domenica 1 marzo 2026

Montagne da leggenda. Storie di campioni Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo 28 febbraio – 5 aprile 2026

 



È stata inaugurata al Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo la mostra «Montagne da leggenda. Storie di campioni», fino al 5 aprile, alla presenza dei campioni olimpici Marino Vigna (Roma 1960) e Claudia Giordani (Grenoble 1968), con il presidente della Fondazione del Museo Antonio Molteni e la direttrice Carola Gentilini, il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Lombardia Stefano Pedrinazzi, Max Cassani, Contributor della Mostra, insieme con numerosi giornalisti e scrittori appassionati di ciclismo e di sport olimpici. Fra i giornalisti della stampa sportiva presenti anche il vicedirettore di Rai Sport Andrea De Luca. 

L’evento inaugurale è stato arricchito dai collegamenti telefonici e video con Gustav Thöni e Franco Nones.

In apertura è giunto il saluto del presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni, che ha sottolineato il valore culturale e sportivo dell’iniziativa e il ruolo del Museo del Ghisallo come luogo della memoria capace di guardare lontano, evidenziando come il dialogo tra ciclismo e sport invernali si inserisca in una visione condivisa anche dalla Federazione. Dagnoni ha inoltre ricordato il progetto, appena avviato, per l’inserimento del ciclocross nel programma olimpico invernale, sottolineando come annunciarne l’iter proprio in occasione di una mostra inserita nel programma culturale di Milano Cortina 2026 rappresenti un segnale di forte auspicio.

Nel corso dell’incontro, Gustav Thöni, festeggiato dal Museo del Ghisallo per il suo compleanno, ha richiamato le profonde affinità tra sport invernali e ciclismo, ricordando in particolare la lunga amicizia e la stima condivisa con Francesco Moser e con Fausto Coppi, figure che hanno segnato epoche diverse ma unite dagli stessi valori di fatica, montagna e visione sportiva.

Franco Nones ha invece offerto uno sguardo più intimo e romantico sullo sport di quegli anni, evocando la figura dei massaggiatori delle nazionali che seguivano contemporaneamente fondisti e ciclisti, occupandosi degli stessi muscoli e delle stesse fatiche. Tra questi ha ricordato Isaia Steffano, simbolo di una stagione in cui competenze, esperienza e passione univano discipline diverse sotto un comune sentire sportivo.

Nel suo intervento, Claudia Giordani, oggi vicepresidente del CONI, ha posto l’accento sul cambiamento profondo che il movimento olimpico sta attraversando, sottolineando come le ultime due edizioni dei Giochi abbiano raggiunto la parità di partecipazione tra donne e uomini. Al tempo stesso ha richiamato l’attenzione sulla necessità di proseguire con decisione nel percorso di tutela dei diritti, dell’inclusione e di un reale cambio di passo culturale nello sport.

All’incontro era presente anche l’azzurra del canottaggio Donata Minorati, oggi tecnico CONI alla Canottieri Milano, che insieme a Claudia Giordani ha portato i saluti dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, tra i prestigiosi patrocinatori della mostra.

La mostra temporanea «Montagne da leggenda. Storie di campioni» è un percorso espositivo che mette in dialogo gli scenari del ciclismo con quelli degli sport invernali, accesi dall’edizione 2026 dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. La mostra è entrata a far parte dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, programma culturale dei Giochi, ed è a tutti gli effetti un’iniziativa culturale inserita nel ricco palinsesto olimpico.

In cima al Passo del Ghisallo prende forma, dunque, con «Montagne da leggenda. Storie di campioni», uno slalom parallelo di emozioni fra atlete e atleti delle due ruote e degli sport invernali, donne e uomini che hanno attraversato epoche diverse e cicli olimpici indimenticabili, lasciando sulle stesse vette tracce indelebili di imprese sportive.

