sabato 19 settembre 2026

LAVINIA ha presentato Saâdane Afif LIVE IN LAVINIA

 




Borghi della Storia – Il Castello di San Pietro e la Locanda del Re Guerriero nelle Terre Piacentine


Il viaggio del buon e bello vivere che la rete di informazione Borghi d’Europa compie in occasione del turno di Presidenza italiano alla IAI (Iniziativa Adriatico Ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale), previlegia le Terre Piacentine, grazie ad una collaborazione informativa con la Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina.

Storia, cultura, enogastronomia, ambiente verranno conosciute, valorizzate e raccontate da giornalisti e comunicatori fino a maggio del 2027, per un progetto finalizzato, semplicemente, ad ‘informare chi informa’.

Tutti i luoghi del Piacentino verranno collegati con altri borghi europei e verranno ‘narrati’ nei giornali delle altre terre coinvolte nel cammino delle identità.

“ Non poteva mancare l’incontro con il Castello di San Pietro e la Locanda del Re Guerriero.

Il Castello di San Pietro, che ricalca perfettamente il tipico schema piacentino dei fortilizi di pianura, offre al visitatore una preziosa e fedele testimonianza di dimora gentilizia quattrocentesca; oggi di proprietà della Famiglia Spaggiari, pur facendo parte fino al 1500 dello Stato Pallavicino, fu dei Malaspina nel dodicesimo secolo e, a partire dal 1405, dei Landi.

Nel 1466 Bianca Maria Visconti, vedova del Duca Francesco Sforza, investì del feudo di San Pietro l’augusta famiglia piacentina dei Barattieri. Al giureconsulto Bartolomeo Barattieri, amante del luogo, si deve la riedificazione dell’edificio tra il 1460 e il 1491, come documenta l’epigrafe su pietra muraria presente ancora oggi nel cortile dei Cavalieri. Nel 1678, per i servizi prestati allo Stato Farnesiano, Ercole e Paolo Emilio Barattieri ottennero dal Duca Ranuccio II il titolo nobiliare di Conte.

Il castello, attorniato da un vasto parco alberato, è disposto su un impianto quadrangolare da cui emergono il mastio e due torrioni rotondi, collocati a difesa del lato nord.

L’austerità dell’esterno è in netta contrapposizione con l’ariosità e la raffinatezza del cortile interno porticato su tre lati, di gusto rinascimentale, che trasforma il castello in un palazzo residenziale; ad ogni arco del porticato a pian terreno corrispondono due archi minori al primo piano; cornici in cotto decorano gli archi, il marcapiano e il sottotetto; il pianterreno ha il soffitto in muratura, mentre quello del loggiato presenta travi lignee; nella stanza del corpo di guardia una doppia porta in diagonale si apre sulla prigione, in cui sono ancora visibili i ceppi a cui venivano legati i prigionieri.

Nei sotterranei del castello originariamente erano collocate le cucine, le lavanderie e le cantine; è ancora presente la ghiacciaia che veniva riempita di neve dalla botola sul soffitto, mentre la pavimentazione a lisca di pesce permetteva di convogliare l’acqua della neve sciolta verso il centro, dove veniva assorbita da un pozzo a perdere.

Al primo piano, secondo il gusto rinascimentale, tutte le sale sono decorate da pitture e camini e si aprono sul grande loggiato; la parte più antica ed emblematica del piano nobile, il mastio, ospita da sempre la camera da letto del Conte.

Il Castello di San Pietro in Cerro ha la particolarità di avere due saloni d’onore, una caratteristica anomala dovuta a liti di primogenitura tra gli eredi maschi della famiglia Barattieri, che suddivisero il castello in due parti abitate dai discendenti dei due rami dell’antica famiglia.

L’attuale proprietario, Franco Spaggiari, mecenate e appassionato d’arte, dopo l’acquisto dell’immobile ha intrapreso un importante intervento di restauro volto a restituire al complesso l’aspetto originario; l’azione conservativa, protrattasi per oltre quindici anni, ha portato il Castello di San Pietro a vincere il Premio “Piero Gazzola” per il miglior Restauro del Patrimonio Monumentale Piacentino nel 2016.”

La Locanda del Re Guerriero è un edificio storico di fondazione medievale, già documentato sulle carte topografiche a partire dal 1720; era l’antico ricovero delle carrozze e l’abituro di cocchieri che prestavano servizio presso la corte del Castello di San Pietro.

