lunedì 21 marzo 2016

La Pasqua arriva alla D&G patisserie- colomba in vasocottura e arte in cioccolato

Il maestro AMPI Denis Dianin presenta quest'anno delle importanti novità per la Pasqua. La colomba si
sdoppia: classica, con tanti nuovi gusti, e in vasocottura, corredata sempre una forte attenzione al
packaging e al bello, che contraddistingue da sempre la pasticceria alle porte di Padova.
Oltre al gusto classico della colomba con scorzetta di arancia, quest'anno si sono aggiunte donne
affascinanti. La golosa Bionda, scorzette di arancio e cioccolato “biondo” al profumo di fava di Tonka
(cioccolato biondo in quanto subisce una lavorazione simile al caramello). L’affascinante Mora, albicocca e
caffè. L’ammiccante Rossa, con fragoline di bosco, sostituendo la classica glassa con una copertura di
cioccolato biondo e fragoline. E la Luxuriosa, con albicocca e zenzero, così chiamata per la nota piccante
e afrodisiaca, che viene equilibrata con un'albicocca appositamente scelta prima della canditura, per
regalare in contrasto, un tono fresco e non marcatamente dolce, richiamo dell'imminente primavera.
Nel gusto classico e albicocca e caffè troviamo anche la colomba in vasocottura in versione da 750 g
a 24 euro al pubblico. Questa originale colomba nasce per poter offrire al consumatore un prodotto che
mantenga le caratteristiche chimico/fisiche ed organolettiche ottimali nel tempo, utilizzando un vaso
in vetro idoneo alla vasocottura anziché il classico packaging.
Il prodotto risulta avere la forma del vaso stesso e può essere tagliato e servito a piacimento. In poche
parole le stesse caratteristiche di una colomba artigianale come qualità e lavorazione ma con una
maggiore durata: in questo modo i tempi di consumo si dilatano e si destagionalizza il prodotto.
I vantaggi di questo tipo di tecnica? Molteplici: in primis risulta beneficiarne senza dubbio il sapore;
questo viene esaltato permettendo di apprezzarne tutte le sfumature dei diversi ingredienti utilizzati e,
contestualmente, tutti gli aromi vengono preservati nel tempo. Grazie al sottovuoto, viene conservata la
freschezza e la giusta umidità della colomba, mettendola al riparo anche da cariche batteriche e da sbalzi
termici che possono comprometterne l’integrità.
Come si riconosce una buona colomba artigianale
Per Denis Dianin “bisogna partire da ottime materie prime, in particolare noi selezioniamo la frutta prima
della canditura in modo da valutare le caratteristiche tecniche (per esempio hanno scelto una tipologia di
albicocca non tendente al dolce ma che doni la percezione del fresco al palato), usiamo poi il burro belga, il
migliore per questo tipo di lievitazione, per farina la Uniqua blu di Molino DallaGiovanna di tipologia 1 per
allungare lo shelf life del prodotto e in modo che contenga maggiori fibre e abbia un gusto “più ricco”
rispetto alla bianca. Infine il miele di Mieli Thun, un prodotto che apprezzo”.
Altre caratteristiche da valutare? “E' fondamentale la presenza di bacelli di vaniglia all'interno della
colomba e non l'uso di aromi o essenze, ma soprattutto è importante che non contenga mono e digliceridi o
conservanti. Alla D&G patisserie in particolare usiamo solo ingredienti naturali”.
La lievitazione fa il resto: abbiamo scelto di attuare una lievitazione delicata e molto lunga, mediamente un
giorno in più delle classiche artigianali, per ottenere un prodotto più soffice e con uno sviluppo maggiore,
dalle 50- 60 ore di lavorazione.

