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I vini rossi euganei sotto al Salone di Padova
dall’11 al 18 ottobre
I vini rossi della DOC Colli Euganei saranno protagonisti del Salone dei Sapori,
in programma a Padova dall’11 al 18 ottobre. In queste date, il centro
storico di Padova si riempirà di profumi, prelibatezze e prodotti tipici per l’ottava
edizione del food festival cittadino, che unisce saperi e sapori. La
manifestazione è ideata e promossa da Superfly Lab e organizzata da Veneto
Suoni e Sapori, con la partnership del Consorzio Tutela Vini Colli Euganei.
Tre le iniziative dedicate al Colli Euganei DOC, ottenuto dalle
uve dei vitigni di origine bordolese, ossia il Merlot, il Cabernet
Sauvignon, il Cabernet Franc e il Carménère, che nel territorio degli Euganei hanno
trovato da due secoli un’acclimatazione perfetta. Questi vini hanno un
carattere spiccatamente territoriale, con i richiami mediterranei, favoriti dal
microclima locale.
Si inizia lunedì 12 ottobre (ore 18:00) alla Sala Bianca del
Caffè Pedrocchi con la degustazione “La gallina padovana incontra i
vini dei Colli Euganei”. Un
incontro con degustazione per scoprire uno dei simboli gastronomici di Padova,
la Gallina Padovana. La storia, gli ingredienti e le ricette verranno
raccontati da alcuni chef e ristoratori della città e della provincia
nell’ambito del percorso di valorizzazione e tutela di questo piatto della
tradizione patavina, grazie alla collaborazione con APPE (Associazione
Provinciale Pubblici Esercizi). Per l’occasione i partecipanti potranno
degustare alcuni cicchetti ispirati a piatti della tradizione padovana a base
di gallina accompagnati da una selezione di Colli Euganei DOC a cura del
Consorzio di Tutela Vini Colli Euganei.
Martedì 13 ottobre (ore 18:00) alla Sala Verde del Caffè Pedrocchi si
continua con “Il Caseus Patavinus 1222 incontra i vini dei Colli Euganei”.
Un progetto che nasce da una collaborazione avviata nel 2023 tra
l’Azienda Agraria Sperimentale “Lucio Toniolo” dell’Università di Padova e il
Caseificio Morandi di Anguillara Veneta, che ritira per la lavorazione l’intera
produzione della stalla didattica dell’Università. Il prodotto ottenuto è un
formaggio vaccino stagionato da latte crudo che abbina all’elevata qualità
organolettica specifici contenuti di valenza culturale. Il latte utilizzato
proviene da un allevamento di bovine di razza Pezzata Rossa Italiana alimentate
con razioni ricche di foraggi prodotti nell’azienda e che possono usufruire di
un’ampia area a pascolo. Tutto questo favorisce ottimali condizioni sanitarie e
un elevato livello di benessere delle bovine, e consente di ottenere latte di eccellente
qualità e un formaggio con caratteristiche nutrizionali uniche. In questo
incontro-degustazione il pubblico avrà l’occasione di degustare questo prodotto
d’eccellenza con produzione limitata, di particolare valore simbolico,
culturale e gastronomico. Ad illustrare il progetto sarà presente il Prof.
Francesco Morari (direttore dell’Azienda Agraria Sperimentale dell’Università
di Padova) mentre il taglio e la degustazione guidata avranno come protagonisti
Angela Morandi (titolare del Caseificio Morandi) e Alberto Cisotto, presidente
del Consorzio Sotto il Salone e titolare della Bottega Veneta. Per
l’occasione i partecipanti potranno degustare le varietà di questo formaggio
accompagnati da una selezione di Colli Euganei DOC.
