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mercoledì 16 dicembre 2020

“Twenty”, un diamante firmato Scriani Un vino che racconta 20 anni di storia di una famiglia e di un territorio

 



 

 

Tradizione e contemporaneità di stile sono caratteristiche che accomunano tutti i vini a firma Scriani e che trovano una delle massime espressioni nell’ultimo vino nato: “Twenty”. Il gioiello di famiglia. Si tratta di un Igp rosso veronese 2008 proveniente dal cuore della Valpolicella più autentica e classica, prodotto in sole 1.700 bottiglie, che celebra i 20 anni di storia aziendale. E lo fa non solo nello stile della bottiglia, ma soprattutto nel suo contenuto. Una sobria ma emozionante eleganza che parte dalla bottiglia realizzata in vetro nero satinato, che ne definisce in modo unico il layout, oltre che aiutare il vino nel percorso evolutivo preservandone al meglio le caratteristiche, arricchita da una lavorazione in etichetta in velluto nero con rilievi a effetto tridimensionale.

Il vino nasce dall’incontro e fusione perfetta di cinque varietà aziendali, ideate e scelte appositamente per il progetto da Stefano Cottini, patron dell’Azienda Scriani. Si tratta di Corvina (40%), Merlot (15%), Sangiovese (15%), Rebo (15%) e Croatina (15%). Uve raccolte e selezionate scrupolosamente nei vigneti storici dell’azienda in località Ronchiel a ovest di Fumane (VR). Dopo 10 anni di evoluzione in botti di rovere il prodotto finale è un vino che si presenta con corpo e struttura vellutata, la gradazione è di 15%, ma al contempo riesce a trovare il giusto equilibrio tra le caratteristiche di freschezza e morbidezza. È una vera e propria esplosione di matericità, con il frutto maturo che spopola tra rimandi di prugna e ciliegia, passando attraverso note delle piccole gemme del sottobosco. Non stonano, ma anzi impreziosiscono, anche i sentori terziari con echi di vaniglia e cacao. I sorsi sono al contempo slanciati, pieni e avvolgenti ma soprattutto intriganti e rotondi, con una lunga persistenza finale. Tannini eleganti, mai impertinenti, sono frutto di un sapiente uso del legno, vera culla per questo vino.

Twenty è un vino fortemente gastronomico che si sposa in abbinamento con piatti e preparazioni della tradizione, ma non solo, come arrosti, selvaggina, formaggi stagionati o carni rosse in genere. È però un vino che può essere ottimo anche bevuto “da meditazione”.

A Fumane, la famiglia Scriani da generazioni porta avanti una filosofia vitivinicola che parla di rispetto, ricerca di qualità e valorizzazione del territorio. Lo fa attraverso una produzione che nasce da vigneti, di proprietà, coltivati con dedizione, in terrazzi a muro a secco, sui pendii collinari del “Monte S. Urbano” a est e “La Costa” a ovest. Filari compresi tra i 250 e i 400 metri s.l.m. in cui i terreni, prevalentemente di medio impasto, si denotano per una spiccata presenza di calcari grigi e oceanici e tufi basaltici che permettono di qualificare e caratterizzare la produzione. Ma è soprattutto l’equilibrio ambientale curato nel campo e la presenza del bosco che permettono di ottenere vini eleganti, con autenticità al sorso.

www.scriani.it

venerdì 22 agosto 2025

TRIBUTE TO THE TWENTY-SIX DEAD WOMEN Giancarlo Cavallo

 

venerdì 28 luglio 2017

MUSEO VENTUNO Una piattaforma di ricerca sui musei del Ventunesimo secolo


MUSEUMS AT THE ‘POST-DIGITAL’ TURN / I MUSEI ALLA SVOLTA ‘POST-DIGITAL’

AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e OGR – Officine Grandi Riparazioni annunciano un convegno internazionale in programma alle OGR di Torino per affrontare una riflessione trasversale sui musei d'arte contemporanea e sui cambiamenti radicali nei modi di produrre e fruire le opere d'arte.

Il convegno è un progetto di AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, a cura di Lorenzo Giusti (Membro del Consiglio Direttivo AMACI e Direttore del Museo MAN di Nuoro) e Nicola Ricciardi (Direttore Artistico delle OGR di Torino).

