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La Città di Vercelli ospiterà dal 13 ottobre 2026, negli spazi
dell’Ex Chiesa di San Marco | Spazio ARCA, una grande mostra dedicata a Marc Chagall, artista e testimone lucido del Novecento che ha saputo tradurre la propria cultura e le sue esperienze di vita in un linguaggio pittorico tra i più riconoscibili dell'arte moderna.
Attraverso circa cinquanta opere, il percorso espositivo accompagnerà il pubblico tra la complessa architettura della memoria di Chagall: una città interiore che l’artista ha dovuto costruire per custodire la propria terra natale e la sua cultura, perdute non una, ma due volte: prima con l'emigrazione definitiva nel 1922 e poi con la distruzione totale di Vitebsk per mano dell'esercito nazista nel 1941.
I capolavori esposti – tra cui Villagio Russo (1929), Ritratto di Vava (1953-56), Gli innamorati con l’asino blu (ca. 1955) e Il gallo viola (1966-72) – sono opere che inducono il visitatore a interrogarsi sul mondo che lo circonda, e che offrono un archetipo per la resilienza umana.
Con questa esposizione il Comune di Vercelli, Arthemisia e la Fondazione Giuseppe Iannaccone proseguono un percorso condiviso volto a portare in città progetti espositivi capaci di coniugare rigore scientifico e valore culturale per un pubblico ampio e diversificato.
Vini premium stanno crescendo: il consumatore vuole soprattutto bere bene
Bibano di Godega (Treviso), 15 giugno 2026 – <<Le analisi fatte dai media relativamente all’orientamento sui consumi di vino da parte dei giovani sono realistiche, ma è importante approfondire le analisi di quanto avviene nel mondo. Anzitutto, bisogna dire che il calo dei consumi riguarda quasi esclusivamente i vini di bassa qualità e più in generale è circoscritto a determinati mercati che possiamo considerare “maturi”.>> è il commento dell’imprenditore vitivinicolo veneto Sandro Bottega, analizzando il “Report Vino 2026 di Mediobanca”. <<È d'altronde ovvio che un giovane o un consumatore, che si avvicina al vino per la prima volta, preferisca bere una bevanda dolce e di facile approccio piuttosto che un vino di bassa qualità. Cambiando prospettiva, constato che da qualche anno si è rallentata la corsa a ricercare vini di altissimo pregio con valutazioni elevatissime. – prosegue l’imprenditore Sandro Bottega - Tuttavia, almeno per la nostra azienda, i consumi continuano ad aumentare, e non riguardano il solo Prosecco, ma anche l'Amarone, il Brunello di Montalcino, i vini che coniugano la qualità con un prezzo medio e i liquori. La nostra formula? Nessun segreto, ma un eccellente rapporto qualità prezzo, per vini da bere tanto ogni giorno quanto nelle occasioni importanti. Vini sempre di alta qualità, di nicchia e poco conosciuti al grande pubblico, nonchè caratterizzati da un prezzo abbordabile tanto per la classe media italiana quanto per quella di tutto il mondo.>> <<Riguardo ai mercati più importanti, è un dato di fatto che gli Usa hanno perso oltre il 20% di consumi in 3 anni, anche a causa dell’incertezza e degli aumenti dei prezzi legati ai dazi. Al contrario molti altri mercati, non secondari, stanno registrando il segno positivo. Mi riferisco all’India in primis, ma anche al Vietnam, all’Africa, alla Polonia, ovvero a paesi in crescita economica, che a livello sociale sono caratterizzati da una popolazione giovane, ma soprattutto da un aumento strutturale della classe media. Aggiungo che, in generale, i vini premium stanno crescendo, segno che il consumatore vuole bere, ma soprattutto vuole bere bene. Quindi, attenzione a lanciare messaggi allarmistici, il vino si beve eccome! Nel mondo si consumano complessivamente ben 227 milioni di hl, che corrispondono a 30 miliardi di bottiglie. E si beve sempre più quello buono!>> ha concluso l’imprenditore vitivinicolo veneto Sandro Bottega, celebre in tutto il mondo per il suo Prosecco.
