giovedì 5 agosto 2021

miart 2021 17 – 19 settembre fieramilanocity_MiCo Milano miart 2021 EMERGENT

 Sperimentazione è la parola chiave che anima Emergent, curata per il quarto anno da Attilia Fattori Franchini, che ha fatto di questa sezione un laboratorio di ricerca e valorizzazione di artisti emergenti, gallerie all'inizio del loro percorso e pratiche innovative nei linguaggi e nelle esperienze.

 

L'orientamento al dialogo, al confronto e alla collaborazione – parte del DNA di venticinquesima edizione di miart – si concretizza nella possibilità data per la prima volta alle 24 gallerie di questa sezione — provenienti da 12 paesi oltre l'Italia — di condividere stand e progetti, creando sinergie inedite. Tra i numerosi linguaggi esplorati – tra cui scultura, installazione e video – spicca una forte presenza di pittura figurativa: una pittura innovativa, mai scontata, che sorprende sé stessa e affronta temi di grande attualità come quelli legati al genere, al nuovo femminismo, alle questioni razziali e all'ecologia.

 

Molte le giovani gallerie milanesi che partecipano alla sezione, evidenziando così ancora una volta la volontà della fiera di confermare il proprio legame con la città evalorizzarne le idee e la creatività. Tra queste, Martina Simeti porterà un dialogo tra la ricerca personale e sensibile di Davide Stucchi (1988), la tele ricamate di Maurizio Vetrugno (1957) ed una installazione del collettivo Real Madrid (2015).

 

Un'altra caratteristica identificante di questa edizione sarà il lavoro di squadra: Fanta-MLN (Milano) e Hot Wheels Athens (Atene) daranno ad esempio vita a un confronto tra la fotografia di Alessandro Agudio (1982) e la pittura astratta dell'artista greca Anastasia Pavlou (1993), mentre FELIX GAUDLITZ (Vienna) e LC Queisser (Tbilisi) creeranno un dialogo tra culture e generazioni differenti con la pittrice georgiana Elene Chantladze (1946) e il giovane artista tedesco Simon Lässig (1992).

 

Infine, il design farà il suo esordio nella sezione con i giovani designer messicani C.S. Nuñes, Deceres Studio di UNNO Gallery (Città del Messico), mentre tre gallerie viennesi porteranno altrettante mostre personali di giovani artiste: le fotografie di Rosa Rendl (1983) per Georg Kargl Fine Arts, il lavoro pittorico di Sophie Gogl (1992) per Zeller van Almsick e quello di Natalie Terenzini (1996) per VIN VIN (Vienna).

 

Oreno celebra i suoi 20 anni di storia: rosso elegante e strutturato, è espressione di internazionalità di Tenuta Sette Ponti.

 


 

 L’etichetta più nota di Tenuta Sette Ponti della famiglia Moretti Cuseri, riconosciuta a livello internazionale, festeggia le sue prime venti annate. È Oreno, vino elegante, avvolgente e di grande struttura, espressione di una terra d’elezione e del rigoroso lavoro dell’uomo.
 
Castiglion Fibocchi (AR), 4 agosto 2021 – Eleganza, cura dei dettagli e identità contraddistinguono Oreno, vino dal respiro internazionale, che celebra le sue prime venti vendemmie. Oreno di Tenuta Sette Ponti con il suo elegante taglio bordolese con tocco toscano mostra la capacità di Antonio Moretti Cuseri, ideatore dei vini e delle etichette della tenuta a partire dalla fine degli anni ’90, di portare nel mondo del vino stile, attenzione ai dettagli e creatività provenienti dalla sua lunga esperienza nel mondo della moda. Dalla cura in vigna, in fase di vendemmia, alla vinificazione fino all’affinamento in bottiglia, ogni dettaglio è seguito con rigore da un team di altissimo livello; ogni scelta e ogni gesto fanno in modo che unicità e riconoscibilità siano parte di questa etichetta dal grande potenziale di invecchiamento.
 
Vino di punta a livello internazionale per Tenuta Sette Ponti, Oreno ha raccolto una serie di riconoscimenti mondiali. Il più significativo per la storia e la qualità dell’etichetta arriva a pochi anni dalla prima vendemmia, quando Wine Spectator premia Oreno come il 5°, 10° e il 15° miglior vino della Wine Spectator TOP 100 del mondo. Oreno, che prende nome dal torrente che attraversa la tenuta, ricorda nei suoi sentori il territorio da cui proviene; nato da un blend che coniuga la struttura del Merlot, la classe del Cabernet Sauvignon, l’eleganza del Petit Verdot, esprime al meglio il territorio e la stessa idea di vino della famiglia Moretti Cuseri.
 
Qualità, eleganza e struttura di Oreno ricordano il terreno, il clima e l’attenta cura agronomica con cui viene prodotto; gestite in regime di agricoltura biologica, le vigne da cui nasce sono seguite con attenzione in ogni fase, fin dall’inizio del ciclo vegetativo e produttivo. I vitigni internazionali da cui provengono le uve di Oreno sono innestati su piante già adulte, mentre le fasi di produzione in cantina assecondano i processi naturali di fermentazione, senza bisogno di altri interventi. Fermentazione e macerazione avvengono a temperatura controllata per circa 25 giorni. Al resto pensano il tempo, il riposo, la luce fatta di penombre e i profumi della cantina. La maturazione in piccole botti di rovere dura circa 18 mesi e l’affinamento in bottiglia un anno.  Il blend di questo IGT Toscana è composto da una selezione delle migliori uve dei vitigni che lo compongono per il 50% di Merlot, per il 40% di Cabernet Sauvignon e per il 10% di Petit Verdot, tutti dotati di grande struttura e grande concentrazione aromatica a cui contribuiscono le brezze che soffiano tra le vigne della tenuta a 250 metri sul livello del mare. L’olfatto è conquistato da intensità e complessità, ricche di note fruttate di piccoli frutti rossi maturi e confettura di frutti di bosco, unite a note balsamiche di eucalipto, cacao e spezie. Il gusto è avvolgente, caldo e morbido, i tannini eleganti e la persistenza lunga. Di colore rubino intenso, Oreno richiama la nuance di rovere dalle diverse sfumature di legno, impreziosite da una deliziosa sapidità. Corpo, finezza e armonia donano un grande potenziale a questo rosso coltivato nel terreno argilloso della Tenuta Sette Ponti a Castiglion Fibocchi, tra Firenze e Arezzo, dove il clima è temperato continentale. Un’area, questa del Valdarno, che fu inserita già nel 1716 nell'editto di Cosimo III dei Medici come zona di produzione di vini di alta qualità da proteggere.
 