HIC SUNT... BIBENDUM: IL FUORI FIERA TRA VINO E ILLUSTRAZIONE


Dall'8 aprile il marketplace Winezon lancia a Verona una mostra sul vino che rimarrà aperta nei giorni di Vinitaly.
Con aperitivi e un'etichetta in edizione limitata per beneficenza
14 denominazioni del vino reinterpretate da un collettivo di illustratori. Mentre il mondo del vino si prepara per l'evento più importante, fuori Vinitaly in centro a Verona, dall'8 al 10 aprile alla Galleria Arena Studio d'Arte, arriva Hic Sunt... Bibendum. Una tre-giorni di assaggi di vino e illustrazione che si propone con una mostra ad ingresso libero (che rimarrà aperta al pubblico fino al 13 aprile), e un programma fitto tra aperitivi con cantine nazionali, assaggi gastronomici e la presentazione di un'etichetta speciale in serie limitata realizzata per beneficenza.
La proposta arriva da Winezon – marketplace di vino veronese, tra i punti di riferimento delle vendite on line del vino - con il supporto di due importanti realtà del mondo dell'illustrazione e dei fumetti: Treviso Comic Book Festival e l'Associazione Illustri. “Abbiamo la fortuna di lavorare con cantine di tutta Italia, ognuna con una storia speciale fatta di dedizione e sacrificio che si trasforma in vino – spiegano Federico Migliorini e Gabriele Stringa, rispettivamente amministratore delegato e responsabile comunicazione di Winezon – volevamo dare una fisionomia vera e propria ad alcune di queste denominazioni affinché fossero distinguibili per i loro tratti”. Le 14 illustrazioni che saranno esposte negli spazi della Galleria Arena Studio d'Arte sono realizzate da Super Squalo Terrore, un collettivo trevigiano formato da 7 artisti, fumettisti e illustratori. Durante i giorni dell'evento sarà anche possibile acquistare le bottiglie con l'etichetta realizzata, in serie limitata, dall'illustratrice di fama internazionale Malika Favre. Il ricavato sarà interamente devoluto a Oxfam Italia, organizzazione umanitaria parte di un movimento globale di persone impegnate in oltre 90 paesi del mondo per trovare soluzioni durature all’ingiustizia della povertà: in particolare, i fondi raccolti nell’ambito della campagna #Sfidolafame, sosterranno il lavoro dell’organizzazione per portare un aiuto concreto a donne e uomini che ogni giorno sono costretti a lottare per sfamare la propria famiglia nei paesi Sud del mondo.
Tutte le sere si comincia alle 19:30 per terminare alle 22. Durante gli aperitivi si potranno degustare i vini veneti della Cantina Pasqua, quelli lombardi del Franciacorta Mirabella e quelli pugliesi di Varvaglione, abbinati ai prodotti di eccellenza forniti da Food&Co. La mostra rimarrà aperta fino al 13 aprile con orari 10:30 -12:30, 16:30 – 19:30.
Info: www.winezon.it
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Hic Sunt... Bibendum in breve
Quando: 8-10 aprile 2016
Dove: Galleria Arena Studio d'Arte | Via Guglielmo Oberdan, 11 Verona
Orario di apertura al pubblico: dalle 19:30 alle 22
Ingresso libero
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Ufficio stampa WINEZON:
Claudia Zigliotto
340 7165858
claudia@studiocru.com
Michele Bertuzzo
347 9698760
michele@studiocru.it


domenica 20 marzo 2016

L'anguilla della Livenza

A settembre i Ristoratori della Livenza e il Comune di Torre di Mosto propongono il Settembre dell'Anguilla (Bisat) e del Vino, per valorizzare un prodotto tipico e raro e il nettare degli dei.
Prendendo lo spunto dal racconto di Ottavio (Trattoria al Mulino di Villanova di Motta di Livenza),i giornalisti e i comunicatori della rete dei borghi europei del gusto hanno così voluto inserire
nei percorsi di informazione anche le Terre della Livenza, grazie al circuito Aquositas, che unisce le terre d'acqua europee.
Per due anni Torre di Mosto (Ve) e Motta di Livenza (Tv) saranno al centro delle attenzioni comunicative della rete, con lo scopo evidente di far conoscere queste terre benedette al di fuori dei confini locali.
Nel mentre si stanno svolgendo le visite gustose dei giornalisti e dei comunicatori, giunge la notizia che , con ogni probabilità, nel mese di maggio verrà organizzata una Sagra (Festa) dell'Anguilla a Torre di Mosto, per arricchire ulteriormente le iniziative di valorizzazione.


9a Giornata Nazionale delle ferrovie NON dimenticate Il mese della mobilità dolce: 6 marzo-6 aprile 2015- La Riviera Berica e Villaga nella rete dei borghi europei del gusto



