martedì 11 agosto 2020

Cormons,Terra della Sostenibilità a Qualità Vo' Cercando, sulle rive del Piave

 



 



L'Enoteca di Cormons è intervenuta al campo di comunicazione Qualità Vo' Cercando

sulle rive del Piave, per presentare la storia del territorio e le iniziative di informazioneper valorizzarla e farla conoscere.

Michele Blazic, presidente dell'Enoteca, ha raccontato che “...da oltre trent’anni, calice dopo calice, diamo voce alla nostra terra attraverso i suoi vini: enoteca, wineshop, centro di valorizzazione del territorio, degustazioni ed eventi… L’Enoteca di Cormons propone solo vini e prodotti di alta qualità, rigorosamente del nostro territorio.”

L’azienda agricola Blazic si prende cura della sua terra nel cuore delle colline cormonesi. Produce vini sin dal 1923, a Zegla.Franco, Cinzia e Michele coltivano l’armonia tra una viticoltura tradizionale, che custodisce con sapienza passione vitigni autoctoni e cloni antichi, e una gestione agronomica più moderna.

Nuove tecniche e attrezzature, che rispettano la natura e garantiscono una produzione ricca di aromi e profumi, capace di svelare nei vini della famiglia Blazic tutta la magia delle belle vigne di Zegla e delle Via delle Vigne Alte.


Luca Raccaro, figlio dello 'storico' presidente' dell'Enoteca Dario, ha portato il proprio contributo di storia e vino all'incontro.

Fu nel lontano 1928 che Giuseppe Raccaro posò la prima pietra d’una casa colonica ai piedi del monte Quarin, presso la chiesa di Santa Maria ( detta Santa Apollonia ), sito in dolce pendenza e felice microclima. Poi Mario Raccaro, suo figlio, nel 1970 scelse con felice intuizione la specializzazione vinicola.Negli anni ‘80 la definitiva affermazione grazie a Dario che oggi, insieme ai figli Paolo e Luca, è riuscito a portare l’azienda ad un livello di grande prestigio nell’ambito delle piccole e medie realtà vitivinicole famigliare, dirette coltivatrici del territorio. L’azienda punta prioritariamente ad ottenere vini eleganti e strutturati.

Infine la presenza di Kristian Keber ha qualificato il settore dei vini naturali, coordinato dalla

scrittice,fotografa, nonché degustatrice AIS,Antonella Pianca.


Ma Cormons ha partecipato all'incontro di informazione con la vulcanica Leila, nume tutelare

degli Alimentari Tomadin, che ha proposto una accurata selezione di eccellenze locali e di altri territori italiani. Dai salumi di Velischek, al prosciutto d'Osvaldo ; dai formaggi della Fattoria Zoff ai formaggi delle malghe della Carnia ; dalle paste artigianali alla bresaola della Valtellina,un autentico viaggio del Gusto!
 

GRADO CONFERMA LO SPETTACOLO PIROTECNICO DI FERRAGOSTO E MOLTO ALTRO ANCORA, DURANTE LA SETTIMANA NEL CUORE DELL’ESTATE

 

 

La linfa della ripartenza scorre veloce nell’albero dell’estate di Grado. L’Amministrazione comunale e gli operatori, nel confermare il “tutto aperto in sicurezza”, annunciano lo svolgimento dello spettacolo pirotecnico che, come da tradizione, viene offerto ai turisti e ai visitatori nella notte di Ferragosto, per definizione il cuore della stagione calda. L’”incendio del mare” avrà inizio alle ore 23.00 di sabato 15 e sarà ben visibile dal lungomare e dagli stabilimenti del borgo marinaro, con l’invito per tutti a stupirsi e divertirsi rispettando le norme di sicurezza consigliate in queste settimane. Periodo nel quale non solo Grado ha vissuta una discreta serenità pur nell’emergenza, ma anche il suo mare è stato dichiarato “Covid free”.

In attesa del 15 agosto, comunque, Grado non si ferma e propone una serie di appuntamenti assai graditi agli ospiti, regionali, italiani e stranieri.

 

Martedì 11Sea&Taste: dalle ore 14.00, escursioni in canoa all’interno della Riserva naturale dell’”Isola della Cona”. Al termine, aperitivo con degustazione di vini locali presso una vicina cantina aderente alla Strada del Vino e dei Sapori del FVG. Prezzo: 35 euro.

