giovedì 31 agosto 2017

Da fine estate novità per gli enoturisti all’azienda Al Rocol di Ome Wine Trekking con Cuvée nelle vigne della Franciacorta per assaporare a casa il ricordo di una piacevole esperienza La bottiglia viene personalizzata con un'etichetta che riporta il selfie del gruppo dei partecipanti





Un bottiglia vino racchiude in sé il territorio da cui proviene. La bottiglia di Franciacorta che ricevono in dono i partecipanti al Wine Trekking con Cuvée fra le vigne dell’azienda Al Rocol di Ome racchiude in sé anche gli echi di una piacevole esperienza en plein air, da assaporare una volta tornati a casa in ricordo di una bella giornata trascorsa, magari in compagnia di amici o dei propri cari, sui colli della Franciacorta, in provincia di Brescia, fra le destinazioni più amate dagli enoturisti italiani e stranieri. Alla fine della passeggiata che si snoda lungo i percorsi più belli dal punto di vista paesaggistico e più interessanti dal punto di vista atletico-sportivo della tenuta della storica azienda vinicola franciacortina, i trekkers ricevono infatti in omaggio una bottiglia di Franciacorta contenente una Cuvée (ossia un assemblaggio) delle uve dei 3 vigneti che sono stati loro raccontati e dove si sono fermati, facendosi un selfie di gruppo, per le degustazioni previste dal Wine Trekking. A sottolineare il ricordo delle piacevoli ore trascorse fra vigne e cantina, la bottiglia viene personalizzata con un'etichetta che riporta il selfie di gruppo, datata e firmata
 
Il Wine Trekking con Cuvée dura 3/ 4 ore e viene organizzato durante il week end secondo un calendario pubblicato sul sito www.alrocol.com e, su richiesta, in ogni giorno della settimana per piccoli gruppi, in modo da poter concordare se farlo la mattina o il pomeriggio. Ad accompagnare i partecipanti il proprietario Gianluigi Vimercati Castellini o i suoi collaboratori. La passeggiata si sviluppa nel settore più remoto e selvatico della Franciacorta, dove i fianchi delle colline si fanno più pendenti e i vigneti da cui proviene il più prezioso dei vini italiani a Metodo Classico vengono coltivati su terrazzamenti ben soleggiati. Seguendo gli antichi sentieri che dalla cantina si inerpicano tra vigne, ulivi e boschi, la prima tappa è il vecchio roccolo di caccia, oggi dismesso, che dà il nome dell’azienda. All’ombra di questa straordinaria architettura vegetale, con querce secolari i cui rami si intrecciano gli uni negli altri, la prima degustazione è riservata al Satèn Martignac, il più morbido dei Franciacorta, dal perlage finissimo e persistente, che nel nome rievoca la piacevolezza della seta. Man mano si sale, la vista si apre con spettacolari scorci paesaggistici. Seconda tappa, il vigneto Ca’ del Luf (Casa del lupo) per assaggiare il Franciacorta Brut che viene prodotto dalle sue uve Chardonnay. Ultima tappa il più antico vigneto della tenuta, il vigneto Vecchio con le sue uve di Pinot Nero, che danno al Rosè Le Rive in degustazione un corpo e un vigore particolari. Il percorso si conclude con una visita guidata in cantina, che fa scoprire ai partecipanti i segreti della meticolosa e lenta lavorazione del Franciacorta.

Chi lo desidera, al termine della camminata, può gustare i genuini cibi dai sapori dimenticati preparati nel ristorante dell’Agriturismo con i prodotti dell’orto e della fattoria seguendo il ricettario della famiglia Vimercati Castellini o fermarsi a pernottare nelle stanze o negli accoglienti appartamenti ricavati nel corpo centrale della tenuta e in un vecchio rustico fra i vigneti.

Info: Azienda agricola Al Rocol - Via Provinciale,79 - Ome (Bs)
Tel/Fax 030/6852542 - www.alrocol.com - info@alrocol.com

Azienda agricola con agriturismo Al Rocol in Franciacorta
L’azienda agricola Al Rocol si trova a Ome (Bs), nel cuore di una delle regioni vitivinicole più famose d’Italia, la Franciacorta. E’ di proprietà della famiglia Vimercati Castellini, che ha tradizioni agricole risalenti al XVII secolo. Nella tenuta di 34 ettari, le vigne coltivate su terrazzamenti (da cui provengono pregiati Franciacorta) si alternano all’uliveto e al bosco dove sono tracciati itinerari per passeggiate a piedi e in sella alla mountain- bike.
Nel corpo centrale della tenuta e in un vecchio rustico ristrutturato in mezzo ai vigneti è stato ricavato un agriturismo con 15 camere e vari appartamenti e, fra vigne e bosco, è stata realizzata una grande piscina.
In tavola, varie le opzioni, dalla degustazione di piccole sfiziosità al pranzo, o alla cena, completi. Seguendo le antiche ricette della nonna Castellini, la padrona di casa, Daniela Vimercati Castellini e lo chef Fabio Orizio, cucinano piatti stagionali della tradizione bresciana e franciacortina, valorizzando i prodotti dell’orto e della fattoria.
Nell’Enoteca sono in vendita i vini e i prodotti dell’azienda (olio extravergine di oliva, mieli, marmellate, grappa, aceto), che si possono acquistare solo qui, dato non sono in vendita al di fuori dell’azienda. Visite guidate in cantina con degustazioni, corsi di cucina, attività per bambini sono programmate nell’arco di tutto l’anno. Per i bikers, noleggio mountain-bike.

