venerdì 6 febbraio 2026

I VOLTI DELLA NEVE

 


Da APRESKI 2025 a Cortina 2026
In Faloria, una mostra fotografica per raccontare l’anima dello sci italiano

Cortina d’Ampezzo, 5 febbraio 2026  _ Arriva a Cortina d’Ampezzo I Volti della Neve, mostra fotografica concepita all’interno di APRESKI Mountain Show che mette al centro le storie, gli sguardi e le esperienze di chi ha contribuito a costruire l’identità dello sci e della montagna in Italia.

Il progetto nasce da un’idea condivisa tra GIS – Giornalisti Italiani Sciatori e SEC & Partners per Fandango Club Creators, con l’obiettivo di raccontare il mondo della neve attraverso i suoi protagonisti, affidando alla fotografia il compito di restituirne l’anima più autentica.

Durante le giornate milanesi della manifestazione che celebra la montagna italiana, la giornalista e fotografa Gisella Motta ha iniziato a fissare con i suoi scatti i volti di una comunità eterogenea e simbolica: atleti, allenatori, giornalisti, fotografi, ma anche imprenditori e rappresentanti istituzionali, tutti uniti da un legame profondo con la montagna.

In quattro giornate di lavoro sono stati realizzati oltre settanta ritratti in bianco e nero, tutti ripresi dal petto in su, capaci di raccontare attraverso gli sguardi l’energia, la passione e la storia di un intero sistema. Da qui prende forma una mostra pensata per viaggiare e approdare in luoghi simbolo della montagna italiana. La prima tappa non poteva che essere Cortina d’Ampezzo, con un allestimento espositivo speciale.

La mostra è allestita nella stazione di partenza della Funivia Faloria, luogo iconico e di grande passaggio, facilmente raggiungibile dal centro del paese e crocevia quotidiano di sciatori e visitatori diretti verso i 2.123 metri del Monte Faloria. Qui, i ritratti degli atleti saranno esposti fisicamente in cornice, mentre le immagini degli allenatori, giornalisti, imprenditori e rappresentanti istituzionali scorreranno in rotazione continua su un grande schermo. Insieme, un racconto visivo dinamico che intreccia memoria, presente e futuro dello sci italiano.

In parallelo, nel cuore di Cortina, l’Hotel de la Poste ospiterà Le Forme della Neve, una seconda mostra fotografica complementare, sempre firmata da Gisella Motta. Un percorso più intimo e sensoriale, che esplora la neve come materia, luce e forma, isolandone dettagli spesso invisibili per trasformarli in immagini capaci di rivelare la bellezza fragile e irripetibile del paesaggio invernale. Scatti che “dipingono con la luce”, in cui il freddo non traspare ma lascia spazio a una sensazione di calore e rassicurazione, ricordando come lo sguardo umano, attraverso quello fotografico, possa modellare la realtà e restituirle significato.

Un invito a rallentare, osservare e lasciarsi sorprendere da ciò che solitamente sfugge allo sguardo.

Entrambe le mostre saranno visitabili dal 6 febbraio e resteranno aperte al pubblico fino al 6 aprile 2026.

Info di servizio per i giornalisti

Il taglio del nastro della mostra in Faloria è previsto per sabato 14 alle ore 15.00.

La presenza del progetto a Cortina rappresenta anche un momento significativo per APRESKI Milano Mountain Show: il 17 febbraio al Super G è in programma la presentazione dedicata alla stampa, durante la quale verranno annunciate le date ufficiali della prossima edizione in programma a Milano il prossimo ottobre, insieme alle prime novità della futura edizione. 

Si segnala che, in concomitanza con il periodo olimpico, a Cortina saranno attive limitazioni temporanee al traffico in alcune fasce orarie; l’accesso in auto sarà consentito solo ai veicoli muniti di Pass Auto. Si consiglia pertanto di utilizzare i parcheggi di interscambio e ragiungere in centro con i servizi navetta.