-    Gli anni d’oro dell’Isola: alle ore 17.00, presentazione del libro di Cristina Gordini, presso l’Hotel Marea. Prenotazione obbligatoria (lasignoradellefiabe@gmail.com).

 

Mercoledì 12ArcheoBus: il bus parte da varie zone di Grado, collega l’Isola ad Aquileia e accompagna i turisti alla scoperta delle bellezze dell’antica città romana. La passeggiata parte dal porto fluviale fino alla Basilica (ingresso a prezzo ridotto), prosegue fino alla Domus/Palazzo Episcopale e si conclude con una gustosa pausa al Cocambo, un laboratorio artigianale di cioccolateria dove poter osservare il procedimento di lavorazione che trasforma le fave di cacao in delizioso cioccolato, sapientemente abbinato anche a prodotti locali. La visita guidata al Cocambo prevede, inoltre, l’assaggio di vini dei vari produttori della Doc Friuli - Aquileia. Rientro previsto a Grado per le ore 13.30. Prezzo: 10 euro.

-        Operetta che passione: al Parco delle Rose, alle ore 21.00, con il tenore Andrea Binetti, Marzai Postigna e Marina Giovanna Michelini, Mathia Neglie e Corrado Gulin al pianoforte. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria a: prenotazioni@arteventiudine.it

-        Conoscere Grado: dalle ore 21.30, con partenza da piazza Biagio Marin, vista guidata gratuita nel centro storico, organizzata dal Comune di Grado.

-        Wine tour: nel pomeriggio, dalle ore 17.15 (partenza presso Osteria del Mar), giro di degustazioni alla scoperta dei migliori vini friulani nelle osterie del centro storico. Prezzo: 15 euro.

-        Spartan: alle ore 8.00, attività fisica all’aria aperta, in spiaggia Costa Azzurra. Partecipazione gratuita.

 

Giovedì 13Walking tour delle botteghe artigiane: per farsi trasportare dalla creatività degli artisti e degli artigiani gradesi, ispirati dal mare e dalle vecchie tradizioni. Tour pedonale gratuito con partenza alle ore 15.45, da viale Alighieri 44, e chiusura alle 19.00, con aperitivo presso il VINarium.

-        Alberto Sordi. Il più italiano di tutti gli italiani: al Parco delle Rose, alle ore 21.00. Incontro culturale per celebrare la figura di Alberto Sordi, a 100 anni dalla sua nascita. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria a: prenotazioni@arteventiudine.it.

-        Grado Attivo: yoga ed energia, dalle ore 7.00, al Parco delle Rose, presso l’area sportiva. Partecipazione gratuita.

-        Nordic Wolking: con inizio alle ore 18.30 e partenza dal Palazzo dei Congressi. Partecipazione gratuita.

-        Sup night the classic one: allo Stabilimento Tivoli, spiaggia Costa Azzurra. La classica uscita di gruppo in Sup e kayak al tramonto; al rientro pasta e bibita presso lo Stabilimento. Quota di partecipazione: 15 euro. Info e prenotazioni: ASD Fiarplay. 

 

Venerdì 14Sea&Taste, Trieste e Carso experience: tour giornaliero in bus verso il Carso e la città di Trieste. Partenza da Grado alle ore 9.30, degustazione di vini in un’azienda del Collio, visita a Trieste e Miramare, con rientro previsto a Grado per le ore 18.30. Prezzo 34 euro.

-        Conoscere Grado: dalle ore 10.00, con partenza da piazza Marin, vista guidata gratuita nel centro storico, organizzata dal Comune di Grado.

-        Grado Attivo: Human Dance Technique, sulla diga Nazario Sauro (presso il Municipio, lato mare), dalle ore 18.30. Partecipazione gratuita.

-        Spartan: alle ore 8.00, attività fisica all’aria aperta, in spiaggia Costa Azzurra. Partecipazione gratuita.

-        Una spia in laguna: rappresentazione teatrale al Parco delle Rose, alle ore 21.15. Letture sceniche dal libro di Cristiano Meneghel: "Una spia in laguna". Al pianoforte Marta Chiusso. ingresso libero, prenotazione obbligatoria a: prenotazioni@arteventiudine.it.

