giovedì 22 aprile 2021

FERROWINE OSPITA LA COMPAGNIA DEL CIOCCOLATO E IL PREMIO TAVOLETTE D'ORO 2021



 

La 19ma edizione degli “Oscar” del cioccolato italiano di qualità si svolgerà Domenica 25

aprile alle ore 16 a Castelfranco Veneto, supportata anche da una diretta Facebook per

arrivare in ogni parte dello Stivale. Quest’anno la manifestazione sarà ospitata da Ferrowine

nel proprio Store, una vera “cattedrale” dedicata alla cultura del bere, con oltre 8mila

referenze tra Wine Beer e Spirits.

Le Tavolette d’Oro, gli Oscar del cioccolato italiano di qualità, arrivano alla cerimonia

finale nella splendida cornice dello Store Ferrowine a Castelfranco Veneto. L’evento,

con diretta sulla pagina Facebook ufficiale di Compagnia del Cioccolato, si terrà in presenza,

rispettando tutti i rigidi protocolli prevista dalla normativa anti Covid-19, domenica 25 aprile

2021 alle ore 16.00.

Le Tavolette d’Oro rappresentano uno dei premi dedicati al cioccolato più prestigiosi

in Italia e i giudizi degustativi sono assegnati secondo le schede di valutazione e i criteri

ideati da Compagnia del Cioccolato. La speciale novità di quest’anno sarà l’intervento dei

Sommelier Ferrowine che selezioneranno il corretto abbinamento Beverage per ogni

cioccolato vincitore.

La Compagnia del Cioccolato è attiva da più di 25 anni e vanta più di 1000 associati

con una composizione che va dagli amanti del “cibo degli dei” a degustatori professionali,

giornalisti del settore, esperti a vario titolo del food e raffinati gourmet. La Compagnia,

sempre attenta alle problematiche legate al cioccolato di qualità, con questi

riconoscimenti vuole fornire una valutazione completa, a tutto tondo, dei cioccolati in

vendita in Italia e un orientamento per i suoi soci e per tutti i consumatori.

Proprio per questa ragione sono stati assaggiati più di novecento tra cioccolati in

tavoletta e altri prodotti al cioccolato, (dragées, cremini, gianduiotti, creme spalmabili,

canditi e frutte ricoperte, praline ecc).

I cioccolati che hanno superato gli 85 centesimi sono arrivati in finale e nella loro

complessità rappresentano l’eccellenza del prodotto italiano. Oggi vengono presentati i

finalisti di ogni categoria e nella Premiazione finale saranno assegnate le Tavolette

d'Oro per l'anno 2021 e “I cioccolati d'eccellenza” ai cioccolati finalisti di ogni categoria.

Quest’anno si raggiunge la 19ma edizione del Premio che vuole segnalare i migliori

cioccolati nelle categorie: latte e latte ad alta percentuale di cacao, gianduia, fondente e

origini, aromatizzati e speziati, praline, frutta ricoperta, spalmabili, cremini, cioccolati grezzi e

le Tavolette speciali (cioccolatiere emergente, cioccolatiere internazionale, massa di cacao,

Premi speciali).

Compagnia del Cioccolato, per la premiazione 2021 ha pensato di organizzare

qualcosa di davvero speciale: l'evento, come anticipato, si svolgerà in presenza nella

suggestiva cornice dello store Ferrowine a Castelfranco Veneto rispettando tutti i

protocolli sanitari anti Covid-19.

In nome dello spirito di condivisione che ha sempre contraddistinto la Compagnia, sarà

messa a disposizione anche una diretta Facebook dell'evento in modo da allargare la

partecipazione il più possibile.

Una degustazione a distanza che però, quest'anno, diventa ancora più interessante

grazie all’apporto dei sommelier di Ferrowine che abbineranno vini o spirit ad ogni

vincitore e si tinge di magia grazie alla collaborazione con Spaghetti&Mandolino,

l'e-commerce del migliore tipico d'Italia. È proprio qui infatti che troverete in vendita, da

lunedì 19 aprile, le speciali box composte da alcuni dei prodotti premiati durante

l'evento. Sette tesori che potranno essere vostri in modo semplice, comodo e veloce.

Una Festa della Liberazione particolare, un momento che speriamo essere il punto di

svolta per un orizzonte in cui potremo tornare alla normalità che così tanto ci manca.

Una normalità che per Compagnia del Cioccolato rappresenta la possibilità di tornare a fare

didattica portando avanti la volontà di trasmettere tutta la conoscenza e l'amore per il

cioccolato.

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FERROWINE

Ferrowine è la il luogo in cui fare e diffondere la cultura del buon bere: un punto vendita

di oltre 1000 m² disposto su tre piani che ospita una selezione di oltre 5000 articoli (1500

vini, 1500 spirits, 500 birre) e cibi selezionati di altissima qualità. Il negozio è stato

pensato e realizzato con un’architettura moderna, ma ispirata alle antiche biblioteche: i

prodotti sono custoditi gelosamente dalle nicchie in un ambiente con caratteristiche

atmosferiche e di temperatura adatte. Oltre all’area dedicata alla vendita, ci sono un salotto

interno e caveau, una scuola di bartending, una sala degustazione di vino e food, due

sale conferenze e un ampio parcheggio. Un negozio che è già diventato un punto di

riferimento nel Veneto e non solo.

