giovedì 26 febbraio 2026

Il progetto “Nessuno escluso” arriva a Teramo: al via una nuova tappa del programma nazionale per sensibilizzare la comunità penitenziaria sulla cultura giuridica e costituzionale, a cura di Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Lefebvre Giuffrè e Associazione Antigone

 

SPECIALE MERCOLEDÌ IN CAMERA

 


Investire sul fattore “tempo”, con affinamenti più lunghi, è la scelta coraggiosa fatta dai fratelli Razzaboni di Ventiventi che coinvolge ben cinque dei vini simbolo della cantina

 


Nel distretto vitivinicolo a nord di Modena, Ventiventi continua a definire il proprio percorso nel Metodo Classico con un approccio contemporaneo che unisce visione familiare, precisione tecnica e attenzione al territorio. 

La cantina della famiglia Razzaboni annuncia oggi un’evoluzione significativa: l’allungamento dei tempi di affinamento sui lieviti per i cinque vini di punta

Una decisione che è nata in modo naturale, seguendo l’evoluzione delle basi in cantina. Quello che inizialmente era stato progettato come un affinamento di circa 30 mesi ha preso una direzione diversa, grazie agli assaggi e alla capacità di ascoltare il vino nel tempo

 

“Essere giovani significa avere il lusso di lasciarsi sorprendere. Avevamo previsto 30 mesi, ma all’assaggio abbiamo capito la vera potenzialità dei nostri vitigni”, spiega Andrea Razzaboni“abbiamo obbedito, scoprendo che, a 40 e 50 mesi, la freschezza non svaniva ma si vestiva di un’eleganza che non osavamo immaginare. Modena non è solo velocità. In cantina, abbiamo imparato che l’eleganza ha bisogno di lentezza.” 

 

Per una realtà giovane, scegliere di aspettare più a lungo ha significato accettare un cambio di tecnica e di stile. L’obiettivo era verificare quanto i vitigni potessero evolvere senza perdere il loro carattere immediato e territoriale.  

“Diciamo che questo passaggio di affinamento è stato, a tutti gli effetti, una scommessa sulla curva evolutiva che, per un’azienda giovane, è una vera sfida. Abbiamo scoperto che le nostre basi possiedono un potenziale di invecchiamento superiore alle aspettative, dove la terziarizzazione degli aromi non copre la varietalità, ma la esalta, creando una sinergia perfetta tra lo stile modenese e l’eleganza del Metodo Classico, continua Andrea Razzaboni. 

 

L’allungamento dei tempi di permanenza sui lieviti ha portato a vini più completi e armonici, senza rinunciare alla bevibilità che rappresenta uno dei tratti distintivi delle bollicine emiliane. Anche la scelta dei dosaggi si è orientata verso livelli contenuti, lasciando che fossero il tempo e il vitigno a guidare l’equilibrio finale. 

 

“Pignoletto, Lambrusco di Sorbara e Lambrusco Salamino di Santa Croce sono vitigni eccezionali. In partenza temevamo che affinamenti eccessivi potessero far svanire la freschezza delle singole varietà e far perdere l’autenticità delle bevute modenesi, estremizzando la complessità e rischiando di creare forzature”, racconta Andrea Razzaboni, “in realtà il risultato ottenuto è stato l’opposto: spumanti eleganti che non necessitano di grandi dosaggi, perché già in grado di raccontare il vitigno ed esprimere pienamente il lavoro svolto in campagna e il lungo affinamento sui lieviti.” 

Il risultato di questa evoluzione si traduce nei nuovi tempi di affinamento dei cinque Metodo Classico simbolo della cantina. 

