I vincitori verranno proclamati sabato 25 luglio nel Tempio di Hera in un evento aperto al pubblico. Diciotto le opere in finale
Dove un tempo sorgeva una delle città più importanti e potenti della Magna Grecia oggi si celebrano la cultura e l’identità sicane. Il Tempio di Hera, all’interno del Parco Archeologico di Selinunte, sarà il prestigioso palcoscenico su cui andrà in scena la seconda edizione del Premio Letterario Mandrarossa, iniziativa aperta al pubblico in programma sabato 25 luglio alle 20.00. Il premio è ideato e promosso da Mandrarossa, brand di Cantine Settesoli dedicato al mercato on trade. All’interno del parco archeologico più grande d’Europa ogni pietra ha una storia da raccontare, come le pagine di un libro e come le 93 opere in concorso proposte dalle librerie indipendenti delle città Capitali della Cultura Italiana dal 2015 a oggi, con l’aggiunta di Barcellona, Boston, Parigi e Marsiglia.
Le diciotto opere finaliste sono state selezionate dalla giuria tecnica composta da Franco Cardini, Neria de Giovanni, Eleonora Lombardo, Carlo Alberto Moretti, Christian Rocca, Nadia Terranova e presieduta dalla giornalista e autrice Concita De Gregorio, che dopo la premiazione presenterà Madre. Una conversazione, nessuna colpa, centomila donne, intenso intreccio teatrale a due con Melania Petriello.
“Selinunte rappresenta un sito di valore storico e culturale inestimabile, non potevamo scegliere per la finale del Premio Mandrarossa una location di maggior prestigio – spiega Giuseppe Bursi, Presidente di Cantine Settesoli –. Per sottolineare ulteriormente il legame indissolubile tra vino, cultura e territorio, sia la premiazione che la conversazione letteraria di Concita De Gregorio saranno aperte gratuitamente al pubblico. Un patrimonio che vogliamo condividere con tutti per valorizzare le nostre radici e la nostra storia”.
Il Premio prevede un riconoscimento assoluto – il Premio Narrativa Mandrarossa – affiancato da cinque sezioni tematiche ispirate alle etichette del brand: Cavadiserpe per il giallo, Bertolino Soprano per la favola, Calamossa per l’opera prima, Cartagho per il romanzo storico, Urra di Mare per le opere dedicate ad ambiente, sostenibilità e paesaggio.
Per il Premio Narrativo Mandrarossa, i libri in finale sono L’idiota di famiglia di Dario Ferrari (Sellerio), La Carità Carnale di Monica Acito (Bompiani) e La ragazzina di Valeria Parrella (Feltrinelli). Per Calamossa Opera Prima la terna è composta da Il Miracolo di Lorenza Sabatino (Guanda), Sinnada di Maria Spissu Nilson (Feltrinelli) e Volevo un tè al limone di Fabio Macaluso (Marsilio). Per la sezione Carthago dedicata al romanzo storico, in gara rimangono La ribelle: vita straordinaria di Nada Parri di Giorgio Van Straten (Laterza), La vita sempre di Elena Varvello (Guanda), Le Leonesse di Vergine Maria di Vanessa Ambrosecchio (Mesogea). Le favole e le opere fantasy selezionate per la sezione Bertolino Soprano sono Cappuccetto Rotto di Manuela Salvi e Roberto Lauciello (Valentina Edizioni), Cose dal bosco di Chiara Lorenzoni e Alice Barberini (Orecchio Acerbo), Il restauratore di mondi di Mattia Corrente (Salani). Le opere dedicate all’ambiente e alla paesologia selezionate per Urra di Mare sono Cantico della Terra di Stefano Mancuso (Laterza), Il Mondo senza Inverno di Bruno Arparia (Guanda), In Sicilia con Andrea Camilleri di Gaetano Savatterri e Salvatore Picone (Giulio Perrone). Infine, per la sezione Cavadiserpe, i gialli in finale sono Giallo Lipari di Francesco Musolino (E/O), Gli Omicidi dei Tarocchi di Barbara Baraldi (Giunti) e Via delle Streghe di Marilù Oliva (Solferino).