giovedì 28 maggio 2026

SERATA IN ROSA LUNEDI’ 15 GIUGNO NH Milano Touring**** Via Ugo Tarchetti, 2 – MILANO Incontro di promozione e degustazione

 


IL MUSEO NIVOLA DI ORANI ENTRA A FAR PARTE DI AMACI – ASSOCIAZIONE DEI MUSEI D’ARTE CONTEMPORANEA ITALIANI, PORTANDO L’ASSOCIAZIONE A 28 MUSEI

 



 

 

Museo Nivola. Credit Cédric Dasesson


Bergamo, 28 maggio 2026 – AMACI - Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani è lieta di annunciare che il Museo Nivola di Orani (Nuoro) entra ufficialmente a far parte della rete dei musei associati.

 

La decisione espressa dall’Assemblea dei Soci di aprile 2026 si fonda sul riconoscimento del percorso di crescita del museo e dell’alta qualità delle sue attività culturali, espositive e di ricerca. L’ingresso del Museo è stato valutato come un significativo valore aggiunto per AMACI, capace di contribuire in modo autorevole al consolidamento del sistema dell’arte contemporanea italiana, con particolare attenzione al territorio in cui opera.

 

Gestito dall’omonima Fondazione, il Museo Nivola è nato nel 1995, pochi anni dopo la scomparsa dell’artista, con lo scopo di tutelarne e valorizzarne la ricerca e l’eredità. Negli anni, si sono susseguiti progetti focalizzati sul suo lavoro o su autori coevi che ne hanno incrociato il percorso, oltre a mostre e residenze che, indagando i linguaggi del contemporaneo, continuino a coltivare oggi sottili e motivati nessi con il suo lascito ideale.

La collezione permanente, esposta a rotazione, vanta centinaia di opere plastiche, dipinti, disegni e molti esemplari dei celebri sandcast, tutti testimoni di ogni fase della sua riflessione e della sua sperimentazione politecnica, destinata a segnare un capitolo importante delle speculazioni moderne sul rapporto fra scultura, ambiente e disciplina del progetto. Con la sua attività costante, il Museo Nivola sostiene la crescita culturale collettiva e anima storia e memoria del territorio che lo abbraccia.

 

Con questa adesione, il Museo Nivola diventa il secondo museo sardo a entrare nell’Associazione dopo il MAN di Nuoro, ampliando ulteriormente la presenza territoriale di AMACI che conta complessivamente 28 musei associati.

 

«A nome di tutta l’Associazione – dichiara Lorenzo Balbi, Presidente di AMACI – desidero dare il benvenuto al Museo Nivola. Siamo felici di accoglierlo nella nostra rete, certi che il suo ingresso rappresenti un contributo significativo alla vita dell’Associazione, portando la prospettiva di un territorio di grande rilievo culturale e geografico, ampliando il nostro sguardo e favorendo nuove connessioni.

Guardiamo con grande interesse alle opportunità che questa adesione apre e auspichiamo di poter sviluppare insieme nuove progettualità, occasioni di confronto e percorsi condivisi, a beneficio dell’intero sistema dell’arte contemporanea italiana».

 

L’ingresso del Museo Nivola in AMACI rappresenta un passo significativo nel rafforzamento della collaborazione tra istituzioni museali pubbliche dedicate alla promozione dell’arte contemporanea, con l’obiettivo di attivare nuove sinergie e favorire la diffusione della cultura artistica nel nostro Paese.


MUSEO NIVOLA

Il Museo Nivola di Orani, in provincia di Nuoro, è dedicato alla vita e all’opera di Costantino Nivola (Orani 1911 - East Hampton 1988). Gestito dall’omonima Fondazione, è nato nel 1995, pochi anni dopo la scomparsa dell’artista, con lo scopo di tutelarne e valorizzarne la ricerca e l’eredità. La struttura che ospita il museo, divisa in tre corpi principali distillati lungo la collina affacciata sul paese, all’altezza della sorgente di Su Càntaru, è frutto di un piano architettonico firmato da Peter Chermayeff, seguito poi nel tempo da Gianfranco Crisci e Alessandro Floris. Pensato come un museo monografico, ma anche come un laboratorio vivace, dove arte, architettura, natura e paesaggio dialogano armonicamente, ricopre un ruolo cruciale per lo studio incentrato sulla figura di Nivola e, insieme, una funzione civile per il coinvolgimento delle comunità locali in programmi che, nel rispetto della lezione del maestro, attivino la partecipazione e abitino così lo spazio pubblico.