 

Sabato 15 Grado Attivo: Human Dance Technique, sulla diga Nazario Sauro, dalle ore 10.30 (e dalle ore 18.30). Dalle ore 11.00 alle 23.30, animazioni, giochi e musica per tutti, in varie località dell’Isola. Nel pomeriggio, alle ore 16.45, escursione in bici per scoprire le varie zone di Grado, dalla spiaggia Costa Azzurra a Grado Pineta.

 

Per vivere l’Isola del Sole e la sua spettacolare natura, a 360 gradi.

 

Informazioni:

Comune di Grado

www.grado.info - turismo@comunegrado.it

Fb/Comune di Grado

Consorzio Grado Turismo

www.grado.it/eventi - experience@grado.it

www.grado.it - info@gradoturismo.org

IL CONSORZIO TUTELA VINI D’ABRUZZO RACCONTA “L’ESUBERANZA DELL’ABRUZZO PECORINO”

 

 

 

Vitigno autoctono da cui deriva un vino che spicca tra le proposte dei bianchi per l’estate, grazie alla sua freschezza e persistenza
 

 

 

Milano, agosto 2020_L’Abruzzo non è solo una terra di grandi vini rossi ma, grazie anche al vitigno pecorino - diffuso in tutta la regione “Verde d’Europa” - offre un’allettante proposta di vini bianchi perfetti per la stagione estiva e non solo. Perché non scegliere di scoprirlo proprio sul fantastico territorio che - tra enogastronomia, bellezze naturali, arte, cultura, vendemmia, eventi e sport - ti conduce dalla montagna al mare in meno di un’ora, soffermandosi magari ad ammirare anche la costa dei Trabocchi al tramonto?
 
Armonico, persistente, secco, l’Abruzzo Pecorino ha tutte le caratteristiche per essere considerato un vino d’eccezione. Fresco, con un’ottima acidità̀ bilanciata da una grande potenza alcolica, si rivela il compagno ideale in particolare per piatti di pesce, formaggi ma anche carni bianche e primi con condimenti importanti. Con un colore giallo paglierino tendente al dorato, un gusto armonico e un bouquet fruttato e floreale, è caratterizzato da profumi di frutta tropicale, note agrumate e balsamiche; l’Abruzzo Pecorino deriva in realtà da un vitigno “antico” che racconta la storia e le tradizioni di una regione ricca di sapori e di aromi. Le sue prime tracce risalgono ai tempi di Catone il Censore (II secolo a.C.) che lo includeva tra le varietà portate in Italia durante le migrazioni greche.

 

Con una maturazione abbastanza precoce delle uve e basse rese quantitative, è stato riscoperto in tempi recenti (dagli anni ’80/’90) per la produzione di vino di qualità, mentre prima gli si preferivano varietà più produttive. Il nome del vitigno rimane tutt’oggi un mistero, ma tra le varie ipotesi maggiore credito ha quella che lo lega alla pratica della pastorizia transumante, tipica dell’Abruzzo: pare che le pecore andassero pazze per questo tipo di uva che, maturando prima delle altre varietà regionali, era dolcissima nel periodo del loro passaggio, verso metà settembre.


Il vitigno, per raggiungere l’eccellenza, preferisce zone fresche e forti escursioni termiche. Coltivate in tutta la regione Abruzzo, le uve pecorino conferiscono al vino caratteristiche organolettiche differenti a seconda del terreno dove sorgono le vigne e dei metodi di vinificazione e affinamento. I vini provenienti dai vigneti costieri hanno, per esempio, una grande impronta sapida mentre freschezza e acidità sono più marcate nelle proposte che provengono dai piedi della Majella e del Gran Sasso. Insomma la versatilità è uno dei punti di forza dell’Abruzzo Pecorino e sono davvero tante le proposte abruzzesi da degustare.
 
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IL CONSORZIO TUTELA VINI D’ABRUZZO
Organismo di carattere associativo senza scopo di lucro, il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo è stato istituito nel 2003 con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MiPAF) per svolgere funzioni di tutela, valorizzazione e di cura generale degli interessi connessi alle denominazioni da esso tutelate. Sovrintende all’adempimento della disciplina regolamentare delle denominazioni, alla formulazione di eventuali proposte di aggiornamento della stessa, e coordina il lavoro delle categorie produttive del settore ai fini della valorizzazione delle singole denominazioni.
Il Consorzio tutela i seguenti vini a Denominazione di Origine Controllata: Montepulciano d'Abruzzo Doc, Trebbiano d’Abruzzo Doc, Cerasuolo d'Abruzzo Doc, Abruzzo Doc, Villamagna Doc. Tutela inoltre anche i vini a Indicazione Geografica Tipica: Colline Pescaresi Igt, Colline Teatine Igt, Colline Frentane Igt, Colli del Sangro Igt, Del Vastese o Histonium Igt, Terre di Chieti Igt, Terre Aquilane o Terre de L’Aquila Igt.