Pensato per accompagnare giovani artisti
nel passaggio dalla formazione accademica tradizionale al sistema dell’arte contemporanea, il programma post-laurea partirà
nell’ottobre 2027 all’interno dell’ex “Principe di Napoli”,
complesso seicentesco in fase di restauro
che ambisce a diventare un vivaio culturale per la città di Bergamo
| Bergamo, 15 giugno 2026 — Fondata da Nicola Ricciardi, Francesco Pedrini e Viviana Bertanzetti, Afterclass è una scuola d’arte indipendente che prende forma a Bergamo come risposta a un’esigenza sempre più evidente nel sistema artistico italiano: creare uno spazio di continuità tra la formazione accademica tradizionale e l’ingresso nel campo professionale, capace di offrire un ambiente intensivo di ricerca e relazioni concrete con artisti, curatori, istituzioni, gallerie e operatori del settore. Non, dunque, un’istituzione parallela o sostitutiva dell’accademia, ma un’infrastruttura critica e professionale, piccola e intensiva, in cui l’educazione sia prima di tutto relazione. |
Il programma, della durata di nove mesi, da ottobre a giugno, sarà rivolto ogni anno a 15 studenti post-laurea selezionati. Le iscrizioni apriranno a gennaio 2027 e il primo ciclo di corsi prenderà l’avvio nell’ottobre successivo. La struttura didattica si fonda su un nucleo ristretto di docenti stabili affiancato da un articolato visiting program costruito attorno a professionisti del sistema dell’arte. Il percorso integra seminari teorici, laboratori pratici, critiche collettive, tutorial individuali, workshop intensivi e momenti di confronto pubblico, fino alla realizzazione di un progetto mid-term e di una mostra di fine anno.
La scuola assume come riferimento percorsi formativi intensivi di matrice internazionale — da CalArts a CCS Bard — ma li traduce in una forma radicata nel paesaggio culturale italiano, costruendo un ponte tra studio individuale, confronto collettivo e accesso reale alle reti professionali. Il metodo pedagogico si ispira alla figura dell’artista ed educatore Michael Asher, che con le sue Post Studio Art classes individuava nella circolazione della conoscenza l’esito dell’educazione artistica: una conoscenza intesa non come bene astratto o individuale, ma come risorsa critica e pubblica, capace di generare accesso, strumenti interpretativi e possibilità di emancipazione.
Afterclass avrà la propria sede all’interno dell’ex “Principe di Napoli”, complesso seicentesco di oltre 2.000 metri quadrati situato in via Pignolo 11, nel centro storico di Bergamo, che, dopo oltre trent’anni di abbandono, riaprirà al pubblico nella primavera del 2027. L’obiettivo è trasformare nel tempo questo luogo in un presidio durabile in cui la cultura non venga solo consumata ma si coltivi, si educhi, si accompagni e si mantenga nel tempo, come in un vivaio. Per farlo, il complesso accoglierà realtà e progettualità che si muovono nei campi della formazione, della sperimentazione, del lavoro, della ristorazione e della costruzione di comunità, in dialogo con le istituzioni cittadine.
Il design delle aule di studio, delle aree laboratoriali e degli spazi comuni di Afterclass è stato affidato a 2050+, studio di architettura fondato da Ippolito Pestellini Laparelli che opera all’intersezione tra tecnologia, politica e ambiente attraverso diverse forme di pratiche spaziali critiche. La scelta nasce dalla volontà di dare al progetto, oltre a una configurazione funzionale, anche una forte identità culturale. Lo studio si caratterizza infatti per un approccio che non si limita alla definizione degli spazi ma ne indaga le implicazioni sociali, simboliche e politiche. Nel caso di Afterclass, questo approccio consente di immaginare gli interni come parte integrante dell’esperienza formativa, favorendo confronto, collaborazione e contaminazione tra studenti, docenti, professionisti e comunità esterna.
