mercoledì 17 giugno 2026

Annunciate le date di “Cocco… Wine 2026” VENERDI' 4 SETTEMBRE Anteprima SABATO 5 SETTEMBRE e DOMENICA 6 SETTEMBRE 2026

 

È il colossal dell’animazione giapponese realizzato interamente a mano e dedicato alla mitologia greca ARION PER LA PRIMA VOLTA AL CINEMA

 


In occasione del 40esimo anniversario, arriva per la prima volta

anche sui grandi schermi italiani 

l’anime di culto scritto, disegnato e diretto da YOSHIKAZU YASUHIKO, 

leggenda dell’animazione giapponese.


Evento speciale della nuova stagione di 

Nexo Studios Anime al Cinema 

nelle sale italiane solo il 22, 23, 24 giugno





Arriva nelle sale la nuova stagione di NEXO STUDIOS. ANIME AL CINEMA, il progetto che porta sul grande schermo i capolavori dell’animazione giapponese. L’appuntamento è per il 22, 23, 24 giugno con ARION, distribuito da Nexo Studios in collaborazione con Yamato Video. A quarant’anni dall’uscita del 1986, ARION si conferma un autentico colossal dell’animazione giapponese anni ’80: un fantasy epico e spettacolare che fonde mitologia greca, battaglie divine e tragedia eroica con l’ambizione visiva del grande cinema. L’elenco delle sale che programmeranno il film, per la prima volta nei cinema italiani, è disponibile su nexostudios.it.


Nato inizialmente come manga, che in Giappone ha visto la luce tra il 1979 e il 1984 e di recente pubblicato anche in Italia da J-Pop, ARION è un’opera profondamente autoriale e dall’elevato contenuto artistico. Scritta, disegnata e diretta da Yoshikazu Yasuhiko, figura leggendaria dell’animazione giapponese e celebre in tutto il mondo, ARION è un anime unico: non soltanto un grande film fantasy, ma la visione personale di uno dei più importanti autori della storia dell’anime. Per il pubblico italiano il film ha un appeal molto forte perché unisce il fascino universale della mitologia classica a un’estetica anime di grande prestigio artistico. ARION appartiene infatti alla grande stagione dell’animazione realizzato interamente a mano, con meravigliosi fondali che sembrano dipinti, animazioni tradizionali e una cura visiva rara e affascinante. Proprio questo aspetto rappresenta oggi un enorme valore aggiunto: il pubblico contemporaneo percepisce l’animazione hand-drawn come qualcosa di autentico, artigianale e cinematografico, molto distante da una certa omologazione digitale.  Ogni fotogramma di ARION trasmette il senso della grande animazione realizzata con ambizione, dettaglio e talento artistico.


A rendere ancora più potente l’esperienza cinematografica contribuisce la colonna sonora orchestrale composta da Joe Hisaishi, uno dei più grandi compositori viventi e autore delle musiche dei capolavori di Hayao Miyazaki e dello studio Ghibli. Le musiche di Hisaishi donano al film una dimensione lirica, monumentale ed emozionante, amplificando il senso di avventura, tragedia e meraviglia. Sul grande schermo, ARION può così trasformarsi in una vera esperienza audiovisiva immersiva, onirica e capace di conquistare sia gli appassionati di anime sia il pubblico cinefilo contemporaneo.


L’evento al cinema fa parte della nuova stagione di Nexo Studios Anime al Cinema ed è distribuito in collaborazione con Yamato Video assieme ai media partner Cultura POP, J-Pop, MYmovies, Manga Tv e ANiME GENERATION.





ARION
Produzione: YASUYOSHI TOKUMA, RITSUO ISOBE, KAZUO HARUNA, MASANORI ITO - Progetto: TOKUMA SHOTEN, SUNRISE 

Comitato di produzione Arion: TOKUMA SHOTEN, HAKUHODO INC., MARUBENI, SUNRISE

Composizione: CHIAKI KAWAMATA 

Sceneggiatura: AKIKO TANAKA, YOSHIKAZU YASUHIKO 

Musiche: JOE HISAISHI 

Character design e Direzione dell’animazione: YOSHIKAZU YASUHIKO 

Collaborazione al Character design: RYOKO YAMAGISHI 

Direzione artistica: HIDETOSHI KANEKO

Color Setting: NOBUKO MIZUTA

Direzione del suono: KOHICHI CHIBA 

Direzione della fotografia: AKIO SAITO

Montaggio: KAZUO INOUE (STUDIO INOUE), YUMIKO FUSE

Produttori: HIDEO OGATA, HIRONORI NAKAGAWA, TETSUHISA YAMADA

Assistente alla regia: MAMORU HAMATSU

Soggetto originale e regia: YOSHIKAZU YASUHIKO 

Anno di produzione: 1986


© Yoshikazu YasuhikoTHMS

© 2026 Yamato S.r.l. per l’edizione italiana


Legge UE sulle TEA: la ricerca italiana plaude all’Europarlamento

 Via libera alle TEA: il voto storico del Parlamento Europeo sulle Tecniche di Evoluzione Assistita è una svolta per la ricerca e l’agricoltura sostenibile

Il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università Statale di Milano, tra i protagonisti nazionali della ricerca sulle TEA, accoglie il nuovo quadro europeo come un passaggio storico per l’innovazione, la sostenibilità e la competitività delle filiere agroalimentari.

