Bologna, 2 febbraio 2026 – Nella Sala Convegni Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi, nell’ambito di ART CITY Bologna 2026, apre al pubblico domani sera, 3 febbraio, dalle 18 alle 22, Miss America, una mostra dell’artista portoghese Francisco Tropa (Lisbona, 1968). Curata da Simone Menegoi, la mostra è visitabile fino al 1° marzo 2026 con ingresso gratuito.
L’esposizione conferma l’impegno nella promozione dell’arte contemporanea di Banca di Bologna, che dal 2016 accoglie negli spazi di Palazzo De’ Toschi, prestigiosa sede di rappresentanza dell’istituto di credito, artisti di livello internazionale.
“All’interno del circuito di ART CITY, questa di Francisco Tropa è la decima mostra d’arte contemporanea che organizziamo nei nostri spazi di Palazzo De’ Toschi – dichiara Alberto Ferrari, Direttore Generale Banca di Bologna. Nel tempo abbiamo offerto ai visitatori, che nella scorsa edizione sono stati circa 15.000, appuntamenti espositivi di grande prestigio all’interno del programma della manifestazione. La banca svolge infatti un ruolo importante nel sostenere e promuovere l’identità culturale della città ed è partner di riferimento per numerose iniziative culturali. Si conferma pertanto il nostro impegno nel lavorare a progetti curatoriali di qualità orientando lo sguardo verso il panorama dell’arte contemporanea, anche internazionale”.
Miss America è la prima personale di Francisco Tropa su larga scala in Italia dopo Scenario, il Padiglione Portoghese alla Biennale Arte di Venezia del 2011. È costituita da due opere di grandi dimensioni: nella saletta, Lantern with clock mechanism (Lanterna con meccanismo a orologeria), 2025, una proiezione di ombre in movimento; nel salone centrale, Miss America, da cui la mostra prende il titolo, una creazione inedita che inaugura un nuovo ciclo di lavori dell’artista. L’installazione prevede un’azione eseguita da sei performer (tre ragazze e tre ragazzi) che si svolgerà esclusivamente nella prima settimana di apertura della mostra (3 – 8 febbraio).
Lantern with clock mechanism, 2025, è un esemplare recente del ciclo Lanterns, presentato da Tropa nel Padiglione Portoghese del 2011. Si tratta di proiezioni di ombre prodotte da piccoli oggetti collocati di fronte a fonti luminose disegnate dall’artista (“lanterne”). A volte gli oggetti hanno a che fare con la scansione del tempo (clessidre a sabbia e ad acqua oppure, come nell’opera esposta a Bologna, meccanismi a orologeria); in altri casi sono fragili ed effimeri (ragnatele, foglie secche di cui non resta che la nervatura, insetti morti). Nel loro insieme, le opere del ciclo compongono una grande vanitas, quel genere di natura morta seicentesca la cui iconografia ricorda allo spettatore la caducità delle cose. Ma l’opera richiama anche altre associazioni, non meno affascinanti: la sfilata di ombre dell’allegoria della caverna di Platone (Repubblica, libro VII), che i protagonisti dell’allegoria scambiano per realtà; il fascino nostalgico degli spettacoli di ombre cinesi, antenati del cinema.
Miss America si presenta a prima vista come un reticolo di corde che attraversano il Salone da parte a parte, sostenute da canne di bambù e punteggiate da mollette da bucato. In realtà, sia le canne di bambù che le mollette da bucato sono calchi in bronzo, patinati con grande cura in modo da imitare il colore degli oggetti reali. Ciò che a prima vista sembra un frammento di realtà tale e quale (uno stenditoio) si rivela dunque una creazione completamente artificiale, una scultura rifinita in ogni dettaglio.
Oltre alle mollette, alle corde sono appesi dei cartelli con scritte in portoghese legate all’attività di bar, ristoranti e altri esercizi commerciali: “Cercasi cameriera”, “Torno subito”, “Specialità della casa”, eccetera. Come tutti gli oggetti principali che compongono l’installazione, anche i cartelli sono opere, serigrafie su carta che riproducono una serie di vecchi cartelli collezionati dall’artista.
Per alcune ore al giorno l’installazione si popola di lenzuola stese ad asciugare. L’azione dei performer consiste semplicemente in questo: stendere i panni, per poi ritirarli e ricominciare da capo, con gesti lenti e pensosi. Da attività quotidiana, semplice e sbrigativa, l’operazione diventa una coreografia. Nel corso degli eventi performativi le lenzuola verranno alternativamente tolte e rimesse a seconda dei momenti della giornata, offrendo così un’immagine duplice dell’allestimento.
Il legame fra le lenzuola stese, le scritte commerciali e il titolo “Miss America” è un enigma che Tropa non vuole sciogliere, lasciandone l’interpretazione allo spettatore. Sottolinea tuttavia che l’espressione “Miss America” può essere letta in due modi: intendendo “Miss” come titolo di cortesia (“Signorina America”) oppure come voce del verbo “to miss”, mancare - e allora il titolo assume il significato di “mi manca (o “ci manca”) l’America”. Frase paradossale, se la si applica all’America di oggi, sempre più aggressiva e ostile verso il resto del mondo, ma che ha senso pensando all’America della prima metà del Novecento: un luogo mitico, più sognato che conosciuto, che ha affascinato generazioni di europei. È forse quell’America, ormai affidata al ricordo, che aleggia, come un fantasma, intorno all’opera.
Si ringrazia la galleria Jocelyn Wolff, Parigi.
Orari performance
Le azioni previste all’interno dell’installazione Miss America si svolgeranno esclusivamente nella prima settimana di apertura della mostra, nei seguenti orari:
Martedì 3 febbraio (inaugurazione): 19 – 19.30; 21 – 21.30.
Mercoledì 4 e giovedì 5 febbraio: 10.30 – 11; 14 – 14.30; 15.30 – 16; 19 – 19.30.
Venerdì 6 febbraio: 10.30 – 11; 14 – 14.30; 15.30 – 16; 20 – 20.30.
Sabato 7 febbraio: 10.30 – 11; 14 – 14.30; 15.30 – 16; 23 – 23.30.
Domenica 8 febbraio: 10.30 – 11; 14 – 14.30; 15.30 – 16.
Dopo la prima settimana l’opera resterà allestita in forma statica.
INFO
Francisco Tropa
MISS AMERICA
A cura di
Simone Menegoi
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