giovedì 30 aprile 2026

Lanostrastrada e le due realtà: Viabizzunoagricola e Tenuta Del Paguro.

 






Viabizzunoagricola®, custode della luce e dei sapori di Sicilia e di Brisighella, restituisce al vino e alle creazioni della terra il calore del suolo e ilritmo lento della natura.una storia ventennale di colori e parole che crescono dalla terra per lavorare i frutti chel ei ci dona in maniera tradizionale e naturale,spingendosi verso la luce, del sole e della luna.Una cura e una passione per le nostre terre, trattate in maniera biologica. Un saper fare contadino.

Tenuta Del Paguro®ha osato sfidare leconvenzioni, portando il vino a maturare nelle profondità del mare, dove le correnti e la pressione creano un ambiente unico al mondo, esplorando i confini del gusto.dal 2008,Tenuta Del Paguro®è la prima cantina al mondo ad affinare il vino con il metodo subacqueo.

Dal 2008, Tenuta Del Paguro® è la prima cantina al mondo ad affinare con il metodo subacqueo.

Tutto nasce da un’idea e visione di Gianluca Grilli: rivisitare una storia, un avvenimento del

1965, e trasformarla in un progetto unico che unisce innovazione, passione e ricerca. nel 2007, durante un'amichevole chiacchierata con Tonino Guerra, Gianluca si fa raccontare la storia della piattaforma paguro.

Nel 1965, una piattaforma metanifera chiamata Paguro esplode e si inabissa nelle profondità

dell’adriatico. con il tempo, la natura si impossessa di questo gigante di ferro e acciaio,

trasformandolo in un reef naturale insolito per i fondali sabbiosi della costa romagnola.

La curiosità si intreccia con la passione per l’enogastronomia, ed inizia da parte di Gianluca

un percorso di ricerca ed innovazione enologica riguardo al rapporto nel tempo tra acqua salmastra e vino.

Le radici di questo rapporto affondano in profondità nella storia, fin dal tempo degli antichi

greci e romani. la bizantina ravenna, capitale dell’impero romano d’occidente, era sede del

porto più importante dell’adriatico. durante i baccanali, il magister bibendi mesceva una

varietà di vini, fra cui i vini “salsi” o salati, prodotti con uve seccate al sole e miscelati con acqua

marina, per accelerare la maturazione e prevenire l’acetificazione.

Da sempre il connubio mare e uva abita queste terre.

Oggi, quest’area protetta diventa il luogo in cui la Tenuta Del Paguro® affina il proprio vino.

da una catastrofe nasce una meraviglia: senza quell’evento nefasto non sarebbe mai nata la

dimora delle più strane specie dei nostri mari, non sarebbe mai nata la culla dei vini della

Tenuta Del Paguro®.


Con la collaborazione di una squadra di subacquei, Gianluca ha affondato nel reef

del relitto della piattaforma paguro, ad una profondità di 30 metri, le casse di vino della

Tenuta Del Paguro®.

L’intuizione rivoluzionaria di affinare il vino in mare porta alla prima emersione di

bottiglie nel 2008, svelando un fenomeno straordinario: il vino si evolve grazie alla

pressione, alla temperatura, al movimento delle correnti e alla luce.

 Da allora Tenuta Del Paguro® si è affermata come un’eccellenza enologica, tracciando un

solco inedito: quello dei vini affinati in mare.


Lanostrastrada® ha origine da un’idea di Mario Nanni, artista che crede fortemente

nella cultura del saper fare insieme alla moglie Cristina e agli amici

Gianluca e Italino unisce lo starbene e i piaceri della tavola ad arte, design,

terra, acqua e luce. radicati nella cultura romagnola, viviamo con

grande spirito laborioso e con l’intento di goderci la vita e di conservare

lo spirito dell’amicizia e dell’ospitalità.

Gli ingredienti scelti per la preparazione dei piatti e i vini serviti a tavola provengono da

una rigorosa e attenta selezione delle materie prime, per garantire la massima

qualità e l’autenticità dei sapori. Questa scelta non solo valorizza le eccellenze

del territorio e le piccole produzioni di nicchia, ma offre anche agli ospiti

l’opportunità di scoprire e apprezzare etichette di prestigio

e prodotti gastronomici unici. L’abbinamento cibo-vino è curato nei minimi dettagli da esperti sommelier per esaltare al meglio le caratteristiche di ogni portata e creare un’armonia di sapori indimenticabile.

PATRICK MIMRAN BILLBOARD PROJECT Venezia, dal 4 al 17 maggio 2026

 


“Art needs neither masters nor slaves.” “Art is mute when money talks.” “A good work of art is one that you still love on the day it is worth nothing.”