Aperto nel 2014, lo Store Ferrowine di Castelfranco Veneto è il risultato di un progetto

durato quasi tre anni, che ha rappresentato un nuovo inizio per Ferro Distribuzione,

azienda che opera nella distribuzione di bevande per il settore HO.RE.CA., che si rivolge

con un nuovo approccio alla cultura e al mondo del food & beverage. Oggi, l’azienda

conta anche un secondo Experience Store a Jesolo Lido, inaugurato nel 2019.

https://www.ferrowine.it

Info Premio: +39 3356509808

segreteria@cioccolato.it | premiotavolettadoro@cioccolato.it

www.cioccolato.it


Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci e l'Università degli Studi di Firenze presentano ARCHIVI E CENTRI DI DOCUMENTAZIONE D'ARTE CONTEMPORANEA Pratiche e progetti a confronto tra musei e istituzioni in Italia webinar pubblico

 

Mercoledì 28 aprile 2021
ore 10.00-13.00 / 15.00-17.00

 

organizzato

dal Centro di Informazione e Documentazione CID/Arti Visive del museo

e dal Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte, Spettacolo (SAGAS) dell’ateneo fiorentino

 

Prato, 22 aprile 2021. Mercoledì 28 aprile, con il webinar pubblico dal titolo ARCHIVI E CENTRI DI DOCUMENTAZIONE D’ARTE CONTEMPORANEA. Pratiche e progetti a confronto tra musei e istituzioni in Italia, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci e l’Università degli Studi di Firenze promuovono una giornata di studio e confronto sui temi relativi alla conoscenza, all’accessibilità, alla gestione e alla promozione degli Archivi e Centri di documentazione di arte contemporanea.

 

Nella sessione della mattina, i referenti di alcuni tra i principali musei e istituzioni d’arte contemporanea in Italia - ASAC - Archivio Storico delle Arti Contemporanee, La Biennale di Venezia; CRRI Castello di Rivoli (Torino); CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Università di Parma; Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti di Lucca; Fondazione La Quadriennale di Roma; Fondazione La Triennale di Milano; Fondazione MAXXI di Roma; Mart - Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto -  presenteranno e si confronteranno su pratiche e progetti in corso presso Archivi e Centri di documentazione. Nella tavola rotonda, prevista nel pomeriggio con la partecipazione dei responsabili e dei partner del progetto universitario regionale ACT-FAST, verranno discussi gli esiti dell’indagine promossa e approfondite tematiche legate alla gestione, conservazione e ricerca applicata agli archivi e centri di documentazione d’arte contemporanea.

 

Anticipato da un’indagine condotta attraverso un questionario, l’iniziativa organizzata dal Centro di Informazione e Documentazione CID/Arti Visive del museo e dal Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte, Spettacolo (SAGAS) dell’ateneo fiorentino, è sostenuta da Regione Toscana e Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, in collaborazione con Scuola Normale Superiore di Pisa e Opificio delle Pietre Dure di Firenze, tutti partner dell’iniziativa, ed è collegata a una ricerca biennale coordinata dall’Università degli Studi di Firenze dedicata al tema Arte contemporanea in Toscana, il futuro dell'arte nella storia (ACT-FAST), avviata nell’ambito del progetto regionale Cento ricercatori per la cultura 2020-2021.

 

Scopo del progetto di ricerca ACT-FAST è quello di tracciare una mappa e definire l’identità della storia dell’arte contemporanea in Toscana dal 1980 al 2000 attraverso nuove descrizioni e rappresentazioni dei materiali d’archivio e della letteratura grigia collegati agli eventi espositivi.

La ricerca prevede il censimento, la descrizione e digitalizzazione di materiali relativi ai più significativi eventi, opere, artisti e luoghi, materiali conservati negli archivi del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci (CID/Arti Visive), oltre che negli archivi di artisti, critici ed editori aggregati, e degli archivi partner del progetto come l’artista Luciano Caruso, il collezionista Carlo Palli, la critica e storica dell’arte Lara-Vinca Masini.

Capolavori della Fotografia Moderna 1900-1940: La collezione Thomas Walther del Museum of Modern Art, New York

 

Mostra organizzata dal Museum of Modern Art, New York

 

a cura di Sarah Meister, curatrice del Dipartimento di Fotografia, The Museum of Modern Art, New York, Quentin Bajac, direttore del Jeu de Paume, Parigi e Jane Pierce, assistente alla ricerca, Carl Jacobs Foundation, The Museum of Modern Art, New York

 

Coordinamento e sviluppo del progetto al MASI: Francesca Bernasconi e Ludovica Introini

 

 

 

25 aprile – 1 agosto 2021

Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano

MASI | LAC

 

 

masilugano.ch

 

 
 

Max Burchartz, Lotte (Eye), 1928, Stampa alla gelatina ai sali d’argento, 30.2 x 40 cm The Museum of Modern Art, New York, Thomas Walther Collection. Acquired through the generosity of Peter Norton © 2021, ProLitteris, Zürich. Digital Image © 2021 The Museum of Modern Art, New York/Scala, Florence

Dal 25 aprile al 1 agosto 2021 il MASI Lugano espone per la prima volta in Europa la collezione Thomas Walther del Museum of Modern Art di New York. La straordinaria selezione di oltre duecento capolavori della fotografia della prima metà del XX secolo rivela come i fotografi attivi in questo periodo storico, grazie alla loro esuberante creatività e alle radicali sperimentazioni, abbiano superato di volta in volta i limiti delle capacità espressive della fotografia, rendendola il mezzo espressivo più importante nell’ambito delle arti visive della nostra epoca.

 

Le potenzialità creative della fotografia non sono mai state esplorate così intensamente come nella prima metà del XX secolo. Non solo i fotografi, ma anche molti artisti figurativi, sia in Europa sia negli Stati Uniti, hanno sperimentato le possibilità di questo medium di recente invenzione e hanno ideato e sviluppato tecniche e metodi che ancora oggi costituiscono le basi per le più recenti tendenze della fotografia. Ciò non vale solo per l’impiego della fotografia nel giornalismo, in architettura, nella moda e in pubblicità: l’utilizzo di elementi fotografici nelle arti figurative ha conosciuto una straordinaria diffusione proprio in questi decenni.

