mercoledì 31 luglio 2019

Borghi d'Europa a Bordeaux e Saint Emilion

L'Ufficio Stampa di Milano di Borghi d'Europa organizza in questi giorni un viaggio-reportage
a Bordeaux e Saint Emilion.
 

"Saint-Emilion è un piccolo gioiello francese immerso tra i vigneti della valle della Dordogna, a 30 km da Bordeaux. Il suo centro storico medievale riserva più di una sorpresa: 70 gallerie e cantine sotterranee scavate nella roccia calcarea, monumenti di origine medievale e una chiesa monolitica unica al mondo. Proprio per la sua importanza storico-architettonica, Saint-Emilion è stata dichiarata Patrimonio UNESCO. La città è avvolta da un muro di cinta che si estende per oltre 1 km di lunghezza, rendendola così un esempio di città francese fortificata al pari di Mont-Saint-Michel, Avignone o Carcassonne.

Il borgo custodisce la chiesa monolitica più grande d'Europa, costruita tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo. Un monumento spettacolare che con il suo campanile domina sul centro abitato. La torre campanaria fu edificata tra il XII e il XVI secolo e offre uno spettacolo panoramico da non perdere. Dopo una salita di 196 gradini, ai nostri occhi si presenta una meravigliosa vista sulla città. Non mancano monumenti di epoca romanica come il Chiostro dei Cordeliers, complesso costituito da una chiesa, un chiostro, un giardino e diverse cantine. La Collegiale è un altro importante edificio di culto; si tratta di una delle chiese più grandi del dipartimento della Gironda e la sua architettura segnala una coesistenza di romanico e gotico. Da non perdere la grotta del monaco Emilion, le catacombe e il museo della ceramica sotterraneo. Interessante anche la Cappella della Trinità, che risente della transizione tra lo stile romanico e gotico. Costruita in epoca medievale ma rimaneggiata nel XVIII secolo, ospita all'interno dipinti del Trecento.

Un altro monumento importante è la Tour du Chateau du Roi, monumento difensivo del XIII secolo che regala un panorama meraviglioso. Alta 32 metri, fu probabilmente voluta da Enrico III il Plantageneto, re di Inghilterra e duca d'Aquitania, nel 1237, quando Saint-Emilion cadde sotto il dominio inglese. A testimonianza di questo periodo, due volte all'anno si celebra la "Jurade", una manifestazione storica per celebrare la qualità del vino locale. Due volte all'anno i vini di Saint-Emilion sono esaltati con parate storiche in costume. Le due ricorrenze annuali sono il Giudizio del Vino Novello (a giugno) e il Bando della Vendemmia (a settembre).

Oltre alla manifestazione vinicola, Saint-Emilion ha un calendario ricco di eventi: da marzo a ottobre si tengono concerti nei castelli, a fine maggio si svolge il Festival della Filosofia, mentre a luglio è la volta del Saint-Émilion Jazz Festival.

Saint-Emilion è situata in una delle aree vinicole più importanti non soltanto della Francia, ma del mondo intero. Se volete intraprendere un tour del vino, esistono molti sentieri per esplorare i dintorni e fermarsi a degustare vino tipico nei numerosi castelli, o châteaux, sparsi per la zona. Basta prenotare per tempo e il vostro viaggio si arricchirà con un'emozionante visita al castello, seguito da un tour nelle vigne e poi nelle cantine. Dulcis in fundo, la tanto sospirata degustazione che rinfrancherà il vostro palato."

Angela Patrono

https://travel.fanpage.it/saint-emilion-un-affascinante-viaggio-tra-vigneti-e-castelli/Risultati immagini per immagini saint emilion

Il Grand Hotel Villa Serbelloni è il 1° Resort in Italia per il Travel+Leisure World’s Best Awards La prima struttura indipendente a conduzione familiare celebra l’eccellenza italiana e il fascino senza tempo a Bellagio, sul lago di Como, aggiudicandosi il primo posto in Italia come migliore Resort.



Il Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio trionfa nel Travel+Leisure World's
Best Awards 2019.
Premiato come 1° Resort in Italia e come 3° in Europa, il Grand Hotel Villa
Serbelloni, che si affaccia sullo specchio scintillante del lago di Como, conferma così
il suo straordinario fascino senza tempo.
Con 150 anni di storia, il Grand Hotel è un luogo magico, dove si respira
un’atmosfera d’altri tempi, immersi in una Villa che offre uno dei panorami più belli
d’Italia. Meta storica di viaggiatori blasonati, Reali, personaggi politici o
cinematografici. Tra i tanti, solo per citare qualche nome, da Winston Churchill a J.
F. Kennedy, a Theodore Roosevelt, o anche Clark Gable, Robert Mitchum e Al
Pacino…
Cinque stelle lusso, un ristorante stellato Michelin, il Mistral, che detiene la
stella da 14 anni e che è guidato dal padre italiano della cucina molecolare Ettore
Bocchia, e, infine, una beauty farm interna, accrescono la meraviglia del Grand
Hotel, che sorge su un promontorio che si spinge verso il centro del lago, coronato
da verdi montagne e circondato da splendidi giardini all’italiana. Al suo interno, gli
affreschi e i dipinti di scene mitologiche sulle pareti catturano lo sguardo dell’ospite,
così come i soffitti a cassettoni affrescati, le tappezzerie d’epoca, i lampadari in
cristallo di Murano. La solennità degli scaloni di marmo toglie il fiato, così come la
salle à manger, un Salone Reale, illuminato da lampadari in bronzo e cristallo, la cui
imponenza viene amplificata dalle specchiere.
La riconosciuta eccellenza del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio lo ha
portato ad aggiudicarsi la 43esima posizione a livello mondiale. La cerimonia di
premiazione ha avuto luogo a New York City, presso il Paradise Club all’interno del
Times Square EDITION. La premiazione, immortalata dal rinomato fotografo Pepe
Botella, ha visto tra i protagonisti Jacqueline Gifford e Jay Meyer, rispettivamente
editor in chief e publisher di Travel+Leisure, oltre ad alcune delle più alte figure
dell’Hospitality internazionale
A ritirare il prestigioso premio per Villa Serbelloni c’era Jan Bucher, figlio degli
attuali proprietari e futuro CEO, che insieme ai suoi fratelli rappresenta la 4°
generazione alla guida del Grand Hotel: “Ho trascorso gli ultimi 6 anni a lavorare nei
più importanti Luxury Hotels del mondo, per imparare dai migliori e mettere questa
esperienza al servizio del Grand Hotel Villa Serbelloni, che è anche casa della mia
famiglia da ben 101 anni. Questo è il mio primo anno a Bellagio e come inizio non
potevo desiderare di meglio”.
Gianfranco Bucher, Amministratore Delegato e padre di Jan, aggiunge: “Le luxury
destinations sono in aumento, il cliente diventa sempre più esigente, le catene
alberghiere si espandono sempre di più con nuove acquisizioni: tenendo queste
cose in mente, si può capire la nostra gioia dal momento che siamo una struttura
indipendente, lavoriamo duramente e con passione per mantenere uno standard alto
e mettere in evidenza ciò che rende unica questa Villa risalente al 1872”
Antonio Calzolaro, General Manager della struttura, svela la ricetta segreta del
successo: “Oltre alla posizione unica e alla storicità, la forza di questo Grand Hotel
sta nel suo staff: crediamo che i dipendenti, per far stare bene gli ospiti, debbano per
primi stare bene loro nello svolgere il proprio lavoro. In questo settore c’è molto
turnover, noi preferiamo fidelizzare chi lavora con noi, anche perché è bello quando
un ospite torna a distanza di anni e trova un volto amico che conosce già i suoi gusti
e le sue preferenze: questo Hotel non a caso è guidato da una famiglia e ci piace
pensare che chi ci visita possa sentirsi in un ambiente di lusso con tutti i comfort e
contemporaneamente a suo agio come se fosse in un contesto familiare”.

