a portarne con sé un frammento, custodendone la memoria e partecipando simbolicamente alla nascita del nuovo progetto culturale.

 

L’iniziativa prende forma nel momento in cui l’Altino si prepara a cambiare volto e a tornare a essere un luogo aperto alla città: non più soltanto un cinema, ma un nuovo spazio dedicato all’arte e alla cultura contemporanea, pensato per mettere in dialogo linguaggi, discipline e pubblici diversi. Un progetto che guarda al futuro senza perdere il legame con la storia e con la memoria del luogo.

A dare avvio a questo nuovo percorso sarà la Collezione Chiara e Francesco Carraro, importante raccolta di arte e design italiano del Novecento, che costituirà il nucleo fondativo della nuova istituzione.

 

Prendi posto! si inserisce nel percorso avviato dalla Fondazione per restituire l’Altino alla città e prosegue idealmente quanto accaduto lo scorso giugno con L’Altino Ritrovato, occasione in cui le porte dello storico cinema sono state eccezionalmente riaperte al pubblico dopo anni di chiusura. Oltre 7.000 persone hanno avuto modo di tornare negli spazi dell’Altino e di scoprire il progetto che ne accompagnerà la rinascita.

 

Prendi posto! nasce anche dalla risposta della città a quella prima apertura: l’Altino non è soltanto un edificio da recuperare, ma un luogo che appartiene alla memoria collettiva di Padova e che la Fondazione vuole riportare al centro della sua vita culturale.

CAMMINARE NELLA MEMORIA terza edizione GIORNO | NOTTE OTTOBRE-NOVEMBRE 2026

 


Vini del Trentino, il terzo Bilancio di sostenibilità diventa un piano d'azione

 

Non un traguardo ma un nuovo punto di partenza. Mercoledì 30 settembre 2026, all'ITAS Forum di Trento, il Consorzio Vini del Trentino ha presentato il suo 3° Bilancio di Sostenibilità, un documento che non riguarda solo l'ente di tutela ma l'intero comparto, dal vigneto alla cantina fino alla promozione sui mercati.


“Questo percorso è iniziato molti anni fa, con i primi progetti di qualità e i protocolli di produzione integrata, e oggi arriva al terzo bilancio”, ha ricordato il Presidente del Consorzio Albino Zenatti. “A differenza del precedente abbiamo voluto coinvolgere chi lavora ogni giorno in campagna, in cantina e nella rete commerciale. Un bilancio ha senso solo se lo si fa vivere a tutti. Per questo chiedo di leggerlo e di farci avere le vostre osservazioni”.


I contenuti

A illustrare i numeri è stato Stefano Rizzi, agronomo dell'Ufficio tutela del Consorzio. Il bilancio, che copre il triennio 2022-2025, segue gli standard internazionali GRI, integrati con SQNPI, VIVA ed Equalitas. Raccoglie dati del Consorzio, della filiera, delle cantine e delle aziende agricole, attraverso i registri di campagna. “È un bilancio di territorio e di comparto”, ha sottolineato Rizzi.


La fase di ascolto ha coinvolto rappresentanti delle cantine, viticoltori e sei esperti esterni tra mondo accademico, ricerca e comunicazione. Ne sono emerse sei aree prioritarie, dalla tutela delle denominazioni e dal valore per i soci all'uso responsabile dei prodotti fitosanitari, fino a suolo, paesaggio e biodiversità.


Tra i dati più significativi ci sono i dieci anni della certificazione di sostenibilità SQNPI, che ogni anno verifica oltre 5.000 viticoltori e riunisce sotto un unico schema praticamente tutto il vigneto trentino. Nel 2025 gli operatori di cantina hanno svolto in media più di 10 ore di formazione, e oltre 4.800 viticoltori sono stati coinvolti nelle attività formative. Uno studio triennale con la Fondazione Edmund Mach ha dimostrato che il modello viticolo trentino, con l'alternanza di vigneti e aree naturali, favorisce una presenza di api e altri apoidei significativamente maggiore rispetto alla viticoltura intensiva. Carbon footprint e water footprint sono state calcolate su quasi 9.000 ettari, individuando le leve su cui intervenire per migliorare.


La vera novità è l'ultimo capitolo. Dai dati si passa a un piano di sostenibilità 2026-2028 con obiettivi graduali, economicamente sostenibili, misurabili e verificabili nel tempo. Il bilancio è disponibile anche in formato digitale, scaricabile tramite QR code.