Il 6 marzo è tornata la Giornata delle Ferrovie Dimenticate, che quest'anno, dopo 8 edizioni, è stata rinominata in "NON DIMENTICATE", per ricordare il lavoro decennale di Co.Mo.Do. su questo tema, ed è stata estesa ad un mese intero, durante il quale si terranno escursioni, passeggiate in bici lungo tratti ferroviari in abbandono, convegni, mostre fotografiche, visite a impianti ferroviari ecc.
Co.Mo.Do. è una confederazione di Associazioni che si occupano di mobilità alternativa, tempo libero e attività outdoor. Un tavolo allargato di discussione e proposta sui temi della mobilità dolce, dell’uso del tempo libero, del turismo e dell’attività all’aria aperta con mezzi e forme ecocompatibili.
Dal 2013 l'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto ha deciso di lanciare l'Azione I Binari del Gusto, circuito di località e territori lungo le ferrovie dimenticate, con due obiettivi : a) diffondere e far conoscere le proposte sulle ferrovie dismesse e dimenticate ; b) valorizzare la storia dei borghi, con iniziative di informazione multimediali. In occasione
della Giornata Nazionale delle Ferrovie NON Dimenticate 2016, questo processo
trova la sua pratica realizzazione, con i 'viaggi del gusto' che una carovana di giornalisti e comunicatori compie su questi temi, grazie all'intervento della redazione della trasmissione multimediale L'Italia del Gusto.

La Riviera Berica è stata inserita nel percorso informativo : da Montagnana a Vicenza vi era infatti il tracciato della tranvia Montagnana-Noventa Vicentina- Vicenza, trasformato oggi in pi.sta ciclabile.
Il primo intervento informativo ha riguardato il comune di Villaga, per la rassegna 'Ranpussolo e dintorni', iniziativa che vede la collaborazione di enti pubblici e privati, in una singolare 'filiera' corta che mette insieme agriturismi, ristoranti, produttori,operatori commerciali, impegnati a valorizzare il proprio territorio. L'intervento della rete dei borghi europei del gusto è finalizzata a far conoscere la Riviera Berica e Villaga oltre i confini locali.
Un primo stage di informazione si è svolto nella sala del Municipio di Villaga, con la partecipazione
di imprenditori locali e del Comune di Villaga.


sabato 19 marzo 2016

Cafè Roma, a Gaiarine,Borgo del Gusto

Per davvero il Cafè Roma, in quel di Gaiaine, lo scegli.
Al fondo di una galleria,Maricla, con la sorella Paola, conduce le danze da ben
undici anni, con una passione ed un entusiasmo immutabili.
“ E' fin troppo facile dire che i tempi sono duri e che ce li stanno rendendo tali.
Fare impresa, per i giovani, diventa ogni giorno più complicato. Ma, questa è
la professione della mia vita.”

Così Caffè Roma è divenuto un punto di incontro per avventori di tutte le età,
che 'attravresano' questo spazio consci di poter trascorerre un pezzo di tempo
non alienato.
Si parte con le colazioni del mattino, gli aperitivi, la pausa pranzo con piatti
freddi e snack di produzione familiare (niente tramezzini industriali simil plastica!),
ì dopo cena (magari, ogni tanto, con musica).
Insomma un luogo gradevole, da appuntare, religiosamente, nei nostri itinerari.
E poi,non ultima, la disponibilità di Maricla e Paola a collaborare alle iniziative
dei commercianti di Gaiarine, al fine di rendere più ospitale e visitabile la
loro comunità.

La pizza del nostro privilegio, da Adriano a Gaiarine



Negli ultimi tempo, lo confessiamo, il nostro accostamento ad uno dei piatti della
grande tradizione italiana, la pizza, era divenuto incerto, imbarazzante.
Costretti ad armarci di acqua minerale, ci stavamo chiedendo il perchè di una simile
situazione,
Poi, di botto, la visita per Gaiarine,Borgo del Gusto alla Pizzeria Adriano, in un giorno
qualsiasi di un menù qualsiasi.
Bell'ambiente,'coccolo', uno stile di servizio sobrio ma cortese, quel giusto mix di
disponibilità e discrezione che di certo non guasta.
Adriano e la moglie, splendida signora, propongono una pizza
che ha dalla sua la lunga lievitazione e maturazione dell'impasto. Citiamo, come ottima conoscitrice, Susi Tonon, la 'panettiera' di Gaiarine, che intesse una trama di elogi ai nostri due anfitrioni.
Insomma,una che di impasti se ne intende !
“Non esiste nulla di simile al piacere di una pasta ben lievitata. Il tempo è il vero
segreto. La pizza non si fa di fretta, come tutte le cose migliori. Per essere
ben digeribile, l'impasto della pizza deve essere perfettamente lievitato, in modo
che la lievitazione non continui nel tuo stomaco.
Maggiore è il tempo di lievitazione e minore quantità di lievito sarà necessario
per far lievitare l'impasto. Questo a tutto vantaggio di quelle tante persone
che risultano intolleranti al lievito e che dopo aver gustato un pezzo di pizza
devono sopportare i gonfiori di stomaco, bruciori e sonnolenza.”

