domenica 15 marzo 2026

Al via Horeca Expoforum 2026 Il futuro dell’ospitalità è a Torino

 


Aperta oggi la terza edizione del Salone organizzato da GL events Italia al Lingotto Fiere. 
A Horeca Expoforum, per 3 giorni il sapere tecnico incontra la creatività, la cultura gastronomica dialoga con l’innovazione e i professionisti del settore trovano strumenti concreti per affrontare le sfide di oggi e di domani.

Oltre 300 brand italiani e stranieri animano i 14.000 metri quadrati del Padiglione 3 del Lingotto Fiere, portando a Torino una comunità espositiva che comprende forniture professionali, food & beverage, torrefazioni e distributori e che si arricchisce della presenza di aziende europee di primo piano. Con Piemonte Innova e Polo ICT partecipano inoltre  imprese emergenti. Circa 100 gli eventi in 3 giorni. La terza edizione di Horeca Expoforum, organizzata da GL events Italia, si conferma una piattaforma di riferimento per ristorazione, hotellerie e food service, dove convergono innovazione, formazione e networking. Al centro dell’inaugurazione, il tema dello spreco alimentare, affrontato con l’On. Maria Chiara Gadda, Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera e prima firmataria della Legge 166/2016.

L’opening
Ad aprire la giornata è stata Krisztina Szilvasi di GL events Italia, che ha definito Horeca Expoforum un hub strategico in cui il settore incontra innovazione e competenze. 
L’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-Olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione PiemontePaolo Bongioanni, ha sottolineato nell'intervento video l’importanza di eventi come Horeca: «Un'occasione dove il Piemonte racconta e valorizza la propria filiera agroalimentare, oggi prima in Italia per numero di prodotti a denominazione di origine – DOC, DOP, DOCG e IGP – e capace di rappresentare da sola oltre il 20% dell’intera produzione nazionale. La Regione Piemonte è presente a Horeca  con il proprio spazio che abbiamo voluto chiamare "PiemonteIS, proprio come il brand che abbiamo ideato per rafforzare l’identità territoriale e promuovere in modo coordinato le sue eccellenze».
Presente anche la Città di Torino con l’assessore Paolo Chiavarino, che ha evidenziato come il salone rappresenti un tassello fondamentale nel consolidare l’attrattività dell’ecosistema cittadino, contribuendo a posizionare Torino come punto di riferimento per l’innovazione e la qualità nel settore dell’ospitalità.
L’opening ha introdotto il tema guida della giornata: lo spreco alimentare. Su questo è intervenuta l’on. Maria Chiara Gadda, vicepresidente della commissione Agricoltura e prima firmataria della Legge 166/16 c.d. antispreco. «La filiera dell’Horeca è un settore che ha saputo crescere in questi anni innovandosi sul fronte della tecnologia, delle nuove competenze e della interpretazione dei cambiamenti in atto nelle abitudini dei cittadini. In questo contesto, è cresciuto l’impegno delle imprese di settore nel contrasto agli sprechi alimentari sul fronte della prevenzione così come nella donazione. Recuperare le eccedenze alimentari prodotte durante i grandi eventi, nel settore della ristorazione e della hotellerie non è certo facile ed è per questo che la legge 166 antispreco - che compie dieci anni dalla sua approvazione - ha voluto proporre un modello premiale dal punto di vista fiscale, nella semplificazione degli adempimenti e soprattutto nella creazione di un modello culturale che inserisce la sostenibilità nelle politiche aziendali e diventa efficace quanto più si attivano collaborazioni con il terzo settore, le istituzioni territoriali e i cittadini. Donare è un modo intelligente per dare nuovo valore al cibo nella solidarietà sociale, e la filiera dell’horeca è sicuramente protagonista in questo percorso» ha commentato l’on. Gadda. 