“Un bilancio di sostenibilità ha valore quando riesce a trasformare un percorso complesso in informazioni leggibili, verificabili e utili per orientare le scelte future. La sostenibilità, per noi, significa soprattutto capacità di migliorare nel tempo e di rendere questo miglioramento misurabile. I veri protagonisti sono le persone che questo bilancio lo fanno tutti i giorni, in vigna e in cantina”, ha dichiarato il Direttore Generale del Consorzio Vini del Trentino, Graziano Molon.


La sostenibilità vista dai mercati

Cristina Mercuri MW – Master of Wine, Founder & CEO di Mercuri Wine Club ha messo in evidenza un paradosso. Sette consumatori su dieci ritengono importante la sostenibilità, ma solo il 27% verifica che il prodotto sia davvero biologico e molti non sono disposti a pagarla di più. Con la direttiva europea del 2024, operativa da settembre, i claim dovranno essere dimostrabili.


“Sul piano produttivo siamo avanti, su quello della comunicazione possiamo migliorare. I consumatori vogliono fatti concreti, non slogan. Prima si misura, poi si certifica, infine si comunica. Per un territorio come il Trentino un bilancio ripetuto ogni anno può diventare parte del valore della denominazione”.


Astrid Palmieri, Direttore Corporate Sustainability di Esselunga ha portato il punto di vista della grande distribuzione, dove la responsabilità della sostenibilità è sempre più condivisa lungo la filiera: il nuovo piano dell'insegna punta a valutare il 90% dei fornitori ad alto impatto. “Non importa partire tutti dallo stesso punto, importa condividere la stessa direzione”.


La voce dei produttori

Nella tavola rotonda moderata da Fabio Piccoli, Direttore Responsabile di Wine Meridian, il primo tema emerso è il valore del lavoro fatto insieme. “Da piccole aziende non saremmo in grado di affrontare certe certificazioni, il Consorzio ci dà gli strumenti”, ha spiegato Goffredo Pasolli (Gaierhof - Maso Poli). Federico Simoni (Cantine Monfort - Maso Cantanghel) è andato oltre. “Oggi il vino deve essere sostenibile, punto. In Trentino l'abbiamo resa una cosa di territorio, ed è un plus per noi produttori”. Nel mondo cooperativo la spinta arriva spesso dal basso, come ha raccontato Ludovico Berteotti (Cantina d'Isera). “Il viticoltore è radicato nel suo territorio e custodirlo significa custodire casa sua”.


Per molte aziende la sostenibilità è una scelta che viene da lontano. Barbara Mottini (Cantina Vallarom) ha ricordato gli inizi nel 1999. “Ci guardavano male, siamo partiti subito col biologico. Viviamo in mezzo alle vigne e siamo i primi consumatori del nostro vino”. Per Martina Centa (Cantina Roeno) è soprattutto “una responsabilità verso il futuro”. Paolo Dorigati (Cantina Dorigati) la declina come convivenza: a Mezzocorona, tra vigneti e condomini, si provano varietà resistenti per non trattare vicino alle case.

Resta aperto il nodo della comunicazione. Francesca Tinazzi (Cantina Tinazzi) ha paragonato il report di sostenibilità al pesarsi. “Ogni anno ti guardi allo specchio e ti dici che non è ancora abbastanza”. Paolo Dorigati ha invitato a lavorare prima di tutto sul brand del territorio. “La sostenibilità è un moltiplicatore. Se il valore del brand territoriale è basso, anche il risultato resta basso”.


Il 3° Bilancio di Sostenibilità del Consorzio Vini del Trentino si chiude così con una prospettiva concreta: non limitarsi a fotografare quanto è stato fatto, ma utilizzare dati, ascolto e confronto per definire le prossime tappe. Il piano 2026-2028 rappresenta in questo senso un impegno condiviso, che dovrà essere verificato nel tempo e aggiornato sulla base dei risultati raggiunti. Perché la sostenibilità, prima ancora di essere un obiettivo da comunicare, è un percorso quotidiano che coinvolge persone, imprese e territorio.

GAMeC presenta SELMA SELMAN 1000 TEARS

 


1 ottobre 2026 - 24 gennaio 2027

GAMeC, Spazio Zero

 


 

Alla GAMeC la prima mostra personale

dell'artista Selma Selman in un'istituzione italiana, parte del programma Pedagogia della Speranza.