Stelvio, Mortirolo, Dolomiti di Cortina, Livigno, Predazzo: luoghi dove allenarsi e dove vincere. Al centro dell’attenzione mondiale nei mesi olimpici, territori che da oltre un secolo rappresentano teatri naturali di epiche battaglie ciclistiche e di storiche vittorie sugli sci.

La mostra apre la stagione museale 2026 nel pieno spirito olimpico, intercettando il flusso turistico tra Milano e le sedi olimpiche alpine e proponendo al pubblico un racconto trasversale che unisce memoria sportiva, territorio e attualità.

Durante il periodo dell’esposizione sono previste conferenze e visite guidate, in un progetto culturale che valorizza il legame profondo tra montagna, sport azzurro e identità nazionale. Un percorso che si vive ogni giorno al Museo, un museo intagliato nella roccia, che guarda la Grigna, lassù sul Passo del Ghisallo di Magreglio.

Il percorso espositivo propone accoppiate o poker simbolici che riportano ai ricordi dello sport: dalle pioniere Alfonsina Strada e Paula Wiesinger a Fausto Coppi e Zeno Colò, da Francesco Moser e Gustav Thöni a Gianbattista Baronchelli e Paolo De Chiesa, Claudia Giordani e Maria Canins, Fabiana Luperini e Paola Magoni, Marco Pantani e Alberto Tomba, Paola Pezzo e Deborah Compagnoni. E ancora una carrellata che affianca Paolo Savoldelli e Kristian Ghedina, Vincenzo Nibali e Dominik Paris, Elisa Balsamo e Sofia Goggia, Elisa Longo Borghini e Federica Brignone. Uno slalom parallelo fra discipline che riflette oro, argento e mirra e che ha reso epiche le montagne dell’immaginario sportivo italiano.

La mostra è dedicata in modo speciale ad Antonella Bellutti, figura unica nello sport italiano e olimpico: due ori consecutivi ai Giochi nel ciclismo su pista, una partecipazione ai Giochi Invernali nel bob a due a Salt Lake City come frenatrice con Gerda Weissensteiner e un percorso che da oltre venticinque anni prosegue fuori gara come impegno civile e culturale con Assist, a difesa dei diritti e della parità di genere nello sport. Come ha raccontato alla Gazzetta dello Sport in un’intervista di Alessandra Giardini, «volevo cambiare lo sport in Italia: ho capito che la vera sfida non è solo vincere, ma lavorare sulla base, sui diritti e sulle opportunità».


I cimeli esposti

Il percorso espositivo si articola attraverso materiali provenienti dalla collezione del Museo del Ghisallo e da prestigiosi prestiti esterni. In mostra riviste storiche come Sport Illustrato dedicate a Cortina 1956 e Roma 1960, maglie olimpiche e medaglie, tra cui la maglia di Marino Vigna e la medaglia d’oro con attestato di vittoria dei Giochi di Roma 1960. Spicca una bicicletta degli anni Trenta con cambio Regina Margherita e cerchi in legno, accostata a sci in legno Freyre del 1937 prodotti a Eupilio, insieme alla maglia e alla bicicletta di Fabio Casartelli delle Olimpiadi di Barcellona 1992 e alla medaglia di bronzo conquistata da Elia Viviani a Tokyo 2021. Il dialogo tra le discipline è rafforzato dalla presenza della torcia olimpica originale di Torino 2006 e della replica della torcia di Milano Cortina 2026, oltre al confronto diretto tra casco da ciclista e casco da sci e tra la scarpetta da ciclista di Fiorenzo Magni e uno scarpone da sci.

Dal Museo dello Sci e della Montagna di Aprica provengono sci in legno degli anni Cinquanta con scarponi in pelle, sci Rossignol e Chapral degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, un casco Briko e scarponi anni Settanta. Completano l’allestimento, in prestito da Specialized, la bicicletta Specialized S-Works Tarmac SL4 celebrativa della vittoria di Vincenzo Nibali al Giro d’Italia 2016 e la maglia rosa autografata dal campione siciliano, vincitore del Giro d’Italia 2013.