L'altro segreto : mai lesinare sulla qualità dei prodotti.
“ La differenza di costo non giustifica assolutamente l'suo di prodotti scadenti.
Abbiamo scelto una strada precisa, che fa della qualità non un banale
slogan pubblicitario”.
I comunicatori e i giornalisti della rete dei borghi europei del gusto riproporranno
alla Pizzeria da Adriano l'incontro fra vino e pizza, che era stato consacrato nel
1989 da uno storico accordo fra Luigi Veronelli, direttore de l'Erichetta e Antonio Primiceri,presidente nazionale dell'Apes, proprio in queste contrade.

Il Panificio La Coccinella a Pianzano e Colle Umberto



Abbiamo potuto degustare il pane di Alessandro Campalto (Panificio La Coccinella, con laboratorio
e negozio a Pianzano e laboratorio di pasticceria e negozio a Colle Umberto), a convivio al ristorante Giancarlo, a Borgo Chiesa di Codognè.
Ohibò, ci siamo detti, ecco un artigiano del gusto di sicuro talento.
Così abbiamo inserito La Coccinella nelle iniziative del progetto Le Parole della Terra che fino a maggio proporrà degli incontri a tavola, con le eccellenze del territorio e con i protagonisti (talvolta silenziosi), della filiera agroalimentare.

Dopo aver conosciuto direttamente Alessandro e averlo intervistato per la trasmissione multimediale L'Italia del Gusto, abbiamo capito ancor di più i motivi del suo successo commerciale.
Un carattere sincero, diretto ; una passione autentica per la propria professione ; la ricerca continua
sulle farine e sulle preferenze alimentari dei consumatori ; la convinzione di non essere mai arrivato e di poter migliorare.
Queste le 'molle' di un artigiano vero, che propone, semplicemente, la 'sua' qualità,frutto di un impegno di altri tempi.
Sottolineiamo poi una buona dose di umiltà che non significa sottovalutazione del proprio impegno e del proprio valore, ma lucida disponibilità al confronto, ad imparare qualcosa di nuovo.
“ Va da sé- osserva Alessandro-, che noi artigiani diamo il tempo alla pasta di lievitare senza utilizzare gli acceleratori di lievitazione. Inoltre nella lavorazione industriale si usa di procedere ad una prima parziale cottura del pane, che viene poi surgelato e portato a fine cottura . Nel pane occidentale, lievitato, così come lo produciamo e lo consumiamo da secoli nel nostro Paese, la lievitazione è uno degli elementi fondamentali e questa ha bisogno di seguire il suo percorso naturale per ottenere un buon pane, che non ci provoca disturbi e si conserva per giorni in modo altrettanto naturale. “
Andate poi a visitare la pasticceria di Colle Umberto : vi troverete molti spunti di artigianato artistico per doni e confezioni inusitate. Segno, questo, di una attenzione a tutto tondo, di un gusto e di una creatività che non conoscono frontiere e limiti.

La curiosità non è mai venuta a mancare in Alessandro, che ha saputo trasmettere a tutto il suo staff
questa filosofia di vita.

A Vallonto, Agraria Spazio,per un approccio ecocompatibile in viticultura



Vallonto. In comune di Fontanelle.
Una piccola comunità conosciuta per la sua Mostra dei Vini e per una viticultura che segna profondamente la storia dell'economia locale.
Ne parliamo con Mery Carrer, laurea in agraria, 'grande capa' di Agraria Spazio srl, che propone
prodotti per l'agricoltura, concimi, sementi e antiparassitari ; legna da ardere ; la creazione e la manutenzione di aree verdi, nonché servizi di consulenza e assistenza tecnica.
“ La nostra azienda opera da oltre venti anni ed è stata fondata dai miei genitori. La storia dell'agricoltura è profondamente mutata : si è fatta strada sempre di più la consapevolezza
di un approccio ecocompatibile, per salvaguardare le ragioni dell'ambiente e della natura. Non è stato un processo facile quello di convincere gli agricoltori ad una cultura più attenta alla sostenibilità, meno intrisa di 'chimicità':”
Da questo punto di vista è senz'altro insostituibile l'opera di informazione e di divulgazione che centri di professionalità come Agraria Spazio svolgono in questa direzione.
Il tempo passa e le professioni evolvono, piaccia o non piaccia.

Vi è poi, in famiglia, anche il fratello di Mery, Eros, che ha creato una azienda agricola che si occupa della coltivazione di piante per l'orto, fiori e vivaio. L'azienda agricola Carrer sviluppa
anche la progettazione, la creazione e la manutenzione di parchi e giardini.