 

La selezione di oltre duecento fotografie della collezione Thomas Walther del Museum of Modern Art di New York che il MASI espone per la prima volta in Europa, offre una visione senza uguali di questo sviluppo. Tra il 1977 e il 1997 il collezionista Thomas Walther ha raccolto le migliori stampe d’epoca ancora esistenti dei più importanti esponenti dei movimenti modernisti così come una sorprendente selezione di immagini di professionisti meno conosciuti attivi prima della seconda guerra mondiale, riunendole in una collezione unica al mondo che il MoMA ha potuto acquisire nel 2001 e nel 2017.

 

Scattate in città, in campagna, in studio oppure realizzate per le esposizioni storicamente più significative o per pubblicazioni d’avanguardia, queste opere hanno un unico comune denominatore: le radicali innovazioni con le quali i più importanti fotografi del tempo hanno definito e esplorato le loro visioni moderniste. Accanto a immagini iconiche di fotografi americani come Alfred Stieglitz, Edward Steichen, Paul Strand, Walker Evans o Edward Weston e europei come Karl Blossfeldt, Brassaï, Henri Cartier-Bresson, André Kertész e August Sander, la Collezione Walther valorizza in particolare il ruolo centrale delle donne nella prima fotografia moderna con opere di Berenice Abbott, Marianne Breslauer, Claude Cahun, Lore Feininger, Florence Henri, Irene Hoffmann, Lotte Jacobi, Lee Miller, Tina Modotti, Germaine Krull, Lucia Moholy e molte altre. L’esposizione presenta inoltre capolavori della fotografia del Bauhaus (El Lissitzky, Lucia Moholy, László Moholy-Nagy) del costruttivismo (Aleksandr Rodchenko, El Lissitzky) e del surrealismo (Man Ray, Maurice Tabard, Raoul Ubac) e più di cento opere di altri rappresentanti delle avanguardie fotografiche evidenziando come la fotografia abbia conquistato la propria posizione centrale nel campo delle arti visive.

 

Il catalogo

Il catalogo, edito da Silvana Editoriale, include un saggio critico di Sarah Hermanson Meister, Curatrice del Dipartimento di Fotografia, The Museum of Modern Art, New York, brevi introduzioni alle sezioni della mostra e riproduzioni delle opere presentate. La pubblicazione è disponibile in inglese e italiano.

L’area vacanze Valle Aurina in 5 punti per vivere l’estate tra natura, architettura e gusto

 

Valle Aurina (BZ)22 aprile 2021 – Prati verdeggianti e sorgenti d’acqua pura, foreste rigogliose e vette che raggiungono gli oltre i 3.000 m di quota. È la cornice con cui si presenta l’area vacanze Valle Aurina composta dai 4 comuni Valle Aurina, Campo Tures, Predoi e Selva dei Molini, un territorio sinonimo di vitalità e armonia dove l’estate consente di visitare luoghi inediti e vivere esperienze adatte a tutti i gusti e le età, tra natura, enogastronomia e benessere. Spettacoli naturali, prodotti tipici da gustare, architetture innovative incastonate nella montagna: 5 immagini per scoprire la valle laterale più estesa dell’Alto Adige.
 

Dall’abitato di Casere (1.582 m) è possibile raggiungere la cima della Vetta d’Italia (2.866 m), considerata il punto più a nord del Paese, attraverso un itinerario per escursionisti esperti lungo circa 20 km e con un dislivello positivo di 1.280 metri. È solo uno degli innumerevoli percorsi di varie difficoltà che attraversano i paesaggi della Valle Aurina e compongono una fitta rete di 850 km di tracciati a stretto contatto con la natura.
 

Le tre cascate di Riva di Tures si trovano nel Parco Naturale delle Vedrette di Ries-Aurina e offrono uno spettacolo naturale straordinario: sono visibili attraverso il Sentiero di San Francesco e rappresentano uno degli elementi che più contraddistingue questo territorio, l’acqua. La valle ospita nel complesso 10 cascate, il 1° laghetto balneabile dell’Alto Adige35 laghi di montagna e 120 sorgenti di acqua potabile.
 

Collocato a 3.030 m di quota al confine con l’Austria, il Rifugio Sasso Nero è un edificio dalla forma a torre incastonato nella roccia che appare mutevole a seconda del punto di osservazione. La sua facciata in rame, modellata e plasmata dalle stagioni e dagli agenti atmosferici si inserisce in perfetta armonia con il paesaggio. Dall’avanguardia alla tradizione, l’architettura in Valle Aurina si esprime tra 164 malghe e 7 rifugi.
 

Vero e proprio polmone verde, dove il traffico di passaggio è molto limitato, la Valle Aurina ospita foreste rigogliose che si estendono anche all’interno dei 31.500 ettari di parco naturale. Un patrimonio boschivo che garantisce un’aria incontaminata benefica per corpo e mente. È il luogo ideale per praticare il Forest Bathing, ascoltando il respiro profondo degli alberi e facendo il pieno di forza vitale.
 