Giovedì 15 ottobre (dalle ore 18:00
alle 22:00) torna l’evento “Ombre d’autunno Sotto il Salone”, un
aperitivo imperdibile nel mercato coperto più antico d’Europa. Una serata di
degustazioni tra piatti e cicchetti preparati dalle storiche botteghe del
SottoSalone e abbinati ai migliori vini Rossi dei Colli Euganei. L’evento nasce
dalla collaborazione tra il Consorzio Sotto Salone e il Consorzio
Tutela Vini Colli Euganei e si pone l’obiettivo di promuovere la cultura
dell’enogastronomia a Km0, valorizzando le eccellenze della provincia e
stimolando le persone ad un consumo consapevole, di qualità e del territorio. Il
Sotto Salone ospiterà 12 aziende vitivinicole dei Colli Euganei che proporranno
una selezione di vini rossi della DOC Colli Euganei di varie annate che saranno
abbinati alle proposte gastronomiche del Mercato Sotto Salone.
Il programma
completo del Festival è disponibile sul sito www.salonesapori.it
Siena torna capitale internazionale della fotografia contemporanea Grandi mostre, tre concorsi internazionali e una giornata di talk
Protagonisti di questa edizione: James Nachtwey, Cinzia Canneri, Jasper Doest, Pierpaolo Mittica e Uğur Gallenkuş |
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Siena, 9 ottobre. Prende il via oggi, venerdì 9 ottobre, la XII edizione del Siena Awards Photo Festival con i SIPA Talks, una giornata di incontri, retrospettive, proiezioni e dibattiti che riunisce al Teatro dei Rinnovati alcuni dei protagonisti della fotografia internazionale: Carol Guzy, Andrew Harnik, George Steinmetz, Florian Ledoux, Jasper Doest, Cheraine Collette, Joel Marklund, Dean Mouhtaropoulos, Adam Pretty, Lys Arango, Juan Carlos e Sandra Hernandez si confronteranno su alcuni dei grandi temi della contemporaneità, dalle crisi umanitarie al potere politico, dalla sfida di nutrire un pianeta in crescita al rapporto tra uomo e natura.
Domani, sabato 10 ottobre, alle 16.30, sempre al Teatro dei Rinnovati, la cerimonia inaugurale e di premiazione dei Siena Awards proclamerà i vincitori dei tre concorsi: il Siena International Photo Awards, aperto a professionisti, amatori e studenti e articolato in dieci categorie; i Creative Photo Awards, dedicati alla fotografia come sperimentazione e immaginazione, con nove categorie; e i Drone Photo Awards, dedicati alla fotografia aerea e realizzata con droni, con nove sezioni. Le opere premiate saranno presentate in tre mostre: People Sharing all the World all’ex Distilleria Lo Stellino per il SIPA, I Wonder If You Can al Liceo Artistico “Duccio di Buoninsegna” per i Creative Photo Awards e Above Us Only Sky al Museo di Storia Naturale per i Drone Photo Awards.
Fino al 29 novembre, Siena e il suo territorio si trasformeranno in un grande racconto diffuso attraverso mostre, proiezioni, premi ed eventi speciali. Un appuntamento di riferimento nel panorama internazionale della fotografia e del visual storytelling, che quest’anno ha raccolto oltre 40.000 fotografie candidate da 163 Paesi nei tre concorsi internazionali promossi dal festival.
Accanto ai concorsi, il festival presenta cinque grandi mostre personali e un progetto speciale diffuso, che affrontano alcuni dei temi più urgenti del presente: guerre, diritti umani, memoria, crisi ambientali, rapporto tra uomo e natura e disuguaglianze globali. All’Accademia dei Rozzi Cinzia Canneri, vincitrice del World Press Photo Award 2025 nella categoria Long-Term Projects Africa, porta Women’s Bodies as Battlefields, un progetto dedicato alle conseguenze della guerra nel Tigray e alla violazione dei diritti delle donne nei conflitti. Al Centro Culturale “La Tinaia” di Sovicille è ospitata Witness to Our Time, la grande retrospettiva dedicata a James Nachtwey. Il Museo di Storia Naturale accoglie Meet Bob di Jasper Doest, la storia di un fenicottero caraibico salvato dopo un grave incidente e diventato simbolo della conservazione ambientale a Curaçao. Ad Area Verde Camollia 85 Pierpaolo Mittica presenta Chernobyl: Memory of a Disaster, a quarant’anni dall’esplosione del reattore numero quattro, mentre al Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga Uğur Gallenkuş propone Parallel Universes, cinquanta collage digitali che mettono a confronto guerre e crisi umanitarie con la quotidianità delle società più fortunate. Nel centro storico di Sovicille, infine, il progetto Fractures – Between Two Silences trasforma il borgo in uno spazio espositivo a cielo aperto, con immagini inserite nelle porte murate, nelle finestre chiuse e negli antichi archi.
