martedì 29 ottobre 2019

9 novembre 2019 – 10 gennaio 2020 Tenute La Montina di Monticelli Brusati in Franciacorta “Beatles Memorabilia Show” In mostra gli oggetti più significativi del collezionismo beatlesiano. Fra le curiosità, sei litografie di John Lennon.

Nell’ambito di Art, Rock & Wine, sarà ospitata da sabato 9 novembre nella Galleria d’Arte Contemporanea delle Tenute La Montina a Monticelli Brusati (BS) in Franciacorta, la mostra “Beatles Memorabilia Show”, curata da Rolando Giambelli fondatore di Beatlesiani d’Italia Associati, che sarà presente domenica 24 novembre alle ore 10.00 per raccontare la mostra al pubblico.

La mostra, che resterà aperta fino al 10 gennaio 2020, racconterà aspetti poco conosciuti e curiosità dei quattro ragazzi di Liverpool che con la loro musica hanno cambiato il mondo. Sarà un’esposizione diversa rispetto a quelle organizzate di solito nella galleria de La Montina, per lo più dedicate a pittura e scultura, un tributo al gruppo che – al di là del segno indelebile e unico lasciato in ambito musicale - è riuscito a contaminare le più diverse forme di creatività, ispirando intere generazioni.

Tra i Memorabilia provenienti dal Beatles Museum italiano - ospitato dal 2009 presso il Museo della Mille Miglia di Brescia - gli oggetti più significativi del collezionismo beatlesiano: libri, foto, dischi, vinili, autografi, lettere, fanzine e gadget vari. Ad alternarli, per dare una collocazione temporale e contestuale, la narrazione fotografica dei momenti salienti della carriera dei Beatles.

Nel racconto fotografico, un capitolo sarà dedicato a I Beatles e l’Automobile, con scatti dei membri della band a bordo delle auto più belle dell’epoca: Rolls Royce, Bentley, Jaguar, Mercedes-Benz, Ferrari, Ford, Ispano Suiza, Mini Morris, Herald, Triumph, Volkswagen, Fiat 500.

Di grande impatto, in chiave “beatlesiana” sarà la sezione ispirata al cibo e alla cucina, “Metti i Beatles a Tavola”. Nove pannelli con immagini scelte e sette ingrandimenti e riproduzioni fotografiche di alcune delle opere di Andrea Rauch, graphic designer e illustratore toscano di fama internazionale che, ispirato dal libro scritto da Ippolita Douglas Scotti di Vigoleno “Metti i Beatles nella Zuppa”, ne illustrò le pagine.

A completare il percorso, un prestito importante, ovvero sei delle quattordici copie di litografie di John Lennon tratte dalla collezione privata Bag OneAlphabet Page, Bed In For Peace, Exchange Of Rings, I Do, John & Yoko e The Honeymoon.

Più di una mostra, dunque, un vero e proprio tuffo nella storia recente raccontata attraverso il mondo beatlesiano vasto, originale e iconico.

LA MOSTRA-ISTRUZIONI PER L’USO
Titolo: Beatles Memorabilia Show
Luogo: Tenute La Montina – Via Baiana 17, 25040 Monticelli Brusati (BS)
Date: 9 novembre 2019 – 10 gennaio 2020
Orario: Su prenotazione
Informazioni: tel. 030 653278 - comunicazione@lamontina.it www.lamontina.it

Le Tenute La Montina di Monticelli Brusati sono fra le aziende storiche della Franciacorta. Le vigne aziendali sviluppano su di una superficie vitata di circa 72 ettari, dislocati in 7 Comuni della Franciacorta. Vigneti, con giacitura preminentemente collinare, impiantati su terreni calcarei e limo-argillosi con una resa circa di 100 quintali per ettaro con densità di 5.400/7.000 ceppi per ettaro. La cantina si estende per 7.450 m² sotterranei, il che garantisce tutto l’anno la minore escursione termica possibile (attorno ai 13°- 16°) e condizione ottimale per la giusta maturazione dei Franciacorta. La produzione media è di 380.000 bottiglie annue. Distributore nazionale La Montina: RINALDI 1957 SPA www.rinaldi.biz

