lunedì 21 giugno 2021

25 - 27 giugno 2021 “Magici Intrecci Estivi” al Castello di Strassoldo di Sopra (Udine) nella settimana magica del Solstizio d’estate

 




Da 23 anni i Castelli di Strassoldo, nell’omonimo paese friulano in provincia di Udine (fra i Borghi più Belli d’Italia), ospitano in primavera ed autunno due ormai noti e raffinati eventi dedicati all’artigianato, all’artigianato e al florovivaismo di nicchia. Da marzo 2020, anche in questi luoghi incantati della pianura friulana è stato necessario annullare diverse iniziative, studiare nuove vie per valorizzare i manieri in sicurezza e. nel contempo, non far mancare al pubblico almeno questi due questi appuntamenti tanto attesi.

 

Quest’anno, il primo appuntamento che si svolgeva tradizionalmente il fine settimana delle Palme è slittato all’estate, e si terrà dal 25 al 27 giugno, in un momento magico del calendario, quale è la settimana del Solstizio d’estate. “Magici Intrecci Estivi” si svolgerà all’aperto, nel parco secolare del Castello di Sopra, circondato da fresche acque di risorgiva. Immutato il fascino delle scorse edizioni. Fra i suggestivi addobbi in chiave estiva (gli addobbi, ogni volta diversi, sono una caratteristica che distingue da sempre gli eventi di Strassoldo) e il fascino antico del sito, il richiamo sarà sempre quello degli artigiani, degli artisti e dei vivaisti d’eccellenza rigorosamente selezionati che attenderanno i  visitatori all’ombra degli alberi secolari e delle possenti colonne dell’Orangerie del Castello di Sopra, vicino ad antichi pozzi ed aiuole fiorite, lungo un percorso che si dipanerà –in tutta sicurezza- nel parco, nel Brolo e nella Cancelleria del maniero, tra propiziatori mazzolini di San Giovanni, colorate fioriture estive e limpide acque di risorgiva.

 

Iniziative collaterali:

- Conversazione sulle rose e sulle aspidistre con Giulio Baistrocchi, plant hunter ed artista (Sabato e domenica ore 18 nel brolo)

- Mostra di galline ornamentali a cura dell'A.F.A. (tutti i giorni, nel brolo)

- Presenza della scrittrice Ciccinella Kechler con il suo libro “C’era una volta il Friuli”

- Visite guidate, per piccoli gruppi, agli interni del Castello di Sopra, che saranno decorati a festa. Le visite non sono comprese nel biglietto dell’evento. Prezzo: Adulti, con biglietto manifestazione: € 5 – Senza: € 8 / Bimbi 0-5 anni gratis /Ragazzi 6-12 anni, con biglietto manifestazione: € 3 - Senza: € 5 (tutti i giorni, ogni ora).

Per prenotare seguire il seguente link:

https://book.timify.com/services?accountId=608da232ec8bd5117dea3fec&hideCloseButton=true

 

Orari

Venerdì 25 giugno 2021 (ore 15 - 19)

Sabato 26 giugno 2021 (ore 9-19)

Domenica 27 giugno 2021 (ore 9 - 19)


Biglietti

Adulti: € 10. Bimbi 0-6 anni gratis. Ragazzi 6-12 anni: € 6.

Si consiglia di acquistare il biglietto dell'evento online, scegliendo il giorno, sul seguente link:

https://www.vivaticket.com/it/biglietto/magici-intrecci-estivi/157245 

Gli ingressi sono contingentati. Quindi, per poter entrare nell’orario desiderato ed evitare assembramenti, dopo aver acquistato il biglietto su Vivaticket, occorre prenotare l'orario d'entrata sul seguente link:

https://book.timify.com/services?accountId=608da232ec8bd5117dea3fec&hideCloseButton=true

L’evento è soggetto a un serio protocollo di sicurezza. Si ricorda d’indossare la mascherina.

 

Per informazioni: www.castellodistrassoldo.it

FB: castelli di strassoldo e castellodistrassoldodisopra

IG: castelli_di_strassoldo e castellodistrassoldodisopra

“UNIVERSITÀ E TERRITORI, SINERGIE NELL’OLTREPÒ PAVESE”: TAVOLA ROTONDA A BRONI (PV), 24 GIUGNO H.15.30-18.30

 



Docenti universitari, produttori, comunicatori e professionisti del settore vitivinicolo a confronto sulle sinergie culturali, economiche e sociali legate all’enogastronomia.

 

Milano, 21 giugno 2021 -- Avrà luogo a Broni (PV), presso l’Enoteca Regionale Lombarda, giovedì 24 giugno dalle 15,30 alle 18,30, una Tavola Rotonda dal titolo “Università e Territori, sinergie nell’Oltrepò Pavese”. L’incontro ha l’obiettivo di esplorare il panorama delle possibilità culturali economiche e sociali legate all’enogastronomia, in relazione alla realtà dell’Oltrepò Pavese.
 