Nel suo insieme, il Siena Awards Photo Festival costruisce una riflessione sulla fotografia contemporanea come strumento di testimonianza, conoscenza e confronto: un evento aperto e inclusivo che, attraverso le immagini, stimola riflessione, dialogo e connessioni tra persone, culture e visioni del mondo. Siena, città d’arte e patrimonio UNESCO, si trasforma ancora una volta in un palcoscenico a cielo aperto in cui arte, storia e paesaggio dialogano in perfetta armonia si intrecciano, facendo della fotografia il filo conduttore di un racconto che attraversa la città e il suo territorio. |
9 ottobre – 22 novembre 2026
Galleria di Piazza San Marco e Palazzetto Tito, Venezia
3 dicembre 2026 – 9 maggio 2027
Casermetta 9, Forte Marghera, Venezia
«Da un'idea nasce un'immagine. Da un errore, spesso, una scoperta.
Da un incontro, una direzione inattesa».
Da cosa nasce cosa, Bruno Munari
Fondazione Bevilacqua La Masa
Fondazione Musei Civici di Venezia
Venezia, 9 ottobre 2026 – Da cosa nasce cosa è la mostra conclusiva degli Atelier 2025–2026 della Fondazione Bevilacqua La Masa, promossi per il secondo anno consecutivo in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia. Dal 9 ottobre al 22 novembre 2026, l'esposizione a cura di Camilla Mozzato, riunisce una selezione di opere dei 28 artisti under 30 assegnatari degli studi delle due istituzioni del Comune di Venezia. La mostra si articola tra la Galleria di Piazza San Marco (San Marco 71/c) e Palazzetto Tito (Dorsoduro 2826), sedi della Fondazione Bevilacqua La Masa, per poi proseguire, dal 3 dicembre 2026 al 9 maggio 2027, alla Casermetta 9 di Forte Marghera, uno degli spazi dedicati al contemporaneo della Fondazione Musei Civici di Venezia.
Da oltre un secolo gli Atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa costituiscono uno dei più longevi programmi pubblici italiani dedicati alla giovane arte. Un luogo in cui la ricerca si sviluppa nel tempo, attraverso il confronto, la sperimentazione e la possibilità di mettere continuamente in discussione il proprio lavoro. C'è chi ha portato avanti con coerenza una ricerca già avviata, chi ha cambiato radicalmente linguaggio, chi ha scelto di misurarsi con nuovi media e possibilità narrative. In tutti i casi, il percorso è stato fatto di tentativi, deviazioni, errori, intuizioni e ripartenze. È proprio questo processo, più che il risultato finale, al centro di Da cosa nasce cosa, la mostra conclusiva degli Atelier 2025–2026 della Fondazione Bevilacqua La Masa, realizzata in sinergia con Fondazione Musei Civici di Venezia e curata da Camilla Mozzato.