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Zanusso : una storia sempre al passo con i tempi



Sembra quasi una favola; invece è la realtà, una storia vera.
Angelo ed Eleonora Zanusso fondano nel 1965 a Fontanelle in provincia di Treviso, la propria azienda. I due sposi sono appena rientrati da una decennale esperienza di lavoro alla General Motor in Zambia, nell’Africa del Sud. Le drammatiche vicende in quelle terre li hanno convinti al rientro.

L’attività inizia con la costruzione di attrezzature agricole, nel corso degli anni si è sviluppata nell’ambito commerciale, anche con l’ingresso dei figli Renzo e Ferdinando, acquisendo una notevole professionalità.
Con il passare degli anni l'attività si è sempre più qualificata : l'esperienza unita all’assistenza tecnica ed ai servizi post-vendita che comprendono anche un ampio magazzino ricambi e una officina con qualificati meccanici, rende l’azienda ZANUSSO sempre all’avanguardia.

Ma gli imprenditori, quelli autentici, sanno stare al passo con i tempi, sanno, per così dire, 'annusare' i terreni di operatività che dischiudono nuove prospettive di sviluppo.
L'azienda è un organismo vivente, pulsante, che va continuamente alimentata e sostenuta.
Ecco che è cresciuto negli anni il settore del giardinaggio, non con una semplice scelta di diversificazione, ma con tutta la passione e la competenza di cui la famiglia è capace.
“ Siamo andati a recuperare, per fare un esempio, la collaborazione professionale con una azienda, la STIGA, che pareva non potesse decollare. Ci siamo impegnati in una intensa campagna di promozione e di dimostrazioni. Convinti della bontà delle tecnologie proposte. Abbiamo anticipato i tempi : oggi siamo fra i più importanti rivenditori a livello nazionale.”
Il segreto ? L'aver saputo intuire che anche nel mondo del verde si stavano facendo strada le tecnologie ecocompatibili, una nuova cultura sulla sostenibilità.
Scegliere e proporre attrezzature e macchine conformi a questo nuovo modello di vita, è stata
per la famiglia Zanusso la carta vincente.

Oggi la rete dei borghi europei del gusto ha proposto all'azienda una partnership per la produzione di un materiale didattico 'L'albero fonte di vita', interamente dedicato ai temi del rispetto dell'ambiente e della natura,



L’albero fonte di vita



01Il 21 novembre in tutta Italia si svolge, dal 1951, annualmente “la Giornata nazionale dell’albero”, la quale consiste nel sensibilizzare il Paese sull’importanza degli alberi, per l’uomo e l’ambiente. Quest’usanza nacque anticamente presso la popolazione greca, si diffuse poi tra il popolo romano e molti anni dopo si propagò anche negli Stati Uniti dove, in particolare nello stato del Nebraska, si è dedicata una giornata all’albero chiamata “Arbor Day”. Solamente nel 1898 questa celebrazione giunse in Italia e nel 1951 fu dichiarata “festa dell’albero” il 21 novembre.
Gli alberi sono comparsi sulla terra circa 300 milioni di anni fa, sono indispensabili per l’ecosistema, per il ciclo della vita e per l’equilibrio climatico. Con il termine albero s’intende una pianta che vive diversi anni, capace di svilupparsi in altezza grazie ad un fusto eretto detto tronco che può presentare delle ramificazioni. L’albero è composto dalle radici che raramente si vedono, poiché sono immerse nel terreno. Esse hanno due funzioni, una meccanica che serve da sostegno e di ancoraggio della pianta stessa al terreno e l’altra di assorbimento. La funzione di ancoraggio svolge un ruolo importante per l’ambiente poiché le radici mantengono il terreno compatto ed unito prevenendo in questo modo le frane. Un’altra parte è il tronco o anche chiamato fusto, esso funge da tramite tra le radici e le foglie, ha una funzione di sostegno. Ultima, ma non meno importante, è la chioma, composta dai rami e dalle foglie. I rami hanno la funzione, come il tronco, di trasportare le sostanze nutritive e l’acqua alle foglie, le quali svolgono il compito principale ovvero quello della fotosintesi clorofilliana. Questo processo consiste nel combinare l’acqua e i Sali minerali provenienti dalle radici con l’anidride carbonica (CO2) assorbita dall’atmosfera02 trasformandola, successivamente in ossigeno, necessario per la vita. Grazie a questa trasformazione viene eliminata una parte dell’anidride carbonica presente nell’aria che insieme ad altri fattori influisce sulla formazione dell’effetto serra. A causa dell’anidride carbonica e altre sostanze chimiche prodotte dall’uomo si crea nell’atmosfera una “grande serra” attorno al globo che permette ai raggi solari di entrare, ma non di uscire causando così il riscaldamento globale.
03Spesso ci lamentiamo del troppo inquinamento presente nell’aria, dando come motivazione l’utilizzo eccessivo delle automobili e si pensa che bloccando per una giornata la circolazione dei mezzi si possa diminuire l’emissione dei gas. A questo proposito non si è mai data importanza all’albero che potrebbe risolvere in modo naturale il problema dell’inquinamento. È necessaria la presenza di molte aree verdi che grazie al loro processo vitale riducono la CO2 nelle nostre città. Importante è quindi ridurre il disboscamento, fenomeno che sempre più velocemente si diffonde soprattutto nelle aree di montagna e di collina dove spesso gli alberi vengono sostituiti da alberghi e case mentre nelle città dai palazzi.
05Tutti vorrebbero avere nella propria città un luogo dove poter respirare aria “pulita”,04 portare i bambini a giocare o semplicemente staccarsi dalla vita frenetica della città per far ciò i comuni dovrebbero mettere a disposizione delle aree pedonali ricche di verde e alberi. In conclusione l’uomo deve tener conto sempre dell’importanza dell’albero il quale è indispensabile per l’uomo.
Chiara Pagani e Micaela Colombo