Con il patrocinio del Ministero del Turismo e il sostegno di ANEF, Pool Sci Italia e Assolombarda

Una produzione Fandango Club Creators

Strategic Advisor, PwC Italia

Comunicazione & advocacy SEC & Partners

CONSORZIO GARDA DOC APRE IL 2026 CON DATI DI PRODUZIONE IN CRESCITA CHIUSO IL 2025 CON OLTRE 23 MILIONI DI BOTTIGLIE

 


 Il Consorzio Garda DOC inaugura il 2026 con dati di produzione che confermano una dinamica di crescita solida e strutturata. Nel 2025 gli imbottigliamenti complessivi hanno toccato quota 175.352 ettolitri, pari a oltre 23,3 milioni di bottiglie da 0,75 l, con una crescita del +20% su base annua. Numeri che assumono un valore ancora più significativo in un contesto di generale rallentamento del settore vitivinicolo e che confermano la capacità della DOC Garda di rispondere in modo efficace alle dinamiche dei mercati. 

I dati di produzione del 2025 confermano in modo molto chiaro la bontà del percorso intrapreso dal Consorzio Garda DOC negli ultimi anni”, dichiara Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC. “Le scelte strategiche che stiamo adottando, a partire dall’aggiornamento del disciplinare fino a una gestione sempre più attenta all’evoluzione dei mercati, stanno producendo risultati concreti e misurabili. In un contesto di generale difficoltà per il comparto vitivinicolo, questa crescita dimostra come Garda DOC sia oggi una denominazione contemporanea, capace di interpretare le esigenze dei consumatori e dei mercati internazionali. Un ruolo centrale è rappresentato dall’export, con performance particolarmente positive in mercati strategici come Regno Unito e Germania, dove i vini Garda DOC stanno consolidando la propria presenza grazie a uno stile riconoscibile, affidabile e in linea con le nuove tendenze di consumo; una DOC che guarda al futuro senza perdere il legame con il territorio, valorizzando qualità, tipicità e flessibilità produttiva”. 

Ad accompagnare l’incremento complessivo sono anche le performance di alcune tipologie chiave: in particolare, il Pinot Grigio e il Garda Bianco.  

Un avvio d’anno che rafforza dunque il posizionamento della DOC Garda come denominazione moderna e trasversale, capace di affrontare le sfide del settore con una strategia coerente e orientata al futuro. 


ARTINMOVE WEEKS FESTIVAL DELL' IMMAGINE IN MOVIMENTO PRIMA EDIZIONE - NAPOLI

 

MONTEVERRO: UN 2026 TRA IDENTITÀ MAREMMANA E PALCOSCENICI INTERNAZIONALI

 

I ghiacci a Gemona

 



Valle del Tagliamento (foto di Furio Finocchiaro)

Nell’ambito delle iniziative inserite nel processo del Contratto di Fiume del Ledra, in cui l’aspetto formativo è rilevante, l’Ecomuseo organizza un primo incontro aperto al pubblico, partendo da lontano per far conoscere le tappe che hanno portato alla formazione di un territorio ricchissimo di acque. Sabato 14 febbraio alle 17.30 nella sede del LAB Terremoto in piazza Municipio 5 a Gemona il geologo Furio Finocchiaro terrà una conferenza dal titolo “Quando i ghiacciai lambivano Gemona. Una storia lunga 5 milioni di anni”.

Gli ultimi milioni di anni della storia della Terra, che i geologi chiamano Era quaternaria, sono stati caratterizzati da alternanze di caldo e freddo che hanno avuto come conseguenza numerose fasi di espansione e ritiro dei ghiacci. Nella nostra regione la principale evidenza di questi processi è l’Anfiteatro morenico tilaventino. Anche l’idrologia e il territorio del Campo di Osoppo-Gemona conservano numerose tracce delle variazioni climatiche e ambientali quaternarie.