L’immagine coordinata e gli strumenti di comunicazione di Afterclass sono invece stati ideati e realizzati da Andrea Venegoni per conto di Studiolabo, studio di communication & concept design attivo nella costruzione di identità, progetti creativi e network. Il coinvolgimento di Studiolabo nasce dall’esigenza di tradurre la visione della scuola in un sistema grafico riconoscibile e flessibile, capace di accompagnarne tanto la dimensione istituzionale quanto quella pubblica e sperimentale. Rispetto a quest’ultima, prima dell’avvio dei corsi, Afterclass costruirà progressivamente la propria comunità attraverso un programma di iniziative pubbliche, incontri e formati sperimentali, pensati per raccontare la visione della scuola, testare nuove modalità di narrazione dell’arte contemporanea e attivare relazioni con artisti, studenti, istituzioni e pubblico.
La prima iniziativa pubblica sarà Ma Allora Vale Tutto, un ciclo di cinque lezioni-spettacolo sull’arte contemporanea, ideato e condotto da Nicola Ricciardi e realizzato in collaborazione con Edoné, tra i principali centri di aggregazione giovanile e culturale di Bergamo. In programma tra giugno e agosto 2027, il progetto ripercorrerà oltre sessant’anni di storia dell’arte attraverso un formato pensato per animare il palco estivo di Edoné coniugando rigore nei contenuti, racconto dal vivo e stand-up. Il ciclo anticipa così la vocazione pubblica e sperimentale della scuola, aprendone il percorso a studenti, giovani artisti ma anche a un pubblico più ampio e non specializzato.
| Afterclass è un progetto della Fondazione Nuovo Principe, ente del Terzo Settore che avrà in gestione lo sviluppo dei contenuti creativi ospitati all’interno dell’ex “Principe di Napoli”. Presieduta da Luigi Ferrara, già Presidente dell’Advisory Board della Fondazione Accademia Carrara di Bergamo, la Fondazione ha il compito di costruire e coordinare la programmazione del complesso, favorendo l’incontro tra formazione, produzione culturale e nuove forme di socialità e aggregazione. La direzione artistica del progetto è stata affidata a Nicola Ricciardi, curatore, educatore e manager culturale con base a Bergamo, già Direttore Artistico di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano, dal 2020 al 2026, e precedentemente Direttore Artistico delle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, dal 2016 al 2020. |
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Un nuovo modo di intendere l’innovazione sostenibile: la pala eolica recentemente inaugurata nella sede di Bremerhaven
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Roma, 15 giugno 2026 – In occasione della Giornata Mondiale del Vento, celebrata ogni anno il 15 giugno come momento chiave per riflettere sul potere dell’aria e sul ruolo crescente dell'eolico nella transizione energetica, FRoSTA AG celebra un importante traguardo nel suo impegno per il rispetto dell’ambiente: la nuova turbina eolica "Peters Flügel", alta 99,5 metri, situata nel cuore del suo stabilimento a Bremerhaven. Un impianto che rappresenta una testimonianza concreta dell'impegno di FRoSTA verso un futuro energetico più sostenibile.
Da oltre due decenni l’azienda tedesca FRoSTA AG, che dal 2017 commercializza i suoi prodotti anche in Italia con il marchio FRoSTA, si distingue per la sua dedizione all'innovazione e all’impegno per l’ambiente, assumendo un ruolo pionieristico nel settore alimentare. L'arrivo della turbina eolica rappresenta l'ultimo passo di un percorso che ha visto FRoSTA impegnata a migliorare continuamente le proprie pratiche produttive, fin dai primi anni 2000, quando l'azienda ha iniziato a adottare pratiche ecologiche, riducendo l'uso di plastica nelle sue confezioni e ha investito in tecnologie verdi, ponendo l’impegno verso un futuro più sostenibile al centro della propria missione e filosofia aziendale. La turbina "Peters Flügel" non è solo un simbolo dell'impegno di FRoSTA per la protezione del clima, ma rappresenta anche un passo significativo per la riduzione delle emissioni di CO2 grazie all’utilizzo di energie rinnovabili. Con una capacità di generare 750 kilowatt, la turbina è in grado di coprire circa il 10% del fabbisogno energetico annuale dello stabilimento.