IL GORGONZOLA È BUONO… ANCHE PER CHI E’ INTOLLERANTE A GLUTINE E LATTOSIO







La presenza o meno del lattosio negli alimenti è diventata un’informazione di grande interesse per i consumatori. Per questo il Consorzio per la Tutela del formaggio Gorgonzola Dop ha commissionato ad un ente terzo, il Centro di Ricerca CREA di Lodi (ex – Istituto sperimentale lattiero caseario), una ricerca che ha confermato un risultato ampiamente atteso: il contenuto di lattosio nel Gorgonzola è ben al di sotto del limite ministeriale per definire un formaggio “naturalmente privo di lattosio”: <0.1 g/100g.

Perché questo sia possibile è molto semplice! - Nel Gorgonzola il lattosio, lo zucchero caratteristico del latte, viene consumato dai batteri lattici nel corso della fermentazione ed è quindi virtualmente assente. Un’ottima notizia per chi soffre di questa intolleranza che, in Italia oscilla intorno al 50 % della popolazione, in particolar modo al Sud, e rappresenta una percentuale maggiore che nel resto d’Europa.

Anche l’intolleranza al glutine, piuttosto sottostimata, è in crescita esponenziale nel nostro Paese. In base ai dati del Ministero della Salute, in Italia i celiaci diagnosticati sono circa 600.000, quasi l’1% della popolazione, con un 10% di nuove diagnosi ogni anno. La celiachia viene scoperta spesso in età adulta, con una frequenza di circa tre volte superiore nelle donne rispetto agli uomini. Per questo il Consorzio Gorgonzola, attraverso una verifica tra i propri produttori associati, ha constatato che il penicillum utilizzato nella produzione di formaggio Gorgonzola Dop e caratterizzante il processo delle muffe nel formaggio, è gluten free in quanto la farina di frumento usata come substrato di crescita delle muffe è stata sostituita con l’amido di riso, cereale naturalmente privo di glutine. In questo modo anche gli intolleranti al glutine possono consumare il Gorgonzola DOP in assoluta tranquillità.

A proposito di muffe. Non fa male forse ribadire - come fa notare il Prof. Roberto Foschino – che le muffe che conferiscono al Gorgonzola Dop le caratteristiche venature blu-verdastre e/o grigio-azzurre (erborinatura) “sono muffe ‘buone’ , ovvero colture selezionate e adatte al consumo, e non hanno nulla a che vedere con quelle che possono svilupparsi durante la conservazione degli alimenti”.
Ma ci sono altre cose di cui è privo il Gorgonzola! - Additivi e conservanti, ad esempio. Per conservare il Gorgonzola Dop, infatti, sono sufficienti solo la pastorizzazione del latte e il sale. Questi due ingredienti, aggiunti a caglio, fermenti lattici, muffe e lieviti selezionati, sono tutto ciò che occorre per produrre il Gorgonzola Dop.

Per i consumatori di oggi è molto importante conoscere esattamente il contenuto di ciò che portano a tavola. Queste utili informazioni fanno parte dell’orientamento sempre più diffuso verso stili di vita corretti e un’alimentazione equilibrata, evitando abitudini dannose per l’organismo. Il semplice concetto di “mantenersi in salute” si sta evolvendo rapidamente nel concetto più ampio di benessere inteso come “stare bene” che si traduce, a tavola, nella costante ricerca del perfetto equilibrio tra ciò che fa bene e ciò che appaga i sensi e soddisfa il gusto.

Vi proponiamo di seguito un piatto unico, completo e bilanciato.


INSALATA DI FARRO PERE E GORGONZOLA

DIFFICOLTÁ: FACILE
PREPARAZIONE 45 min.


DOSI PER 4 PERSONE

Ingredienti per 4 persone
60 g di Gorgonzola piccante DOP
1 cucchiaino di Aceto bianco
300 g Farro
1 cucchiaio di Miele
4 cucchiai di Olio di oliva extravergine
2 pere
1 mazzetto di Rucola
Sale e pepe quanto basta





Preparazione

Sciacquate il farro e lessatelo in abbondante acqua salata per 45 minuti circa (o per il tempo indicato sulla confezione). Sgocciolatelo, lasciatelo intiepidire e trasferitelo in una ciotola capiente.
Mescolate l’olio extravergine in una ciotolina con l’aceto, il miele, un pizzico di sale e una generosa macinata di pepe, mescolate e tenete da parte. Lavate la rucola, sgocciolatela e spezzettatela grossolanamente. Tagliate il gorgonzola a pezzetti. Lavate le pere senza sbucciarle, asciugatele, tagliatele a spicchi, eliminate il torsolo e poi riducetele a fettine molto sottili. Aggiungete al farro le
foglie di rucola, le fettine di pera e i pezzetti di gorgonzola, condite con la salsina al miele e servite.
Se vi piace, potete arricchire l’insalata con 4-5 gherigli di noce sminuzzati grossola

mercoledì 30 agosto 2017

BIOSAPORI INAUGURA IL 23 SETTEMBRE UN NUOVO PUNTO VENDITA A THIENE

Biosapori replica con un nuovo punto vendita: l’11 settembre apre al pubblico il decimo negozio dedicato al mondo del biologico, a Thiene (VI), mentre il taglio del nastro sarà previsto per sabato 23. Una realtà nata dallo spirito imprenditoriale di Adriana Cazzin, che da vent’anni promuove una selezione di oltre 20.000 referenze biologiche e biodinamiche.

