ROBERTO VOERZIO - L'UOMO
Una figura fuori dagli schemi nel panorama del Barolo contemporaneo: diretto, radicale, profondamente legato alla terra ma al tempo stesso guidato da una visione lucida e di lungo periodo.
Cresciuto in un contesto contadino, ha costruito il proprio percorso partendo dal lavoro manuale e da una cultura della fatica che ancora oggi rappresenta il fondamento del suo approccio. “Io parto da uno su mille, ma non mi sono mai arreso”, racconta, sintetizzando una mentalità basata su determinazione, coraggio e continuità.
Il suo modo di intendere il vino è assoluto: non esistono compromessi, né scorciatoie. L’obiettivo non è realizzare un’etichetta di successo, ma dimostrare eccellenza su tutta la gamma. “Non voglio fare un vino migliore, voglio essere più bravo su tutti i vini”, afferma, chiarendo una filosofia che punta alla coerenza totale.
Al centro del suo lavoro c’è la vigna, considerata l’unico luogo in cui si costruisce davvero la qualità. Voerzio rifiuta l’idea di intervenire in cantina per correggere il vino: ogni scelta deve essere fatta prima, attraverso rese bassissime e una gestione meticolosa della pianta. “Se la vite ha a disposizione energia per pochi grappoli, il risultato è completamente diverso: questo non si può contestare”.
Il suo approccio è empirico, costruito sull’esperienza diretta più che su modelli teorici. Conosce i suoi terreni in profondità, anche fisicamente, e rivendica una conoscenza concreta del terroir, lontana da analisi superficiali. “Il vero carattere del vigneto sta in profondità, non nei primi metri di terreno”.
Accanto al rigore tecnico, emerge una visione strategica rara nel mondo del vino. Voerzio non lavora per il presente, ma per il futuro: costruisce nel tempo una vera e propria “banca del vino”, con bottiglie destinate a essere aperte tra decenni. “Io non lavoro mai per oggi o per domani, ma per dopodomani”, dice, evidenziando una progettualità che supera la logica commerciale immediata.
Il rapporto con il mercato è altrettanto netto. Critico verso le mode e verso un certo appiattimento stilistico, difende l’identità del vino come espressione unica e non replicabile. “Oggi tanti fanno vini uguali, ma il vino è l’unico prodotto agricolo che può essere davvero unico e durare nel tempo”.
Il suo carattere diretto e provocatorio è parte integrante della sua figura: Voerzio non cerca consenso, ma coerenza. E proprio questa coerenza, unita a una dedizione totale al lavoro, lo ha portato a essere riconosciuto come uno dei produttori più rigorosi e influenti delle Langhe.
Per lui il vino non è solo un prodotto, ma una sfida continua. “La vita è un gioco: chi è fortunato trova il suo. Io ho trovato il mio nel vino”.
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