Oggi, dopo un attento restauro, la Locanda del Re Guerriero offre la possibilità di trascorrere un soggiorno rilassante, durante il quale ascoltare il dolce suono del silenzio, avvolti da un’atmosfera di bellezza. I dintorni offrono un territorio autentico ed affascinante da scoprire attraverso escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo, per riappropriarsi di suggestioni che la frenetica vita di tutti i giorni ci ha ormai fatto dimenticare.

venerdì 18 settembre 2026

garage BENTIVOGLIO Cadaveri squisiti Nido di Cuoghi Corsello

 Palazzo Bentivoglio riprende la sua attività dopo la pausa estiva e presenta nella vetrina di via del Borgo di San Pietro l'opera del duo Cuoghi Corsello

 

Fino al 18 ottobre 2026

mercoledì - sabato, ore 19.00 - 23.00

 

garage BENTIVOGLIO

via del Borgo di San Pietro 3A, Bologna

palazzobentivoglio.org

 

Cuoghi Corsello, Cadaveri squisiti, 2009, Nido, 2026, garage BENTIVOGLIO, Palazzo Bentivoglio, Bologna, ph. Carlo Favero


Bologna, 18 settembre 2026. Dopo la pausa estiva, Palazzo Bentivoglio riapre garage BENTIVOGLIO di via del Borgo di San Pietro con un nuovo progetto dedicato a Cuoghi Corsello, protagonisti della scena artistica bolognese fin dagli anni Ottanta. La vetrina presenta Cadaveri Squisiti/Nido, un lavoro che riporta nello spazio del garage l’universo di figure e personaggi che il duo ha costruito nel corso della propria ricerca.

 

Nella mitologia greca e romana capitava spesso che donne o uomini, animali o creature fantastiche venissero trasformati in costellazioni. I protagonisti delle storie di Apollodoro, Eratostene, Esiodo e Ovidio sono ancora oggi presenti nel nostro linguaggio o nella nostra cultura attraverso parole del quotidiano (come il termine canicola, legato al passaggio del Sole vicino ai Cani di Orione) o segni zodiacali (come i Dioscuri, diventati la costellazione dei Gemelli nell’astrologia contemporanea). Cuoghi Corsello hanno invece costruito nel tempo un proprio universo di figure, quasi una costellazione di personaggi attraverso cui dare forma con un immaginario autonomo, iniziato sulla strada e progressivamente entrato in altri contesti e linguaggi.

 

In Cadaveri Squisiti, serie di neon presentata nel 2009 al MACRO, i personaggi nati come graffiti sui muri di Bologna alla fine degli anni Ottanta si trasformano in luce. Per il garage l’opera assume la temporanea configurazione di Nido: gli elementi si adagiano sulle grandi casse blu come rami raccolti da un animale sconosciuto, componendo una sorta di rifugio in attesa di una nuova metamorfosi.

A Sirmione la prima edizione del Lugana Festival: quattro giorni tra vino, musica e cultura sul Lago di Garda

 


FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA

 A settembre un mese di appuntamenti rinnova la vocazione della Fondazione Bevilacqua La Masa al sostegno dei giovani artisti

 

Bandi, atelier, incontri con artisti e critica, open studio residenze internazionali e nuove mostre:

 

Un programma che racconta le diverse forme attraverso cui la Fondazione Bevilacqua La Masa accompagna i giovani talenti, dalla formazione all’ingresso nel mondo professionale e nelle successive fasi della loro carriera

 

 



 

Camilla Mozzato con gli artisti in residenza negli Atelier di Palazzo Carminati

Gli artisti in residenza negli Atelier BLM alla Giudecca, ph.Matteo de Mayda


Venezia, 18 settembre 2026. Nata nel 1898 dal lascito testamentario di Felicita Bevilacqua La Masa, con la volontà di offrire a giovani artisti spazi e opportunità spesso preclusi dai grandi circuiti espositivi, la Fondazione Bevilacqua La Masa continua a tradurre quella stessa intuizione in una pratica concreta: accompagnare gli artisti nelle fasi decisive della loro crescita, mettendo a disposizione luoghi di lavoro, occasioni di confronto, visibilità e strumenti per misurarsi con il pubblico, la critica e il sistema professionale dell’arte.

 

È una vocazione che attraversa oltre un secolo di storia. Dalla Mostra Collettiva, giunta alla 108ª edizione, agli Atelier che nel tempo hanno accolto, tra gli altri, Gino Rossi, Arturo Martini, Felice Casorati ed Emilio Vedova, fino alle generazioni più recenti, la Fondazione ha progressivamente costruito un modello di sostegno capace di rinnovarsi insieme alle esigenze degli artisti. Il calendario di settembre ne restituisce oggi le molteplici declinazioni: selezione, formazione, produzione, confronto, apertura internazionale e accompagnamento delle carriere.

