mercoledì 21 dicembre 2022

Sean Shanahan Cuore a fette a cura di Luca Massimo Barbero Dal 9 febbraio al 25 marzo 2023

 

Il calendario musicale per le feste del Super G

 

Cuvage Asti DOCG “Acquesi” e degustazione al Torrone di “Canelin” L’abbinamento piemontese ideale per il momento più dolce delle Feste

 



Lo spumante tre volte Campione Mondiale della categoria aromatici al Champagne & Sparkling Wine World Championship incontra “degustazione al Torrone di Canelin”, il dolce al cucchiaio dell’Osteria La Curia di Acqui Terme che celebra una delle bontà natalizie per eccellenza, il torrone. Un’idea per le Feste per raccontare il lato autentico del Piemonte e portare in tavola due prodotti apprezzati in tutto il mondo.
 
Acqui Terme (AL), 20 dicembre 2022 - Quale modo migliore per brindare durante le Feste, se non stappando uno spumante tre volte campione del mondo? È Piemontese, prodotto dalla casa spumantiera Cuvage, l’Asti DOCG “Acquesi” premiato World Champion Sparkling Aromatic 2022 al concorso Champagne & Sparkling Wine World Championship. Perfetto in abbinamento a un dolce al cucchiaio composto in tre strati, realizzato dalla chef Teresa Martino dell’Osteria La Curia di Acqui Terme, che celebra uno dei torroni piemontesi più apprezzati, il Torrone di “Canelin”: un’unione di consistenze diverse quali cremoso, semifreddo e gelato, da accompagnare alle note aromatiche ed eleganti dell’Asti DOCG “Acquesi”.
 
Spumante e torrone: un abbinamento classico che può assumere note particolarmente creative e raffinate scegliendo prodotti e ingredienti che si distinguono per le qualità organolettiche e la storia che custodiscono. È il caso dell’accostamento tra l’Asti DOCG “Acquesi” prodotto dalla casa spumantiera Cuvage e “degustazione al Torrone Canelin” dolce al cucchiaio preparato dall’Osteria La Curia di Acqui Terme. Un connubio in cui tradizione e qualità esprimono sapori e profumi tipici del Piemonte, risultato di passione e rispetto delle materie prime, ricerca e innovazione.
 
CUVAGE ASTI DOCG “ACQUESI”
Premiato tre volte numero uno al mondo della categoria degli spumanti aromatici nelle edizioni 2019, 2020 e 2022 del  prestigioso concorso di Tom Stevenson Champagne & Sparkling Wine World Championship, l’Asti DOCG “Acquesi” nasce da un’attenta selezione di uve Moscato Bianco, vitigno autoctono coltivato in terreni calcarei e argillosi disposti nelle colline di Acqui fino a Cossano Belbo con estensioni anche in vigneti della zona di Mango. Prodotto con il Metodo Martinotti - procedimento che favorisce la conservazione delle note aromatiche dell’uva - si presenta di colore giallo paglierino delicato e con un perlage tanto elegante quanto persistente. Al naso esprime un bouquet di miele, pesca e agrumi, al gusto è particolarmente aromatico e dolce, di qualità. È il vino di punta di Cuvage, Casa Spumantiera piemontese, fondata nel 2011 ad Acqui Terme, che interpreta in chiave moderna l’antica tradizione spumantistica nata in Piemonte nel 1895; la Linea di territorio “Acquesi” di cui fa parte, nasce per raccontare un terroir unico nel suo genere e valorizzare al massimo le qualità organolettiche delle uve che crescono storicamente in queste colline.
 
DEGUSTAZIONE AL TORRONE DI “CANELIN”
Un dessert che richiama la tradizione e celebra un prodotto tipico piemontese come il Torrone di Canelin, prodotto dal 1948 utilizzando solo nocciole tonde gentili di Langa, miele locale, zucchero e albumi e riconosciuto da Il Golosario come il migliore al mondo. Degustazione al “Torrone di “Canelin” è un dolce al cucchiaio composto da tre strati realizzato dalla chef Teresa Martino, co-proprietaria insieme al marito Massimo Bernaschina dell’Enoteca e Osteria La Curia di Acqui Terme. Alla base un cremoso, al centro un semifreddo, al vertice una pallina di gelato: tre consistenze, un unico ingrendiente principale, il Torrone di Canelin, per un’esplosione di gusto e dolcezza. Semplicità, tradizione e innovazione si uniscono in questo dolce delle Feste che rappresenta la filosofia di cucina di uno dei locali più apprezzati della cittadina termale e che ben si abbina alla più prestigiosa bollicina di Cuvage.
 