 

Museo Nivola

Via Gonare, 2

08026 Orani (Nu)

+39 0784 730063

info@museonivola.it

www.museonivola.it

 

FB @Museo.Nivola.pagina.ufficiale

IG @museo_nivola

FIERA DEI VINI LANCIA LA CARTA DEI RISTORANTI 2026-2027

 


Il piano biennale coinvolgerà locali in tutta Italia. Già oltre 170 cantine confermate per l’edizione 2026 della manifestazione organizzata da Piacenza Expo
 
Piacenza Expo avvia la Carta dei Ristoranti di Fiera dei Vini, progetto biennale rivolto ai locali che valorizzano il vino italiano attraverso la cucina, la carta vini e il racconto dei territori. L’iniziativa accompagnerà la quarta edizione della mostra mercato, in programma da sabato 14 a lunedì 16 novembre 2026 negli spazi di Piacenza Expo, e nasce in una fase di crescita della manifestazione: a poco più di due mesi dall’apertura della campagna adesioni sono già oltre 170 le aziende confermate, il 15% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
 
La Carta si propone di attivare una rete nazionale di ristoranti ambasciatori della Fiera dei Vini durante tutto l’anno, prolungando la relazione tra cantine, ristorazione e pubblico oltre i tre giorni della manifestazione. I locali saranno selezionati dal comitato tecnico della rassegna in base alla qualità dell’accoglienza, alla cura della carta vini e alla capacità di rappresentare la cultura del vino italiano all’interno della propria proposta enogastronomica.
 
Le realtà aderenti potranno utilizzare il marchio ufficiale, ricevere materiali di comunicazione, accedere a strumenti dedicati per coinvolgere i propri clienti, essere presenti sui canali della manifestazione e promossi in altre fiere organizzate da Piacenza Expo. Saranno inoltre previsti inviti gratuiti per la giornata del lunedì rivolta al canale HoReCa, durante la quale si terrà l’evento di inaugurazione ufficiale della Carta dei Ristoranti, coupon sconto per l’acquisto dei biglietti della Fiera, servizi riservati in manifestazione e priorità di coinvolgimento in iniziative collegate al progetto. Tutte le informazioni e il form di candidatura online saranno disponibili a partire dal 5 giugno al link www.fieradeivini.it/carta-dei-ristoranti-2026-2027​/.
 
Il lancio della Carta si inserisce in un percorso di consolidamento della Fiera dei Vini come piattaforma di incontro tra produttori, operatori, ristorazione e appassionati. Tra le aziende già confermate per il 2026, circa il 60% propone attività legate all’enoturismo e oltre un terzo opera in regime biologico. Il 40% dei produttori presenti nell’ultima edizione ha già riconfermato la propria partecipazione. Tra i territori in maggiore crescita emerge il Trentino, terza regione italiana per numero di adesioni, con un incremento del 70% rispetto all’anno precedente.
 
“Stiamo lavorando per costruire un evento sempre più riconoscibile, capace di unire relazione diretta con i produttori, cultura dell’ospitalità ed esperienza territoriale – spiega Gregorio Amoretti, responsabile di manifestazione –. L’enoturismo è oggi uno degli strumenti più efficaci per far conoscere i territori: vogliamo che la Fiera dei Vini diventi anche un luogo di incontro tra aziende vitivinicole, viaggiatori, ristoratori e nuove forme di promozione”.
 
Accanto alle aziende vitivinicole, Fiera dei Vini ospiterà anche una selezione di espositori specializzati in servizi e prodotti per il settore e la ristorazione, mettendo a disposizione nuovi strumenti di visibilità per rendere più efficace la partecipazione alla manifestazione.
 