Il Museo è aperto ogni giorno, dal 28 febbraio 2026, dalle ore 9.30 alle ore 17.30 con orario continuato. La mostra è ideata dal Museo del Ghisallo ed è curata da Carola Gentilini, direttrice del Museo. I testi sono di Luciana Rota, con il contributo di Max Cassani, autore di «Rialzati e cammina. Dieci storie di salvezza grazie alla montagna (e una playlist)», pubblicato da Monterosa Edizioni nel 2025.


OLIO EVO, ANNUNCIATI OGGI A SOL EXPO I VINCITORI DEL 24° SOL D’ORO

 


SELEZIONATI DAL PANEL DI 15 MAESTRI ASSAGGIATORI
TRA 315 CAMPIONI DI OLIO DA 9 NAZIONI PER IL CONCORSO INTERNAZIONALE DELL’EMISFERO NORD

 

Verona, 1° marzo 2026. Sono stati svelati oggi nel corso della prima giornata di SOL Expo i vincitori del 24° Concorso Sol d’Oro Emisfero Nord. Gli oli sono stati selezionati in blind tasting da un panel internazionale di 15 maestri assaggiatori che hanno valutato 315 campioni di olio da Italia, Spagna, Turchia, Slovenia, Portogallo, Libano, Giordania, Croazia e Grecia. I riconoscimenti “Sol d’Oro”, “d’Argento” e “di Bronzo” sono stati assegnati ai migliori interpreti delle categorie “Extravergine” (a sua volta articolata in “Fruttato Leggero”, “Medio” e “Intenso”), “DOP”, “Monovarietale” e “Biologico”. Completano l’albo dei vincitori le migliori referenze tra gli “Absolute Beginners” (con quantità tra i 500 e 1499 litri) e “Big Producers” (che commercializzano olio evo con un volume complessivo superiore a un 1milione di litri o che esprimono un fatturato totale superiore ai 50 milioni di euro). Gli oli finalisti saranno protagonisti durante la rassegna – in programma fino a martedì (3/3) a Veronafiere – di due tasting dedicati.
“Anche quest’anno abbiamo assaggiato oli di ottima qualità, con grandi profili olfattivi e gustativi – ha commentato Marino Giorgetti, panel leader della giuria del concorso –. Da tempo riscontriamo un know how crescente da parte dei produttori, che di anno in anno affinano la capacità di gestire e governare l’incertezza che caratterizza le campagne oleicole, riservandoci assaggi davvero sorprendenti”.
L’edizione 2026 del concorso ha visto in giuria, al seguito di Marino Giorgetti, gli italiani Giulio Scatolini, Giuseppe Giordano, Fulvio Genovese, Simone De Nicola, Gianfranco De Felici, Annalisa Valetti, Gianpaolo Fasoli, affiancati dai giudici internazionali: Milena Bucar Miklavcic (Slovenia), Miciyo Yamada (Giappone), Lourdes Gonzalez Koc (Perù), Na Xie (Cina), Josè Mingo Marinetti (Cile), Brigida Jimenez Herrera (Spagna), Ana Carrilho (Portogallo).
 
Guardando al complessivo degli attestati assegnati (inclusi gli oli segnalati con la “Gran Menzione”), la Puglia si posiziona saldamente al primo posto con 21 riconoscimenti, seguita da Lazio (15) e Sicilia (11), mentre la classifica degli Stati esteri è dominata dalla Spagna con 21 referenze. Da segnalare anche la Slovenia che per la prima volta sale due volte sul podio nelle due categorie “Extravergine Fruttato Leggero” e “Absolute Beginners”.  Restringendo il campo agli oli sui diversi podi, si distinguono nel medagliere Lazio e Puglia, entrambe con 7 medaglie.