Cuvage è un’azienda di Argea, il più importante gruppo vinicolo privato italiano che aggrega e valorizza un complesso di cantine e filiere territoriali di otto regioni italiane, sintesi di tradizione e innovazione, raccontando l’autenticità e la cultura dei terroir ad alta vocazione vinicola in cui si trovano. Una realtà in continua evoluzione che propone ai consumatori di tutto il mondo uno straordinario “viaggio in Italia” attraverso il vino e i grandi vitigni che interpretano la ricchezza del sistema vitivinicolo nazionale.

martedì 20 dicembre 2022

THE SQUARE. SPAZIO ALLA CULTURA Terza Stagione

 Torna la trasmissione di Sky Arte che racconta la cultura contemporanea

in tutte le sue forme, attraverso le voci di numerosi ospiti, racconti di mostre e musei italiani, animazioni, performance musicali e… molto altro

 

QUARTA PUNTATA: GIOVEDÌ 22 DICEMBRE 2022

 

con Francesco Simeti, Meris Angioletti, Ulla von Brandenburg, Paola Nicolin, Gian Maria Tosatti, Tommaso Pasquali, Paolo Angeli

 

Ogni due settimane alle 20.40 su Sky Arte

in streaming su NOW e on demand

 

 

 

Da giovedì 10 novembre alle 20.40 va in onda ogni due settimane su Sky Arte la terza stagione di THE SQUARE. SPAZIO ALLA CULTURA, la trasmissione realizzata da TIWI e condotta da Nicolas Ballario che racconta la cultura contemporanea in tutte le sue forme. Attraverso le voci di tanti ospiti, servizi speciali su mostre e musei di tutta Italia, animazioni che approfondiscono temi attuali della cultura contemporanea e una ricca agenda di appuntamenti, THE SQUARE è uno strumento per essere sempre aggiornati sul panorama artistico del nostro Paese. Gli episodi sono visibili anche in streaming su NOW e on demand.

 

La prima e la seconda stagione del programma sono state un palcoscenico privilegiato per artisti, musicisti, registi, attori, danzatori e lavoratori del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’arte che hanno potuto far conoscere i loro progetti.

 

Registi come Alice Rohrwacher e Pupi Avati, musicisti e cantanti come Rodrigo D’Erasmo, Samuele Bersani, Cristina Donà e Tutti Fenomeni, e ancora autori, scrittori, fumettisti come Nicola Lagioia, Serena Dandini, Carlo Lucarelli, Daria Bignardi e Fumettibrutti, attori e personaggi del mondo dello spettacolo come Stefano Fresi, Marco Giallini, Luca Bizzarri e Drusilla Foer; gli artisti Francesco Vezzoli, Lady Tarin, Valerio Berruti, Giovanni Gastel e Oliviero Toscani e performer e danzatori tra cui Alessandro Sciarroni, Virna Toppi e Federica Rosellini sono stati ospiti di questo cantiere dedicato all’arte e alla cultura contemporanee.

 

Tra le novità della terza edizione, la direzione artistica delle performance musicali affidata a Rodrigo D’Erasmo, musicista, storico membro degli Afterhours, direttore d’orchestra e produttore discografico, e la rubrica in animazione Di cosa parliamo quando parliamo, che spiega il significato di alcune espressioni legate all’attualità o al mondo dell’arte, in modo leggero, ironico ma mai banale. Tra le conferme invece la rubrica La Cura Ludovico, con Ludovico Pratesi, un minuto per raccontare i significati che si celano dietro i capolavori dell’arte moderna e contemporanea.

 

Ospiti delle puntate precedenti sono stati: la produttrice musicale, polistrumentista, cantante, nonché musicista della band di Vasco Rossi Beatrice Antolini, Emiliano Pagani e Daniele Caluri, autore e disegnatore del fumetto Don Zauker, il cantautore, polistrumentista, produttore discografico, fondatore e frontman del gruppo Afterhours Manuel Agnelli, le ideatrici del progetto editoriale dedicato al turismo culturale Travel On Art e autrici di Street Art in Italia Anna Fornaciari e Anastasia Fontanesi e il chitarrista e fondatore dei Bud Spencer Blues Explosion e degli I Hate My Village Adriano Viterbini.