L'aspetto più interessante del progetto non è solo la produzione di energia, ma come questa viene gestita per superare l'intermittenza del vento, in tre punti fondamentali: Raffreddamento preventivo: quando il vento soffia forte e c'è un surplus di energia, FRoSTA abbassa la temperatura dei propri magazzini frigoriferi fino a -30 °C Stoccaggio di energia: poiché per legge e qualità la temperatura deve essere mantenuta ad almeno -18 °C, questi 12 gradi di differenza fungono da riserva Gestione delle calme di vento: durante le giornate senza vento, l'azienda può spegnere i sistemi di refrigerazione per diverse ore, lasciando che la temperatura risalga lentamente verso i -18°C senza consumare elettricità dalla rete esterna.
Dunque, durante i giorni ventosi l'impianto ha la capacità di raffreddare i magazzini a temperature fino a -30°C, invece dei necessari -18 gradi, fungendo così da batteria che accumula energia rinnovabile e riduce la dipendenza dalla rete elettrica.
Felix Ahlers, CEO di FRoSTA, afferma: "La nostra azienda ha sempre creduto nell’impegno concreto verso un futuro più sostenibile. La turbina eolica è il risultato di anni di pianificazione e di un impegno incessante per migliorare e rendere meno impattante per l’ambiente la nostra produzione" grazie alla riduzione della CO2. Felix ha sottolineato che la realizzazione di questo progetto ha richiesto cinque anni di lavoro, dalla pianificazione all'approvazione burocratica, un percorso non privo di ostacoli ma fondamentale per il futuro dell'azienda."
Ancora, Gianluca Mastrocola, AD di FRoSTA Italia: “Il nostro impegno va oltre l’energia e i processi: coinvolge prima di tutto ciò che portiamo in tavola, e poi come lo facciamo. Con il nostro “Purity Law” (Reinheitsgebot), introdotto nel 2003, abbiamo scelto di eliminare aromi, coloranti e additivi dai nostri prodotti commercializzati sotto il Brand FRoSTA. È una decisione che riflette un impegno concreto e una trasparenza alimentare autentica. La nostra filosofia è offrire alimenti semplici e gustosi, senza compromessi."
La visione innovativa e futura di FRoSTA non si ferma qui: sono in programma ulteriori investimenti in impianti fotovoltaici e solari nei vari impianti produttivi, insieme ad altre tecnologie verdi. FRoSTA si impegna concretamente a ridurre non solo le emissioni di CO2 generate dalle proprie attività operative, ma anche dall’energia acquistata e dall’intera catena del valore. Per raggiungere questi obiettivi entro il 2035, FRoSTA lavorerà insieme a fornitori e partner per diminuire l’impatto ambientale legato alle materie prime, ai materiali di imballaggio, al trasporto e alla distribuzione, assumendosi la responsabilità dell’intera propria impronta ambientale.
FRoSTA ha inoltre rivoluzionato la sua logistica, grazie alla collaborazione con Paneuropa, compagnia di logistica focalizzata su soluzioni a ridotto impatto ambientale: i surgelati FRoSTA viaggiano lungo i binari del treno per portare i prodotti dall’impianto produttivo tedesco di Bremerhaven al magazzino in Italia nei pressi di Verona, in una strategia di riduzione delle emissioni a 360°. Il trasferimento intermodale è un fattore chiave verso questo obiettivo, poiché comporta importanti riduzioni sulle emissioni di CO2, stimate a circa il 75% di emissioni fino ad arrivare al 90% in meno rispetto al trasporto con i camion.