3-4 novembre 2017, OGR – Officine Grandi Riparazioni, Torino.

Biglietto per le due giornate: € 150
Registrazioni su www.eventbrite.it
https://www.eventbrite.com/e/museum-twenty-one-museums-at-the-post-digital-turn-tickets-36353428082

Bergamo, luglio 2017 – AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino annunciano Museums at The ‘Post-Digital’ Turn (I musei alla svolta ‘post-digital’) il primo convegno ideato da AMACI nell’ambito di Museo Ventuno, una nuova piattaforma di ricerca dedicata alle trasformazioni dei musei d’arte contemporanea.

Il 3 e 4 novembre 2017, alle OGR di Torino, Museums at The ‘Post-Digital’ Turn si articolerà in sette diversi momenti di approfondimento con lecture e presentazioni di Claire Bishop (Professore, CUNY Graduate Center, NY), Cécile B. Evans (Artista), Lauren Cornell (Direttore del CCS Bard’s Graduate Program e Chief Curator all’Hessel Museum of Art, NY), Liam Gillick (Artista), Boris Groys (Filosofo e Critico d’Arte), Christiane Paul (Professore Associato, School of Media Studies, The New School; Curatore Aggiunto per Digital Art, Whitney Museum, NY) e Domenico Quaranta (Critico d’Arte, Professore e Curatore). Le sessioni di approfondimento saranno condotte da moderatori come Gabriella Belli (Direttore, Fondazione Musei Civici di Venezia), Carolyn Christov-Bakargiev (Direttore, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino), Lorenzo Giusti (Direttore, Museo MAN, Nuoro), Letizia Ragaglia (Direttore, MUSEION, Bolzano), Nicola Ricciardi (Direttore Artistico, OGR, Torino) e Andrea Viliani (Direttore, Museo MADRE, Napoli).
 
Il convegno includerà anche una sessione scientifica coordinata da Gail Cochrane (Dottoressa, Politecnico di Torino, Dipartimento di Architettura e Design) e Pier Paolo Peruccio (Professore, Politecnico di Torino, Dipartimento di Architettura e Design), con panel e contributi di esperti provenienti da prestigiose Università e Istituti internazionali, quali Sara Abram (Coordinatore del settore conservazione arte contemporanea, Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale", Scuola di specializzazione avanzata, Torino), Lily Diaz-Kommonen (Professore, Aalto University, Helsinki), Claudio Germak (Professore, Politecnico di Torino), Cecilia Hurley-Griener (Ricercatore e docente, École du Louvre, Parigi),  Michael Grugl (Critico e Architetto, Rhode Island School of Design, Providence), Sanneke Stigter (Assistente Professore, Università di Amsterdam), Hélène Vassal (Capo delle collezioni, Centre Pompidou – Professore, École du Louvre, Parigi), Malene Vest Hansen (Professore Associato, Università di Copenhagen) e Victoria Walsh (Professore e Responsabile del programma Curating Contemporary Art, Royal College of Art, Londra).

Data la missione di AMACI – Associazione fondata nel 2003 con lo scopo di promuovere i linguaggi dell’arte contemporanea, di supportare lo sviluppo delle politiche istituzionali per il contemporaneo e di definire linee guida per una comune strategia culturale per i musei d'arte contemporanea – e la nuova e crescente necessità di analizzare le più recenti pratiche museali, Museums at the ‘Post-Digital’ Turn non intende interrogarsi su "cosa sta accadendo?" ma su una questione più urgente e durevole: "quali saranno gli scenari futuri?"

La rivoluzione tecnologica ha posto le istituzioni culturali di fronte a una sfida generazionale che le invita a riscrivere il proprio ruolo e ad aggiornare le proprie pratiche operative. Il convegno vuole affrontare un aspetto cruciale del nostro tempo, che ha portato a un cambiamento radicale nei modi di produrre e fruire le opere d'arte, mettendo il museo d'arte contemporanea di fronte alla necessità di una riflessione approfondita e trasversale. Nell’ultimo decennio le connessioni tra reti e la realtà digitale sono diventati elementi effettivi della vita quotidiana. Tali dimensioni sono state naturalizzate nel nostro modo di pensare l’esistenza, in una visione del mondo che ingloba la totalità del vivere contemporaneo, dal rapporto con gli oggetti alla strutturazione ramificata delle dinamiche sociali. L’arte e il suo sistema hanno recepito questo mutamento - la cosiddetta "svolta post-digitale" - avviando un processo di trasformazione sostanziale.