 

La quarta puntata della terza stagione di The Square, in onda giovedì 22 dicembre, si apre con il racconto di due mostre allestite a XNL Piacenza: come un limone lunare e Sul vestito lei ha un corpo. Note su Sonia Delaunay. Gli artisti Francesco Simeti, Meris Angioletti e Ulla von Brandenburg ci raccontano di queste due esposizioni insieme alla direttrice artistica di XNL Paola Nicolin.

 

In studio Nicolas accoglie il primo ospite della puntata, l’artista e direttore artistico della Quadriennale di Roma, Gian Maria Tosatti, grazie al quale veniamo a conoscenza dei temi e degli obiettivi della ricerca artistica contemporanea.

 

A seguire, è il momento della rubrica in grafica animata dal titolo Di cosa parliamo quando parliamo?, dedicata in questa nuova puntata all'evanescente metaverso.

 

Ci troviamo poi calati in un’atmosfera british grazie al racconto che il curatore Tommaso Pasquali fa della mostra di Patrick Procktor a Palazzo Bentivoglio a Bologna. Il sottotitolo A view from a Window è significativo della porzione di mondo raccontata da questa personale ma allo stesso tempo sottintende la ricchezza e la molteplicità di visioni presenti nella ricerca espressiva di questo grande artista degli anni Settanta.

 

Durante il momento live ascoltiamo il musicista Paolo Angeli suonare le 18 corde della sua chitarra sarda preparata attraverso l’esecuzione del brano Baklawa. Durante l’intervista con Nicolas conosciamo meglio questo strumento e sentiamo il racconto del percorso musicale di Angeli, dalla tradizione sarda verso la contemporaneità.

 

Prima di concludere, Nicolas segnala i principali appuntamenti dal mondo dell’arte e della cultura nella sua agenda.

 

Buona visione!

Insieme a Natale: Il Moro partecipa all’iniziativa solidale organizzata dal Comune di Monza a sostegno delle persone in difficoltà

 



Gli chef Vincenzo e Salvatore Butticé de Il Moro di Monza hanno realizzato il menù per il pranzo di Natale solidale rivolto ai senzatetto e a tutte le persone che vivono in condizioni di marginalità, in occasione degli eventi di “Insieme a Natale”, organizzati dal Comune di Monza con l’intento di fornire supporto e rendere più lieto questo periodo festivo. 

 

Per l’occasione, il menù ha compreso lasagne all’emiliana, arrosto con patate e panettone come dessert, regalando un momento all’insegna della condivisione e dell’accoglienza. Si tratta, quindi, di iniziative in grado di esprimere al meglio lo spirito tipico del Natale, che sottolinea l’importanza di offrire sostegno al prossimo e di lasciarsi guidare dall’altruismo. 

 

Il pranzo si è tenuto sabato 17 dicembre presso l'Istituto Pavoniano Artigianelli di via Magenta 4 a Monza ed è stato organizzato dall’Amministrazione Comunale di Monza insieme all’Istituto Pavoniano Artigianelli e la Rete Pane&Rose, collaborando con l’Istituto Alberghiero Olivetti, con il Veliero di Monza per l’intrattenimento musicale e con Il Moro per le proposte culinarie. 

 

Il Moro 

Il savoir faire e il gusto per l’accoglienza di una famiglia siciliana coesa come quella dei fratelli Butticè che, dal 1996, propone una cucina gourmet di chiara vocazione siciliana con il ristorante Il Moro. Salvatore Butticé che, dopo un carriera in sala, oggi è lo chef del ristorante insieme a Vincenzo Butticé, general manager di tutti i progetti della famiglia e Antonella Butticé, sommelier de Il Moro.

Un’atmosfera elegante e contemporanea e un savoir faire da Grandes Tables quello del Moro, in cui interni si arricchiscono della presenza di arti figurative contemporanee e di elementi dell’ artigianalità ceramista siciliana. Le poltrone, di design contemporaneo, completano la tavola in radica di noce nazionale in modo da rendere l’esperienza unica, comoda ed avvolgente. In carta una commistione tra la terra d’origine e il territorio che li ha accolti: tra Sicilia e Lombardia.