 



 

www.gamec.it


Dal 1 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027, la GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta 1000 Tears, la prima mostra personale dell’artista Selma Selman in un’istituzione italiana.

 

Tra le voci più significative della scena artistica internazionale, Selman – nata nel 1991 a Bihać, in Bosnia-Erzegovina – ha costruito gran parte della propria ricerca a partire dalla storia della sua famiglia e della propria comunità.

La sua ricerca artistica indaga i sistemi di potere e le modalità attraverso cui essi plasmano valore, visibilità, memoria e senso di appartenenza. Attraverso linguaggi differenti — dalla pittura al film, dalla performance alle pratiche di ricerca —, l’artista esamina come le strutture sociali, economiche, politiche e culturali determinino quali corpi, storie, esperienze e forme di lavoro possano essere riconosciuti, rappresentati, oppure rimossi.

 

Fulcro del progetto, presentato nello Spazio Zero del museo, è una fotografia scattata durante la guerra in Bosnia-Erzegovina, in cui compaiono l’artista bambina e alcuni membri della sua famiglia. L’immagine viene assunta da Selman come punto di partenza per ritornare alle persone ritratte, raccoglierne le testimonianze e interrogare il modo in cui il tempo trasforma le identità e le narrazioni, sia personali sia collettive.

 

A partire dagli incontri e dalle conversazioni con i protagonisti dello scatto, Selman sviluppa per la GAMeC un nuovo corpus di opere grafiche che traducono racconti e frammenti di vita in immagini sospese tra realtà e fiction. Sono in particolare le mani e i gesti a diventare il mezzo attraverso cui la memoria prende forma: alcune si stringono reciprocamente in segno di affetto o stringono i corpi; altre coprono, proteggono, guidano; altre ancora impugnano un Kalashnikov.

Al centro dello spazio espositivo sarà presentato un nuovo estratto di Crossing the Blue Bridge (2024), un film sviluppato a partire da un episodio vissuto dall’artista nel 1994 quando, durante un cessate il fuoco, la madre attraversò con le figlie il ponte di Bihać, noto come “Blue Bridge”, allora ricoperto di cadaveri e carcasse di cani. Per proteggere sua sorella da quella visione, la madre tentava di coprire gli occhi della bambina con una mano, mentre con l’altra reggeva le provviste alimentari appena acquistate. Il vento, che soffiava forte, le spingeva continuamente i capelli sul volto, impedendole di vedere e trasformando l’attraversamento in un’esperienza sospesa tra faticosa percezione e smarrimento. Nel film l’artista rievoca quella scena, ripercorrendo i passi di sua madre sullo stesso ponte trent’anni dopo. La memoria sembra restituire un passato attraversato da zone d’ombra; l’artista ha più volte descritto il rapporto con i luoghi della propria infanzia come una percezione segnata da un’oscurità persistente, in cui il ricordo coincide con immagini incomplete e talvolta inaccessibili. Allo stesso tempo, questa condizione continua a influenzare il modo in cui l’artista guarda al presente, suggerendo come il trauma sia una condizione che abita stabilmente il suo sguardo.

 

Nella sequenza di Crossing the Blue Bridge, proposta in loop, il volto dell’artista rimane costantemente celato allo sguardo. Lo spettatore segue una figura di spalle mentre corre verso qualcosa che non può essere visto e da cui, al tempo stesso, sembra fuggire. Lo spazio si carica così di presenze che, pur senza manifestarsi pienamente, condizionano il movimento e la percezione, creando un luogo in cui il visibile convive con ciò che viene evocato ma mai mostrato.

 

Questa tensione tra visione e occultamento attraversa l’intero percorso espositivo e ritorna nelle opere pittoriche realizzate su metallo, un materiale che Selman impiega spesso e che rimanda alla storia della sua famiglia, da generazioni dedita al recupero e al commercio di rottami. Conservando ammaccature, graffi e tracce del loro passato, queste superfici accolgono corpi e volti, capaci di trasformare lo sguardo in uno spazio di vulnerabilità ma anche di resistenza.

 

In mostra trova spazio anche l’universo intimo di Letters to Omer, progetto che Selman sviluppa dal 2021 attraverso una serie di lettere destinate a un interlocutore immaginario, che diventa il destinatario di riflessioni, desideri, rabbia, ricordi e visioni del futuro.