BEATLESIANI D’ITALIA ASSOCIATI - THE BEATLE PEOPLE ASSOCIATION OF ITALY
Via Biseo 18-25124 Brescia - Italy
C. F. 98049200177 - P.IVA 03275040172
Tel. 0039 (0) 30/30 30 92 - Fax 0039 (0) 30/30 69 19      Cell. 336 41 19 14

“ART JOURNEY” IL PROGETTO DI COPERNICO, DEDICATO AD ESPLORARE LE INTERCONNESSIONI TRA ARTE, BUSINESS E LAVORO PRESENTA INCONTRO CON L'ARTISTA SILVIO PORZIONATO

CLUBHOUSE BRERA - Foro Buonaparte 22, Milano

Ingresso libero su registrazione: art@coperni.co

 www.coperni.co

Giovedì 14 Novembre dalle ore 18.30 alle 19.30ClubHouse Brera, uno dei 13 centri di Copernico, la rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e servizi che favoriscono lo smart working e la crescita professionale e del business, organizza nella sua sede in Foro Buonaparte, un aperitivo con l’artista Silvio Porzionato che incontrerà il pubblico tra alcune delle sue opere più rappresentative, tele ad olio di grandi dimensioni e alcune ultime produzioni di medio formato. L’incontro, in collaborazione con la Galleria Ferrero Arte Contemporanea di Ivrea, fa parte del progetto Art Journey, il progetto culturale sviluppato da Copernico – la rete di luoghi di lavoro e servizi dedicati allo smart working – che esplora interconnessioni e assonanze tra il mondo dell’arte, del business e del lavoro.

Silvio Porzionato fotografa con la mente e dipinge con l’anima, anzi dipinge l’anima. Con l’occhio dei più grandi fotografi immortala sguardi, stati d’animo e dettagli che rielabora e trasferisce sulla tela con energiche e vigorose pennellate.  È una pittura intensa di chi sa cogliere l’intensità di uno sguardo e trasformare in opera un ritratto, un volto e la storia che gli appartiene.

Al di là di ogni realismo, i ritratti di Porzionato pongono in primo piano sentimenti e sensazioni ai quali l’artista dona un volto e per i quali sceglie e realizza un colore, la giusta miscela di colori primari ad olio” afferma Giorgia Sarti, curatrice di Art Journey. “Ad ogni storia un proprio colore attraverso cui interpreta passione, malinconia, fierezza, gioia o tristezza. “C’è tutto nei lavori di Silvio Porzionato, l’intensità dell’animo umano finemente percepito e raffigurato con sapienza attraverso una pittura elegante e passionale allo stesso tempo, dove bellezza e intensità si fondono in una completezza rara e propria solo dei grandi artisti”.
L’incontro fa parte delle proposte di Art Journey il percorso, ideato e curato da Giorgia Sarti - fondatrice di diverse Gallerie d’arte tra cui Whitelight Art Gallery - in collaborazione con Copernico che si sviluppa nell’organizzazione di mostre, eventi e iniziative culturali che contaminano tutti gli spazi di Copernico e accompagnano ogni momento vissuto dalla sua community e non solo. Un riconoscimento del ruolo dell’arte e della creatività che va oltre le logiche note, verso una collisione tra due differenti linguaggi che genera una nuova dimensione, in cui l’impresa e il mondo del lavoro si arricchiscono di nuovi contenuti e di un moto creativo che porta innovazione e idee avveniristiche. Arte come prezioso valore aggiunto al vivere quotidiano, che permette di approcciare temi trasversali ed eterogenei tra loro, creando un dialogo multidisciplinare a sostegno della crescita delle persone e delle imprese. Copernico amplia così gli orizzonti dell’esperienza lavorativa quotidiana aprendo i suoi spazi ormai da diversi anni all’arte e alla cultura. Allo stesso tempo, artisti e operatori dell’arte entrano in contatto diretto con il mondo dello Smart Working, all’interno di un’impresa aggregatrice di altre imprese e acceleratrice di innovazione, dialogando a stretto contatto con un pubblico aperto e in sintonia con i linguaggi propri dell’arte e della creatività.