LA LOTTA ALLO SPRECO NON VA IN VACANZA: Le Soste a sostegno dell’anti-spreco insieme con Fipe


L’Associazione Le Soste condivide e promuove il manifesto lanciato da Fipe per una ristorazione sostenibile e un decalogo con consigli pratici per aiutare le famiglie italiane a ridurre gli sprechi

Link alle foto e alle ricette sostenibili da replicare a casa

 L’Associazione Le Soste appoggia il manifesto promosso dalla Fipe – Federazione italiana pubblici esercizi – per una ristorazione sostenibile. Numerose le idee istituite: dall’acquisto di materie prime di qualità al giusto prezzo, alla valorizzazione e formazione del personale.

Lo chef e Presidente dell’Associazione Claudio Sadler commenta così: “Siamo orgogliosi di far parte di Fipe e di sostenere con il nostro impegno le attività dedicate alla lotta allo spreco alimentare. Cucinare in modo sostenibile è fondamentale per tutti i professionisti del settore ma anche per i cittadini che grazie ai consigli potranno ridurre concretamente gli sprechi di cibo”.

Per questo motivo si è voluto tracciare e diffondere un vero e proprio decalogo, rivolto alle famiglie, per sensibilizzare i cittadini ed educarli alla riduzione dello spreco durante tutto l’anno: un insieme di suggerimenti concreti e accessibili, che se applicati contribuiranno a razionalizzare i consumi.

Il decalogo con consigli utili e facilmente applicabili dagli italiani in vacanza e a casa
 
  1. Una spesa ben ponderata: Fare la spesa giorno per giorno, valutando bene quantitativi e tempi di deperimento. Soprattutto ora che siete in vacanza può capitare di decidere all’ultimo momento di cenare fuori o a casa di amici. E, nel frigorifero, il cibo acquistato in abbondanza “invecchia” e in buona parte dovrà essere scartato al momento dell’utilizzo. Il problema non si sarebbe posto se la spesa fosse stata fatta in maniera ponderata e giorno per giorno.
 
  1. Tanto o poco? Il giusto: Cucinare porzioni ben misurate sull’appetito dei commensali. In vacanza, nonostante i buoni propositi della vigilia, ci si muove meno e, tranne gli sportivi più accaniti, si assumono abitudini più “comode” e tempi più rilassati. Il nostro corpo ha quindi bisogno di meno calorie. Cucinare il “giusto”, quindi, senza eccedere in numero di portate e in “dimensioni” è importante per un sano equilibrio e per un miglior utilizzo delle risorse: meno cibo, meno calorie, meno spreco.
 
  1. Non si butta via nulla (o quasi): Utilizzare tutte le parti di un prodotto dando spazio alla creatività. Saper usare in modo opportuno ogni parte (o quasi) di un prodotto è segno di attenzione alla sostenibilità, ma soprattutto apre a esperienze nuove e alla scoperta di sapori inaspettati. Non tutti sanno, ad esempio, che i baccelli dei piselli possono diventare una gustosa bevanda o che la buccia della zucca messa in forno è meglio di una chips. Sperimentare, quindi, con prudenza.
 
  1. Conservare, conservare, conservare: Imparare l’arte della conservazione allunga la vita ai cibi. Un buon utilizzo dei diversi scomparti del frigorifero, riponendo i prodotti avendo attenzione alle diverse temperature è un piccolo e facile accorgimento che migliora la conservazione dei cibi. Anche accostare un cibo a un altro può generare effetti inaspettati o indesiderati: le mele, ad esempio, accelerano la maturazione degli altri frutti.
 
  1. Il tempo delle cose: Controllare la data di scadenza pensando a quando si utilizzerà il prodotto. Pianificare, programmare, stabilire: in vacanza sono verbi che non vorremmo mai ascoltare. Giusto il relax. Ma un minimo di programmazione al tempo giusto aiuta a non sprecare tempo, denaro, cibi. Guardare la data di scadenza dei prodotti richiede poco sforzo, ammettiamolo. E anche pensare se la ricotta la consumeremo a cena o fra una settimana. Una piccola scelta, un grande risparmio.
 
  1. Meno è meglio: Scegliere pensando al dopo. Il packaging è senza dubbio un fattore importante per la buona conservazione dei cibi, ma quando è troppo è troppo… Una buona spesa parte anche dal saper scegliere il prodotto protetto da un imballo efficace ma non eccessivo e che sia facilmente riciclabile. Se un imballo è composto da materiali diversi, riciclarlo correttamente (dove lo butto?) diventa una sfida pressoché impossibile da superare.
 
  1. Il giorno dopo è anche meglio: È un accorgimento “della nonna”, ma non per questo meno valido anche oggi: il cibo avanzato non si butta. Questa è stata una stupida abitudine che abbiamo acquistato pensando che fosse riprovevole fare, appunto, come facevano le nostre nonne, cioè riutilizzare il giorno dopo. Le polpette o il polpettone, ad esempio, sono spettacolari esempi di un intelligente riutilizzo del cibo del giorno prima. Quel che non si è finito a cena può diventare un perfetto componente del picnic in spiaggia del giorno dopo.
 
