Nella quarta mostra dell’artista britannico negli spazi della galleria, protagoniste sono opere che esprimono l'impulso dell’atto creativo, grandi tele in cui la forma emerge dall’ombra e il colore prende corpo nella profondità
15 aprile – 6 giugno 2026 OPENING | mercoledì 15 aprile, ore 18.00 – 21.00
Cadogan Gallery Via Bramante 5, Milan
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Milano, 8 aprile 2026. Da mercoledì 15 aprile, Cadogan Gallery presenta Act I: Penombra, la quarta mostra personale di Richard Zinon negli spazi milanesi della galleria, nonché la sua più ambiziosa fino a oggi, che indaga uno spazio visivo sospeso, in cui le forme restano incerte e il colore affiora come da una percezione notturna. I dipinti presentati oscillano tra due poli opposti, controllo e abbandono: alcuni trattengono la tensione del gesto prima che si compia, come un movimento sospeso nell’oscurità, mentre altri accolgono il segno stesso, attenuato e riassorbito nell’unità della composizione.
Come in natura, la luce porta con sé la propria ombra, e la presenza si percepisce attraverso ciò che rimane nascosto. Questo primo atto si sviluppa su scala monumentale: le opere di Richard trasformano lo spazio della galleria in una meditazione sul potenziale, sospeso tra contenimento e rilascio. Lavorando con una palette cromatica ridotta che esplora sottili variazioni di luminosità e colore, l’artista crea grandi tele astratte prive di riferimenti narrativi espliciti.
I tratti distintivi del pennello di Zinon assumono una nuova traiettoria in questo corpus di opere. Attraverso la forza diretta ma controllata della sua pittura, i dipinti comunicano un’intensità emotiva immediata, che va oltre la superficie della tela e dei segni definiti. Concepite specificamente per Cadogan Gallery, le opere pongono al centro l’atto stesso della pittura. Le sue ampie e gestuali pennellate trasmettono immediatamente l’energia del processo, esprimendo al contempo le diverse possibilità dell’azione creativa.
Secondo Zinon, lo spettatore è invitato “a lasciarsi assorbire, offrendo l’opportunità di una riflessione interiore. Una comprensione intuitiva deve precedere quella intellettuale. In questo senso, la prima si insinua più profondamente nel cuore della bellezza”. |
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