lunedì 10 agosto 2020

Dal 20 agosto al 13 settembre, 13 spettacoli all’aperto in altrettante location Conto alla rovescia per la 13° edizione del Piccolo Opera Festival del Friuli Venezia Giulia, che porterà la magia della lirica in ville, castelli, parchi storici Aperte le prenotazioni on line

 

 

 

Sono aperte le prenotazioni on line per poter assistere agli spettacoli del Piccolo Opera Festival del Friuli Venezia Giulia, che dal 20 agosto al 13 settembre porterà la musica lirica in castelli, antiche dimore, giardini storici, in una sinfonia di suoni e voci che condurrà alla scoperta di angoli incantati e segreti, ricchi di storia ed arte, del Friuli Venezia Giulia. Le prenotazioni degli spettacoli (di cui alcuni sono gratuiti), si possono fare dal sito www.piccolofestival.org. Le rappresentazioni si terranno tutte all’aperto e avranno come corollario visite guidate, aperitivi, introduzioni all’ascolto e cene prima e dopo gli appuntamenti musicali. Per un’esperienza che permetterà di conoscere non solo la storia e le architetture, ma anche sapori e vini di questa straordinaria regione di confine protesa verso la Mitteleuropa.

 

I 13 appuntamenti in programma

Giunto alla 13° edizione, il Piccolo Opera Festival del Friuli Venezia Giulia - sotto la direzione artistica di Gabriele Ribis - entra nella maturità della sua originale proposta culturale e turistica. Proprio grazie alla forte identità costruita negli anni riesce a confermare buona parte del suo programma, nonostante le stringenti misure per lo spettacolo dal vivo rese necessarie dall’emergenza sanitaria. Lo spirito del Festival è, da sempre, non adattare il luogo allo spettacolo ma lo spettacolo, in particolare l’opera lirica, al luogo. Un castello o una villa diventano quindi un palcoscenico costruito su misura, dove anche il pubblico stesso diventa parte integrante della messa in scena. Esemplare la produzione de L’elisir d’amore nella passata edizione, ambientato in un’osteria di campagna letteralmente circondata dai vigneti del Castello di Spessa, cuore pulsante del festival e sede dell’associazione, dove addirittura anche l’orchestra faceva parte della scena. 13 è il numero magico del Festival: il programma sarà infatti ricco di ben 13 appuntamenti (2 spettacoli di opera da camera, 4 visite musicali, 4 recital, 3 concerti evento) come 13° è la sua edizione.

 

L’opera da camera al Castello di Spessa

Anche quest’anno il Festival riproporrà l’atteso e ormai tradizionale spettacolo d’opera da camera al Castello di Spessa, che ospitò il noto librettista di Mozart Lorenzo da Ponte e Giacomo Casanova, e d’estate diventa la casa dell’opera lirica in Friuli Venezia Giulia. L’appuntamento è il 30 agosto e 1 settembre. Per quest’anno il direttore artistico Gabriele Ribis ha pensato di proporre uno spettacolo assolutamente originale proponendo nella medesima serata due mini opere (Il telefono di Giancarlo Menotti e Il segreto di Susanna di Ermanno Wolf Ferrari), che sono una sorta di racconto di due coppie durante la quarantena. La direzione musicale sarà affidata all’emergente Alessandro Cadario, direttore principale dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, e la regia alla giovane regista locale (di San Floriano del Collio) Jasmin Kovic. A fare da corollario sarà una cena con degustazione di vini del Collio.

 

“La verde musica” e “Castelli in aria”

Inconsueta e stimolante l’offerta dei concerti della sezione “La verde musica”, vere e proprie visite musicali a giardini storici della regione, con un programma tutto barocco con i giovani solisti dell’Accademia per l’Opera di Verona-Polo Nazionale Artistico preparati dal mezzosoprano Sonia Prina. Quattro gli appuntamenti: Castello di Cordovado (24 agosto), Palazzo Lantieri a Gorizia (31 agosto), Castello Formentini a S. Floriano del Collio (3 settembre), Villa Manin di Passariano (13 settembre). Le visite saranno condotte dai curatori del Servizio catalogazione, promozione, valorizzazione e sviluppo del territorio, con sede proprio a Villa Manin.