  1. In spiaggia (o in montagna) se ne può fare a meno. Limitare l’uso di stoviglie, piatti e posate. Anche in spiaggia o sui sentieri di montagna abbiamo diritto alle nostre comodità. Certo. Ma non è necessario riprodurre anche in quei luoghi il medesimo stile di vita. Un pic nic è divertente anche se la tavola non è imbandita come quella di casa. Meno stoviglie, posate e piatti significa spostarsi più facilmente, avere meno oggetti da lavare e quindi consumare meno acqua (risorsa scarsa) e meno detersivi (altamente inquinanti). Anche questo è attenzione anti-spreco. Ovviamente la plastica deve essere bandita.
 
  1. Fuori casa, non sprecate l’occasione. Scegliere il ristorante come gesto consapevole. In vacanza si va più spesso al ristorante. È una bella occasione di convivialità, ma soprattutto è una opportunità per conoscere un elemento fondamentale del luogo in cui ci troviamo. La cucina è storia e cultura. Attraverso la cucina si conoscono i prodotti tipici, le abitudini di vita di una città, si scoprono nuovi sapori, si esplorano tradizioni e tipologie umane. Scegliere bene dove andare a mangiare è quindi importante quasi come visitare i monumenti e le attrattive del luogo. È un’occasione di conoscenza da non sprecare.
 
  1. Chiedete e vi sarà dato. Non vergognarsi di chiedere il cibo che non si è consumato. All’estero è una pratica in vigore da sempre, in Italia, invece, facciamo fatica ad adottarla. Ma chiedere al ristoratore di confezionarci in modo adeguato il cibo che abbiamo avanzato, non solo è un nostro diritto ma è anche una sana e giusta abitudine. Ormai sono sempre di più i ristoranti dove questa buona pratica è entrata in uso, ma noi avventori dobbiamo imparare a non vergognarci e a richiederlo quando non ci viene proposto. L’importante è che il contenitore sia adeguato alla conservazione. Molti ristoranti italiani si sono dotati di uno speciale contenitore – Rimpiattino il suo nome – che Fipe ha messo a disposizione dei propri associati. Richiedetelo.
 
Le dichiarazioni a 3 anni dalla legge 166 contro lo spreco alimentare

Esattamente a 3 anni dall’entrata in vigore della legge 166 contro lo spreco alimentare, il Presidente Fipe Lino Enrico Stoppani dichiara: “In questo periodo sono stati raggiunti importanti risultati in termini di gestione e recupero delle eccedenze lungo la filiera agroalimentare, grazie ad una semplificazione delle procedure, ma anche per una migliorata sensibilità sul tema, che ha beneficiato dell’eredità di Expo Milano 2015, che proprio all’alimentazione aveva dedicato la manifestazione, con un titolo -Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita - esplicito negli obiettivi. È importante però insistere e continuare a lavorare per valorizzare sempre più i modelli di ristorazione che riducano gli sprechi, attraverso una sostenibilità che sia prima di tutto di sistema”.
Segue la dichiarazione dell’On. Maria Chiara Gadda: La legge “antisprechi” compie tre anni e ha funzionato bene perché fornisce strumenti operativi, procedure semplificate e una fiscalità agevolata. Per questo si è esteso il modello, oltre a cibo e farmaci, anche ad altri prodotti importanti per le famiglie come quelli per l’igiene o la cartoleria, e l’ultima novità è l’aggiunta dei libri”.

Associazione Le Soste
Via Duca degli Abruzzi, 7/a
20871 Vimercate (MB)
tel. +39 039 6080661
lesoste.it
info@lesoste.it

Franco Ricciardi concluderà la XXXIX edizione del FiordilatteFiordifesta ad Agerola


Ad Agerola, Piazzale San Pietro Apostolo, lunedì 5 agosto, lo spettacolo di chiusura della XXXIX edizione di FiordilatteFiordifesta con Franco Ricciardi.


Gran finale per la XXXIX edizione di FiordilatteFiordifesta con il concerto di Franco Ricciardi, che si svolgerà lunedì 5 Agosto, dalle ore 22:30, presso Piazzale San Pietro Apostolo, ad Agerola.

Dopo le precedenti edizioni che hanno visto artisti del calibro di Nino d’Angelo, Sal Da Vinci e Giusy Ferreri, quest'anno toccherà a Franco Ricciardi, famoso cantante partenopeo che negli ultimi anni ha cavalcato l'onda del successo grazie all'ultimo singolo "Primmavera", direttamente dal disco "Blu", e alle importanti collaborazioni con altri artisti italiani, allietare la XXXIX edizione di FiordilatteFiroidfesta con la propria musica e la propria arte. FiordilatteFIORDIFESTA si presenta anche quest’anno come un consolidato evento artistico, culturale ed enogastronomico del territorio, che vede protagonisti i sapori e l’arte del territorio agerolese e campano tutto.

Saranno tantissime le pietanze ideate per l’edizione 2019, distribuite lungo un percorso di gusto che porterà i visitatori a vivere e scoprire i vicoli, le strade e le piazze della città. Il Fiordilatte sarà protagonista dei tantissimi piatti del menù preparato per l'occasione: una selezione di ricette della tradizione unita a tantissime novità che metteranno in risalto i sapori del territorio agerolese. Si comincia dall'antipasto, che prende il nome di "Rustico Contadino", composto da panino Rustico, ricotta alle Erbe e fiordilatte; per proseguire con le "Caserecce all'agerolese", ovvero un primo condito con Pomodorini, Fiordilatte Agerolese e Basilico, e con il classico "Panino contadino" ripieno con Salsiccia e Provola Agerolese. Il menù si conclude con l’ottimo "Dolce con ricotta e pera" e un apprezzabile amaro. Tutto il menù è accompagnato da Acqua e Vino di Furore delle Cantine Marisa Cuomo.

Numerosi gli eventi che si susseguiranno durante i tre giorni della manifestazione: musiche popolari, spettacoli, laboratori del gusto e visite guidate, che culmineranno nel gran concerto finale previsto per lunedì 5 agosto.