sabato 28 febbraio 2026

SOL EXPO 2026 - THE OLIVE&OIL TRADE SHOW 1 - 3 MARZO 2026

 


AL VIA DOMANI SOL EXPO 2026:
TRE GIORNI DEDICATI ALL’ECCELLENZA DELL’OLIO D’OLIVA CON OLTRE 90 APPUNTAMENTI TRA DEGUSTAZIONI, CONVEGNI ED INCONTRI DI FILIERA
 
DOMENICA PRESENTE IL MINISTRO DELL'AGRICOLTURA, DELLA SOVRANITÀ ALIMENTARE E DELLE FORESTE FRANCESCO LOLLOBRIGIDA

  

Verona, 28 febbraio 2026 - SOL Expo si prepara ad aprire le porte della sua 2ª edizione domani, domenica 1° marzo, confermandosi l'appuntamento più atteso dedicato all’eccellenza dell’olio d’oliva e alla sua filiera. La rassegna è in programma a Veronafiere fino al martedì 3 marzo.
 
La manifestazione prenderà ufficialmente il via alle ore 11 con l’inaugurazione che si svolgerà nell’Area Talk del padiglione 12, accessibile dall’ingresso Re Teodorico, su viale dell'Industria.
Al taglio del nastro interverranno: il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, il sindaco di Verona Damiano Tommasi, il vicepresidente della Provincia di Verona David Di Michele, il sottosegretario del Masaf Patrizio La Pietra e il direttore aggiunto del Coi Abderraouf Laajimi.
 
Alle ore 14 è atteso in fiera anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.
 
L'olio extravergine di oliva è uno dei prodotti più rappresentativi del Made in Italy, aggiudicandosi il podio come terzo bene agroalimentare più consumato dagli italiani dopo pasta e pizza
Per tre giorni Veronafiere diventerà il punto d’incontro per il settore dell’olio d’oliva, con 230 aziende presenti 15 regioni produttrici, insieme a realtà provenienti da Slovenia, Spagna e Ungheria. In programma oltre 90 appuntamenti tra degustazioni, approfondimenti e momenti di confronto sul mondo agroalimentare.
 
Un percorso pensato per coinvolgere operatori e pubblico attraverso assaggi guidati e iniziative di formazione, offrendo la possibilità di conoscere da vicino il lavoro delle aziende e l’evoluzione dell’olivicoltura italiana e internazionale.

venerdì 27 febbraio 2026

SGUARDI SULL’AFRICA a cura di Paolo Giglio e Samuele Menin

 

CADOGAN GALLERY presenta Kim Bartelt Der Himmel über Berlin

 

AL VIA DOMENICA SOL EXPO 2026: OLTRE 90 EVENTI INTERAMENTE DEDICATI ALL’OLIO D’OLIVA

 


TRE GIORNI TRA ATTUALITÀ, FORMAZIONE E GUSTO PER PROFESSIONISTI E CONSUMATORI
 

Atteso nella giornata di apertura il ministro Francesco Lollobrigida. Partecipa all’inaugurazione (domenica 1/3, ore 11) il sottosegretario Masaf Patrizio La Pietra e il direttore aggiunto del Coi, Abderraouf Laajimi.

Verona, 27 febbraio 2026. Più di novanta appuntamenti in tre giorni tra attualità, formazione e gusto, in un viaggio che abbraccia l’Italia dell’olio d’oliva da Nord alle isole. SOL Expo si prepara a tagliare il nastro della seconda edizione, in programma a Veronafiere da domenica a martedì (1-3 marzo 2026, pad. 12), pronta ad accogliere professionisti del settore, ma anche consumatori e foodies. Con 15 regioni produttrici presenti in quartiere e la presenza di 230 aziende da Italia, Slovenia, Spagna e Ungheria, oltre alle principali associazioni di settore, la rassegna rappresenta una vetrina internazionale interamente dedicata all’intera filiera, dall’olivo alla tavola.