L’iniziativa è la seconda parte di un progetto nato nell’autunno 2020, con due lezioni tenute all’Università di Padova dal wine-journalist Mauro Giacomo Bertolli, direttore del portale www.italiadelvino.com, nell’ambito del corso di Comunicazione dell’Enogastronomia (per il corso di studi di Scienza e Cultura della Gastronomia dell’Università di Padova). L’idea forte è stata di presentare l’Oltrepò Pavese e i suoi vini, organizzando una degustazione in aula avendo contemporaneamente collegati via zoom i produttori dei vini, oltre ad altre personalità del mondo del vino.
 
Ogni studente ha realizzato un progetto di comunicazione per una delle cantine ospiti. I migliori hanno vinto un giorno di stage nell’azienda di cui hanno parlato. Il progetto poi è lievitato, grazie al grande interesse e alla voglia di partecipare dei docenti dell’Università di Padova e del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese (che si è fatto carico dei costi organizzativi), permettendo di organizzare la Tavola Rotonda il giorno prima delle visite nelle aziende, visite a cui parteciperanno, oltre agli studenti, anche i docenti.
 
Oltre a Mauro Bertolli, parteciperanno alla Tavola Rotonda i professori Franco Tagliapietra, Viviana Corich, Luca Agostinetto e Marco Ius dell’Università di Padova e Daniela Fracassetti dell’Università di Milano, Carlo Veronese, direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Luigi Terzago, presidente nazionale FISAR, Hosam Eldin Abou Eleyoune, presidente AIS Lombardia, e Giorgio Vizioli, giornalista e consulente di comunicazione specializzato nel settore vitivinicolo. A seguire, la parola sarà data ai produttori oltrepadani e agli studenti dell’Università di Padova, per una sessione di interventi, presentazioni, domande e risposte.
 
“L’incontro tra comunicazione, produzione e consumo nel mondo del vino, commenta Mauro Bertolli, costituisce un’alleanza particolarmente feconda per una realtà come l’Oltrepò Pavese, territorio dal grande potenziale ma finora solo parzialmente conosciuto e valorizzato”.
 
Per gli studenti, il giorno successivo sono previsti stage presso sei aziende dell’Oltrepò: Fiamberti, Frecciarossa, Giorgi, Monsupello, Rebollini e Travaglino.
 
 

Cantine di Franciacorta: in un unico Wine Store tutti i produttori franciacortini 1200 etichette per brindare all’estate

 




Il Franciacorta, con il suo effervescente perlage, è il vino dell’estate. Simbolo stesso di glamour e dell’Italian Style, il più pregiato fra le bollicine italiane con la sua vivacità accompagna brindisi e degustazioni, dona piacere, leggerezza e gioia di vivere. E, nelle sue varie tipologie, è l’abbinamento perfetto a tutto pasto per accompagnare piatti di mare e di terra, tradizionali o innovativi.

 

A proporre ai wine lovers il più vasto assortimento di vini della Franciacorta sono le Cantine di Franciacorta di Erbusco, dal 1994 enoteca di riferimento del territorio e luogo prediletto degli appassionati dell’eccellenza del vino. Il suo elegante open – space di oltre 500 mq mette in vetrina il più ampio e completo assortimento di vini della Franciacorta a prezzi di cantina. Una vera vetrina del territorio: vi sono infatti presenti tutti i produttori con ben 1200 etichette, in modo da poter offrire a consumatori ed enoturisti la possibilità confrontarle, sceglierle, degustarle, scoprendo comodamente in un solo luogo la straordinaria varietà, ricchezza e qualità della proposta enologica franciacortina.

 

A pochi minuti dal casello autostradale di Rovato, lungo la strada che porta al lago d’Iseo, con un comodo parcheggio il Wine Store dal concetto contemporaneo e dall’atmosfera informale ed accogliente, è aperto dalle 9,00 alle 19,30 con orario continuato, anche nei giorni festivi. Vi si trovano anche un’importante selezione di vini delle principali zone vitivinicole italiane e straniere, prodotti gastronomici di altissima qualità accuratamente selezionati (come marmellate, sott'oli, formaggi, salumi, oli e aceti balsamici, miele, salse, thè, biscotti, cioccolato e tanto altro) oltre linee particolari di accessori per servire e degustare il vino. In un piccolo caveau sono custodite le rarità, ad iniziare da vini introvabili e annate storiche, per venire incontro alle richieste degli intenditori più esigenti.

 

Il Wine Bar annesso all’enoteca, con l’ombreggiato portico che si affaccia su un luminoso e curato giardino, è la cornice ideale per una sosta rilassante e gustosa en plein air. Il luogo perfetto per sorseggiare un aperitivo a base di Franciacorta scelti nell’amplissima selezione del Wine Store. Oppure per pranzare con un appetitoso tagliere di salumi e formaggi, freschi e sfiziosi piatti come risotti e insalate a cui abbinare il Franciacorta preferito, che è possibile scegliere tra un’insuperabile gamma di possibilità.

 

Se non si può passare nel Wine Store, grazie al comodissimo e-commerce è sempre possibile ordinare i prodotti di Cantine di Franciacorta e riceverli direttamente casa.