In occasione di 1000 Tears, verrà presentato il libro d’artista Dear Omer: edito dalla GAMeC e pubblicato da CURA., raccoglie 140 lettere scritte da Selman a Omer nel corso degli ultimi sei anni. Corredata da una postfazione dello scrittore Aleksandar Hemon, il volume estende direttamente nello spazio della lettura una pratica che attraversa l’intera produzione dell’artista.

 

La mostra è parte di una serie di iniziative realizzate con il supporto del Club GAMeC.

giovedì 1 ottobre 2026

IL CONTEMPORANEO IN MOVIMENTO

 Da ottobre a dicembre, la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura presenta un programma di iniziative

che attraversano discipline, territori e generazioni e mettono in relazione produzione artistica, ricerca, patrimonio, formazione e trasformazione urbana

 

Dalla prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea

alla Biennale di Venezia, da Artissima al convegno sulla rigenerazione urbana,

dalla fotografia alla moda e al design, fino alla cooperazione internazionale:

progetti diversi che delineano una visione sempre più trasversale

delle politiche pubbliche per la creatività contemporanea

 

 



 

 


Roma, 1° ottobre 2026 - Sostenere la creazione contemporanea significa oggi non soltanto accompagnare artisti, progetti e istituzioni, ma costruire le condizioni perché la cultura possa produrre conoscenza, relazioni e trasformazione. È questa la prospettiva che attraversa il programma dell’autunno 2026 della Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGCC) del Ministero della Cultura, nell’ambito del Dipartimento per le Attività Culturali: un calendario di iniziative che, tra ottobre e dicembre, attraversa l’Italia e mette in campo strumenti e modalità d’intervento differenti.

 

  • 10 ottobre | Ventiduesima Giornata del Contemporaneo

Sabato 10 ottobre 2026 torna la Giornata del Contemporaneo, l’appuntamento annuale promosso da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani con il sostegno della DGCC e la collaborazione del MAECI. Giunta alla ventiduesima edizione, la manifestazione racconta la vitalità dell’arte contemporanea italiana attraverso un programma diffuso sul territorio nazionale: i 28 musei associati ad AMACI, insieme a musei, fondazioni, gallerie, spazi indipendenti, associazioni, accademie, collezioni private e altre realtà, apriranno gratuitamente le proprie sedi con mostre, incontri, laboratori, visite guidate, performance e iniziative speciali. La manifestazione si estende oltre i confini nazionali grazie alla collaborazione con la rete diplomatico-consolare della Farnesina, che porterà mostre, incontri e iniziative dedicate all’arte contemporanea italiana in diverse sedi estere.

 

  • 29-31 ottobre | Padiglione Italia – La Biennale di Venezia

Dal 29 al 31 ottobre 2026 si svolge Pratiche vocali e narrazioni collettive, terzo e ultimo appuntamento del Public Program del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2026, curato da Cecilia Canziani con il progetto espositivo Con te con tutto di Chiara Camoni e promosso dalla DGCC. L’iniziativa accompagna il Padiglione verso la conclusione della sua programmazione, il 22 novembre, con la chiusura della Biennale Arte 2026. Lo sguardo è già rivolto al futuro, con il percorso verso il Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2027, di cui sarà annunciato a breve il curatore, e il prossimo lancio dell’open call per la selezione del curatore del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2028, in continuità con le prossime grandi occasioni internazionali.

 

  • 30 ottobre – 1° novembre | La DGCC ad Artissima

Dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, la DGCC partecipa alla trentatreesima edizione di Artissima, Fiera internazionale d’arte contemporanea di Torino, con due spazi. Il primo sarà dedicato alle attività di promozione internazionale dell’arte italiana realizzate dalla DGCC e sarà luogo di incontro e confronto con i professionisti del settore. Il secondo sarà dedicato a MIRA - Istituto Mediterraneo per la Ricerca e le Arti, presentato ad Artissima attraverso un’installazione del collettivo Polisonum che anticipa la prossima programmazione artistica, collegando così la presenza torinese alle future attività del nuovo polo culturale di Messina. MIRA è promosso dal Ministero della Cultura, per il tramite della DGCC e dell’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, dal Comune di Messina e dall’Università degli Studi di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI per l’avvio del progetto.