Sul fronte del programma, si parte domenica mattina con l’inaugurazione (ore 11, Area Talk) con gli interventi – dopo i saluti del presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, del sindaco di Verona, Damiano Tomasi, e del vicepresidente della Provincia di Verona, David Di Michele, del sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, Patrizio La Pietra, e del direttore aggiunto del Consiglio Oleicolo Internazionale (Coi), Abderraouf Laajimi. È atteso per la prima giornata di manifestazione anche il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

In evidenza tra gli appuntamenti dedicati ai temi caldi del settore il convegno previsto nella mattinata di lunedì (2/3, ore 12, Area Talk), dedicato alle “Sfide di mercato per l’olio di oliva in un mondo che cambia”, un excursus sullo scenario globale dal cambiamento climatico ai cambiamenti produttivi e dai consumatori alle dinamiche di prezzo. Partecipano al dialogo Patrizio La PietraAbderraouf Laajimi, il direttore della North American Olive Oil Association, Joe Profaci, ed Evita Gandini, head of market insight di Nomisma che presenterà la nuova consumer survey realizzata dalla società di ricerche per SOL Expo. L’analisi sulla congiuntura economica e su scenari futuri e futuribili prosegue nel pomeriggio (2/3, ore 15, Area Talk) con “Dal mercato europeo a quello Mediterraneo fino al Mercosur: i venti che sferzano l’olivo e l’olio di oliva”, il talk che vedrà gli europarlamentari Dario Nardella (Commissione Agricoltura Parlamento europeo) e Stefano Cavedagna (Commissione Mercato Interno Parlamento europeo) confrontarsi con Patrizio La PietraJavier Olmedo, direttore della Fundation de Olivar, e Gennaro Sicolo, vicepresidente del Comitato consultivo del Coi. È previsto invece per l’inizio della seconda giornata il Tavolo Piano Olivicolo Nazionale del Masaf (2/3, ore 9.30, Sala B), a cui seguirà “Quanta voglia di sostenibilità: dalla realtà scientifica alla narrazione per l’olio extravergine di oliva” (2/3, ore 11.30, Area Talk), con il punto di vista del ministro Francesco Lollobrigida, di Abderraouf Laajimi, e di Alessia Zucchi, ad Oleificio Zucchi. Tra gli appuntamenti istituzionali, la Giunta Nazionale di Fiepet Confesercenti, in programma nel primo pomeriggio del lunedì (2/3, ore 14.30, Sala A).

Ricchissimo il calendario delle degustazioni e dei tasting, che spaziano dagli approfondimenti regionali – con sessioni dedicate alle caratteristiche organolettiche delle diverse varietà – al pairing, dalla carne cruda battuta al dolce, dalla maionese all’intramontabile pasta in bianco, passando per proposte più elaborate come il risotto in “sinfonia olio e radicchio” o il “tortello in rosa”. Non mancano le incursioni nella mixoilogy, con le masterclass sui cocktail a base di olio a cura di Ludovico di Clemente e Bartenders Group, ma neanche le occasioni “ricreative”, come lo spettacolo teatrale “Strippaggio? Yes, please” (1/3, ore 15, Area Talk), che vede Samuele Nannoni e Lorenzo Testoni portare in scena i testi di Airo.

SOL Expo (Veronafiere, 1-3 marzo, Pad. 12) è la vetrina internazionale dedicata alla filiera dell’olio di oliva e dell’olivo. Forte di un format unico in Italia, l’evento si caratterizza come piattaforma B2B2C, capace di mettere in relazione operatori professionali, aziende, ristorazione e consumatori consapevoli. Un luogo di business, formazione e cultura che valorizza l’eccellenza olearia italiana con una forte vocazione all’internazionalizzazione e al dialogo con il pubblico finale.