 

 

Informazioni: Cantine di Franciacorta

Via Iseo, 98 - Erbusco (Bs)

Tel. +39 030 775 1116 - www.cantinedifranciacorta.it - info@cantinedifranciacorta.it

SENTORI D’ESTATE: OTTO VINI PER OTTO HIT ESTIVE

 Per quanto la vita sia sempre più complessa e noi esseri umani via via più tecnologici, il ciclo delle stagioni continuerà a influenzarci e i piaceri semplici a sorprenderci. Le serate luminose, gli abiti leggeri, le vacanze programmate o improvvisate scandiscono ogni anno il desiderio di rinascere e sperimentare. Ciò significa anche giocare con i sensi. Durante le occasioni di distensione e convivialità della pazza estate alle porte, l’invito è di assaggiare alcuni vini ideali ad affascinare i palati e suggellare momenti da ricordare. Per arricchire l’esperienza di degustazione, ogni etichetta è abbinata a una hit estiva di oggi o di ieri, tutte raccolte in una playlist disponibile su Spotify: spoti.fi/3vPYW4U


Lambruscante Metodo Classico Rosé Brut Nature

Barbaterre

Il Lambruscante è per Barbaterre una scommessa realizzata: un Metodo Classico ottenuto dalle stesse uve del lambrusco rifermentato - un blend di grasparossa, salamino e malbo gentile - che racchiude in sé due anime dell’azienda: l’espressione dei lambruschi reggiani e la ricercatezza dei metodi classici. Lo contraddistingue un luminoso rosa salmone che esalta il perlage ricco e fine. Nel bicchiere rivela note di sottobosco, amarena e ribes nero, in un connubio di artigianalità raffinata e ruspante identità.
Ricordate Lambrusco e pop corn? A cantare è Luciano “Liga” Ligabue, che in questa hit di trent’anni fa celebrava le sue origini reggiane.
Prezzo: 17 euro su barbaterre.it/shop-prodotti/

Cuvée ‘More Brut

Castello di Cigognola

Il Metodo Classico Blanc de Noirs della linea Moratti nasce da uve Pinot Nero scelte dai vigneti che circondano il castello del XII secolo in Oltrepò Pavese. Si distingue per il perlage fitto e sottile, il colore paglierino brillante, l’intensità olfattiva. Colpisce per i dolci sentori fruttati, la delicatezza del fiore d’acacia e termina evocando la piccola pasticceria. Un vino elegante da assaporare lentamente, guardando le stelle, sulle note dell’eterna E la chiamano estate di Bruno Martino.
Prezzo: 22 euro su castellodicigognola.com/it/shop

Rosé Metodo Classico

Giannitessari

L’esuberanza è il tratto distintivo di una persona vivace e determinata, giocosa e piena di brio, che non nasconde le proprie emozioni. Proprio come il Rosé Metodo Classico di Giannitessari, che sfoggia un colore brillante e un perlage fine. Al naso si sprigionano intensi sentori di frutti rossi accompagnati da note di pane tostato. Ottenuto da uve durella e pinot nero dai vigneti nella Val d’Alpone, il Rosé Metodo Classico affina sui lieviti per almeno tre anni nelle cave sotterranee della cantina e, dopo questo delicato periodo di maturazione, regala piacevoli e appaganti momenti di gusto. Assaporate la sua straordinaria freschezza al ritmo di Happy, il pezzo di Pharrell Williams che coniuga entusiasmo, vitalità e spensieratezza.
Prezzo: circa 16 euro su e-commerce specializzati


Lugana DOC Mandolara

Le Morette

Le Morette propone per i mesi in arrivo il Lugana DOC Mandolara, un vino fresco e dalla personalità vivace, con un finale sapido e sentori di mandorla. Mela verde, agrumi e sensazioni citrine si accompagnano a ricordi più dolci di pesca e albicocca, con delicati fiori chiari in sottofondo. Un accenno di erbe e sensazioni minerali arricchiscono e completano il suo naso.
Immaginate una sera d’estate con vista sul Lago di Garda: un’atmosfera sognante e ricca di opportunità e in sottofondo le voci di FedezAchille Lauro e Orietta Berti con la loro Mille. Diventerà il tormentone dell’estate 2021? Nell’attesa di scoprirlo gustate un calice di Lugana DOC Mandolara.
Prezzo: 10,90 euro su shop-luganalemorette.it/it/


‘Ega Garganega Veronese IGT

Monte del Frà

‘Ega Garganega Veronese IGT di Monte del Frà nasce da uve provenienti dai vigneti di Sona e Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona, a circa 150 metri di altezza e vendemmiate nella prima decade di ottobre. ‘Ega si presenta di colore giallo paglierino con leggeri riflessi verdognoli. Al naso è floreale con note di biancospino, acacia e gelsomino. Non mancano sentori fruttati di pesca bianca, banana, albicocca e cenni di frutta tropicale. Al palato si presenta asciutto e sapido, con ritorno degli aromi percepiti all'olfatto. È il vino dell'aperitivo per eccellenza, che ben si accompagna ad antipasti e croissant salati, primi piatti e pesce di lago.
Ne basta un sorso per sentirsi come in una hit di Jovanotti, che nel 2015 cantava L'estate addosso. Musica in spiaggia, cielo terso, onde e un senso di libertà, con un calice di ‘Ega e le persone giuste con cui condividerlo.
Prezzo: 7,50 euro su montedelfrashop.it