Presidio Slow Food, il “Graukäse della Valle Aurina” (formaggio grigio) è un particolare formaggio senza crosta prodotto nei numerosi caseifici dell’area vacanze Valle Aurina secondo un metodo tradizionale: il latte appena munto viene scremato, la panna viene utilizzata per fare il burro, mentre il latte magro avanzato inacidisce e le proteine coagulano in superfice; il coagulo così ottenuto viene riscaldato e salato e il risultato di questo “caglio primordiale” è il Graukäse. Un prodotto antico, in passato considerato una pietanza povera, oggi molto apprezzato e utilizzato anche nell’alta cucina per il suo gusto e il basso contenuto di grassi, lattosio e colesterolo. In questo territorio, le escursioni all'insegna del formaggio durante l’estate, lo “Ski and Cheese” in inverno e il format di degustazioni online sono un highlight per tutti gli amanti dei formaggi. 
 

Un origami ci salverà (le dosi)

 



Nulla è lasciato al caso. Anche un semplice foglio per Molino Pasini diventa un’esperienza: ecco l’origami-dosatore.

 

La sorpresa si trova aprendo il “cofanetto della felicità”: il semplice foglio che protegge le farine, con un ingegnoso lavoro di piegature ideato da Piero Lissoni con Lissoni Graphx, diventa un perfetto dosatore. Con la sua creatività, un grande designer riesce a creare un oggetto utile, indispensabile in ogni cucina, solo usando un foglio e piegandolo come un origami. Un piccolo strumento che si trasforma in pratico misuratore di farina, così da rendere ancora più semplice realizzare tutte le ricette. Averlo è facile, si trova in ogni cofanetto presente sull’e-shop. 

 

Questa la novità: nascono i nuovi cofanetti, personalizzati a seconda del tipo di prodotto che si voglia realizzare, così da avere sempre la farina giusta a disposizione: 

-          Primitivo per chi ama i profumi e i sapori di una volta

-          Pasta Fresca per chi desidera cimentarsi nella preparazione di tagliatelle, lasagne e ravioli

-          Origine Lombardia per chi desidera solo prodotti di filiera

-          Gnocchi per gli appassionati di questo piatto tradizionale che si può condire in mille modi diversi

-          Gluten Free per chi sceglie o necessita una dieta senza glutine

 

Rimangono immutati i kit da 8 confezioni, in versione dolce e salata, per chi preferisce fare una bella scorta di farina.

 

E per rendere più facile l’identificazione, ogni cofanetto è differenziato da un codice colore diverso, così che anche dall’esterno si saprà sempre di quale kit si tratta. 

 

Ancora una volta il Molino di Cesole ci sorprende per la varietà delle sue proposte e per la capacità di offrire un’esperienza giocosa e utile, che va al di là della semplice farina. Un nuovo tassello nelle idee creative a cui questa realtà mantovana ci ha abituati nel tempo. 

 

“Abbiamo pensato di utilizzare la carta in modo rituale come si fa nell’arte degli origami – afferma Piero Lissoni - un semplice foglio rettangolare che, piegato in parti sempre più piccole, diventa un dosatore. Un atto quasi cerimoniale per poter iniziare a impastare!”

 

“Risolvere problemi in modo semplice e immediato, senza rinunciare alla bellezza, è l'obiettivo primario del design», sottolinea Gianluca Pasini, amministratore dell’azienda. «Con questo origami dosatore abbiamo creato uno strumento che è allo stesso tempo gioco, esperienza, funzione. Come sempre è il risultato di un lavoro di squadra tra il Molino e Lissoni Graphx, nostro partner sempre più coinvolto nel mondo delle farine”.  


Pistoia Musei in partnership con Sky Arte presenta STORIE DI ARTISTI. Sei artisti raccontati da Aurelio Amendola

 



una mini-serie dedicata a sei protagonisti dell'arte contemporanea, visti attraverso le immagini e i racconti di Aurelio Amendola.

 

Sabato 24 aprile la prima puntata dedicata allo scultore pistoiese Marino Marini

 


Pistoia, giovedì 22 aprile 2021 – Nell'attesa di poter tornare a vivere gli spazi espositivi, Pistoia Musei in collaborazione con Sky Arte, propone una mini-serie legata alla mostra Aurelio Amendola. Un’antologia, in corso negli spazi espositivi del sistema museale.

 

Sei video-pillole – una ogni sabato sui siti web e sui canali social di Pistoia Musei e Sky Arte – dedicate ad alcuni degli artisti con i quali Amendola ha lavorato nel corso della sua lunga carriera, stringendo spesso con loro dei rapporti di profonda stima e amicizia. Un racconto intimo e personale che, attraverso lo sguardo ironico di Aurelio Amendola, svela dettagli insoliti, episodi curiosi e momenti di vita privata.

 

Sei puntate che ci accompagneranno per tutto il mese di maggio alla scoperta di sei artisti, sei giganti del mondo dell'arte con personalità molto diverse tra loro: sabato 24 aprile la prima puntanta con Marino Marini, per continuare poi con Giorgio de Chirico, Alberto Burri, Andy Warhol, Claudio Parmiggiani, e Jannis Kounellis.

 

La mini-serie è prodotta da Pistoia Musei e distribuita in collaborazione con Sky Arte, con la regia di Metilene Design e Comunicazione.

mercoledì 21 aprile 2021

Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck presenta LECTURE ROOM #1 Pharaildis Van den Broeck e il mercato dell'arte. Per un elogio del margine

 



con Cristina Masturzo

 

lunedì 26 aprile 2021, ore 18.30

streaming Facebook

 

PARTECIPA

 

 

Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck

via M. A. Bragadino, 2 – Milano

www.aapvdb.org

 

Milano 21 aprile 2021. In parallelo all'attività espositiva negli spazi di Via Bragadino a Milano che riprenderà il prossimo 10 maggio con la mostra di Tatiana Giorgadse parte del ciclo Project Room, l'Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck presenta LECTURE ROOM #1 il primo appuntamento del programma di approfondimento sull'opera e la figura dell'artista italo fiamminga e sui temi centrali per la cultura visiva contemporanea come il mercato, la marginalità, la moda e molti altri.