“Castelli in aria” è intitolata invece la sezione di recital solistici, che avrà come protagonisti nomi di prestigio del panorama lirico, quali Massimo Giordano e Giorgio Caoduro, assieme a giovani talenti locali come i soprani Giulia Della Peruta e Francesca Paola Geretto nonché il fisarmonicista Igor Zobin. Le sedi saranno Villa Ottelio Savorgnan ad Ariis (il 20 agosto), Villa Gorgo a San Vito al Torre (29 agosto), Vila Vipolze a Dobrovo in Slovenia (11 settembre) e Villa Partistagno a Faedis (6 settembre). Con l’appuntamento a Vila Vipolze il Festival da quest’anno diventerà transfrontaliero, per far scoprire ai suoi spettatori il meraviglioso territorio delle colline tappezzate di vigneti del Brda/Collio, che ha avanzato la sua candidatura all’UNESCO.

 

Tre concerti evento

Il Festival si chiuderà con tre concerti evento. Il primo in una location simbolo della Regione come Piazza Capitolo ad Aquileia (21 agosto), dove si terrà uno spettacolare e coinvolgente concerto di musica sacra con il Requiem di Franz Listz che, in ricordo delle vittime della pandemia, avrà un significato particolarmente pregnante, e un omaggio al bicentenario della nascita del compositore regionale Jacopo Tomadini, di cui sarà eseguito Anima Christi. La direzione musicale sarà di Igor Zobin, il coro del Piccolo Opera Festival sarà preparato da Elia Macrì. Le voci soliste saranno quelle di Andrea Galli, Alessandro Cortello, Giorgio Caoduro, Massimiliano Svab.

Da Aquileia a Gradisca d’Isonzo, dove il 5 settembre si terrà lo spettacolo di danza presentato dalla famosa compagnia francese Eugénie Andrin di Antibes, con il noto pianista Giovanni Bellucci e la danzatrice Eugénie Andrin, uniti dalla video arte di Gabriel Grinda. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Festival Contaminazioni digitali.

Il programma si concluderà il 12 settembre nella Piazza di Cormòns, che si trasformerà in un animato caffè chantant all’aperto, dove sulle note del compositore più gourmet di sempre, Gioacchino Rossini, si gusterà un calice dell’aperitivo a lui dedicato, ma interpretato in chiave del Collio, ovvero con una spumeggiante Ribolla Gialla. Ospite d’eccezione sarà il celebre tenore rossiniano Antonino Siragusa assieme al mezzosoprano Sofia Koberidze e al baritono triestino Niccolò Ceriani.

 

Appuntamento al 2021

Il Piccolo Opera Festival, che ha tradizionalmente un affezionato pubblico da Austria e Germania, si rivolgerà quest’anno in particolare al pubblico locale e nazionale e, nonostante le difficoltà determinate dalle problematiche del post pandemia, non ha voluto far mancare la sua musica, resa possibile dal fondamentale sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia (Assessorato alla Cultura e Sport e Assessorato alle Attività produttive), dalla Camera di Commercio della Venezia Giulia, dalla Fondazione Friuli. Da ricordare anche il supporto delle amministrazioni comunali di Aquileia, Cormons, Rivignano-Teor e Faedis. L’anno prossimo il Festival si riproporrà con la 14° edizione nelle sue date abituali, ovvero fra fine giugno e inizio luglio.

 

Per informazioni - Associazione Culturale Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia

www.piccolofestival.org - info@piccolofestival.org  

Dal 14 al 16 agosto alla Rocca Visconteo Veneta di Lonato del Garda (BS) Side Kunst Cirque - “Domoi” Proseguono gli spettacoli di Circo contemporaneo di Lonato in Festival 2020



Per il cartellone 2020 di Lonato in Festival, nuovo appuntamento con il grande circo contemporaneo, messo in scena nella stupenda cornice della Rocca Visconteo Veneta di Lonato del Garda (in provincia di Brescia), una fra le più imponenti fortezze del Nord Italia, da cui si gode un’impareggiabile vista sul lago. Il 14, 15 e 16 agosto la nota e straordinaria compagnia Side Kunst Cirque metterà in scena Domoi. Tre quindi le repliche, che si terranno alle 21.00.