Rubina Brut Rosé

Monte delle Vigne

Rubina Brut di Monte delle Vigne è un intrigante Rosé da uve barbera spumantizzato con Metodo Charmat, che rimane sei mesi sui lieviti ricavandone grande sapidità. Di colore rosa tenue con riflessi brillanti, in bocca dà una sensazione asciutta ed elegante, equilibrata e morbida. Nel lungo finale compaiono intensi aromi fruttati. All’olfatto rivela sentori di ribes intensi e fragranti, per un risultato elegante e strutturato.
Cuore di Monte delle Vigne sono i Colli di Ozzano Taro (Parma), in una regione – l’Emilia – dove nel 1999 l’allora diciottenne Cesare Cremonini ambientava 50 Special, il singolo scritto con i Lùnapop. Un successo che celebra la felicità di un’estate in Vespa sui colli bolognesi, spensierata come il Rubina Brut Rosé.
Prezzo: 12 euro su montedellevigne.it/it/negozio/

Franciacorta DOCG Pas Dosé

Mosnel

Servono almeno 30 mesi nel silenzio delle cantine seicentesche perché le uve ChardonnayPinot Bianco e Pinot Nero possano esprimere tutta la loro armonia nel Pas Dosé, espressione dell’idea di Franciacorta di Mosnel, azienda di Camignone (Brescia) che 1836 si fa rigorosa interprete di un territorio straordinario. Nel calice brillante dalle sfumature oro e dal perlage delicato e persistente, il profilo aromatico è contraddistinto da freschezza vitale di cedro e pesca bianca, note fragranti di erbe di campo e fior di limone, con l’energia tesa e vivace che anticipa un sorso asciutto e affilato, dinamico nelle note fresche e sapide, con un finale persistente e armonico. Da degustare ascoltando la sempreverde Beyond the Sea di Bobby Darin.
Prezzo: 23 euro in enoteca e e-commerce specializzati

Riviera del Garda Classico Valtènesi Chiaretto

Sincette

Un tocco di rosa, una carezza delicata per accompagnare i momenti di relax e tingere di eleganza ogni aperitivo in famiglia o con gli amici. È il Riviera del Garda Classico Valtènesi Chiaretto, espressione dell’anima biodinamica di Sincette: l’azienda di Polpenazze del Garda (Brescia), di proprietà della famiglia Brunori, è certificata biodinamica dal 2011 e declina questo approccio nel rispetto della natura e dei suoi ritmi seguendo le influenze lunari. Sorso dopo sorso il Riviera del Garda Classico Valtènesi Chiaretto rivela il suo carattere accattivante e armonico, ottimo in abbinamento ad antipasti di verdura, primi piatti leggeri, pesce di lago, carni bianche e formaggi di media stagionatura. Di colore rosa salmone chiaro, al naso è accattivante e delicatamente affumicato, con leggeri sentori di nocciola, banana, pera e bacche rosse. Al palato è fine, morbido e cremoso.
Indimenticabile successo degli anni Cinquanta, la voce di Mina che intona Tintarella di Luna è l’accompagnamento ideale per un calice del Chiaretto di Sincette.
Prezzo: 15,90 euro su lesincetteshop.it/it/

 

CHIUDE SABATO 26 GIUGNO LA MOSTRA “QUANDO L’ORBO CI VEDEVA BENE” Centro Culturale di Milano Largo Corsia dei Servi 4 Ingresso libero

 



Orari di apertura

lun-ven 10.00-13.00, 14.00-18.00; sab 15-19

 

Ultimi giorni per poter visitare al Centro Culturale di Milano la mostra di Giancarlo Cerri “Quando l’orbo ci vedeva bene”, aperta al pubblico sino a sabato 26 giugno.

 

L’esposizione, che vuole essere un omaggio alla forza espressiva del bianco e nero, presenta 43 opere, la maggior parte disegni a carboncino o inchiostro su carta, divise su quattro sezioni20 figure tra ritratti e nudi femminili, 9 tra paesaggi e nature morte, 8 sequenze e 6 dipinti di arte sacra.

 

Artista e grafico pubblicitario sin dagli anni Cinquanta, convinto da sempre che la pittura e la personalità di un pittore si esprimano “in parete”, Giancarlo Cerri ha attraversato appieno gli anni 60/70 dell’arte milanese conoscendone alcuni dei principali protagonisti.

Sebbene come artista abbia trovato il maggiore riscontro di notorietà a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, in realtà Cerri si era già fatto notare con due personali alla storica galleria Barbaroux di Milano, nel 1969 e nel 1972, ovvero in uno dei templi della grande pittura figurativa novecentesca, che lo aveva subito percepito come la “costola” di due suoi campioni, Carrà e Tosi.

 

Nella mostra di Milano Giancarlo Cerri ribadisce il valore assoluto del disegno nel processo creativo che - come sottolinea Elisabetta Muritti nel suo testo in catalogo - è l’idea prima del colore, l’anima di ogni opera: “Dopo il disegno, solo dopo, e solo eventualmente, ci potrà essere il “corpo a corpo” con il colore”.

