lunedì 15 giugno 2026

IL VERMENTINO DELLA MAREMMA TOSCANA TRA I PROTAGONISTI

 

"Marc Chagall" Chiesa di S. Marco | Spazio ARCA, Vercelli 13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027

 

La Città di Vercelli ospiterà dal 13 ottobre 2026, negli spazi 
dell’Ex Chiesa di San Marco | Spazio ARCA, una grande mostra dedicata a Marc Chagall, artista e testimone lucido del Novecento che ha saputo tradurre la propria cultura e le sue esperienze di vita in un linguaggio pittorico tra i più riconoscibili dell'arte moderna.

Attraverso circa cinquanta opere, il percorso espositivo accompagnerà il pubblico tra la complessa architettura della memoria di Chagall: una città interiore che l’artista ha dovuto costruire per custodire la propria terra natale e la sua cultura, perdute non una, ma due volte: prima con l'emigrazione definitiva nel 1922 e poi con la distruzione totale di Vitebsk per mano dell'esercito nazista nel 1941. 

I capolavori esposti – tra cui Villagio Russo (1929), Ritratto di Vava (1953-56), Gli innamorati con l’asino blu (ca. 1955) e Il gallo viola (1966-72) – sono opere che inducono il visitatore a interrogarsi sul mondo che lo circonda, e che offrono un archetipo per la resilienza umana.
Con questa esposizione il Comune di Vercelli, Arthemisia e la Fondazione Giuseppe Iannaccone proseguono un percorso condiviso volto a portare in città progetti espositivi capaci di coniugare rigore scientifico e valore culturale per un pubblico ampio e diversificato.





 
Dal 13 ottobre 2026, lo Spazio ARCA | Chiesa di San Marco a Vercelli apre le sue porte a “Marc Chagall”, una mostra profondamente contemporanea che invita il pubblico a entrare nel cuore della grande pittura europea del Novecento e a mettere in discussione la propria vita quotidiana così come il mondo che li circonda.
 
La mostra ripercorre il percorso artistico e biografico di Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 1985), uno dei maestri indiscussi della pittura del XX secolo. Essa ci conduce all'interno dell'universo drammatico dell'artista, dove motivi ricorrenti come acrobati del circo e animali della fattoria, mazzi di fiori e innamorati, diventano metafore ritmiche per il nostro mondo effimero, il quale è a rischio di imminente collasso.
 
In questo mondo sempre più fratturato da conflitti e spostamenti climatici, la ricerca continua di Chagall di un luogo in cui mettere radici cessa di essere una storia del ventesimo secolo, diventando invece uno specchio della nostra realtà in evoluzione.
 
L'opera di Chagall mantiene intatta la sua rilevanza oggi precisamente perché l'artista ha affrontato questa stessa cancellazione. Quando Vitebsk, la sua città natale nell'Impero Russo (nell'odierna Bielorussia), gli fu fisicamente sottratta, distrutta dall'esercito tedesco nel 1941, egli non soccombette alla nostalgia, ma mantenne invece viva la città e la sua cultura all'interno di un paesaggio interiore. Questa architettura portatile lo sostenne attraverso il suo esilio forzato durante la seconda guerra mondiale, fungendo da puro motore creativo che avrebbe infine ancorato nel sud della Francia quando vi si stabilì dopo il 1950.
 
Troppo spesso la storia dell'arte ha intrappolato Chagall in una scatola di sognante nostalgia, riducendolo a un pittore sentimentale di memorie folkloriche. Tracciando i motivi figurativi ricorrenti che si ripetono ciclicamente lungo tutta la sua carriera, dalle loro primissime espressioni formative fino alle opere degli anni più tardi, questa mostra esplora come l'artista tragga ispirazione da una patria perduta all'interno della geografia personale della sua mente.
 
La mostra è punteggiata da diversi autoritratti dell'artista, garantendo che la presenza di Chagall accompagni i visitatori come una guida personale attraverso il viaggio della sua stessa vita.
 
Ad arricchire il percorso espositivo, anche una sezione – curata da Daniele Fenaroli – che accoglie opere di artisti italiani contemporanei a Chagall provenienti dalla Collezione Giuseppe Iannaccone, offrendo così una prospettiva più ampia sulla sensibilità del ventesimo secolo.
 
Promossa dal Comune di Vercelli, prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone e curata da Paul Schneiter, la mostra rappresenta la seconda fase di un virtuoso progetto pluriennale volto a consolidare l'offerta culturale della Città sulla scena internazionale.

