Grandi Storie di Piccoli Borghi
domenica 28 giugno 2026
CALDO: FRANCO MORANDO (TENUTA MONTALBERA), 'VENDEMMIA ANTICIPATA A PRIMA SETTIMANA DI AGOSTO'
VETTE E ONDE EXPERIENCE IL LAGO MAGGIORE ACCELERA: TRA LE DESTINAZIONI ITALIANE PIU’ INTERESSANTI PER I NUOVI INVESTIMENTI NELL’HOSPITALITY, UN ECOSISTEMA TERRITORIALE FONDATO SU INVESTIMENTI, CULTURA, ARCHITETTURA, FORMAZIONE e RIGENERAZIONE
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venerdì 26 giugno 2026
L’ESTATE D’ORO E ARGENTO DEGLI SPIRITS PIEMONTESI
L’Alambicco d’Oro assegna cinque medaglie a Mazzetti d’Altavilla
Un’estate d’oro e d’argento per Mazzetti d’Altavilla che continua il festeggiamento dei 180 anni di ininterrotta attività grazie alla pioggia di riconoscimenti che arriva dalle principali competizioni nazionali dedicate agli spirits. Fra queste l’Alambicco d’Oro a firma dell’ANAG (Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa) ha premiato con ben cinque medaglie la distilleria monferrina a cavallo di tre secoli (fondata appunto nel 1846). Di queste quattro sono “Gold” e riconoscono l’eccellenza della Grappa 7.0, l’ormai iconica “barricata” di Ruchè, della Grappa di Arneis, portabandiera dei distillati secchi “made in Piemonte” e della Riserva Segni, uno speciale blend di Barolo e Dolcetto da meditazione grazie all’invecchiamento complessivo di cinque anni all’interno di botticelle di sei differenti e pregiate essenze lignee. È d’oro anche la medaglia assegnata al Brandy Italiano Mazzetti invecchiato 35 anni: una poesia per i sensi che spinge verso l’Olimpo le note poetiche del distillato di vino italiano. Ma l’elenco non finisce qui: c’è anche una Medaglia Silver per il Gin Mazzetti, un premio che riconosce un’ormai consolidata storia di produzione tutta “mazzettiana” del “London Dry” più amato dalle nuove generazioni. “Il giudizio di assaggiatori esperti – commenta il Direttore Generale Silvia Belvedere Mazzetti - rappresenta sempre un momento prezioso di confronto, perché ci restituisce il valore del lavoro che portiamo avanti da generazioni. Questi riconoscimenti premiano una cultura della distillazione che da sempre caratterizza Mazzetti d'Altavilla: dalle grappe ai brandy di lungo invecchiamento, fino a gin, amari e liquori, ogni prodotto nasce dalla stessa ricerca della qualità e dall'attenzione per le materie prime italiane. È questa continuità, unita alla capacità di interpretare gusti e occasioni di consumo diverse, che continua a guidare il nostro lavoro.”
Se la premiazione dell’Alambicco d’Oro 2026 è prevista per settembre, il festeggiamento in cima ad Altavilla Monferrato dura tutto l’anno grazie a eventi, visite e degustazioni che accendono l’estate degli spirits incontrando il turismo sempre più straniero che raggiunge le colline piemontesi “Patrimonio dell’Umanità”. Info: www.mazzetti.it
Credits Foto Paolo Bernardotti
Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia presenta Diary #04 Giulia Maglionico. ELDORADA CHIPS a cura di Francesca Baboni
Evento speciale nell’ambito della mostra Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation a cura di Lorna Benedict Mashiba e Martina Cavallarin, parte di Diary, ciclo di attivazioni dell’esposizione tramite approfondimenti, conferenze, workshop, laboratori, esposizioni temporanee
27 giugno - 5 luglio 2026
Inaugurazione | venerdì 26 giugno, ore 18:30
Gervasuti Foundation at Supernova Cannaregio 3218/A - Fondamenta della Sensa - Venezia |
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Giulia Maglionico, CLEAN & GLAM, 2026, 55 x 70 cm, led, courtesy the artist |
