lunedì 27 luglio 2026

Un nuovo percorso di visita per la Fortezza di San Leo

 


Il Vulture è Città Italiana del Vino 2026: Cantine del Notaio è “azienda amica” del progetto

 

Il prestigioso titolo, conferito dall’Associazione Nazionale Città del Vino, riconosce alle località del Vulture la tradizione vinicola che affonda le sue radici nell’antichità italica e premia il territorio come laboratorio nazionale di buone pratiche.

Il riconoscimento “Città Italiana del Vino 2026” è stato assegnato a 14 Comuni lucani  che condividono la storia e la cultura dell’Aglianico del Vulture, uno dei più grandi rossi d’Italia. Ripacandida, Rionero in Vulture, Melfi, Ginestra, Barile, Rapolla, Genzano di Lucania, Atella, Acerenza, Palazzo San Gervasio, Lavello, Forenza, Venosa e Maschito: questi i comuni insigniti del premio.


Il Vulture consegue un riconoscimento che porta al centro dell’attenzione nazionale uno dei territori più rappresentativi del Sud Italia e dell’intera penisola. Non si tratta soltanto di un titolo celebrativo, ma di un percorso di valorizzazione che coinvolge Comuni, istituzioni, consorzi, imprese e comunità locali intorno a un obiettivo comune: raccontare il Vulture come sistema territoriale, paesaggistico, produttivo e culturale.

Il progetto nasce da una candidatura corale che ha unito i Comuni lucani appartenenti a un’area ampia e articolata, accomunata dalla presenza dell’antico vulcano del Vulture e da una storia vitivinicola profondamente legata all’Aglianico del Vulture, ma anche da un patrimonio culturale, agricolo e paesaggistico che merita di essere riconosciuto e comunicato in modo unitario.


Un ruolo importante nel raggiungimento di questo risultato è stato svolto dal coordinatore regionale di Città del Vino, Mauro Tucciariello, che ha accompagnato il percorso di candidatura e il lavoro di raccordo tra i soggetti coinvolti. Al progetto aderisce anche Cantine del Notaio, tra le “aziende amiche” dell’iniziativa, con la volontà di contribuire alla promozione del Vulture non come semplice area produttiva, ma come territorio da conoscere, visitare e interpretare.


Nelle parole di Gerardo Giuratrabocchetti, titolare di Cantine del Notaio, "Essere azienda amica di questo progetto significa credere nella forza del Vulture come territorio unitario, capace di esprimere identità diverse ma complementari. Ogni borgo, ogni paesaggio, ogni produzione racconta una parte di questa storia. Il riconoscimento di Città Italiana del Vino rappresenta un’occasione importante per promuovere l’Aglianico del Vulture, ma anche l’olio locale, la cultura agricola, i paesi meno conosciuti e tutto ciò che rende questo territorio unico. Oggi più che mai è necessario lavorare insieme, perché la crescita del Vulture passa dalla capacità di fare sistema." 

L’avvio ufficiale del percorso si è tenuto il 20 giugno 2026 nella Chiesa di San Donato di Ripacandida, con la convention inaugurale di Vulture Città Italiana del Vino 2026-2027. Al centro della giornata il convegno "Vulture 2030 – Identità, visione e futuro", pensato come momento di confronto sulle prospettive di sviluppo del territorio.


Il programma ha affrontato temi legati alla viticoltura del Vulture, alla storia, alla geografia, alle dinamiche commerciali e alle potenzialità dell’enoturismo, con la presentazione della Guida Enoturistica della Basilicata e approfondimenti dedicati al patrimonio culturale locale, dal rapporto con la figura di Federico II al ruolo dell’Enoteca Lucana.

L’iniziativa ha avuto anche una dimensione concreta di accoglienza e promozione, attraverso attività di incoming che hanno coinvolto operatori e visitatori, accolti anche presso alcune realtà produttive del territorio, tra cui Cantine del Notaio. Un segnale importante, perché dimostra come il riconoscimento possa tradursi in occasioni reali di conoscenza, relazione e visibilità per le aziende e per i luoghi del Vulture.

Il titolo di Città Italiana del Vino assume particolare valore perché consente di portare alla luce anche i centri meno noti, inserendoli in una narrazione condivisa. Il Vulture non è soltanto la denominazione del vino, ma un paesaggio complesso: un antico vulcano, all’interno del quale si sono formati i Laghi di Monticchio, è borghi storici, vigneti, oliveti, architetture rurali, memorie contadine e testimonianze culturali che insieme costruiscono un’identità forte ma ancora in parte da raccontare.


