Bologna, 3 febbraio 2026 – I Musei nazionali di Bologna - Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna partecipano all’edizione 2026 di ART CITY Bologna 2026 in occasione di Arte Fiera, con numerose attività, che vedono impegnate tutte le sedi bolognesi: Pinacoteca nazionale di Bologna, ex chiesa di San Barbaziano ed ex chiesa di San Mattia. Inoltre, per la prima volta, I Musei nazionali saranno anche presenti ad Arte Fiera per raccontare il loro impegno nell’ambito dell’arte contemporanea.
“La partecipazione dei Musei nazionali di Bologna - Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna ad ART CITY e, per la prima volta, ad Arte Fiera – commenta Costantino D’Orazio, direttore ad interim dell’Istituto – rappresenta un segnale forte dell’impegno del Ministero della Cultura nel sostenere e valorizzare l’arte contemporanea. Accanto alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico, i musei statali esercitano oggi un ruolo attivo di mecenatismo pubblico, capace di dialogare con gli artisti e di investire sul presente. Un’azione che rafforza il legame tra le collezioni storiche e la creatività contemporanea, restituendo ai musei la funzione di luoghi vivi, aperti alla sperimentazione e alla produzione culturale del nostro tempo”.
Unica istituzione statale ad essere presente all’interno di Arte Fiera (Padiglione 26, Stand B72) i Musei nazionali di Bologna - Direzione regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna presentano un progetto che raccoglie un nucleo di opere dei più rilevanti artisti dell’Informale e dell’Astrattismo italiano, appartenente alla collezione Tabarroni. Nell’allestimento questi lavori faranno da contraltare alla riproduzione fotografica dell’opera realizzata lo scorso anno dall’artista Per Barclay per la ex chiesa di San Barbaziano che rappresenta la storia figurativa della Pinacoteca nazionale di Bologna.
La partecipazione per la prima volta ad Arte Fiera è tesa a mostrare come, nelle collezioni statali siano presenti anche opere che raccontano i movimenti più importanti del Novecento internazionale e il contemporaneo, grazie anche al lavoro diretto con artisti che hanno prodotto opere ispirate ai pezzi della collezione.
Presso lo stand saranno esposte opere di Giò Pomodoro, Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso, Afro Basaldella e Per Barclay.
Sabato 7 febbraio alle 13:00, Costantino D’Orazio, Luana Toniolo (direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e direttrice delegata del Parco Archeologico dell'Appia antica) e Andrea Viliani (direttore, MUCIV - Museo delle Civiltà, Roma) parteciperanno a un Book Talk di Arte Fiera (presso il Centro servizi) illustrando il ruolo delle istituzioni statali nell’acquisizione di opere d'arte contemporanea.
Con l’occasione presenteranno il volume “Il Giardino delle Risonanze” (Hopefulmonster, 2025), che racconta il percorso dell’omonima esposizione di più di trenta opere provenienti dai depositi e dal Gabinetto disegni e stampe dei Musei nazionali di Bologna, con prestiti dal Museo Morandi e dalla Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, in dialogo con sedici artisti rappresentativi della scena bolognese contemporanea. Un luogo poetico, un immaginario giardino culturale dove sono simbolicamente rappresentati gli equilibri e le contraddizioni di umanità e natura.
PINACOTECA NAZIONALE DI BOLOGNA
Nel Salone degli Incamminati della Pinacoteca nazionale di Bologna è visitabile la mostra More Than This, un progetto di Fondazione Coppola, in collaborazione con i Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna e con l’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Curata da Daniele Capra, la mostra raccoglie oltre quaranta opere su tela e su carta di dodici artisti che praticano la pittura, accomunati dall’esperienza di studio all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel corso dell’Atelier F: Thomas Braida, Chiara Calore, Francesco Cima, Nebojša Despotović, Jingge Dong, Beatrice Gelmetti, Chiara Peručh, Paolo Pretolani, Adelisa Selimbašić, Danilo Stojanović, Aleksander Velišček e Maria Giovanna Zanella.
More Than This propone infatti una ricognizione critica di quella che si è caratterizzata come la più rilevante ‘scuola’ di pittura emersa recentemente sulla scena contemporanea italiana. il titolo allude all’importanza del lavoro del singolo in un contesto collaborativo e di attenzione all’altro, e indica inoltre la ricchezza e l’articolazione linguistica degli artisti coinvolti, la cui pratica pittorica spazia da una pittura dal sapore surreale a tonalità metafisiche, da una figurazione fortemente emotiva a un’astrazione liquida e tracimante.