Venezia, 25 giugno 2026. Venerdì 26 giugno alle ore 18.30 il Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia presenta Giulia Maglionico. ELDORADA CHIPS, quarto appuntamento di Diary, il ciclo di eventi speciali ideato con la direzione artistica di Martina Cavallarin per mantenere viva e in continua evoluzione la mostra Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation, curata da Martina Cavallarin insieme a Lorna Benedict Mashiba e visitabile fino al 22 novembre 2026. Diary propone un programma di approfondimenti dedicati agli artisti e alle opere in mostra, conferenze, workshop, laboratori realizzati in collaborazione con Accademie di Belle Arti e altre istituzioni culturali, trasformando il Padiglione in uno spazio aperto di confronto, ricerca e produzione culturale. Per questo quarto appuntamento il programma si arricchisce della mostra personale di Giulia Maglionico e di una visita guidata al Padiglione condotta dalla curatrice Francesca Baboni. ELDORADA CHIPS nasce da una riflessione sulla decadenza di un'epoca storica, celata allegoricamente dietro ai pacchetti di chips dorate e saporite. L'opera mette in scena un fantomatico Eldorado, paradiso del consumismo in cui la ricerca di un'opulenza incontrollata e lo sperpero della ricchezza si trasformano progressivamente in un mare di rifiuti. Nella serie #unmaredasalvare, dove la figurazione arriva al limite per lasciare gradualmente spazio all'astrazione, attraverso un raffinato gioco di volumi e forme, l'artista crea un universo formale fluttuante in cui ogni elemento acquista un peso determinato da cromatismo, spazialità e volume. ELDORADA CHIPS è realizzata grazie al supporto di Artesicura, realtà specializzata nella tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio artistico privato. Attraverso servizi integrati di expertise, restauro, consulenza patrimoniale e supporto alla vendita, Artesicura affianca collezionisti, artisti e istituzioni nella protezione e nella promozione dell'arte. |
Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation Commissaria: Leah Elias Kihimbi, Vicedirettrice per lo Sviluppo delle Arti presso il Ministero dell’Informazione, della Cultura, delle Arti e dello Sport della Repubblica Unita di Tanzania Curatrici: Lorna Benedict Mashiba, Martina Cavallarin Espositori: Amani Abeid, Valerie Asiimwe Amani, Alice Andreoli, Christian Balzano, Silvia Canton, Patrizia Casagranda, Guk-hyun Cho, Mirko Demattè, Marie Denis, Xu Deqi, Jung Duri, Gheorghe Fikl, Anastasia Giuntoli-Starovoitova, Turakella Editha Gyindo, Jiang Heng, Fukushi Ito, Jennifer Lee, Andrea Marchesini, Zhang Meng, Gianni Moretti, Ahmad Nejad, Maria Elisabetta Novello, Jiyoon Oh, Ciro Palumbo, Andrea Papi, Angelo Orazio Pregoni, Lazaro Samuel, Roberto Saglietto, Joungeun Shin, Michele Tombolini, Xing Junqin, Zhai Xudong, Sasha Vinci, Sergi Zader, Jin Zhiqiang Promotore: Ministero dell’Informazione, della Cultura, delle Arti e degli Sport della Repubblica Unita di Tanzania In collaborazione con: Rangi Gallery, Dar es Salaam, Tanzania; Gervasuti Foundation London-Venice Organizzazione: Produttore Esecutivo: Alessandro Corona Responsabile del progetto: Matteo Scavetta Rapporti Istituzionali: Michele Gervasuti Produzione: MilleEventi - Venice & Everywhere Organizzatore: Techne Art Service e PRS Impresa Sociale Allestimenti: MilleEventi con Techne Art Service Collaboratori: Assistenti alla curatela: Antonio Caruso, Nora Negadi Assistente alla progettazione: Alice Salvatico Assistenti Rangi Gallery: Baraka Mlewa Chale; Nakunda Mshana; Mechtilda Sarungi Social media: Francesca de Gottardo, Giulia Pozzi Identità visiva, grafica e fotografia: Fludesign Collaboratori al progetto: Camilla Ballesto, Roberta Bani, Marina Brandes, Natalia Gryniuk, Lin Hong, Giovanni Serradifalco Con il supporto di: Creation Africa; Ambassade de France en Tanzanie; Alliance Française de Dar es Salaam; Alkiva Capital; Artesicura; Association Clubul Rotary Cetate Timișoara; Baraza la Sanaa la Taifa – National Arts Council; BeOne Medicines Italia; BRUCHIUM Associazione Culturale; Casa d’Arte San Lorenzo; Cassa Rurale Alta Valsugana; Collezione Sibilla; Daniela Diodato - Dadart Gallery; Gabrielli Steel Service Centre; Kodama Building; K Studio Design; Le Fondamenta Nove dell’Arte; Li Keran Academy