 

I cinque vini e i tempi di affinamento: 

  • Blanc de Blancs V.2021 – 40 mesi sui lieviti, 3 g/l di residuo zuccherino 

  • Rouge de Noirs V.2021 – 40 mesi sui lieviti, 4 g/l di residuo zuccherino 

  • Ventiventi Rosé V.2020 – 50 mesi sui lieviti, 4 g/l di residuo zuccherino 

  • Ventiventi Brut V.2020 – 50 mesi sui lieviti, 4 g/l di residuo zuccherino 

  • Ventiventi Pas Dosé V.2020 – 50 mesi sui lieviti, 0 g/l di residuo zuccherino 

 

Più che inseguire uno stile prestabilito, Ventiventi ha scelto di seguire il ritmo naturale dei propri vini, lasciando che fossero il tempo e l’esperienza a definire la direzione. Una scelta che racconta bene l’identità della cantina: giovane e dinamica, ma capace di rallentare quando serve

Questa nuova fase si inserisce con coerenza nella visione della famiglia Razzaboni, che fin dall’inizio lavora per offrire una lettura contemporanea delle bollicine emiliane, valorizzando i vitigni locali attraverso il Metodo Classico e una filiera completamente controllata. 


 

 

Company profile breve  

Tutto ha inizio nel 2014 con l'acquisizione dei terreni allo scopo di radicare un sogno nella terra emiliana che, a Medolla (MO), ospita i 70 ettari di proprietà, di cui 30 vitati, e la cantina. La scelta della terra non è casuale. La tessitura alluvionale, con il 45% di argilla, 47% di limo e 8% di sabbia, offre un habitat ideale per la vite. Con il primo impianto nel 2016, le radici non sono solo quelle delle viti, ma quelle di una famiglia pronta a prendersi cura di ogni filare, di ogni tralcio, consapevole che la pazienza è il primo ingrediente del successo.  

La prima vendemmia del 2018 rappresenta il frutto di anni di attesa e lavoro, ma è solo l'inizio. La vera svolta arriva nel 2020, l'anno che non a caso dà il nome alla cantina. Con la commercializzazione ufficiale dei primi vini, Ventiventi fa il suo ingresso sul mercato e inizia a farsi strada in un settore competitivo e in continua evoluzione. La scelta del Metodo Classico, l’impegno verso la sostenibilità e l’attenzione maniacale alla qualità si rivelano la chiave per distinguersi. L’approccio basato sulla valorizzazione dei vitigni locali, come il Lambrusco Salamino di Santa Croce, il Sorbara, l’Ancellotta e il Pignoletto, troviamo varietà internazionali come il Chardonnay, Pinot Bianco, Cabernet Sauvignon e Traminer. Oggi, la produzione conta oltre 66.000 bottiglie tra Metodo Classico, Charmat e vini fermi. Dal novembre 2023, Ventiventi entra a far parte della FIVI - Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti- una scelta che rafforza l’identità dell'azienda e ne certifica l'approccio autentico e trasparente. 

 

https://ventiventi.it/ 

https://www.instagram.com/ventiventiwinery/  

Milano Cortina 2026 In occasione della mostra di Silvia De Bastiani Water and Peaks. An Olympic Journey Through the Alps a cura di Vera Agosti

 

Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards – WIMA 2026

 

Parte il concorso per valorizzare le produzioni enogastronomiche e agricole di montagna
C’è tempo fino al 30 aprile per inviare le proposte.
Guarda le Informazioni e il regolamento

Cortina d’Ampezzo, 25 febbraio 2026 – Prende il via la settima edizione del Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards (WIMA), progetto curatoriale del Lagazuoi EXPO Dolomiti, spazio museale a quota 2.732 metri di altitudine, dedicato alle idee più innovative e sostenibili legate al mondo della montagna. 

Giunto alla sua settima edizione, il concorso premia soluzioni e prodotti originali sviluppati da aziende, start-up, organizzazioni no profit, realtà del terzo settore, associazioni pubbliche impegnate a coniugare al meglio innovazione e sostenibilità in ambiente montano, un ambito in cui le sfide sono oggi particolarmente urgenti.