Nel mondo del verde, lungo le rive della Piave



Il Cenacolo Terre del Piave stà continuando a sviluppare il progetto Le Parole della Terra.
In questi giorni è stata aperta una nuova iniziativa di informazione sui temi del verde e del giardinaggio, prendendo lo spunto dalla Festa dell'Albero che si è svolta a Roverbasso di Codognè.
“ Lo scopo è quello di dare voce agli operatori che previlegiano un approccio sostenibile – spiega Renzo Lupatin, della rete dei borghi europei del gusto-, accompagnando le iniziative con la produzione di un materiale didattico 'L'Albero fonte di vita' . “


giovedì 17 marzo 2016

La storia di Meduna di Livenza

(a cura di Mauro Fasan)
EPOCA ANTICA
Nel territorio medunese le tracce di epoca romana e pre–romana sono scarse, se non assenti. Alcuni reperti antichi sono rinvenuti in località Corteabbà e nella frazione di Mure.

In entrambe i luoghi si sono recuperati laterizi, reperti marmorei e fibule. A Brische, demolendo la vecchia casa del sacrestano fu recuperata una moneta di Marco Aurelio. In località Corteabbà, nel 1971, fu demolito il capitello dedicato a S. Giacomo per favorire le operazioni di aratura, che già al primo scasso riportarono in superficie alcuni di questi frammenti. Su uno era impressa la scritta “VARISTI”, un altro invece era marchiato con la sigla “T. ATI. PAE. CONCO.” accompagnata da una croce. Tutte le diciture furono identificate come i nomi dei proprietari delle fornaci. Sempre in località Corteabbà fu trovata una testa in marmo di circa 27 centimetri, ora conservata nel museo di Oderzo. Studi eseguiti hanno evidenziato la presenza di scalpellature nella parte posteriore, che inducono a pensare che il reperto facesse parte di un’opera più complessa.

A Mure, durante la costruzione delle vecchie scuole, furono recuperati altri laterizi romani; inoltre, demolendo una casa del XVI secolo, rivide la luce una colonna in granito di forma tronco conica, lunga 1,72 metri e con diametro variabile da 50 a 44 centimetri. Tuttavia non si è certi che quest’ultimo reperto sia effettivamente di origine romana.

Questo spinge a pensare che il territorio, almeno in quei luoghi, non fosse completamente disabitato e le costruzioni potrebbero essere ricollegate alla via consolare Postumia, nome ancor presente nella toponomastica locale. Tuttavia si è più attinenti alla realtà ipotizzando l’origine del paese più in là nel tempo, quanto meno successiva alle invasioni dei Goti e al periodo Longobardo.
MEDIOEVO
Agli albori del Mille l’imperatore Enrico IV assegnò a Sigeardo patriarca di Aquileia la contea del Friuli, dando origine allo Stato Patriarcale.

Il confine occidentale dello Stato era segnato dall’alveo del fiume Livenza, lungo il quale sorsero vari castra (fortificazioni medievali), che si unirono agli esistenti per creare la linea difensiva.