La scelta dell’artista originario di Secondigliano, per concludere degnamente l’evento, è stata fortemente voluta dal comitato organizzatore, l’Associazione Sant’Antonio Abate. Il talento, la capacità di coinvolgimento e la forza di Franco Ricciardi garantiranno uno spettacolo di tutto rispetto, dove il folklore tipico dell'anima napoletana si mescolerà alla poesia del cantautorato italiano, nello stile di Franco Ricciardi.

A termine dello spettacolo un grande show pirotecnico chiuderà i festeggiamenti.

martedì 30 luglio 2019

Adriatico Mediterraneo 2019 - XIII edizione - 28-31 agosto 2019

Il sound mediterraneo di Enzo Avitabile con i ritmi africani di Arsene Duevi, la chitarra di Pipo Romero, il mix marocchino-ungherese dei Chalaban. E poi Diritti e Rovesci con Esmahan Aykol e Gabriele Del Grande e quelli per capire dove va l’Adriatico.

Quattro giorni sempre in viaggio, sulle onde della musica, della cultura e dell’attualità mediterranea e balcanica. Adriatico Mediterraneo Festival 2019 porta Ancona ai confini del Mediterraneo e su su fin nel cuore dell’Europa. Dal 28 al 31 agosto è un susseguirsi di concerti e incontri alla ricerca dei cambiamenti e delle novità di quell’ampia area che dall’Europa guarda a Sud e a Est, con un focus particolare sull’area adriatico ionica. Nei quattro giorni di festival si esibiranno ad Ancona tra gli altri Enzo Avitabile con Arsene Duevi, Pipo Romero, il gruppo marocchino-ungherese Chalaban e la Bandadriatica, mentre saranno ospiti degli incontri la scrittrice turca Esmahan Aykol e Gabriele Del Grande.
Il Festival, organizzato dall’associazione Adriatico Mediterraneo con la coorganizzazione del Comune di Ancona e il supporto di tanti partner pubblici e privati, parte come sempre da Ancona per rivolgere lo sguardo verso Nord Africa, Spagna, Sud Italia, Medio Oriente e Balcani, con occhio è curioso ed esploratore. Come già avvenuto in particolare nel 2018 l’obiettivo è cercare e presentare le realtà più interessanti e di ricerca, come spiega il direttore del Festival Giovanni Seneca: “Adriatico Mediterraneo Festival 2019 è un festival che punta con decisione sulla qualità e sulla sperimentazione: cercare le cose facili non ci interessa, vogliamo trovare sempre qualcosa di nuovo, andare alla ricerca di ciò che unisce la qualità alla sorpresa. Va in questa direzione ad esempio il duetto tra Enzo Avitabile e Arsene Duevi di mercoledì 28 agosto, uno spettacolo pensato e realizzato ad hoc per il nostro festival che unisce le voci dell’Africa e i ritmi mediterranei di Napoli. Accanto a ciò vogliamo proporre con forza la conoscenza e il dialogo come strumento per creare relazioni e superare divisioni. Da qui nascono il ciclo di incontri sull’Adriatico organizzato insieme allo IAI e “Diritti e Rovesci” insieme al Garante Regionale per i Diritti della Persona: attraverso l’incontro con ospiti internazionali, conoscendo esperienze e realtà in particolare dell’area Balcanica pensiamo si possa migliorare un po’, fosse anche solo un piccolo pezzo, l’Europa e il Mediterraneo in cui viviamo”. Alla conferenza stampa sono intervenuti l'ambasciatore Fabio Pigliapoco per lo IAI, Guido Vettorel per l'Autorità di Sistema Portuale dell'Adriatico Centrale, il giornalista Matteo Tacconi. L'assessore alla cultura del Comune di Ancona Paolo Marasca, non potendo intervenire personalmente, ha mandato il seguente messaggio: "Il Comune di Ancona sostiene con convinzione un festival che, ovviamente, nel tempo ha mostrato vari volti, rispondendo e spesso anticipando alcuni temi. Oggi, Adriatico Mediterraneo porta sul palcoscenico di Ancona progetti musicali elaborati attraverso confini e da artisti in continuo movimento. Questa è la sua principale forza e per questo siamo ad affiancarlo, garantendo la co-organizzazione".

Il premio Adriatico Mediterraneo 2019 a Enzo Avitabile

Il Premio Adriatico Mediterraneo, che viene ogni anno assegnato alle personalità che si impegnano per la cultura e per i diritti nel Mediterraneo e nei Balcani, nel 2019 viene attribuito al musicista e compositore Enzo Avitabile. Il premio vuole essere un riconoscimento a un artista per molti versi straordinario, che da sempre si impegna per la conoscenza e il dialogo tra culture con una particolare attenzione ai temi sociali e all’attualità proprio del Mediterraneo. Enzo Avitabile, nato a Napoli nel 1955, è infatti un sassofonista poliedrico, compositore, autore. Vanta tantissime collaborazioni con artisti internazionali, da James Brown, a Maceo Parker, da Marcus Miller a Randy Crawford, e in Italia ha collaborato con autori del calibro di Pino Daniele, Edoardo Bennato, Francesco Guccini. Ha sempre vissuto la sua arte come ricerca di un suono inedito, demolendo ogni moda per muoversi sempre sotto un cielo assolutamente personale, mai comune. Per lui la musica è confronto, scambio culturale, messaggio sul mondo: non a caso ha dedicato canzoni e serate alle vittime della guerra in Siria e al tema dei migranti e dell’integrazione. Enzo Avitabile riceverà il Premio Adriatico Mediterraneo mercoledì 28 agosto alla sede IAI di Cittadella ad Ancona e la sera stessa terrà un concerto alla Mole Vanvitelliana insieme ad Arsene Duevi. Si tratta di uno spettacolo unico, creato appositamente per Adriatico Mediterraneo Festival: i ritmi di Arsene Duevi, cantante, musicista ed etnomusicologo originario del Togo, si mescolano con le sonorità di Enzo Avitabile. L’anima soul e world conficcata fra le vie di Napoli dell’uno duettano con il profondo cuore africano dell’altro. Un concerto per viaggiare da Napoli fino al Golfo di Guinea, per parlare di migrazioni e di culture che si incontrano.