Il Tagliamento nasce come fiume 5 milioni di anni fa: i conglomerati lungo la sua valle e il Colle di Osoppo ne sono una prova. Durante il Quaternario il ghiacciaio del Tagliamento modellò la valli alpine e costruì con i suoi depositi morenici l’anfiteatro circa 24-18 mila anni fa. Successivamente il clima cambiò, i ghiacci si ritirarono a quote sempre più elevate e la piana di Osoppo divenne un lago. L’incontro illustrerà tutto questo, in modo chiaro e accessibile ma con grande accuratezza scientifica.

Furio Finocchiaro ha conseguito la laurea in Scienze geologiche e il dottorato in Scienze ambientali marine. È stato docente di Geologia generale e di Geologia del Quaternario all’Università di Trieste. Ha partecipato al progetto di ricerca sulle aree di maggiore interesse geologico della Regione ed è uno dei curatori del volume finale sui geositi. Si occupa di divulgazione dei molteplici aspetti della geodiversità, che insieme alla biodiversità definisce la diversità ecologica e il patrimonio naturale di un territorio. È coautore di circa 80 pubblicazioni scientifiche e divulgative.

DEUTZ BRUT ROSÉ SAKURA

 

Il Museo Nazionale Olandese della Fotografia riaprirà le sue porte il 7 febbraio

 

Il 7 febbraio 2026 il Nederlands Fotomuseum, Museo Nazionale della Fotografia dei Paesi Bassi, aprirà le sue porte nel magazzino Santos, recentemente ristrutturato e oggi monumento nazionale, situato sul Rijnhaven di Rotterdam. Con oltre 6,5 milioni di opere, il museo possiede una delle più grandi collezioni fotografiche museali al mondo. In questo edificio monumentale, patrimonio culturale, architettura e una presentazione museale contemporanea si fondono dando vita a un luogo di incontro internazionale dedicato alla fotografia.

Museo Nazionale della Fotografia
Il Nederlands Fotomuseum è il Museo Nazionale della Fotografia dei Paesi Bassi: raccoglie, conserva, studia e presenta il patrimonio fotografico olandese. Il museo occupa una posizione centrale nel panorama fotografico nazionale. Nei Paesi Bassi la fotografia è stata riconosciuta fin da subito sia come forma d’arte sia come strumento di rappresentazione della società moderna. Dopo la Seconda guerra mondiale si è sviluppato uno stile socialmente impegnato, divenuto influente a livello internazionale, mentre i fotografi contemporanei esplorano oggi nuove direzioni artistiche.



Una sede all’avanguardia
L’apertura nel magazzino Santos segna l’inizio di un nuovo capitolo per il più importante centro della fotografia nei Paesi Bassi. Nell’edificio all’avanguardia di nove piani — uno dei magazzini storici meglio conservati del Paese — i visitatori potranno non solo ammirare i capolavori della collezione nazionale, ma anche accedere a uno sguardo privilegiato dietro le quinte, grazie ai depositi aperti e ai laboratori di restauro.
Il nuovo museo ospita la Galleria d’Onore della Fotografia Olandesemostre temporanee e spazi educativi. Comprende inoltre una biblioteca con la più grande collezione di fotolibri d’Europa, una camera oscuraatelier aperti, un caffè e un ristorante con vista panoramica sullo skyline di Rotterdam. Il trasferimento nel Santosgebouw è stato reso possibile grazie a una generosa donazione della Fondazione Droom en Daad.
 

Depositi e laboratori aperti
La collezione e gli spazi di lavoro sono collocati nel cuore dell’edificio, distribuiti su due piani. Le pareti vetrate consentono ai visitatori di osservare il lavoro dietro le quinte: i depositi aperti presentano una selezione di materiali d’archivio e di opere speciali della collezione, mentre nei laboratori è possibile vedere gli specialisti impegnati nelle attività di restauro e conservazione.