 

Lunedì 26 aprile alle ore 18.30 in diretta facebook la storica e critica d'arte Cristina Masturzo, in dialogo con la curatrice dell'archivio Barbara Garatti, presenta al pubblico alcune riflessioni sul rapporto tra Pharaildis Van den Broeck e il mercato dell'arte.

La posizione liminare che l'artista ha mantenuto nel corso della sua attività artistica offre lo spunto per riflettere su alcune dinamiche alla base dei processi di commercializzazione delle opere offrendo possibilità e problematicità alla ricerca artistica.

 

Il programma di LECTURE ROOM arricchisce l'offerta culturale dell'Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck presentando degli spazi virtuali in cui studiosi di diversi ambiti disciplinari condividono le ricerche tematiche condotte in archivio, partendo dall'analisi del lavoro di Van den Broeck.

 

Il programma prosegue a maggio con Valeria Raho e Jonatah Manno – fondatori di P.I.A. a Lecce – che daranno una lettura sul tema della marginalità, in ottobre il duo curatoriale Francesco Urbano Ragazzi esaminerà i codici visivi di Pharaildis Van den Broeck tra arte e moda e a dicembre la storica dell'arte Roberta Bernabei presenterà un racconto dell'artista italo fiamminga tra ricordi personali e riferimenti storico artistici.


 

VENDEMMIA: NASCE IL CONTRATTO CONDIVISO DI ALLOGGIO PER STAGIONALI

 Importante intesa frutto del lavoro tra Consorzio Barolo Barbaresco, Coldiretti, CIA, Confagricoltura e Confcooperative per fornire locazione ai lavoratori non assunti direttamente dalle aziende agricole

 

Un’iniziativa di grande peso per il settore vitivinicolo cuneese in vista della prossima vendemmia, proprio perché frutto di un intenso lavoro di concertazione fra le Parti sociali che rappresentano tutte le realtà produttive e lavorative del comparto. L’intesa, dopo intense giornate di lavoro, è stata siglata ieri a Cuneo tra il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Coldiretti Cuneo, CIA Cuneo, Confagricoltura Cuneo e Confcooperative Cuneo. Tutte le parti in causa sottolineano l’importanza del lavoro costituzionalmente inteso quale valore sociale e non solo economico.

 

Le aziende agricole già attualmente ospitano i loro dipendenti, che in gran parte essendo lavoratori stabili non hanno bisogno di una locazione. Il Contratto condiviso, concordato tra le Organizzazioni, nasce dall’esigenza di offrire un alloggio ai lavoratori anche quando sono assunti dalla Cooperativa e non direttamente dalle aziende agricole.

 

Nel settore vitivinicolo è molto diffuso che le aziende agricole stipulino dei contratti con Cooperative per attività in vigna e spesso, nel periodo della vendemmia accade che ci sia più offerta che domanda in termini lavorativi. Con questo contratto standard, le Organizzazioni e le aziende agricole si vogliono assicurare che tutti i lavoratori abbiano un alloggio, nonostante nessuno sia tenuto, per legge, a fornirne uno.

 

Il contratto di prestazione standard concordato tra le Organizzazioni professionali a cui siamo arrivati – dichiara Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – è uno strumento di fondamentale importanza sia per i lavoratori agricoli - stagionali e non - sia per le aziende. È un atto di solidarietà ma anche di civiltà, un passo concreto in avanti per sostenere e facilitare le imprese agricole e per tutelare i lavoratori impegnati nella raccolta delle uve”.

 

Parallelamente alla sfida della sostenibilità ambientale, è necessario che il nostro settore affronti la questione della tutela della manodopera”, dichiara Matteo Ascheri, presidente del Consorzio Barolo Barbaresco. “Questo accordo è un primo passo importante per fronteggiare le problematiche che talvolta possono insorgere nel comparto vitivinicolo in momenti cruciali come la vendemmia. La questione merita molta attenzione e siamo consapevoli che questa intesa rappresenti l’inizio di un percorso articolato e necessario.”

 

È stato finalmente messo a punto uno strumento importante quanto necessario – afferma Igor Varrone, Direttore Cia Cuneo – L’accordo sulla standardizzazione del contratto di prestazione potrà essere una tutela per le aziende e per i lavoratori. Dare uniformità nella gestione di questi rapporti contrattualistici qualifica il lavoro della filiera del vino, per la quale l’adesione a requisiti condivisi dal settore diventa elemento distintivo di affidabilità oltre che strumento di garanzia e integrazione.”

 

Come Confcooperative Cuneo”, dichiara il presidente Alessandro Durando, “la formalizzazione di un contratto di appalto di servizio condiviso tra aziende e cooperative è per noi importante.  È un accordo che tutela le parti in causa e viene a definire un approccio di sistema che rafforza il lavoro di questi anni nella direzione di realizzare una filiera del lavoro di qualità nel settore del vino. Naturalmente sarà necessario un costante confronto e monitoraggio sull’accordo sottoscritto per arginare le situazioni a rischio irregolarità, in specifico, per il nostro mondo, il contrastare il fenomeno delle cooperative spurie che restituiscono, del lavoro in vigna e del mondo della cooperazione, una immagine negativa che penalizza noi e tutto il territorio”. 

 

“Per quanto le caratteristiche del lavoro in vigna abbiano portato negli anni a una stabilizzazione dei lavoratori e del relativo alloggiamento, la sottoscrizione di un contratto condiviso da tutte le Organizzazioni evidenzia la sensibilità dell’intera filiera alle tematiche della sostenibilità e dell’etica del lavoro - commenta Roberto Abellonio, direttore Confagricoltura Cuneo - Un’intesa che conferma l’attenzione del comparto vitivinicolo cuneese in tema di integrazione e tutela dei diritti dei lavoratori”.