In questa direzione va menzionato anche il progetto TwoEu, il piano di comunicazione triennale del Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture e quello dell’Olio Extravergine di Oliva Vulture, iniziativa che punta su storytelling, eventi, digital marketing, oltre ad iniziative volte a rafforzare la riconoscibilità del territorio attraverso una cartellonistica coordinata. L’obiettivo è rendere più leggibile e immediatamente identificabile il Vulture lungo i principali snodi della viabilità, con un messaggio comune capace di collegare vino, olio, paesaggio e accoglienza.


La presenza del territorio di Conegliano Valdobbiadene, coinvolto nella giornata inaugurale come altra area vitivinicola di riferimento, ha inoltre aperto un dialogo tra esperienze diverse ma accomunate dalla consapevolezza che il vino può diventare uno strumento di promozione territoriale, culturale ed economica.


Per Cantine del Notaio questo riconoscimento rappresenta un passaggio importante, non soltanto per la valorizzazione dell’Aglianico del Vulture, ma per l’intero sistema territoriale. L’azienda, nata a Rionero in Vulture dalla volontà di Gerardo Giuratrabocchetti di dare nuova centralità a questo vitigno e al suo luogo d’origine, vede nel progetto Città Italiana del Vino un’opportunità per rafforzare il racconto del Vulture come destinazione, comunità produttiva e patrimonio da trasmettere. Questo progetto si inserisce in un momento di grande investimento di valorizzazione e di conoscenza del territorio, che a livello imprenditoriale ha visto quest'anno l'apertura, presso Cantine del Notaio, di un Museo del Vino, che vuole rappresentare un viaggio nella civiltà contadina, raccontato anche attraverso strumenti di ultima generazione, che integrano digitalizzazione e intelligenza artificiale per rendere l'esperienza più coinvolgente.


Il biennio 2026-2027 sarà dunque per il Vulture un’occasione, con il lavoro congiunto di Comuni, istituzioni, consorzi e imprese, per rendere più riconoscibile il territorio, la sua storia e trasformare la sua identità in valore condiviso.

OGR Torino presenta The Quantum Effect Una mostra di OGR Torino e SMAC Venice a cura di Daniel Birnbaum e Jacqui Davies

 


e

 

Yayoi Kusama

The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth

 

 

 

31 ottobre 2026 – 28 febbraio 2027

Binario 1

 

 


 

 

OGR Torino

Corso Castelfidardo 22

 

ogrtorino.it


Torino, 27 luglio 2026 Dal 31 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027, le OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, presentano The Quantum Effect, una grande mostra sull’impatto della teoria quantistica sulla cultura visiva, dal cinema alla cultura pop fino all’arte contemporanea.

 

Curato da Daniel Birnbaum e Jacqui Davies, il progetto espositivo si sviluppa attraverso una mostra collettiva che indaga i paradossi dello spazio e del tempo attraverso le opere di alcuni tra i più significativi protagonisti della scena artistica internazionale, tra cui Cerith Wyn Evans, Isa Genzken, Tomás Saraceno, Mark Leckey, Rirkrit Tiravanija, Elaine Sturtevant e Man Ray. Prodotta da OGR Torino e SMAC Venice (San Marco Art Venice), la mostra è accompagnata da un articolato programma di iniziative collaterali.

 

Tra queste, l’esposizione di una infinity mirror room di Yayoi Kusama, una delle artiste più influenti del panorama contemporaneo. Attraverso luce, riflessi e ripetizioni, l’installazione The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth invita il pubblico a confrontarsi con i temi dell’infinito, della percezione dello spazio, della dissoluzione dei confini tra individuo e universo.

 

Il programma di The Quantum Effect comprende inoltre una rassegna cinematografica realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, che propone una selezione di film in dialogo con i temi della mostra. Muovendo dai riferimenti cinematografici che hanno ispirato il progetto curatoriale – tra tutti l’enigmatico monolite nero di 2001: Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick – la rassegna esplora le connessioni tra cinema, percezione e immaginari speculativi. Queste riflessioni sono sviluppate ulteriormente dai curatori nel volume The Quantum Effect, pubblicato da Verlag Walther und Franz Koenig e la cui forma richiama quella del monolite, e in un ciclo di incontri che approfondisce l’impatto della teoria quantistica sull’arte e sulla cultura contemporanea.

