giovedì 8 ottobre 2026

La vendemmia record di Cantina di Venosa. Tre settimane d’anticipo e tanta qualità

 


Verso il traguardo con gli ultimi grappoli di Aglianico del Vulture. Una raccolta molto anticipata, come non si era mai visto, a causa del caldo incessante dell’estate, ma uve perfettamente sane promettono un’annata memorabile, a fronte di una leggera flessione quantitativa del 10-15%

VENOSA (PZ) – Una raccolta mai vista prima nella storia del Vulture e una qualità delle uve ai massimi livelli: si avvia verso le battute finali la vendemmia 2026 di Cantina di Venosa, caratterizzata da un anticipo dei tempi di raccolta di oltre 20 giorni rispetto alla media storico-stagionale. Un trend dettato dall'andamento climatico che sta interessando l'intera Penisola, ma che sul territorio lucano regala premesse enologiche di alto profilo.

I primi grappoli di Moscato sono stati raccolti dai filari già il 10 di agosto, seguiti dal Merlot il 20 del mese, per poi proseguire con il Greco e la Malvasia. Il dato più clamoroso riguarda tuttavia l'Aglianico del Vulture, la varietà principe della cooperativa: la vendemmia è scattata il 16 settembre, una data senza precedenti se si pensa che lo scorso anno la raccolta era partita a inizio ottobre e che nel 2013 si dovette attendere il 17 ottobre, con operazioni continuate fino a inizio novembre. La chiusura totale della vendemmia 2026 è imminente, attesa entro la prima decade di ottobre.

A determinare questo netto cambio di passo sono state le elevate e costanti temperature estive che hanno accelerato i processi di maturazione. Un fattore mitigato con successo dalla piovosità record registrata tra l'inverno e la primavera, che ha saturato la riserva idrica dei terreni e consentito alle piante di resistere al caldo estivo senza andare in stress idrico. L'effetto combinato delle alte temperature e della naturale ventilazione della zona ha inoltre inibito l'insorgere di malattie della vite, garantendo grappoli integri e sani. A fronte di una qualità eccellente, si stima soltanto una contrazione contenuta delle rese quantitative, nell'ordine del 10-15% in meno rispetto allo storico.

“Il cambiamento climatico è una realtà tangibile con cui ci confrontiamo quotidianamente, ma quest'anno la natura ci ha assistito nell'equilibrio dei fattori - dichiara Francesco Perillo, Presidente di Cantina di Venosa -. L'inverno e la primavera piovosi hanno creato una riserva d'acqua ideale per far superare alle viti le forti calure estive. Sebbene la quantità sia leggermente inferiore alla media, la qualità sanitaria dell'uva che abbiamo portato in cantina è straordinaria. L'Aglianico a metà settembre rappresenta un fatto inedito, ma la tenuta della pianta e le caratteristiche dei grappoli ci rendono fiduciosi: ci attende un'ottima annata e ora dovremo solo attendere con pazienza l'evoluzione dei vini in bottiglia”.

All'ottimismo del Presidente fa eco la lettura tecnica da parte dell’Enologo Donato Gentile del lavoro svolto nei vigneti dei 300 soci della cooperativa: “I riscontri dalle prime fasi di vinificazione e dalle analisi sui mosti sono estremamente positivi. Abbiamo osservato un anticipo di maturazione marcato soprattutto sulle varietà tardive, ma le uve sono giunte in cantina in condizioni impeccabili. Il nostro compito in una stagione del genere è interpretare la materia prima adattando tempi e tecniche per preservare la freschezza e l'equilibrio del profilo organolettico. Lavorare su un bacino d'utenza così esteso e variegato rappresenta la nostra vera forza: ci consente di cogliere le differenti sfaccettature del Vulture e di trasformare l'imprevedibilità del clima in una cifra identitaria e qualitativa per ognuna delle nostre etichette”.

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