Roma, 3 agosto 2026. Nel contesto della mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti – il grande progetto espositivo nato dalla collaborazione tra il Rijksmuseum di Amsterdam e la Galleria Borghese, a cura di Francesca Cappelletti e Frits Scholten, in corso alla Galleria Borghese fino al 20 settembre 2026 – dal 15 settembre al 25 ottobre 2026 sarà presentata l’installazione filmica dell'artista e regista britannico Isaac Julien, All That Changes You. Metamorphosis (2025), a cura di Lorenzo Giusti.
Ripensata appositamente dall'artista per gli spazi dell'Uccelliera della Galleria Borghese, la videoinstallazione, ispirata al ciclo di affreschi realizzato da Giulio Romano per Palazzo Te a Mantova, amplia il percorso espositivo attraverso il linguaggio immersivo dell'immagine in movimento.
In dialogo con i nuclei tematici di Metamorfosi. Ovidio e le arti, l'opera di Isaac Julien rilegge il concetto di metamorfosi come processo continuo di trasformazione, intrecciando mito, temporalità multiple e relazione tra umano e "più che umano". La dimensione narrativa e visiva del film propone una riflessione contemporanea sul cambiamento come principio generativo che attraversa la natura, la storia e l'esperienza umana, offrendo una prospettiva inedita e attuale su uno dei temi fondanti del poema ovidiano e dell'intero progetto espositivo.
Protagoniste del film sono le attrici di fama internazionale Sheila Atim e Gwendoline Christie, che interpretano due enigmatiche figure celesti e profetiche. Attraverso il loro viaggio tra epoche, paesaggi e architetture differenti, le due protagoniste guidano lo spettatore in una riflessione sul mutamento come condizione permanente dell'esistenza e sulla possibilità di immaginare nuove forme di relazione tra esseri umani, ambiente e altre specie.
Concepita originariamente come un'installazione a dieci schermi, All That Changes You. Metamorphosis prende avvio dalla straordinaria architettura di Palazzo Te per svilupparsi attraverso una costellazione di luoghi che attraversano tempi e immaginari differenti: dalla Cosmic House di Charles Jencks a Londra alle foreste secolari del Redwood National and State Park in California, fino ad alcuni significativi esempi di architettura contemporanea. Ogni spazio diventa un dispositivo narrativo che mette in dialogo storia, paesaggio e visione, facendo emergere la metamorfosi come principio che accomuna il mondo naturale, quello culturale e quello tecnologico.
La costruzione del film attinge inoltre a un articolato universo di riferimenti letterari e filosofici. Le riflessioni di Donna Haraway sulle relazioni multispecie, la narrativa visionaria di Naomi Mitchison e la fantascienza speculativa di Octavia E. Butler alimentano un racconto che supera una prospettiva esclusivamente antropocentrica, aprendo lo sguardo a forme di convivenza e immaginazione capaci di ripensare il rapporto tra il vivente e il pianeta.
Per la presentazione alla Galleria Borghese, Isaac Julien ha concepito una nuova configurazione dell'opera, adattata agli spazi dell’Uccelliera. Edificata nel XVII secolo come padiglione destinato a ospitare gli uccelli esotici della Villa, l’Uccelliera costituisce un luogo in cui architettura, giardino e paesaggio dialogano in modo inscindibile. In questo contesto, l'artista presenta una versione a canale unico dell'opera, nella quale l'immagine si moltiplica attraverso un sistema di specchi che ne frammenta e riflette continuamente la visione. L'intervento trasforma l'ambiente espositivo in uno spazio percettivo dinamico, dove il principio della metamorfosi si manifesta non solo nel racconto filmico ma anche nell'esperienza stessa dello sguardo, che si confronta con immagini in costante duplicazione, rifrazione e mutamento.
La nuova installazione stabilisce così un dialogo inedito con il contesto della Galleria Borghese e prolunga idealmente il percorso della mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti. Se il poema di Ovidio individua nella trasformazione una legge universale che attraversa uomini, divinità, animali e paesaggio, il lavoro di Isaac Julien ne propone una rilettura contemporanea, mostrando come il cambiamento continui a rappresentare una delle categorie fondamentali attraverso cui interpretare il presente e immaginare il futuro.
“La mostra che celebra la lunga durata e la forza immaginifica delle Metamorfosi in ogni tempo e luogo si arricchisce dell'opera di uno dei più acclamati e influenti artisti internazionali. Isaac Julien, a partire da uno sguardo originale sugli affreschi di palazzo Te a Mantova, altro straordinario luogo delle metamorfosi, ha interpretato davvero uno degli aspetti alla base della fortuna del poema ovidiano: la capacità non solo di trasmettere storie, ma di parlare a tutte le epoche, trasformando materiali e linguaggi" dichiara la Direttrice della Galleria Borghese, Francesca Cappelletti.
“Attraverso la fantasia e l'allegoria di questa nuova installazione filmica, cerco di sovvertire l'egemonia visiva che domina i regimi tecnologici della rappresentazione». Attraverso una grammatica visiva che intreccia memoria, immaginazione e poesia, All That Changes You. Metamorphosis invita il pubblico a considerare la metamorfosi non soltanto come tema del mito classico, ma come una pratica di pensiero capace di generare nuovi immaginari e nuove forme di coesistenza” afferma Isaac Julien.
Nessun commento:
Posta un commento