mercoledì 1 luglio 2026

12. Un Tempo Sacro

 


ESTATE NELLE EOLIE: LA MALVASIA SI SCOPRE IN CANTINA

 


Il Consorzio Malvasia delle Lipari invita i visitatori a conoscere aziende, vigneti e paesaggio viticolo dell’arcipelago
 
Il Consorzio Malvasia delle Lipari promuove la possibilità di visitare le aziende del territorio nel periodo di maggiore presenza turistica sull’arcipelago: un’occasione per le cantine di diventare luoghi di racconto oltre che di produzione, spazi in cui avvicinarsi alla Malvasia delle Lipari, comprenderne il legame con le isole e osservare come la coltivazione della vite contribuisca alla cura di un paesaggio agricolo modellato dal tempo. Le visite in azienda permettono di avvicinare questo patrimonio in modo concreto: il pubblico può incontrare i produttori, conoscere le diverse interpretazioni della denominazione e comprendere perché nelle Eolie parlare di vino significa parlare anche di paesaggio, agricoltura e sostenibilità.
 
Riconosciuta nel 1973 come DOC, la Malvasia delle Lipari è oggi uno dei simboli dell’enologia siciliana e mediterranea. Le isole, con il loro suolo vulcanico e il microclima segnato dal vento e dal mare, hanno offerto a questo vitigno l’habitat ideale: qui il vino nasce da un dialogo costante tra terra, esposizione, clima e mano dell’uomo. Si tratta di una viticoltura eroica, fatta di allevamenti ad alberello, pendii scoscesi e terrazzamenti che resistono soprattutto a Salina, Lipari e Vulcano, dove ogni vendemmia è ancora oggi una sfida fisica prima che agronomica.
 
“Aprire le cantine significa raccontare territorio: invitando i visitatori a vedere i vigneti, i terrazzamenti e il lavoro quotidiano dei produttori possiamo trasmettere davvero la nostra unicità – dichiara Mauro Pollastri, Presidente del Consorzio –. Il nostro patrimonio lo dobbiamo all’impegno costante delle aziende, che mantengono vivi i vigneti, si prendono cura dei versanti, preservano i segni di un’agricoltura tradizionale e tramandano un sapere produttivo che appartiene alla storia dell’arcipelago. È un territorio caratterizzato da equilibri naturali delicati, dove la sostenibilità ambientale non è un tema astratto, ma l’unica condizione possibile per permettere alla vite di continuare a crescere: per questo custodire il paesaggio significa anche renderlo comprensibile a chi lo attraversa”.
 
Le visite in cantina si inseriscono in un progetto più ampio di accoglienza, costruito grazie alla collaborazione tra il Consorzio, l’Associazione degli albergatori di Salina Isola Verde e la ristorazione locale, nell’ambito di un percorso enoturistico pensato per il soggiorno sull’arcipelago. Ne nasce un’esperienza che non si separa dalla vacanza, ma ne diventa parte integrante: un modo per conoscere le isole attraverso il vino che meglio le rappresenta.

Conservare l’acqua che piove è indispensabile

 


Bonifica Renana conclude un intervento da 16 milioni di euro per aumentare il volume di invaso dei suoi principali scoli

Grazie ai fondi PNRR, restituiti al reticolo consortile 330 mila metri cubi di capacità di accumulo: corrispondono a circa 106 piscine olimpioniche

Grazie ai fondi del PNRR, la Bonifica Renana ha completato un’opera imponente di manutenzione straordinaria dei propri canali, nei nodi idraulici in chiusura del bacino scolante delle acque bolognesi, situati tra Medicina, Molinella e Argenta di Ferrara. Ne parliamo con Enrico T. ALESSANDRA, dirigente dell’area Progettazione e Direzione Lavori che ci spiega: “Nella gestione dei 2.000 chilometri di canali artificiali del reticolo artificiale di bonifica, ogni anno si attua una manutenzione ordinaria per garantire la funzionalità del sistema consortile di scolo ed irrigazione. Periodicamente, però, è necessario effettuare interventi straordinari di rimozione dei fanghi e detriti che si sedimentano nell’alveo dei canali e ne riducono il volume idraulico di accumulo. Si tratta di fenomeno erosivo di accumulo che le recenti alluvioni hanno amplificato.”

Quali sono state le operazioni che avete svolto? “Nei canali di bonifica Lorgana, Garda e Menata scolano gran parte delle acque meteoriche della pianura bolognese che si trova tra Reno e Sillaro. Abbiamo riscavato e risezionato questi scoli principali, rimuovendo 330 mila metri cubi di fanghi che si erano accumulati sul fondo. Così è stata restituita ai canali una capacità di accumulo idrico di pari volume: per fare un esempio è come se avessimo realizzato un nuovo invaso capace di trattenere l’acqua di 106 piscine olimpioniche. In questi scoli, oltre 27 chilometri di sponde sono stati stabilizzati e potenziati attraverso l’infissione di pali verticali e la creazione, oltre che massicciate in pietra, e di banche e sottobanche di terra, cioè specie di contrafforti che rendono sponde e argini più solidi e resistenti alla sollecitazione continua delle acque. Questi lavori vengono realizzati grazie a macchine speciali, come le draghe che lavorano direttamente in alveo oppure escavatori posizionati su pontoni galleggianti e mobili”.

Valentina BORGHI, presidente della Bonifica Renana, presenta così l’intervento appena concluso: “Un’opera che sintetizza il nostro principale obiettivo: rigenerare il nostro reticolo idraulico, aumentando la capacità di accumulo delle acque piovane e riducendo così il rischio alluvionale della pianura. Nello stesso tempo, trattenere e conservare la risorsa idrica per le esigenze irrigue agricole e per la conservazione degli habitat acquatici locali. Generando così valore per l’intera comunità."