È ormai consolidata l’ipotesi che proprio in quel periodo, anche a seguito delle scorrerie degli Ungari, lungo il corso del Livenza sorsero i castelli di Caneva, S. Stino e Meduna. Tuttavia nei documenti del X e XI secolo non vi è menzione del castello medunese, che invece è accertato esistere agli inizi del Duecento.

Sono infatti del 1223 le prime notizie certe del castro Medune, edificio in cui si incontrarono il patriarca e l’abate di Sesto per decidere a chi spettava l’avvocazia di Azzanello, Mure e Mergraro (Malgher). Alla fine la spuntò il patriarca, che impose agli abitanti di questi villaggi di venire a Meduna per custodirla e fare il piovego, cioè organizzare la difesa del territorio e del castello. A questi fu inoltre concessa la possibilità di vendere vino e pane nella taverna all’interno delle mura castellane.

Dopo l’acquisizione delle ville vicine, col passar del tempo il contado medunese si estese gradualmente sui seguenti luoghi: Pasian di Sotto, Azzanello, Belveder, Brischi, Squarzareto, More, Masi, Cordohabat, Quartarezza, Danon, Cydrugno, Pra Major, Pra di Pozzo, Zoppina, Oltrefossa, Spadacenta, Sotto la Motta. La giurisdizione si estenderà ulteriormente, spingendo i confini fino al Reghena, alle porte di Summaga e Chions. Tuttavia i confini del feudo medunese non sono mai stati ben definiti e gli studiosi, con lievi discrepanze, assoggettano alla potestà di Meduna vari villaggi, compresa la gastaldia di S. Vito. Allo stato delle ricerche non è possibile stabilire gli esatti confini del feudo medievale e la questione rimane aperta.

Ad ogni modo Meduna governava un territorio che oggigiorno si estenderebbe in due regioni (Veneto e Friuli) e tre province (Treviso, Venezia e Pordenone), comprendendo paesi che attualmente sono sede comunale (Annone Veneto, Pramaggiore e Cinto Caomaggiore).

Il feudo di Meduna era di abitanza e questo comportava che gli amministratori dovessero abitare stabilmente a Meduna e mantenere il castello sempre a disposizione del patriarca, che inoltre gestiva anche l’amministrazione ecclesiastica, appartenendo Meduna al patriarcato di Aquileia (dal 1751 all’arcidiocesi di Udine e dal 1923 alla diocesi di Concordia-Pordenone). Erano questi i feudi più numerosi e creati in luoghi strategici. Meduna ad esempio sorse nell’antico punto di confluenza del fiume Meduna nel Livenza, che avveniva tramite il letto dell’attuale fossa S. Bellino.

La prima famiglia investita del feudo prese il nome della terra. Dei Meduna si conosce poco e le cronache medievali che vi fanno menzione sono sporadiche. Accertata è la loro presenza nel Parlamento friulano, come certa è l’importanza della famiglia, che apparteneva al ceto dei nobili feudatari della chiesa di Aquileia.

Nel 1326 i nobili medunesi, accordatisi coi signori di Panigai, cercarono di vendere il castello a Rizzardo da Camino, signore del trevigiano, che per tutta la vita ebbe particolari mire su Meduna. La congiura fu scoperta e i congiuranti furono banditi perché rei di fellonia.

Nel Quattrocento il Patriarcato di Aquileia fu logorato da contrasti e guerre intestine, questo aprì le porte alla Serenissima, desiderosa di espandersi in terraferma.

Nel 1420 il Friuli fu annesso alla Repubblica di Venezia e con esso Meduna.
SOTTO LA SERENISSIMA
Dopo un primo periodo di assestamento, verso la metà del Quattrocento, Venezia investì, col titolo di capitano, un ramo della famiglia Michiel che, per distinguersi dagli altri, prese il nome di Michiel “dalla Meduna”.

Nel 1483 la Serenissima inviò Marin Sanuto a eseguire un sopralluogo nella Terraferma, per censirne castelli, feudi, gastaldie, podesterie e comunità. Una volta giunto a Meduna il relatore scrisse: di la Mota al porto di Livenza è mia 33 sopra questo fiume, do mia lontan, è la Meduna, dove li hè Capit.o Fran.co Michiel, et zà gran tempo ànno dominato dita Meduna, et fa raxon lui, et l’ànno in feudo da la Signoria a mero e mixto imperio. Non è murada, ma à fosse da una banda, da l’altra la Livenza, et già a longo la vidi.

Questa sommaria descrizione fa capire che l’urbanistica medunese non era più legata alle rudi connotazioni militari, dettate dal medioevo, ma il paese cominciava a trasformarsi in una cittadina rinascimentale.