Questo insieme di caratteristiche fanno di Oreno un vino da degustare giovane per calarsi nel suo territorio e nelle sue vigne o da custodire per anni per godere del suo equilibrio e della sua eleganza.

 

MOSNEL: TUTTI GLI APPUNTAMENTI PER IL FESTIVAL FRANCIACORTA Nei weekend dell’11 e 12 e del 18 e 19 settembre l’azienda di Camignone ospita degustazioni, pic nic, laboratori e cacce al tesoro tra i vigneti

 Mosnel apre le sue porte in occasione del Festival Franciacorta, in programma l’11, il 12, il 18 e il 19 settembre in tutte le cantine della denominazione aderenti all’iniziativa. Per questi due fine settimana dedicati alla scoperta delle eccellenze del territorio che si affaccia sul lago d’Iseo, l’azienda di Camignone (Brescia) guidata dai fratelli Giulio e Lucia Barzanò propone una fitta serie di appuntamenti tra cui scegliere: degustazioni, pic nic, laboratori oppure cacce al tesoro tra i vigneti che circondano la tenuta.
Per chi vuole scoprire o approfondire la conoscenza dei vini dell’azienda, Stile Mosnel è il percorso ideale: dopo la visita alle cantine seicentesche, si potranno assaggiare tre dei quattro Franciacorta che contraddistinguono l’opera di Mosnel, scegliendo tra Brut, Rosé, Pas Dosé e Satèn. Se invece si ha poco tempo e si preferisce una visita più veloce, la soluzione è Degusta e via!, che comprende l’assaggio di due Franciacorta tra Brut, Brut Nature, Pas Dosé, Rosé, Satèn 2016, senza la visita all’azienda.
Dall’acino al bicchiere, invece, è un’avvincente esperienza sensoriale in cui, dopo la visita alla cantina, partendo dalla degustazione delle uve Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero sarà possibile ripercorrere le evoluzioni dal mosto al vino fino ad arrivare alla degustazione del Franciacorta Brut DOCG. Un altro appuntamento in programma in occasione del Festival Franciacorta è l’anteprima delle Riedizioni 2020: dopo la visita alle cantine, sotto la guida esperta dell’enologo Flavio Polenghi, sarà possibile indagare come il tempo lavora nei Franciacorta dopo un lungo contatto con i lieviti o dopo il dégorgement. In assaggio, in anteprima assoluta, il Franciacorta Extra Brut EBB 2010 e il Franciacorta Pas Dosé Rosé “Parosé” 2010 “Riedizione 2020”, rimasti sui lieviti per ben nove anni e mezzo e disponibili soltanto a partire da ottobre 2021. La stessa annata dei due Franciacorta sarà in assaggio anche nella versione presentata originariamente, con dégorgement nel 2015.
Per gli appassionati di cosmetica naturale e homemade, sarà possibile invece partecipare al laboratorio di Paola Lambardi, conosciuta anche con il nome di Cosmo Splash, direttore creativo, designer editoriale e giornalista che dal 2010 guida corsi per l’autoproduzione di saponi, creme e cosmetici naturali. Durante il laboratorio verranno realizzati un balsamo labbra protettivo e una maschera per il viso con succo d’uva della Franciacorta, farina d’avena e il miele prodotto dalle api nei vigneti Mosnel, a conduzione biologica dal 2014. Ogni partecipante, al termine del corso, potrà portare a casa i prodotti realizzati assieme alle ricette e ai consigli per riprodurli. Dopo il laboratorio seguirà una visita guidata alla cantina e un brindisi finale con il Franciacorta Brut DOCG.
Per chi vuole perdersi tra i filari dei vigneti, invece, le proposte sono due: i Pic Nic d’Autore in Vigna e La Caccia al Tesoro in Vigna al Tramonto. I menù dei pic nic sono stati creati appositamente da quattro ristoranti del territorio: Dispensa Franciacorta, Due Colombe, Osteria Quattro Rose e Cadebasi. Il pacchetto comprende la visita guidata alle cantine, il menù per una persona e, ogni due persone, una bottiglia di Franciacorta Brut DOCG, due calici e uno zainetto termico. Infine, la Caccia al Tesoro in Vigna al Tramonto, organizzata in collaborazione con l’agenzia turistica bresciana Millemonti, è un’esperienza adatta a tutta la famiglia: una prova a squadre in cui l’obiettivo è trovare tutte le “lanterne” intermedie con i diversi indizi, e infine scoprire dove si trova il tesoro nascosto.
Tutti gli appuntamenti in programma nel fitto calendario Mosnel in occasione del Festival Franciacorta sono esclusivamente su prenotazione. Per il calendario completo degli appuntamenti, per informazioni e prenotazioni visitare il sito www.mosnel.com, alla sezione “Visite e degustazioni”.

FRANCESCO MAZZEI CONFERMATO ALLA GUIDA DEL CONSORZIO TUTELA VINI DELLA MAREMMA TOSCANA

 

Cresciute la notorietà e la percezione della Denominazione nel primo triennio.

Confermato il programma di azione per raggiungere gli obiettivi prefissati.  

 

 

Grosseto, 4 Agosto 2021_Nel segno della continuità, Francesco Mazzei è stato rieletto presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana per un secondo mandato.

"In un triennio dove la pandemia ha ostacolato le attività, si sono comunque ottenuti risultati incoraggianti riguardo la notorietà e l’apprezzamento della Denominazione”, afferma il riconfermato presidente, che aggiunge “Questo conferma il potenziale della DOC Maremma Toscana; è auspicabile agire in continuità con gli obiettivi del programma di sviluppo messo in campo nel 2018”. Fiorentino, classe 1959, Mazzei è un imprenditore di successo, CEO della Marchesi Mazzei spa, che annovera tra le sue Aziende la Tenuta Belguardo nella Maremma Toscana. Francesco Mazzei ricopre attualmente anche la carica di presidente AVITO, importante Associazione che riunisce 22 Consorzi Vitivinicoli della Toscana, i quali forniscono praticamente la totalità della produzione DOP e IGT regionale con oltre 1 miliardo di fatturato (11% di quello nazionale).