ALLA FONDAZIONE ADOLFO PINI LA MOSTRA GIORNI SEGRETI DI GIOVANNI DE LAZZARI a cura di Anna Daneri

27 novembre 2019 – 6 marzo 2020
Fondazione Adolfo Pini – Corso Garibaldi 2, Milano

Preview stampa: 26 novembre, ore 12.00
Opening mostra: 26 novembre, ore 18.30

www.fondazionepini.net

Dal 27 novembre 2019 al 6 marzo 2020, la Fondazione Adolfo Pini presenta GIORNI SEGRETI, la mostra di Giovanni De Lazzari, a cura di Anna Daneri, appositamente concepita per gli spazi di Corso Garibaldi 2.

Il progetto site- specific intende mettere a confronto i diversi nuclei intorno a cui si sviluppa la ricerca dell’artista. Accanto a disegnicollageopere pittoriche e scultoree, sono esposti una selezione di taccuini, attraverso i quali è possibile ricostruire le diverse tappe del lavoro di Giovanni de Lazzari, fin dalla sua genesi. Frutto di un’indagine meticolosa, le opere sono state create dall’artista durante una lunga meditazione solitaria, come evocato dal titolo stesso.


Le opere in mostra, realizzate da Giovanni De Lazzari a partire dal 2008, seguono il filo conduttore della relazione con la natura, che origina da un processo di osservazione profondo e prolungato. Attraverso il tratto della matita, lo strumento più assiduamente utilizzato dall’artista, immagini e testi prendono forma come miniature nelle pagine dei taccuini che De Lazzari realizza in una pratica quotidiana, fino ad arrivare alla scala architettonica nel wall-drawing realizzato per la mostra. 

Gli elementi vegetali e animali, ricorrenti nei lavori esposti, stabiliscono un dialogo inedito con le decorazioni e gli arredi della casa-studio, oltre che con i dipinti del pittore Renzo Bongiovanni Radice. È il caso del trittico di disegni Abbracci (2013), in cui l’intreccio tra due serpenti crea un’immagine potente sospesa tra amore e morte.

Fulcro della poetica dell’artista è una riflessione sul significato delle immagini, che egli riporta alla radice etimologica del termine. “Pensando alla zoologia mi piace paragonare lo sviluppo delle immagini a quello di alcuni insetti, per i quali lo stadio conclusivo della loro metamorfosi è definito imago”, afferma Giovanni De Lazzari
GIORNI SEGRETI apre a diverse questioni care all’artista, a partire dal senso stesso che la produzione di immagini assume in un’epoca che ne è ormai satura e che vede il loro uso spesso strumentale alla ‘costruzione’ di realtà e alla propaganda. Alla necessità di stabilire una relazione con la natura che vada oltre le logiche estrattive, nell’ottica di un cambiamento di prospettiva che relativizzi drasticamente la posizione dell’essere umano nel mondo. Dal vivere in un mondo di oggetti da manipolare, all’entrare in relazione con un mondo di soggetti.

La tensione prodotta dei lavori di Giovanni De Lazzari sottende ogni sua opera, scaturita dalla sedimentazione di sguardi e di immagini derivanti da momenti vissuti nel presente o che riemergono dalla memoria, così come dall’archivio personale dell’artista, che elude da ordini valoriali estetici precostituiti. L’accostamento, il montaggio e la creazione di relazioni inedite tra pieni e vuoti, tra centro e periferia, porta a riconsiderare i soggetti, in un atto di costante cura per le immagini attraverso le tecniche tradizionali del disegno e della pittura a olio. L’infinitesimamente piccolo assume quindi una nuova importanza, in un’accensione di sguardi e di pensiero che dà finalmente importanza al margine. 