Domoi va immaginato non come uno spettacolo con una durata nel tempo, ma come uno spazio da percorrere. Un turbine di acrobazie fisiche e musicali, un racconto non lineare che si dispiega geograficamente nel luogo della rappresentazione, esplorandone i confini più remoti, dove alcune immagini (o forse visioni) sono state finora segrete. Domoi vuole cambiare l'ordinaria percezione che ognuno di noi ha di uno spazio che pensa di conoscere. La composizione particolare e generale di questo cammino è intransigente: il linguaggio del circo è infinito, perché dell'infinito si nutre e lo propaga nella fantasia mescolandolo alla banale realtà fisica. Uno spettacolo veramente stupefacente.

 

Tenendo conto delle limitazioni dettate dai protocolli sanitari di settore e per rispettare al massimo le normative di distanziamento, Domoi (come anche gli altri spettacoli di Lonato in Festival) sarà allestito in una spaziosa tribuna all’aperto, attrezzata in base alle prescrizioni Covid-19, con una capienza massima di 200 persone. La prenotazione è obbligatoria, con i posti assegnati. Può essere fatta on line oppure telefonando allo 0309130060.

 

Sempre all’interno del cartellone di Lonato in Festival, dall'11 al 19 agosto si terranno anche degli spettacoli nelle frazioni di Lonato, che saranno animate da marionette (particolarmente adatti ai bambini) e giocoleria nelle piazze e altri luoghi adeguatamente allestiti, per portare un messaggio di ripartenza. Gli spettacoli si terranno alle 20.30 e saranno gratuiti. L’11 si inizierà al Campo sportivo di Sedena con lo spettacolo di Peter “Il circo in valigia” (ore 20.30). Uno spettacolo - adatto a tutti - di illusionismi, manipolazioni, clown, equilibrismi giocoleria ed acrobazie, tutto d’un fiato: la strada, il circo, la magia e lo stupore racchiusi in una valigia piena di sogni. Il 12 a Centenaro di Lonato Francesca Zoccarato presenterà “Varieta’ prestige - Lo spettacolo in carne e legno”, in cui nelle vesti di Mitzy, un elegante clown in gonnella, porterà gli spettatori nel suo mondo di fantasie retrò, manie surreali e sogni reali. Accanto a lei, i suoi soci di legno: marionette dall’apparenza innocente, ma che potrebbero essere alla fine le vere protagoniste dello spettacolo. Un omaggio all’Avanspettacolo, al mondo del Cabaret: quando le persone cercavano l’incanto e gustavano la dolcezza che l’Arte Varia sapeva donare.

 

INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI

Fondazione Ugo Da Como

Via Rocca, 2 - Lonato del Garda (Brescia)

Tel. 0039 0309130060 - www.lonatoinfestival.it - info@lonatoinfestival.it

Facebook e Instagram: Lonato in Festival

CORTINA D'AMPEZZO, QUANDO IL CIRCO INCONTRA L'ARRAMPICATA. LE 5 TORRI PROTAGONISTE IERI SERA DI UNO SPETTACOLO POTENTE E AFFASCINANTE

 

Cala la sera, si accendono i fari sulle 5 Torri. “Au Bout des Doigts” conquista la Regina delle Dolomiti con una performance di circoalpinismo che ieri sera ha fatto restare col naso all’insù tantissimi spettatori sui prati del rifugio Scoiattoli. Un lavoro, quello di Piergiorgio Milano, innovativo e audace che ha portato sulla parete delle 5 Torri una squadra di danzatori e acrobati
 

Cortina d’Ampezzo, 9 agosto 2020_Letteralmente significa “sulla punta delle dita”, ma per Cortina significa molto di più. “Au Bout des Doigts” è lo spettacolo di circoalpinismo curato dall’associazione Gelsomina, inserito nella stagione estiva concertistica e teatrale ampezzana CortinAteatro - promossa e sostenuta dal Comune di Cortina d’Ampezzo, con il sostegno della Regione del Veneto, ideata e coordinata dall’associazione Musincantus -, che ieri sera ha affascinato la Regina delle Dolomiti, portando sulla parete ovest delle 5 Torri un turbinio di circo, arrampicata, e danza.