La famiglia Biosapori si allarga. L’11 settembre al via l’apertura al pubblico del decimo negozio specializzato in prodotti biologici e biodinamici a Thiene, in Via delle Arti, 3, in provincia di Vicenza, mentre il taglio del nastro sarà per sabato 23. Uno spazio di circa 1000 mq, con ampio parcheggio, si unisce ai precedenti punti vendita di Vicenza, Bassano del Grappa, San Giuseppe di Cassola, Treviso, Castelfranco Veneto, Villorba, Castagnole di Paese e Noventa Padovana.
Dal 21 al 23 settembre, in occasione dell’inaugurazione, ci sarà uno sconto del 15% sulla spesa.
Il mondo Biosapori soddisfa le esigenze di chi ricerca uno stile di vita sano e naturale ed offre una ricca selezione di oltre 20.000 referenze tra alimenti biologici, biodinamici, rimedi fitoterapici e cosmetici bio. La mission del marchio Biosapori è quella di garantire prezzi di vendita equi, sostenibili per i consumatori e per i produttori, instaurando con questi ultimi relazioni dirette e sinergie di collaborazione. Un impegno quotidiano portato avanti con passione al fine di contribuire alla diffusione di una conoscenza e di una cultura del biologico, che tutela l’ambiente e il naturale ciclo di produzione e promuove la biodiversità e il benessere.
“Il nostro obiettivo è quello di fare cultura nel mondo del biologico attraverso un percorso quotidiano di selezione verso ciascun prodotto che proponiamo, supportando allo stesso tempo i piccoli agricoltori e le economie locali – afferma Adriana Cazzin – Rendiamo i nostri clienti consapevoli del valore dell’agricoltura biologica e biodinamica e del ruolo chiave della sana alimentazione per un corretto stile di vita.”
Il negozio di Thiene offrirà un percorso quotidiano verso un modo di vivere sano, sostenibile ed etico, che si arricchisce di cultura e conoscenza oltre che di ambienti studiati per accompagnare il consumatore in un’esperienza completa.
Grande attenzione viene posta al banco del fresco e al settore Frutta e Verdura, dove la selezione dei prodotti viene fatta direttamente sul campo, rispettandone il ciclo di vita per garantire la migliore qualità, secondo modelli di produzione etici e sostenibili.
Nel settore Erboristeria, la famiglia Biosapori propone una ricca selezione di prodotti biologici per la cosmesi, il benessere e la cura della persona. Qui erboristi, nutrizionisti, naturopati e chinesiologi offrono quotidianamente una consulenza completa che va dall’ascolto di esigenze specifiche, alla scelta di rimedi più adatti, secondo un approccio olistico e naturale.
Anche il Ristorante Biosapori, in un ambiente accogliente, offre quotidianamente modelli alimentari all’insegna della sostenibilità, con un’ampia varietà di ricette in grado di soddisfare i più moderni canoni di alimentazione. Prodotti del territorio e cibi poco conosciuti, ma ottimi dal punto di vista nutrizionale, si arricchiscono di antichi cereali come il teff o grano saraceno, amaranto e miglio per combattere le intolleranze alimentari. Il ristorante diviene così un percorso per conoscere meglio i prodotti e trovare spunti creativi e nuovi stili di alimentazione.
Nella Caffetteria Biosapori proposte di dolci di produzione propria, torte crudiste e vegane, oltre a una selezione di caffè di cultivar biologiche selezionate; a completare l’offerta, la Gastronomia da asporto, che propone una cucina varia e salutistica, disponibile anche al servizio catering.
In programma un  ricco calendario di eventi e iniziative speciali, Cene a tema che propongono le cucine del mondo con ricchi buffet e Corsi di cucina per diffondere la cultura di sani stili di vita. Tra i momenti più rilevanti, la Festa di Primavera e la Festa d’Autunno offrono degustazioni specifiche di prodotti e sconti speciali.
Il progetto Biosapori è un’idea di Adriana Cazzin, imprenditrice lungimirante, che ha creduto nel valore del biologico tanto da creare una realtà dalla forte identità e oggi stimata tra le migliori del settore. Un’intuizione che le permise di creare, trentadue anni fa, il piccolo pastificio artigianale L’Origine, cui è seguita, circa dieci anni dopo, una gastronomia specializzata nella proposta di nuove referenze: sofficini di miglio, quinoa e farro, tortelli vegan, torte salate di verdure, seitan, oltre alla produzione di pane e pizze con lievito madre, con sede a Pove del Grappa. Tutti i prodotti sono disponibili  nei dieci punti vendita.
Biosapori oggi rappresenta una realtà imprenditoriale di grande valore economico per tutto il territorio. Oltre 130 dipendenti, con una media d’età di soli 28 anni, concorrono a definire il sistema di un’azienda moderna e innovativa. La passione, la costante proiezione verso le nuove esigenze di consumo, unite al valore umano, fanno della famiglia Biosapori il pioniere e il portavoce del mondo del biologico certificato.

Nella rivista Plein Air di settembre Arte & Storia, Verde & Sapori: FORLI’ città nel cuore della Romagna






E’ da oggi in edicola il n. di settembre della rivista Plein Air.  Vi compare un servizio sulla città di Forlì, curato da Roy Berardi.  
 
Sette pagine, molte foto, il servizio esplica le potenzialità della città del “cuore geografico e sentimentale “ della Romagna per agganciare domande del nuovo turismo:  la vocazione di emergente città d’arte di Forlì (vie, piazze e monumenti già rivelano intriganti stratificazioni storiche, esaltate poi nei musei cittadini), si accompagna alle opportunità  per la bicicletta e il turismo attivo, nonché alla tradizionale  offerta  della terra e della tavola romagnole.
 
Nell’articolo, che si avvale anche di box dedicati al Razionalismo, alle figure di Saffi, Caterina Sforza e info utili alla visita, si elogia la possibilità (come in poche altre città) di fermare anche il camper in un parcheggio strategico e di “frontiera”: tra l’ingresso ciclopedonale per il vicinissimo nucleo storico e l’area verde del Parco Urbano e Parco fluviale Montone. 
 