Innovazione e tradizione
Le soluzioni digitali sono sempre più centrali nell’evoluzione dell’Horeca e nelle scelte dei consumatori. A Horeca Expoforum il tema è valorizzato nello Startup Village Piemonte Innova che, con il Polo ICT, cluster tecnologico della Regione Piemonte, presenta una selezione di imprese capaci di rispondere alle principali esigenze del comparto.
Nel salone spiccano inoltre esempi virtuosi come 6DOF Lab con Lumen, il sistema di lampade con QR Code per interazioni smart; BOB Robotics con robot di accoglienza basati sull’intelligenza artificiale; SI‑BA Sibill con piattaforme di gestione finanziaria. Debutta QRTonic, startup milanese dedicata agli smart menu, mentre la fintech Pay‑Oh! presenta soluzioni Buy Now Pay Later di rateizzazione nei punti vendita fisici.
Accanto al progresso tecnologico, l’evento pone l’accento anche sulla sostenibilità: Aqua Farm e LangaPonica valorizzano il modello circolare dell’acquaponica, una coltivazione fuori suolo, priva di pesticidi e a ridotto consumo idrico, fondata sull’integrazione tra allevamento ittico e produzione vegetale.
Tra le eccellenze piemontesi presenti: l’Azienda Agricola Musso (VC) con il riso di Baraggia DOP, mentre per il beverage torna Panero Group (CN) e debutta Rangoni Spirits (TO), specializzata nell’export di distillati. Nel birrario si affacciano Filodilana (Avigliana, TO) e la cooperativa Versoprobo (VC).

Gli approfondimenti sulla lotta allo spreco alimentare
L'argomento trova spazio tra i numerosi appuntamenti del pomeriggio, come il convegno “Legge 166: 10 anni contro lo spreco. E adesso?” (ore 17:00), che approfondisce prospettive e sviluppi futuri della normativa. 
Nel frattempo, la PiemonteIS Arena della Regione Piemonte ospita lo show cooking curato da Ascom Epat e Federazione Italiana Cuochi (ore 16.00). Quattro chef dell’Associazione Cuochi della Mole trasformano gli scarti in risorsa, preparando due ricette pensate per valorizzare ogni parte della materia prima. In contemporanea all’interno di Alimentability, il nuovo festival dedicato all’informazione agroalimentare etica e responsabile, si tiene un convegno su tecnologie emergenti, tecniche green e soluzioni innovative per la riduzione degli sprechi, con la partecipazione di Davide Oldani, 2 stelle Michelin. Un momento tecnico che fornisce ai professionisti strumenti e linee guida operative per trasformare la sostenibilità in prassi quotidiana.

Ad amplificare il tema gioca anche il legame tra Horeca Expoforum e il Banco Alimentare, protagonista essenziale della lotta contro la povertà alimentare e gli sprechi. Grazie alla collaborazione con gli espositori del salone che scelgono di destinare le eccedenze delle loro attività a un percorso di recupero virtuoso, da oggi e fino a martedì il pubblico potrà acquistare le “Surprise Bag”, messe a disposizione grazie al supporto operativo per l’occasione di Too Good To Go, il più grande marketplace al mondo per le eccedenze alimentari. Il ricavato sarà interamente devoluto al Banco Alimentare, un gesto semplice che mobilita la community professionale attorno a un obiettivo comune.
L’efficacia del modello Too Good To Go trova conferma nei dati: dal 2019 ad oggi l’app antispreco ha salvato oltre 33 milioni di pasti, di cui 7,8 milioni solo nel 2025, grazie alla partecipazione di più di 26mila esercizi aderenti e una community che supera i 12 milioni di utenti. A Torino sono stati salvati 1.160.000 pasti in 7 anni, evitando l’emissione di 3.132 tonnellate di CO₂e e il consumo non necessario di quasi un miliardo di litri d’acqua. In Piemonte si contano 3.300.000 pasti recuperati.