 

Sulla spinta della crescita produttiva della DOC e della sua notorietà nel periodo appena concluso, e nella consapevolezza del potenziale dei vini e del territorio, espressi solo in parte a causa delle chiusure obbligatorie che vi sono state a partire dai primi mesi del 2020, sono molteplici gli obiettivi della seconda gestione guidata da Mazzei: ampliare la base sociale; stimolare la crescita qualitativa; raggiungere almeno i 10 milioni di bottiglie; proseguire sulla strada delle sinergie con altri Consorzi che operano sul territorio; dare vigore  all’enoturismo; incentivare pratiche di agricoltura sostenibile e di precisione. Tutto questo ha come focus l’esigenza di andare a creare valore per l’intera filiera. Per raggiungerli, Mazzei sarà affiancato dai vicepresidenti Marco Bruni (Azienda Bruni) e Edoardo Donato (Podere Biologico Carpine). Gli altri componenti del nuovo Cda sono Andrea Daldin (Tenuta Sassoregale-Santa Margherita), Alessandro Gallo (Rocca di Montemassi), Sergio Bucci (Vignaioli del Morellino), Pericle Paciello (Rocca di Frassinello), Federica Mascheroni Stianti (Castelprile-Compagnia di Volpaia) e Massimo Tuccio (Cantina Cooperativa I Vini di Maremma).

 

Tra i punti di forza da cui ripartire ci sono certamente il miglioramento del valore del brand DOC Maremma Toscana,  in buona parte raggiunto con il Vermentino e che perseguiremo anche per le altre tipologie di vino previste dal disciplinare”, spiega Mazzei, per il quale si tratta di “un risultato raggiungibile grazie alle campagne promozionali e agli  eventi e fiere - che mi auspico si possano riprendere in totale sicurezza quanto prima - realizzati dal Consorzio in Italia e all’estero, anche assieme agli altri Consorzi, per potenziare sinergicamente l’attività di valorizzazione del territorio e dei suoi vini”. “La DOC Maremma Toscana è giovane ma si trova già al 7° posto per l’imbottigliato tra le DOP toscane. L’incremento dell’imbottigliato del 19% nel primo semestre del 2021, dopo il rallentamento del 2020 dovuto alla pandemia, fa ben sperare per l’obiettivo dei 10 milioni di bottiglie nel medio periodo, massa critica indispensabile per avere visibilità sui mercati”, prosegue MazzeiImportante anche il lavoro di mappatura del territorio di produzione per individuare le zone, le biodiversità e le varietà da valorizzare, oltre che di indirizzo e sostegno alla viticoltura sostenibile finalizzata a preservare la Maremma, mantenendo e anzi potenziando la percezione positiva dei consumatori per questo territorio ancora incontaminato.

Nato nel 2014, il Consorzio conta ad oggi 314 aziende associate, di cui 97 aziende “verticali”. La produzione vede impegnati viticoltori piccoli e medi a fianco di alcuni dei nomi più blasonati del panorama enologico nazionale.

 

martedì 3 agosto 2021

Entra nel vivo l'estate 2021 dell'Hotel de la Poste: novità e proposte di stagione

 

Lo storico hotel della conca ampezzana celebra il culmine della stagione con una serie di iniziative: da Calici di Stelle, il 7 agosto, alla nuova rassegna PosTalk, che mette in fila nomi come Yaacov Agam, Enrico Baleri, Nicola Calathopoulos, Stefano Ardito, Paolo Brinis affiancandoli a giovani talenti e autori del territorio. L’Hotel inoltre ha affinato le sue proposte Dog Friendly e Bike Friendly, per venire incontro alle esigenze dei suoi ospiti.


Cortina d’Ampezzo, 3 agosto 2021_ È l’ora del ritorno in scena, in grande stile, di un protagonista dell’ospitalità ampezzana. L’Hotel de la Poste, il più antico di Cortina d’Ampezzo, ha in serbo un agosto degno della sua storia: quella di un albergo sempre al centro della vita sociale della località, frequentato in passato da personalità del calibro di Hemingway, Liz Taylor, i Krupp, i reali di Svezia e tanti artisti che hanno lasciato un numero considerevole di opere d’arte. Al punto che Antonio Di Franco, lo storico barman dalla carriera leggendaria, ha costruito una collezione di arte contemporanea con nomi come De Pisis, Rotella e Capogrossi.
 
È tempo quindi di perfezionare l’accoglienza degli ospiti – con un’attenzione particolare per i biker e i proprietari di animali: l’hotel è Bike friendly e Pet friendly – e rilanciare il calendario di eventi culturali che contraddistingue il “Posta”. Il primo appuntamento è la 9° edizione di Calici di Stelle il 7 agosto: un evento organizzato dal Movimento del Turismo del Vino Veneto, Città del Vino e Venezia Eventi. In tutto sono 24 i produttori mobilitati, pronti ad offrire degustazioni delle migliori etichette di zona abbinate a piatti tipici dell’ampezzano.
 
Ma la grande novità dell’estate è la nuova rassegna di incontri, PosTalk, che prenderà il via l’11 agosto e ci accompagnerà fino a fine mese.
L’Hotel de la Poste ospiterà una serie di incontri organizzati in collaborazione con la Libreria Sovilla e il Centro Studi Archivio e Ricerche Getulio Alviani: PosTalk vede al centro giornalisti, esperti di design e moda, blogger, personalità dell’arte e della cultura. Ogni appuntamento è fatto di semplici ma efficaci ingredienti: un ospite, una parola chiave, un’ora di tempo per esplorare il concetto al centro della mattinata. Perché la novità sta anche in questo, tutti gli incontri sono in programma alle 11.30 del mattino.
 
La rassegna celebra l’ampiezza di vedute, la capacità di intercettare tanti racconti mettendo in fila nomi e firme molto noti da Yaacov Agam, ultimo grande nome dell’arte cinetica e dell’optical art, a Enrico Baleri, eminente designer a cui dobbiamo
 
 
la scoperta di Philippe Starck, incontri a cura di Diora Fraglica, presidente del Centro Studi Archivio e Ricerche Getulio Alviani impegnato nella promozione di arte e cultura con particolare riguardo alle avanguardie e alle ricerche artistiche avanzate.
 