L’invito della rivista  ai camperisti ed al popolo pleinair a visitare la città di Forlì giunge nel mese di settembre, in coincidenza col Salone del  Camper di Parma, ma soprattutto con l’evento in Forlì di  PERSONAE - Settimana del Buon Vivere e della Notte Verde che terrà cartellone dal 22 settembre al 1* ottobre, con la  presenza del grande fotografo Eliott Erwin

Il Wine Bar di Terre di Campania a Scenari Casamarciano

Dal 1 al 10 settembre l’Associazione Culturale guiderà gli ospiti dell’evento alla scoperta delle eccellenze enologiche della nostra regione.
Terre di Campania sarà ospite speciale del festival nazionale Scenari Casamarciano, la kermesse dedicata al teatro e alla musica che si svolge nella suggestiva location di Santa Maria del Plesco dal 1 al 10 settembre, presso il comune napoletano. In occasione dell’evento, l’Associazione Culturale Terre di Campania, impegnata sin dalla sua fondazione in progetti concreti di promozione e valorizzazione del territorio, gestirà un vero e proprio Wine Bar dell’eccellenza enologica della nostra regione. L’iniziativa sarà ospitata presso uno degli stand messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Casamarciano lungo lo splendido belvedere antistante l’edificio religioso che fungerà da scenografia per gli spettacoli in programma. Per l’occasione, presso il Wine Bar di Terre di Campana, gli ospiti dell’evento potranno degustare il meglio dei vini prodotti in provincia di Avellino, accompagnati da gustose prelibatezze dei nostri territori, come pizza lambriata, ciliegine di bufala e formaggi tipici della tradizione casara locale.
Tre le aziende partecipanti che metteranno a disposizione del pubblico la propria cucina e i propri prodotti tipici, eccellenze del territorio campane.
Azienda Salvatore Molettieri
L'Azienda vitivinicola Salvatore Molettieri Cantina in Montemarano nasce nel 1983, conferendo dignità imprenditoriale ad una lunga esperienza contadina e ad una tradizione vitivinicola che risale indietro nel tempo di almeno quattro generazioni. Dal 1983 l'azienda si è notevolmente evoluta, pur conservando intatta originaria identità di azienda agricola. Un lungo lavoro negli antichi vigneti di famiglia e trent'anni di esperienza aziendale hanno implementato le conoscenze di Salvatore, vignaiolo sul campo e produttore in cantina, portando l'Azienda ad occupare una posizione di rilievo sul mercato enologico nazionale ed internazionale. Tra i prodotti d'eccellenza e riconosciuti ufficialmente abbiamo l'Aglianico DOC e il suo derivato più maturo, il Taurasi DOCG.
Le Forme del Latte
L'azienda casearia Le Forme del Latte, situata nel nolano, produce latticini e formaggi seguendo le più attente e severe norme di lavorazione del prodotto, unendo modernità e tradizione per poter creare un prodotto d'eccellenza e di alta qualità. Attraverso le sue produzioni, che vanno dalla mozzarella di bufala, al provolone del Monaco, passando per la Burrata, la Caciobufala Sorrentina e lo Stracco di Bufala, l'azienda intende offrire non solo un prodotto, ma anche la sua storia e la sua tradizione.
Panificio Mercadante
Il panifico Mercadante con sede in San Vitaliano, attivo dal 1990, è una realtà d'eccellenza presente sul territorio dell'agro-nolano che vanta una straordinaria abilità nella preparazione del pane e dei prodotti da forno in generale. Pizze al forno, panuozzi, freselle, taralli e tutte le tipologie di pane sono preparate con grande maestria e con l'utilizzo di eccellenti materie prime. Il panificio Mercadante ha, inoltre, sposato l'idea del mangiar sano proponendo ai suoi clienti una linea di "pani del benessere" utilizzando impasti ai carboni vegetali, ai 7 cereali, all'avena, alle segale e ai semi di zucca.
Gli ospiti saranno accompagnati in uno speciale percorso esperienziale che prevede, oltre che l’assaggio, anche il racconto delle caratteristiche e delle storie legate ai prodotti presentati. Casamarciano e il festival nazionale Scenari diventano, dunque, un nuovo palcoscenico dove poter ancora un volta conoscere e assaporare, guidati da Terre di Campania, il bello e il buono della nostra regione.
Il Wine Bar di Terre di Campania sarà aperto tutti i giorni dell’evento a partire dalle ore 20,00.

Laboratorio audiovisuale sloveno



Nell’ambito del Festival Sguardi sui territori promosso dall’Ecomuseo delle Acque, sabato 2 settembre sono in programma a Gemona del Friuli presso il Lab Terremoto in piazza Municipio 5 due incontri aperti al pubblico: in mattinata la conferenza Profilo storico del film etnografico italiano (9-12.30), a cura di Fabrizio Magnani e Roberta Tucci; nel pomeriggio il seminario L'etnografia visuale slovena. Presentazione della produzione del Laboratorio audiovisuale (15-19.30), a cura dell’Istituto di Etnologia Slovena, con i registi Manca Filak, Žiga Gorišek, Naško Križnar, Špela Ledinek Lozej e Miha Peče.