 

  • 30 ottobre, 14 e 20 novembre | Lezioni di Creatività Contemporanea

Dopo i primi due appuntamenti della primavera, prosegue la terza edizione delle Lezioni di Creatività Contemporanea, il ciclo di incontri promosso dalla DGCC e dalla Fondazione Musica per Roma al Teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. I tre appuntamenti autunnali, dedicati ai processi creativi della moda e del design, vedranno protagonisti il 30 ottobre, il 14 e il 20 novembre, sempre alle ore 19.30, rispettivamente Alessandro Sartori, direttore artistico di ZEGNA, Antonio e Patrizia Marras e Lucia Silvestri, Jewelry Creative and Gems Buying Director di Bulgari. Gli incontri approfondiranno il percorso dall’idea alla realizzazione di un prodotto creativo e il rapporto tra identità, cultura, mercato e trasformazioni della contemporaneità.

 

  • 10 novembre | Giornata di studio Verso le linee guida per la conservazione della fotografia

Il 10 novembre 2026, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, si terranno la giornata di studio e la presentazione del volume Verso le linee guida per la conservazione della fotografia, nell’ambito del progetto Linee guida per il restauro della fotografia. Strumenti di dialogo per la conservazione, promosso dalla DGCC e dalla Fondazione Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali La Venaria Reale per il biennio 2025–2026. L’appuntamento rappresenta una nuova fase del percorso di studio e confronto per la definizione di un documento condiviso sulla conservazione e il restauro della fotografia in Italia, rivolto alla comunità scientifica e agli operatori del settore. Il progetto, inserito nel Piano strategico di sviluppo della fotografia in Italia e all’estero 2024–2026, contribuisce alla conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale.

 

  • 23–27 novembre | Giornate di lavoro Ri-generare con creatività

Dal 23 al 27 novembre 2026, presso l’ex Mattatoio di Roma, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, la DGCC promuove Ri-generare con creatività. Giornate di lavoro per la rigenerazione urbana, realizzato con la collaborazione del Dipartimento e il supporto di ALES – Arte Lavoro e Servizi S.p.A. Le cinque giornate saranno un momento di confronto nazionale sulle politiche e le pratiche della rigenerazione urbana a base culturale, mettendo a sistema esperienze e competenze maturate anche attraverso il lavoro della DGCC nell’ultimo decennio e avviando il percorso verso un Libro bianco sulla rigenerazione urbana a base culturale. Tre giornate congressuali e due di tavoli tematici coinvolgeranno istituzioni, università, musei, centri di ricerca, professionisti, operatori culturali e realtà del Terzo settore.

 

  • 4–8 dicembre | La DGCC con Europa Creativa a Più Libri più Liberi

Dal 4 all’8 dicembre 2026, il Desk Italia Europa Creativa, coordinato dalla DGCC, sarà presente a PLPL con uno stand. Europa Creativa è il programma della Commissione Europea dedicato a sostenere i settori culturali e creativi, attraverso opportunità di finanziamento, cooperazione e sviluppo a livello europeo. Lo stand offrirà informazioni sulle opportunità del programma, con particolare attenzione ai bandi rivolti all’editoria, al giornalismo e ai media, e la possibilità di prenotare incontri di assistenza tecnica sui bandi e sul programma.

 

  • dicembre | Nino Migliori a Palazzo Altemps

Nel corso di dicembre, la programmazione comprenderà inoltre, a Palazzo Altemps, una mostra fotografica dedicata a Nino Migliori, realizzata in collaborazione con il MUNAF – Museo Nazionale di Fotografia e con il Museo Nazionale Romano, insieme all’Archivio Nino Migliori, nell’ambito del Piano strategico di sviluppo della fotografia in Italia e all’estero 2024–2026. Nell’anno del centenario della nascita, l’esposizione ripercorrerà il percorso artistico di uno dei più autorevoli protagonisti della fotografia italiana del Novecento, capace di attraversare linguaggi, sperimentazioni e generazioni e di contribuire all’affermazione della fotografia come forma espressiva centrale nella cultura contemporanea.