I tanti - e accuratamente distanziati - spettatori hanno potuto assistere allo spettacolo di Piergiorgio Milano (regista, coreografo, e performer), in cui i movimenti sinuosi della danza contemporanea si sono fusi con il movimento pragmatico ma anche istintivo dell’arrampicata, uniti alla tecnica della slackline, una traversata sospesa tra due punti della montagna.

Complice una giornata perfetta - limpida e calda – Au Bout des Doigts è stato un successo. Ad anticipare lo spettacolo ci ha pensato il riverbero del tramonto con un’enrosadira emozionante, che ha colorato di rosa ed arancione le 5 Torri. Calato il sole, sono stati il verde, il giallo, il viola, e il rosso ad illuminare le pareti delle montagne, mentre gli artisti si sono esibiti in coreografie elettrizzanti. Il merito di questi affascinanti giochi di luci (autonome e alimentate principalmente a energia solare, così come l’impianto audio) è di Gianni Melis, già light designer per alcune compagnie di alto livello - tra cui Momix - e diversi festival importanti.

Le percussioni del compositore Pino Basile e il violino di Simon Thierre hanno accompagnato i movimenti dei danzatori creando ritmi coinvolgenti, dando vita a una colonna sonora capace di seguire fino al più piccolo movimento dell’arrampicata in parete.
La performance è una coproduzione Torinodanza Festival/Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale nell’ambito del progetto n. 1644 Corpo Links Cluster. Si inserisce all’interno del programma di cooperazione PC INTERREG V-A Italia Francia ALCOTRA 2014-2020 con il sostegno della Compagnia di Sanpaolo, Espace Malraux, Teatro della Caduta e della Scuola di Circo Flic.

Grazie all’accesso tramite la seggiovia 5 Torri del Consorzio Esercenti Impianti a Fune di Cortina d’Ampezzo, San Vito, Auronzo, Misurina è stato possibile contingentare gli ingressi, consentendo agli spettatori di godersi lo spettacolo comodamente seduti sui prati e sulla terrazza del rifugio Scoiattoli, evitando assembramenti.

“Sono felice di aver portato Au bout des Doigts di Piergiorgio Milano sul palcoscenico più incredibile del mondo - spiega Marta Gallo, presidente dell'Associazione Gelsomina - in un’estate come questa, impegnarsi per permettere agli artisti di lavorare è ancora più significativo. Gli artisti - un gruppo di acrobati, danzatori e scalatori instancabili e appassionati - hanno potuto mostrare il loro talento, danzando sopra una scenografia incantata. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa data importante, ringrazio il pubblico che è stato paziente, rispettoso delle regole e ci ha fatto sentire tutto il suo entusiasmo. Spero che questo lavoro di Piergiorgio Milano, coraggioso e originale, possa partire dalla sua prima tappa cortinese e percorrere, parete dopo parete, la strada che unisce Milano e Cortina, per raccontare la meraviglia della montagna, sognando le Olimpiadi del 2026”.

www.piergiorgiomilano.com 
www.gelsomina.eu
FB: Piergiorgio Milano
FB: Associazione Gelsomina
Insta: @gelsomina.associazione - @piergiorgiomilano
#ABDD5torri #circoacieloaperto

venerdì 7 agosto 2020

What's New A Collection in Progress 2020 19 settembre 2020 – 13 dicembre 2020 Collezione Giancarlo e Danna Olgiati

 

  
conferenza stampa: venerdì 18 settembre 2020

 

collezioneolgiati.ch

 
 

 

Dal 19 settembre al 13 dicembre 2020 la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati a Lugano presenta un nuovo allestimento dal titolo What’s New costituito da opere di recente acquisizione di maestri affermati, affiancate a lavori di giovani protagonisti della scena artistica internazionale.
 
Il percorso espositivo spazia tra dipinti, disegni, sculture e fotografie in un confronto esemplare tra poetiche e linguaggi espressivi diversi. L’obiettivo è quello di evidenziare il dialogo imprescindibile tra le avanguardie storiche del primo Novecento e le ricerche contemporanee: una sorta di viaggio immersivo lungo oltre un secolo costellato da sorprendenti momenti di approfondimento.


Le trentaquattro opere esposte si articolano, dunque, in diversi capitoli autonomi: dall’arte astratta tra segno e materia, a un’indagine su luce e colore attraverso le opere di Franz West e Rudolf Stingel, fino a un omaggio a Jimmie Durham, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia del 2019. Una sezione importante è inoltre dedicata alla guerra, tema fondante della vicenda storica del XX secolo.