E ancora, tra i protagonisti del PosTalk 2021, il documentarista e scrittore della scuderia Rizzoli Stefano Ardito con il suo romanzo “Il sangue sotto la neve”, affresco storico sulla Grande Guerra, Nicola Calathopoulos, vicedirettore di NewsMediaset e autore di “Dannati per sempre”, Edizioni Minerva, indagine tra giornalismo e letteratura; ma anche giovani promettenti come Anna Girardi, 23enne neolaureata, autrice di PAÉS, progetto editoriale interamente dedicato a Cortina presentato insieme a Kuno Prey, designer e professore - Libera Università di Bolzano. Si esplorerà poi il mondo del vino con Paolo Brinis, giornalista, autore di Calici & Camici (Cinquesensi Editore), ci si addentrerà nell’Italia borbonica con Carola Bianco di San Secondo e il suo romanzo familiare “I segreti della Duchessa di Berry” (Il Canneto Editore) e nel passato dolomitico con Cristina Rainoldi, che con Marco Matricardi presenta “Il territorio di Cortina d’Ampezzo nell’Ottocento”, si scopriranno attività, escursioni e aneddoti sulla Regina delle Dolomiti insieme agli autori della Guida curiosa di Cortina d’Ampezzo, per arrivare poi a pedalare virtualmente con Mariateresa Montaruli, che nel suo “Ho voluto la bicicletta” (Vallardi Editore) ha concentrato itinerari, consigli, appunti di viaggio.
 
Ogni incontro si chiude con un brindisi, segno tangibile dell’ospitalità del “Posta” e della capacità tutta ampezzana di godere del tempo presente.
 
Gli ospiti di PosTalk
 
11 agosto: Vino_ Apre la rassegna Paolo Brinis: il giornalista di NewsMediaset, appassionato scopritore e narratore di vigneti e cantine, prende per mano il pubblico e lo accompagna in un viaggio enologico ricco di colpi di scena, presentando in assoluta anteprima il suo libro “Calici & Camici”, introdotto da Franco Sovilla della Libreria Sovilla. Un’indagine sui benefici del vino – ma anche i danni che provoca – a partire dalle testimonianze di dottori – specialisti in ogni campo della medicina – e apprezzati viticoltori. Un intervento che segue di pochi giorni la 9° edizione di Calici di Stelle a Cortina d’Ampezzo, ospitata proprio all’Hotel de la Poste il 7 agosto: 24 produttori mobilitati, degustazioni e sorprese per i wine e food lovers.
 
12 agosto: Famiglie d’altri tempi_ Una storia custodita dentro un’altra storia, una trama che si intreccia alle vicende storiche e politiche del passato, tra il Regno dei Borbone e l’Impero Austroungarico. È questo il viaggio proposto da Carola Bianco di San Secondo, che nel suo “I segreti della Duchessa di Berry” (Il Canneto Editore) esplora alcune vicende che vedono al centro la sua trisavola Maria Carolina Borbone Duchessa di Berry, tra le protagoniste del romanzo. Laureata in Storia della Critica d’Arte, l’autrice ama profondamente la storia dell'Ottocento e si dedica con passione allo studio dei personaggi femminili che hanno segnato quel secolo.
 
13 agostoPaesaggioAnna Girardi ha 23 anni, una laurea appena conseguita alla Libera Università di Bolzano e una grande capacità di vedere Cortina nel tempo: il presente e il passato, le tracce della sua storia recente – trasformata dal turismo – nell’urbanistica e nella percezione collettiva, tra antropologia culturale, sociologia e archeologia dei ricordi. L‘ospite della terza serata è una giovane di talento, autrice di un progetto editoriale prevalentemente fotografico, PAÉS, che indaga i cambiamenti nel paesaggio: il primo numero è dedicato alle Olimpiadi invernali, quelle del ’56, e ai loro lasciti architettonici. Introducono Paola Coletti, assessore alle politiche giovanili del Comune di Cortina e Kuno Prey, designer e professore alla Libera Università di Bolzano, nonché preside fondatore della Facoltà di Design e Arti.
 
16 agosto: DesignEnrico Baleri non ha bisogno di presentazioni: ha scritto numerose pagine della storia dello stile e del design italiano, creando progetti iconici e fuori dagli schemi. Non solo: è noto che ha “regalato” al mondo Philippe Starck, essendo stato il primo a intuire le potenzialità del giovane francese, al punto da produrre i suoi primi progetti. Al Posta Enrico Baleri racconta aneddoti e storie dei miti della cultura protagonisti del suo “Lassù tra gli Dei”, Edizioni 24 Ore Cultura. Design, arte e cultura. Un distillato del suo pensiero raccolto in pillole ricche di ironia e cultura che attraversano gli ultimi decenni.
 
17 agosto: Arte Cinetica_ Ha introdotto nelle opere le nozioni di tempo e movimento, rivoluzionando il mondo dell’arte: Yaacov Agam è un grande innovatore del Novecento, tra i massimi rappresentanti dell’arte cinetica e optical, attivo nei campi della pittura, opera grafica, architettura, teatro, cinema, scultura, arte numerica. L’artista israeliano, classe 1928, incontra il pubblico – in hotel, ma anche connesso da casa semplicemente cliccando su https://docservizi.webex.com/docservizi/j.php?MTID=m76460942334f873072e48b422d4ddbb1– grazie alla magia della tecnologia. In diretta dall’Yaacov Agam Museum di Tel-Aviv Agam racconterà le sue opere allargando il punto di vista fino ad abbracciare il proprio pensiero, ricco di implicazioni filosofiche: un punto di vista originale che lascia in eredità a tutti noi. Introducono Alessandra de Bigontina, curatrice, esperta di arte contemporanea, e Diora Fraglica, presidente Centro Studi Archivio e Ricerche Getulio Alviani.
 
19 agosto: BiciMariateresa Montaruli vive per pedalare e pedala per vivere: si è costruita una robusta reputazione come bike blogger – su ladradibiciclette.it – e giornalista per le più importanti riviste di viaggio e femminili in tema di lifestyle, viaggi, mobilità dolce e geografia culturale. Presentando al Posta il suo “Ho voluto la bicicletta”, edito da Vallardi, Montaruli parla di itinerari, ciclovie e percorsi spesso poco conosciuti, ma soprattutto racconta paesaggi e città osservati ad altezza sellino, da un punto di vista originale. Tra le pagine, l’ossessione per la performance ciclistica svanisce e cede il posto al desiderio di riappropriarsi di tempo, spazio e desideri.
 
