Il progetto porta nel suo nome quelle effe intagliate nel corpo del violino stesso, da cui il suono prende vita, ma richiama anche la prestigiosa sede che lo ospita. Cassa di risonanza sperimentale per l’arte contemporanea, Sala Effe nasce con l’intento di generare connessioni tra pubblici trasversali, in un dialogo virtuoso con la città e con la scena contemporanea internazionale. Luogo pulsante e di connessioni, lontano da logiche commerciali e blockbuster, Sala Effe ospiterà nel tempo progetti dai linguaggi innovativi, che si alterneranno su un duplice binario: quello delle mostre curate, con nuove produzioni e importanti prestiti di opere, e quello delle mostre su collezioni private, che rappresentano un tassello significativo – e fino ad ora in Italia pressochè inesplorato – della programmazione, con la finalità di rendere accessibile al pubblico le collezioni prescelte con un’attenta curatela e selezione. L’indole di Sala Effe è quella dello spazio aperto, vivo, che segue un approccio più vicino alla metodologia sperimentale di un laboratorio che a un museo.
Alle redini, un comitato in dialogo da circa due anni per la realizzazione del progetto: i galleristi Leonardo Caldonazzo Arvedi, Claudia Ciaccio e Paolo Zani; i collezionisti Enea Righi e Lorenzo Paini; Ilaria Dal Lago, project manager; Antonio Scoccimarro, professionista del sistema culturale e della comunicazione. |
Il primo progetto espositivo di Sala Effe sarà la mostra “La terra piatta è una dimensione lirica del luogo come se regredire fosse inventare”, a cura di Paolo Zani, con opere di Mariia Andreeva, Alighiero Boetti, Caleb Considine, Racheal Crowther, Giorgio de Chirico, Rineke Dijkstra, Jason Dodge, Peter Fischli e David Weiss, John Gerrard, Tarik Kiswanson, On Kawara, Paul Kos, Diego Perrone, Paola Pivi, Pietro Roccasalva, Hans Schabus, Damon Zucconi.
Dal 19 settembre fino al 14 marzo, la mostra è incentrata sul concetto di spazio-tempo, inteso come metafora di una realtà che non è mai assoluta, ma sempre soggetta a interpretazione, modifica e a una continua ricerca della verità. Il meccanismo attivato dal dialogo tra le opere d’arte e le loro modalità di funzionamento mira a generare una sorta di tautologia esperienziale, in cui l’interazione del pubblico ridefinisce l’intento stesso delle opere.
Questo tipo di approccio, che va oltre la natura statica tradizionale di una mostra d’arte, cerca di coinvolgere il pubblico attraverso una partecipazione dinamica, immersiva e stimolante e si riflette anche nella struttura stessa della mostra. Nell’arco di sei mesi, con una cadenza bimestrale, alcune opere verranno sostituite, trasformando progressivamente lo spazio espositivo. La mostra non si presenta quindi come qualcosa di immutabile, ma come un organismo in divenire, in cui il tempo diventa parte integrante dell’esperienza. |
Info utili
Opening Days 19 settembre ore 18.30 20 settembre 10-18 Museo del Violino Piazza Guglielmo Marconi 5 - 26100 Cremona Orari di apertura: giovedi e venerdi 11-17; sabato e domenica 10-18 Ingresso libero
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