 

Il visitatore è accolto nella prima sala dall’opera pittorica Empreintes de pinceau n. 50 del 1989 dell’artista ticinese Niele Toroni (1937), tra i massimi rappresentanti del Minimalismo europeo, qui presentata in relazione alle opere monocrome Baked in silence (1960-61) di Piero Dorazio (1927-2005) e Avant-testo 12-1-99 (1999) di Irma Blank (1934), in un dialogo serrato tra segno e scrittura.

 
 

 

Sulla parete opposta l’artista messicano Gabriel Orozco (1962) combina sapientemente materia, forma e colore adottando un sistema di regole predeterminate tanto sistematiche quanto ignote a noi osservatori: l’opera su tela Samurai Tree 17H (2008) e le sculture in poliuretano espanso Tre sfere (2003), pur differenti a livello formale, ben rappresentano il suo inedito concettualismo, l’enigmatico rigore con cui Orozco formula il suo universo visivo.


Nella sala successiva la scultura in cartapesta dipinta dalle forme antropomorfe ma astratte dell’artista austriaco Franz West (1947-2012), Untitled del 2011, si colloca in continuità con le brillanti tonalità dell’omonimo dipinto del 2012 del meranese Rudolf Stingel (1956), reduce da una grande antologica alla Fondazione Beyeler di Basilea lo scorso anno. Entrambi di formazione culturale nord-europea, gli artisti si distinguono per la piena libertà con cui rivisitano e rinnovano, rispettivamente, l’idea stessa di scultura e di pittura formulate dalle avanguardie storiche.

 
 

Il percorso espositivo continua con un gruppo di quattro opere del danese Henrik Olesen (1967), protagonista internazionale della ricerca artistica a orientamento sociale, come testimoniano i due grandi ritratti in bianco e nero A.T. (2019) del matematico britannico Alan Turing (1912-1954), considerato il padre dell’informatica moderna, perseguitato per la sua omosessualità nonostante i brillanti risultati professionali e il contributo alla nazione.


Uno spazio di rilievo viene riservato nella sezione successiva all’opera di Jimmie Durham (1940), artista americano appartenente a una comunità di indiani Cherokee, impegnato in politica e nel campo dei diritti civili. Esemplare la scultura Aazaard del 2018, un assemblage di ossa, plastica e componenti di automobili, dove la combinazione di oggetti quotidiani e materiali organici innesca una riflessione tesa a scardinare i simboli fondanti del sistema di vita occidentale. 


L’ultima sala vede dialogare al suo interno opere che magistralmente si interrogano sul tema della sofferenza. La drammatica vicenda della Prima guerra mondiale viene evocata attraverso la straordinaria serie di quattordici tavole litografiche di Natalia Goncharova (1881-1962) dal titolo La Guerra del 1914 e la celebre Parolibera (irredentismo) dello stesso anno di Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944). Tale sezione storica è arricchita da opere di artisti del presente, diversi per generazione e paese d’origine, che pure hanno indagato la condizione della sofferenza.

 
Shirin Neshat Seeking Martyrdom – Variation #1 1995 Stampa alla gelatina ai sali d’argento e inchiostro, foto scattata da Cynthia Preston 155 x 102 cm Edizione 1/3
 

Inoltre, Fausto Melotti (1901-1986) con Lager del 1972 e Zoran Mušič (1909-2005) con Autoritratto del 1970 documentano le atrocità dello sterminio nazista. A seguire la grande fotografia dal titolo Seeking Martyrdom-Variation1 del 1995 testimonia lo sguardo dell’artista iraniana Shirin Neshat (1957) rivolto alla società medio-orientale e in particolare alla complessità della condizione femminile, mentre la palestinese Mona Hatoum (1952) e la cubana Ana Mendieta (1948-1985) – presenti in mostra rispettivamente con la scultura A bigger splash (2009) e l’opera Silueta Works in Iowa (1976-78) – al di là delle differenze stilistiche e delle singolari ricerche espressive, esplorano entrambe la propria vicenda personale di esiliate per offrire una profonda indagine su tematiche quali la violenza e la vulnerabilità del corpo.

Cormons,Terra della Sostenibilità a Qualità Vo' Cercando, sulle rive del Piave

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