 

  • 3 ottobre – 20 dicembre | Gibellina, Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026

A questa programmazione si affianca il capitolo conclusivo di Gibellina 2026, prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea: non soltanto un calendario di mostre ed eventi, ma un laboratorio nel quale produzione artistica, spazio pubblico, memoria, paesaggio e partecipazione delle comunità si incontrano, dando forma concreta ad alcuni dei temi che attraversano l’azione della Direzione. Da ottobre a dicembre, Gibellina ospiterà progetti di Igor Grubić, Liu Bolin, Giorgio Barberio Corsetti, Lucia Veronesi, Stalker e Hermann Nitsch, insieme alle mostre Terra Matta e all’omaggio a Peppe Morra, per concludere con una nuova edizione di BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo. Il percorso intreccia il cammino partecipativo di Grubić tra Gibellina Vecchia e Nuova e le fotografie di Liu Bolin nella mostra Macerie. La mostra diffusa Dialoghi di una vita ripercorre l’esperienza di collezionismo e promozione culturale di Peppe Morra attraverso opere e testimonianze di Allan Kaprow, John Cage, Joseph Beuys e Marina Abramović, tra gli altri; Terra Matta esplora invece la creazione artistica siciliana fuori dai circuiti ufficiali. Completano il panorama l’esecuzione della Sinfonia Traubenfleisch di Hermann Nitsch, la prima assoluta di Pajè di Giorgio Barberio Corsetti e gli interventi di Stalker e Lucia Veronesi, tra cura di un ecosistema spontaneo, creazione di un giardino mediterraneo e partecipazione della comunità.

 


 

«Questo autunno racconta bene la molteplicità della creatività contemporanea e, insieme, il ruolo che la nostra Direzione è chiamata a svolgere: sostenere gli artisti e la produzione culturale, promuovere l’arte italiana anche fuori dai confini nazionali, studiare e conservare il patrimonio del presente, accompagnare i processi di trasformazione dei territori e creare occasioni di incontro tra discipline, istituzioni e comunità. Dall’arte alla fotografia, dall’architettura alla moda e al design, fino alla rigenerazione urbana, vogliamo costruire connessioni e mettere in circolo esperienze e competenze. I numerosi appuntamenti dei prossimi mesi sono parti diverse di un unico impegno: dare spazio alla creatività italiana e agli strumenti attraverso i quali può contribuire a interpretare e trasformare il nostro tempo», dichiara Costantino D’Orazio, Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

 

Arte, fotografia, architettura, moda e design, ricerca, formazione, rigenerazione urbana e promozione internazionale non costituiscono infatti ambiti separati, ma parti di un ecosistema sul quale la Direzione Generale Creatività Contemporanea interviene attraverso strumenti differenti e complementari: sostenendo la produzione e la ricerca, promuovendo la presenza italiana nei contesti internazionali, contribuendo alla conoscenza e alla conservazione del patrimonio contemporaneo, creando nuove occasioni di formazione e confronto e accompagnando territori e comunità nei processi di trasformazione.

 

L’obiettivo è superare la dimensione del singolo progetto per costruire connessioni: tra centro e territori, tra istituzioni e comunità, tra patrimonio e nuove produzioni, tra cultura italiana e reti internazionali. È in questa prospettiva che appuntamenti molto diversi tra loro – dalla Giornata del Contemporaneo a Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, dal nuovo MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts alle attività del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, dalla presenza ad Artissima alle Lezioni di Creatività Contemporanea, fino al lavoro sulla conservazione della fotografia e sulla rigenerazione urbana – concorrono a delineare una politica culturale che guarda al contemporaneo non soltanto come a un settore da sostenere, ma come a uno strumento per leggere e trasformare il presente.

 


Crediti: Adelita Husni Bey per la Ventiduesima Giornata del Contemporaneo, Working for a World Free of Poverty [World GDP Distribution (World Economic Forum data) - Low Income Regions (left), High Income Regions (right)], 2014 - 2026; Padiglione Italia Biennale Arte 2026, CON TE CON TUTTO, Chiara Camoni. Ph. Camilla Maria Santini; MIRA, Villa Pace. Courtesy Università degli Studi di Messina; Lezioni Creatività Contemporanea, Lucia Silvestri; Lezioni Creatività Contemporanea, Antonio Marras, SM26. Ph. Daniele Notaro; Lezioni Creatività Contemporanea, Alessandro Sartori; Linee guida conservazione fotografia, Milano, Intesa Sanpaolo, Archivio Publifoto, Negativi su lastra vetro, 2020; Gibellina Capitale Italiana Arte Contemporanea 2026, Chiesa Madre di Ludovico Quaroni © SISILAB, 2026; Ritratto, COSTANTINO D'ORAZIO, Direttore Generale Creattività Contemporanea del Ministero della Cultura