La mostra rappresenta una ulteriore e importante tappa del percorso dedicato all’arte contemporanea che la Fondazione Adolfo Pini ha avviato nel 2016, sotto la guida di Adrian Paci.

Vento d'Oriente nel menu invernale di Ciro Savarese con la pizza con la picanha firmata dal sushiman Ignacio Ito Tra le novità anche l’arancino al soffritto e la birra Ciro Savarese nata per celebrare i 2 Spicchi del Gambero Rosso



Contaminazioni nippo-brasiliane nel nuovo menu del maestro pizzaiolo Ciro Savarese che da poche settimane ha fatto il suo ingresso con 2 Spicchi nella prestigiosa Guida delle Pizzerie d’Italia 2020 del Gambero Rosso. Savarese, da sempre affascinato dai sapori del Sol Levante (non a caso il suo locale di Arzano rinnovato lo scorso anno ricorda molto lo stile dei ristoranti giapponesi), ha scelto di inserire nel menu una pizza che presentasse forti influenze del sushi fusion. Nasce così la Pizza Ito, firmata dal noto sushiman Ignacio Hidemasa Ito alla guida delle cucine del Tabi restaurant di Napoli. Nella pizza Ito la picanha scottata e la riduzione di salsa aromatizzata al ginger vanno a sposarsi con la mediterraneità della mozzarella di bufala affumicata e della polvere di pomodoro essiccato.
Nel nuovo menu, però, non si tralascia la tradizione napoletana con l’inserimento dell’Arancino al soffritto realizzato con riso di Baraggia Dop e soffritto napoletano. Novità anche nel beverage con l’ingresso della birra “Ciro Savarese”, una saison blonde nata per celebrare la conquista dei 2 Spicchi e realizzata in esclusiva dal birrificio artigianale umbro San Biagio per il patron del locale di Arzano.
Ciro Savarese proviene da una delle famiglie di pizzaioli più antiche di Napoli, gli Oliva. Si è avvicinato al mondo degli impasti e dei lieviti sin da bambino seguendo le orme del nonno Ciro e del padre Giuseppe da cui ha appreso l’arte della pizza napoletana. Nel novembre del 2002 Savarese apre Anema & Pizza ad Arzano che inizialmente offre solo il servizio da asporto. Nel tempo si aggiungono altre due sale che consentono a Savarese di diventare un importante riferimento non solo per Arzano ma anche per i paesi limitrofi. A novembre del 2018 inizia il totale restyling del locale che alla riapertura prende il nome del titolare.

Pizzeria Ciro Savarese
Via Napoli 208
Arzano (Na)
Tel. 081 5732673

Il miglior formaggio aromatizzato italiano? E’ l’Anniversary Bianco della Latteria Perenzin (TV)



Emanuela Perenzin: «Abbiamo volutamente presentato un formaggio BIO per valorizzare una produzione perfettamente in linea con i tempi, infatti la richiesta di attenzione all’ambiente e alla salute è in primo piano in ogni settore». Omaggio allo scienziato veneto Luigi Manzoni

San Pietro di Feletto, 29 ottobre 2019_Il formaggio aromatizzato migliore d’Italia è trevigiano. Ad una settimana dalla medaglia d’oro per il Bufala al Glera al World Cheese Awards di Bergamo, la Latteria Perenzin conquista il gradino più alto del podio nella Categoria Aromatizzato all’Italian Cheese Awards che ha assegnato al caseificio di San Pietro di Feletto il primo premio all’Anniversary Bianco BIO. Il concorso dedicato alle eccellenze casearie italiane, giunto alla quinta edizione, si è svolto domenica a Veronafiere.

Italian Cheese Awards è l’Oscar, assegnato annualmente, ai migliori formaggi prodotti con latte 100% italiano. Quattro mesi di selezioni dove sono stati degustati e valutati più di 1400 formaggi da una giuria composta da esperti ed operatori del settore. 10 i vincitori, uno per ogni categoria, e 6 i premi speciali.