Oltre al tema antispreco: formazione, competenze e innovazione 
La prima giornata mostra tutta la ricchezza del palinsesto di Horeca Expoforum. Tra gli appuntamenti più seguiti il Master “Il mondo del cioccolato” e la Dimostrazione di pièce artistiche in cioccolato a cura di Conpait.
Nella Coffee Arena, la Specialty Coffee Association: talk formativi, sessioni di cupping (tecnica di degustazione professionale del caffè), competizioni come il Coffee Triathlon e il Latte Art Throw Down disegnano uno spazio immersivo dedicato all’evoluzione del caffè di qualità. 
La Pizza Arena vede alternarsi momenti di formazione tecnica con la Scuola Italiana Pizzaioli, da L’Equazione dell’impasto alla Geometria del banco, fino alle sessioni dedicate alla pizza tonda romana e al padellino contemporaneo. 
Nella Horeca Expoforum Arena, è protagonista Biagio Valeriocampione del mondo di Pizza Gourmet e Pinsa Romana, con la sua interpretazione gourmet del celebre padellino torinese.
La PiemonteIS Arena ospita Piedmont Global Taste con IFSE, dedicato al dialogo tra eccellenze piemontesi e cucine internazionali, e degustazioni e incontri sulla carne di razza Piemontese, al Riso di Baraggia DOP e alle prime selezioni del concorso Lady Chef.
All’interno di Alimentability, firmato ASA, la giornata vede momenti di divulgazione su informazione alimentare, scienza sensoriale, analisi dei dati, tecnologie per la sostenibilità.

Cosa ci aspetta il 16 e il 17 marzo 
Lunedì 16 e martedì 17 saranno giornate altrettanto dense di contenuti, dimostrazioni, degustazioni e incontri professionali che attraversano tutte le anime del salone.
La Horeca Expoforum Arena offrirà ispirazione e aggiornamento professionale con le dimostrazioni di Conpait; altri momenti saranno dedicati al comfort acustico negli spazi dell’ospitalità e alle collaborazioni con brand come Lurisia, che porterà in scena nuove proposte di food pairing legate alla tradizione italiana.
La PiemonteIS Arena della Regione Piemonte proseguirà il racconto dedicato alle eccellenze locali, con show cooking guidati dai consorzi e dagli chef del territorio: dal Roccaverano DOP al Riso di Baraggia, passando per la carne di razza piemontese. Sempre qui proseguiranno le selezioni regionali del concorso Lady Chef e una serie di incontri con chef e personalità della cucina italiana, come Christian Milone e Raffaele Amitrano. Non mancheranno approfondimenti dedicati agli aspetti normativi e alla sicurezza alimentare, con il Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino.
La Coffee Arena garantirà un flusso ininterrotto di formazione tecnica e spettacolo: dalle competizioni curate da SCA ai laboratori sulla tostatura, sul cupping e sulla latte art, fino alle masterclass dedicate alla gestione del bar, al workflow e alla qualità del caffè servito.
La Pizza Arena sarà la palestra per pizzaioli, studenti e professionisti dell’arte bianca.  
Ad Alimentability le sessioni spazieranno dalla comunicazione scientifica alla neuroscienza sensoriale, dall’agricoltura di precisione ai cibi coltivati, offrendo l’occasione per comprendere le trasformazioni profonde dei sistemi alimentari contemporanei.
Infine, decine di attività prenderanno vita direttamente negli stand: degustazioni, workshop tematici, dimostrazioni tecniche con aziende e produttori animeranno il Salone di un palinsesto diffuso che attraversa ogni settore dell’ospitalità.

sabato 14 marzo 2026

Fondazione Torlonia presenta The Torlonia Collection. Masterpieces of Roman Sculpture 14 marzo – 19 luglio 2026 Musée des beaux-arts de Montréal

 


Cantina Produttori Nebbiolo di Carema Le nuove annate a Vinitaly

 La Cantina Produttori Nebbiolo di Carema sarà presente a Vinitaly 2026, che si terrà a Verona dal 12 al 15 aprile. Durante le giornate della Fiera, sarà possibile degustare le nuove annate, che si preannunciano fin d’ora molto interessanti: Carema Doc 2022, Carema Doc Riserva 2021 e Carema Doc Anniversario 2020. Le annate 2020 e 2022 sono state miti e soleggiate e i vini hanno un profilo armonioso e piacevolmente fruttato. Il millesimo 2021, invece, si contraddistingue per un carattere più fresco e austero, sottile e profondo, nello stile più classico del grande nebbiolo di montagna di Carema.

