THESAURUS. ARCHIVI DI MEMORIA E FUTURO nasce nell’ambito delle commemorazioni per il trentennale della fine della guerra in Bosnia, dell’assedio di Sarajevo e del genocidio di Srebrenica. Attraverso i linguaggi dell’arte, Thesaurus affronta i temi della memoria, del confine, dell’identità e dell’incontro con l’altro e con la natura, riflettendo sulla trasformazione alchemica che caratterizza una rinascita.
Al contempo, l’iniziativa pone l’attenzione su questioni di stretta attualità e sollecita nuove riflessioni: in un momento storico segnato da recenti tensioni geopolitiche, conflitti e genocidi, il progetto si interroga su come sia possibile diventare attivi costruttori di pace e di futuro. Il confronto tra la realtà bosniaca e quella italiana solleva interrogativi sul ruolo della memoria, sul valore della testimonianza e sul senso dell’arte, evidenziando la necessità di concepire i sistemi culturali come reti dinamiche di co-evoluzione.
Il progetto si struttura attraverso differenti incontri: mostre, film, workshop e talk per ripensare memoria, confini e identità con artisti italiani e bosniaci, studenti delle scuole superiori e cittadinanza.
Ideato da Simona Barzaghi, promosso e sostenuto dal Comune di Bergamo e coordinato da The Blank Contemporary Art, Thesaurus inaugura il 15 novembre alle 15:00, durante l’ultimo giorno di ArtDate, il festival di arte contemporanea di Bergamo organizzato da The Blank e giunto alla sedicesima edizione.
“Con Thesaurus – dichiara il Vice sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, Sergio Gandi –l’Amministrazione comunale vuole dare un segnale forte in occasione del trentennale della fine della guerra in Bosnia: fare memoria di una ferita della storia europea recente significa, nel nostro caso, anche rendere omaggio allo slancio straordinario della nostra comunità, che in quegli anni seppe mobilitarsi con convogli umanitari e uno sforzo senza eguali, scrivendo una pagina importante nella storia del volontariato bergamasco. Ma ricordare non basta: questo progetto corale e polifonico ci costringe a interrogare il nostro presente, affacciato sulle drammatiche similitudini con le tragedie in Ucraina e, soprattutto, a Gaza. Il lavoro condotto da Simona Barzaghi è stato capace di trasformare un progetto espositivo in uno spazio vivo di formazione, costruendo una rete con oltre 500 studenti delle scuole superiori. Aver scelto lo Spazio ABQ di via Quarenghi come quartier generale dei laboratori conferisce al progetto un valore aggiunto, inserendosi nel percorso di riqualificazione culturale della via fortemente voluto dal Comune. Lo spazio diventa così un cantiere in cui i giovani possono toccare la storia con mano e rielaborarla in nuovi orizzonti di pace, confermando quanto la cultura non sia mera contemplazione, ma una vera palestra civica capace di generare consapevolezza e cura della pace. Un ringraziamento particolare va a The Blank, la cui complessa e per nulla scontata gestione organizzativa ha reso possibile questo viaggio tra memoria e futuro.”
Aggiunge l’ideatrice del progetto, Simona Barzaghi – “Il progetto promuove il dialogo e rende omaggio a Bergamo e alla sua provincia per lo straordinario impegno negli aiuti umanitari, nella ricostruzione e nel volontariato. Attraverso i linguaggi dell’arte, Thesaurus affronta i temi della memoria, del confine, dell’identità e del rapporto con l'altro e con la natura. In un momento storico segnato da nuove tensioni geopolitiche e genocidi, l'iniziativa ci interroga su come diventare attivi costruttori di pace. Uno dei temi centrali coinvolge gli studenti di sei istituti superiori bergamaschi (Liceo Artistico "Manzù", Liceo Linguistico "Falcone", Liceo Scientifico "Lussana", Istituto "Mamoli", Istituto Agrario "Rigoni Stern" e Patronato San Vincenzo) in eventi e workshop di regia e di arte contemporanea presso lo Spazio ABQ, per riflettere sui temi che l’iniziativa propone e sulla costruzione di nuovi orizzonti attraverso i linguaggi dell’arte.”
La mostra Thesaurus. Archivi di memoria e di futuro apre giovedì 19 novembre alle 18:00 presso il foyer di CULT! Bergamo, e prevede la partecipazione di una pluralità di artisti: Simona Barzaghi, che presenta Waterline e Below the Line, lavori nati da una performance lungo il fiume Drina, confine politico tra Bosnia e Serbia ; Zastawe, un tessuto di 36 metri di bandiere ricostruite insieme agli abitanti delle aree di confine tra Bosnia, Repubblica Srspka e Serbia; Claudio Cristini, fotografo che con l’opera Where we stand dedicata alla figura di Irvin Mujčić , alla natura, esplora come abitare il mondo; Smirna Kulenović, nata nella Sarajevo sotto assedio, che espone due video: Our family garden, con 1.000 calendule piantate da 100 donne nelle ex trincee di guerra sulla collina di Zlatište a Sarajevo, e Down to the earth, una riflessione sul patrimonio naturalistico e culturale delle culture indigene dei Balcani.
A corollario della mostra, in alcune giornate verranno presentati due documentari: Il ragazzo della Drina di Zijad Ibrahimović, che racconta il ritorno a Srebrenica dopo vent'anni del protagonista Irvin Mujčić, e I diari di mio padre di Ado Hasanović, costruito sulle riprese amatoriali girate dal padre durante l'assedio nel 1993.
È previsto un talk con l’antropologo Marco Aime e la scrittrice Elvira Mujčić che dialogheranno sul tema Vivere i confini ed un secondo talk, dedicato alle scuole, Dove serve esserci che ospiterà Gigi Riva (inviato di guerra, scrittore, regista), Simona Barzaghi, Andrea Valesini (giornalista) e Maurizio Carrara (Cesvi) in cui si vuole rendere omaggio alle realtà bergamasche che si occuparono di testimoniare il conflitto e di portare aiuti umanitari allora come oggi.
Informazioni
THESAURUS. ARCHIVI DI MEMORIA E DI FUTURO
Bergamo, 19 novembre – 6 dicembre 2026
Ideazione e progettazione: Simona Barzaghi
Coordinamento: The Blank Contemporary Art
Orari di apertura della mostra: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì 9-13, sabato e domenica, 10-18. Lunedì chiuso. Ingresso libero
Evento diffuso in differenti sedi: CULT – Sala dell’Orologio, Foyer Auditorium e Spazio ABQ
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