L’Acquario Civico e il Museo di Storia Naturale di Milano presentano, dal 25 novembre 2026 al 21 marzo 2027, la mostra "L’ultima goccia" dell'artista Sandro Gorra che, attraverso installazioni, sculture, dipinti e disegni, affronta il tema del progressivo esaurimento delle risorse idriche planetarie e della responsabilità collettiva nella loro tutela.
Promossa dal Comune di Milano e curata da Matteo Pacini, con il contributo critico di Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, la mostra affronta un tema di stringente attualità attraverso l’ironia e il paradosso: la gestione delle risorse idriche e le conseguenze del loro progressivo impoverimento.
«Qua fuori qualcosa di drammatico sta succedendo: l’acqua se ne va davvero. A breve il pianeta troverà dimezzato il nostro bicchiere d’acqua. Il linguaggio con cui dipingo e scrivo è l’ironia, una piega amara della bocca e un messaggio tanto chiaro quanto temibile: se non risparmiamo acqua, l’acqua non risparmierà noi», afferma Sandro Gorra.
Tra i più noti creativi e autore di campagne pubblicitarie entrate nell’immaginario collettivo, dal 2015 Gorra si dedica alla Daily Art, che definisce «l’arte dell’attimo». Nelle sue opere racconta le contraddizioni e le fragilità dell’umanità attraverso il sarcasmo e il paradosso, ribaltando la percezione della realtà.
All’Acquario Civico e al Museo di Storia Naturale di Milano questo universo narrativo prende forma, dando vita a un percorso che intreccia il linguaggio dell’arte con una riflessione più ampia sul rapporto tra uomo e natura.
«Nel percorso espositivo ogni opera esposta porta un nome proprio. In questo modo Gorra dichiara che il vero soggetto della mostra non è l’acqua in sé, ma noi esseri umani e la ormai conclamata miopia che ci affligge da tempo sulle questioni ambientali, aggravata da una vanità di specie che si crede eterna finché non le si toglie da bere», racconta Matteo Pacini, curatore della mostra.
L’esposizione si inserisce nel programma di CLIMA, il secondo dei quattro nuclei tematici del percorso multidisciplinare e quadriennale promosso dagli Istituti Scientifici del Comune di Milano – Museo di Storia Naturale, Acquario Civico e Planetario – dedicato al dialogo tra arte e scienza. Il progetto invita a interrogare ciò che resta dopo lo sfruttamento delle risorse, a osservare i segni delle trasformazioni ambientali e a riflettere sulle possibilità di rigenerazione.
Le opere all’Acquario Civico
All’Acquario Civico sono esposte 9 sculture, 8 dipinti, 2 pannelli e disegni che, attraverso l’ironia e il paradosso, affrontano il tema della scarsità d’acqua. Le opere costruiscono un universo narrativo popolato da figure e personaggi che restituiscono, con toni talvolta surreali, le contraddizioni del rapporto tra l’uomo e una risorsa indispensabile alla vita.
Tra le sculture, L’incidente trasforma una caduta provocata da una goccia d’acqua in un paradossale segno di speranza: la presenza stessa della goccia testimonia che l’acqua non è ancora del tutto scomparsa. Il Dott. Lupini, con le sue idee incendiarie, e la giraffa Tom, protagonista di un inatteso incontro amoroso con una goccia, appartengono a questo repertorio di personaggi attraverso cui Gorra mette in scena, con leggerezza solo apparente, un mondo segnato dalla progressiva scomparsa dell’acqua.
Nei dipinti, La danza della pioggia trasferisce un antico rito propiziatorio nello spazio urbano, trasformandolo in una visione spettacolare, mentre Il Cristo che piange affida a una goccia d’acqua il paradossale annuncio del ritorno della pioggia.
L’installazione al Museo di Storia Naturale
Al Museo di Storia Naturale di Milano il percorso espositivo si concentra su Anna e il bambino, un’installazione alta cinque metri che raffigura una giraffa accanto a un bambino. Nell’incontro tra i due personaggi si rovesciano i ruoli consueti: la giraffa, che ha trovato una goccia d’acqua e vorrebbe condividerla, non ne comprende la portata, mentre il bambino, consapevole che si tratta dell’ultima goccia rimasta, si abbandona a lei con un gesto di stanchezza e sconforto.
Attraverso questo scambio, Gorra costruisce un’immagine del rapporto tra inconsapevolezza e consapevolezza, affidando alla figura della giraffa e a quella del bambino una riflessione sulla fragilità del nostro rapporto con l’acqua.
La giraffa, soggetto ricorrente nell’arte di Sandro Gorra, diventa un simbolo dell’uomo nella società contemporanea. A questa figura si riferisce Luca Mercalli, che nel suo contributo critico scrive:
«La giraffa di Sandro Gorra ha distillato molte gocce di saggezza: se le ascoltiamo ci potremo salvare dalla sete cooperando in una moderna, vivace, profonda e gioconda “Danza della pioggia”. E fate molta attenzione affinché l’acqua preziosa che finalmente ritorna, cadendo dal cielo non si faccia male…».
Dopo la tappa milanese, la mostra proseguirà il suo percorso nella primavera del 2027 a Genova, negli spazi del Complesso monumentale di Santa Maria di Castello.
Il programma Clima
Clima è il secondo capitolo di un progetto quadriennale che dà corpo alla nuova visione degli Istituti Scientifici del Comune di Milano, traducendone i principi in un'azione condivisa, aperta e in continua evoluzione. Attraverso l’incontro tra Museo di Storia Naturale, Acquario Civico e Planetario, il progetto ha l’obiettivo di creare spazi di dialogo tra scienza e arte declinati in quattro “scatole concettuali” - TRACCE, RACCONTI SUL CLIMA, CODICI e SOGLIE - che negli anni accoglieranno installazioni artistiche, esposizioni, percorsi divulgativi, incontri, conferenze e momenti di ricerca condivisa. Ogni tema è un invito a interrogare il mondo naturale da prospettive molteplici, a intrecciare linguaggi diversi.
CLIMA affronta una questione cruciale del nostro tempo: un grande racconto in continua trasformazione che coinvolge persone, città, costumi, ambienti, ecosistemi, biodiversità e tecnologie. Per comprenderne davvero i cambiamenti occorre, però, ribaltare le proprie visioni culturali. Osservare il nostro rapporto con la natura da molteplici angolazioni significa trasformare l’emergenza climatica in storie capaci di mobilitare consapevolezza e possibilità di azione.
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