Dal 15 gennaio 2026 al 7 gennaio 2027 12 artisti in 12 mesi
TERZO TRIMESTRE
7/12. Francesca Pasquali 04.07.2026 – 29.07.2026
8/12. Franca Sonnino 31.07.2026 – 31.08.2026
9/12. Sissi 02.09.2026 – 30.09.2026
BUILDING BOX via Monte di Pietà 23, 20121 Milano visibile 24/7
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Dal 15 gennaio 2026 al 7 gennaio 2027, BUILDING BOX presenta Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia, un progetto espositivo a cura di Alberto Fiz che coinvolge dodici artisti italiani di generazioni differenti, invitati a riflettere sul tema del tessile contemporaneo. Nel corso del 2026, la rassegna propone, in dodici appuntamenti individuali a cadenza mensile, una selezione di arazzi, abiti, installazioni, sculture e lavori site-specific. Gli artisti presentati nel terzo trimestre sono Francesca Pasquali (Bologna, 1980), Franca Sonnino (Roma, 1932), Sissi (Bologna, 1977).
L'ultimo decennio è stato caratterizzato da una sempre maggior attenzione nei confronti dell'arte tessile che si è affermata come uno dei linguaggi più vitali della contemporaneità. Le ragioni vanno rintracciate, in primo luogo, nella sua capacità di restituire un aspetto centrale alla materia e al corpo in un'epoca dominata dal digitale. Sebbene l'uso del tessuto non sia una novità − basti pensare alle stoffe di Fortunato Depero (1892-1960), ai tappeti di Giacomo Balla (1871-1958) o agli arazzi di Alighiero Boetti (1940-1994) − quello che si è affermato è stato un processo senza pregiudizi, spesso provocatorio e trasgressivo, che ha coinvolto gli artisti contemporanei e nello stesso tempo ha permesso di valorizzare alcune figure centrali nella storia dell'arte, soprattutto donne, rimaste a lungo marginalizzate.
La specificità del tessuto, inoltre, è quella di aver dato vita a un linguaggio autonomo, con una propria matrice espressiva intesa come dispositivo critico in grado di mettere in discussione ogni forma di gerarchia, secondo una rinnovata consapevolezza che si può far risalire alla Biennale di Venezia del 2017, Viva Arte Viva, curata da Christine Macel, la quale aveva costruito la propria riflessione partendo proprio dall'arte tessile.
Il progetto espositivo presentato da BUILDING BOX vuole connettere artisti italiani di generazioni diverse sviluppando un percorso fluido, a tutto tondo, da cui emergono le potenzialità di una materia versatile, manipolabile ed ecologicamente sostenibile, dove s'intersecano tradizione, memoria e attualità evitando rigide formalizzazioni. Al tempo stesso, fibre, trame, nodi e intrecci diventano strumenti relazionali in grado di ridefinire lo spazio e il rapporto tra gli individui.
Per filo e per segno vuole dare un contributo innovativo alla riflessione sull'arte tessile che in questa occasione si sviluppa intorno a differenti prospettive, offrendo una visione allargata con l'inserimento di opere tipologicamente variegate quali arazzi, abiti, installazioni, sculture, lavori site-specific di cui molti progetti inediti, realizzati specificatamente per questa occasione, a conferma di come il tessuto non rappresenti soltanto una tecnica, bensì un approccio innovativo nei confronti della realtà e dell'immagine. Al di là delle prerogative poetiche e stilistiche, c'è comunque un tratto unificante che si può rintracciare in tutto il percorso, ovvero l'aspetto intimo, per certi versi autobiografico, della ricerca, non priva di un'attenzione alla componente manuale, opponendosi in maniera radicale all'omologazione e alla smaterializzazione della società contemporanea. Per filo e per segno dunque vuole essere un percorso che si sviluppa in modo minuzioso e dettagliato che contempla l'unità minima del tessuto e il motivo che emerge intrecciando i fili. Tutto ciò con l'obiettivo di generare, attraverso dodici capitoli, una nuova trama. Gli artisti ospitati nei primi due trimestri della rassegna sono stati Numero Cromatico (collettivo artistico nato a Roma, 2011), Paola Anziché (Milano, 1975), Maurizio Donzelli (Brescia, 1958), Antonio Marras (Alghero, 1961), Maria Lai (1919-2013), Paola Pezzi (Brescia, 1963). |
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Francesca Pasquali, Origami (dettaglio), 2019-2026, neoprene, cotone, denim, cashmere, lana, cimose, dimensioni ambientali ph. Fabio Mantovani |
7/12 Francesca Pasquali Origami 2019-2026
04 – 29 luglio 2026 |
Dal 4 al 29 luglio 2026, BUILDING BOX presenta il settimo appuntamento del progetto espositivo Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia con l’installazione ambientale Origami (2019-2026) di Francesca Pasquali (Bologna, 1980).
Origami è un progetto iniziato nel 2019 che l’artista ha completamente rielaborato per lo spazio espositivo di BUILDING BOX, trasformandolo in un’installazione site-specific. Il titolo rimanda all’antica arte giapponese che permette di realizzare figure tridimensionali mediante la piegatura della carta, senza l’uso di forbici o colla. In questo caso, gli origami diventano occasione per riflettere sul concetto di trasformazione della materia e sulla sua capacità di riconfigurarsi.
L'opera esposta è realizzata con scarti di neoprene, tessuti di cotone, denim, cashmere, lana e cimose, provenienti da differenti processi produttivi, cuciti fino a formare un organismo vibrante e mutevole. Materiali eterogenei, destinati a essere eliminati, acquisiscono in tal modo una nuova identità estetica. Le superfici appaiono come membrane che si increspano, si ripiegano e si aggregano, generando una struttura che può evocare una formazione corallina, una concrezione calcarea, un paesaggio biologico osservato al microscopio o persino una proliferazione cellulare in continua espansione.
Nulla è definito a priori in un progetto che si sviluppa a partire dai suggerimenti offerti dai materiali stessi. Come afferma l’artista: “I ritagli sono cuciti a macchina con fili colorati e cimose di cotone bianco che volutamente ho lasciato allungati, ben visibili in modo che sia sufficiente un soffio d’aria per creare uno spostamento non previsto”. Origami mantiene così una componente entropica, con una serie di elementi non allineati, che assumono una loro precisa autonomia rispetto a una logica razionalista. Pasquali favorisce queste digressioni lasciandosi guidare dalle geometrie inattese suggerite dal contesto e costruendo un equilibrio sempre provvisorio, attraversato da pieghe, increspature, torsioni e movimenti. Ne emerge quindi una dialettica continua tra ordine costruttivo e crescita organica, tra la precisione del fare e l’imprevedibilità del divenire.
L’opera valorizza la dimensione della manualità, trasformando la pratica del cucire in un processo generativo. Il recupero dello scarto assume una valenza non soltanto ecologica ma anche poetica: ciò che poteva apparire come marginale o residuale, diventa elemento fondante di una nuova forma di bellezza. Allo stesso tempo, Origami produce una costante interferenza tra elementi industriali e fibre naturali, dando vita a una metamorfosi permanente che determina un continuo scarto percettivo da parte di chi osserva l’opera. |

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