Spessa di Cividale (UD) – Per Zorzettig il vino non è solo espressione, ma interpretazione consapevole di un territorio complesso. Un lavoro quotidiano che Annalisa Zorzettig porta avanti trasformando l’identità friulana in un progetto concreto, dove sensibilità, tecnica e visione si incontrano. Secondo questa visione, l’azienda presenta oggi il rinnovamento della linea di punta Myò e la nuova espressione della linea Tenaci, ridefinendo l’identità visiva e rafforzando il racconto del Friuli Venezia Giulia nel calice.
Per farlo, Annalisa sceglie di partire da una parola che il mondo del vino evita: imperfezione, nel senso di ricerca continua e tensione al miglioramento. In un mercato che premia chi si presenta come definitivo, Zorzettig sceglie di restare in movimento, in ascolto, in divenire. “In questo contesto, l’imperfezione è la nostra dote. È la cosa che ci tiene svegli, curiosi, vivi. Non è che cerchiamo la perfezione, è che sappiamo che c’è sempre qualcosa da capire meglio, da ascoltare con più attenzione”, spiega Annalisa Zorzettig. Un principio che si traduce nella volontà di rifiutare l’omologazione e valorizzare l’autenticità del vino come espressione viva del territorio, guidando ogni scelta in vigna e in cantina, così come il linguaggio visivo: ogni dettaglio “imperfetto” diventa segno di identità, ricerca e verità espressiva.
L’altra parola chiave del progetto è tenacia: “Significa non smettere mai di esserci, anche quando le condizioni sono difficili, continuare a lavorare la terra con rispetto e costruire valore nel tempo, senza scorciatoie. È una responsabilità verso quello che abbiamo ricevuto e verso quello che vogliamo lasciare”. Un’attitudine che nasce dal Friuli stesso, terra di stratificazioni — geologiche, climatiche e culturali — che nei Colli Orientali, tra le colline di Spessa, trovano un equilibrio capace di esprimersi in un patrimonio unico. È in questa tensione tra elementi che prendono forma vini identitari, profondi, mai omologati.
Il rebranding delle linee Tenaci e Myò nasce da questa visione: un linguaggio visivo rinnovato, essenziale e contemporaneo, pensato per lasciare spazio al contenuto e rafforzare il legame con il territorio.
Tenaci restituisce un profilo immediato ma rigoroso del Friuli, mentre Myò rappresenta la selezione più identitaria e profonda. “Myò”, parola friulana che significa “mio”, esprime un rapporto diretto con la materia: uve provenienti da vigneti selezionati, lavorazioni attente, tempi rispettati. Le etichette riflettono una filosofia che rifiuta l’omologazione estetica per privilegiare autenticità e precisione espressiva.
La gamma comprende i principali vitigni autoctoni e internazionali del territorio come Friulano, Malvasia, Sauvignon, Schioppettino, Pignolo e Picolit, interpretati come espressione diretta dei luoghi. A Spessa i vigneti accolgono la prima luce del mattino, a Ipplis trattengono l’ultimo sole della sera: è qui che gli autoctoni trovano la loro forma più autentica, perché profondamente radicati nella terra da cui provengono.
Zorzettig è oggi una realtà corale, in cui competenze e sensibilità si intrecciano lungo tutta la filiera, dalla vigna alla cantina fino all’accoglienza. Annalisa guida questo percorso con un approccio concreto, istintivo ed esigente, ereditato dal padre Giuseppe, che le ha trasmesso fin da bambina il legame con la terra e una convinzione semplice: “Il vino si farà sempre”. È da qui che nasce un lavoro preciso, dove l’equilibrio in vigna e l’intervento misurato in cantina concorrono a preservare l’integrità varietale e la coerenza espressiva.
Su queste basi si sviluppa un percorso di crescita che guarda al futuro senza perdere identità: una nuova cantina visitabile dal 2026, uno spazio pensato per l'incontro, l'ospitalità, il territorio, progettata per dialogare con il paesaggio, affiancata da un’evoluzione degli strumenti di comunicazione e da una presenza sempre più integrata. Un processo che unisce innovazione e continuità, tecnica e sensibilità.
In questo equilibrio, Zorzettig non cerca di alzare la voce, ma di renderla più nitida: una famiglia diventata impresa e poi comunità, con una visione chiara, il vino come relazione, prima ancora che prodotto.
Il nuovo percorso aziendale sarà al centro del racconto di Zorzettig in occasione di Vinitaly, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile, dove l’azienda sarà presente al Pad. 6 Stand E2.
Nessun commento:
Posta un commento