 

Informazioni e biglietti: https://www.solexpo.com/

Date: 1-3 marzo 2026

Orari:

•     Domenica 1 marzo: 10:00 - 18:00

•     Lunedì 2 marzo e martedì 3 marzo: 9:30 - 18:00

ANNUNCIATI I SETTE FINALISTI DELLA XIII EDIZIONE DI GIOVANE FOTOGRAFIA ITALIANA | PREMIO LUIGI GHIRRI 2026 – “VOCI / VOICES”

 

MALVASIA DELLE LIPARI DI TENUTA DI CASTELLARO: IL “NETTARE DEGLI DEI” DALLA VITICOLTURA EROICA

 



MACRO - Museo d’Arte Contemporanea di Roma presenta The Dream Syndicate

 Dissonanze, autonomie e desiderio nel lavoro culturale

a cura di Carlo Antonelli e Valerio Mannucci

 

Un convegno di due giorni dedicato alle trasformazioni del lavoro creativo,

con un focus sulla musica e sulle pratiche culturali contemporanee

 

13 – 14 marzo 2026

INGRESSO GRATUITO

 

 


 

 


 

MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma

via Nizza, 138 – 00198 Roma

museomacro.it

 


Una chiamata alle armi, quelle sottili della riflessione: uno spazio di confronto sulle nuove condizioni del lavoro creativo per interrogare come tecnologia, produzione e autonomia stiano ridefinendo il rapporto tra cultura, valore e forme di vita e quale sia oggi la soglia minima di qualità dell’esistenza.

Venerdì 13 e sabato 14 marzo 2026 il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma presenta The Dream Syndicate, un convegno internazionale ad accesso gratuito, a cura di Carlo Antonelli e Valerio Mannucci, dedicato alle trasformazioni del lavoro immateriale e culturale, con un focus specifico sulla musica e sulle pratiche artistiche contemporanee. Un appuntamento che si inserisce nella programmazione del MACRO, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata dalla stessa Azienda Speciale Palaexpo, e ideata dalla direttrice artistica Cristiana Perrella.

 

Il convegno The Dream Syndicate prende le mosse da Dissonanze, storico festival ideato da Giorgio Mortari – tra le esperienze più visionarie della scena italiana di musica elettronica e arte digitale – a cui il museo dedica, fino al 22 marzo, One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze, mostra che ne ricostruisce la storia. Se l’esposizione restituisce Dissonanze come piattaforma anticipatrice capace di connettere suono, architettura e arti visive, The Dream Syndicate ne riattiva lo spirito critico spostando lo sguardo sul presente.

Non un momento celebrativo, ma uno spazio autonomo di riflessione sulle nuove condizioni del lavoro creativo: come tecnologia, produzione e autonomia stiano ridefinendo il rapporto tra cultura, valore e forme di vita; quale sia oggi la qualità minima esigibile del lavoro culturale; quali possibilità si aprano oltre il mito dell’autonomia individuale.

 

Attraverso lecture, conversazioni e tavoli di discussione, il convegno mette in dialogo teorici, critici, artisti e operatori della scena culturale italiana e internazionale, affrontando alcune delle tensioni centrali del presente: la produzione simbolica nell’economia delle piattaforme, la fatica creativa e il burnout, le nuove geometrie del valore, le possibilità di organizzazione collettiva oltre l’imperativo dell’autonomia individuale.

 

La giornata di apertura, venerdì 13 marzo, prevede due incontri che tracciano il perimetro teorico e storico dell’incontro: il primo, con David Toop, compositore, scrittore e giornalista britannico, ripercorre la “vaporizzazione” della musica negli ultimi decenni, interrogando la smaterializzazione del suono e la trasformazione delle condizioni odierne di produzione del lavoro musicale; il secondo, con McKenzie Wark, scrittrice e studiosa australiana, esperta di teoria dei media, analizza le trasformazioni del lavoro culturale nell’era del capitalismo informazionale, mettendo in relazione creatività, infrastrutture digitali e processi di cattura del valore.

