mercoledì 1 aprile 2026

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GALLERIA POGGIALI | MILANO presenta Gisela McDaniel Táifinakpo’ 09.04 – 06.06.2026

 


GALLERIA POGGIALI | MILANO

Foro Buonaparte 52, 20121 Milano

www.galleriapoggiali.com

 

 

La Galleria Poggiali presenta Táifinakpo’, la prima mostra personale in Italia dell’artista americana Gisela McDaniel, che inaugura il 9 aprile 2026 nella sede milanese della Galleria, in contemporanea alla mostra Subvert, Repair, Reclaim al Museum of Fine Arts di Boston, in corso fino ad agosto 2026. Parallelamente, nel 2026 l’artista presenterà il proprio lavoro in importanti contesti internazionali, tra cui il Colby Museum of Art e il Museum of Contemporary Art di Detroit.

 

La pratica di Gisela McDaniel, artista riconosciuta a livello internazionale, restituisce visibilità alle narrazioni ancestrali affrontando al contempo tematiche sociali di grande rilevanza contemporanea. Radicate nella sua eredità nativa americana, di origine Choctaw, le sue opere valorizzano la memoria intergenerazionale e amplificano voci storicamente marginalizzate.

 

Come scrive Sophia Thowinsson per il catalogo della mostra: “in occasione di Táifinakpo', l’artista ci invita in un universo in cui l’identità non è fissa, ma un processo vivo e in continua trasformazione e guarigione. Il titolo non è casuale. Táifinakpo' si traduce letteralmente come senza fine, ma a un livello più profondo, arrivando a significare anche senza morte. Piuttosto che una concezione lineare del tempo, propone una persistenza: quella della memoria ancestrale e della presenza attiva di chi ci ha preceduto.

 

Attraverso l’integrazione di interviste audio, assemblaggi e dipinti a olio, l’artista incorpora intenzionalmente le voci dei soggetti ritratti sovvertendo i tradizionali rapporti di potere tra artista e modello. I soggetti da lei ritratti sono principalmente donne e persone non binarie che si identificano come micronesiane, indigene di Turtle Island, asiatiche, latine e/o di razza mista. In questo modo, il suo lavoro mette in discussione e risponde al silenzio sistemico imposto a questi soggetti nell’arte, nella politica e nella cultura popolare.

 

I ritratti presentati in mostra si trasformano in vere e proprie presenze: pietre semipreziose integrate nelle superfici pittoriche e nello spazio espositivo rafforzano i temi di protezione, resilienza e radicamento spirituale.

 

Concepita come un'unica installazione immersiva realizzata appositamente per gli spazi di Galleria Poggiali, Táifinakpo’ riunisce un totale di tredici opere: tre dipinti di grande formato e dieci lavori su carta che ampliano e approfondiscono la narrazione. Nel loro insieme, le opere invitano lo spettatore a entrare nell’universo dell’artista, muovendosi tra immersione e riflessione.

 

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OGNI EURO INVESTITO GENERA DUE EURO DI VALORE SOCIALE: I QUATTRO ANNI DEL PROGETTO “MAI PIÙ FAME” IN ITALIA

 


Il 60% delle famiglie vulnerabili coinvolte ha trovato lavoro o ripreso un percorso formativo. I dati presentati da Azione Contro la Fame e Triadi allo Zero Hunger Corporate Lab presso Il Sole 24 Ore

Milano, 1 aprile 2026 – Quattro anni, 616 famiglie seguite, 1.850 persone raggiunte. E un risultato che trasforma un investimento sociale in un moltiplicatore economico: per ogni euro destinato al progetto "Mai Più Fame: dall'emergenza all'autonomia", ne vengono generati due di valore sociale. Lo certifica la valutazione SROI (Social Return on Investment) condotta da Triadi, spin-off del Politecnico di Milano, presentata oggi all'evento Zero Hunger Corporate Lab organizzato da Azione Contro la Fame in partnership con Il Sole 24 Ore.
Secondo i dati ISTAT 2025, 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta, di cui 1,3 milioni sono minori. Circa 6 milioni di persone non possono permettersi un pasto proteico ogni due giorni. L'aumento del costo della vita ha eroso il potere d'acquisto delle famiglie più fragili, trasformando l'insicurezza alimentare da eccezione in condizione strutturale.
L'esperienza sul campo lo conferma: distribuire cibo non basta. Senza interventi sul reddito, sulle competenze e sulle abitudini, la traiettoria di povertà non si interrompe.
Avviato nel 2022, "Mai Più Fame" opera oggi a Milano (quartieri Gallaratese e Sud Milano), Napoli (Forcella e Quartieri Spagnoli) e, più recentemente, a Bari. Ogni anno coinvolge 200 famiglie vulnerabili, selezionate tra le situazioni di maggiore fragilità: famiglie numerose con minori piccoli, madri sole, disoccupati di lungo termine, donne vittime di violenza.
Il progetto si articola in tre assi complementari:
  • Sostegno immediato alla spesa: tessere alimentari per rispondere ai bisogni immediati e garantire una base nutrizionale adeguata.
  • Educazione nutrizionale: laboratori, guide e consulenze personalizzate per migliorare le abitudini alimentari e ridurre lo spreco domestico.
  • Inserimento lavorativo: percorsi individuali e di gruppo per rafforzare competenze, motivazione e accesso al mercato del lavoro regolare.