23 agosto: Tradizione_ Anche per viaggiare nel tempo servono le mappe. Cristina Rainoldi, esperta di comunicazione e progettazione editoriale, presenta “Il territorio di Cortina d’Ampezzo nell’Ottocento”, un’opera visuale in italiano e in inglese. All’interno, le mappe del catasto del 1845 affiancano le “ortofoto”, foto aeree che rappresentano la realtà con i canoni delle carte geografiche: il confronto è arricchito da brevi testi di scrittori ottocenteschi, appunti di viaggio che raccontano gli albori del turismo e dell’alpinismo moderni. Introducono Gherardo Manaigo, il direttore dell’Hotel de la Poste – un tassello fondamentale della storia di Cortina – e Marco Matricardi, grafico e direttore di matricardi.com, che con la moglie Cristina Rainoldi pubblica periodici e volumi di pregio.
 
24 agosto: Territorio_Chi ama la montagna ama Cortina. Quest’angolo di Dolomiti racchiude in sé talmente tante opportunità e avventure en plein air da sperimentare con puro senso di meraviglia. La Guida curiosa di Cortina d’Ampezzo, edita da Newton Compton Editori e scritta “ad otto mani” da Guido Cendali Pignatelli, Stefano Capinera, Filippo Maria Savini e Luca Barone le rivela e le rende fruibili ad ogni tipo di pubblico. Gli autori raccontano tutto ciò che il territorio offre, escursioni a piedi e in bicicletta, piste da sci, e tanti consigli per vivere Cortina in ogni stagione, senza tralasciare l’autunno e la primavera. Non mancano aneddoti e curiosità sulla Regina delle Dolomiti, spesso sconosciuti anche a chi la frequenta da anni.
 
30 agosto: Montagna“Il sangue sotto neve” è la prima opera di finzione del giornalista e documentarista Stefano Ardito, - una delle firme più note del giornalismo italiano di montagna, natura e viaggi - ed è tra i primi titoli a inaugurare la nuova collana Historiae di Rizzoli. Dall’Adamello alle Dolomiti, a Caporetto, i protagonisti del libro conducono il lettore dentro le vicende storiche, sul fronte del primo conflitto mondiale. Un percorso che entra in risonanza profonda con il passato di Cortina: ci troviamo in una terra ricca di testimonianze, che ospita – tra il Lagazuoi, le 5 Torri e il Sasso di Stria - il più esteso museo all'aperto della Grande Guerra d’Europa.
 
31 agosto: MisteroNicola Calathopoulos, vicedirettore di NewsMediaset, presenta “Dannati per sempre”, Edizioni Minerva: un romanzo che ruota intorno a una ricerca, o meglio, un’ossessione. Il giornalista, già vicedirettore di Sportmediaset, Tg4 e “Tgcom24”, firma una trama che si dipana intorno a un’indagine sui generis. Protagonista, un talentuoso critico letterario sulle tracce di uno scrittore misterioso: l’occasione per raccontare il mondo del giornalismo culturale, con i suoi chiaroscuri, il rapporto con il pubblico e il complesso rapporto tra realtà e finzione. Introduce Matteo Parigi Bini, editore e direttore di Cortina Discover the Dolomites, Gruppo Editoriale.
 
Il Posta è Bike friendly
Cortina e le Dolomiti rappresentano un richiamo irresistibile per i biker, affascinati dai panorami sconfinati di questa terra. L’Hotel de la Poste non poteva che intercettare questa tendenza, riformulando proposte e accoglienza in modo tale da “coccolare” nel miglior modo possibile gli amanti delle due ruote. Tanti i servizi offerti dall’hotel: dal buffet rinforzato – particolarmente energetico, adatto allo sprint – servito ai ciclisti, a base di prodotti di alta qualità – Named, brand dedicato ai “superfood” – al deposito ampio e rigorosamente chiuso a chiave, perfetto per custodire le biciclette. Il Posta mette a disposizione dei clienti 6 city bike a pedalata assistita, per girare in paese, ed è convenzionato con Snow Service Cortina, servizio di noleggio: oltre a vantare un parco bike ed e-bike ben fornito e di ultima generazione – perfetto per esplorare il territorio e provare salti e piste del Bike Park in zona Tofana Bassa – propone mappe online aggiornate dei percorsi e offre la possibilità di contattare guide e istruttori per perfezionarsi. 
 
La proposta Dog friendly
I nostri più fedeli amici meritano una vera vacanza, su misura delle loro esigenze. Ecco perché l’Hotel de la Poste ha in serbo speciali promozioni per loro: una proposta dog e pet friendly che fa sentire tutti a casa, anche i membri della famiglia a quattro zampe. I cani di ogni taglia e dimensione sono i benvenuti, previo avviso, in tutte le camere. Al loro arrivo trovano cuccia, set di ciotole e le pappe di Monge, azienda leader del settore. Le camere sono costantemente sanificate e fornite di teli, per maggiori comfort e igiene.
 
 
Per maggiori informazioni e prenotazioni:
Hotel de la Poste, 0436-4271 - eventi@delaposte.it
 

Restaurant 1908, il salotto fine-dining al Parkhotel Holzner di Soprabolzano che sostiene l’economia locale.

 



Lo chef Stephan Zippl invita a fare “quattro passi” nel suo RE:VIER per vivere un’esperienza gastronomica nel segno della dolcezza, dell’acidità, della piccantezza e della croccantezza, quattro sensazioni di cui l’ospite potrà godere assaggiando i piatti ideati con sensibilità e amore per il territorio dal cuoco di Renon. Una cucina di gusto, innovativa ed elegante basata sulla sostenibilità, sulla stagionalità e su una collaborazione attiva e costante con i produttori regionali per favorire l’economia locale.
 
Soprabolzano (BZ) 3 agosto 2021 – Dolcezza, acidità, piccantezza e croccantezza: sono i “quattro passi” che lo chef Stephan Zippl invita a fare attraverso la sua idea di cucina definita RE:VIER (in lingua tedesca, “revier” significa regno, territorio, e “vier” quattro). Quattro passi comodi tra i 25 coperti del Restaurant 1908, spazio fine-dining inaugurato nel 2016 all’interno del Parkhotel Holzner, a 1.200 metri di altitudine in Alto Adige, a Soprabolzano frazione del comune di Renon: una suggestiva struttura alberghiera in stile Liberty alpino, che da 120 anni si distingue per qualità, bellezza e cordialità dei padroni di casa, la famiglia Holzner.
 