of Painting; Lineapelle; MAIIIM; Modus Arte & Impresa; MUSA International; NMB; Ototeman Perfumes; Out of Africa Associazione Culturale; Serradifalco Editore; Spearhead; Studio Roncato Ingegneria Civile e Ambientale; UNIC – Concerie Italiane Sedi espositive: Gervasuti Foundation at Supernova Cannaregio 3218/A - Fondamenta della Sensa Orario estivo (dal 9 maggio al 27 settembre): 11:00 - 19:00 Orario autunnale (dal 29 settembre al 22 novembre): 10:00 - 18:00 Chiuso il lunedì (tranne il 7 settembre e il 16 novembre 2026) Gervasuti Foundation - Palazzo Canova Cannaregio 4998 - Calle Lunga Santa Caterina - Il Campiello Sede non presidiata, liberamente fruibile nei seguenti orari: Orario estivo (dal 9 maggio al 27 settembre): 11:00 - 19:00 Orario autunnale (dal 29 settembre al 22 novembre): 10:00 - 18:00 Chiuso il lunedì |
Festival delle Orestiadi 2026 45ª edizione ATTI DI RESISTENZA CONTEMPORANEA Direttore Artistico Alfio Scuderi
Un'edizione speciale del Festival delle Orestiadi celebra
Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026
attraverso un programma che intreccia teatro, arti visive, musica, performance e produzioni
site specific, riunendo alcuni tra i più importanti protagonisti della scena culturale italiana
Tra gli artisti, gli intellettuali e gli autori presenti e celebrati in questa edizione:
Pietrangelo Buttafuoco, Giovanni Caccamo, Eduardo Cicelyn, Antonio Dimartino, Donatella Finocchiaro, Dario Fo, Paolo Fresu, Emilio Isgrò, Moni Ovadia, Mimmo Paladino, Vincenzo Pirrotta, Arnaldo Pomodoro, Isabella Ragonese, Antonio Rezza e molti altri
3 luglio – 2 agosto 2026
Anteprima: venerdì 26 e sabato 27 giugno 2026
Baglio di Stefano, Museo delle Trame Mediterranee, Cretto di Burri - Gibellina
Gibellina, 25 giugno 2026. Il Festival delle Orestiadi celebra la sua 45ª edizione entrando a far parte del programma di Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026 con un'edizione speciale intitolata Atti di resistenza contemporanea, ideata per festeggiare il riconoscimento ottenuto dalla città e riaffermare il valore del dialogo tra arte e teatro che, fin dalle origini, costituisce uno dei tratti distintivi dell'esperienza culturale di Gibellina.
Dal 26 giugno al 2 agosto il Baglio di Stefano, il Museo delle Trame Mediterraneee il Cretto di Burri diventeranno il palcoscenico di spettacoli, installazioni, musica, performance, produzioni site specific e percorsi espositivi che raccontano una delle esperienze culturali più originali del panorama italiano: quella di una comunità che, dopo il terremoto del 1968, ha scelto l'arte contemporanea e la cultura come strumenti di rinascita, trasformazione e costruzione del proprio futuro.
Nato da un'intuizione di Ludovico Corrao e cresciuto nel dialogo costante tra teatro, arti visive, architettura e pensiero contemporaneo, il Festival delle Orestiadi rappresenta oggi uno dei nuclei fondativi dell'identità culturale di Gibellina. Giunto alla sua 45ª edizione, continua a essere uno spazio di sperimentazione, confronto e ricerca, capace di mettere in relazione artisti, pubblico e territorio in un processo creativo che si rinnova anno dopo anno.
L'edizione 2026 si apre con un'anteprima straordinaria dedicata a Emilio Isgrò, figura imprescindibile della storia artistica e culturale di Gibellina.
Venerdì 26 e sabato 27 giugno il Cretto di Burri ospiterà una nuova versione de L'Orestea di Gibellina, l'opera che nel 1982 diede origine al Festival segnando definitivamente l'incontro tra il linguaggio del teatro e quello dell'arte contemporanea. Curato personalmente da Emilio Isgrò con la collaborazione di Alfio Scuderi, il progetto riporterà in scena una delle opere simbolo della storia culturale della città, con la partecipazione di Donatella Finocchiaro, Vincenzo Pirrotta, Sandra Toffolatti, Fabrizio Falco, Aurora Falcone, Federica D'Angelo, Giovanni Caccamo, Angelo Sicurella, Pietrangelo Buttafuoco e dello stesso Emilio Isgrò.