 

Non è una mostra. È un’interferenza.

 

 

In occasione dell’apertura della Biennale Arte 2026,

Patrick Mimran dissemina Venezia con 42 billboard di grandi dimensioni,

trasformando la città in uno spazio di interrogazione pubblica

 

Dal 30 aprile 2026 è disponibile il volume dedicato al progetto,

pubblicato da Marsilio, con testi di Patrick Mimran e Denis Curti

 




Venezia – Dal 4 al 17 maggio 2026, in concomitanza con l’apertura della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Patrick Mimran presenta una nuova attivazione del suo Billboard Project, diffondendo 42 manifesti nello spazio urbano.

 

Non immagini, ma frasi. Non narrazione, ma attrito.

 

Distribuiti da Piazzale Roma alla Salute, da Ca’ Rezzonico ai Giardini, da Rialto a Murano, i billboard introducono nel paesaggio veneziano enunciati brevi, diretti, spesso ironici e spiazzanti:

“Art and fashion are a mismatched couple.”

“There are two universal languages: art and stupidity.”

“Artists who talk too much about their art only create art that has nothing to say.”

 

Sono frasi che non spiegano, ma interrompono. Non accompagnano lo sguardo: lo deviano.

 

Nato a New York nel 2001 e sviluppato nel tempo in numerose città internazionali, il Billboard Project utilizza il linguaggio della comunicazione pubblicitaria per rovesciarne la funzione, sottraendolo alla logica persuasiva per trasformarlo in un dispositivo critico.

Il manifesto, per definizione strumento di vendita, diventa qui luogo di attrito.

In questo slittamento, l’opera non si offre: accade.

E accade nello spazio più instabile, quello pubblico.

 

“Art is not where you think you are going to find it.”

 

L’intervento veneziano si inserisce nel momento di massima concentrazione simbolica della Biennale Arte, ma opera ai suoi margini, nei percorsi quotidiani, nelle traiettorie non intenzionali. Qui l’arte non chiede attenzione: la intercetta.

Le frasi di Mimran non costruiscono un discorso lineare, ma una costellazione di posizioni critiche che attraversano il sistema dell’arte, il suo linguaggio e le sue economie:

“Artists and art dealers are just an unfaithful couple.”

“Art is nothing more than a commodity for collectors and a pastime for the people.”

“Art that feeds on politics will eventually die of malnutrition.”

 

È in questa tensione tra sintesi e frizione che il progetto trova la propria efficacia: un linguaggio ridotto all’essenziale che produce, paradossalmente, un’espansione del senso.

Nel contesto della Biennale, questa disseminazione assume una particolare evidenza: mentre le istituzioni organizzano il discorso, Mimran lo interrompe. Mentre il sistema espone, lui inserisce interferenze.

 

“Contemporary art is a discourse always explained but never understood.”

 

L’opera, qui, non coincide con l’oggetto ma con l’incontro. Non con la visione, ma con l’attrito che produce.

 

“If art is useful, what is it good for?”

“In an ideal world, beauty is like money: it should be shared.”

 

In occasione dei 25 anni del Billboard Project, il 30 aprile 2026 esce il volume Patrick Mimran. Billboard Project, pubblicato da Marsilio, con testi dell’artista e di Denis Curti. Il libro ricostruisce la genesi e lo sviluppo internazionale del progetto, restituendone la dimensione concettuale attraverso immagini e riflessioni che ne confermano la natura di intervento diretto, mobile, non mediato.


Distribuzione

 

Distribuiti in modo capillare nello spazio urbano, i billboard attraversano Venezia seguendo le sue principali direttrici di accesso e percorrenza: dai nodi di arrivo e transito – Piazzale Roma, Ferrovia Santa Lucia, Tronchetto – lungo l’asse Cannaregio–Lista di Spagna fino a Rialto, cuore commerciale e simbolico della città.

Da qui, l’intervento si irradia verso il sistema monumentale di San Marco e dell’area Biennale – San Zaccaria, Giardini, Celestia –, per poi scendere lungo Dorsoduro e le Zattere, fino alla Salute e allo Spirito Santo, e attraversare la laguna verso la Giudecca e San Giorgio.

La disseminazione si estende inoltre verso la laguna nord – Fondamente Nove, Madonna dell’Orto, Sant’Alvise, Tre Archi –, fino a raggiungere Murano e l’area del Cimitero, includendo anche Sant’Elena, punto di soglia tra città e mare.

