martedì 3 febbraio 2026

Comune di Bologna | Settore Musei Civici MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna John Giorno: The Performative Word A cura di Lorenzo Balbi

 


garage BENTIVOGLIO TEMPORALI Alberto Garutti

  

Dal 4 al 28 febbraio 2026

mercoledì - sabato, dalle 19.00 alle 23.00

 

APERTURE SPECIALI

Dal 4 all’8 febbraio 2026

Dalle 12.00 alle 23.00

 

garage BENTIVOGLIO

via del Borgo di San Pietro 3A, Bologna

www.palazzobentivoglio.org

 

 

Installation views Alberto Garutti, Temporali, 2015, garage Bentivoglio, Palazzo Bentivoglio ph. Carlo Favero, courtesy Studio Alberto Garutti


Bologna, 3 febbraio 2026. In occasione di Arte Fiera, garage BENTIVOGLIO inaugura l’anno 2026 con un nuovo appuntamento e presenta nella vetrina su via del Borgo di San Pietro Temporali di Alberto Garutti, un’opera che mette in relazione lo spazio espositivo con un fenomeno naturale distante e imprevedibile, trasformando un evento atmosferico in un’esperienza d’arte intima e quotidiana. La luce dell’installazione diventa quindi il segno visibile di qualcosa che accade altrove, stabilendo un legame invisibile tra chi osserva e un cielo lontano.

 

L’opera si inserisce idealmente nella tradizione di artisti che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, hanno messo in discussione la scultura spostandone il campo d’azione oltre l’oggetto, verso il paesaggio, il tempo e l’attesa. Se lavori come The Lightning Field di Walter De Maria affidavano l’esperienza a un pellegrinaggio in luoghi remoti carichi dell’attesa dell’avverarsi di un fenomeno atmosferico, Garutti compie un gesto opposto: non interviene sul territorio, ma sull’esistente, insinuandosi nel sistema elettrico e facendone un dispositivo sensibile al mondo.

 

«Garutti conosce le leggi del mondo e ce ne fa dono: l’opera è infatti “dedicata a coloro che passando di lì pensano al cielo”, non necessariamente quello sotto cui si trovano, ma forse un altro, lontano», racconta il curatore Davide Trabucco. «L’altrove è il centro di molti lavori dell’artista, nella consapevolezza che la verità che cerchiamo è sempre un passo oltre il nostro baricentro». In questa prospettiva, l’opera può manifestarsi senza testimoni o non manifestarsi affatto, esistendo anche nell’attesa e nella possibilità della sua attivazione: il temporale resta distante e invisibile, affidato all’immaginazione dello spettatore, che costruisce mentalmente il proprio cielo, il proprio lampo, il proprio tuono.

 

In dialogo con l’installazione, nei giorni di Arte Fiera alcune vie della città saranno interessate da un intervento di affissioni urbane realizzato in collaborazione con CHEAP, progetto di public art attivo nello spazio pubblico. I manifesti, in doppia versione italiana e inglese, saranno esposti nel centro della città, in spazi che il Comune di Bologna un tempo dedicava agli avvisi di pubblica utilità, e riporteranno la frase “Le luci di garage Bentivoglio vibreranno quando in Italia un fulmine cadrà durante i temporali. Quest’opera è dedicata a chi passando di lì penserà al cielo”, trasferendo l’opera fuori dallo spazio espositivo e affidandola allo sguardo casuale dei passanti, in un continuo rimando tra esperienza urbana, immaginazione e attesa.

 

Il lavoro di disseminazione della didascalia è approfondito in un’intervista per DOMUS in cui Alberto Garutti, dialogando con Hans Ulrich Obrist, racconta dell’esposizione di Temporali al MAXXI di Roma nel 2009, in occasione della quale la didascalia stessa dell'opera venne stampata su 500.000 copertine di City, il free press quotidiano distribuito in tutta la città: “il processo di disseminazione dell'informazione è funzionale al progetto perché il vero cuore del lavoro non è, in fondo, la sala pulsante del MAXXI, bensì lo sguardo della gente. Migliaia di sguardi di persone che attraversano la città e, anche solo per un attimo, rivolgono gli occhi al cielo che sovrasta e veglia sulla nascita di una nuova architettura, così carica di potere magnetico, come è il Museo. Per me l'opera coincide proprio con quell'infinita moltitudine di sguardi e di cieli osservati dai cittadini”.

 

Con l’esposizione di Temporali, garage BENTIVOGLIO conclude un primo ciclo di esperienze, che verrà celebrato sabato 7 febbraio alle ore 15.30 presso la bEB – biblioteca di Palazzo Bentivoglio con la presentazione del libro dedicato a garage BENTIVOGLIO. Il volume raccoglie in forma antologica i tre anni di attività dello spazio, ripercorrendo le mostre ospitate nella vetrina affacciata sulla strada, concepita fin dall’inizio come luogo di immaginazione e di dialogo diretto con i passanti. Dalla collezione d’arte a quella di design e di piccoli oggetti, il garage ha nel tempo presentato 24 episodi di temporanee apparizioni di artisti della scena contemporanea. Alla presentazione interverranno Alberto Salvadori, autore del testo introduttivo del volume, e Roberto Dulio, professore di Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano.