Il Festival rende inoltre omaggio a due figure imprescindibili della cultura italiana del Novecento, Dario Fo e Arnaldo Pomodoro, nel centenario della loro nascita. Attraverso produzioni originali, spettacoli e performance site specific, Gibellina rinnova il dialogo con due protagonisti che hanno intrecciato profondamente il proprio percorso artistico con quello della città e delle Orestiadi. Dario Fo portò infatti il suo Mistero Buffo tra le baracche dei terremotati, mentre Arnaldo Pomodoro firmò negli anni Ottanta le scene dell'Orestea rielaborata da Emilio Isgrò, contribuendo a definire una delle immagini più iconiche della storia del Festival.
L'Omaggio a Dario Fo inaugura il programma degli spettacoli al Baglio di Stefano venerdì 3 luglio con Francesco lu Santo Jullare, uno dei testi più emblematici dell'autore. Il percorso prosegue sabato 4 luglio con una produzione inedita costruita a partire dai monologhi scritti da Fo insieme a Franca Rame e per Franca Rame, per concludersi domenica 5 luglio con un laboratorio narrativo dedicato all'arte dell'affabulazione, a cura di Marco Baliani.
Un particolare gesto di riconoscimento è dedicato a Roberto Andò, legato a Gibellina fin dagli anni Novanta, attraverso un articolato Autoritratto a cura di Vincenzo Trione. Il momento centrale del percorso sarà sabato 11 luglio con la presentazione di Qui la vita non è altrove, un'installazione con la voce di Toni Servillo, ideata da Roberto Andò insieme a Mimmo Paladino per Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026. L'omaggio si concluderà con la lettura di Diario senza date, interpretata da Moni Ovadia con Marco Betta e Gianni Gebbia, mentre il Museo delle Trame Mediterranee ospiterà un progetto site specific in dialogo con le opere di Andò, che ripercorre la storia di Gibellina, delle Orestiadi e dei molti artisti che ne hanno costruito l'identità culturale, attraverso testi originali scritti per l'occasione da Eduardo Cicelyn.
Sabato 18 luglio sarà invece dedicato ad Arnaldo Pomodoro con una performance inedita che intreccia parola, musica, danza e arti visive, prendendo avvio dalle scene da lui realizzate per la storica Orestea. Isabella Ragonese accompagnerà il pubblico nelle parole del Pilade di Pier Paolo Pasolini, in dialogo con le coreografie di Federica Aloisio e Federica Marullo, in un percorso che mette in relazione teatro, corpo e opera d'arte.
Domenica 19 luglio il Festival renderà omaggio a Paolo Borsellino con la prima nazionale di Felicissima, spettacolo dedicato alla figura di Felicia Impastato, interpretato da Federica D'Amore e diretto da Claudio Zappalà.
Sabato 25 luglio Claudia Puglisi presenterà la restituzione scenica del laboratorio dedicato ai minori stranieri non accompagnati, esito finale di un progetto sviluppato nel corso dell'anno a Campobello di Mazara e Mazara del Vallo, che conferma l'attenzione delle Orestiadi verso i processi di partecipazione e inclusione sociale.
Tra i ritorni più attesi dell'edizione 2026 figurano Antonio Rezza, che venerdì 24 luglio presenterà il nuovo spettacolo Metadietro, e Marco Paolini, protagonista sabato 25 luglio con Antenati, una riflessione sull'evoluzione della nostra specie.
A chiudere il programma degli spettacoli al Baglio di Stefano sarà, domenica 26 luglio, l'opera per musica e pupi Il Cimbelino, da William Shakespeare, di Giacomo Cuticchio.
Il Festival si concluderà, come da tradizione, al tramonto nel Cretto di Burri, luogo simbolo dell'identità di Gibellina e della storia delle Orestiadi, con tre appuntamenti che intrecciano musica, teatro e narrazione in uno dei paesaggi artistici più iconici del contemporaneo.
Venerdì 31 luglio saranno protagonisti Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, che porteranno al Cretto il loro intenso dialogo musicale tra tromba, bandoneon e improvvisazione.
Sabato 1° agosto Marco Baliani presenterà Kohlhaas, uno dei lavori più rappresentativi del suo percorso artistico, mentre domenica 2 agosto Antonio Dimartino chiuderà la 45ª edizione del Festival con un concerto solista per chitarra e voce.
Con Atti di resistenza contemporanea, il Festival delle Orestiadi conferma il proprio ruolo centrale all'interno del programma di Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026, riaffermando una visione culturale che da oltre quarant'anni continua a fare di Gibellina uno dei luoghi in cui il dialogo tra teatro, arti visive e spazio pubblico trova una delle sue espressioni più originali e riconosciute a livello internazionale.
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