 

Per le Organizzazioni è fondamentale l’impegno, attraverso la contrattazione e la bilateralità. È di fondamentale importanza che un tessuto produttivo sia basato su presupposti etici ed organizzativi e che garantisca la qualità di processi e prodotti, dichiarando irrinunciabile e fondamento di ogni strategia il valore dell’integrazione, dell’educazione e della promozione socio-culturale.

 

 

martedì 20 aprile 2021

miart presenta AND FLOWERS / WORDS UN PROGETTO EDITORIALE ORIGINALE CHE CELEBRA LA PAROLA – SIA SCRITTA, SIA PARLATA – E CHE COINVOLGERÀ NUMEROSE VOCI DEL PANORAMA CULTURALE ITALIANO IN DIALOGO CON IL DIRETTORE ARTISTICO DI MIART

 


miart 2021 è lieta di presentare And Flowers / Words, un progetto editoriale originale che da aprile fino all’estate accompagnerà la venticinquesima edizione della fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano organizzata da Fiera Milano e diretta per il primo anno da Nicola Ricciardi (17-19 settembre 2021). 

Dopo la presentazione di Dismantling the Silence – la campagna visiva ideata da Studio Folder che trae il titolo dall’omonima raccolta di poesie pubblicata nel 1971 da Charles Simić – miart prosegue e approfondisce il suo percorso di valorizzazione della parola come risposta a un mondo dell’arte che sta attraversando una fase di profonda trasformazione e che, dopo un periodo di silenzio, cerca nuovi modi per comunicare. 

And Flowers / Words trae il titolo dalla poesia Pastoral, contenuta nella stessa raccolta, la cui quartina iniziale recita:

I came to a field
Where the grass was silence
And flowers
Words 

miart sceglie di partire da questa immagine – un campo d’erba/silenzio che si anima e colora con lo sbocciare di fiori/parole – per sviluppare un progetto editoriale che coinvolgerà numerose personalità del mondo artistico e culturale italiano, unite tra loro da un particolare interesse per il tema della parola scritta o parlata.

Ogni settimana, fino all’inizio dell’estate, verrà pubblicato sul sito e sui canali social della fiera un contributo video in cui il Direttore Artistico Nicola Ricciardi converserà con personalità del mondo dell’arte e della cultura chiedendo loro una visione ispirata all’immagine guida e volta a colmare il vuoto culturale dell’ultimo anno e il silenzio che ne è conseguito, in una piattaforma di dialogo e condivisione.

Il primo appuntamento è previsto per mercoledì 28 aprile con la partecipazione di Chiara Costa, Head of Programs Fondazione Prada.

Si proseguirà poi con l’intervento di ulteriori esponenti del mondo dell’arte – Barbara Casavecchia, critica e curatrice indipendente, Contributing Editor di Frieze; Massimiliano Gioni, Direttore Artistico Fondazione Nicola Trussardi e New Museum (NY); Lorenzo Giusti, Direttore GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo; Luca Lo Pinto, Direttore Artistico MACRO – Museo d’arte contemporanea di Roma – e con diverse voci provenienti dal mondo della poesia e della letteratura.

Il contenuto sarà disponibile ogni mercoledì a partire dalle ore 14.00 sul sito e sui canali social della fiera.

Dove il cibo diventa eccellenza

 



Risale al 2013 l’assegnazione del Presìdio Slow Food al formaggio della Latteria turnaria di Campolessi. Il progetto di sostegno e valorizzazione delle turnarie promosso dall’Ecomuseo delle Acque parte dunque da lontano (allora c’era una seconda latteria ad operare sul territorio, quella di S. Floreano di Buja poi passata a un privato). Molti in questi anni hanno sorriso, considerando l’iniziativa fuori dallo spirito dei tempi, poco ragionevole e un po’ retrograda. Ovviamente l’Ecomuseo è di parere opposto, tanto più quando a suffragare la credibilità del progetto intervengono contributi di rilievo.

Un libro recente pubblicato da Einaudi, di cui è autore il geografo Mauro Varotto docente all’Università di Padova, dedica ampio spazio a due latterie – Campolessi e Peio – accomunate dal modello turnario e pure da un documentario che le descrive in modo originale e non scontato. Del film “Latte nostro” del regista Michele Trentini abbiamo già scritto. Del saggio “Montagne di mezzo. Una nuova geografia” ci occupiamo ora, non certo sorpresi dell’attenzione riservata dal ricercatore ai due caseifici. Leggendo il libro, comprendiamo come l’esperienza di Campolessi rientri in una forma di “resistenza attiva” ai modelli dominanti di standardizzazione, specializzazione e intensificazione produttiva. Le latterie turnarie sono realtà minori che appartengono a un’idea nuova di territorio, luoghi che tengono insieme passato e futuro.

Sitopia è un neologismo, coniato dall’architetta e scrittrice inglese Carolyn Steel, che mette insieme due parole del greco antico, sitos e topos: letteralmente “luogo del cibo”. Per l’autrice è il mondo in cui viviamo, perché il cibo plasma ogni attività umana. Per noi “sitopia” è anche la Latteria di Campolessi, luogo solo apparentemente perdente, nella realtà modello virtuoso dove il cibo diventa eccellenza.

 

«Il cibo può salvare il mondo ridandogli il valore che merita. Ci siamo illusi che il cibo potesse costare poco, pochissimo, quasi niente, come il fast food, senza calcolarne gli esorbitanti costi nascosti. Dal cambiamento climatico alla pandemia, molti dei nostri problemi odierni sono collegati a una cattiva gestione della produzione alimentare. Ma non siamo condannati a continuare su questa strada. C’è una via alternativa, fatta di cucina povera, produzione locale, condivisione» (Carolyn Steel).