 

La programmazione di garage BENTIVOGLIO prosegue nel 2026 esplorando i legami tra gli artisti della collezione: si inizia con il collettivo austriaco Gelitin, noto per la varietà dei media e l’ironia come cifra stilistica; a seguire Ferruccio Laviani, architetto e art director di Kartell, con la sua esperienza nel lighting design; poi il dialogo tra Salvo e Jonathan Monk, in cui il citazionismo dell’artista inglese verso quello italiano riporta nel contemporaneo la questione della copia pedissequa; infine Angelidakis, Georgiou e Tsaroukis si confrontano in una sorta di collettiva degli artisti greci presenti nelle sale di Palazzo Bentivoglio, offrendo ulteriori prospettive sul rapporto tra spazio, storia e creatività contemporanea.

 

L’opera di Alberto Garutti è visibile durante i giorni di Arte Fiera, dal 4 all’8 febbraio 2026, con apertura straordinaria dalle 12.00 alle 23.00. Successivamente, l’installazione sarà visitabile dal mercoledì al sabato, dalle 19.00 alle 23.00. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione con lo Studio Alberto Garutti e Francesco Garutti.

Continuano gli appuntamenti firmati Identità Golose con le cene speciali dedicate ai Giovani Talenti da Eataly Milano Smeraldo

 

Appuntamento mercoledì 18 febbraio con Juan Camilo Quintero, che racconta l’incontro tra Colombia e Italia, in un dialogo culturale e gastronomico dove identità, memoria e sostenibilità si fondono in una cucina contemporanea e cosmopolita
Milano, 3 febbraio 2026 - Prosegue il calendario di appuntamenti a cena con il format Giovani Talenti a Eataly Milano Smeraldo, in collaborazione con Identità Golose, durante il quale il ristorante Food&Pizza Theatre ospita i protagonisti della nuova cucina contemporanea per serate uniche. Mercoledì 18 febbraio, alle ore 20.00, sarà protagonista Juan Camilo Quintero, chef colombiano alla guida del nuovo progetto firmato da Enrico Bartolini a Roma. Reduce da un’esperienza di ben 6 anni a Borgo San Felice, nel Chianti, Quintero porterà a Milano una cucina di ricerca capace di unire radici sudamericane e profonda conoscenza dell’italianità gastronomica. La filosofia culinaria di Juan Quintero nasce da un dialogo autentico tra culture. Attraverso uno studio rigoroso della storia delle materie prime e delle tradizioni locali, lo chef costruisce piatti che intrecciano ingredienti e tecniche latinoamericane con l’equilibrio e la sensibilità della cucina italiana. Il suo sguardo, quello di chi arriva da lontano, restituisce nuove prospettive su ciò che in Italia è familiare, trasformandolo in racconto gastronomico contemporaneo. Alla base del suo lavoro ci sono una visione cosmopolita e un forte senso di responsabilità sociale, che si traduce nella valorizzazione di filiere sostenibili, territori marginali e comunità spesso trascurate.

Per Giovani Talenti, Juan Quintero proporrà un menu esclusivo che riflette il suo percorso umano e professionale. Si inizia con “Tiradito di calamaro, frutta esotica e alloro”, un piatto che unisce freschezza, acidità e profumi tropicali. Segue “Anelletti, lupini, zenzero e foglie di combava”, in cui la pasta dialoga con note agrumate e speziate in un equilibrio raffinato. Il percorso continua con “Vitello da latte al whiskey torbato e cipolle”, intenso e profondo, capace di raccontare contaminazioni e memoria. A chiudere, il dessert “Caffè di carciofo, panna e cardamomo”, sorprendente e aromatico, che ribalta le aspettative e lascia il segno.

Nato in Colombia nel 1989, Juan Quintero arriva in Italia spinto da una forte curiosità verso la cucina italiana. Dopo il diploma professionale di cuoco, frequenta l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dove si laurea con il massimo dei voti, approfondendo la storia e la scienza del cibo. La sua carriera lo porta a lavorare tra Italia, Spagna, Belgio e New York, collaborando con chef pluristellati come Massimo Bottura e Arzak. Nel 2018 viene premiato a Roma come Chef Giovane Emergente. Nel 2020 conquista la Prima Stella Michelin al ristorante Poggio Rosso del Borgo San Felice Resort, confermata negli anni successivi, e nel 2022 ottiene anche la Stella Verde Michelin per il suo impegno nella sostenibilità ambientale e sociale. Dopo l’esperienza nel Chianti, è stato scelto da Enrico Bartolini per guidare, sotto la sua egida, un nuovo e ambizioso progetto firmato Allianz nel cuore di Roma, segnando una nuova tappa del suo percorso professionale.

La cena è proposta al pubblico al prezzo di € 78 a persona, comprensivi di vino, acqua e caffè. È necessaria la prenotazione su www.eataly.it.

Arriva a Padova “La Costituzione aperta a tutti”, il ciclo di incontri itinerante organizzato da Giuffrè Francis Lefebvre insieme all’Università RomaTre per promuovere la cultura giuridica fra i giovani di tutta Italia.

 

ARTEFIERA 2026