| Nate in Inghilterra negli anni Ottanta con le cosiddette parish map (mappe a scala di parrocchia), le mappe di comunità si sono diffuse anche in Italia grazie al lavoro degli ecomusei, che ne hanno valorizzato il potenziale come strumenti di coinvolgimento attivo e collettivo. Le contraddistinguono due condizioni imprescindibili: la ricerca del patrimonio sul territorio e la partecipazione della popolazione. Si tratta di processi con cui gli abitanti di un borgo, di una frazione, di un comune, hanno la possibilità di rappresentare i beni materiali e immateriali, il paesaggio, i saperi in cui si riconoscono e che desiderano trasmettere alle nuove generazioni. Evidenziano il modo con cui le comunità vedono, percepiscono, attribuiscono valore ai propri territori, alle loro memorie, alle loro trasformazioni, pure prospettando delle soluzioni per il futuro. |
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In occasione del 50° anniversario del terremoto l’Ecomuseo, in collaborazione con il Comune, il Comitato borgate centro storico e la Pro Glemona, avvia il percorso di costruzione della sesta mappa di comunità: dopo quelle di Godo, Montenars, Flaipano, Susans e Treppo Grande, è la volta del centro storico di Gemona. Il progetto si rivolge ai vecchi residenti, ai nuovi abitanti e a chi vi lavora per raccogliere memorie, racconti e percezioni sulle trasformazioni del centro. La prima iniziativa si inserisce nel progetto “Cjatìnsi/Incontriamoci” finalizzato all’invecchiamento attivo, promosso dalla cooperativa sociale Aracon e da ASU FC: si tratta di una serie di incontri, aperti al pubblico, in programma mercoledì 4, 11 e 25 febbraio e 4 e 18 marzo, dalle 10 alle 12, nel LAB Terremoto di piazza Municipio 5. Seguiranno altri incontri pubblici e visite guidate sul territorio. |
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Per l’occasione l’Ecomuseo ha allestito a Gemona, in piazza del Municipio 6, la mostra “Il significato dei luoghi“ dedicata proprio alle mappe di comunità, strumenti partecipativi che raccontano il territorio attraverso lo sguardo di chi lo vive quotidianamente. Vi sono esposte mappe provenienti dall’Inghilterra, dall’Italia e dal Friuli Venezia Giulia, alcune realizzate direttamente dall’Ecomuseo nel corso degli anni. I visitatori comprenderanno che le mappe di comunità non offrono una rappresentazione tecnica od oggettiva dello spazio, ma restituiscono luoghi, paesaggi, memorie, saperi e relazioni che una popolazione riconosce come parte del proprio patrimonio condiviso. La mostra è stata prorogata fino al 1° marzo ed è visitabile dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18. |
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