Il programma 2026 rafforza anche il lavoro sulle reti istituzionali e professionali. È confermato il patrocinio dell’Associazione Nazionale Città del Vino, con cui prosegue il progetto di promozione enoturistica avviato nelle precedenti edizioni, anche attraverso nuovi strumenti editoriali come il Magazine Fiera dei Vini. La manifestazione ha inoltre ottenuto il sostegno di ASSP – Associazione Svizzera dei Sommelier Professionisti, aprendo a un dialogo più strutturato con associazioni, visitatori ed espositori della Svizzera italiana e dei Paesi limitrofi, e di Assoenologi, organizzazione nazionale di categoria dei tecnici del settore vitivinicolo.
 
Piacenza, Fiera dei Vini in breve
​Quando:
sabato 14, domenica 15 e lunedì 16 novembre 2026
Dove: Piacenza Expo
Orario di apertura al pubblico: sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.30; lunedì dalle 10.00 alle 16.30
Ingresso: 25,00 euro comprensivo di calice per degustazioni. Ridotto 10,00 euro per convenzioni con associazioni di settore. I minorenni accompagnati non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni
Parcheggio: gratuito
Info utili: 1000 carrelli disponibili per gli acquisti; sconti ai visitatori per ingresso ai musei cittadini
Sito web: www.fieradeivini.it
​Segreteria Organizzativa Piacenza Expo:
Gregorio Amoretti | fieradeivini@piacenzaexpo.it | 0523 602711
 

IL PROGRAMMA ESPOSITIVO DELL’ESTATE 2026

 La nuova sede espositiva di Pietrasanta inaugura con una mostra di

Caturegli e Formica, Aldo Cibic, Marco Palmieri e Fausto Rossi

e resterà aperta stabilmente tutto l’anno

mentre la mostra di Alessandro Busci a Milano viene prorogata

 

PIETRASANTA | Caturegli e Formica, Cibic, Palmieri e Rossi | dal 6 giugno 2026

MILANO | La città incantata di Alessandro Busci | fino al 18 giugno 2026

 

 



 

 

Antonia Jannone Disegni di Architettura

www.antoniajannone.it

 


Milano, 28 maggio 2026. La galleria Antonia Jannone Disegni di Architettura annuncia l’apertura di un nuovo spazio a Pietrasanta, in via del Marzocco 12, destinato a rimanere attivo durante tutto l’anno. Sabato 6 giugno, alle ore 19:00, sarà inaugurata la prima mostra della stagione con opere di Caturegli e Formica, Aldo Cibic, Marco Palmieri e Fausto Rossi.

 

Caturegli e Formica esporranno una selezione di ricami provenienti dai cicli About Now e Senselessness. About Now raccoglie lavori realizzati, su disegno di Caturegli, da un gruppo di donne di etnia Hmong; Senselessness comprende invece una serie di ricami geometrici sviluppati da disegni elaborati al computer e riportati a punto piatto su tela bianca con fili di cotone colorato, in un processo che intreccia progettazione digitale e pratica artigianale.

 

 

 

Aldo Cibic presenterà ceramiche e disegni della serie Small Ritual Landscapes: piccoli paesaggi composti da frammenti di architetture, realizzati con la tecnica osservata a Jingdezhen, in Cina. Tradizionalmente utilizzata per la produzione di oggetti quotidiani essenziali, questa tecnica viene reinterpretata dall’artista per dare vita a piccole sculture che coniugano dimensione progettuale e tensione poetica, in una costante ricerca di punti di vista inattesi e occasioni di meraviglia domestica.

 

Marco Palmieri presenterà opere della serie Come un paesaggio, realizzate con pastelli secchi su carta. Pur evocando ambienti naturali, i lavori abbandonano ogni riferimento descrittivo per concentrarsi su forme e cromie intense, dando vita a luoghi immaginari nei quali pittura e fotografia sembrano incontrarsi. Il paesaggio diventa così un dispositivo per interrogare lo sguardo: qualcosa che appare familiare ma che, allo stesso tempo, invita a soffermarsi e a mettere in dubbio ciò che si sta osservando, in un continuo slittamento tra riconoscimento e percezione.