 

Il primo appuntamento riguarda proprio i Bandi Atelier e Curatore 2026-2027, realizzati per il terzo anno consecutivo in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia – MUVE, hanno ricevuto alla scadenza, lo scorso 11 settembre, circa 150 candidature di artisti e 60 proposte curatoriali. I due bandi rappresentano strumenti centrali della missione della Bevilacqua La Masa e offrono a giovani artisti e professionisti della cultura la possibilità di sviluppare un percorso di ricerca, formazione, produzione e confronto all’interno dell’istituzione. In particolare, il Bando per il Curatore prosegue il percorso avviato nel 2022 dal Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione per rafforzare il sostegno agli artisti selezionati per gli Atelier, affiancando loro stabilmente una figura curatoriale.

 

Mentre si prepara la nuova stagione, il programma 2025/2026 entra nella sua fase conclusiva con una serie di appuntamenti che portano il lavoro degli artisti fuori dagli studi e lo mettono direttamente in relazione con il pubblico e con il sistema dell’arte.

 

Sempre nell’ambito della collaborazione con MUVE, il 21 settembre, è in programma a Ca’ Pesaro, il talk conclusivo del ciclo a cura di Camilla Mozzato, moderato da Luca Zuccala, direttore de Il Giornale dell’Arte, che riunirà Giorgio Andreotta Calò, Ruth Beraha, Chiara Enzo e Giulio Squillacciotti per un confronto aperto al pubblico sulle pratiche artistiche e sui percorsi professionali contemporanei. L’incontro ribadisce uno degli elementi qualificanti dell’esperienza degli Atelier: non soltanto la disponibilità di uno spazio nel quale lavorare, ma la possibilità di entrare in una comunità professionale e di costruire un dialogo continuativo con artisti, curatori e critica.

 

Pochi giorni dopo, il 23, 24 e 25 settembre, saranno gli stessi artisti degli Atelier 2025/2026 ad accogliere il pubblico nei propri spazi di lavoro. Gli Open Studio offriranno ai visitatori la possibilità di avvicinarsi ai processi della produzione artistica, incontrare direttamente gli autori e conoscere ricerche e opere nel momento stesso del loro sviluppo.

 

La dimensione internazionale costituisce un altro asse fondamentale del programma.

Dal 14 settembre al 19 ottobre, Palazzo Carminati ospiterà la residenza di cinque settimane di Maciej Jaszczyński e Barbora Dědičová, realizzata nell’ambito del progetto europeo CreArt 3.0 e curata da Erica Villa. La residenza mette a disposizione degli artisti tempo, spazio e condizioni di lavoro per sviluppare nuove ricerche nel contesto veneziano e si concluderà con un momento pubblico di restituzione.

 

L’azione della Bevilacqua La Masa, tuttavia, non si esaurisce con la conclusione del periodo trascorso negli Atelier. Uno degli aspetti su cui la Fondazione ha investito negli ultimi anni è proprio la possibilità di continuare a seguire gli artisti che ne hanno attraversato gli spazi, creando nuove occasioni di produzione, acquisizione e visibilità anche nelle fasi successive della loro carriera.

 

Ne è stato un esempio L’una nell’altra a cura di Giovanni Giacomo Paolin, mostra nata come prosecuzione di Time after Time, progetto ideato da Stefano Coletto per incrementare e valorizzare la Collezione della Fondazione attraverso nuove acquisizioni dedicate agli artisti che hanno preso parte allo storico programma degli Atelier. Nell’ambito del PAC 2025 – Piano per l’Arte Contemporanea e di Cantica21, iniziative promosse dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, sono state acquisite 24 opere di ex atelieristi, facendo entrare le loro ricerche nel patrimonio della Fondazione e offrendo al tempo stesso un sostegno concreto alla prosecuzione dei loro percorsi professionali.

 

La stessa attenzione alla continuità delle carriere torna il 23 settembre con Ogni pittura è paesaggio, ancora a cura di Stefano Coletto, che riunisce tre pittori già protagonisti degli Atelier – Eric Pasino, Chiara Peruch e Jacopo Zambello – riportandone il lavoro negli spazi della Fondazione e offrendo una nuova occasione di confronto con il pubblico. L’inaugurazione si tiene mercoledì 23 settembre alle ore 18.00, presso Sala del Camino, Chiostro SS. Cosma e Damiano – Giudecca, Venezia. L’anteprima stampa con gli artisti e il curatore alle ore 17.00, in concomitanza degli Atelier Aperti a partire dalle ore 14.00.