Il Laboratorio audiovisuale è la più antica istituzione della Slovenia operante nel campo dell’antropologia visuale. È stato fondato nel 1983 come dipartimento indipendente, nel 1999 è entrato a far parte dell’Istituto di Etnologia Slovena. Il fondatore e primo direttore del Laboratorio è stato Naško Križnar, spiritus movens dell’antropologia visuale slovena, successivamente la direzione è stata assunta da Miha Peče (entrambi saranno presenti a Gemona). Il Laboratorio, che ha al suo attivo 615 unità audiovisive editate in durate e generi diversi, organizza il Festival internazionale “I giorni dei film etnografici” (dal 2007) e la Scuola estiva di etnografia visuale (dal 1997).
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info 338 7187227

Programma di sabato 2 settembre

LAB Terremoto, piazza Municipio 5


ore 9.00-12.30
conferenza Profilo storico del film etnografico italiano
a cura di Fabrizio Magnani e Roberta Tucci
L’incontro consentirà di analizzare un’ampia varietà di tipologie di prodotti visivi e audiovisivi realizzati da registi, documentaristi, antropologi, finalizzati a rappresentare le culture nel loro insieme o in aspetti peculiari. Fabrizio Magnani proporrà una panoramica storico-critica del film etnografico in Italia, soffermandosi sulle diverse impostazioni e affrontando le questioni metodologiche; Roberta Tucci punterà su alcuni documentari scelti per la loro importanza e rappresentatività e li commenterà anche in relazione alle connessioni territoriali. I due interventi saranno accompagnati dalla proiezione di filmati, interi o in estratti, significativi del percorso compiuto dall’antropologia visuale in Italia dai suoi inizi fino ad oggi.
 
Fabrizio Magnani è dottore di ricerca in discipline demoetnoantropologiche presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Ha condotto numerose attività di ricerca in Italia e all’estero nel campo dell’espressività di tradizione orale, della memoria collettiva e storica dei luoghi. Ha collaborato con la British Library e il Laboratorio di antropologia visiva “Diego Carpitella” e svolto attività didattica nel campo dell’antropologia visuale. Come antropologo e film-maker ha lavorato alla produzione di audiovisivi e film di ricerca etnografica. Attualmente collabora con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari e con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Mibact occupandosi di temi inerenti al patrimonio culturale immateriale e alla catalogazione dei beni demoetnoantropologici.
Roberta Tucci etnoantropologa, si è formata a Roma con Diego Carpitella. Già funzionaria del Centro di Documentazione dei beni culturali della Regione Lazio e successivamente responsabile del Servizio beni etnoantropologici dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Mibact, è membro del Comitato tecnico scientifico dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese. La sua attività di ricerca si è incentrata prevalentemente sui patrimoni culturali immateriali. Tra le sue pubblicazioni: Beni culturali immateriali, patrimonio immateriale: qualche riflessione fra dicotomie, prassi, valorizzazione e sviluppo (2013); Beni culturali immateriali, in “Enciclopedia Treccani” (2015).

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L’etnografia visuale slovena. Presentazione della produzione del Laboratorio audiovisuale a cura dell’Istituto di Etnologia Slovena, Centro di Ricerca Scientifica dell’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti

ore 15.00-17.00
Presentazione del Laboratorio audiovisuale, a cura di Miha Peče
Proiezione di film e discussione con l’autore Naško Križnar
modera Roberto Dapit

Il Natale ortodosso a Lezaje - Badnjak (1988, 31’) di Naško Križnar
Il film mostra gli eventi del Natale ortodosso nel villaggio di Ležaje in Bukovica, Dalmazia Centrale. Badnjak è il giorno che precede il Natale, quando Lazar Ležaja, capofamiglia, macella due capre per celebrare la festa e taglia una quercia, pure chiamata badnjak. La sera la famiglia si riunisce in casa (vatrenica, da vatra che significa “fuoco”), dove viene bruciata la quercia e atteso il Natale. Badnjak è la giornata del digiuno, l’arrosto viene preparato per il pranzo e la cena natalizi, quando anche i parenti della città si uniscono alla festa.
 
La lavorazione delle scandole (2013, 24’) di Naško Križnar
Le scandole di legno sono un antico rivestimento utilizzato per la copertura dei tetti nelle zone alpine. Il legno di cui si fa uso è quello dell’abete rosso. Partendo da un tronco lungo circa 110 cm, l’artigiano Peter Kos provvede a tagliarlo longitudinalmente in spicchi, di cui utilizza due bande esterne di 10 cm scartando il nucleo. Le assi così ottenute vengono poi appoggiate ad un supporto e suddivise in scandole. Per fare questo l’artigiano utilizza un coltello particolare e un maglio di legno o gomma, le scandole vengono poi legate in fasce e asciugate. Kos usa le scandole per ricoprire i tetti, in particolare quelli delle chiese, in Austria e Slovenia.

ore 17.00-17.30
Pausa caffè

ore 17.30-19.00
Proiezione di film e discussione con gli autori Miha Peče, Manca Filak e Žiga Gorišek, Špela Ledinek Lozej
modera Roberto Dapit

Il mosaico di Labor (2011, 29’) di Miha Peče
Le persone in un piccolo paese, quartiere o edificio, si dividono ancora tra autoctoni e nuovi arrivati? Oggi questo confronto/scontro può considerarsi superato: la gente è mobile e si sposta su territori sparsi e ampi. Ma forse l’identità territoriale e locale attrae ancora. Queste domande attraversano il film in modo discreto, quando si sentono gli abitanti di Labor, piccolo paese in Istria, spiegare le storie della loro migrazione (alcuni sono immigrati recentemente nel paese, altri se ne sono andati alcuni decenni fa).
 
Lavorazione della maschera: il “Brutto” (2010, 11’) di Miha Peče
Il film presenta la lavorazione della maschera del Brutto per il Carnevale di Drežnica, un paese vicino a Caporetto. Il Carnevale di Drežnica è un evento tradizionale importante, dal 2012 è inserito nel Registro del patrimonio culturale immateriale della Slovenia. Il film prende la forma di un clip audiovisivo e fa parte della documentazione compresa nel Registro, il cosiddetto allegato audiovisuale. Viene mostrata solo una piccola parte del rituale assai complesso e lungo, quando i ragazzi diventano giovani adulti. Il Brutto è di solito il primo personaggio interpretato dai novizi, e visivamente anche quello più spaventoso.
 