Classe 1988, Stephan Zippl è nato e cresciuto a Renon; conosce molto bene il territorio che circonda il Parkhotel Holzner e lì, con cultura e conoscenza, seleziona i migliori prodotti per la creazione dei suoi piatti sempre profondi e di carattere. Sostenibilità e stagionalità sono due principi da cui non può prescindere una cucina contemporanea e, in più, il rispetto e sostegno per i produttori locali, di Soprabolzano e dell’Alto Adige. Proprio per questo, tra gli ingredienti del Restaurant 1908 non mancheranno mai le uova dal maso Buchhütterhof a 2 km dal locale, manzo, vitello e maiale dai contadini e allevatori del Renon a 10 km, tacchino e pollo biologici dal maso Migler a 5 km, frutta e verdura dal maso Aspingerhof a Barbiano, non oltre 20 km, il pesce dall’allevamento Schiefer in Passiria e le erbe dell’orto del Parkhotel Holzner.
 
“Le persone che non accettano il nuovo, invecchiano molto rapidamente”. Con questa frase dello chef francese Auguste Escoffier, padre della cucina moderna, si apre la carta di Stephan Zippl. Per lo chef è giusto sperimentare con ingegno e creatività, ma è fondamentale il rispetto delle materie prime che la terra regala. Tra i piatti dell’estate, che rappresentano al meglio questa sua filosofia, gli Gnocchi con letto di crema di spinaci, schiuma di salsa bolzanina, foglie di spinaci e formaggio alpino. Ogni menu di tre, cinque o sette portate è un elegante viaggio sensoriale tra i sapori dell’Alto Adige, una magia che si crea anche grazie agli abbinamenti dei piatti con vini locali, succhi di frutta alle mele altoatesine, al mirtillo rosso o a intriganti cocktail a base di ingredienti naturali.
 
Tra aria pulita, spazi aperti e lontano dal caos cittadino, il Restaurant 1908 è un paradiso naturale per il benessere dei suoi ospiti a 360°. Tutti i sensi vibreranno per la bellezza, la bontà e l’esclusività delle creazioni di Stephan Zippl, per i dessert di Dominik Rier e per i vini proposti da Markus Schnitzer.
 
Premiazioni:
Innovazione dell'anno e 4 cappelli e 17 punti, tra i Top 10 dell'Alto Adige, per la guida Gault Millau 2021; Ambiente dell'anno e 3 forchette e 93 punti per la guida Falstaff Restaurant Guide 2020; Buona Cucina Top di domani per il Touring Club Italiano 2019; Best dining experience per Shortlist Condé Nast Awards for Excellence 2018; Ambiente Award per la guida Gault Millau 2016.

DECANTER WORLD WINE AWARDS: CANTINA VALPANTENA FA IL PIENO DI PREMI

 Cinque le medaglie conquistate dalla cooperativa veronese. Anche l’Amarone della Valpolicella DOCG Torre del Falasco 2016 tra i 36 Platinum Awards italiani

Una pioggia di successi per Cantina Valpantena al Decanter World Wine Awards (DWWA) 2021, prestigioso concorso vinicolo di fama mondiale giunto quest’anno alla diciottesima edizione: la cooperativa di Quinto (Verona), che con la recente fusione con Cantina di Custoza ha dato vita al gruppo Cantine di Verona, di cui fa parte anche Cantina Colli Morenici, si è aggiudicata ben cinque diversi riconoscimenti. Primo tra tutti, l’Amarone della Valpolicella DOCG Torre del Falasco 2016, che ha vinto il Platinum Award, la medaglia più prestigiosa del Decanter World Wine Awards, con un punteggio di 97 punti. Di colore rosso rubino - granato tendente al mattone, ottenuto da uve Corvina, Corvinone e Rondinella, l’Amarone premiato viene così descritto dalla giuria di esperti e professionisti del settore: “Straordinari aromi di panfrutto, vaniglia e spezie, con un tocco di profumi terziari e ciliegia. Al palato frutta polposa scura, una trama cremosa, tannini ben integrati e suadenti come cioccolato, acidità fresca. Gradevole persistenza con ricordi di caffè in chiusura”.
Oltre al Platinum Award con l’Amarone della Valpolicella DOCG Torre del Falasco 2016, Cantina Valpantena ha visto premiati anche l’Amarone della Valpolicella DOCG 2018, che ha ottenuto il Silver Award con 93 punti, il Ripasso Superiore della Valpolicella DOC Torre del Falasco 2019 e l’Amarone della Valpolicella DOCG Torre del Falasco 2017, che si sono aggiudicati anch’essi il Silver Award con 91 punti, mentre Apasio Premium Rosso Veronese IGT 2018 ha ottenuto il Bronze Award con 88 punti.
“I risultati ottenuti al Decanter World Wine Awards – spiega Luigi Turco, presidente di Cantina Valpantena, oltre che di Cantine di Verona – sono per noi motivo di orgoglio. Un successo indiscusso che premia le scelte fatte finora dalla nostra realtà: ogni giorno ci impegniamo a migliorare sempre di più la qualità dei nostri vini rispettando il territorio e il lavoro dei soci, rappresentando e promuovendo i vini delle principali denominazioni veronesi nel mondo”.
Oltre ai premi ottenuti al Decanter World Wine Awards, Cantina Valpantena ha ottenuto recentemente anche un altro riconoscimento con il Lugana DOC Torre del Falasco 2020, che si è aggiudicato 89 punti nel Lugana und Custoza Trophy 2021 indetto dalla rivista Falstaff.