 

Il corpo più ampio delle opere esposte sono 20 disegni su carta fra ritratti di donne e nudi femminili; il secondo gruppo di lavori comprende 9 lavori fra paesaggi e nature morte a sottolineare la chiara la vocazione informale dell’artista, mentre le ultime due sezioni della mostra sono invece composte da 8 sequenze, approdo all’astrazione pura dove ciò che conta non è più il racconto ma l’immagine, e da 6 opere di arte sacra, nate da quell’11 settembre 2001 che ha cambiato per sempre l’Occidente.

 

ATO Art Takes Over presenta Unterwegs (In viaggio) con opere di Kerstin Brätsch e Judith Hopf Da martedì 29 giugno fino a fine settembre 2021 Via della Spiga 48, Milano

 

Una mostra realizzata in collaborazione

con le gallerie Gió Marconi e kaufmann repetto

e i proprietari dei negozi

 

 

PRESS PREVIEW lunedì 28 giugno dalle 11.00 alle 13.00

Per accreditarsi scrivere a ddlarts@ddlstudio.net

Kerstin Brätsch, Don't Shape_Shape Shift_Mund der Wahrheit, 2012 - 2016. Antique glass shards, rose window shards, Agates, crown glasses, baked artistaglass, glass, lead, lustre and enamel and stencil black on baked and sandblasted antique glass. Glass: ca. 96.5 x 59.5 x 2.4 cm. Presented on Full-Fall Struttura #5 (solo), neon tube (cold): 97.5 x 187 x 34.5 cm. Courtesy: the artist; Gió Marconi, Milan. Photo: Andrea Rossetti

ATO Art Takes Over presenta da martedì 29 giugno Unterwegs (In viaggio), una mostra d’arte contemporanea allestita nelle vetrine di via della Spiga 48 a Milano con le opere di Kerstin Brätsch e Judith Hopf, artiste tedesche di fama internazionale rappresentate rispettivamente dalle gallerie milanesi Gió Marconi kaufmann repetto.

Le opere, studiate ad hoc per questa mostra, saranno visibili 24 ore su 24 da martedì 29 giugno fino alla fine di settembre 2021.

 

Dopo il successo della prima edizione di installazioni d’arte in negozi vuoti nel Quadrilatero della Moda nella primavera 2021, ATO Art Takes Over è lieto di presentare questa seconda edizione del progetto. ATO Art Takes Over rinnova così il proprio impegno rivolto alla rigenerazione urbana del distretto del lusso nel centro di Milano conosciuto come “Quadrilatero della Moda”, situato tra via Montenapoleone e via della Spiga, colpito dalla recente pandemia. Spiega la project manager Nicole Saikalis Bay: “Trasformando boutique vuote in un’opportunità espositiva e incoraggiando la collaborazione tra importanti gallerie d’arte e i proprietari dei negozi, ATO Art Takes Over crea un momento d’incontro tra l’arte contemporanea ed il grande pubblico”.

 

Come parte del progetto, ATO Art Takes Over continua le #ATO Stories (“Storie ATO”) che accompagneranno ogni nuova edizione con la presentazione di notizie interessanti e aneddoti ad illustrazione del passato del centro di Milano ed in particolare i suoi legami di lunga data con il mondo dell’arte.

Kerstin Brätsch, BRRRRÄTSCH (Sigis Mocken_mano destra) & BRRRRÄTSCH (Sigis Mocken_mano sinistra), 2012 - 2016. BRRRRÄTSCH (Sigis Mocken_mano destra) 2012-2016, From ‘All Ready Maid Betwixt and Between’ series. Agate, baked artista glass, crown glass, lead, lustre and enamel on baked antique glass. Glass: ca. 94.5 x 62.8 x 1.7 cm.
BRRRRÄTSCH (Sigis Mocken_ mano sinistra) 2012-2016, From ‘All Ready Maid Betwixt and Between’ series. Agate, baked artista glass, crown glass, lead, lustre and enamel on baked antique glass. Glass: ca. 92.2 x 63.8 x 2 cm. Presented on Full-Fall Struttura #4 (duo_gemelle), neon tube (cold): 122 x 188 x 60.5 cm. Courtesy: the artist; Gió Marconi, Milan. Photo: Andrea Rossetti.

La seconda edizione di ATO Art Takes Over presenta due artiste tedesche, Kerstin Brätsch (Amburgo, 1979) e Judith Hopf (Karlsruhe, 1969). Entrambe si dedicano a un esame critico della dipendenza digitale del mondo contemporaneo, con lavori che spaziano dalla pittura, alla scultura, alle installazioni, mentre #ATO Stories racconterà la storia delle prime gallerie d’arte nel centro di Milano a partire dal XIX secolo.

 

La pratica di Kerstin Brätsch si muove fluidamente tra i medium e tra la pratica individuale e collettiva, dando vita ad ibridi di pittura, design e performance, esplorando la natura e i confini della pittura nell’era digitale.

Per l’occasione, l’artista presenta un marbling painting su carta ed una serie di strutture autoportanti, parzialmente illuminate da luce al neon, che inglobano vetri antichi realizzati in Svizzera e successivamente rielaborati.

