Il MUCIV è stato invitato, insieme al Metropolitan Museum di New York e al Musée du Quai Branly – Jacques Chirac di Parigi, come caso studio
per il simposio internazionale New Architectures, New Museums,
che si terrà il 14 gennaio 2026 alla Fondation Cartier di Parigi.
L’incontro sarà dedicato alle nuove narrazioni che stanno ridefinendo
l’architettura delle collezioni museali,
a partire dal lavoro che il museo sta sviluppando per rendere sempre più accessibile e plurale il proprio patrimonio storico e contemporaneo.
Roma, 13 gennaio 2026. Il MUCIV-Museo delle Civiltà di Roma è stato invitato a partecipare al simposio internazionale New Architectures, New Museums, in programma mercoledì 14 gennaio 2026 alla Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi, come uno dei tre casi studio selezionati a livello globale insieme al Metropolitan Museum of Art di New York e al Musée du Quai Branly – Jacques Chirac di Parigi.
New Architectures, New Museums riunisce voci autorevoli del panorama culturale e progettuale internazionale – architetti, curatori, studiosi e direttori di museo – in un confronto dedicato al ruolo dell’architettura nella trasformazione dei musei contemporanei. Al centro dell’incontro vi è il rapporto tra progettazione architettonica e museografica e la costruzione delle narrazioni delle collezioni, intese come dispositivi critici capaci di ridefinire politiche culturali, pratiche espositive e modalità di fruizione del patrimonio.
In questo contesto, la partecipazione del MUCIV-Museo delle Civiltà a un forum di tale rilievo internazionale conferma la solidità e la rilevanza del percorso intrapreso dal museo nell’aggiornamento e nella valorizzazione delle collezioni demo-etno-antropologiche nazionali italiane nonché nelle scelte museografiche che ne orientano la connessione e il dialogo con il presente.
Parole chiave come accessibilità, analisi dei valori tradizionali, ricerca interdisciplinare e intersezionale, superamento dell’antropocentrismo in favore di un museo multispecie orientato alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente naturale e delle culture indigene lo mettono, infatti, al fianco delle più aggiornate e apprezzate istituzioni del mondo, con cui condivide non solo gli intenti ma anche l’interlocuzione con alcuni degli architetti, designer, intellettuali e artisti chiamati a lavorare sulle sue collezioni, in diversi casi entrandone a far parte. Artisti come Maria Thereza Alves, Sammy Baloji, Ali Cherri, Cooking Sections, DAAR, Adelita Husni-Bey, Karrabing Film Collective o Gala Porras Kim infatti stanno globalmente contribuendo ad arricchire i musei antropologici di nuove prospettive che le culture del mondo rappresentate in tanti musei occidentali hanno raccontato in modo spesso unilaterale o escludente.
Il MUCIV riunisce collezioni provenienti da storici istituti nazionali – tra cui il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, il Museo d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci” e le raccolte dell’ex Museo Coloniale – in un progetto di museo enciclopedico focalizzato su archeologia, demo-etno-antropologia, paleontologia che rappresenta per i pubblici contemporanei la possibilità di un viaggio letteralmente intorno al mondo e nel tempo.
Negli ultimi anni il MUCIV ha infatti avviato numerosi cantieri edili e impiantistici miranti alla sicurezza e all’accessibilità e un ambizioso processo di riallestimento, digitalizzazione e ricatalogazione di tutte le sue collezioni, che affianca all’attività di conservazione una visione partecipativa e in costante dialogo con le comunità patrimoniali locali e quelle di provenienza delle collezioni, attivando collaborazioni con università, centri di ricerca e formazione, studiosi e studiose tra i più autorevoli e competenti, in linea con le più recenti pratiche museali internazionali.
La partecipazione al simposio di Parigi riconosce dunque il ruolo del MUCIV-Museo delle Civiltà come laboratorio e punto di riferimento nel dibattito nazionale italiano e internazionale sulle nuove architetture museali e sulle pratiche di aggiornamento delle collezioni storiche, che saranno ancor più apprezzate alla conclusione del Grande Progetto Beni Culturali, che vedrà entro il 2026-27 la più ampia collezione italiana di arti e culture asiatiche – costituita dalle collezioni storico-artistiche dell’ex MNAO-Museo Nazionale d'Arte Orientale “Giuseppe Tucci” e delle collezioni etnografiche di provenienza asiatica dell’ex Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini – riproposta in un nuovo allestimento unitario, che vedrà il contestuale ampliamento del museo. Una restituzione di queste collezioni alla comunità e alla fruizione pubblica guidata da un’aggiornata sensibilità nei confronti dell’inclusività e dell’accessibilità fisica, cognitiva e multisensoriale, intese come una prospettiva da cui partire e a cui tendere e che hanno portato il MUCIV al tavolo parigino. Attraverso un dialogo costante con istituzioni, comunità scientifiche, partner culturali e pubblici sempre più ampi, il museo infatti continua a tracciare nuove strade per la comprensione, la conservazione e la condivisione del patrimonio culturale materiale e immateriale nazionale e internazionale con cui opera e che tutela e valorizza quotidianamente.
INFORMAZIONI PER LA STAMPA
MUCIV-Museo delle Civiltà:
mu-civ.comunicazione@cultura.gov.it
Maria Onori: + 06 54952268, maria.onori@cultura.gov.it
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