Una geografia diffusa e non gerarchica, che intercetta luoghi di passaggio e margini, traiettorie quotidiane e punti simbolici, trasformando l’intera città in un campo di apparizione e frizione.

 

Patrick Mimran

Patrick Mimran (Parigi, 1956) vive e lavora in Svizzera. Artista multidisciplinare, ha sviluppato una pratica che attraversa pittura, fotografia, musica e installazione, esponendo in istituzioni e contesti internazionali, tra l’Europa e gli Stati Uniti.


Dopo la straordinaria accoglienza alla 80. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e a Piano City Milano ARRIVA NELLE SALE COME EVENTO UNICO L’ULTIMO CONCERTO DEL MAESTRO “RYUICHI SAKAMOTO | OPUS”

 


TRASMESSO IN CONTEMPORANEA 

NEI CINEMA ITALIANI

IL 19 MAGGIO ALLE 20.30


L’ultimo regalo di Sakamoto al suo pubblico:

il film-testamento diretto dal figlio Neo Sora

che celebra la vita e il lavoro del leggendario compositore 


Un progetto Nexo Studios e Mescalito Film





Arriverà nelle sale come evento unico solo il 19 maggio alle ore 20.30, in contemporanea nazionale, “RYUICHI SAKAMOTO | OPUS”, il film-testamento diretto da Neo Sora, figlio di Sakamoto. Presentato in anteprima all’80. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e all’edizione 2024 di Piano City Milano, RYUICHI SAKAMOTO | OPUS” racconta l’ultimo concerto del Maestro e rappresenta una celebrazione della vita e del lavoro del leggendario compositore: l’ultimo regalo che Sakamoto, che si è spento il 28 marzo del 2023, ha voluto preparare per il suo pubblicoL’elenco delle sale che programmano l’evento è disponibile su nexostudios.it.


Negli ultimi anni, Sakamoto non era più in grado di esibirsi dal vivo. I concerti e i tour erano troppo faticosi. Ciononostante, alla fine del 2022, Sakamoto ha raccolto le forze per lasciare al mondo un’ultima performance: un film concerto i cui protagonisti erano solo lui e il pianoforte. Curati da Sakamoto stesso e presentati nell’ordine da lui deciso, i venti pezzi eseguiti nel film narrano la sua vita in musica senza ricorrere alle parole. La scelta copre tutta la sua carriera, dal periodo da popstar con la Yellow Magic Orchestra alle magnifiche colonne sonore dei film di Bertolucci, alla musica del suo ultimo album contemplativo 12. Girato in uno spazio intimo che conosceva bene, circondato dai suoi più fidati collaboratori, Sakamoto ha messo a nudo la propria anima attraverso la musica, sapendo che sarebbe stata forse l’ultima occasione di presentare la propria arte. Celebrazione della vita di un artista nel senso più puro del termine, Ryuichi Sakamoto | Opus è il canto del cigno dell’amato maestro.


Sakamoto aveva spiegato così il senso del progetto: “Dall'8 al 15 settembre 2022 mi sono dedicato a qualcosa di molto importante per me: filmare Ryuichi Sakamoto | Opus. Il progetto è stato concepito come l’occasione per registrare una mia performance - quando ancora ero in grado di esibirmi - che valesse la pena preservare per il futuro. Abbiamo preso in prestito lo Studio 509 dell’NHK Broadcast Center per registrare: un luogo che penso offra la migliore acustica possibile in Giappone. Il regista, Neo Sora, era piuttosto severo. Ha insistito perché decidessi con largo anticipo l'intero repertorio dei 20 brani che avrei suonato, in modo da preparare meticolosamente le riprese. Ho suonato a casa ogni pezzo che abbiamo poi registrato su un iPhone, per costruire la composizione dell’intero concerto che vuole idealmente rappresentare il tempo che trascorre dalla mattina alla sera. Tutto è stato meticolosamente realizzato con uno storyboard, in modo che la posizione delle camere e l'illuminazione cambiassero con ogni brano. A capo di una troupe di quasi trenta persone c'era il direttore della fotografia Bill Kirstein, che ha girato il film utilizzando tre camere 4K. Dal canto mio, quando ho iniziato le riprese ero un po' nervoso al pensiero che questa potesse essere l’ultima possibilità di condividere una mia performance. Abbiamo registrato alcuni pezzi al giorno, con molta cura. Ho suonato alcuni brani che non avevo mai suonato al pianoforte solo, come “The Wuthering Heights” (1992) e “Ichimei - piccola felicità” (2011). Ho suonato “Tong Poo” in un nuovo arrangiamento a un ritmo più lento di quanto l’avessi mai eseguito. Quindi, in un certo senso, mentre pensavo a questa come la mia ultima opportunità di esibirmi, sentivo anche di essere in grado di aprirmi a nuovi orizzonti. Suonare semplicemente qualche brano al giorno con molta concentrazione era tutto ciò che potevo fare a questo punto della mia vita. Forse a causa di questo sforzo, in seguito mi sono sentito completamente vuoto e le mie condizioni sono peggiorate per circa un mese. Ma, nonostante questo, mi sento sollevato di aver potuto registrare prima della mia morte una performance di cui ero soddisfatto”.