 




OGR Torino

Le OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, sono un centro di cultura e innovazione unico in Europa, dedicato alla sperimentazione: culturale, artistica e musicale nelle OGR Cult, scientifica, tecnologica e imprenditoriale nelle OGR Tech. Ex officine per la riparazione dei treni nate a fine Ottocento, oggi patrimonio archeologico industriale, completamente riqualificate dalla Fondazione CRT, sorgono nel cuore di Torino su un’area di 35.000 mq. Dal 2017, le OGR Cult accolgono i visitatori con mostre d’arte site-specific, grandi concerti e sperimentazione musicale, insieme a momenti di approfondimento per esplorare la cultura contemporanea da diverse prospettive. Dal 2019, le OGR Tech sono tra i più grandi innovation hub d’Europa. Con un focus su verticali ad alto potenziale e un ecosistema globale di oltre 80 partner d’eccellenza, oggi supportano oltre 130 startup all’anno e contano 16 programmi d’accelerazione e sostegno all’innovazione. Le OGR Torino esplorano la contemporaneità in ogni sua forma per attivare nuovi orizzonti di collaborazione, creazione e convivialità. ogrtorino.it

 

Fondazione CRT

La Fondazione CRT, nata nel 1991, è la terza Fondazione di origine bancaria italiana per entità del patrimonio. Da più di trent’anni è a fianco delle comunità del Piemonte e della Valle d’Aosta perché crede nella cura, nella crescita e nella meraviglia delle persone e del territorio. Sino ad oggi ha destinato al Nord Ovest oltre 2 miliardi di euro, rendendo possibili più di 45.000 progetti per sostenere i giovani talenti, valorizzare il patrimonio artistico e culturale, promuovere la ricerca, la formazione e il welfare, proteggere l’ambiente, stimolare l’innovazione, investire in progetti che generano valore economico, sociale e ambientale misurabile. Con una missione chiara: promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo, per un futuro equo e responsabile. Tra i progetti più significativi figura la riqualificazione delle OGR Torino, trasformate da officine ferroviarie in laboratorio permanente di innovazione, cultura e futuro. fondazionecrt.it

 

SMAC Venice (San Marco Art Centre)

SMAC Venice (San Marco Art Centre) ha inaugurato la propria sede in Piazza San Marco, a Venezia, nel maggio 2025. Ogni anno presenta un programma espositivo dedicato ad arte, design, moda e cinema, coinvolgendo professionisti e pubblico nell'esplorazione di nuove idee. Situato nelle Procuratie, restaurate dell'architetto David Chipperfield, vincitore del Pritzker Prize, SMAC Venice sviluppa una ricerca sulla cultura visiva contemporanea attraverso un approccio sperimentale e collaborativo che si articola nei sedici spazi espositivi del centro. smacvenice.org

VALERIA PARRELLA VINCE LA SECONDA EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO MANDRAROSSA La scrittrice napoletana ha trionfato con il romanzo La Ragazzina. Secondo e terzo posto L’Idiota di Famiglia di Ferrari e La Carità Carnale di Acito

 


È la scrittrice napoletana Valeria Parrella con l’opera La Ragazzina, edita da Feltrinelli, ad aggiudicarsi il Premio Narrativo Mandrarossa, primo posto assoluto del Premio Letterario Mandrarossa - La Sicilia che non ti aspetti, giunto alla sua seconda edizione. Secondo Dario Ferrari con L’Idiota di Famiglia (Sellerio), mentre Monica Acito ha completato la terna dei premiati con La Carità Carnale (Bompiani).
 
Le diciotto opere finaliste sono state valutate da una giuria tecnica composta da Franco Cardini, Neria de Giovanni, Eleonora Lombardo, Carlo Alberto Moretti, Christian Rocca, Nadia Terranova e presieduta dalla giornalista e autrice Concita De Gregorio.
 
A fare da palcoscenico alla cerimonia di premiazione, tenutasi sabato 25 luglio, il Tempio di Hera, all’interno del Parco Archeologico di Selinunte. La serata si è conclusa con Madre. Una conversazione, nessuna colpa, centomila donne, intensa conversazione letteraria a due con la giornalista e autrice televisiva Melania Petriello.
 