I concerti alla Mole Vanvitelliana

La Mole si conferma come sempre il cuore pulsante dei concerti serali. Se la serata d’esordio del 28 agosto è affidata a Enzo Avitabile e Arsene Duevi, il 29 arriva dalla Spagna un grande virtuoso della chitarra acustica, Pipo Romero: giovane ma già affermato sulla scena internazionale come musicista e come autore, Romero unisce flamenco, world music, fusion nel suo stile innovativo, lo “Spanish acoustic fingerstyle”, per creare un concerto che sfugge alla tradizione verso nuove frontiere. Il 30 agosto è il giorno per scoprire il ponte che unisce Marocco e Ungheria nella musica dei Chalaban: il gruppo, fondato a Budapest da Said Tichiti, ricrea ogni sera in maniera diversa un’incredibile unione di suoni dal Nordafrica ai Balcani, passando per la musica tradizionale e gypsy. La chiusura alla Mole sabato 31 agosto riporta il Festival in Italia con l’odissea mediterranea di Bandadriatica: un sound scatenato che dalle radici salentine va a toccare tutte le coste del Mediterraneo è il modo migliore per chiudere, ballando e cantando, Adriatico Mediterraneo Festival 2019.
I concerti alla Mole, tutti organizzati in collaborazione con AMAT, inizieranno sempre alle 21.00 con biglietti a €10.

“Dialoghi a due sponde”. Incontri per ragionare sulla Macroregione Adriatico Ionica

Tre incontri per conoscere – e capire – meglio la Macroregione Adriatico Ionica, per offrire spunti e idee su quell’area tra Italia e Balcani dalle sfaccettate identità e le molteplici prospettive di sviluppo. È il ciclo di incontri “Dialoghi a due sponde”, organizzati in collaborazione con il Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica che ribadiscono ancora una volta la vocazione internazionale rivolta ad est di Ancona. Gli incontri si terranno alle 18.00 alla sede IAI alla Cittadella di Ancona e nei locali dell’Autorità Portuale, coordinati dal giornalista Matteo Tacconi, e vedranno la partecipazione di ospiti internazionali. Si parte il 29 agosto, nelle sale dell’Autorità Portuale, con un incontro su “Porti e trasporti” al quale partecipano Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Orientale di Trieste, e Rodolfo Giampieri, presidente dell’Autorità Portuale di Sistema dell’Adriatico Centrale di Ancona. Il 30 agosto, alla sede IAI di Cittadella, si parla di “Sostenibilità e turismo in Adriatico”, con Marco Affronte, divulgatore ed ex eurodeputato, e Mara Jurisic, presidente di Pokret Otoka (Croazia). Il 31 agosto infine, sempre a Cittadella, si chiude parlando di “Città e identità adriatica” con Nicola Pedrazzi, giornalista esperto di Albania per Osservatorio Balcani e Caucaso, Gino Sabatini, Presidente dell’Associazione Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio ed Egidio Ivetic, docente di storia moderna Università di Padova.

Diritti e Rovesci. Dalla Turchia di Esmahan Aykol alle rotte dei diritti di Gabriele Del Grande

Con Adriatico Mediterraneo Festival 2019 torna “Diritti e Rovesci”, la rassegna di incontri a cura del Garante Regionale dei Diritti della Persona in collaborazione con il Consiglio Regionale – Assemblea Legislativa delle Marche. L’obiettivo è come sempre quello di indagare e approfondire l’evoluzione dei diritti tra Italia, Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Sono due gli incontri in calendario, alle 19.00 al foyer dell’Auditorium della Mole. Si parte il venerdì 30 agosto con il giornalista e regista Gabriele Del Grande: un racconto dei lavori sul campo di Del Grande per raccontare le vittime della privazione dei diritti, dai migranti morti nel Mediterraneo ai giovani arruolati da Isis, alla Turchia in cui il giornalista venne imprigionato per alcuni giorni nel 2017. Nella serata di venerdì 30, alle 21.30 alla Sala Boxe della Mole, sarà proiettato “Io sto con la sposa”, il film del 2014 realizzato da Gabriele Del Grande, Antonio Augugliaro, Khaled Soliman Al Nassiry per raccontare le peripezie e le difficoltà di un gruppo di profughi siriani e palestinesi decisi a raggiungere a tutti i costi la Svezia. Alla situazione in Turchia, un focus da anni sempre presente ad Adriatico Mediterraneo Festival, è invece dedicato il secondo incontro del ciclo, in programma sabato 31 agosto. L’ospite è la scrittrice Esmahan Aykol, intervistata dal giornalista di Repubblica Marco Ansaldo. Aykol, nata in Tracia da genitori macedoni e bulgari, dopo il successo con alcuni romanzi gialli, si è dedicata a temi sociali, immigrazione e discriminazione, criticando spesso le restrizioni delle libertà per gli intellettuali decise da Ankara.

Concerti all’alba: lo spettacolo della musica che sorge al Passetto

Dopo il successo dell’esordio nel 2018, tornano ad Adriatico Mediterraneo Festival i concerti acustici all’alba alla scalinata del Passetto. Lo scenario spettacolare come pochi, unito alla musica di tre virtuosi di flauto, bandoneon e chitarra promettono a chi si sveglierà presto una magia unica per godersi il sorgere del sole sul mare Adriatico. Primo appuntamento il 29 agosto con il concerto di Carlo Maver, vero e proprio artista sia del bandoneon sia del flauto che si sposta tra jazz e musiche originali. Il 30 agosto è di scena Mario Crispi: il fondatore degli Agricantus porterà al Passetto un mix sperimentale di flauti tradizionali e nuove tecnologie. Chiude la rassegna all’alba del 31 agosto la chitarra di Roberto Fabbri, tra note romantiche e composizioni eclettiche.

