domenica 12 aprile 2026

INAUGURATO 58° VINITALY, BRICOLO (PRES. VERONAFIERE): VINITALY ASSET A SOSTEGNO EXPORT, A FIANCO DELLE AZIENDE PER CONSOLIDARE PRESENZA VINO ITALIANO NELLA NUOVA GEOGRAFIA DI POSIZIONAMENTO

 

NUOVE TAPPE DI VINITALY IN AFRICA, CANADA, AUSTRALIA E RADDOPPIO IN BRASILE CON ITA-ITALIAN TRADE AGENCY

 

Verona, 12 aprile 2026. “Vinitaly rappresenta oggi un’infrastruttura per sostenere e amplificare la proiezione internazionale del vino italiano, un presidio organizzato che, a partire da Verona, opera con continuità per rafforzare la presenza delle nostre imprese sui mercati globali. In uno scenario tra i più complessi sotto il profilo geopolitico ed economico, caratterizzato da instabilità, ridefinizione delle rotte commerciali e crescente competizione internazionale, Veronafiere avverte con chiarezza la responsabilità di evolvere ulteriormente il proprio ruolo: non solo luogo di incontro del business, ma leva concreta per consolidare il posizionamento del settore e ampliarne le opportunità di sviluppo all’estero”. Così il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha aperto oggi la 58^ edizione di Vinitaly alla presenza di Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati; Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri; Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy; Alessandro Giuli, ministro della Cultura; Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo; Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo; Matteo Zoppas, presidente ITA - Italian Trade Agency; Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto; Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona e Damiano Tommasi, sindaco di Verona.
 
“La promozione internazionale è una nostra priorità - ha continuato Bricolo -. Si inserisce in questa visione un programma strutturato di quasi trenta iniziative internazionali che presidiano in modo sistemico le principali aree strategiche: dagli Stati Uniti, fino all’Asia con Cina, India, Thailandia, Kazakistan, Giappone e Corea del Sud, dall’America Latina ai Balcani fino alle piazze europee e al Regno Unito. Una geografia che coincide con le rotte più promettenti per il nostro export e che amplieremo ulteriormente. Stiamo infatti già lavorando con ITA – Italian Trade Agency per nuove tappe di Vinitaly in AfricaCanadaAustralia. Inoltre, raddoppieremo in Brasile, rafforzando così il presidio già attivo con Wine South America”.


TAKE 2#  VINO: PREMIUM PASSEPARTOUT PER I MERCATI, LE ATTESE DI CRESCITA DEL VINO ITALIANO NEL MONDO
IL RANKING DELLE PIAZZE PIÙ PROMETTENTI SECONDO L’OSSERVATORIO UIV-VINITALY

Verona – Vinitaly, 12 aprile 2026. I vini Premium (che escono dalla cantina a minimo di 8 euro e che arrivano a seconda dei mercati tra i 25 e i 50 euro) cresceranno ancora nei prossimi anni, nonostante il calo generale delle importazioni a livello globale. E, assieme ai Luxury, compenseranno almeno in parte la discesa dei prodotti della parte medio-bassa dello scaffale. Una crescita non eclatante del valore - +1% da qui al 2029, che sale però a +3,5% per i prodotti made in Italy - ma che - secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly su base Iwsr - potrebbe riservare per l’Italia sorprese ancor più positive se ci si concentrasse su alcune aree considerato maggiormente strategiche, tra consolidate e non. Dodici i Paesi a maggior tasso di crescita potenziale: Giappone, Messico, Corea del Sud, Brasile, Vietnam, Cina, Thailandia, Indonesia, Australia e India a cui si aggiungono le 2 “fuori quota”, e top buyer extra-Ue, Stati Uniti e Regno Unito. Sono queste, secondo Unione italiana vini e Vinitaly le aree dove incrementare la propria presenza per allargare il bacino commerciale di un settore ancora troppo concentrato sui primi 5 mercati di sbocco, che da soli quotano il 60% del totale dei valori esportati. Obiettivo, consolidare le produzioni di qualità, calmierare le difficoltà e spostare più in alto l’asticella del posizionamento; tema quest’ultimo considerato strategico per l’export di una superpotenza enologica come l’Italia, con il vino – secondo Prometeia - al secondo posto per bilancia commerciale con l’estero tra i comparti del made in Italy tradizionale, a +7,2 miliardi di euro nel 2025. “Il valore export 2025 è risultato in calo di quasi il 4% - ha detto il responsabile dell’Osservatorio, Carlo Flamini – ma, secondo le nostre stime, se avessimo avuto in pancia un’incidenza della quota Premium al 20% invece dell’attuale 17%, il saldo negativo si sarebbe ammorbidito a -0.7%. Di più, se il nostro Paese si desse l’obiettivo di aumentare di 1 punto l’anno il peso dei Premium sulla propria offerta (+11% di valore in 5 anni), l’export generale ne beneficerebbe, arrestando quella decrescita che – a fattori costanti – è prevista continuare fino almeno al 2029 per cumulare un -12% di saldo 2029/24”.


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