Milano, 17 giugno 2026 –Il Parlamento europeo ha dato oggi il via libera definitivo al nuovo regolamento sulle nuove tecniche genomiche, note a livello europeo come New Genomic Techniques (NGT) e in Italia come Tecniche di Evoluzione Assistita, o TEA. Si tratta di un passaggio storico per la ricerca scientifica europea e per il futuro dell’agricoltura, che apre una nuova fase per il miglioramento genetico vegetale e per il trasferimento dell’innovazione dal laboratorio alle filiere produttive.

Il provvedimento introduce un quadro normativo aggiornato per le piante ottenute tramite nuove tecniche genomiche, distinguendo tra interventi genetici mirati e assimilabili a quelli ottenibili con il miglioramento genetico convenzionale e modificazioni più complesse, che resteranno soggette alle norme europee già previste per gli OGM.

Per il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università (DiSAA) dell’Università degli Studi di Milano, da anni impegnato nello sviluppo e nella sperimentazione delle TEA, il voto di Strasburgo rappresenta un riconoscimento del ruolo della ricerca pubblica nel costruire soluzioni concrete per l’agricoltura italiana ed europea.

"Oggi il Parlamento Europeo ha scritto una pagina storica della ricerca scientifica nel suo rapporto con la politica e l'opinione pubblica – ha dichiarato il prof. Riccardo Guidetti, direttore del DiSAA –. La nuova normativa sulle TEA riconosce il valore di un percorso di ricerca avanzata dove l’Italia e i ricercatori del nostro Dipartimento sono stati pionieri.

Il DiSAA è infatti tra i protagonisti nazionali di questo percorso: nel 2024 la Statale di Milano ha avviato la prima sperimentazione italiana in campo di riso ottenuto con Tecniche di Evoluzione Assistita, con l’obiettivo di sviluppare piante più resistenti al brusone, una delle principali malattie fungine della coltura. Una ricerca nata nei laboratori universitari e portata in campo grazie al lavoro della professoressa di botanica generale Vittoria Brambilla (DiSAA), del professor Fabio Fornara (Dipartimento di Bioscienze, UNIMI) e dei loro gruppi di ricerca.

“Dopo anni di lavoro faticoso contro la burocrazia e una immagine distorta che le TEA hanno sofferto presso una parte dell'opinione pubblica, da oggi in poi potremo andare avanti con decisione e velocità nello sviluppare una tecnica destinata a incidere positivamente sul futuro del pianeta", prosegue Guidetti.

“Da Strasburgo arriva un regolamento giusto, fondato su evidenze scientifiche. È una giornata memorabile per le Tecniche di Evoluzione Assistita e per la ricerca scientifica, che finalmente potrà uscire dai laboratori e contribuire in modo concreto alle filiere produttive”, commenta la docente Vittoria Brambilla.

“Il passaggio di oggi archivia un approccio restrittivo, nato in un contesto scientifico e tecnologico ormai superato, nei confronti del miglioramento genetico vegetale. Significa consentire anche alla ricerca pubblica di sostenere con maggiore efficacia l’agricoltura italiana e di cercare soluzioni alle difficoltà che colpiscono le nostre produzioni: malattie, stress idrico, cambiamenti climatici e necessità di ridurre l’uso di input chimici.

Negli ultimi anni i ricercatori italiani hanno continuato a lavorare, spesso con risorse limitate e dentro un quadro normativo incerto, sviluppando e sperimentando nuove soluzioni genetiche per l’agricoltura. Con questo voto si apre finalmente la strada a un lavoro sull’intera filiera: dal laboratorio al campo, fino al trasferimento dell’innovazione alle imprese agricole. È un grande vantaggio per il nostro Paese, che ha avuto un ruolo determinante nel portare il voto europeo verso un equilibrio tra innovazione, sicurezza e tutela ambientale, in linea con le evidenze della ricerca e con le esigenze espresse dagli imprenditori agricoli italiani”, conclude Brambilla.

Le Tecniche di Evoluzione Assistita sono strumenti avanzati di miglioramento genetico che permettono di intervenire in modo preciso e mirato sul DNA delle piante, accelerando processi che potrebbero avvenire anche spontaneamente o attraverso il miglioramento genetico tradizionale. A differenza della transgenesi classica, queste tecniche non implicano l’inserimento di materiale genetico esterno, ma consentono di ottenere varietà vegetali con caratteristiche utili per affrontare le sfide dell’agricoltura contemporanea: resistenza a patogeni, maggiore tolleranza agli stress climatici, efficienza nell’uso delle risorse e riduzione dell’impatto ambientale.