 

Il Menù de Il Moro

“Viaggio in Sicilia” racconta l’essenza della territorialità siciliana in un menu da 8 portate (a 72 euro) che crea un connubio tra i prodotti con cui i fratelli Butticè sono cresciuti, come la mandorla di Raffadali, le prugne nere di Sicilia, il pomodoro alla carrettiera , il suino dei Nebrodi, fino alla scoperta di nuovi piccoli produttori di nicchia che hanno iniziato a coltivare mango e curcuma in Trinacria.

Il pane viene realizzato due volte al giorno in casa usando solo antichi grani siciliani che necessitano di circa 36 ore di lievitazione con la tecnica del lievito madre. Ma nell’esperienza de Il Moro si mescolano anche tanti piccoli produttori che la famiglia Butticé ha conosciuto e apprezzato dal 1996, quando hanno aperto il locale e che sono il fil rouge della loro storia familiare, dalla natia Sicilia alla Lombardia che li ha accolti ed è ora la loro casa. Tra i piatti signature: Ostrica e mandorla di Raffadali (un assoluto di mandorla); il Polpo Imbufalito; i Bottoni con ragusano, pomodoro alla carrettiera e mitili; i Paccheri Senatore Cappelli, pistacchio di Raffadali e gamberi di Marzara.

La carta dei vini racconta i terroir delle regioni più vicine alla filosofia del ristorante, Sicilia e Lombardia, in una ricerca verso tante piccole realtà con cui costruire un’ottima qualità prezzo per 450 etichette.

lunedì 19 dicembre 2022

FONDAZIONE BARILLA: 5 RICETTE AMICHE DELLA SALUTE E DELL'AMBIENTE, PER GODERE DELLA GIOIA DEL CIBO ED EVITARE SPRECHI DURANTE LE FESTIVITÀ

 



  • Fondazione Barilla propone per le prossime festività 5 ricette con cui portare in tavola tanti piatti gustosi e amici del Pianeta: dal Tortino di Natale alla Fregola sarda con arselle, dall'Insalata di cavolo nero melagrana e mele verdi fino alle Crocchette di lenticchie rosse e patate al coriandolo, per concludere con gli Sformatini dolci di pane e mandorle 
  • In accoppiata alle ricette, tornano i Food Facts, pillole di conoscenza scientifica e piccole azioni, per mangiare in modo sano e in equilibrio con l'ambiente. Il volume "100 Food Facts – Piccola guida per grandi cambiamenti”, disponibile gratuitamente sul sito della Fondazione Barilla è la lettura ideale per iniziare il nuovo anno con un approccio innovativo e consapevole al cibo e alla sua importanza per la relazione tra cibo, persone e pianeta
  • Tra i suggerimenti utili presenti nel libro, oltre a quelli su salute e ambiente, anche quelli antispreco. Per comprenderne l'importanza, basti pensare che nei Paesi ad alto reddito lo spreco alimentare per famiglia rappresenta più di un terzo dei costi per il cibo

 

Gli italiani sono già pronti alle prossime festività: dai regali agli addobbi, oltre 1 famiglia su 2 (58%) spenderà lo stesso budget dello scorso anno, mentre il 33% anche di più.[1] Complice l'entusiasmo di un ritorno alla normalità e alla possibilità di stare insieme, questo è il periodo ideale per riunire attorno a una tavola imbandita i propri affetti, godendo insieme della gioia del buon cibo. 

Fondazione Barilla, nel celebrare la gioia del cibo, propone per le prossime festività 5 ricette con cui portare in tavola piatti al contempo gustosi, sani e rispettosi della nostra Terra, suggerendo anche alcuni consigli semplici per un agire responsabile e attento al tema dello spreco. Le appetitose proposte vanno dal Tortino di Natale alla Fregola sarda con arselle, dall'Insalata di cavolo nero, melagrana e mele verdi fino alle Crocchette di lenticchie rosse e patate al coriandolo, per concludere con gli Sformatini dolci di pane e mandorle. A queste idee da provare in cucina, Fondazione Barilla dedica una nuova sezione del suo sito , nella quale trovare un ricco ricettario con tante idee buone e creative per ogni pasto della giornata, descritte con un approccio del tutto nuovo che racconta le caratteristiche di ogni piatto, sia da un punto di vista nutrizionale, sia da un punto di vista ambientale.

"Il cibo è gioia, piacere, convivialità. Ma anche uno strumento per far bene alla nostra salute e quella dell'ambiente. La Fondazione Barilla vuole diffondere tra le persone questa consapevolezza”, spiega Riccardo Valentini, Advisor della Fondazione Barilla. "Con piccole azioni quotidiane possiamo costruire un futuro più sano e in armonia con la nostra Terra. Il nostro nuovo ricettario rappresenta un esempio concreto per iniziare a farlo, senza rinunciare al cibo che amiamo”.