Con questa vittoria la Latteria Perenzin rende omaggio a Luigi Manzoni: l’Anniversary Bianco - il formaggio biologico affinato al Manzoni Bianco - è stato, infatti, creato l’anno scorso in occasione del 50° anniversario della scomparsa dell’illustre scienziato veneto: un uomo visionario che ha cambiato le sorti della viticoltura italiana, celebre per aver creato i vini che portano il suo nome. Anniversary Bianco fa parte del "Progetto Manzoni": un fil rouge che unisce la storia e il lavoro dell'enologo Luigi Manzoni alle tecniche tradizionali dell'arte casearia dell'ubriacatura, sviluppate dalla latteria di San Pietro di Feletto a partire da Valentino Angelo Perenzin che è vissuto nello stesso periodo.

«Sono veramente felice di questo premio - ha dichiarato la titolare Emanuela Perenzin - perché a vincere è stato un formaggio biologico Limited Edition. Abbiamo volutamente presentato un formaggio BIO per valorizzare una produzione perfettamente in linea con i tempi, infatti la richiesta di attenzione all’ambiente e alla salute è in primo piano in ogni settore. Produciamo BIO da più di 30 anni ed attualmente siamo arrivati 70% di formaggi biologici. E’ il terzo anno che vinciamo il primo premio come latteria nella categoria dei formaggi aromatizzati: due anni con il Capra al Traminer e ora con l’Anniversary Bianco. Quest’anno abbiamo deciso di presentare un formaggio diverso e abbiamo conquistato il podio lo stesso e questo è motivo di grande orgoglio».

“La qualità del latte e dell’uva, il lento processo di affinamento che è anche il segreto del nostro caseificiol’unicità della nostra microflora che risale agli anni ’50 del 1900, il sentore profumato, ma non invasivo, adatto sia alla cucina tradizionale sia alla contemporanea, sono le caratteristiche di questo formaggio realizzato da Luca Longo, il nostro casaro, e da Matteo Piccoli, responsabile delle ubriacature. Ci tengo a sottolineare che questo risultato è il frutto di un grande lavoro di squadra. Determinante è stato l’apporto di tutti quelli che ogni giorno si dedicano con passione a far crescere la nostra azienda e che hanno contribuito ad ottenere un prodotto buonissimo», ha concluso Emanuela Perenzin.

ANNIVERSARY BIANCO - Prodotto con latte biologico pastorizzato di vacca veneto, stagionatura 10 mesi, affinato con vinaccia di Incrocio Manzoni Bianco 6.0.13 biologico Case Paolin. Contraddistinto da una elegante texture, solubile e corposa, dolce, con delicati ricordi di burro e caramello tostato, aromi fruttati dati dal vino, risultato finale di grande armonia e persistenza.

Perenzin Latteria nasce nel 1898 da un’idea di Domenico Perenzin; dopo oltre un secolo di vita, vede oggi la quarta generazione alla guida dell’azienda con Emanuela Perenzin e la collaborazione dei figli Erika e Matteo che rappresentano la quinta generazione. Da sempre, lavora il latte di vacca, a cui si sono poi affiancati quello di capra (dal 1999) e quello di bufala (dal 2010). Produce formaggi tradizionali e biologici, pluripremiati nei concorsi sia italiani sia internazionali.


lunedì 28 ottobre 2019

Fondazione Alberto Peruzzo e Orto Botanico Università di Padova presentano Quayola SECONDA NATURA Una mostra con opere dalle serie Remains e Jardin d’Eté

con testo critico di Lucia Longhi
e il sostegno di Galleria Marignana Arte di Venezia
 
Orto Botanico di Padova – Patrimonio Unesco
via Orto Botanico 15, Padova
14 novembre 2019 – 6 gennaio 2020

inaugurazione: mercoledì 13 novembre, ore 18.00
Seconda Natura è un progetto espositivo dell’artista Quayola (Roma, 1982) che mira a offrire una nuova lettura del mondo vegetale secondo uno sguardo contemporaneo, in un luogo storico che è tra i più illustri testimoni dell’evoluzione della scienza della botanica. Il progetto nasce da una collaborazione tra la Fondazione Alberto Peruzzo e l’Orto Botanico dell’Università di Padova, con il sostegno della Galleria Marignana Arte di Venezia.