Il regista e figlio dell’artista Neo Sora ha aggiunto: “Sakamoto diceva che il piano era il prolungamento delle sue mani e in Opus ho voluto mostrare l’intreccio tra esecutore e strumento e come il respiro di Sakamoto si mescolava allo scricchiolio e al sibilo dei meccanismi del pianoforte. Il dialogo tra i due organismi estraeva le rispettive corporeità. Il film, memore della fascinazione di Sakamoto per il tempo, è progettato in modo da evocare visivamente il trascorrere delle ore nel corso di un’intera giornata. Mentre il tempo passa, la luce cambia, completando un cerchio, per poi ritornare alla posizione originale. Il film è girato in bianco e nero: spero di aver catturato il modo in cui la vita di Ryuichi Sakamoto, densa di sperimentazione, curiosità e innovazione, sia ritornata alle origini: al pianoforte”.


In concomitanza con l’uscita del film, Sony Music Masterworks ha pubblicato Opus, l’album che raccoglie le esecuzioni dell’ultimo concerto di Ryuichi Sakamoto, registrato nel 2022 e curato personalmente dall’artista. Pubblicato il 27 marzo su etichetta Milan Records / Sony Classical, il disco è disponibile in formato digitale, anche in Dolby Atmos, oltre che in edizione fisica 2CD e 4LP. Il progetto attraversa l’intero arco creativo di Sakamoto, dalle celebri composizioni per il cinema ai classici degli Yellow Magic Orchestra, includendo anche brani inediti o mai registrati in precedenza. Ad anticipare la release è stato il singolo “Tong Poo”, nuova e intensa versione per piano solo dello storico brano YMO.


RYUICHI SAKAMOTO | OPUS è presentato e distribuito in Italia da Nexo Studios e Mescalito Film in collaborazione con Piano City Milano e i media partner Radio Capital e MYMovies.it.



RYUICHI SAKAMOTO | OPUS 


Da un’idea di Ryuichi Sakamoto

 Musica composta ed eseguita da: Ryuichi Sakamoto



Regia: Neo Sora

Direttore della fotografia: Bill Kirstein

Produzione: KAB (Norika Sora, Albert Tholen, Aiko Masubuchi, Eric Nyari)

Produzione Esecutiva: Recorded Picture Company (Jeremy Thomas)

Montaggio: Takuya Kawakami

Suono: ZAK



TRACKLIST

Lack of Love

BB

Andata

Solitude

for Johann

Aubade 2020

Ichimei - small happiness

Mizu no Naka no Bagatelle

Bibo no Aozora

Aqua

Tong Poo

The Wuthering Heights

20220302 - sarabande

The Sheltering Sky

20180219 (w/prepared piano)

The Last Emperor

Trioon

Happy End

Merry Christmas Mr. Lawrence

Opus - ending



RYUICHI SAKAMOTO – Filmografia parziale


1983 -  Furyo (Merry Christmas, Mr. Lawrence), regia di Nagisa Oshima 

1987 - L’ultimo imperatore (The Last Emperor), regia di Bernardo Bertolucci 

1990 - Il tè nel deserto (Sheltering Sky), regia di Bernardo Bertolucci 

1991 - Tacchi a spillo (Tacones lejanos), regia di Pedro Almodovar

1992 - Cime tempestose (Wuthering Heights), regia di Peter Kominsky

1993 - Piccolo Buddha (Little Buddha), regia di Bernardo Bertolucci

2002 - Femme Fatale, regia di Brian DePalma

2004 - Tony Takitani, regia di Jun Ichikawa

2011 - Ichimei (Harakiri: Death of a Samurai), regia di Takashi Miike

2015 - Revenant - Redivivo (The Revenant), regia di Alejandro G. Iñárritu

2017 - The Fortress, regia di Hwang Dong-hyuk

2020 - Love After Love regia di Ann Hui 


Fondazione Berengo e Berengo Studio presentano Martin Janecký | Dreamers e Bertil Vallien | Transparent Boundaries a cura di Jean Blanchaert