lunedì 17 agosto 2026

Di corte in corte

 



Palazzo Screm a Osoppo (foto di Graziano Soravito)

La rassegna itinerante “Note nei roccoli e nelle corti” è un festival coraggioso, in un territorio complesso. Si pone due obiettivi: coinvolgere musicisti che siano eccellenti interpreti di quella musica popolare che è espressione di comunità e territori, vicini e lontani; ridare vita, vita musicale, a luoghi pregevoli ma poco conosciuti, anche per approfondire la loro storia, l’architettura, il paesaggio. La decima edizione della manifestazione non sfugge alla regola, come dimostra il prossimo appuntamento: sabato 22 agosto alle 18 a Osoppo nella splendida cornice di Palazzo Screm, sede della Biblioteca comunale, si esibiranno i Carantan, storica folk band friulana, presenza costante nel cartellone del festival per la qualità della ricerca e la sintonia con la filosofia che anima la rassegna. Daranno spettacolo Andrea Barachino (chitarra classica e voce), Stefano Durat (armoniche diatoniche) e Luca Boschetti (violoncello).

Il concerto, promosso dall'Ecomuseo con la collaborazione del Comune e della Regione, fa parte di un percorso di sostegno e valorizzazione dei caratteri poetici, melodici e ritmici che porta in sé la musica popolare. È quanto si propongono di fare da oltre un trentennio i Carantan ricercando e riprendendo il patrimonio musicale friulano dal Cinquecento fino ai tempi più recenti, anche con “sconfinamenti” nel repertorio tradizionale del Nord Italia e dell’Istria. I loro brani mantengono una forte radice ritmica e melodica popolare, spesso rielaborati con arrangiamenti moderni e composizioni originali. Il concerto renderà omaggio a Glauco Toniutti, musicista, ricercatore e fondatore del gruppo nonché collaboratore dell’Ecomuseo, scomparso nel 2022. Ingresso libero, in caso di maltempo il concerto si svolgerà al coperto.

Palazzo Screm si presenta come un complesso edilizio unitario, risalente al Settecento, costituito da due corpi di fabbrica complementari che nel loro insieme definiscono una U. Era la residenza di una famiglia benestante: l’abitazione e gli annessi rustici definivano una corte interna, documentando una tipologia di costruzione che prima degli eventi sismici distingueva le case rurali di Osoppo organizzate a corti, di cui è l’unica superstite. Il palazzo è caratterizzato all’esterno da due portali in pietra, all’interno da un porticato con volte a crociera in mattoni.



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