Pubblicati dal Comune di Carrara due avvisi di selezione per titoli e colloquio per il conferimento dell’incarico professionale di Direttore Scientifico del mudaC | museo delle arti Carrara e del Museo Carmi

 Il Comune di Carrara ha indetto due distinte procedure comparative per titoli e colloquio finalizzate al conferimento dell’incarico di Direttore Scientifico del mudaC | museo delle arti Carrara e del Museo Carmi Carrara e Michelangelo a Villa Fabbricotti, come previsto dal Regolamento generale di organizzazione del Polo Museale.

 

L’incarico è conferito dal Dirigente del Settore Attività Produttive, Cultura e Biblioteca, Servizi Educativi e Scolastici sulla base di una procedura comparativa per titoli e colloquio, a seguito di avviso pubblico, per una durata non superiore a 36 mesi, per il periodo compreso che va dal primo luglio 2021 al primo luglio 2024.

A ciascun Direttore Scientifico, figura espressamente richiesta per i Musei che hanno ottenuto il riconoscimento di Musei di rilevanza regionale quali appunto il mudaC e il Carmi, verrà corrisposto un compenso lordo di euro 10.000 annui.

 

Gli interessati in possesso dei requisiti richiesti dovranno presentare la propria candidatura, secondo le modalità specificate nel bando, tassativamente entro e non oltre le ore 13.00 del prossimo 10 giugno, utilizzando l’apposito modello al quale dovranno essere obbligatoriamente allegati copia di un documento di identità in corso di validità, il curriculum vitae, da cui risulti la qualificazione professionale richiesta, datato e sottoscritto e una breve lettera di motivazione.

Le candidature saranno esaminate da un’apposita Commissione nominata dal Dirigente del Settore Attività Produttive, Cultura e Biblioteca, Servizi Educativi e Scolastici e composta da tre esperti.

 

L’avviso e il modello di domanda sono scaricabili dal sito del Comune di Carrara all’indirizzo web.comune.carrara.ms.it

PRIMA COLAZIONE E CINEMA: UN BINOMIO “DA SOGNO”. LA SETTIMA ARTE CELEBRA IL PASTO PIU’ IMPORTANTE DELLA GIORNATA

 




·         Dal croissant del romantico “Colazione da Tiffany” al latte e cereali della colazione spaziale di “Alien”, sono innumerevoli le pellicole cinematografiche che rendono omaggio al primo pasto del mattino.

·         In occasione della Notte degli Oscar (25 aprile), “Io Comincio Bene” (www.iocominciobene.it) – il portale dei breakfast lovers – ha raccolto le più indimenticabili scene di film cult che celebrano il rito della prima colazione e ne ha scelte 5, rilette in chiave “pop” dall’artista contemporaneo Ezio Ranaldi in 5 opere inedite, e trasformate – con il contributo della biologa nutrizionista Valeria Del Balzo – in 5 menù ispirati alle celebri pellicole.

·         Protagonisti indiscussi della scena: latte, caffè, yogurt, cereali, frutta, biscotti e fette biscottate con marmellata o crema spalmabile. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Doxa/Unionfood, infatti, la prima colazione piace al cinema come a tavola, tanto che 9 Italiani su 10 al primo pasto del mattino non rinunciano.

 

Aprile 2021 - Il cinema si è fatto prendere per la gola, spesso. Anche e soprattutto a colazione. Non è solo il pasto più importante della giornata, ma un vero e proprio momento “che fa sognare”. Dai colossal americani alle commedie iconiche italiane, la settima arte ha reso omaggio alla prima colazione con scene memorabili che hanno fatto la storia della cinematografia internazionale, restando nell’immaginario di grandi e piccoli. Del resto, forse non tutti sanno che la prima pellicola della storia, “Repas de bèbè”, immortala in 50 secondi Auguste Lumière e la moglie intenti a dare il primo pasto della giornata al loro bambino. La colazione, usata come metafora, celebra la nascita del nuovo mezzo: il cinematografo. Da allora, sono state molteplici le scene indissolubilmente legate alla prima colazione rimaste impresse nell’immaginario dei cinefili. In occasione della Notte degli Oscar 2021 (il prossimo 25 aprile), “Io Comincio Bene” – il portale che racconta il valore e l’importanza di questo momento – celebra il binomio “colazione & cinema” con una raccolta di scene iconiche legate al primo pasto del mattino, che piace a tutti sul grande schermo e a tavola: non a caso, secondo una ricerca dell’Osservatorio Doxa/Unionfood, 9 Italiani su 10 (l’88%) alla prima colazione non rinunciano.

 

Un’ottima notizia per gli esperti di nutrizione, che da sempre ribadiscono l’importanza di questo pasto. “Dal punto di vista nutrizionale, la prima colazione è il momento in cui riforniamo di energia l’organismo dopo il digiuno notturno – spiega Valeria Del Balzo, biologa e nutrizionista presso l’Università “La Sapienza” di Roma – Saltarla del tutto, senza mangiare null’altro prima del pranzo, non solo fa arrivare al pasto successivo eccessivamente affamati ma, per compensare la fame, si rischia di mangiare in modo disordinato durante il resto della giornata: non a caso, molti studi scientifici dimostrano che le persone in sovrappeso, o addirittura obese, nel 90% dei casi non la consumano abitualmente. Mangiare al mattino, invece, ci consente di distribuire le calorie in modo equilibrato nell’arco della giornata”.

