giovedì 8 ottobre 2026

Ipogea di Chiara Camoni

 

In occasione del progetto di Chiara Camoni Con te con tutto

in mostra al Padiglione Italia alla Biennale Arte 2026 e curato da Cecilia Canziani,

Palazzo Bentivoglio propone un’apertura speciale dei propri sotterranei, dove nel 2020 aveva invitato l’artista a realizzare l’opera site-specific Ipogea.

 

9-10-11, 16-17-18 e 23-24-25 ottobre 2026

Ingresso libero

 

 

via del Borgo di San Pietro 1

Bologna

palazzobentivoglio.org

 

Chiara Camoni, Ipogea, installation view, Sotterranei di Palazzo Bentivoglio, Bologna, 2026. Courtesy Palazzo Bentivoglio. Photo: Carlo Favero


Bologna, 8 ottobre 2026. Palazzo Bentivoglio propone per tre weekend a partire dal 9 ottobre 2026, l’apertura speciale di alcuni dei suoi spazi meno visitati, per rendere nuovamente accessibile al pubblico Ipogea (2021), installazione permanente di Chiara Camoni (Piacenza, 1974) ospitata nei sotterranei cinquecenteschi dell’edificio.

 

Un’occasione che si inserisce nel più ampio e articolato impegno di Palazzo Bentivoglio a sostegno della ricerca e della produzione artistica contemporanea, che anche quest’anno si rinnova con il supporto al Padiglione Italia della 61. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, sostenuto con particolare convinzione proprio perché affidato a un’artista da tempo in dialogo con l’istituzione bolognese e presente nella sua collezione.

 

Il ritrovamento di un insieme di pietre e frammenti architettonici provenienti dalle diverse fasi di costruzione e dalle successive trasformazioni dell’edificio è all’origine di Ipogea, opera commissionata da Palazzo Bentivoglio nel 2020. Camoni ha utilizzato questi elementi per costruire una successione di quattro “stanze”, intervenendovi con opere realizzate a partire da materiali raccolti nel giardino del palazzo: terra, foglie, fiori, rami e cenere. Il percorso conduce progressivamente verso un piccolo ambiente dove le pietre sono disposte lungo le pareti a formare la grande spira di una Serpentessa.

 

Scrive Tommaso Pasquali, curatore e direttore di Palazzo Bentivoglio: «Sono tutti elementi che l’artista sente di dover chiamare a raduno per sottrarre l’opera alla condizione di gesto gerarchico, riconoscendo anche alla materia stessa una propria autonomia.» e aggiunge: «L’argilla, il legno, la pietra non sono solo sostanze attraverso cui un’idea viene resa sensibile, ma elementi cui Camoni cede una parte della responsabilità della forma: quasi coautori di un processo nel quale la sua volontà si misura continuamente con ciò che la materia permette, ostacola o suggerisce».

 

In continuità con Ipogea, che accoglie nella sua seconda stanza una biblioteca minima dei riferimenti di Camoni, da Piranesi a Riegl, la prima sala dei sotterranei ospiterà le pubblicazioni dedicate alla ricerca dell’artista, perché il pubblico possa sfogliarle. La selezione permetterà di affiancare alla dimensione ambientale di Ipogea una parte degli scritti di Camoni e dei testi che negli anni hanno accompagnato e approfondito il suo lavoro fino a Con te con tutto – esposto al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2026 e curato da Cecilia Canziani – dando conto del ruolo che la scrittura, propria e di altri, riveste nella sua pratica d’artista. Un tema che sarà poi possibile approfondire il 21 ottobre 2026, quando Chiara Camoni e Cecilia Canziani saranno a Palazzo Bentivoglio per presentare il catalogo del progetto veneziano.

 

Nel percorso sarà visibile anche Memorie del sottosuolo (2021) di Francesco Carone, che sostituisce un mattone di un pilastro delle cantine con una copia del romanzo di Dostoevskij, in un intervento che stabilisce un rapporto diretto con la bEB, la biblioteca di storia dell’arte ospitata al piano nobile di Palazzo Bentivoglio.

 

Giorni di apertura: 9-10-11, 16-17-18 e 23-24-25 ottobre 2026. Dalle 12 alle 19. Ingresso libero


Il lavoro di Chiara Camoni (Piacenza, 1974) attraversa il disegno, le stampe vegetali, il video e la scultura, con un'attenzione particolare alla ceramica. Il suo studio, a Fabbiano, tra le Alpi Apuane, è anche il luogo da cui l'opera prende forma. Erbe, bacche, fiori, argille, sabbie e ceneri raccolte nel paesaggio circostante diventano pigmenti, impronte e smalti: la natura entra nell'opera come materia e come memoria.

 

I suoi gesti sono quelli del quotidiano e dell'artigianato: cuocere, impastare, decorare, tessere. Camoni li compie con la ritualità di chi si rivolge a mondi arcaici e ancestrali, e spesso a saperi tramandati dalle donne. Ne nascono oggetti e presenze, come le Sorelle, figure in terracotta (serie avviata nel 2017), i Vasi Farfalla o le Serpentesse, che tengono insieme dimensione domestica, immaginario simbolico e cura per la materia.

 

Altrettanto centrale è l'idea di autorialità condivisa. Camoni lavora spesso con amici, familiari e comunità, in gruppi temporanei e attraverso workshop e seminari. Ha fondato il MAGra, Museo d'Arte contemporanea di Granara (2007) e il gruppo Vladivostok (2010), ed è tra i protagonisti del collettivo Centro di sperimentazione. Con Cecilia Canziani porta avanti il ciclo di seminari La giusta misura. Nel suo lavoro l'opera non è mai un oggetto chiuso: è un campo di relazioni tra persone, materiali e luoghi.

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