Ghiringhelli Art Gallery prosegue il percorso di ricerca dedicato all’arte contemporanea giapponese, avviato lo scorso maggio e curato da Nicola Ghiringhelli Forlani, con la mostra Perfect Surface, Restless World: Superflat and Its Contemporary Echoes, in programma dal 29 ottobre al 29 novembre 2026 nella pop-up gallery di Corso di Porta Vittoria 33.
L’obiettivo dichiarato della galleria è quello di far scoprire al pubblico italiano lo stato attuale dell’arte contemporanea giapponese e presentarne la straordinaria varietà di linguaggi e prospettive, lontani dagli stereotipi più comuni, utilizzando il format della pop-up gallery, ossia uno spazio espositivo temporaneo che appare e scompare nel tessuto urbano di Milano, occupando diverse location, assumendo differenti forme, dando vita a molteplici esperienze e approfondendo differenti tematiche, sempre con una direzione ben precisa rivolta a Oriente.
La mostra Perfect Surface, Restless World: Superflat and Its Contemporary Echoes, approfondisce l’eredità del Superflat e la sua trasformazione nel linguaggio visivo delle nuove generazioni di artisti giapponesi.
Supeflat è un movimento artistico postmoderno fondato dall'artista giapponese Takashi Murakami, che fonde l'estetica tradizionale giapponese con la cultura pop di manga, anime e consumismo.
Il progetto espositivo prende avvio proprio da Takashi Murakami e Mr., figure centrali per comprendere come manga, anime, cultura otaku, consumo e immaginario pop siano entrati nello spazio dell’arte contemporanea, affiancandoli alle ricerche di Da Man e Azusa Nozawa, artisti più giovani, nati quando il movimento Superflat era già affermato, che ne raccolgono e trasformano alcune intuizioni, proponendo un’arte che usano per esprimere emozioni e stili personali.
«Il mondo del futuro potrebbe essere come il Giappone di oggi: superflat. Società, costumi, arte, cultura: tutto è estremamente bidimensionale», scriveva Murakami nel Superflat Manifesto del 2000. Il Superflat non nasceva infatti soltanto come uno stile fatto di colori intensi, linee nette e figure derivate dalla cultura pop giapponese, ma come un modo di leggere la contemporaneità: la dissoluzione delle gerarchie tra arte alta e cultura commerciale, tra tradizione e intrattenimento di massa, tra immagine unica e oggetto riproducibile.
Nell’opera di Murakami, la superficie diventa un sistema e l’immagine si espande fino a costruire un mondo autonomo. Fiori, creature e personaggi ricorrenti si muovono tra pittura, scultura, moda e merchandising, dando forma a un universo in cui fantasia, desiderio e consumo finiscono sullo stesso piano. Da Man riprende questa idea della costruzione di un mondo immaginario. I suoi personaggi nascono dall’influenza dei manga, degli anime e della cultura consumistica, ma danno vita a un universo personale, con una propria identità e una propria narrazione.
Il legame con il Superflat non si trova quindi nella semplice imitazione della sua estetica, ma nell’idea che un personaggio possa diventare il centro di un intero sistema visivo, capace di muoversi tra arte, cultura pop e immaginario collettivo. Mr. e Azusa Nozawa portano invece questo stesso linguaggio verso una dimensione più intima.
Nelle opere di Mr., le figure legate alla cultura manga, anime e otaku abitano spazi attraversati da adolescenza, solitudine, desiderio ed evasione. La dolcezza dell’immagine non rassicura, ma diventa un punto di tensione tra innocenza e inquietudine.
Anche Azusa Nozawa utilizza personaggi immediatamente riconoscibili, trasformandoli però in proiezioni personali ed emotive. Le sue figure femminili sembrano sospese tra identità e vulnerabilità, come se la superficie della pittura diventasse il luogo in cui dare forma a pensieri, ossessioni e frammenti interiori. In questa prospettiva, il Superflat non è trattato come una formula da ripetere, ma come un’eredità visiva e culturale ormai assorbita nel nostro modo quotidiano di vedere. Alcuni artisti ne sviluppano la capacità di creare universi immaginari, altri ne utilizzano i codici per raccontare esperienze più personali e fragili.
Perfect Surface, Restless World si chiede così cosa resti del Superflat dopo che le sue strategie sono diventate parte del linguaggio globale dell’immagine. La sua eredità non è soltanto estetica: Murakami ha anticipato una cultura in cui immagini, emozioni, identità e merci convivono sullo stesso piano, scambiandosi continuamente di ruolo. Le superfici possono apparire perfette; i mondi che contengono, invece, restano inquieti.
Nicola Ghiringhelli Forlani
Nicola Ghiringhelli Forlani dopo aver conseguito una laurea in Art Gallery and Museum Studies presso la University of Leeds e un Master in Art Business alla Kingston University di Londra, ha avuto l’opportunità di lavorare tra il Regno Unito e l’Italia, facendo esperienza con gallerie e case d’asta. Tra le esperienze più significative si segnalano il lavoro presso Christie’s a Londra nel dipartimento di arte contemporanea e post-war e l’esperienza nel dipartimento di arte moderna alla Cambi Casa D’aste. Durante questi anni matura anche competenze in contesti fieristici e gallerie tra Londra, Milano e altre realtà europee.
Negli ultimi tre anni sviluppa un forte interesse per l’arte giapponese contemporanea. Questa passione nasce dalla frequentazione di fiere d’arte internazionali, dove il contatto diretto con le opere e gli artisti lo spinge ad approfondire questo ambito attraverso una ricerca personale, lo studio del mercato e il monitoraggio delle aste. Nell’autunno 2025 intraprende un viaggio di circa due mesi e mezzo a Tokyo, in cui ha l’opportunità di immergersi direttamente nella scena artistica contemporanea, visitando gallerie, studi di artisti e spazi indipendenti, e sviluppando una conoscenza più approfondita dell’arte contemporanea locale, sia dal punto di vista curatoriale che di mercato. Dopo vari viaggi nella terra del Sol Levante, nasce l’intuizione: puntare sull’arte contemporanea giapponese, trasformandola in una concreta forma di business, la Ghiringhelli Art Gallery, una formula insolita di galleria che gli permette di essere flessibile, ma riconoscibile, che lo porta a muoversi verso il Giappone non appena può e allo stesso tempo a mantenere una presenza a Milano e in Italia.
Nessun commento:
Posta un commento