Il premio si articola in tre categorie:

  • attrezzature e abbigliamento da montagna – capi tecnici e accessori pensati per quote e condizioni climatiche particolari;
  • progetti e servizi per la montagna - soluzioni innovative e servizi dedicati a vivere, esplorare e valorizzare il territorio montano;
  • produzioni enogastronomiche ed agricole di montagna - prodotti e processi innovativi provenienti da comuni montani situati sopra i 600 metri di altitudine.

Quest’anno l’attenzione della giuria si concentra in modo particolare su sostenibilità e inclusività, si potranno assegnare menzioni speciali ai prodotti, progetti e iniziative che si distinguono per il loro contributo in questi ambiti.

C’è tempo fino alle ore 24.00 del 30 aprile per partecipare al concorso. Sul sito www.lagazuoiwima.org sono disponibili il Regolamento 2026 e la scheda di iscrizione. I progetti selezionati saranno al centro di una mostra che sarà inaugurata sabato 6 giugno 2026 negli spazi del Lagazuoi EXPO Dolomiti: un’occasione di incontro e valorizzazione della cultura della montagna. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino a marzo 2027. 

In un contesto unico, dominato dallo spettacolo delle Dolomiti patrimonio Unesco, si potranno scoprire il potenziale innovativo delle realtà che credono e investono nel futuro della montagna. 

Siamo giunti alla settima edizione, e questo è un traguardo che ci riempie di orgoglio – sottolinea Stefano Illing, ideatore del Lagazuoi EXPO Dolomiti e promotore dei WIMA – in questi anni il Lagazuoi Expo Dolomiti, attraverso i WIMA, si è affermato come catalizzatore delle migliori idee dedicate a chi la montagna la vive ogni giorno o la frequenta per passione. Abbiamo raccolto in questi ultimi sei anni un’eredità di oltre 200 progetti, dando visibilità a soluzioni e prodotti che raccontano una montagna capace di innovare e di generare un’interazione virtuosa tra uomo e ambiente, grazie al lavoro di aziende, start-up e associazioni”. Prosegue Illing: “Per questa edizione abbiamo scelto di premiare, con particolare attenzione, le proposte che non solo introducono elementi di novità, ma che si distinguono anche per il loro carattere inclusivo e sostenibile. L’obiettivo del Lagazuoi EXPO, infatti, non è solo valorizzare questi progetti attraverso una mostra dedicata e una comunicazione multicanale, ma anche contribuire ad alimentare un dialogo costante e consapevole sul futuro della montagna.

La Giuria

A guidare i lavori della giuria sarà l’Ingegnere Stefano Illing che metterà a disposizione il punto di vista e l’esperienza di chi vive e opera quotidianamente in montagna. Accanto a lui, tre commissioni specializzate – una per ciascuna categoria – formate da giornalisti ed esperti del settore: 

  • Per la categoria Attrezzatura e Abbigliamento da montagnaGiampaolo Allocco (designer e punto di riferimento nell’industrial design legato allo sport), Marco Di Marco (direttore di Sciare Magazine), Antonello Marega (presidente “EPSI - European Platform for Sport Innovation”), Paolo Paci (direttore di Meridiani e Meridiani Montagne).
  • Per la categoria Progetti e servizi per la montagnaMax Cassani (giornalista de La Stampa), Claudio Lucchese (professore e coordinatore del corso di laurea in "Hospitality Innovation and e-Tourism" presso l'Università Ca’ Foscari di Venezia), Maria Cristina Ceresa (direttrice di Green Planner), Emanuele Bompan (direttore di Materia Rinnovabile – Renewable Matter).
  • Per la categoria Produzioni enogastronomiche ed agricole di montagnaAnnalisa Cavaleri (giornalista professionista, contributor della guida MICHELIN Italia, autore del libro “Luxury Food” e docente di food marketing all’Università IULM di Milano), Bruno Gambacorta (giornalista, volto storico del Tg2 ideatore della rubrica Eat Parade), Alberto Lupini (direttore del network Italia a Tavola), e Ludovica Rubbini (general manager del SanBrite, stella rossa e verde Michelin, tra le 20 donne del cibo per Cook).