Incontri, libri, guide: dall’importanza del classico alla rotta balcanica, al turismo in Albania

Il programma di incontri e presentazioni all’interno di Adriatico Mediterraneo 2019 viaggia nello spazio e nel tempo, ma con i piedi sempre ben piantati nell’attualità. Si parte già giovedì 28 agosto alle 19 al Foyer dell’Auditorium della Mole con la presentazione della guida Lonely Planet dell’Albania. All’incontro, realizzato in collaborazione con UlisseFest, partecipano l’autore della guida Piero Pasini e Silvia Castelli, responsabile redazione guide di Lonely Planet. L’incontro sarà l’occasione per scoprire, anche da un punto di vista turistico, le possibilità di un paese a portata di mano ma ancora poco considerato per viaggi e vacanze. Giovedì 29 agosto si tornano invece a scoprire “La voce degli altri: all’origine dell’Europa”, quelle greche e latine, grazie all’incontro realizzato insieme all’Associazione Italiana Cultura Classica: alle 17 alla Sala Boxe della Mole il docente di letteratura latina all’Università di Bologna Ivano Dionigi, guiderà alla riscoperta dei concetti alla base dell’Europa contemporanea, dalla politica, al valore della parola, al ruolo della democrazia. Sempre il 29 agosto e sempre alla Sala Boxe ma alle 19 con Amnesty International si parla di “Rotta Balcanica”, quel percorso che dalla Grecia arriva fino alla Croazia e che ancora oggi tanti migranti provano a percorrere tra rischi e violenze. Ospite dell’incontro sarà Massimo Moratti, Vice direttore Ufficio Regionale Amnesty International per l’Europa. Venerdì 30 alle 17 infine, sempre alla Sala Boxe, tornano protagonisti di classici per un incontro su “Ospiti, supplici, stranieri. L'ambigua lezione d'Atene” con Federico Condello, docente di Filologia greco-latina Università di Bologna: un viaggio affascinante tra accoglienza e rifiuto, tra proclami e pratiche reali, all’origine di quel dovere dell’accoglienza che, dall’Odissea in poi, fonda la cultura europea.

Il luoghi di Adriatico Mediterraneo: conferme e novità

Nucleo centrale delle attività di Adriatico Mediterraneo Festival 2019 sarà la Mole Vanvitelliana, dove si terranno molti incontri e i concerti serali delle 21.00. Al polo culturale dell’ex lazzaretto si associano però altre location che raccontano la storia di Ancona e diventano spazi per guardare oltre: il Passetto con il Monumento ai Caduti, straordinario palcoscenico per i concerti dell’alba, la sede IAI alla Cittadella di Ancona, spettacolare fortificazione tutta da riscoprire attraverso gli incontri, la sede dell’Autorità Portuale, centro vitale dei commerci e dei movimenti del porto di Ancona.

Il Festival Internazionale Adriatico Mediterraneo 2019 è un progetto di Associazione Adriatico Mediterraneo, co-organizzato dal Comune di Ancona

Con il sostegno di:
Regione Marche, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, AMAT, Consiglio Regionale Assemblea Legislativa delle Marche, Garante Regionale dei Diritti della Persona, Segretariato dell’Iniziativa Adriatico Ionica
Partner:
Amnesty International, Arci Ancona, La Feltrinelli Ancona, Associazione Italiana di Cultura Classica, UlisseFest
Partner Tecnici
EnT- Entertainment Technology

LA LOTTA ALLO SPRECO NON VA IN VACANZA: i 10 consigli di Franco Aliberti del Tre Cristi Milano



Fipe ha lanciato il suo manifesto per una ristorazione sostenibile e un decalogo scritto con lo chef Franco Aliberti per aiutare le famiglie italiane a cucinare senza sprechi
 

Fipe lancia il Manifesto per una ristorazione sostenibile. Acquistare materie prime di qualità al giusto prezzo, valorizzare e formare il personale, incentivare i clienti a portare via quanto non viene consumato, sono solo alcune delle indicazioni che Fipe invita a seguire per rendere il settore davvero sostenibile e non solo per l’estate.

Proprio per questo Fipe si è impegnata nella promozione e nella diffusione anche di un secondo testo, rivolto alle famiglie: un vero e proprio decalogo anti-spreco per sensibilizzare i cittadini ed educarli al riuso in cucina. Un breviario formativo-informativo realizzato in collaborazione con lo chef Franco Aliberti, che ha fatto della circolarità e dell’utilizzo di materie prime povere la sua filosofia.

Il decalogo con i consigli anti-spreco dello chef Franco Aliberti
 
  1. L’acqua di cottura dei legumi non salata, una volta raffreddata, può essere montata e trasformata in squisite meringhe.
  2. I gambi dei broccoli, se cotti, possono essere utilizzati come un carpaccio o come parte croccante di una pietanza.
  3. I baccelli delle fave o dei piselli possono essere estratti e il succo ricavato inserito all’interno di una bevanda, oppure possono essere utilizzati in modo divertente, per preparare delle paste colorate, pastellate e poi fritte.
  4.  Le bucce di alcune varietà di zucca sono buonissime se cotte al forno.
  5. Le parti verdi del porro, le bucce delle patate e la parte esterna della cipolla possono essere tostate in forno e utilizzate poi per aromatizzare i brodi.
  6. La frutta troppo matura può essere utilizzata per preparare un aceto.
  7.  La buccia dell’anguria e la sua parte bianca possono essere marinate e utilizzate come un cetriolo, oppure rese marmellata.
  8. Se non si consuma in tempo la frutta, questa può essere congelata e trasformata in granita o in sorbetto, oppure è possibile produrre del ghiaccio al gusto frutta.
  9. Le bucce dei pomodori sono gustosissime se fritte o ridotte in polvere, per dare ancora più gusto ai vostri piatti.
  10. Se avete erbe aromatiche in abbondanza, potete essiccarle prima che appassiscano, per conservarle poi in barattoli di vetro e utilizzarle all’occorrenza.
 
Le dichiarazioni a 3 anni dalla legge 166 contro lo spreco alimentare

Esattamente a 3 anni dall’entrata in vigore della legge 166 contro lo spreco alimentare, “In questo periodo sono stati raggiunti importanti risultati in termini di gestione e recupero delle eccedenze lungo la filiera agroalimentare, grazie ad una semplificazione delle procedure, ma anche per una migliorata sensibilità sul tema, che ha beneficiato dell’eredità di Expo Milano 2015”. – dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe. “È importante però insistere e continuare a lavorare per valorizzare sempre più i modelli di ristorazione che riducano gli sprechi, attraverso una sostenibilità che sia prima di tutto di sistema”.
La legge “antisprechi” compie tre anni e ha funzionato bene perché fornisce strumenti operativi, procedure semplificate e una fiscalità agevolata. Per questo si è esteso il modello, oltre a cibo e farmaci, anche ad altri prodotti importanti per le famiglie come quelli per l’igiene o la cartoleria, e l’ultima novità è l’aggiunta dei libri – dichiara l’On. Maria Chiara Gadda.
“La mia cucina è attenta alla sostenibilità ambientale. Le materie prime utilizzate vengono presentate in diverse consistenze, sfruttando tutte le parti commestibili di frutta e verdura, nonché gli ingredienti più poveri e meno nobili. Il risultato è un gioco di apparenze visive e gustative che inganna i sensi: non sempre quello che si osserva è simile al gusto che il nostro cervello immagina di provare.” – Chef Franco Aliberti.
Siamo orgogliosi di far parte di Fipe e di sostenere con il nostro impegno le attività dedicate alla lotta allo spreco alimentare – dichiara lo chef Claudio Sadler, Presidente dell’Associazione Le SosteCucinare in modo sostenibile è fondamentale per tutti i professionisti del settore ma anche per i cittadini che grazie a questi dieci consigli potranno ridurre concretamente gli sprechi di cibo”.