La Cantina Produttori Nebbiolo di Carema è la realtà più importante del piccolo borgo piemontese e rappresenta l’espressione di una comunità che ha saputo tramandare nel tempo le consuetudini di una viticoltura eroica.  Fondata nel 1960, è ancora oggi è il punto di riferimento per i vini del territorio. Grazie all’impegno e alla passione tramandata di generazione in generazione, i viticoltori locali hanno plasmato il paesaggio montano, creando un vigneto unico al mondo. Un’architettura costituita da terrazzamenti, muretti in pietra, viti sostenute da alti piloni e pergole in legno di castagno, sui cui si allungano i tralci. Carema non è solo storia e tradizione, ma è anche un territorio di grande vitalità. Negli ultimi anni la Cantina Produttori Nebbiolo di Carema si è impegnata in un importante lavoro di recupero dei vigneti abbandonati, per dare nuovo sviluppo alla viticoltura locale e ripristinare un paesaggio naturale dal grande potenziale enoturistico. Attualmente la Cantina gestisce circa 15 ettari di vigneti situati a un’altitudine compresa tra i 300 e i 450 metri sul livello del mare, in una zona caratterizzata da un clima piuttosto freddo e con elevate escursioni termiche.   Grazie a queste particolari caratteristiche pedoclimatiche, a Carema il nebbiolo si esprime con un profilo di grande finezza e freschezza, in perfetta sintonia con le nuove tendenze di consumo, orientate verso vini rossi meno concentrati e potenti. La passione e la competenza di una nuova generazione di viticoltori, hanno contribuito ad elevare ulteriormente il livello dei vini, che oggi si posizionano ai vertici della produzione regionale. 

GUARDA LE LUCI, AMORE MIO tratto dall'omonimo libro di Annie Ernaux

 

venerdì 13 marzo 2026

ECCO IL TRAILER DI TABÙ. EGON SCHIELE al cinema il 20, 21, 22 aprile

 


 Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=Ejm-9mYZ0MI 




Nexo Studios La Grande Arte al Cinema” torna nelle sale italiane. Si parte il 20, 21, 22 aprile con TABÙ. EGON SCHIELE, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios, diretto da Michele Mally, autore del soggetto che firma anche la sceneggiatura assieme ad Arianna Marelli. Ad accompagnare gli spettatori sulle tracce dell’artista c’è Erika Carletto, attrice esordiente capace di rievocare con il suo canto le atmosfere di Vienna e Praga di allora. A cavallo tra Otto e Novecento, queste città, mostrate attraverso filmati d’archivio, furono i centri propulsori delle rivoluzioni e delle contraddizioni che caratterizzano ancora la nostra contemporaneità. La colonna sonora, d’impatto fortemente emotivo, è caratterizzata dalle musiche originali composte ed interpretate dalla violinista Laura Masotto e sarà disponibile in digitale su etichetta Nexo Digital. L’elenco delle sale che proietteranno il film sarà presto disponibile su nexostudios.it e le prevendite apriranno a partire dal 20 marzo.

 