Il centro del paese, che si sviluppava attorno all’attuale piazza Campiello, era dominato dal palazzo dei nobili Michiel, oggi sede comunale, ed era accostato alle rimanenze del castello medievale, dove i Michiel avevano predisposto gli alloggi della servitù e i locali di servizio.

Palazzo Michiel non era solo residenza, ma centro del potere; al suo interno c’erano la cancelleria, il tribunale e l’alloggio dei soldati.

Meduna fu quindi confermata sede del feudo, che diverrà capitanato, estendendo ulteriormente i propri confini. La popolazione di Meduna, nel 1548, ammontava a 104 persone da fatti (atti alle armi) e 267 inutili, ossia vecchi e fanciulli. Nelle ville soggette invece il numero saliva a 669 da fatti e 3.192 inutili. I Michiel furono affiancati da nobili veneziani e friulani, tra i quali si ricordano: Alberghetti, Fabris, Girardi, Grimaldi e Perocco. Nel Settecento lasceranno il posto ai Duodo e poi ai Loredan.
EPOCA CONTEMPORANEA
Agli inizi del XIX secolo Meduna si presentava come un piccolo abitato, di poche ma autorevoli case che circondavano un magnifico palazzo.

I difficili periodi di povertà, e il mantenimento di alcune prerogative legate alla condizione aristocratica, non consentirono la crescita del paese che, nella sua modesta dimensione, mantenne tuttavia l’autonomia confermandosi sempre sede comunale.

Dalla caduta di Venezia, infatti, Meduna perse gradualmente il proprio ruolo. Da capitanato della Serenissima divenne comune, subendo le dominazioni austriaca e francese, diminuendo progressivamente il potere sui territori limitrofi. A causa della posizione di confine, passò da una provincia all’altra impoverendosi sempre più.

Nel 1866, assieme al resto del Veneto, il comune venne annesso al Regno d’Italia.

Dopo l’annessione al Regno, il Comune di Meduna appartenne al mandamento di Motta, assieme a Cessalto, Chiarano e Gorgo. Il 12 ottobre 1881 vi fu un tentativo da parte di alcune persone non dimoranti in paese, ma facenti parte del consiglio comunale, di aggregare il comune di Meduna a quello di Motta. Risaputa la cosa, il cav. Giorgio Prosdocimo organizzò una dimostrazione di protesta alla quale partecipò tutta la cittadinanza. La proposta non fu naturalmente approvata e, fieri dell’autonomia preservata, i medunesi per anni ricordarono l’evento con una festa paesana che oggigiorno non esiste più. Molto probabilmente è da allora che si cominciò a dire che Meduna la boie, accostando le tensioni provocate dai progetti di trasferimento della sede municipale al coevo movimento contadino de “La boje”, scoppiato tra il Polesine e soprattutto il Mantovano (ma, si sa, le voci popolari sul perché a Meduna la boie offrono una gamma vasta e divertente di risposte). 

La Macelleria Panontin a Meduna di Livenza

Il Cenacolo del Gusto dell'Alto Livenza cura il percorso enogastronomico della trasmissione multimediale l'Italia del Gusto.A Meduna una delle soste 'gustose' ha toccato la Macelleria Panontin.



"Mi ricordavo della Macelleria di Pietro Panontin,giusto nella piazza di Meduna di Livenza, per via di un servizio informativo realizzato in tempi non sospetti, quando Gino Veronelli era ancora vivo e
interveniva alle giornate di informazione nell'Alto Livenza.
La qualità certa non è acqua.
Così il nuovo incontro ci conferma le scelte qualitative di sempre : la scelta di macellare la piemontese di btrazza pura ; la determinazione nel seguirne la storia per poter garantire al cliente consumatore la qualità di filiera ; la lavorazione sapiente per proporre il meglio, anche in termini di cibi stuzzicanti, che vanno incontro ai problemi di tempo delle donne in carriera.....
E poi il giusto consiglio, la buona parola che non manca mai, in uno storico rinnovarsi dell'accoglienza, in una atmosfera lontana anni luce dalle impersonali spese negli spazi di grandi dimensioni.
Oggi a Pietro si sono uniti anche i figli Fabio e Alberto, a rafforzare una storia familiare che corre verso i cent'anni.
E poi l'attenzione alle paste di valore,ai formaggi, ai prodotti di 'complemento' , mai scontati, con quella cura che rivela una preoccupazione autentica : intercettare il meglio delle produzioni locali, per soddisfare anche i palati più esigenti.
Questo è il pianeta Panontin.E scusate se è poco !!"