In giuria, per tutte le categorie, anche Mauro Toti (Responsabile Macroarea territoriale Nord-Est BPER Banca Private Cesare Ponti).

Partner tecnici

Per la categoria Attrezzatura e Abbigliamento da montagna

  • Assosport - l’Associazione nazionale fra i produttori di articoli sportivi che rappresenta, tutela e valorizza, sia in ambito nazionale che internazionale, le aziende che producono e/o distribuiscono in Italia abbigliamento, calzatura e attrezzatura sportiva.
  • Confindustria Belluno Dolomiti - l’Associazione che sostiene lo sviluppo e la valorizzazione delle realtà produttive del territorio fortemente identificato con il patrimonio unico e irripetibile delle Dolomiti.
  • GIS – lo sci club dei giornalisti italiani che aderisce alla Federazione Italiana Sport Invernali ed è costituito come associazione sportiva dilettantistica, riconosciuta dal Coni.

Per la categoria Progetti e servizi per la montagna

  • ANEF - la prima ed unica Associazione degli imprenditori funiviari riconosciuta e aderente a Confindustria. 
  • Azzurro Digitale – inserita nel 2020 nelle migliori 100 startup d’Italia è il partner di riferimento per accompagnare le aziende manifatturiere nella Transizione 5.0. 
  • UNIMONT - polo alpino dell'Università degli Studi di Milano, innovativo centro di formazione e di ricerca, specializzato nello studio e nell’analisi delle complessità del territorio montano.
  • TSM Trentino School of Management - società in house della Provincia autonoma di Trento che attraverso le attività di formazione, studio e ricerca supporta lo sviluppo integrato del Trentino.

Per la categoria Produzioni enogastronomiche ed agricole di montagna:

  • Coldiretti Veneto con Coldiretti Belluno - l’organizzazione di rappresentanza delle persone e delle imprese agricole che operano in agricoltura e nelle attività connesse e nell’agroalimentare.
  • Argav - l’Associazione Regionale dei Giornalisti Agroalimentari e Ambientali del Veneto e Trentino-Alto Adige.
  • GIST - il Gruppo Italiano Stampa Turistica, l’associazione dei giornalisti che si occupano con regolarità e continuità di turismo nei vari media per i quali lavorano: stampa quotidiana e periodica, web, radio e tv.
  • Libera Università di Bolzano - al crocevia tra il mondo economico e culturale tedesco e italiano, l’ateneo si distingue per il trilinguismo nella didattica e nella ricerca, l'alto grado di internazionalizzazione e l'eccellente dotazione delle strutture.

 Media partner

  • Sciare Magazine per la categoria Attrezzatura e Abbigliamento da montagna
  • Materia Rinnovabile | Renewable Matter per la categoria Progetti e servizi per la montagna

Italia a Tavola per la categoria Produzioni enogastronomiche ed agricole di montagna

LAGAZUOI EXPO DOLOMITI 

 Nel 2018 la stazione di arrivo della Funivia Lagazuoi, a quota 2732 metri, si è trasformata in una galleria d’arte, un polo espositivo altamente tecnologico e un laboratorio di idee sulla montagna e sui modelli di turismo slow e sostenibile. Lagazuoi EXPO Dolomiti è un luogo di rielaborazione culturale che genera veri e propri contenuti curatoriali, come Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards, un concorso che punta i riflettori su materiali, tecnologie, applicazioni, soluzioni high tech legati alle terre alte, e Lagazuoi Photo Award, che punta a sviluppare un linguaggio visivo originale sulla montagna. In questa struttura accessibile e autosufficiente sul piano energetico trovano posto sale espositive, una sala per manifestazioni e meeting e un terrace bar, che rendono il complesso un luogo perfetto per ospitare eventi. Tutto questo in una posizione strategica, tra Cortina d’Ampezzo e l’Alta Badia, nel cuore delle Dolomiti Patrimonio Unesco.  

https://lagazuoi.it/