Galleria d’Onore: il cuore della fotografia olandese
La Galleria d’Onore della Fotografia Olandese illustra lo sviluppo della fotografia nei Paesi Bassi, dalla sua invenzione nel 1839 fino ai giorni nostri. Gli spazi espositivi presentano 99 fotografie eccezionali, selezionate per il loro impatto sociale e artistico, tra cui capolavori di Anton Corbijn, Dana Lixenberg, Violette Cornelius, Ed van der Elsken, Paul Huf, Rineke Dijkstra ed Erwin Olaf. La centesima opera dell’esposizione sarà scelta dai visitatori. L’allestimento della Galleria d’Onore è attualmente in fase di rinnovamento, in dialogo con la nuova sede.

Mostra inaugurale: Rotterdam in Focus
Rotterdam in Focus: The City in Photographs 1843–Now offre una panoramica straordinaria della fotografia dedicata alla città dal 1843 a oggi. Oltre 300 fotografie, realizzate da professionisti e amatori, raccontano l’evoluzione della fotografia nell’arco di circa 180 anni. Fotografi iconici come Hans Aarsman, Iwan Baan, Eva Besnyö, Henri Berssenbrugge, Johann Georg Hameter, Helena van der Kraan, Jannes Linders, Cas Oorthuys, Otto Snoek e altri mostrano come una Rotterdam in continua trasformazione ci inviti costantemente a trovare nuovi modi di guardare, osservare e fotografare.
La mostra presenta opere provenienti da collezioni di primo piano, tra cui quelle del Nederlands Fotomuseum, dello Stadsarchief Rotterdam, delle Collezioni Reali Olandesi e del Maria Austria Institute. Curata dai curatori ospiti Frits Gierstberg e Joop de Jong, sarà visitabile fino al 24 maggio 2026. Il volume omonimo sarà pubblicato da nai010.

Mostra inaugurale: Awakening in Blue
La mostra Awakening in Blue: An Ode to Cyanotype celebra la bellezza senza tempo di una delle tecniche fotografiche più antiche e riconoscibili: il cianotipo. Questo medium di un blu intenso è noto per il suo carattere artigianale e per il suo metodo di lavoro lento e diretto. Accanto a rari esempi storici, l’esposizione presenta opere di quindici artisti contemporanei, che reinterpretano questa tecnica ottocentesca combinandola con nuovi media e materiali diversi.

I lavori affrontano temi attuali come ecologia, colonialismo e il corpo come archivio vivente. La mostra è ideata da MAISON the FAUX, collettivo interdisciplinare olandese noto per il suo approccio innovativo all’incrocio tra moda, performance e installazione artistica. L’esposizione sarà aperta fino al 7 giugno 2026.

Un salotto per la fotografia
Il piano terra sarà concepito come un luogo di incontro accogliente, con caffè, biblioteca, bookshop e reception. Lo spazio sarà accessibile liberamente, anche senza biglietto. In questo “salotto della fotografia”, i visitatori potranno incontrarsi, bere qualcosa, leggere e vedere il cortometraggio realizzato appositamente per la riapertura dal Fotografo dei Paesi Bassi Marwan Magroun (Rotterdam, 1985).


 

Il magazzino Santos
Il monumentale magazzino Santos è stato costruito tra il 1901 e il 1902 dagli architetti rotterdamesi J.P. Stok Wzn e J.J. Kanters ed è uno degli esempi più belli e meglio conservati di architettura di magazzino dei primi del Novecento. Originariamente progettato come deposito per il caffè proveniente dalla città portuale brasiliana di Santos, l’edificio è classificato monumento nazionale dal 2000. La ristrutturazione e l’ampliamento sono stati realizzati dallo studio di architettura tedesco RENNER HAINKE WIRTH ZIRN ARCHITEKTEN in collaborazione con WDJARCHITECTEN (Rotterdam) e portati a termine da Burgy Bouwbedrijf.