I risultati: lavoro, formazione, alimentazione: il cambiamento è misurabile
Su 616 beneficiari diretti, il 60% ha raggiunto un livello di riattivazione sociale (71% a Milano, 47% a Napoli): il 32% ha ottenuto un inserimento lavorativo regolare, il 18% è tornato a studiare o ha avviato una formazione professionale. L'83% dei beneficiari sono donne.
Sul fronte dell'alimentazione, i cambiamenti sono persistenti e misurati attraverso l'Household Dietary Diversity Score (HDDS), che è migliorato da 7 all'ingresso a 7,3. Al termine del percorso:
  • Il 58,6% beve più acqua; il 57,3% ha ridotto il consumo di zucchero
  • Il 48,5% consuma pasti più vari; il 47,7% ha ridotto l'acquisto di cibo ultra-processato
  • Il 47,5% legge con maggiore attenzione le etichette nutrizionali
La valutazione condotta da Triadi - Spin off del Politecnico di Milano ha tradotto in valore economico gli effetti del progetto su due dimensioni: l'inserimento lavorativo (risparmi pubblici su sussidi, nuove entrate fiscali da lavoro regolare) e l'educazione nutrizionale (risparmio sanitario indiretto, riduzione dello spreco alimentare).
Applicando criteri prudenziali: un tasso di attribution dell'85%, un drop-off progressivo nel tempo e un tasso di attualizzazione del 2% su un orizzonte triennale, lo SROI risultante è pari a 1,91. Questo vuol dire che per ogni euro investito il progetto restituisce circa due euro di valore alla collettività.

«In Italia oggi circa una persona su dieci vive una condizione di insicurezza alimentare, un dato ormai strutturale. In questo contesto, distribuire cibo non basta. "Mai Più Fame" supporta le famiglie vulnerabili nell'emergenza, ma soprattutto le accompagna verso l'autonomia: attraverso l'educazione alimentare e il sostegno all'inclusione lavorativa. Il 60% di chi ha completato il percorso ha trovato lavoro o ripreso a studiare. È la prova che funziona — e che vale la pena replicarlo» dichiara Ilaria Adinolfi, Coordinatrice dei Programmi di Intervento in Italia – Azione Contro la Fame.
«Uno SROI di 2 non è solo un numero: è la prova che investire nell’autonomia delle persone è più conveniente, per la collettività, che gestire la dipendenza dall’assistenza. Tuttavia, questo valore non emerge spontaneamente nei meccanismi economici e decisionali tradizionali. La misurazione lo rende visibile ed evidenzia come progetti di empowerment socio-economico e culturale generino risparmio per la collettività» dichiara Claudio Di Benedetto, Head of Innovation & Business Model Transformation Unit – Triadi, spin-off del Politecnico di Milano.

L'EVENTO - Zero Hunger Corporate Lab: impatto, misurazione e responsabilità d'impresa 
I risultati sono stati presentati il 31 marzo 2026 nell'ambito dello Zero Hunger Corporate Lab, evento organizzato da Azione Contro la Fame in partnership con Il Sole 24 Ore. La giornata ha riunito imprese, ricercatori e organizzazioni non profit per approfondire il tema della misurazione dell'impatto sociale come strumento di trasparenza e innovazione. Tra i relatori: Mario Calderini (Full Professor, Politecnico di Milano), Ilaria Adinolfi (Coordinatrice dei Programmi di intervento in Italia, Azione Contro la Fame) e Claudio Di Benedetto (Triadi). Presenti anche rappresentanti delle imprese tra cui AndrianiBanca Etica e CRAI.