 

In mostra è esposta anche un’opera dell’ultima serie di lavori realizzata dall’artista tedesca con la tecnica dello stucco marmo, in collaborazione con l’artigiano romano Walter Cipriani. Questo processo riprende la tecnica italiana del XVII secolo in cui i pigmenti sono mescolati tra di loro con intonaco bagnato e colla ed infine lucidati per creare un effetto marmoreo.

L’interesse dell’artista nell’uso delle tecniche antiche nasce in parte per preservarle dalla scomparsa. Inoltre l’artista è affascinata dai processi alchemici, nei quali il materiale viene trasformato da semplici ingredienti, come acqua e polvere, in un solido.

Judith HopfFlock of Sheep, 2017, concrete, metal, cardboard, styrofoam, coal variable dimensions. Courtesy of the artist and kaufmann repetto Milan / New York. Photo: Andrea Rossetti.

Judith Hopf cerca di creare degli interstizi nelle relazioni di potere, inserendo lo humour, il domestico e l’assurdo nello spazio dell’arte, mettendo in discussione i nostri preconcetti ed i nostri stereotipi.

 

L’importanza sempre più crescente delle comunicazioni digitali è affrontata in Untitled (Email Lines) dove tre fili di luci LED di colore violetto, blue e verde sospesi al soffitto ci ricordano del costante arrivo di e-mail, come elementi di distrazione nella quotidianità. A fianco di questa installazione un gruppo di animali brutalisti in equilibrio precario invade lo spazio: gli erbivori ritratti nel Flock of Sheep sono senza espressione ed immobili, un cenno, secondo l’artista, “alla società flessibile in cui viviamo, dove siamo sempre pronti a passare da un lavoro all’altro”.

 

In Openings, tessuti trasparenti sono decorati con la tecnica del batik. Ispirandosi alle tappezzerie del XVIII secolo, con illustrazioni di vita coloniale, l’artista ne reinterpreta i territori come isole, pervase di segni misteriosi, spingendoci così ad aprire gli occhi su mondi interiori, impossibili da definire sulla base delle regole e dei parametri della nostra società.

 

Le installazioni di Brätsch e Hopf saranno visibili sino a fine settembre, offrendo così ai visitatori milanesi e stranieri l’opportunità di una passeggiata nel centro storico di Milano godendosi la vista inattesa di installazioni d’arte contemporanea.

 

Judith Hopf, Untitled (Email Lines), 2016, LED lights, variable dimensions. Courtesy of the artist and kaufmann repetto Milan / New York. Photo: Andrea Rossetti.

Biografie

 

Kerstin Brätsch (Amburgo, 1979) vive e lavora a New York. Conosciuta per le sue composizioni colorate e di grandi dimensioni, usa la pittura ad olio ed una serie di altri materiali per esplorare la natura del dipingere nell’era digitale. Dai suoi dipinti più caratteristici, molti dei quali ricordano geodi o superfici marmorizzate, alle sue installazioni ed esibizioni, le opere di Brätsch toccano i temi della collaborazio- ne, la distribuzione di immagini ed il ruolo del caso nella creazione delle immagini stesse.

Una selezione delle sue mostre individuali e collettive comprende: Quadro, Deichtorhallen, Hamburg (2020); Fossil Psychics for Christa, The Museum of Modern Art, New York (2019); Full-Fall presents Kerstin Brätsch, Gió Marconi, Milan (2016); INNOVATION, MMuseum Brandhorst, Munich (2017); Ruine / KAYA_KOVO, Fondazione Memmo, Rome (2018); Kerstin Brätsch and Adele Röder as DAS INSTITUT, Serpentine Sackler Gallery, London, UK (2016); Painting 2.0: Expression in the information age, Museum Brandhorst, Munich, Germany (2015); The Forever Now Contemporary Painting in an Atemporal World, Curated by Laura Hoptman, The Museum of Modern Art, New York, NY (2014); EXPO1: New York, MoMA/ PS1, Long Island City, New York as DAS INSTITUT and UNITED BROTHERS (2013).

 

Judith Hopf (Karlsruhe, 1969) vive e lavora a Berlino. Spaziando tra video, esibizioni, scultura e installazioni, l’artista utilizza gli oggetti del suo ambiente circostante, vernacolari o di uso quotidiano, come punto di partenza per la sua creatività. Il suo lavoro può essere ricondotto al termine “bricolage”, un metodo descritto in modo molto eloquente da Claude Lévi-Strauss, il cui scritto fondamentale “The Savage Mind” (“La Mente Selvatica”) descrive l’approccio come “lavorare con quello che hai” o come modo di pensare “indomito”. Le opere di Hopf si caratterizzano per il senso dello humor e la semplicità, formulando un linguaggio succinto che interrompe gioiosamente le nostre interpretazioni ed attese routinarie.

Una selezione delle sue mostre individuali e collettive comprende: SMK – National Gallery of Denmark, Copenhagen (2018); KW Institute for Contemporary Art, Berlino (2018); Hammer Museum, Los Angeles (2017); Museion, Bolzano (2016); Neue Galerie, Kassel (2015); 8th Liverpool Biennial, Liverpool, UK (2014); Fondazione Morra Greco, Napoli (2013); Sculpture Center, New York (2014); dOCUMENTA13, Kassel (2012). Judith Hopf è docente di Belle Arti presso la Städelschule a Francoforte.