 

La pluralità dei linguaggi è, del resto, una delle caratteristiche che da sempre contraddistinguono gli Atelier. Un risultato recente mostra con particolare evidenza la capacità di questo percorso di intercettare ricerche emergenti anche al di fuori delle discipline tradizionalmente associate alle arti visive. È il caso di Mutrion, cortometraggio d’esordio del giovane regista veneziano Marco Cavazzin, protagonista dell’edizione 2025 degli Atelier negli spazi dell’Emeroteca. Il progetto è stato realizzato dal gruppo di produzione ETIMO, anch’esso sostenuto nel 2025 da un contributo economico della Fondazione. Presentato quest’anno al Locarno Film Festival, nel concorso internazionale Pardi di Domani, Mutrion ha ottenuto il Pardino per la migliore regia. Un riconoscimento internazionale che offre una testimonianza concreta della funzione che la Bevilacqua La Masa continua a esercitare: individuare le ricerche emergenti, offrire loro condizioni reali di sviluppo e accompagnarle nel momento delicato in cui iniziano a confrontarsi con il sistema professionale.

 

Dalla selezione dei nuovi Atelier alle residenze internazionali, dagli Open Studio al confronto con artisti e critica, dalle nuove occasioni espositive all’ingresso delle opere in collezione, il programma di settembre compone così un racconto unitario della Bevilacqua La Masa e della sua missione: non semplicemente esporre la giovane arte, ma contribuire a creare le condizioni perché possa nascere, svilupparsi e trovare il proprio spazio.

 

È la continuità più fedele con il progetto immaginato da Felicita Bevilacqua La Masa alla fine dell’Ottocento: oltre un secolo dopo, continuare a mettere a disposizione degli artisti tempo, spazi, strumenti, relazioni e fiducia.


PROGRAMMA D’AUTUNNO

 

12 - 20 settembre 2026 - The Venice Glass Week HUB Under35, in mostra le opere in vetro di 40 giovani artisti nazionali e internazionali a cura di Stefano Coletto e Marta Gradenigo. Nella Galleria BLM di Piazza San Marco. Ore 10.00 – 18.00

 

14 settembre - 19 ottobre 2026 – Residenza d’Artista nelle foresterie di Palazzo Carminati nell’ambito di CreArt 3.0: gli artisti Maciej Jaszczyński e Barbora Dědičová lavorano ed espongono i lavori in una mostra conclusiva a cura di Erica Villa

 

21 settembre COSA SIGNIFICA ABITARE UNA RESIDENZA D’ARTISTA OGGI?

Una tavola rotonda dedicata agli Atelier d’artista. Intervengono Giorgio Andreotta Calò, Ruth Beraha, Chiara Enzo, Giulio Squillacciotti e Luca Zuccala, direttore del Giornale dell’Arte.

Modera Camilla Mozzato, curatrice del programma Atelier 2025-26. A Ca’ Pesaro, ore 18.00

 

23 - 24 - 25 settembre Atelier Aperti: apertura finale degli studi degli artisti under 30 assegnatari degli Atelier 2025–2026, alla Giudecca (23/09) a Palazzo Carminati (24/09) e all’Emeroteca di MUVE a Mestre (25/09) Dalle 14.00 alle 21.00

 

23 settembre - inaugurazione della mostra Ogni pittura è paesaggio a cura di Stefano Coletto, con i lavori di tre pittori passati per gli Atelier BLM: Eric Pasino, Chiara Peruch e Jacopo Zambello, nella Sala del Camino presso il Complesso dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca. In mostra fino al 21 novembre 2026

Anteprima stampa con gli artisti e il curatore ore 17.00 e in concomitanza con gli Atelier Aperti alla Giudecca: ore 14.00- 18.00. Inaugurazione e Saluti Istituzionali: ore 18.00

 

9 ottobre - inaugurazione della mostra DA COSA NASCE COSA, esposizione conclusiva degli Atelier 2025 – 26 a cura di Camilla Mozzato, nelle sedi della BLM: la Galleria di Piazza San Marco e Palazzetto Tito, fino al 22 novembre 2026

Ore 11:00 – Galleria BLM San Marco Anteprima riservata ad artisti, istituzioni e stampa

A seguire, visita della mostra a Palazzo Tito

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