L'azienda è anche parte della "Cooperazione Climatico-Portuale per la Pesca", che punta a rendere l'area portuale di Bremerhaven a zero emissioni coinvolgendo oltre 43 aziende. Questo consorzio, che include vari attori del settore, ha come obiettivo comune la riduzione delle emissioni di CO2 e la promozione dell'uso di energie rinnovabili. Con l'inaugurazione della turbina eolica e il suo impegno costante per la riduzione della CO2, FRoSTA dimostra che è possibile unire qualità, gusto e rispetto per l'ambiente. In questa Giornata Mondiale del Vento, FRoSTA invita tutti a riflettere sull'importanza delle energie rinnovabili e sul ruolo che ognuno di noi può svolgere per un futuro più sostenibile.
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Dopo un anno di lavoro, il centro di ricerca sulle pratiche performative di Dro presenta un programma che attraversa ogni ambito della scena performativa mostrando in anteprima alcune delle tendenze emergenti contemporanee.
Exhibition opening + performance 16 luglio
LIVE WORKS SUMMIT 17 - 19 luglio
The Sparks Return 22 luglio
LOVE IS POLITICAL 23, 24, 25, 26 luglio
CONFERENZA STAMPA* Giovedì 2 luglio 2026, ore 11.00 *Richiedi l'accredito alla conferenza con viaggio stampa e alle preview delle mostre
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Dal 16 al 26 luglio 2026, Centrale Fies — centro di ricerca sulle pratiche performative contemporanee — apre al pubblico il frutto di un anno intero di lavoro, con dieci giorni consecutivi che restituiscono gli esiti dei progetti annuali e i principali assi di ricerca sviluppati. La programmazione estiva 2026 si articolerà attraverso mostre, lecture, pratiche performative, dispositivi di ricerca, momenti conviviali e attivazioni pubbliche diffuse, dando forma a un paesaggio culturale eterogeneo e in continua trasformazione.
LIVE WORKS SUMMIT (16-17-18-19 luglio 2026) rappresenta il momento culminante di un processo annuale che unisce scouting, supporto ad artisti emergenti e monitoraggio dei linguaggi performativi contemporanei più innovativi e transdisciplinari. A inaugurare l’estate di Centrale Fies sarà la mostra personale di Monia Ben Hamouda dal titolo Solo Show a cura di Simone Frangi e Barbara Boninsegna, che resterà aperta fino al 26 luglio 2026. In occasione della tredicesima edizione di Live Works Summit, otto artisti selezionati nel 2025 tramite una call internazionale dal board curatoriale di Centrale Fies, composto da Barbara Boninsegna, Simone Frangi, Mackda Ghebremariam Tesfau’, Justin Randolph Thompson, presentano performance messe a punto durante un anno di residenze artistiche, mentorship e formazione. Il pubblico assisterà alle performance originali di Tim Bartel, Publik Universal Frxnd, Kristina Kusmina Dreit, Pina Danila Gambettola, Abdul Halik Azeez, Eleni Roberts Kazouri e Vladimir Babinchuk, Juan Yung Han. All’interno del progetto anche un artista italiano, Luc Ndikubwimana, selezionato per la borsa di studio nominata ad Agitu Ideo Gudeta, fellowship pensata come una forma di affirmative action, dal 2025 in collaborazione con Palazzo Grassi e Fondazione Re Rebaudengo, per contrastare l’assenza di diversità nel panorama artistico legata a barriere materiali e simboliche concrete che si verificano spesso nell’ambito della razzializzazione. ll programma prevede inoltre la presenza di guest come Alif Hilal (fka Lyra Pramuk), Katerina Andreou & Mélissa Guex, Tiziano Cruz. Ad aprire il capitolo, Kat Válastur & Aho Ssan con una performance e a seguire un live set di Aho Ssan.
Il 22 luglio con Collettivo Bagnomaria, Chiara Tagliaferri, Gianluca D’Incà Levis un’intera giornata dedicata al progetto The Sparks Return, progetto vincitore del bando Laboratorio di Creatività Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, a cura di Virginia Sommadossi ed Elisa Di Liberato insieme agli attivisti e alle attiviste culturali trentine P. Parenti, Pierangelo Giacomuzzi e Stefania Santoni. The Sparks Return nasce come piattaforma di ricerca e alleanza tra pratiche artistiche, territori e comunità. Attraverso una rete di giovani attivisti culturali operanti nelle vallate trentine, il progetto esplora nuove forme di curatela condivisa, interrogando il rapporto tra cultura, paesaggio, appartenenza e trasformazione sociale, tra assemblee, tavoli di lavoro, talk e una cena condivisa, dove ogni cosa è aperta alla partecipazione pubblica.