Il titolo prende in prestito quello del celebre libro di Bruno Munari, che, riprendendo un antico insegnamento di Lao Tse, riflette sul significato del progettare come processo aperto, fatto di tentativi, trasformazioni e continue possibilità. Una suggestione che accompagna la lettura dell'esposizione senza determinarla e che diventa la metafora del lavoro curatoriale sviluppato durante l'intero periodo di residenza. Curata da Camilla Mozzato, Da cosa nasce cosa è l'esito di un dialogo continuo con i ventotto artisti, accompagnati attraverso visite agli studi, incontri individuali, workshop e momenti di confronto collettivo. L'esposizione restituisce così al pubblico quasi dodici mesi di ricerca condivisa: non tanto un punto di arrivo quanto una pratica ancora in divenire, costruita nel tempo attraverso il dialogo, l'approfondimento e la sperimentazione. Nel corso della residenza gli artisti hanno messo alla prova linguaggi, tecniche e materiali, abbandonando talvolta direzioni già percorse per aprirne di nuove. Pittura, fotografia, installazione, video, performance, documentario e pratiche di ricerca convivono in un insieme che riflette il presente attraverso lo sguardo di una scena artistica under 30, mettendo in relazione poetiche, sensibilità e approcci differenti. Più che individuare una tendenza comune, Da cosa nasce cosa costruisce uno spazio di confronto tra ricerche autonome, offrendo uno spaccato della giovane arte contemporanea italiana e internazionale nel momento stesso in cui prende forma.
Come sottolinea Camilla Mozzato, curatrice della mostra: "Da cosa nasce cosa non ambisce a restituire un punto d'arrivo, ma una soglia attraversata insieme: ventotto pratiche formatesi in studio, nell'errore, nel tentativo, nel dialogo con chi le ha accompagnate. La mostra restituisce la messa in comune di questi ventotto modi diversi di abitare il nostro tempo: ciò che qui si espone non chiude un percorso, ma lo rende visibile nel suo farsi, ancora aperto e capace di diventare altro. Da qui nasceranno altre domande, altri lavori, altri progetti, altre soglie da attraversare, pratiche artistiche che daranno voce alla scena artistica di domani. Da cosa nasce cosa, appunto".
Dal 1898 la Fondazione Bevilacqua La Masa sostiene le nuove generazioni di artisti. Già agli inizi del Novecento la sede di Ca' Pesaro non rappresentava soltanto uno spazio espositivo, ma un luogo di lavoro, confronto e sperimentazione. Una vocazione che oggi prosegue attraverso il programma degli Atelier che, dal 2024, grazie alla collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia, mette a disposizione ventotto studi nelle sedi storiche di Palazzo Carminati, del Complesso dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca e dell'Emeroteca dell'Arte di Mestre, confermando una tradizione che da oltre un secolo accompagna la crescita della giovane arte contemporanea.
Per l'edizione 2025–2026 gli artisti sono stati selezionati dalla giuria composta, per la Fondazione Bevilacqua La Masa, da Nebojsa Despotovic (presidente), Marco Ferraris e Roberto Zamberlan, e per la Fondazione Musei Civici di Venezia da Elisabetta Barisoni e Cristiano Sant, con la partecipazione della curatrice Camilla Mozzato.
I 28 artisti degli Atelier 2025-26 inclusi nella mostra, sono:
Irene Mathilda Alaimo, Daniele Antoniazzi, Nina Baietta, Anna Benetti, Martina Biolo, bottega hospites, Nuvola Camera, C. A. Castro Lobato, Paola Cenati, Cecilia Cocco, Ilaria Costaglia, Giorgio Maria Crescentini, Barbara Koller D'Alessandro, Enzo e Barbara, Simone Fochesato, Giulia Gaffo, Ketty Gobbo, Federica Gottardello, Hetty Laycock, Besnik Lushtaku, Rovers Malaj, Carlotta Mazzariol, Sara Pacucci, Isabella Ponte, Lorenzo Seano, Irene Stellin, Tommaso Viccaro, Zeroscena.
Installation view, DA COSA NASCE COSA, ph.Nico Covre
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Un viaggio alla scoperta delle Menzioni Geografiche del Barbaresco e delle grandi espressioni del Nebbiolo in Piemonte
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