Nella “corsa folle” della vita di Schiele (1890-1918), costellata da centinaia di quadri e migliaia di opere su carta, c’è un eterno ritorno: quello al paese di nascita della madre dell’artista, Krumau, Český Krumlov oggi, in Repubblica Ceca. TABÙ. EGON SCHIELE si snoda a partire da qui: dall’Atelier Egon Schiele – la casa con giardino dove il pittore abitò con la compagna e modella Wally Neuzil. Proprio nella cittadina della Boemia, che ai tempi di Schiele faceva parte dell’Impero austro-ungarico, affonda la radice di un’arte capace di sovvertire le regole estetiche, morali e psicologiche del tempo e di condurci – ancora oggi – all’essenza dell’essere umano. È infatti dall’architettura di Krumau che Egon Schiele, ancora ragazzo, impara a osservare da una prospettiva inedita, destinata a diventare il marchio della sua visione e a tradursi nei suoi disegni: lo sguardo dall’alto. Una prospettiva capace di farci riflettere sulle dinamiche stesse del guardare, sulla sua “violenza” e sulla sua forza erosiva. Krumau è una città che alterna curve morbide – il fiume Moldava che abbraccia e allo stesso tempo stringe il centro storico – ed elementi angolari e spigolosi: le case medievali, le strade tortuose. Una figura per certi versi materna, come quella così presente nella produzione di Schiele, pronta a interrogarci sul desiderio inconscio di ritorno all’origine, sul tentativo di riconnettersi alla dimensione da cui dipende l’immagine che tutti abbiamo di noi stessi. Il rapporto di Schiele con la madre Marie, del resto, era segnato dalla mancanza di affetto e dal conflitto, così come solitudine e senso di estraneità segnarono la relazione con Edith Harms, sposata nel 1915 dopo l’abbandono del grande amore Wally. L’affinità elettiva più profonda restò sempre quella con la sorella Gerti, di cui solo oggi emergono nuovi dati biografici.

 

L’esplorazione di tutte queste connessioni visive e interiori è possibile grazie agli interventi di esperti e studiosi: Jane Kallir, curatrice del catalogo completo delle opere; Ralph Gleis e Elisabeth Dutz, rispettivamente Direttore e Curatrice capo dell’Albertina di Vienna; Kerstin Jesse, curatrice del Leopold Museum di Vienna; Verena Gamper, Curatrice del Belvedere di Vienna; Klára Sváčková del Museum Fotoatelier Seidel, Český Krumlov; Elio Grazioli e Otto M. Urban, storici dell’arte; Maddalena Mazzocut-Mis, filosofa; Micaela Riboldi, psicanalista; Amelia Valtolina, germanista; gli scrittori Romina Casagrande e Alessandro Banda; la regista Gerda Leopold.

 

Snodo cruciale del film è il 1910, anno in cui si afferma lo stile unico di Schiele. È proprio nel 1910 che la Cometa di Halley attraversa il cielo, lasciando una scia luminosa che unisce le latitudini e ridisegna le cronologie. Sotto quel cielo possiamo immaginare Egon che cammina per le strade di Praga insieme a Franz Kafka (1883-1924), altra figura ricorrente nel docufilm. Non vi è prova che i due si siano mai conosciuti o incontrati, ma il loro destino e la loro arte si incrociano allora come oggi, offrendoci nuove chiavi per penetrare anche l’universo kafkiano: il suo tempo onirico, il disturbo che continua a provocare, esattamente come spesso “disturbano” i corpi contorti di Schiele. Del resto, in quella Vienna fu proprio la percezione del tempo a cambiare: un tempo non più lineare e causale, ma condensato, affettivo, “fatale”, come le “ore stellari” di cui parlava Stefan Zweig, in cui nascita e morte sono legate in modo indissolubile. Tutti respiravano il senso di una fine. Nel 1918, anno in cui muoiono Schiele ma anche Gustav Klimt e molti altri protagonisti della Vienna d’oro, crolla l’Impero austro-ungarico, mentre nasce la Cecoslovacchia.

 

La storia di Egon Schiele finisce qui, mentre quella di Kafka continua. Ma è soprattutto il nostro mondo che, ormai, ha cominciato la propria storia: l’eterno ritorno, l’ossessione per la morte, l’autoanalisi istintiva e ossessiva, il sentirsi sbagliati e insieme sfacciatamente presenti al mondo rivelano uno Schiele talmente contemporaneo da dare ancora, violentemente, fastidio. Schiele ci costringe a pensare ai nostri tabù. Quelli di allora come quelli di oggi.

 

 

Per il 2026, la stagione di Nexo Studios La Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia con i media partner Radio CapitalSky ArteMYmovies, e in collaborazione con Abbonamento Musei.

 

 

 

 

Harrykuminciamu: la Sicilia del vino riparte unita