Prosegue nel 2026 il percorso di crescita e valorizzazione della collezione della Pinacoteca Divisionismo Tortona, che presenta due nuove acquisizioni: “Fienile” (1898) di Rubaldo Merello ed “E maledice al giorno che rimena il servaggio” (1904 – 1905) di Matteo Olivero. Due opere significative, firmate da artisti di cui la Pinacoteca già conserva altri importanti lavori, che contribuiscono ad ampliare e approfondire il racconto del Divisionismo italiano nelle sue tante declinazioni. L’ingresso di questi due dipinti si inserisce in un anno particolarmente significativo per l’istituzione tortonese, che nel 2026 celebra i 25 anni dalla sua apertura, confermando la propria vocazione alla crescita della collezione e alla valorizzazione critica dei protagonisti e dei molteplici percorsi della stagione divisionista. |
Pinacoteca Divisionismo Tortona, Rubaldo Merello, Fienile, 1898 |
Il dipinto “Fienile” di Rubaldo Merello (1872-1922) testimonia una fase centrale della ricerca dell’artista. La materia pittorica, generativa e avvolgente, si sviluppa in un intreccio di andamenti modulati e curvilinei che restituiscono una natura rigogliosa e vibrante, in cui si compie l’identificazione tra visione dell’artista e forza del paesaggio. Il colore, denso e pastoso, e il gesto pittorico profondamente emozionale preannunciano il progressivo avvicinamento di Merello a una libertà espressiva sempre più autonoma, che lo condurrà a consacrarsi definitivamente al paesaggio costiero ligure dopo il trasferimento a Ruta di Camogli nel 1904. L’opera si affianca a “Paesaggio. Studio”, olio su tela del 1907 già presente nella collezione della Pinacoteca, rafforzando la lettura di un artista capace di rielaborare il Divisionismo in chiave lirica e personale, fino a esiti di forte intensità cromatica. |
E MALEDICE AL GIORNO CHE RIMENA IL SERVAGGIO |
Pinacoteca Divisionismo Tortona, Matteo Olivero, E maledice al giorno che rimena il servaggio, 1904 -1905 |
Di grande rilievo è l’acquisizione di “E maledice al giorno che rimena il servaggio” di Matteo Olivero (1879-1932) opera emblematica del momento in cui il pittore piemontese si confronta con i temi della cronaca sociale attraverso il linguaggio divisionista. Presentata alla VI Biennale di Venezia del 1905, la tela prende il titolo da un verso dell’ode All’Aurora di Giosuè Carducci, scelta letteraria eccezionale per Olivero, che in quegli anni era profondamente coinvolto nello studio della luce nascente del giorno e, al contempo, sensibile alle tensioni sociali del proprio tempo. Il dipinto si colloca all’interno di un dialogo ideale con Giuseppe Pellizza, con il quale Olivero intratteneva un intenso scambio epistolare, riconoscendone il ruolo di maestro. La composizione e il soggetto rivelano una piena adesione a una poetica che unisce osservazione del vero, impegno civile e ricerca luministica, rendendo l’opera un tassello fondamentale per comprendere il percorso dell’artista. |
Con queste due nuove acquisizioni, la Pinacoteca Divisionismo Tortona rafforza il proprio ruolo di centro di riferimento per lo studio e la valorizzazione del Divisionismo italiano, confermando l’attenzione verso artisti che, pur condividendo una comune matrice, seppero sviluppare linguaggi autonomi e profondamente originali.Le nuove acquisizioni si inseriscono nel già ricco percorso espositivo permanente, a cui fino al 15 febbraio 2026 si aggiunge il focus “Il giovane Pellizza. Accademie, maestri e prime esperienze: 1883–1890”, dedicato agli anni formativi di Giuseppe Pellizza attraverso opere raramente esposte. |
Pinacoteca Divisionismo Tortona - Inizio percorso espositivo |
PINACOTECA DIVISIONISMO TORTONA Una collezione, un progetto culturale |
Era il 1999 quando la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona decise di acquisire il nucleo di opere frutto della lungimirante attività di raccolta dell’istituto bancario da cui aveva tratto origine. Da lì a poco nacque l’idea di intraprendere un progetto di valorizzazione e incremento di tale patrimonio artistico che aveva sino ad allora privilegiato un rapporto speciale con il suo territorio e, in particolare, con i suoi artisti più significativi. Un passato d’arte segnato dal genius loci Giuseppe Pellizza, un personaggio di grande rilievo nella cultura pittorica dell’area lombardo-piemontese, diventata l’obiettivo privilegiato della collezione perché proprio qui, tra Milano e Torino, si svolse il cosiddetto “primo dibattito” del divisionismo a partire dalla Prima Triennale di Brera del 1891. A partire dal 2001, anno di apertura al pubblico della Pinacoteca, nel volgere di pochi anni prende vita il progetto “Pinacoteca Divisionismo Tortona”, esposizione permanente che si propone di documentare questa fondamentale stagione artistica attraverso la varietà e l’originalità dei linguaggi pittorici utilizzati non solo dai grandi maestri divisionisti, ma da personaggi che hanno dato voce a culture per così dire periferiche, per lungo tempo non adeguatamente valorizzate, ma comunque degne di attenzione. Il filo conduttore della Pinacoteca si dipana quindi intorno al fertile dialogo e al confronto tra i diversi interpreti di una tecnica audace e antiaccademica che ha saputo rappresentare le istanze di un nuovo secolo: dagli artisti socialmente impegnati degli anni Novanta dell’Ottocento fino agli approcci empirici in ambito simbolista e ai primi saggi dei protagonisti della rivoluzione futurista per i quali la divisione del colore costituiva il linguaggio della modernità. Oggi la Pinacoteca si sviluppa su una superficie di 750 metri quadrati e consta di 150 opere che documentano l’attività di oltre 59 artisti. |
Ingresso Pinacoteca Divisionismo Tortona |
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