 
La cucina del ristorante Tre Cristi Milano:
La parola chiave è cucina attenta all’ambiente ed ecosostenibile: ogni piatto esalta le singole materie prime, presentate in diverse consistenze e utilizzando tutte le parti commestibili di frutta e verdura. Una innata curiosità e voglia di sperimentare: Franco Aliberti si avvale delle più moderne tecniche di cottura ma predilige un ritorno all’uso di cucina ancestrale, materica, come quella della griglia, che diviene garanzia di una cucina personale e decisamente creativa.
“Sotto i riflettori il singolo ingrediente, bilanciato al massimo da altri due di supporto, perché amo colpire con la semplicità più che con la complessità, reinterpretando anche un semplice broccolo con una vena giocosa, senza perdere di vista la sostanza del piatto” racconta Franco Aliberti.

Per informazioni e prenotazioni presso il ristorante
Via Galileo Galilei 5, angolo via Marco Polo
20124 Milano
tel. 02 29062923
info@trecristimilano.com
trecristimilano.com

MAURIZIO GALIMBERTI Antologica a cura di Denis Curti 2 – 31 agosto 2019 Inaugurazione giovedì 1 agosto ore 18.00 Rocca Roveresca Senigallia (AN)


La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, in collaborazione con il Polo Museale delle Marche e il Comune di Senigallia, rinnova il suo impegno nelle attività espositive della regione Marche, questa volta nella suggestiva sede della Rocca Roveresca di Senigallia dove per tutto il mese di agosto sarà aperta al pubblico una mostra antologica dedicata a Maurizio Galimberti, uno dei più importanti fotografi italiani degli ultimi decenni.

Senigallia Città della Fotografia rende omaggio a Maurizio Galimberti, oggi considerato il massimo esponente italiano di quella corrente artistica che utilizza la fotografia istantanea per esprimere la propria creatività.
Nato a Como nel 1965, appassionato da sempre di fotografia, inizia la propria ricerca per mezzo di una fotocamera a obiettivo rotante, utilizzando una classica pellicola analogica: con l’arrivo degli anni Ottanta, che eleggono la Polaroid a nuovo metodo d’indagine fotografica, Galimberti decide di abbandonare l’attività di famiglia per dedicarsi interamente alla sua passione, facendo della Polaroid e dell'immagine istantanea "il filo conduttore" della sua intera carriera artistica.

Per questa mostra antologica l’artista ha scelto di esporre alla Rocca Rocca Roveresca di Senigallia una raccolta di fotografie originali e tra le più rappresentative della sua produzione - tutte realizzate con il sistema Polaroid - provenienti dal proprio archivio e da collezioni private.

Lo stile personale di Galimberti si esprime nei cosiddetti “mosaici”, immagini che, come spiega il curatore della mostra Denis Curti, “hanno la particolarità di proporre il soggetto fotografato in composizioni realizzate da tante tessere o tasselli, tutti della stessa dimensione, ma di numero variabile tra un’opera e l’altra. In ognuna delle tessere viene riprodotto un frammento del tutto e nel caso specifico del ritratto, utilizzando un accessorio che permette scatti a distanza ravvicinata, ognuno dei tasselli accoglie un particolare del soggetto. L’abilità di Galimberti consiste nello scegliere la sequenza delle inquadrature e nell’accostare le varie parti: in questo modo vengono messi in evidenza i tratti più significativi e la personalità del personaggio ripreso, rompendo la continuità visiva di volumi e proporzioni”.

Sono proprio i ritratti che compongono una delle serie presenti in mostra, forse il genere cui Galimberti deve maggiormente la propria notorietà. I soggetti dei suoi scatti non sono anonimi personaggi, bensì illustri protagonisti della cultura italiana come tra gli altri  Umberto Eco e Lalla Romano, della musica coma Lucio Dalla e Loredana Bertè e non mancano anche le star straniere come Robert Altman. “Singole polaroid, una moltitudine di pezzi unici portatori di una sola identità”, come ben sintetizza Benedetta Donato in occasione della mostra antologica presso l’Istituto Veneto di Palazzo Franchetti di Venezia nel febbraio del 2013.

I “ready made” compongono un secondo tema sviluppato dall’artista in mostra: la tecnica duchampiana del prelevare oggetti d’uso quotidiano dal loro contesto per proporli come opere d’arte viene rielaborata in pieno “stile Galimberti”. Abbiamo così degli scatti a “mosaico”, dove il dettaglio viene immortalato dalla polaroid e manipolato con varie tecniche, per poi essere sovrapposto all’originale: l’artista reinterpreta così il ready made facendolo proprio.  

La terza serie presente in mostra racchiude le fotografie di viaggio scattate dall’artista negli ultimi mesi e si dividono in due filoni agli antipodi: da un lato gli scatti realizzati a New York, metropoli brulicante di vita, composizioni dove le linee geometriche sono protagoniste, governate da architetture e asfalto; dall’altro lato ci sono invece fotografie realizzate in Emilia Romagna, terra di pianura dove il tempo sembra essersi fermato.
Quest’ultimo lavoro, ancora in buona parte inedito, si chiama “Progetto Emilia. Prime Istantanee” e riprende le orme del precedente Viaggio in Italia, realizzato nel 2003. Un lavoro dove Galimberti ragiona sul tempo e di conseguenza sulla memoria, e che si inserisce perfettamente nella storia della fotografia italiana: vengono subito alla mente Un Paese del 1955 di Cesare Zavattini e Paul Strand e soprattutto Viaggio in Italia del 1984 di Luigi Ghirri, opere che hanno riaffermato il ruolo dei paesaggi appartenenti all’Italia meno nota, eppure quelli che più di tutti ne ricreano l’identità individuale e collettiva.
Un progetto dove l’artista mostra, per la prima volta, non solo il mosaico finale, ma soprattutto la sua matrice, l’istantanea unica, la genesi da cui poi nascerà l’opera finale. Un salto in avanti quindi nella poetica di Galimberti, che nel raggiungimento della sua maturità artistica svela ed esplicita il procedimento che si cela dietro alle sue opere.