Zvonko e Ivanka (2015, 15’) di Manca Filak e Žiga Gorišek
Zvonko e Ivanka è il secondo film etnografico realizzato insieme da Filak e Gorišek. Presenta la vita di un’anziana coppia che abita in un piccolo paese della Bela Krajina (Slovenia). Il loro rapporto viene documentato attraverso le varie attività, come il taglio della legna, che fanno parte della routine quotidiana. Il film è stato realizzato per la “Scuola estiva di etnografia visuale” di Lubiana nel 2015.
 
Zoccoli caldi (2016, 11’) di Špela Ledinek Lozej
Da cinque anni Alberto Pischiutti, allevatore di Gemona, sale e scende con le manze a piedi all’alpeggio estivo nelle Alpi Giulie, aiutato dalla famiglia, parenti e amici. Nel film, realizzato nell’ambito del progetto Talents Cult-Alps, viene documentato il trasferimento da Chiusaforte ad Amaro, effettuato nel 2016. In questa ricerca la videocamera non è servita solo a documentare visivamente il cammino delle persone e il movimento del bestiame, ma ha anche consentito alla ricercatrice di inserirsi nel contesto e comunicare con i soggetti coinvolti.

Gli autori


Naško Križnar
Si è laureato in etnologia e archeologia alla Facoltà di Lettere dell’Università di Lubiana nel 1970. Presso la stessa Università nel 1996 ha ottenuto il dottorato di ricerca. Nel 1972 ha iniziato ad operare come esperto di etnologia presso il Museo di Nova Gorica. Dal 1983 al 2012, anno del suo pensionamento, ha lavorato presso il Centro di Ricerca Scientifica dell’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti di cui è stato cofondatore e responsabile del Laboratorio audiovisuale. Dedicatosi alla produzione di film e registrazioni audiovisuali e allo studio della metodologia della ricerca visiva in etnologia, è autore di numerosi film etnografici, documentari e sperimentali.
Miha Peče
Laureato in sociologia della cultura e in storia dell’arte alla Facoltà di Lettere dell’Università di Lubiana nel 2001, dallo stesso anno ha iniziato ad operare presso il Centro di Ricerca Scientifica dell’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti come assistente nel Laboratorio audiovisuale. La sua occupazione principale è la produzione di film etnografici, sia come autore indipendente sia come collaboratore nelle riprese e nel montaggio. Condivide conoscenze ed esperienze partecipando a workshop e convegni. Oltre all’etnografia visuale i suoi interessi riguardano anche i film sperimentali e l’umanistica digitale.
Manca Filak e Žiga Gorišek
Entrambi si sono laureati in etnologia e antropologia culturale e stanno completando il dottorato di ricerca presso l’Università di Lubiana. Hanno realizzato vari film etnografici che sono stati presentati a diversi festival. Il film di Filak sulla storia d’amore di una ragazza colpita da una paralisi cerebrale (Ti porterò al mare, 2012) ha ottenuto il Premio d’argento al Festival internazionale “Asterfest” di Strumica (Macedonia). Il loro primo progetto comune è stato il film dedicato al più vecchio marinaio in Slovenia (Il capitano e il suo venerdì, 2013).
Špela Ledinek Lozej
Dopo essersi laureata nel 1999 in etnologia e antropologia culturale e in storia dell’arte presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Lubiana, nel 2012 ha ottenuto il dottorato di ricerca in etnologia. Nel 2000 ha iniziato a lavorare come assistente di ricerca presso l’Istituto di Etnologia Slovena del Centro di Ricerca Scientifica dell'Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti. Nel 2016 ha conseguito una borsa di studio nell’ambito del progetto Talents Fellowship Programme presso l’Università di Udine.
 
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Segreteria del Festival
Ecomuseo delle Acque del Gemonese
largo Beorcje 12 - 33013 Gemona del Friuli
tel +39 338 7187227 - info@ecomuseodelleacque.it

martedì 29 agosto 2017

Ticinowine : Presentazione dell'Annata 2015


Lunedì, 4 Settembre, 2017
13:00 - 19:30


Presentazione dell’annata 2015
Lunedì, 4 Settembre, 2017
13:00 - 19:30
Palazzo dei Congressi - Piazza Indipendenza 4, 6900 Lugano


Ritorna al Palazzo dei Congressi di Lugano l’evento
“Presentazione dell’Annata” organizzata da Ticinowine.

Una sessantina le aziende presenti all’evento
che vi faranno scoprire le caratteristiche dell’annata 2015:
una delle più piccole vendemmie, sotto l’aspetto
quantitativo, ma che ha permesso di produrre vini
concentrati dal frutto maturo e dall’eleganza,
che contraddistingue da sempre le grandi annate.

Il Ticino non è solo Merlot: negli anni i produttori hanno
iniziato a coltivare nuovi vitigni bianchi e rossi
che attirano sempre più l’interesse degli appassionati.

Diventate protagonisti di un evento unico del vino ticinese
con 58 cantine presenti e oltre 200 vini in degustazione.

