Sebbene le ricerche siano ancora in corso, emergono già risultati di particolare rilievo che contribuiscono a ridefinire il profilo architettonico e monumentale del centro alpino. Le indagini sul complesso termale stanno infatti evidenziando la notevole ricchezza decorativa dell’edificio: sono stati individuati resti di rivestimenti parietali e pavimentali in mosaico, marmi e pietre pregiate, oltre a frammenti di pitture murali che ornavano gli ambienti. Dati che confermano l’elevato livello qualitativo e il prestigio dell’assetto urbano della Civitas Cammunnorum.
«Siamo felici di rinnovare la collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore – afferma il direttore dei musei statali lombardi Rosario Maria Anzalone – in questo prestigioso progetto incentrato sulle architetture generate dalla romanizzazione dell’arco alpino. Il nostro prezioso museo di Cividate Camuno si dimostra ancora una volta luogo ideale per questo tipo di studi, evidenziando la vivacità dei musei lombardi sul fronte della ricerca».
«L’Università Cattolica ha in corso da tempo, in collaborazione prima con la SABAP e ora con la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, ricerche e studi su Cividate Camuno in epoca romana» – sottolinea il professor Furio Sacchi, docente di Archeologia classica –. «Sono state assegnate anche tesi di laurea dedicate al foro e al santuario di Minerva a Spinera, i cui risultati sono stati pubblicati in prestigiose sedi scientifiche. Questa iniziativa rappresenta un’importante occasione per approfondire le dinamiche della presenza romana nelle valli alpine».
Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione scientifica e culturale che rafforza il ruolo di Cividate Camuno quale centro di riferimento per lo studio della romanizzazione dell’area alpina, promuovendo nuove sinergie tra istituzioni, università e territorio.
A proposito di ricerca, ricordiamo, inoltre, che la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali ha bandito a livello nazionale diverse borse di studio della durata di nove mesi ciascuna, di due delle quali è referente scientifico per l'Università Cattolica il professor Furio Sacchi e di altre quattro alcuni docenti di Storia dell'Arte.
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