Gli ingredienti chiave delle nostre proposte natalizie? Amici della nostra salute e di quella del Pianeta e perfetti per questo periodo di festa: frutta e verdura di stagione, che generalmente necessitano di meno energia per essere prodotte; legumi, di cui esistono tantissime specie e rispettosi della biodiversità; molluschi, noti per essere dei naturali purificatori dell'acqua. Alimenti che, in vista delle festività, possono essere rielaborati in proposte culinarie sfiziose e creative, per la gioia del nostro palato ma anche per quello dei nostri familiari o amici.

Attraverso piccoli accorgimenti possiamo inoltre prevenire lo spreco alimentare, e ottenere notevoli benefici per l'ambiente e non solo. Nei Paesi ad alto reddito lo spreco alimentare per famiglia rappresenta più di un terzo dei costi per il cibo. Adottando comportamenti anti-spreco, sarebbe possibile risparmiare fino a 450 euro l'anno a famiglia[2].

In accoppiata alle ricette, non dimentichiamo gli ormai noti Food Facts di Fondazione Barilla.

Questi suggerimenti per ristabilire una sana relazione tra cibo, persone e pianeta, sono raccolti in un piccolo volume dal titolo "100 Food Facts – Piccola guida per grandi cambiamenti”, che si può richiedere gratuitamente sul sito della Fondazione Barilla www.fondazionebarilla.com e che rappresenta la lettura ideale per iniziare il 2023 con un approccio innovativo e consapevole al cibo e alla sua centralità.

Dunque, tante novità sul sito della Fondazione di cui l'ultima è appunto un ricettario con un approccio inedito, che offre proposte dolci e salate suddivise per stagionalità e per provenienza geografica. Proprio quest'ultima sezione è stata realizzata grazie al contributo di ALMA – Scuola Internazionale di Cucina Italiana e del suo network globale di istituti culinari da Canada, Messico, Sudafrica, Malesia e Giappone. "Come educatori gastronomici e cuochi sentiamo il dovere di consigliare le persone e guidarle nelle proprie scelte alimentari - ha dichiarato Andrea Sinigallia, Direttore Generale di Alma -. Per questo siamo lieti di aver affiancato la Fondazione Barilla in questo viaggio gastronomico: ci auguriamo che le tante ricette proposte possano rappresentare uno stimolo al cambiamento e a reinterpretare il cibo come una fonte deliziosa non solo per la salute del corpo, ma anche come passo avanti per prendersi cura della  nostra Terra”.     

 

 

 



Gli esperti di Babbel invitano a riflettere sui modi di dire e sulle parole legate al mondo culinario al fine di evitare fraintendimenti durante il periodo delle Feste

 

Il cibo unisce le persone, soprattutto durante un mese ricco di festeggiamenti come dicembre. Per chi resta in Italia l’atmosfera e le dinamiche degli incontri con parenti, amici e colleghi favoriscono il desiderio di aggregazione e socializzazione, mentre chi si reca all’estero per le vacanze si troverà predisposto a fare nuovi incontri e conoscenze.

 

Riflettere sulle espressioni relative alle tradizioni offre una prospettiva inedita sulla cultura e sulla storia di un Paese. In occasione del periodo delle festività, gli esperti di Babbel, azienda leader per l’apprendimento delle lingue che offre lezioni su app e live, hanno dunque analizzato alcuni dei modi di dire legati al cibo riscontrabili nelle varie lingue del mondo e messo a punto un breve vademecum, utile ad evitare fraintendimenti e favorire la comprensione reciproca - o quantomeno ad avere qualche aneddoto da raccontare a tavola durante i pranzi o il Cenone.

 

“Tramandati da una generazione all’altra, le espressioni idiomatiche e i proverbi rappresentano un interessante oggetto di studio per chi si occupa di sociolinguistica o di storia della lingua”, commenta Gianluca Pedrotti, Principal Learning Content Editor di Babbel. “Ma non solo: anche per chi sta apprendendo un nuovo idioma, conoscere i detti popolari locali permette di cogliere sfumature linguistiche e culturali altrimenti difficilmente apprezzabili. Per questo, per noi di Babbel è importante fare luce anche su termini e modi di dire caratteristici, assicurandoci che i nostri studenti siano in grado di distinguerli e riconoscerli in situazioni di vita quotidiana”.