 

Fausto Rossi presenterà una selezione di acquerelli della serie Battaglie, dedicata a conflitti immaginari: soldatini stilizzati all’essenziale si ripetono ossessivamente fino a occupare l’intera superficie del foglio. Non compaiono cannoni, cavalleria o gerarchie militari, ma solo figure elementari che agiscono senza agitazione né enfasi eroica. Ne deriva un campo di battaglia inusuale, che trasforma l’immaginario bellico in una coreografia ludica, una danza di segni e colori che rovescia i codici della rappresentazione di guerra.

 

La galleria, inoltre, proroga fino al 18 giugno 2026 la mostra La città incantata di Alessandro Busci, in corso nella sede di Milano di Corso Garibaldi 125. Le opere realizzate con smalti e inchiostri su carta ossidata e acciaio corten continuano a restituire l’immagine di una città concreta e immaginata, costruita attraverso ossidazioni, colature e stratificazioni di colori profondi e vibranti.

Giovedì 18 giugno, alle ore 19.00, si terrà un brindisi di fine mostra alla presenza dell’artista.

 


DIDASCALIE

1. Beppe Caturegli, BC 22 21 B, 2024, Ricamo policromo su tela di cotone, cm 50x70.

2. Aldo Cibic, Landscape 4 e 2 ceramica in pasta e a colaggio_ph Alice Fiorilli.

3. Marco Palmieri, #1, Come un Paesaggio, Assab One ©Mafalda Galessi.

4. Fausto Rossi, Battaglia 42, 2023, cm 58x78, Penna e Acquerello su carta.

5. Installation view, Alessandro Busci, La città incantata, 2026, ph. Alice Fiorilli.

DUETORRIHOTELS: CERTIFICAZIONE GSTC PER TUTTI I SUOI 5 STELLE

 

Dal Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna al Due Torri Hotel di Verona, dall’Hotel Bernini Palace di Firenze all’Hotel Bristol Palace di Genova: tutte le strutture 5 stelle del Gruppo Duetorrihotels hanno ottenuto la certificazione del Global Sustainable Tourism Council (GSTC), tra i principali standard internazionali per il turismo sostenibile. 

“Siamo impegnati da anni – sottolinea Franco Vanetti DG del Gruppo - verso un modello di ospitalità sostenibile, autentica e responsabile. Una grande soddisfazione aver raggiunto questo traguardo trasversalemente, su tutte le nostre strutture del segmento lusso”.

In Italia sono attualmente 215 le strutture ricettive certificate GSTC.

Milano, 28 maggio 2026_ Un nuovo traguardo nel segno della sostenibilità.

Il Gruppo Duetorrihotels annuncia con orgoglio che tutti e quattro i suoi hotel 5 stelle hanno ottenuto la certificazione GSTC – Global Sustainable Tourism Council, il più autorevole standard internazionale dedicato al turismo sostenibile, rilasciata da Vireo, organismo indipendente accreditato.

Un riconoscimento che conferma una visione dell’ospitalità fondata sulla gestione responsabile delle risorse, sul rispetto dell’ambiente e dei territori e sulla volontà di offrire esperienze che uniscono eleganza, autenticità e consapevolezza.

Il percorso che ha portato alla certificazione ha coinvolto il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, il Due Torri Hotel di Verona, l’Hotel Bernini Palace di Firenze e l’Hotel Bristol Palace di Genova: quattro dimore iconiche dell’ospitalità italiana, custodite all’interno di altrettanti palazzi storici e profondamente legate all’identità culturale delle città che le ospitano.

“Operiamo all’interno di luoghi straordinari, custodi di storia, cultura e identità italiane: per questo crediamo che l’ospitalità di lusso oggi debba necessariamente evolvere verso modelli sempre più consapevoli e sostenibili” spiega il Direttore generale del Gruppo Franco Vanetti. “L’ottenimento della certificazione GSTC per tutti i nostri hotel luxury rappresenta per Duetorrihotels un risultato di grande valore e, allo stesso tempo, una responsabilità verso il futuro.

Questo riconoscimento internazionale conferma il lavoro svolto quotidianamente dalle nostre squadre nel coniugare eccellenza dell’accoglienza, rispetto dell’ambiente, attenzione alle persone e valorizzazione dei territori”.