La Fondazione SOStain entra nella fase operativa e candida la Sicilia ad Isola green

 

Ad un anno dall’atto di costituzione, la Fondazione SOStain Sicilia entra nella fase operativa, con l’invito rivolto alle aziende siciliane verso l’iter di certificazione, sotto la guida del comitato scientifico della Fondazione.

Gli obiettivi del programma, condivisi nel corso del webinar “SOStain è …”, moderato dalla giornalista Fernarda Roggero, firma de Il Sole 24 Ore,  sono stati elencati ed approfonditi da un panel di relatori coinvolti- a vario titolo- nell’obiettivo di fare diventare il programma di sostenibilità per la viticoltura siciliana un unicum nel panorama nazionale ed internazionale.

Alberto Tasca, presidente della Fondazione SOStain Sicilia, in apertura, ha parlato “di scelta etica e di passaggio obbligatorio”, al quale le aziende sono chiamate, se vogliono tutelare l’ecosistema, lasciandolo inalterato alle generazioni future.

“Le peculiarità del nostro disciplinare-afferma Alberto Tasca-sono la sartorialità legata al territorio Sicilia e la specificità delle misure che applichiamo. In pratica, il sistema di misurazione delle best practice agricole deve riprendere quello nazionale e internazionale, mentre i valori-soglia che le aziende devono rispettare e la ricerca volta a migliorare le performance di sostenibilità, si basano sulle caratteristiche del territorio. Stiamo lavorando anche alla suddivisione delle zone in cluster e ai paesaggi extra-vigneto.

Inoltre - continua Tasca - il sistema di governance messo in piedi da SOStain è trasparente e non speculativo, perché il comitato operativo e scientifico sono al servizio delle aziende e l’ente di certificazione, totalmente indipendente, esclude qualsiasi tipo di conflitto di interessi”.

La sostenibilità come progetto olistico non si limita solo al territorio, alle pratiche agricole e all’ambiente ma abbraccia anche la sostenibilità sociale ed economica e si basa fortemente sullo scambio e confronto tra le aziende.

“Si tratta di un cambio radicale di mentalità per le aziende, un ennesimo passo avanti mosso grazie a un cambiamento di tipo culturale del comparto vitivinicolo siciliano, che porta ad una nuova consapevolezza e visione ma nel concreto anche a benefici, a un sistema decisionale più veloce  e genera risparmi a lungo termine” - conclude Alberto Tasca.

 

La  Sicilia, un’Isola dalla naturale vocazione sostenibile

Nata anche grazie alla volontà di Assovini Sicilia e il Consorzio Vini Sicilia DOC, la Fondazione SOStain è il risultato di anni di lavoro svolto in sinergia con la comunità scientifica ed accademica delle Università di Palermo, Milano e Piacenza.

 

 

Ad oggi, hanno aderito quattordici aziende vitivinicole siciliane, cinque hanno ottenuto la certificazione e cinquanta sono in fase di analisi.

“La vocazione sostenibile della Sicilia è un fattore naturale, grazie alle sue favorevoli condizioni climatiche e alla varietà del suolo e alla biodiversità, con oltre settanta varietà di vitigni autoctoni” - afferma Antonio Rallo- presidente del Consorzio Vini Sicilia DOC.

 

“La Sicilia- continua Rallo-  con i suoi trenta mila ettari, è il più grande vigneto bio in Italia, la prima regione per vigneto biologico in collina, la seconda per vigneto in montagna. Abbiamo il dovere di consegnare alle generazioni future una terra in condizioni, se non migliori, almeno uguali rispetto a chi ci ha preceduto”.

Per Laurent de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia, “la strada verso la sostenibilità è tracciata.  In molti casi, si tratta di validare e consolidare pratiche già in atto.  Da potenziale inespresso, la sostenibilità può diventare un valore anche commerciale, se viene comunicato con autorevolezza dalle aziende, guadagnando credibilità nei consumatori.  E’ un messaggio forte poter dire che la Sicilia è sostenibile”- conclude de la Gatinais.

 

Dalla visione  alla certificazione, le linee guida e gli step per le aziende

La sostenibilità non è un concetto aleatorio ma scientifico. Per questo, è importante il ruolo del Comitato Scientifico di SOStain, che ha definito il contenuto delle disciplinare per la certificazione.

Nicola Francesca, ricercatore dell’Università di Palermo e membro del Comitato scientifico SOStain, ha elencato i dieci requisiti per ottenere la certificazione: gestione sostenibile del vigneto, divieto di diserbo chimico, protezione della biodiversità, utilizzo di materiali eco-compatibili nel vigneto, materie prime locali, calcolo degli indicatori VIVA, tecnologie energicamente efficienti, riduzione del peso delle bottiglie, trasparenza nella comunicazione, assenza di residui nei vini.

“L’azienda che abbraccia questa visione deve farsi guidare-commenta Francesca. Non è un iter complicato, in media si conclude in un mese. Molte aziende adottano già queste pratiche ma hanno bisogno di essere organizzate in maniera organica”.