Autunno di benessere e buona tavola all’Hotel Granbaita Dolomites di Selva di Val Gardena per godere lo straordinario spettacolo del Burning Dolomites

 





Quando le prime fresche arie autunnali preannunciano l’inverno, uno spettacolo unico avvolge la Val Gardena: non solo gli alberi si accendono delle mille sfumature prima del giallo e poi dell’arancio e del rosso, ma anche le montagne si infiammano. Burning Dolomites, uno straordinario spettacolo naturale, unico nel suo genere, dovuto ad una particolare irradiazione solare, che colora di rosso le cime dolomitiche che fanno da corona alla valle. E’ in questo periodo che si coglie l’anima più intima della Val Gardena, dove – dopo i frequentatissimi mesi estivi - torna la calma più assoluta, che invita al relax più profondo.  Per condividere con gli ospiti la magia delle Dolomiti incorniciate dagli infuocati colori autunnali, e far godere loro della stupenda gastronomia di questa stagione e dei salutari trattamenti benessere ideali per affrontare in piena forma la stagione invernale, lo storico Hotel Granbaita Dolomites, raffinato 5 stelle nel cuore di Selva di Val Gardena, resta quest’anno eccezionalmente aperto. Ad attenderli, giornate realmente ritempranti, fra relax e vita attiva nella natura. In programma per loro, escursioni alla scoperta dei luoghi più belli e spettacolari della Val Gardena e pedalate panoramiche lungo tracciati da mito (quali il Sella Ronda) con guide esperte private dell’hotel, senza bisogno di preoccuparsi dell’attrezzatura dato che avranno a disposizione bici elettriche dell’ultima generazione, caschetti, bastoncini e zaini da camminata. I più sportivi possono prendere parte alle attività del programma Val Gardena Active, con una riduzione sul prezzo. 

 

Rituali benessere

Al rientro in albergo, gli ospiti sono avvolti dal benessere della Savinela Spa, con i benefici delle acque calde a 30° delle grandi piscine interna ed esterna, rivitalizzate secondo il Metodo GRANDER, che ne potenzia le caratteristiche naturali e gli effetti positivi. Nei suoi oltre 2.000 mq di estensione, la Spa propone un percorso di benessere unico nel suo genere che valorizza – nei trattamenti e nei prodotti utilizzati - i principi attivi degli elementi naturali delle Dolomiti. La sauna finlandese, il bagno turco al vapore e quello aromatico, le saune al fieno e al cirmolo, la sauna panoramica con Aufguss diverse volte a settimana, le saune private per chi desidera la massima privacy, sono ideali per purificare il corpo, eliminare le tossine, rafforzare il sistema immunitario. Benefici sono anche l’oasi salina con grotta e piscina la doccia di neve. Fra i molti trattamenti adatti al periodo autunnale, ci sono Alpine Ritual Steviola, con bagno di fieno che previene problemi alle vie respiratorie e malattie stagionali come bronchiti ed influenze, seguito da un massaggio; Detox – Skin Regimen, trattamento viso detox con azione anti-age per pulire in profondità la pelle dai metalli pesanti, particolarmente adatto a chi vive in città con effetto chelante e con longevity complex;  Maschera peel-off al carbone vegetale e booster personalizzati in base al tipo di pelle; Pinda Sweda, un trattamento con sacchettini riscaldati contenenti erbe di montagna, personalizzabile in base alle esigenze, che vengono passati sul corpo e grazie all’olio rilasciano i principi attivi.

 

Il piacere della tavola autunnale

Naturale compendio di un piacevole e rilassante soggiorno sono, al Granbaita Dolomites, i piaceri della tavola, imbanditi sotto l’attenta regia dell’Executive Chef Andrea Moccia. In questo periodo ne sono protagonisti i prodotti e gli straordinari sapori della gastronomia autunnale, attorno ai quali vengono anche organizzati golosi appuntamenti, come degustazioni di formaggi e salumi, abbinati ai vini della fornitissima cantina, ricca di oltre 500 etichette altoatesine e delle più blasonate cantine internazionali. Gli ospiti hanno a disposizione un Menu à la carte dove possono scegliere fra i più apprezzati piatti tradizionali altoatesini (che valorizzano la freschezza delle materie prime locali, anche di piccoli produttori), raffinate proposte della cucina mediterranea e internazionale e il Menu Vital, gustosissimo ma con sole 500 calorie, per chi volesse seguire un regime detox.

 

Viaggio del gusto al Ristorante Granbaita Gourmet 

Seguono le suggestioni dell’autunno anche i piatti che Andrea Moccia ha creato per il raffinato Ristorante Granbaita Gourmet, aperto anche agli ospiti esterni. Un vero viaggio nel gusto sono i Menu Degustazione Gherdeina e Dolomites, giocati fra ricerca e reinterpretazione in chiave moderna dei sapori della tradizione locale, come il sorprendente Menu A sorpresa, sinfonia a mano libera dello Chef Andrea Moccia. Ed ecco, fra gli ingredienti, castagne, noci di montagna, zucca, funghi porcini, rape rosse e altri prodotti autunnali altoatesini. Atmosfera ovattata, mise en place ricercata, servizio ineccepibile, il ristorante ha soli 7 tavoli per offrire agli ospiti la possibilità di fare nel massimo del comfort un’esperienza culinaria straordinaria.

 

Pacchetti per coppie e per gourmet

Per l’autunno il Granbaita Dolomites ha messo a punto una serie di piacevoli pacchetti, far cui il Couples Retreat (che include, fra l’altro, il benvenuto in camera con una bottiglia di Champagne e delicatezze e il Savinela SPA Couples Ritual, ovvero sauna e bagno turco privati, peeling, massaggio rilassante, impacco nutriente, piacevole relax e cocktail di frutta fresca) e il Granbaita Gourmet Experience, con una cena con Menu degustazione Gherdeine di 5 portate nel Ristorante Granbaita Gourmet.

 

Informazioni: Hotel Granbaita Dolomites

Str. Nives 11, Selva di Val Gardena (BZ)

Tel. +39 0471 795210 - www.hotelgranbaita.com - info@hotelgranbaita.com  

 

 

Granbaita Dolomites. Lusso, stile, calda accoglienza familiare

Nato dalle idee e dai sogni della famiglia Puntscher - Perathoner, che l’aveva aperto in una posizione invidiabile nel centro di Selva di Val Gardena nel 1961 e ha deciso di rinnovarlo radicalmente nel 2019 con un’impegnativa e riuscitissima ristrutturazione di classe che gli ha fatto conquistare le 5 stelle, il Granbaita Dolomites interpreta in modo contemporaneo l’ospitalità e lo stile altoatesini, accogliendo gli ospiti con i suoi ambienti ampi e luminosi, rifiniti con amore e cura dei dettagli. Linee eleganti di legno, vetro e pietra che rievoca le Dolomiti che si scorgono al di là delle ampie vetrate, focolari che invitano al calore familiare, tessuti caldi e naturali per un progetto firmato dall’arch. Rudolf Perathoner, che ha saputo interpretare al meglio l’idea di ospitalità dei proprietari, sintetizzando innovazione e tradizione, contemporaneità e storicità, grazie ad un attento studio delle forme e una ricercata selezione dei materiali.