IRAN: BOTTEGA (PROSECCO), CALO CONSUMI VINO CIRCOSCRITTO A BASSA QUALITA’ E MERCATI MATURI

 


Vini premium stanno crescendo: il consumatore vuole soprattutto bere bene

Bibano di Godega (Treviso), 15 giugno 2026 – <<Le analisi fatte dai media relativamente all’orientamento sui consumi di vino da parte dei giovani sono realistiche, ma è importante approfondire le analisi di quanto avviene nel mondo. Anzitutto, bisogna dire che il calo dei consumi riguarda quasi esclusivamente i vini di bassa qualità e più in generale è circoscritto a determinati mercati che possiamo considerare “maturi”.>> è il commento dell’imprenditore vitivinicolo veneto Sandro Bottega, analizzando il “Report Vino 2026 di Mediobanca”. <<È d'altronde ovvio che un giovane o un consumatore, che si avvicina al vino per la prima volta, preferisca bere una bevanda dolce e di facile approccio piuttosto che un vino di bassa qualità. Cambiando prospettiva, constato che da qualche anno si è rallentata la corsa a ricercare vini di altissimo pregio con valutazioni elevatissime. – prosegue l’imprenditore Sandro Bottega - Tuttavia, almeno per la nostra azienda, i consumi continuano ad aumentare, e non riguardano il solo Prosecco, ma anche l'Amarone, il Brunello di Montalcino, i vini che coniugano la qualità con un prezzo medio e i liquori. La nostra formula? Nessun segreto, ma un eccellente rapporto qualità prezzo, per vini da bere tanto ogni giorno quanto nelle occasioni importanti. Vini sempre di alta qualità, di nicchia e poco conosciuti al grande pubblico, nonchè caratterizzati da un prezzo abbordabile tanto per la classe media italiana quanto per quella di tutto il mondo.>> <<Riguardo ai mercati più importanti, è un dato di fatto che gli Usa hanno perso oltre il 20% di consumi in 3 anni, anche a causa dell’incertezza e degli aumenti dei prezzi legati ai dazi. Al contrario molti altri mercati, non secondari, stanno registrando il segno positivo. Mi riferisco all’India in primis, ma anche al Vietnam, all’Africa, alla Polonia, ovvero a paesi in crescita economica, che a livello sociale sono caratterizzati da una popolazione giovane, ma soprattutto da un aumento strutturale della classe media. Aggiungo che, in generale, i vini premium stanno crescendo, segno che il consumatore vuole bere, ma soprattutto vuole bere bene. Quindi, attenzione a lanciare messaggi allarmistici, il vino si beve eccome! Nel mondo si consumano complessivamente ben 227 milioni di hl, che corrispondono a 30 miliardi di bottiglie. E si beve sempre più quello buono!>> ha concluso l’imprenditore vitivinicolo veneto Sandro Bottega, celebre in tutto il mondo per il suo Prosecco. 

 

Afterclass Nasce a Bergamo una scuola d’arte per guardare oltre l’accademia

 


Pensato per accompagnare giovani artisti

nel passaggio dalla formazione accademica tradizionale al sistema dell’arte contemporanea, il programma post-laurea partirà

nell’ottobre 2027 all’interno dell’ex “Principe di Napoli”,

complesso seicentesco in fase di restauro

che ambisce a diventare un vivaio culturale per la città di Bergamo

 

 



 


Bergamo, 15 giugno 2026 — Fondata da Nicola Ricciardi, Francesco Pedrini e Viviana Bertanzetti, Afterclass è una scuola d’arte indipendente che prende forma a Bergamo come risposta a un’esigenza sempre più evidente nel sistema artistico italiano: creare uno spazio di continuità tra la formazione accademica tradizionale e l’ingresso nel campo professionale, capace di offrire un ambiente intensivo di ricerca e relazioni concrete con artisti, curatori, istituzioni, gallerie e operatori del settore. Non, dunque, un’istituzione parallela o sostitutiva dell’accademia, ma un’infrastruttura critica e professionale, piccola e intensiva, in cui l’educazione sia prima di tutto relazione.
 

Il programma, della durata di nove mesi, da ottobre a giugno, sarà rivolto ogni anno a 15 studenti post-laurea selezionati. Le iscrizioni apriranno a gennaio 2027 e il primo ciclo di corsi prenderà l’avvio nell’ottobre successivo. La struttura didattica si fonda su un nucleo ristretto di docenti stabili affiancato da un articolato visiting program costruito attorno a professionisti del sistema dell’arte. Il percorso integra seminari teorici, laboratori pratici, critiche collettive, tutorial individuali, workshop intensivi e momenti di confronto pubblico, fino alla realizzazione di un progetto mid-term e di una mostra di fine anno.