Maurizio Galimberti Antologica è una mostra completa che racconta l’artista nelle sue diverse sfaccettature, presentando i lavori più caratterizzanti degli ultimi anni e i progetti di continua ricerca tecnica e stilistica, con un particolare punto di vista che riesce sempre ad emozionare e affascinare.

Seconda edizione del Festival “Sguardi sui territori”




L’Ecomuseo delle Acque organizza a Gemona, dal 30 agosto al 1° settembre, la seconda edizione del Festival “Sguardi sui territori” avente per tema il rapporto tra ecomusei, ma anche musei di comunità e musei etnografici, e antropologia visuale. Presentazioni, incontri, seminari costituiranno un’occasione importante di confronto e dibattito tra addetti ai lavori, operatori ecomuseali, antropologi, antropologi visivi, videomaker, documentaristi.
Il festival si apre con due spazi monografici dedicati all’antropologia visuale: la presentazione in anteprima di una nuova produzione filmica di Michele Trentini; l’attività dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE) di Nuoro. Si prosegue con una parte dedicata alla presentazione di filmati di interesse territoriale prodotti o promossi da ecomusei e da musei che operano con sensibilità ecomuseale. Si tratta di materiali sollecitati dall’Ecomuseo delle Acque attraverso una Call for movies, con l’intento di improntare il festival alla reciproca conoscenza delle produzioni audiovisive, alla discussione e al confronto metodologico, traendo ispirazione dalla storica rassegna “MAV - Materiali di Antropologia Visiva”, fondata a Roma da Diego Carpitella nel 1985.

Alla Call for movies sono pervenuti in tutto trentatré filmati, quindici dei quali sono stati selezionati per le proiezioni in sala. La selezione, operata sulla base dell’aderenza ai requisiti prestabiliti e dello spazio di tempo disponibile, è stata effettuata da un comitato scientifico composto da Lorenzo Codelli (Cineteca del Friuli), Fabrizio Magnani (Mibac), Daniela Perco (già Museo etnografico della provincia di Belluno), Maurizio Tondolo (coordinatore Ecomuseo delle Acque), Michele Trentini (regista), Roberta Tucci (comitato tecnico-scientifico Ecomuseo delle Acque). Sarà comunque possibile visionare anche gli altri filmati pervenuti, in postazioni dedicate all’interno del festival. Tutti i filmati saranno conservati dall’Ecomuseo, che li renderà stabilmente disponibili per la consultazione e li valorizzerà nelle sue periodiche iniziative collegate al festival.

––––––
Segreteria del Festival: 338 7187227 – info@ecomuseodelleacque.it

Domenica 4 agosto 2019 Appuntamento sui prati dello Zoncolan con “Fasjn la mede”



In occasione della festa della fienagione in programma

anche giochi di una volta per i bambini, pedalate in ebike,

un piacevole percorso gastronomico negli stavoli e picnic a km zero


Domenica 4 agosto appuntamento sui prati del monte Zoncolan, sopra Sutrio, per “Fasjn la mede”, la tradizionale festa della fienagione che si doveva svolgere domenica scorsa, ma che è stata rinviata per il maltempo. La festa, che rientra negli appuntamenti annuali ricorrenti organizzati a Sutrio, è nata per ricordare uno dei più diffusi fra gli antichi lavori della montagna carnica, ovvero la fienagione in montagna (dalla falciatura dell’erba alla composizione di grandi covoni di fieno) e farlo conoscere ai giovani ed ai turisti. A riproporlo saranno gruppi di donne vestite con gli abiti tradizionali, affiancate da uomini e bambini, pure in costume.

Dalla mattina alle 9.30 fino al pomeriggio nei prati dello Zoncolan si susseguiranno le varie fasi della fienagione: gli uomini che finiscono di falciare l’erba; le donne che sparpagliano il fieno e poi, a mezzogiorno, si siedono all’ombra degli alberi per rifocillarsi con la cjacule (il rustico pranzo al sacco, racchiuso in un grande fazzoletto di tela a mo’ di sacchetto); e poi ancora le donne che raccolgono il fieno in altissimi covoni. Tutti saranno invitati a partecipare a questi momenti, e una particolare attenzione sarà rivolta ai bambini, coinvolti in giochi, animazione, corse nei prati: insomma una giornata di libertà e divertimento per i più piccoli con i semplici e fantasiosi giochi di un tempo (come gare di slittino con i cartoni e tuffi nel fieno), mentre i genitori si potranno rilassare, godendosi natura e paesaggi.

A fare da contorno a “Fasjn la mede” ci saranno musiche e balli tradizionali attorno ai covoni e un originale percorso gastronomico-naturalistico nei rifugi e negli stavoli (le caratteristiche baite col tetto a spiovente della Carnia). Si degusteranno piatti tradizionali, ispirati alle ricette dell’indimenticabile chef carnico Gianni Cosetti: frittatine alle erbe e salame, frico con polenta e cjapus cu las frices, selvaggina con polenta, orzo e fagioli, luanie fumade, vari tipi di dolci, lo sciroppo di sambuco e frutti di bosco. Per chi volesse tuffarsi ancor più nell’atmosfera agreste saranno messi a disposizione coperta, cestino e cjacule, dove riporre gustosi prodotti della tradizione a km0 acquistabili sul posto, per preparare il proprio pic nic personalizzato. In programma anche la Mostra dei funghi, dimostrazione della mungitura e vendita di prodotti caseari di Malga Pozof, il Mercatino dell’agroalimentare e dell’artigianato locale. Durante la giornata, molte le iniziative organizzate dai vari locali dello Zoncolan, come passeggiate a cavallo, biciclettate e giri guidati in e-bike organizzati dalla baita da Rico, il motoraduno che avrà un preludio il sabato presso la baita Goles ed il “Tamai Summer Swing Day” al rifugio Tamai in alta quota.

Per vivere a pieno la festa, si può alloggiare all’Albergo diffuso di Sutrio con le stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) ricavate dalla ristrutturazione di antiche case del paese. Per l’occasione, vengono proposti pacchetti turistici particolari: www.albergodiffuso.org.

Per informazioni:
Albergo Diffuso di Sutrio
Pro Loco Sutrio