 

Accanto agli ospiti internazionali, una costellazione di voci italiane provenienti dal mondo dell’arte contemporanea, della curatela, della critica musicale e delle pratiche indipendenti anima la seconda giornata, sabato 14 marzo, articolata in quattro momenti di discussione che attraversano le principali tensioni del lavoro culturale contemporaneo: Dalla fatica al coro, con Leonardo Metz, XING (D. Gasparinetti e S. Fanti), Leonardo Delogu, Sara Alberani, Lola Cola, affronta il tema della creatività, del burnout e delle forme collettive di organizzazione; Ingegneria della gioia, con Andrea Lissoni e Julian Siravo, Industria Indipendente (Erika Z Galli e Martina Ruggeri), si concentra sul lavoro culturale, sul valore e sulle nuove geometrie del possibile; Traditrice indispensabile, con Simon Reynolds (in collegamento), Valerio Mattioli, Claudia Attimonelli, esplora il rapporto tra tecnologia, musica e cultura contemporanea; Outro lecture – After Autonomy: Cultural Work in the Age of Platforms, con Bruce Sterling, riflette invece sul destino dell’autonomia creativa nell’economia delle piattaforme.

 

Dissonanze, attivo a Roma dal 2000 al 2010, ha rappresentato un laboratorio urbano capace di abitare architetture storiche e industriali, intrecciare musica colta e sperimentale, arti visive e culture digitali e di connettere pubblici differenti. The Dream Syndicate ne riprende l’eredità critica e la declina come riflessione sulle condizioni materiali e simboliche che oggi rendono possibile – o difficile – produrre cultura. Se Dissonanze aveva messo in tensione suono e città, il convegno mette in tensione desiderio e lavoro, autonomia e organizzazione collettiva, tecnologia e controllo.

 

A partire da giovedì 5 marzo, nel contesto della mostra, la sala audio del MACRO prosegue la sua programmazione come controparte sonora del percorso espositivo. Dopo la presentazione di Cosmic Pulses di Karlheinz Stockhausen, commissionata da Dissonanze nel 2006 e momento emblematico del dialogo tra avanguardie storiche e pratiche elettroniche contemporanee, la sala si attiva con una nuova playlist a cura di Lorenzo Senni - produttore, compositore e artista multidisciplinare - concepita per rileggere e riattualizzare le line-up del festival, riconnettendo l'eredità al presente.

 

Con la mostra dedicata a Dissonanze e il convegno The Dream Syndacate, che da questa prende le mosse, il MACRO ribadisce la sua vocazione a essere uno spazio di produzione culturale plurale, di ascolto e di riflessione critica, capace di intrecciare memoria e presente, ricerca e sperimentazione.

 


PROGRAMMA

MACRO - Museo d’Arte Contemporanea di Roma The Dream Syndicate. Dissonanze, autonomie e desiderio nel lavoro culturale

a cura di Carlo Antonelli e Valerio Mannucci

13 – 14 MARZO 2026

 

VENERDÍ 13 MARZO

 

Interventi introduttivi di:

Ore 18 David Toop McKenzie Wark

 

La giornata inaugurale di The Dream Syndicate si apre con due interventi che tracciano il perimetro teorico e storico del convegno.

Il primo, con David Toop, ripercorre la "vaporizzazione" della musica negli ultimi decenni, interrogando la smaterializzazione del suono e la trasformazione delle condizioni di produzione e del lavoro musicale negli ultimi venticinque anni.

Il secondo, con McKenzie Wark, affronta le trasformazioni del lavoro culturale nell'era del capitalismo informazionale, mettendo in relazione produzione simbolica, infrastrutture digitali e nuove forme di estrazione del valore. A partire dall'idea di "vectoral capitalism", l'intervento esplora i rapporti tra creatività, lavoro e capitale, autonomia e cattura, produzione e appropriazione.