 

La scuola assume come riferimento percorsi formativi intensivi di matrice internazionale — da CalArts a CCS Bard — ma li traduce in una forma radicata nel paesaggio culturale italiano, costruendo un ponte tra studio individuale, confronto collettivo e accesso reale alle reti professionali. Il metodo pedagogico si ispira alla figura dell’artista ed educatore Michael Asher, che con le sue Post Studio Art classes individuava nella circolazione della conoscenza l’esito dell’educazione artistica: una conoscenza intesa non come bene astratto o individuale, ma come risorsa critica e pubblica, capace di generare accesso, strumenti interpretativi e possibilità di emancipazione.

 

Afterclass avrà la propria sede all’interno dell’ex “Principe di Napoli”, complesso seicentesco di oltre 2.000 metri quadrati situato in via Pignolo 11, nel centro storico di Bergamo, che, dopo oltre trent’anni di abbandono, riaprirà al pubblico nella primavera del 2027. L’obiettivo è trasformare nel tempo questo luogo in un presidio durabile in cui la cultura non venga solo consumata ma si coltivi, si educhi, si accompagni e si mantenga nel tempo, come in un vivaio. Per farlo, il complesso accoglierà realtà e progettualità che si muovono nei campi della formazione, della sperimentazione, del lavoro, della ristorazione e della costruzione di comunità, in dialogo con le istituzioni cittadine.

 

Il design delle aule di studio, delle aree laboratoriali e degli spazi comuni di Afterclass è stato affidato a 2050+, studio di architettura fondato da Ippolito Pestellini Laparelli che opera all’intersezione tra tecnologia, politica e ambiente attraverso diverse forme di pratiche spaziali critiche. La scelta nasce dalla volontà di dare al progetto, oltre a una configurazione funzionale, anche una forte identità culturale. Lo studio si caratterizza infatti per un approccio che non si limita alla definizione degli spazi ma ne indaga le implicazioni sociali, simboliche e politiche. Nel caso di Afterclass, questo approccio consente di immaginare gli interni come parte integrante dell’esperienza formativa, favorendo confronto, collaborazione e contaminazione tra studenti, docenti, professionisti e comunità esterna.

 

L’immagine coordinata e gli strumenti di comunicazione di Afterclass sono invece stati ideati e realizzati da Andrea Venegoni per conto di Studiolabo, studio di communication & concept design attivo nella costruzione di identità, progetti creativi e network. Il coinvolgimento di Studiolabo nasce dall’esigenza di tradurre la visione della scuola in un sistema grafico riconoscibile e flessibile, capace di accompagnarne tanto la dimensione istituzionale quanto quella pubblica e sperimentale. Rispetto a quest’ultima, prima dell’avvio dei corsi, Afterclass costruirà progressivamente la propria comunità attraverso un programma di iniziative pubbliche, incontri e formati sperimentali, pensati per raccontare la visione della scuola, testare nuove modalità di narrazione dell’arte contemporanea e attivare relazioni con artisti, studenti, istituzioni e pubblico.

 

La prima iniziativa pubblica sarà Ma Allora Vale Tutto, un ciclo di cinque lezioni-spettacolo sull’arte contemporanea, ideato e condotto da Nicola Ricciardi e realizzato in collaborazione con Edoné, tra i principali centri di aggregazione giovanile e culturale di Bergamo. In programma tra giugno e agosto 2027, il progetto ripercorrerà oltre sessant’anni di storia dell’arte attraverso un formato pensato per animare il palco estivo di Edoné coniugando rigore nei contenuti, racconto dal vivo e stand-up. Il ciclo anticipa così la vocazione pubblica e sperimentale della scuola, aprendone il percorso a studenti, giovani artisti ma anche a un pubblico più ampio e non specializzato.


 
Afterclass è un progetto della Fondazione Nuovo Principe, ente del Terzo Settore che avrà in gestione lo sviluppo dei contenuti creativi ospitati all’interno dell’ex “Principe di Napoli”. Presieduta da Luigi Ferrara, già Presidente dell’Advisory Board della Fondazione Accademia Carrara di Bergamo, la Fondazione ha il compito di costruire e coordinare la programmazione del complesso, favorendo l’incontro tra formazione, produzione culturale e nuove forme di socialità e aggregazione. La direzione artistica del progetto è stata affidata a Nicola Ricciardi, curatore, educatore e manager culturale con base a Bergamo, già Direttore Artistico di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano, dal 2020 al 2026, e precedentemente Direttore Artistico delle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, dal 2016 al 2020.

NIKKEI: QUANDO DUE MONDI SI INCONTRANO IN UN SOLO MORSO

 



Franco Maria Ricci Editore a Venezia Apre un punto vendita di Franco Maria Ricci Editore alla Bottega Cini. L’unico fuori dal Labirinto della Masone.

 

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