Razor, COOP99, In Between Art Film, Vivo film e Schortcut Films presentano LOOKING FOR OUM KULTHUM il nuovo film dell’artista iraniana Leone d’Argento SHIRIN NESHAT




in concorso alle
74. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica
Biennale di Venezia

Produce anche l’ITALIA con IN BETWEEN ART FILM e VIVO FILM
Looking For Oum Kulthum, il nuovo film dell'artista visiva e regista iraniana Shirin Neshat, sarà presentato in prima mondiale a Venezia, in concorso nella sezione indipendente Venice Days - Giornate degli Autori della 74. Mostra Internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia.
Looking for Oum Kulthum è uno dei dodici 12 film selezionati da tutto il mondo che concorreranno per i premi ufficiali delle Giornate degli Autori (Premio Giornate degli Autori, assegnato dalla Giuria Ufficiale presieduta dall'attrice e regista iraniana Samira Makhmalbaf; Premio del Pubblico BNL offerto da BNL Gruppo BNP Paribas a cui partecipano i film della Selezione Ufficiale; Label Europa Cinemas, dedicato ai film di produzione e co-produzione europea) e per i premi paralleli della Mostra Internazionale d’arte cinematografica, consegnati in occasione della cerimonia ufficiale in programma l'ultimo giorno della Mostra.
Questo il programma delle proiezioni ufficiali a Venezia:

- mercoledì 30 agosto 2017, ore 22.15
Sala Perla 2
SOLTANTO per accreditati (Press, Industry)

- sabato 02 settembre 2017, ore 17.00
Sala Perla
PREMIERE / PROIEZIONE UFFICIALE
Biglietti e tutti i tipi di accredito
A seguire Q&A

- venerdì 08 settembre 2017, ore 11.30
Sala Perla
Tutti i tipi di accredito
Shirin Neshat, nel suo raffinato lavoro artistico e fotografico, da sempre esplora e sottolinea i conflitti di genere e le difficili condizioni sociali delle donne all'interno del mondo islamico. Il mondo femminile, con i suoi drammi, le sue battaglie e la sua innegabile e drammatica bellezza ritorna al centro della sua ricerca attraverso la figura della leggendaria cantante egiziana Oum Kulthum. 
Mitra, un’artista ambiziosa, madre e moglie quarantenne, s’imbarca nel sogno di una vita: fare un film sulla sua eroina, la leggendaria cantante del mondo Arabo Oum Kulthum.
Il suo obiettivo è esplorare le lotte, i sacrifici e il prezzo del successo di Oum Kulthum, un’artista donna che vive in una società conservatrice e dominata da uomini.
Durante le riprese del film, tuttavia, l’improvvisa scomparsa di suo figlio adolescente e la crescente difficoltà di catturare l’essenza di Oum Kulthum come donna, come artista, come mito porteranno Mitra ad una profondissima crisi emotiva ed artistica.

Looking For Oum Kulthum è un film di Shirin Neshat, in collaborazione con Shoja Azari. Con Neda Rahmanian (Mitra), Yasmin Raeis (Ghada), Mehdi Moinzadeh (Amir), Kais Nashif (Ahmed/latif), Najia Niazi (Oum Kulthum ); sceneggiatura di Shoja Azari e Shirin Neshat in collaborazione con Ahmad Diba; produttori Gerhard Meixner, Roman Paul, Bruno Wagner, Martin Gschlacht, Antonin Svoboda, Shirin Neshat, Shoja Azari; co-produttori Beatrice Bulgari, Marta Donzelli, Gregorio Paonessa, Georges Schoucair; executive producer Jérôme de Noirmont; fotografia Martin Gschlacht; montaggio Nadia Ben Rachid; scenografia Erwin Prib; costumi Mariano Tufano; parrucco Desideria Corridoni; trucco Antonello Resch;/ musiche originali Amine Bouhafa; mixage Claus-Benischke-Lang; organizzatore generale Ole Nicholaisen; casting Marwa Gabriel.
Una produzione Razor Film in coproduzione con Coop99, In Between Art Film, Vivo film, Schortcut Films in associazione con Doha Film Institute, in collaborazione con ORF, in associazione con Noirmontartproduction, con il supporto di Austrian Film Institute, FISA – Film Industry Support Austria, Medienboard Berlin-Brandenburg, Vienna Film Fund, Regione Lazio; vendite estere The Match Factory; durata 90 minuti; Paesi Germania, Austria, Italia, Qatar, Libano.

