| | Con dodici concerti tra uccellande, corti, piazze e selle, da giugno a settembre, l’Ecomuseo porta la musica popolare nei luoghi più suggestivi del Gemonese. Le prossime esibizioni del festival “Note nei roccoli e nelle corti” vedono protagonista un gruppo che è tra i maggiori interpreti della tradizione musicale occitana. QuBa Libre Trio è composto da Simonetta Baudino (ghironda, organetto diatonico, cornamusa), Giuseppe Quattromini (chitarra, fisarmonica, armonica a bocca) e Paola Lombardo (voce). Considerate la bravura e la popolarità degli interpreti, straordinariamente il concerto raddoppia: il primo spettacolo è in programma a Buja domani 8 agosto alle 17 nella corte ottocentesca di Borgo Andreuzza; la replica sarà a Gemona domenica 9 agosto sempre alle 17 nella Sella di Sant’Agnese, splendido contesto naturale a cui ha dato forma il ghiacciaio tilaventino. Prima dei concerti racconteranno i luoghi il direttore dell’Ecomuseo Maurizio Tondolo e lo storico Mauro Vale. |
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Tra l’Ecomuseo delle Acque e gli ecomusei delle valli occitane del Piemonte, da cui provengono i musicisti, si è creato nel tempo un rapporto che va oltre l’ordinario: c’è costante collaborazione su numerosi progetti, relativi al cibo, al paesaggio, all’antropologia visuale. A questi si aggiunge un tema forse più sentito e frequentato di tutti gli altri: la musica popolare. Le tradizioni musicali di quei territori, la capacità degli ecomusei di farle proprie promuovendo delle scuole rivolte ai giovani perché apprendano l’uso degli strumenti antichi (la Valle Stura ne è un esempio virtuoso), l’organizzazione di feste dove la musica e i balli costituiscono l’attrattiva maggiore: tutto questo ha consolidato i rapporti e indotto a garantire al festival – giunto quest’anno alla 10ª edizione – la presenza costante di musicisti provenienti dalle aree di cultura occitana. |
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A Borgo Andreuzza si accede immettendosi in una corte, chiusa frontalmente dalla casa padronale e di lato dagli edifici che un tempo erano di servizio, con facciate in pietra a vista, colonne in pietra e archi in mattoni. Il corpo principale, distribuito su tre piani, si caratterizza per la presenza di un porticato e una loggia superiore a tre arcate. La costruzione del lato ovest dispone di un portico profondo, con archi sostenuti da pilastri in conglomerato e parte terminale in mattoni. Il fronte strada esibisce un portale a bugnato su cui è riportata la data 1875. |
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La Sella di Sant’Agnese conserva la caratteristica morfologia glaciale, tra l’altura del Cumieli a ovest e il Monte Deneâl, primo rilievo della dorsale Chiampon-Cuel di Lanis, a est. I ghiacci, che in questo punto nel corso dell’ultima glaciazione raggiungevano i 500 m di spessore, mediante una lenta azione abrasiva hanno letteralmente modellato il territorio, compreso il dosso montonato del Cumieli. Sulla sella si erge la chiesetta di Sant’Agnese risalente al XII secolo, posta lungo l’antico tracciato preromano. È stata ricostruita filologicamente dopo il terremoto del 1976. |
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