Negli ultimi anni il Gruppo ha infatti avviato un articolato percorso di miglioramento continuo introducendo pratiche orientate alla riduzione dell’impatto ambientale delle sue attività e alla valorizzazione delle comunità locali

Tra le iniziative sviluppate figurano la progressiva eliminazione della plastica monouso, l’utilizzo di materiali naturali e riciclabili, il monitoraggio dei consumi energetici e idrici, la riduzione delle emissioni, una gestione oculata della raccolta differenziata e la promozione di una mobilità più sostenibile

Grande attenzione viene inoltre dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale e gastronomico dei territori, attraverso collaborazioni con fornitori locali, progetti culturali ed esperienze autentiche pensate per gli ospiti. La sostenibilità viene così interpretata non soltanto come tutela ambientale, ma come un modello di sviluppo capace di generare valore condiviso per collaboratori, comunità e destinazioni. 

L’ottenimento della certificazione GSTC rappresenta dunque una tappa fondamentale di un percorso destinato a evolversi nel tempo, con obiettivi sempre più ambiziosi in termini di efficientamento energetico, utilizzo di energie rinnovabili, formazione e riduzione degli impatti ambientali. 

“La sostenibilità, per noi – prosegue Vanetti - non è un traguardo raggiunto ma un percorso continuo di miglioramento, innovazione e crescita condivisa. Vogliamo continuare a offrire ai nostri ospiti un servizio esclusivo, contribuendo allo stesso tempo alla tutela del patrimonio culturale e ambientale delle città che ci ospitano”.

In un mercato dove il lusso evolve verso esperienze sempre più consapevoli, Duetorrihotels sceglie di trasformare la sostenibilità in parte integrante della propria idea di eccellenza.

5StarWines by Vinitaly 2026 premia il Lugana contemporaneo di Tenuta Malavasi: il Camilla 2025 è il “Best White Wine” con 97/100

 


La cantina del basso Garda, specializzata nella valorizzazione della Turbiana,

ottiene il massimo riconoscimento tra i vini bianchi nella selezione internazionale

di Vinitaly dedicata all’eccellenza enologica mondiale



 



Milano, 28 maggio 2026 - Tenuta Malavasi, realtà vitivinicola del basso Garda focalizzata sulla valorizzazione della Turbiana e su una lettura contemporanea del Lugana DOC, firma uno dei risultati più significativi dell’edizione 2026 di Vinitaly.

Il Lugana DOC Camilla 2025 è stato infatti premiato come “Best White Wine 2026” all’interno di 5StarWines – the Book, la guida internazionale ufficiale di Vinitaly, ottenendo un punteggio di 97/100.


Un riconoscimento di particolare rilievo nel panorama enologico internazionale, assegnato al termine di degustazioni completamente alla cieca che hanno coinvolto oltre 2000 vini provenienti da Italia ed estero e una giuria composta da esperti internazionali selezionati tra Master of Wine, Master Sommelier, diplomati WSET, Italian Wine Expert e Wine Ambassador della Vinitaly International Academy, enologi e giornalisti di settore.

All’interno dell’universo Vinitaly, 5StarWines rappresenta oggi una delle selezioni tecniche più autorevoli e rigorose dedicate al vino contemporaneo. I vini vengono valutati esclusivamente sulla qualità espressiva e tecnica, senza alcun riferimento a marchio, notorietà del produttore o fascia di prezzo. Il titolo di “Best White Wine” viene assegnato al vino bianco che ottiene la valutazione più alta dell’intera selezione internazionale.


In questo contesto altamente competitivo, il Camilla si è distinto per precisione aromatica, equilibrio gustativo, tensione salina e forte riconoscibilità territoriale, imponendosi come miglior vino bianco assoluto dell’edizione 2026.


Il vino nasce da uve Turbiana 100% (Trebbiano di Lugana) provenienti dal vigneto Camilla, inserito nella prima fascia calcareo-argillosa del basso Garda, all’interno dell’area del “Plis della Battaglia” a Desenzano. Un terroir storicamente vocato che contribuisce in modo determinante alla definizione della cifra stilistica del vino: mineralità, freschezza, progressione sapida e una spiccata verticalità gustativa.