 

●      Se achar o último biscoito no pacote: durante le Feste, ci si sente tutti un po’ più speciali. Per esprimere questa questa sensazione, e in particolare in relazione a chi è particolarmente fiero di sé, in portoghese brasiliano si utilizza l’espressione “se achar o último biscoito no pacote” ovvero, letteralmente, “sentirsi come l’ultimo biscotto della confezione”.

●      Casser du sucre sur le dos de quelqu’un: letteralmente “rompere lo zucchero sulla schiena di qualcuno”, non si tratta di un rito scaramantico per scongiurare la iella, come nel caso del sale, bensì in francese significa parlare male alle spalle - “dire peste e corna” - di qualcuno.

●      To have a sweet tooth: le Feste rappresentano un momento particolarmente gioioso per chi - come si dice in inglese - “ha un dente dolce”. L’espressione indica, infatti, qualcuno che ama mangiare i dolci.

●      Pedirle peras a los olmo: “chiedere pere all’olmo”, in spagnolo, significa fare una richiesta un po’ troppo pretenziosa, oppure chiedere l’impossibile a qualcuno.

●      Tener mala leche: letteralmente “avere latte cattivo”, in spagnolo, non significa che il latte è scaduto, ma che qualcuno è di cattivo umore.

●      O cão chupando manga: è un’espressione portoghese che richiama l’immagine di “un cane che succhia un mango” e indica qualcosa di molto brutto e spiacevole alla vista. Si spera non un regalo non gradito!

●      Żyć jak pączek w maśle: anche se in un periodo dell’anno differente, l’espressione “essere felice come una Pasqua” è particolarmente pertinente anche per il Natale. Il modo di dire polacco, che letteralmente si traduce con “vivere come una ciambella nel burro”, vuol dire proprio questo.

●      Have bigger fish to fry: “avere pesci più grandi da friggere” non indica un appuntamento con i preparativi per pranzi e cene. Dall’inglese, si può parafrasare come  “avere cose più importanti da fare”, non necessariamente in cucina!

●      Tomaten auf den Augen haben: esattamente come il modo di dire italiano “avere il prosciutto sugli occhi”, in tedesco “avere i pomodori sugli occhi” significa non accorgersi di una cosa palese.

●      Ergens geen kaas van gegeten hebben: se a tavola si sente questa espressione olandese, ovvero “non essere riusciti a mangiare il formaggio”, non occorre passare le ultime scaglie avanzate, poiché ciò che realmente vuol dire è “non avere la più pallida idea di qualcosa”. Piuttosto, potrebbe essere necessario dare qualche delucidazione in merito alla conversazione!

●      Raconter des salades: “raccontare dell’insalata”, in Francia, non significa parlare di verdure, bensì “raccontare bugie”.

●      To go bananas: il periodo tra dicembre e gennaio è un momento ideale per lasciarsi andare e festeggiare a più non posso. In inglese “to go bananas” - letteralmente “diventare banane” - significa proprio essere senza freni, prendere la testa, ma anche in senso positivo!

●      Nu blir det andra bullar: se si decide di passare le vacanze invernali in Svezia, è bene tenere a mente che questa espressione non è di buon auspicio. Nonostante letteralmente si traduca con “ora le pagnotte cambiano”, chi la pronuncia non si riferisce realmente alle pagnotte, bensì sta comunicando che da quel momento in poi “smetterà di usare le buone maniere”.

●      花よりだんご。(hana yori dango): letteralmente “meglio i ravioli che i fiori”, ma non nel piatto! In giapponese significa che le cose pratiche sono più utili degli ornamenti.

●      Piece of cake: questo modo di dire inglese può, effettivamente, designare un “pezzo di una torta”, ma in gergo colloquiale indica qualcosa che è semplice e facile da fare. Occhio al malinteso!

 

Per chi volesse approfondire le tradizioni culinarie dei diversi Paesi, i docenti di Babbel Live, piattaforma che offre lezioni dal vivo tenute da insegnanti certificati, hanno messo a disposizione una serie di unità di apprendimento progettate ad hoc e dedicate interamente al tema del cibo: tra le altre, la lezione intitolata “Talk about international food” che invita gli studenti a discutere delle consuetudini e dei piatti tipici di tutto il mondo.