Due sono gli elementi centrali che caratterizzano l’approccio dell’Atelier F. Il primo ha a che fare con la relazione tra artista e opera, tra i quali viene stimolato un costante, paritetico e talvolta feroce dialogo. Il secondo è determinato dal metodo collaborativo e non competitivo tra i membri dell’atelier – messo a punto dai docenti – in cui le opere di ciascuno sono sotto gli occhi di tutti in una logica di scambi orizzontali e continui. In questo modo il risultato del singolo diventa una sorta di patrimonio comune con cui confrontarsi: una vera e propria intelligenza collettiva.
Date e orari: fino al 6 aprile, da martedì a domenica e festivi ore 9-19, in occasione di ART CITY ingresso gratuito alla mostra 6, 7 e 8 febbraio.
EX CHIESA DI SAN BARBAZIANO
Nell’ex chiesa di San Barbaziano (via Cesare Battisti 35), dal 5 all’8 febbraio (con inaugurazione il 4 febbraio alle 16:30) apre al pubblico Falling, un progetto espositivo incentrato sulla nuova opera-film dell’artista albanese Driant Zeneli, a cura di Video Sound Art, festival e centro di produzione milanese diretto da Laura Lamonea, in collaborazione con Denise Tamborrino e Patrizia Cirino. L’evento, promosso dai Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna è realizzato in collaborazione con AICS Bologna ed evidenzia l’impegno dell’Istituto nella realizzazione e promozione di progetti di arte contemporanea.
Al centro del progetto When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away, una produzione dell’artista realizzata nel 2025 in collaborazione con Md. Tasnimul Izaz Bhuiyan, Pulak K. Sarkar, Rafi Nur Hamid, Sondip Roy, Sumaiya Sultana, con il contributo speciale di Mahmudul Hasan Dipu e con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, nell’ambito del programma Italian Council (13ª edizione, 2024).
When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away è ambientata in due luoghi iconici: il Parlamento di Dhaka, sede del potere legislativo progettato da Louis Kahn negli anni 70’ e concluso nel 1982-83, dopo la sua scomparsa e lo Srihatta Art Centre di Sylhet (Bangladesh), creato dalla Samdani Art Foundation.
Attraverso molteplici livelli di interpretazione, l’opera affronta temi esistenziali, ecologici e politici - come la rivolta popolare studentesca pro-democrazia contro la corruzione e l’autoritarismo della “Rivoluzione di luglio 2024” in cui più di mille persone hanno perso la vita - dando forma a un realismo magico che apre a spazi immaginativi non convenzionali.
Anche quest’anno l’ex Chiesa di San Barbaziano, attraverso l’opera di Driant Zeneli, offre dunque uno spazio di interpretazione sulle istanze del contemporaneo, trasformando le dinamiche sociali in narrazioni visive riflessive.
Date e orari: dal 5 all’8 febbraio, giovedì, venerdì e domenica, dalle 17:00 alle 21:00; sabato, dalle 17:00 alle 22:00. Ingresso gratuito.
EX CHIESA DI SAN MATTIA
Dal 2 al 28 febbraio, gli spazi dell’ex chiesa di San Mattia (via Sant’Isaia 14) accolgono la mostra CODEX – l’eco del wireless diventa pensiero digitale promossa da Fondazione Guglielmo Marconi e il Comitato Nazionale Marconi.150, istituito dal Ministero della Cultura nel 2024 per celebrare il 150° anniversario della nascita di Guglielmo Marconi.
Il progetto intende ripercorrere l’eredità dello scienziato tra creatività e futuro, presentando al pubblico le opere di tre artisti, Quayola, Mamà Dots e Donatella Nicolini, che, attraverso linguaggi espressivi differenti – videoarte, pittura e fotografia – esplorano il rapporto tra umano e artificiale, creatività e algoritmo, visione artistica e infrastruttura tecnologica. Un percorso che affonda le radici nell’intuizione di Guglielmo Marconi e ne rinnova il senso, a dimostrazione di come il wireless continui a vivere oggi in una dimensione sospesa tra sicurezza e responsabilità.
Tra i lavori esposti, l’imponente videoinstallazione di Quayola realizzata per il centenario dell’Archivio Luce, esempio di come l’intelligenza artificiale e la videoarte possano diventare strumenti di valorizzazione di grandi archivi storici. Le opere pittoriche di Mamà Dots invece, ispirate a un pop puntinismo contemporaneo, introducono una riflessione critica sul ruolo dell’elaborazione umana rispetto al dato digitale, mentre Donatella Nicolini unisce fotografia e intelligenza artificiale in opere dedicate alla centralità della figura femminile e della maternità.
Date e orari: dal 2 al 28 febbraio, giovedì e venerdì, 16:00-20:00. Sabato 7 febbraio, in occasione di ART CITY White Night, mostra aperta dalle 16:00 alle 22:00. Ingresso gratuito.
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