Il nuovo quadro europeo rappresenta quindi un passaggio decisivo per valorizzare il contributo della ricerca scientifica pubblica e per mettere a disposizione del settore agricolo strumenti innovativi, sicuri e basati sulla conoscenza. In un contesto segnato dagli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e dalla necessità di garantire produzioni sostenibili e competitive, le TEA possono diventare una leva strategica per rafforzare la sicurezza alimentare, la resilienza delle colture e la sostenibilità delle filiere.

Il DiSAA continuerà a lavorare affinché queste tecnologie siano sviluppate e applicate con rigore scientifico, trasparenza e responsabilità, promuovendo il dialogo tra ricerca, istituzioni, imprese agricole e cittadini.


"Umberto Eco e il nome delle cose. Segni, realtà e interpretazione

 



24 giugno – 26 luglio 2026
Palazzo Firenze, Roma








Nel decennale della morte di Umberto Eco, la Società Dante Alighieri e la Fondazione Umberto Eco, con la produzione di Arthemisia, realizzano "Umberto Eco e il nome delle cose. Segni, realtà e interpretazione", il progetto che ripercorre la biografia intellettuale di uno dei principali intellettuali della contemporaneità.

Le iniziative si svolgeranno a Roma, a Palazzo Firenze (Piazza di Firenze n. 27), a partire dal 23 giugno 2026.

Il convegno inaugurale si terrà il 23 giugno alle 17.30.
Ad aprire i lavori Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri, insieme a Stefano Eco, Presidente della Fondazione Umberto Eco. Coordina Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera.
Il pensiero di Eco viene indagato attraverso i temi della storia delle idee, della semiotica, della memoria e dell'interpretazione, delle fake news e della comunicazione, del Medioevo e dell'innovazione tecnologica, con gli interventi degli scrittori Roberto Cotroneo e Gianrico Carofiglio, e con tre conversazioni che vedono protagonisti Fabio Ciracì (Università del Salento) con Cristina Marras (CNR), Anna Maria Lorusso (Università di Bologna) con Isabella Pezzini (Sapienza Università di Roma), Tommaso di Carpegna Falconieri (Università di Urbino) con Francesca Roversi Monaco (Università di Bologna). Francesca Tancini presenta il progetto di riallestimento della Biblioteca Moderna Umberto Eco, che troverà sede presso l'Università di Bologna.
La cura scientifica del convegno è di Riccardo Fedriga (direttore scientifico Fondazione Umberto Eco) e Alessandro Masi (Segretario generale Società Dante Alighieri).
Ingresso libero fino a esaurimento posti. Info: cultura@dante.global

A seguire, il vernissage della mostra.

Tra i materiali esposti figurano le tavole originali di Milo Manara, concesse dall'autore, ed elementi della scenografia firmata da Dante Ferretti per Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud, prestati dallo scultore Fabio Crisarà, insieme a testimonianze del Gruppo 63 e delle collaborazioni di Eco con Carmi, Baj e Pericoli.
L'allestimento, pensato in chiave inclusiva, comprende il plastico della biblioteca-labirinto del Museo Tattile Omero di Ancona, oltre a una sezione multimediale con video e audio provenienti dall'Archivio storico della Presidenza della Repubblica, da Rai Teche e da RSI, Radiotelevisione svizzera.

A concludere le attività del 23 giugno, un rinfresco accompagnato da un'azione teatrale nel giardino di Palazzo Firenze, che vede Irene Giancontieri e Riccardo Rampazzo, allievi dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, diretti da Mattia Spedicato, interpretare Le interviste impossibili – Umberto Eco incontra Beatrice (1975). La registrazione dell'azione teatrale sarà visibile in mostra nei giorni successivi.

Inoltre, il 9 luglio alle 18.30, a Palazzo Firenze viene proiettato Umberto Eco – La biblioteca del mondo di Davide Ferrario (2022, Fandango), documentario che indaga la complessità del pensiero di Eco a partire dalla sua imponente biblioteca.
Ingresso libero, gradita la registrazione su cultura@dante.global


Ringraziamenti
Si ringraziano, per i prestiti e la collaborazione, l'Archivio Storico Olivetti di Ivrea, la Biblioteca Comunale Centrale Palazzo Sormani di Milano, la Biblioteca Nazionale Centrale "Vittorio Emanuele II" di Roma, la Fondazione Archivio Pirelli di Milano, il Museo Tattile Statale Omero di Ancona, l'Università degli Studi di Milano – APICE e Biblioteca della Facoltà di Filosofia, e l'Università di Pavia – Centro per gli Studi sulla Tradizione Manoscritta di Autori Moderni e Contemporanei. Un ringraziamento speciale va a Milo Manara, per il prestito delle tavole originali dell'edizione illustrata de Il nome della rosa (Oblomov Edizioni), e a Fabio Crisarà, per i pezzi della scenografia originale del film omonimo.

Il progetto è sostenuto dal Consorzio Parmigiano Reggiano e da Planeta Vini.



Sede
Palazzo Firenze
Piazza di Firenze n. 27 - Roma

Date al pubblico
24 giugno – 26 luglio 2026

Orari di apertura
Lunedì – venerdì 10.00 – 18.00
Sabato e Domenica 17.00 – 21.30

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