“Con la cerimonia del 25 luglio al parco archeologico di Selinunte – ha dichiarato Giuseppe Bursi, Presidente di Cantine Settesoli – si chiude la seconda edizione del Premio Letterario Mandrarossa, un appuntamento che si conferma un presidio culturale fondamentale per il nostro territorio e per l’intero panorama letterario nazionale, grazie al lavoro delle librerie indipendenti. Anche quest’anno le opere in concorso sono state capaci di unire la potenza delle parole alla valorizzazione della nostra identità e delle nostre radici e il Premio rappresenta sempre più un incontro ideale in cui ogni genere letterario si lega a un vino Mandrarossa, riflettendone l’identità e le sfumature. Voglio esprimere il mio più sincero ringraziamento alla giuria per il magistrale lavoro di selezione, agli autori e alle autrici che hanno condiviso il loro talento, a Claudia Origoni, Gianni Caruso e a tutta l’organizzazione, al pubblico che ha partecipato con calore ed entusiasmo. Un grazie speciale va al team di Mandrarossa che ha lavorato dietro le quinte per rendere possibile tutto questo, unendo la passione per la cultura all’amore per la nostra terra e per i nostri vini, che di questa terra rappresentano essenza e identità. Congratulazioni ai vincitori di questa edizione: le vostre storie continueranno a camminare insieme a noi. Con l’orgoglio di aver celebrato ancora una volta la grande letteratura, diamo a tutti appuntamento al prossimo anno”.
 
“Per la serata finale del Premio Mandrarossa desidero ringraziare gli organizzatori per avermi dato l’occasione di vivere questo percorso – ha dichiarato Concita De Gregorio, Presidente di giuria –. Al fianco di una rete di imprese illuminate che lavorano la terra, al fianco di una rete resistente di librerie indipendenti che sono dei punti luce e dei laboratori di bellezza dei loro territori e al fianco di una giuria che ha lavorato con serietà, impegno e armonia. Vince un libro magico, nato dalla penna di una scrittrice formidabile, Valeria Parrella. La ragazzina è un romanzo di storia e di futuro. La Giovanna d’Arco di Parrella non ha paura di seguire la sua idea. Ne paga le conseguenze, ma trasforma i posti, le persone, la storia. Abbiamo bisogno di romanzi come quello di Parrella, in ore di nuovo difficili per il Paese. In giorni in cui securitarismo, paura e odio sembrano disegnare ombre nuove, abbiamo bisogno di storie di ispirazione, coraggio e speranza”.
 
“Sono una classicista – ha dichiarato Valeria Parrella dopo la premiazione del suo romanzo La ragazzina – e per questo sono felice di aver vinto un Premio la cui serata finale si è svolta nel Tempio di Hera; un luogo che è anche sostanza. Mi ricorda il lavoro che porto avanti da mesi con il romanzo qui premiato: farci raccontare da storie esemplari del passato come poter affrontare il presente e i nostri moti d’animo. C’è qualcuno che ha percorso questi sentieri prima di noi e oggi è bello ripercorrerli con la sicurezza della direzione in cui ci portano e quella da cui rifuggire”.
 
“Con convinzione ed entusiasmo condivisi dalla Presidenza e dalla giuria – ha dichiarato Claudia Origoni, Fondatrice e Responsabile del Premio – quest’anno il libro premiato è La ragazzina di Valeria Parrella. Nonostante tratti un tema 'guerriero' ci parla di pace e di come sia diversa la guerra vista attraverso gli occhi di una donna, rispetto a quelli di un uomo. Nel raccontare l’epopea di Giovanna d’Arco ci fa ritornare adolescenti in quell’età in cui tutto è possibile se sostenuto da un’idea alta, se c’è una determinazione come quella di una ragazzina che decide dove andare e ci va. È stata un’edizione di libri di qualità e scrittori e scrittrici che nel panorama contemporaneo stanno tracciando un percorso della loro carriera. Ringrazio quindi i librai che in questo sono assoluti protagonisti e detentori di un potere necessario che assicura la purezza e la linea editoriale di un premio che guarda al futuro per continuare a mantenere viva l’attenzione sulle realtà indipendenti, spesso veri motori culturali dei nostri territori”.
 
Nel corso della cerimonia sono stati inoltre annunciati i vincitori delle sezioni tematiche, ciascuna ispirata a una delle etichette di Mandrarossa. Il premio Calamossa, dedicato alle opere prime, è stato assegnato a Lorenza Sabatino per Il miracolo (Guanda). Per la sezione Urra di Mare, riservata ai temi dell’ambiente e della paesologia, ha vinto Bruno Arpaia con Il mondo senza inverno (Guanda). Il riconoscimento Cartagho, dedicato al romanzo storico, è andato a Vanessa Ambrosecchio per Le leonesse di Vergine Maria (Mesogea). La categoria fantasy Bertolino Soprano vede come vincitore Mattia Corrente con Il restauratore di mondi (Salani). Infine, il premio Cavadiserpe, riservato al miglior romanzo giallo, è stato assegnato a Marilù Oliva per Via delle streghe (Solferino).
 
Per informazioni: www.premiomandrarossa.it
 

Il 77° Premio Michetti assegnato all’unanimità agli artisti Eva & Franco Mattes