La filosofia produttiva di Tenuta Malavasi si fonda su un approccio enologico contemporaneo, orientato alla massima valorizzazione della materia prima e alla leggibilità territoriale della Turbiana gardesana. Vinificazioni poco invasive, rigoroso controllo delle temperature, riduzione dell’ossidazione e estrazioni delicate rappresentano i punti centrali di una produzione che punta su precisione, pulizia esecutiva ed equilibrio.

La fermentazione del Camilla avviene esclusivamente in acciaio, scelta che consente di preservare integrità aromatica, tensione e definizione gustativa. Il risultato è un Lugana nitido, gastronomico e dinamico, capace di interpretare in chiave moderna il territorio gardesano senza ricorrere a eccessi estrattivi o marcature boisé.


Il Camilla 2025 si inserisce infatti in quella nuova generazione di Lugana che oggi sta progressivamente ridefinendo lo stile della denominazione: vini meno segnati da morbidezze aromatiche e ricerca di volume, più centrati invece su acidità, salinità, precisione tecnica e riconoscibilità del terroir.

Negli ultimi anni una parte significativa della denominazione ha iniziato ad abbandonare modelli stilistici più internazionali per recuperare una lettura più territoriale e identitaria della Turbiana. In questo contesto Tenuta Malavasi rappresenta una delle realtà più interessanti del basso Garda, grazie a vini che privilegiano equilibrio, bevibilità e tensione gustativa senza rinunciare alla capacità evolutiva tipica del vitigno.

Pur essendo concepito per esprimere al meglio freschezza e dinamismo nei primi anni di vita, il Camilla mostra infatti interessanti capacità evolutive fino a cinque o sei anni, sviluppando progressivamente maggiore complessità gustativa e leggere sfumature idrocarburiche. Dal punto di vista organolettico il vino si distingue per profumi di agrumi, frutta bianca, scorza candita e leggere note di mandorla e amaretto, mentre al palato emerge per acidità viva, struttura elegante, sapidità marcata e un finale lungo, preciso e persistente.

Proprio questa combinazione tra rigore tecnico e autenticità espressiva sembra aver convinto la giuria internazionale di Vinitaly 5StarWines. In degustazione alla cieca, il vino ha evidenziato una pulizia esecutiva e una leggibilità aromatica particolarmente efficaci in un contesto competitivo di altissimo livello.


Poche settimane dopo il riconoscimento ottenuto a Vinitaly, il Lugana DOC Camilla 2025 ha conquistato anche la Medaglia d’Oro al concorso internazionale tedesco Mundus Vini, una delle competizioni enologiche più autorevoli a livello europeo. Successivamente, in occasione del riassaggio comparativo riservato ai vini Lugana premiati con l’oro, il Camilla è stato inoltre insignito del titolo “Best of Show”, riconoscimento assegnato al miglior Lugana assoluto della selezione.

I riconoscimenti ottenuti a Vinitaly prima, e a Mondus Vini poi, rappresentano il punto più alto di un percorso di crescita già consolidato da numerosi premi internazionali. Negli ultimi anni il Camilla ha infatti ricevuto riconoscimenti al Concours International de Lyon, da James Suckling, da Vinibuoni d’Italia, al Mundus Vini Spring Tasting e nel circuito WineHunter del Merano WineFestival. Wine Enthusiast aveva inoltre assegnato 88 punti all’annata 2019, definendola brillante e tesa, con note di melone, mela e acidità croccante, mentre su Vivino il vino mantiene valutazioni medie elevate , dato particolarmente significativo per la categoria Lugana entry-premium.


Pur collocandosi in una fascia di prezzo accessibile — tra i 13 e i 17 euro in enoteca — il Camilla riesce oggi a esprimere un livello qualitativo e una riconoscibilità stilistica che stanno contribuendo a ridefinire la percezione contemporanea del Lugana sui mercati internazionali.


Per Tenuta Malavasi, il titolo di “Best White Wine 2026” ottenuto a Vinitaly non rappresenta soltanto il successo di un’etichetta, ma conferma la crescente centralità del Lugana nel panorama dei grandi bianchi italiani da territorio e la forza di una nuova generazione di interpretazioni gardesane capaci di coniugare precisione enologica, identità e vocazione gastronomica.