A supportare le aziende nella fase pre e post certificazione, c’è la Rete di professionisti Panagri, braccio operativo di SOStain.

“Lo strumento di certificazione Sostain include diverse certificazioni nel suo insieme: VIVA, SOStain, Carbon Footprint e Water Footprint”- afferma Vincenzo Genna di Panagri.

“SOStain, consente di limitare gli sprechi, ridurre gli impatti con costi più bassi”.

 

Green is better, le testimonianze delle aziende sostenibili

Arianna Occhipinti, la natural woman della vitivinicoltura siciliana, richiama al ruolo di custodi della terra di ogni agricoltore e porta la sua testimonianza di vigneron che ha scelto la sostenibilità come filosofia aziendale.

 

 

“Senza la bellezza e la varietà che comporta l’agricoltura sostenibile, il paesaggio sarebbe diverso-afferma Arianna Occhipinti. La scelta a supporto della sostenibilità rinforza il legame con l’azienda e porta a cambiamenti non solo estetici ma che incidono nella produttività e qualità del vino”Le fa eco Benedetto Alessandro di Cantina Alessandro di Camporeale: “la scelta sostenibile per un’azienda medio-piccola comporta molti vantaggi e opportunità, come l’accesso alla competenza e guida del comitato tecnico-scientifico, la possibilità di usufruire di fondi europei che presto faranno della sostenibilità una condicio sine qua non.

 

Con SOStain, la Sicilia in linea con il Green Deal europeo  e l’Agenda UN 2030

“La Fondazione SOStain getta le basi per una solida sostenibilità nella vitivinicoltura siciliana”-afferma Dario Cartebellotta, dirigente generale dell’Assessorato Regionale Agricoltura.

Inequivocabile la direzione tracciata dalla strategia comunitaria in linea con il Green Deal europeo e il Farm to Fork.

“Il primo, presuppone un ripristino dell’agroecologia e il rispetto della vocazione degli ambienti, mentre il Farm to Fork implica una connessione tra produttori e consumatori, in termini di sicurezza, trasparenza, qualità”- continua Cartabellotta.

Il rispetto dei parametri della sostenibilità non rappresenta solo una premialità per gli agricoltori ma proietta la Sicilia verso il Green Deal europeo e l’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

“Negli ultimi trent’anni, il brand Sicilia è passato da una percezione negativa, alla candidatura, nel 2019, come migliore regione vitivinicola al mondo. Oggi, la sfida siciliana va nella direzione di una Sicilia Green.

Per raggiungere questo obiettivo, bisogna essere uniti e condividere questo percorso”- conclude Alberto Tasca.

 

 

 

domenica 20 giugno 2021

Arte urbana, sociale, partecipata. A Lunetta, l’unione fa la forza e Mantova diventa città aperta, senza frontiere tra centro e periferia.

 

La VI edizione del festival “Without Frontiers, Lunetta a Colori” di Mantova conferma la natura corale, collaborativa, attrattiva e catalizzatrice della manifestazione.
Un valore per la città, per il quartiere e i suoi abitanti.
Uno stimolo per il mondo dell’arte e della cultura.
Ecco tutte le realtà coinvolte e i progetti collaterali presentati questa mattina in conferenza stampa.
Mantova, 18 giugno 2021_VI edizione dedicata al tema delle congiunzioni copulative, che creano unione, sinergia, scambio, socialità, relazione, quella del festival di arte urbana “Without Frontiers, Lunetta a Colori”, inaugurato il 14 giugno e in programma fino a sabato 26 Mantova. E non è un caso.
La manifestazione quest’anno ha potenziato ulteriormente la rete di collaborazioni – in particolare con il festival OPEN, tramite il progetto ARTERIA, e con il Corso di Studi in Educazione Professionale dell’Università degli Studi di Brescia (sede di Mantova) – per consolidare il processo di unione tra arte urbana, socialità e riqualificazione concreta del territorio.
 
Ad accompagnare e amplificare il lavoro degli artisti ospiti – TellasErosie e Corn79 (all’opera da lunedì 14), David De Limón con 108 (attesi dal 20 al 26) – saranno video partecipativi, mappature emotive, laboratori, performance (anche verticali), spettacoli per grandi e piccini, un dj set, una social radio, l’inaugurazione delle nuove botteghe d’arte allestite negli spazi in disuso di via Veneto.
 
«Fin dagli inizi – spiega la curatrice del festival, Simona Gavioli – il nostro obiettivo era quello di creare un dialogo e abbattere le frontiere tra periferia e centro città. Dopo un lavoro costante, finalmente possiamo dedicare il progetto curatoriale di questa sesta edizione alla “e”, la congiunzione copulativa per eccellenza, simbolo di unione e condivisione. Questo per sottolineare come Lunetta sia cambiata nel tempo, non solo esteticamente, ma soprattutto nelle sue dinamiche sociali, anche attraverso l’arte. Tutti gli artisti ospiti quest’anno racconteranno questo cambiamento; fulcro sarà l’intervento di Tellas in piazza Unione Europea, luogo d’incontro per eccellenza, insieme alla combo, quindi alla fusione di due stili e due linguaggi pittorici diversi, di Erosie e 108».