 

 

SABATO 14 MARZO

 

La seconda giornata del convegno è dedicata a quattro momenti di discussione che attraversano le principali tensioni del lavoro culturale contemporaneo. A partire dal rapporto ambivalente con la tecnologia, passando per le forme di produzione del valore e della gioia, fino alla fatica creativa e alle pratiche collettive, i tavoli esplorano come autonomia, lavoro e cultura si ridefiniscono oggi tra promessa di emancipazione e nuove forme di controllo.

 

TAVOLO 1 h. 12.00 – Dalla fatica al coro (Creatività, burnout e forme collettive di organizzazione)

con Leonardo Metz, XING (D. Gasparinetti e S. Fanti), Leonardo Delogu, Sara Alberani, Lola Cola

Chi paga il prezzo della sperimentazione? Questo tavolo affronta il nodo centrale del lavoro culturale contemporaneo: il progressivo esaurimento del mito dell'autonomia individuale e la necessità di ripensare pratiche e strutture collettive. A partire dall'esperienza diffusa di stanchezza, burnout e perdita di senso, la discussione mette in crisi l'imperativo del never-not-working che ha a lungo accompagnato il lavoro culturale e creativo. Come si passa dalla fatica individuale a forme condivise di sostegno, tutela e produzione culturale? Collettivi, assemblee, sindacati, reti informali, spazi culturali indipendenti, pratiche di sciopero, boicottaggio o rifiuto del lavoro sono strumenti attraverso cui ripensare reddito, tempo, alleanze e piacere. Una riflessione sulle geografie marginali e sulle economie fragili della produzione culturale contemporanea.

 

TAVOLO 2

h. 14.30 – Ingegneria della gioia

(Lavoro culturale, valore e nuove geometrie del possibile)

con Andrea Lissoni, Julian Siravo, Industria Indipendente (Erika Z Galli e Martina Ruggeri)

Come si progetta la gioia? È possibile costruire pratiche culturali che generino esperienze condivise e positive senza riprodurre precarietà e auto-sfruttamento? Quali "geometrie" rendono possibile oggi un discorso culturale capace di tenere insieme desiderio, economia e responsabilità collettiva, dentro e fuori le istituzioni, dentro e fuori il mercato? A partire dal lavoro in campo artistico e musicale, il tavolo analizza alcune forme contemporanee di produzione culturale, mettendo in tensione entusiasmo creativo, sostenibilità materiale, professionalizzazione e distribuzione di risorse, tempo e attenzione.

 

TAVOLO 3

h. 17.00 – Traditrice indispensabile

(Tecnologia, musica e cultura contemporanea)

con Simon Reynolds (remote), Valerio Mattioli, Claudia Attimonelli

Un tempo alleata, promessa di liberazione, oggi percepita come dispositivo di controllo: la tecnologia è una lama a doppio taglio di cui non riusciamo a fare a meno, una "traditrice indispensabile".  Esplorando l'ambivalenza strutturale delle tecnologie digitali nel campo della musica e della cultura contemporanea, la discussione ruota intorno al ruolo di piattaforme, software e automazione nei processi creativi e di fruizione, mettendo in evidenza come standard tecnici, algoritmi e modelli economici influenzino estetiche, pratiche e condizioni materiali del lavoro culturale.

 

TAVOLO 4

h. 19.00 – Outro lecture After Autonomy: Cultural Work in the Age of Platforms con Bruce Sterling

La lecture di chiusura di The Dream Syndicate riflette sul futuro del lavoro culturale nell'economia delle piattaforme, interrogando il destino dell'autonomia creativa nel capitalismo digitale contemporaneo. A partire dalle trasformazioni delle infrastrutture tecnologiche, dei modelli di produzione e dei sistemi di proprietà dell'informazione, l'intervento esplora come la promessa di libertà e indipendenza del lavoro culturale si intrecci oggi con nuove forme di cattura, controllo e organizzazione del valore.