PRIMO CONVEGNO INTERNAZIONALE PER AFFRONTARE LA VIOLENZA SULLE DONNE

OSSERVATORIO CENTRO STUDI ERICKSON
CAMBIARE SI PUÒ.
CONTRASTARE LA VIOLENZA SULLE DONNE
ATTRAVERSO LA RI-EDUCAZIONE DEGLI UOMINI MALTRATTANTI
Palacongressi di Rimini |13 e 14 ottobre 2017
La violenza sulle donne non è fatta solo di aggressioni che sfociano in femminicidi. Spesso nasce e si concretizza incomportamenti sbagliati e controllantiforme di violenza subdole e striscianti che è difficile riconoscere – soprattutto se perpetuate all’interno di una relazione di coppia - con il rischio che passino per “normalità”. Quando gli uomini, nelle relazioni affettive, usano il loro potere per ferire, punire e controllare viene violato il diritto delle donne e dei bambini di vivere liberamente e al sicuro.
L’idea di fondo, ormai ampiamente condivisa a livello internazionale, è quella di agire in modo che questi comportamenti vengano arginati e ridotti, offrendo agli “uomini maltrattanti” percorsi di recupero con strumenti per cambiare, in modo da evitare l’esacerbarsi della violenza stessa e tutelare le vittime. È un lavoro di grande valenza sociale svolto in Italia da circa 25 centri impegnati su questo fronte (vedi infografica). Ogni anno sono circa 300 gli uomini accolti, di diversa estrazione sociale, disposti a iniziare un percorso di riabilitazione. Secondo i dati che emergono dal CAM di Firenze, il primo e tra i più noti avamposti di questo lavoro presieduto dalla dottoressa Alessandra Pauncz, in base alle richieste pervenute negli ultimi 7 anni di attività è possibile affermare che l’utenza è formata da uomini che hanno agito una qualche forma di violenza contro la propria partner o ex partner, per la maggior parte di nazionalità italiana (92%) e per la maggior parte padri (il 77% ha almeno un figlio). Così come la letteratura non individua un profilo standard circa l’uomo che agisce violenza nelle relazioni affettive, anche l’esperienza del CAM mostra come il comportamento violento sia trasversale per età e status socio-economico con il 62% degli accessi nella fascia di età 31 – 50 anni. Stessa omogeneità di distribuzione riguarda anche la professione degli uomini che si sono rivolti al CAM, con una distribuzione abbastanza uniforme tra liberi professionisti e operai e un picco tra i dipendenti (sia pubblici che privati), ben il 36%. Infine, la maggior parte dell’utenza si trova ancora in relazione con l’ultima partner contro la quale è stata agita violenza.
«Quando lavoriamo con uomini che sono violenti non troviamo dei mostri assetati di sangue, ma semplicemente uomini che hanno appreso un linguaggio in cui per un uomo è legittimo e giusto prevaricare sugli altri ed in particolare su donne e bambini. C’è un sottile linguaggio del privilegio maschile, che fa sì che gli uomini pensino di essere legittimati ad essere violenti, senza mai percepire le proprie azioni come violente», afferma Alessandra Pauncz, che parteciperà come relatrice al Convegno Erickson “Affrontare la violenza sulle donne – Prevenzione, riconoscimento e percorsi d’uscita” in programma a Rimini il 13 e 14 ottobre.
Centri come il CAM non solo permettono di contrastare la violenza domestica, intervenendo sugli autori della violenza attraverso programmi psicoeducativi, ma svolgono una fondamentale funzione di formazione sui temi relativi a uomini maltrattanti anche sul piano nazionale.
«Credo che il primo passo per cambiare la cultura della violenza sia riconoscerla e nominarla. Se consideriamo “normale” offendere quando siamo in disaccordo con qualcuno, alzare la voce per prevaricare nella discussione, rompere oggetti quando siamo esasperati e qualche volta tirare uno schiaffo ai nostri figli quando ci mancano di rispetto, saremo portati a pensare che questi comportamenti siano normali e non fare niente per cambiare atteggiamento” prosegue Pauncz. «Se vogliamo cambiare un certo tipo di cultura è necessario trovare dei modi per mettere in luce questo modello di mascolinità evidenziando quanto il privilegio di genere sia connesso alla percezione di legittimità della violenza. Finché questi aspetti rimangono nascosti continuiamo a condannare ed esecrare la violenza quando assurge ai fatti di cronaca per efferatezza e crudeltà, ma lasciamo inalterato il tessuto sociale che alimenta ogni giorno i mille atti di violenza quotidiani nascosti dalla “normalità”». 
Attualmente, in Italia, l’adesione a questo tipo di programmi è esclusivamente volontaria. Gli uomini possono arrivarvi di propria iniziativa oppure su invio di servizi sociali, forze dell’ordine, avvocati o magistrati.
All’interno di questi centri si parte da una semplice accoglienza telefonica agli uomini che agiscono violenza o a tutte le persone che hanno difficoltà a gestire una situazione di maltrattamento e hanno bisogno di consulenza. A seguito della telefonata vengono effettuati dei colloqui iniziali con i maltrattanti per cercare di capire insieme che percorso sia possibile effettuare per interrompere la violenza. Il Centro offre quindi una serie di consulenze e gruppi psicoeducativi per aiutare e sostenere gli uomini nel loro cambiamento. Per quanto riguarda l’attività di formazione, essa è parte integrante del lavoro di promozione del cambiamento culturale con gli operatori che aiutano a mettere in discussione stereotipi e convinzioni profonde e radicate sulla violenza.
Non è semplice ottenere dati scientifici sulla recuperabilità degli uomini maltrattanti. Grazie però all’elaborazione dei dati dei centri legati al CAM di Firenze si è visto che la difficoltà maggiore è quella di superare le prime fasi di terapia, quando il 40% dei pazienti abbandona e non torna più. Per coloro che invece continuano, si osserva che dopo due mesi interrompono la violenza fisica nei confronti delle loro compagne, e allo stesso tempo si sviluppa una riflessione sulle motivazioni che portano alla violenza psicologica, economica, sessuale. Un percorso difficile documentato nel libro “Da uomo a uomo” - scritto dalla dotteressa Pauncz ed edito da Edizioni Centro Studi Erickson – grazie alle molte e interessanti testimonianze di uomini che hanno deciso di rendere pubblica la propria esperienza.
Allora quando è il caso di rivolgersi a un Centro Ascolto Uomini Maltrattanti? Ecco una semplice lista fornita dal CAM di Firenze di comportamenti adottati nelle relazioni con la partner o con i figli che devono fungere da campanello di allarme, e spingere un uomo a rivolgersi a un centro specializzato. 
1. Fare o dire delle cose che dopo fanno stare male
2. Cercare di impedire alla propria partner di fare qualcosa che voleva fare (Come mettere un particolare vestito, uscire con le amiche, avere un lavoro o studiare)
3. Seguire o controllare i movimenti della propria partner (magari telefonando o mandando costantemente messaggi ad orari strani)
4. Provocare paura nella partner e/o nei figli
5. Fare pressioni alla partner o ad altre donne per fare sesso quando non vogliono
6. Essere gelosi e/o accusare la partner di prestare troppa attenzione a qualcun altro
7. Schiaffeggiare, picchiare, spingere la propria partner o minacciare di farlo
8. Offendere, criticare, far sentire stupida per le proprie idee la propria compagna o/e i figli
9. Controllare le finanze, magari verificando tutte le spese di casa e non permettendo alla partner un uso personale dei soldi
10. Non riconoscere se stesso quando ci si comporta in un certo modo 
Tutte queste tematiche verranno discusse in occasione del Convegno Internazionale “Affrontare la violenza sulle donne – Prevenzione, riconoscimento e percorsi di uscita” organizzato dal Centro Studi Erickson al Palacongressi di Rimini i prossimi13 e 14 ottobre.

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