La condivisione in tempo reale di immagini e informazioni attraverso dispositivi digitali ha portato a una sempre maggiore radicalizzazione della pratica artistica, minando il concetto di unicità a favore di un principio di "interconnessione". Oggi, la visione "online" quasi sempre anticipa quella dal vero (anzi, a volte la sostituisce completamente), e un numero sempre maggiore di opere d’arte viene creato in modo specifico per essere fruito attraverso lo schermo. Le conseguenze di questo fenomeno di moltiplicazione e diffusione mettono in discussione le convenzioni espositive, le dinamiche della mediazione e i ritmi di produzione e legittimazione delle piattaforme tradizionali, a favore di processi più immediati. Il consenso, ottenibile molto più rapidamente che in passato, sembra essere sempre meno espressione di giudizi elaborati e sempre più un problema collettivo di visibilità, di sopravvivenza dell'immagine all'interno del web. Una sfera, quella online, che, in relazione al processo di progressiva integrazione tra spazio fisico e digitale, emerge sempre più come luogo materiale: non una zona virtuale, un'alternativa alla realtà, ma qualcosa di concreto che permea il nostro quotidiano. Non sorprende dunque che all’incursione dei network digitali nelle diverse fasi di produzione e fruizione dell’opera d’arte non stia corrispondendo una nuova fase del percorso di dematerializzazione avviato dalle neoavanguardie, bensì una reinterpretazione del pensiero realista e materialista – da parte di artisti, critici e curatori – in alternativa agli approcci postmodernisti e post-strutturalisti.

All’interno di questa cornice di riferimento, studiosi e esperti invitati da tutto il mondo si confronteranno attorno ad alcuni quesiti fondamentali:
  • cosa ha in serbo il futuro per il museo?
  • che ruolo può giocare il museo come istituzione nello spazio fisico del web?
  • quali cambiamenti sono in atto nelle pratiche curatoriali, nelle strategie espositive, nelle politiche di raccolta, collezionismo e conservazione, nelle tecniche di mediazione e nei sistemi di insegnamento?
  • come è cambiata la relazione con il pubblico e quanto continuerà a cambiare negli anni a venire?
  • quali risultati – in termini di consenso, incidenza, capacità persuasiva e critica dei progetti museali – è giusto aspettarsi da un sistema di fruizione e ratifica sempre più "esternalizzato"?
  • quale ruolo potrà giocare la storia dell’arte negli anni a venire e in che modo dialogherà con l’azione sempre più fluida dei musei?
 
Il convegno sarà ospitato all'interno delle OGR - Officine Grandi Riparazioni di Torino, nuovo centro di produzione culturale e di sperimentazione interdisciplinare di oltre 35.000 metri quadrati, che inaugurerà il 30 settembre 2017 grazie al sostegno fondamentale della Fondazione CRT. L'approfondita esplorazione dei vari ambiti di funzionamento del museo d'arte contemporanea è un tema fondamentale sia del convegno che del luogo che ospiterà l'evento. OGR è infatti il risultato dell'ambizione di riunire due anime, quella della ricerca artistica e quella dell'innovazione, mettendo assieme le idee e i valori della creatività con gli strumenti e i linguaggi delle nuove tecnologie all'interno di un suggestivo scenario architettonico post-industriale.

Il convegno si terrà in inglese, con la possibilità di traduzione simultanea in italiano.
Gli atti verranno pubblicati da Mousse Publishing in due lingue come parte del primo numero della collana dal titolo Museo Ventuno – Museum Twenty One.

Il convegno è realizzato con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di ICOM Italia, della Regione Piemonte e del Comune di Torino.

martedì 20 giugno 2023

riparAzioni dialoghi d’arte, cultura e società Venerdì 23 giugno, ore 17 Incontro con Nora Krug Accademia di Belle Arti di Bologna, Aula Magna Via Belle Arti 54, Bologna

 

martedì 22 ottobre 2024

MA*GA e Saporiti Italia in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera annunciano gli studenti premiati per il progetto creativo My Miamina