 

Ma come viene rappresentata la prima colazione al cinema? Abbondante per Richard Gere e Julia Roberts in “Pretty Woman”, che in hotel si concedono croissant, pancake con bacon, frutta e spremuta d’arancia. Ma anche per John Travolta e Samuel L. Jackson in “Pulp Fiction”, che in un diner consumano pancake, uova, bacon e caffè americano. Più leggera, invece, per Totò e Peppino ne “La banda degli onesti”, che al bar discutono di capitalismo e marxismo gustando soltanto una tazzina di caffè con zucchero.

 

In tutte le pellicole, la colazione è sinonimo di convivialità e dialogo, così come lo è per 1 Italiano su 3 che, durante il primo lockdown, ha riscoperto il valore di farla in famiglia o con il partner, e per il 28% che ha dedicato più tempo al primo pasto della giornata (che oggi ha una durata media di 13 minuti). “Mangiando lentamente mastichiamo anche meglio: questo è un vantaggio per il processo digestivo perché raggiungiamo prima il senso di pienezza del nostro stomaco, dal quale viene mandata una risposta di tipo ormonale al cervello per segnalare l’interruzione del pasto” commenta Valeria Del Balzo.

 

La prima colazione è sempre stata un’inesauribile fonte di narrazioni cinematografiche: ha ispirato storie d’amore e d’amicizia; ha legato persone di diverse parti del mondo evocando emozioni e ricordi; ha raccontato personaggi, vite, esperienze; è stata spesso un elemento fondamentale per costruire l’atmosfera e il quadro della narrazione.

Dal latte con cereali, consumati prima di andare a scuola dal protagonista del film horror “Il Sesto Senso” ai panini dolci dei fratelli Pontipee in “Sette spose per sette fratelli”: al cinema come a casa, variare il menù rende divertente fare colazione. Inoltre, dal punto di vista nutrizionale, essere monotoni significa limitare l’apporto di nutrienti. Variare a colazione è essenziale, anche dal punto di vista della sicurezza alimentare.

 

Così come è importante prendersi il giusto tempo per cominciare bene la giornata a tavola. Il pasto del mattino dovrebbe essere un momento di aggregazione: la famiglia si riunisce per un pasto ‘in comune’ durante il quale si parla, ci si confronta. Dedicare del tempo alla colazione aiuta anche il risveglio. In questo senso, il lockdown potrebbe essere stato, per quanto riguarda la prima colazione, un vantaggio: senza la fretta di uscire di casa, senza i bambini da dover portare a scuola, abbiamo potuto apprezzare di più la possibilità di sederci a tavola per fare colazione in tranquillità con i nostri cari. Sarebbe importante, anche in futuro, mantenere questa buona abitudine” conclude Valeria Del Balzo.

 

 

5 OPERE D’ARTE “POP” ISPIRATE A 5 COLAZIONI DA OSCAR: L’INTERPRETAZIONE DI EZIO RANALDI

 

“Io Comincio Bene” ha selezionato 5 scene indimenticabili di colazioni cinematografiche, che sono state rilette in chiave “pop” dall’artista contemporaneo Ezio Ranaldi – noto per la destrutturazione di locandine dei film – e riprodotte in opere inedite ispirate ai 5 film cult: Colazione da Tiffany, Il Monello, Notting Hill, Sentieri Selvaggi e Alien.

 

Una gallery di immagini che rendono omaggio alla prima colazione dolce all’italiana, dove latte, caffè, biscotti, cereali, frutta, pancake e croissant dominano la scena, sono al centro della storia, diventano parte essenziale dei dialoghi, ci fanno sognare e ci proiettano in un mondo fantastico.

 

La prima opera ci rimanda a un grande classico, Colazione da Tiffany, la pellicola che ha consacrato Audrey Hepburn nell’olimpo cinematografico anche grazie alla colazione da asporto più iconica nella storia del cinema: chi non la ricorda avvolta nel suo tubino nero Givenchy, con un filo di perle e occhiali scuri, fare colazione con caffè da asporto e croissant, davanti alla vetrina della celebre gioielleria newyorkese?

 

A seguire, Notting Hill”: non solo romanticismo e humor inglese a tavola per Julia Roberts e Hugh Grant, che interpretano la famosa attrice Anna Scott e il libraio squattrinato William, ma anche pane, burro e marmellata con latte, frutta e thè. Un menù che trova d’accordo anche la metà degli Italiani: infatti il 44% fa colazione a casa con pane o fette biscottate, da sole o accompagnate da marmellate o creme spalmabili.

 

Pancake, burro e sciroppo d’acero imbandiscono, invece, la tavola di Charlie Chaplin e de Il monello” (The Kid), nella scena di prima colazione tratta dall’omonimo film in bianco e nero. La grande abbondanza di pietanze a tavola strappa un sorriso, ma nasconde una lacrima: probabilmente, per i protagonisti della scena i tanti, troppi pancake saranno l’unico pasto del giorno (o dei giorni a seguire).

 

La quarta opera è ispirata a un grande classico tra i western americani, una pellicola così celebre da dare il nome anche ad una testata di settore – chiamata, per l’appunto, Sentieri Selvaggi – e ritrae il reverendo Clayton fare colazione con caffè e un biscotto in compagnia del protagonista (interpretato da John Wayne), a casa della cognata Martha. Proprio come il 40% degli Italiani che, al mattino, consuma biscotti secchi o classici, ma anche ricchi o farciti.

 

Infine, arriva la colazione “spaziale” di “Alien”, con una ricca selezione di cereali per i membri dell’equipaggio del Nostromo, la gigantesca astronave in cui è ambientato il capolavoro fantascientifico di Ridley Scott.