Il progetto è stato insignito del Premio In/Architettura 2020 Willis Towers Watson dall’Istituto Nazionale di Architettura. Uno sguardo sempre avanti senza dimenticare i valori della tradizione, la famiglia Puntscher - Perathoner da oltre 50 anni si dedica al genuino piacere dell’ospitalità. Fra le mura dell’hotel si respirano familiarità, autenticità e un senso di benvenuto a casa. Carmen e Raphael con i figli Marco, Alexander e Anna curano personalmente ogni dettaglio per rendere la vacanza un’esperienza eccellente, convinti che anche un piccolo particolare la può trasformare in un ricordo carico di emozione.

 

A settembre il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato apre la nuova stagione con un calendario ricco di appuntamenti: domenica 5 settembre 2021 Illuminations rivisitata

 



un’avventura di 50 anni di musica e danza

di Simone Forti e Charlemagne Palestine

in occasione del finissage della mostra Simone Forti. Senza fretta

Prenotazioni a questo link

 

dal 10 settembre al 31 ottobre 2021

Jacopo Miliani. La discoteca

 

dal 13 al 16 settembre 2021

IN RESIDENCE Design Workshop #15

“CHROMATIC ALPHABETS”

 

 

Prato, 2 agosto 2021. Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato inaugura la nuova stagione con un settembre caratterizzato da importanti collaborazioni con istituzioni culturali italiane e internazionali e dalla sperimentazione attraverso linguaggi e materiali diversi, dalla performance alle opere su carta, dai video al design.

 

Si comincia domenica 5 settembre 2021 con il finissage della mostra dedicata a Simone Forti (Firenze, 1935), Senza fretta, a cura di Luca Lo Pinto ed Elena Magini, che racconta l’opera di un’artista che, a partire dagli anni Sessanta, ha contribuito in modo sostanziale al mondo della performance tramite il suo percorso interdisciplinare. Per l’occasione il Centro Pecci renderà omaggio all’artista americana ospitando due dei suoi collaboratori storici: il musicista e compositore Charlemagne Palestine e la coreografa Sarah Swenson.

 

Charlemagne Palestine è artista e compositore la cui pratica si fonda su un apparente abbandono di regole e canoni della composizione classica, per favorire improvvisazione e casualità come chiave dei suoi repertori. Palestine e Forti collaborano dal 1971, quando insieme elaborano la performance Illuminations, composta da un loop di pianoforte eseguito da Palestine accompagnato da uno studio di Forti sul movimento circolare. Palestine definisce i suoi suoni come “liquidi, non solidi”, evidenziando così la natura materiale e in continua trasformazione del suono, anche in relazione allo spazio in cui viene presentato. Il concerto che Charlemagne Palestine eseguirà al Centro Pecci si presenta quindi come una performance unica e irripetibile, che verrà condizionata tanto dal lavoro del musicista quanto dalla presenza del pubblico e dalla conformazione dell’architettura del museo.

 

Sarah Swenson è una coreografa e danzatrice, allieva e poi collaboratrice stretta di Simone Forti, fino a diventare coordinatrice e principale riferimento per le performance della serie Dance Constructions (1960) di Forti. In occasione della mostra Senza fretta, Swenson ha selezionato e formato i performer che, ogni settimana, hanno rimesso in scena alcune performance storiche dell’artista: Scramble, Song of the Vowels, Rollers, e Cloths. Il finissage sarà l’occasione per rivedere queste performance un’ultima volta al Centro Pecci, con la partecipazione di Sarah Swenson che eseguirà Sleepwalkers/Zoo Mantras e una versione inedita di News Animation.

 

Il settembre del Centro Pecci prosegue con La discoteca, mostra personale di Jacopo Miliani a cura di Elisa Del Prete e Silvia Litardi | NOS Visual Arts Production aperta al pubblico dal 10 settembre al 31 ottobre: una grande installazione ambientale audio-video composta dalla proiezione del film omonimo e dalla scultura luminosa al neon Babilonia, insegna della discoteca immaginaria in cui è ambientato il film. La discoteca, progetto che comprende la realizzazione del primo feature film dell’artista, della scultura e di una pubblicazione monografica che raccoglie tutta la ricerca legata al progetto, ha vinto l'ottava edizione di Italian Council – programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (MiC) – ed entrerà a far parte della collezione del Centro Pecci.

 

Dal 13 al 16 settembre sarà poi la volta del laboratorio CHROMATIC ALPHABETS prodotto da IN Residence, progetto ideato e curato da Barbara Brondi & Marco Rainò, che dal 2008 si occupa di cultura del design intesa come processo utile a organizzare risorse creative, generare innovazione, esprimere soluzioni e trasmettere emozioni. Quattro giorni per un laboratorio dedicato all’esperienza pervasiva e ininterrotta del colore, che è anche una ricerca didattico-educativa con i designer Audrey Large e Jorge Penadés: i curatori e i partecipanti sono chiamati a confrontarsi e interagire con lo scopo ultimo di sviluppare considerazioni teorico-progettuali in grado di rispondere alle domande poste dal tema di ricerca. A conclusione del programma, un evento pubblico restituirà i risultati dell’esperienza, arricchito dalle Lecture dei curatori e dei Designer-Tutor.

 

Progetti che si aggiungono alle mostre già in corso: la retrospettiva dedicata a Chiara Fumai – Chiara Fumai. Poems I Will Never Release, 2007–2017, a cura di Milovan Farronato e Francesco Urbano Ragazzi in collaborazione con Cristiana Perrella, coprodotta con il Centre d’Art Contemporain di Ginevra (prorogata fino al 7 novembre 2021) e Cambio, progetto che parte da un’indagine sulla responsabilità ambientale del design e sull’industria del legno, condotta da Studio Formafantasma, organizzato in collaborazione con la Serpentine Gallery di Londra (fino al 24 ottobre 2021).

 

Una programmazione che sottolinea sempre più la volontà del Centro Pecci di affermarsi come punto di riferimento nazionale e internazionale per la creatività contemporanea, sperimentando la diversità dei linguaggi, avviando importanti collaborazioni con istituzioni culturali, e aprendo sempre più i suoi spazi al pubblico e alla condivisione.