 

 

 

Babbel

Babbel sviluppa e gestisce un ecosistema di esperienze di apprendimento linguistico online interconnesse ed è guidato dallo scopo di creare comprensione reciproca attraverso il linguaggio. Ciò significa creare prodotti che aiutino le persone a connettersi e comunicare tra culture diverse. I prodotti Babbel App, Babbel Live, Babbel Podcasts e Babbel for Business si concentrano sull’uso di un nuovo linguaggio nel mondo reale, in situazioni reali, con persone reali. E questo metodo funziona: gli studi di linguisti presso istituzioni come la Michigan State University, la Yale University e la City University di New York hanno dimostrato l’efficacia dei metodi di apprendimento linguistico di Babbel.

 

La chiave è un misto di umanità e tecnologia. Babbel offre più di 60.000 lezioni in 14 lingue, sviluppate da più di 180 esperti didattici, analizzando continuamente i comportamenti degli utenti per modellare e modificare l’esperienza degli studenti. Ciò si traduce in un costante adattamento dei contenuti interattivi con lezioni dal vivo, giochi, podcast e video che facilitano la comprensione di una nuova lingua, dallo spagnolo all’indonesiano. Poiché Babbel è per tutti, il suo team è tanto vario quanto il suo contenuto. Dalla sua sede di Berlino e dal suo ufficio negli Stati Uniti a New York, 750 persone di oltre 65 nazionalità rappresentano i background, le caratteristiche e le prospettive che rendono unico ogni essere umano. Babbel ha venduto più di 10 milioni di abbonamenti creando una vera connessione con gli utenti.

 

Ulteriori informazioni sono disponibili su it.babbel.com


CANTINA VIGNAIOLI DEL MORELLINO DI SCANSANO PRESENTA IL SUO PRIMO BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ

 Ottime performance registrate nella gestione dei rifiuti e nella riduzione delle emissioni. La redistribuzione del valore aggiunto è pari al 98%

Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano presenta il suo primo Bilancio di Sostenibilità. Il documento, pubblicato a dicembre 2022, è stato redatto utilizzando gli standard internazionali di riferimento del Global Reporting Initiative (GRI) e nell’ottica dei Sustainable Development Goals (SDGs) e presenta il bilancio delle attività relativo agli anni 2021, 2020 e 2019.
Il Bilancio verrà presentato giovedì 22 dicembre all’Assemblea dei Soci della cooperativa maremmana. Lo scopo è informare tutti i soggetti coinvolti nell’attività della cantina sull’andamento finanziario, sugli impatti economici, sociali e ambientali, e sugli aspetti di governance aziendale più rilevanti.
“Il Bilancio di Sostenibilità – spiega Benedetto Grechi, presidente della Cantina Vignaioli Morellino di Scansano – rappresenta quello spirito di chiarezza e di trasparenza che da sempre ci caratterizza. Si tratta di un documento prezioso, che ci permette di fare il punto della situazione, per crescere ancora l’anno prossimo e negli anni a venire”.
Per quel che riguarda la sostenibilità ambientale, tra i risultati più importanti va sottolineata l’ottima performance registrata nella gestione dei rifiuti, dove il 60% di quelli prodotti (195 su 322 tonnellate) viene recuperato con lo scopo di favorire una gestione circolare dei processi produttivi. A questa si aggiunge l’eccellente esito nella riduzione delle emissioni, dimostrato anche dal calcolo della PEF (Product Environmental Footprint, valore che misura l’impronta ambientale del prodotto lungo tutta la filiera, dal vigneto allo smaltimento del packaging), che ha portato negli anni a sensibili miglioramenti, a seguito di azioni e piani attivati per monitorare i parametri di rilievo dell’impronta ambientale.
Nell’ambito della sostenibilità sociale ed economica, la redistribuzione del valore aggiunto, ovvero la quota che l’organizzazione produce con la propria attività e che distribuisce ai soggetti a cui riconosce la qualità di portatori di interessi, è pari al 98% del valore economico generato, dato che evidenzia il ruolo di primo piano rivestito dalla cooperativa nel tessuto economico del territorio.
“Sono onorato – conclude Grechi – di presiedere da oltre trent’anni questa realtà, nata mezzo secolo fa con lo scopo di valorizzare la Maremma e il Morellino di Scansano, e che si dimostra sempre più capace di dare una possibilità anche alle nuove generazioni di vignaioli, chiamate a coltivare e a prendersi cura di queste meravigliose colline”.