LOVE IS POLITICAL (23-24-25-26 luglio 2026) con Anagoor, Annamaria Ajmone, Chiara Bersani con Lemmo, Dewey Dell, Francesca Pennini / CollettivO CineticO, Industria Indipendente, Laura Tripaldi, LIMINAL, Mali Weil, Michele Bertolino, MOTUS, OPEN GROUP, Rifugio Amore, Sofia Baldi Pighi, Violetta Cottini, Wissal Houbabi è il capitolo dell'estate di Centrale Fies dedicato alle relazioni che attraversano il tempo e continuano a trasformarsi. Da un lato tornano alcune delle compagnie italiane che Centrale Fies ha sostenuto fin dagli esordi e che oggi, dopo importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, presentano le loro creazioni più recenti; dall'altro, nuove artiste e artisti con cui si stanno costruendo percorsi di confronto, accompagnamento e ricerca condivisa. Per LOVE IS POLITICAL, il collettivo trentino Rifugio Amore cura CLUB ALTROVE, interpretando il clubbing come spazio di relazione, espressione e trasformazione collettiva. Attraverso la musica e la costruzione di un contesto accogliente e inclusivo, il dancefloor diventa un luogo in cui sperimentare nuove forme di vicinanza, appartenenza e libertà. La selezione artistica riunisce KUNTHUG, producer e DJ che intreccia sonorità balcaniche, elettronica e influenze mediorientali; Kobramulata, progetto performativo che attraversa territori sonori ibridi e rituali; e Mantis, DJ attiva nella scena elettronica contemporanea.
La novità di quest’anno è l’inserimento di tre progetti speciali che Centrale Fies riconosce come affini, un patto di contesto che mette in comune pratiche, linguaggi e responsabilità. Si allarga dunque il campo delle alleanze con Lorenzo Pezzani responsabile del progetto di ricerca LIMINAL dell’Università Alma Mater di Bologna, che porta Overhead, intervento installativo in dialogo con il pubblico e creato ad hoc, e Sofia Baldi Pighi, curatrice indipendente e ricercatrice all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino che porta OPEN GROUP (Yuriy Biley, Pavlo Kovach, Anton Varga) con Repeat after me II, che il pubblico ha potuto vedere al padiglione polacco durante la 60ª Biennale di Venezia.
Infine BLUE BLUE BLUE LIMBO - un-archive di Industria Indipendente e a cura di Michele Bertolino, propone, per gli spazi di Centrale Fies, una mostra, una performance, uno screening, una conversazione e un profumo: apparizioni incastrate delle più recenti ricerche del duo. La mostra raccoglie la ricerca condotta dal collettivo Industria Indipendente, insieme a Michele Bertolino, per la produzione del profumo Blue Blue Blue Limbo. L'esposizione è un archivio testuale, sonoro e olfattivo dove le voci di Jarman, Acker, Industria Indipendente e altre artiste si assommano, in una corrispondenza reciproca. |
PROGRAMMA E PROTAGONISTI
EXHIBITION a cura di Simone Frangi e Barbara Boninsegna
LIVE WORK SUMMIT con Tim Bartel, Publik Universal Frxnd, Kristina Kusmina Dreit, Pina Danila Gambettola, Abdul Halik Azeez, Eleni Roberts Kazouri e Vladimir Babinchuk, Juan Yung Han, Luc Ndikubwimana, Alif Hilal (fka Lyra Pramuk), Katerina Andreou & Mélissa Guex, Tiziano Cruz, Kat Válastur & Aho Ssan a cura di Virginia Sommadossi ed Elisa Di Liberato
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