Attraverso una pratica incentrata sulla natura, e attingendo alla tradizione artistica classica, le opere di Quayola aprono un’indagine sui linguaggi digitali di lettura e codifica della realtà, coinvolgendo la tecnologia sia sul piano formale che concettuale, e valorizzando il luogo stesso tanto nella sua funzione simbolica di emblema della storia e della ricerca, quanto nella sua capacità di interpretare le trasformazioni e le urgenze della nostra epoca grazie al progresso dell’attività scientifica. Le opere digitali di Quayola dalle serie Remains e Jardins d’Été che hanno per soggetto fiori e foreste, dialogano infatti con i luoghi dell’antico Orto Botanico in uno scambio non soltanto estetico: il progetto dischiude connessioni tra la pratica dell’artista, la tradizione scientifica dell’Orto e le più cogenti tematiche relative alla direzione evolutiva della specie umana e del pianeta.

Il lavoro di Quayola, riconosciuto a livello internazionale, si distingue per il segno fortemente contemporaneo e al contempo connesso alla tradizione artistica europea. L’artista indaga infatti la realtà attraverso gli occhi del computer, e ci offre una ‘seconda natura’ da osservare, diversa da quella a cui la nostra esperienza umana ci ha abituati. Pertanto, la conoscenza del mondo oggi non è più solo su scala umana, e quello che Quayola propone sono immagini in cui la visione soggettiva umana coesiste con quella della macchina.

Seconda natura fa riferimento anche, nella Storia del Pensiero, allo statuto dell’essere umano che si distingue dalla “prima natura” proprio in virtù delle sue capacità intellettive e culturali.
Nei Jardins d’Été osserviamo dipinti digitali che ci ricordano quelli impressionisti, in cui però le pennellate sono create da algoritmi processati da un software. Similmente, nel progetto Remains la foresta è rappresentata attraverso la raccolta di dati con laser 3D scanner, restituiti in forma di milioni di puntini bianchi. Le immagini risultanti sono forme ibride tra la riproduzione fedele e la rielaborazione digitale.
Esattamente come un pittore classico, l’artista utilizza l’elemento naturale come pretesto per indagare una logica di rappresentazione nuova, quella del computer: Quayola dà quindi vita a una pratica artistica che porta avanti, al contempo, un’esplorazione che si muove lungo la frontiera estrema dell’elaborazione tecnologica. Sotto questo punto di vista il suo approccio dialoga nuovamente con la Storia, presentando una similitudine con la pratica degli studiosi del ‘500, primo fra tutti Leonardo da Vinci.
Allora il rapporto con la natura era prima di tutto visivo: il disegno e la pittura (come spesso sottolineato da Leonardo) permettevano di leggere la natura e comprenderla in tutte le sue forme e i suoi processi, fino a rendere la rappresentazione strumento ed espressione del metodo scientifico. In una sorta di metodologia inversa, Quayola utilizza la tecnologia per attivare nuovi meccanismi di comprensione ed espressione della Natura.

Andrea e Marco Leali tra i Migliori 30 Talenti Under 30 d’Italia Entrambi premiati oggi dal Gambero Rosso a Roma



Oggi, lunedì 28 Ottobre si è tenuta a Roma la presentazione della Guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso 2020. Premiati Andrea e Marco Leali tra i migliori 30 under 30 Oggi a Roma, presso lo Sheraton Rome Hotel, è stata presentata la Guida Gambero Rosso Ristoranti d’Italia 2020. Arrivata alla trentesima edizione mantiene la sua voglia di scoprire e raccontare storie. In occasione dei 30 anni una nuova classifica: i migliori 30 under 30. Un premio dedicato a tutti i giovani volti che stanno scrivendo una nuova storia di ristorazione in Italia. Tra i migliori 30 under 30 anche Andrea Leali e Marco Leali, rispettivamente per la cucina e la sala. Un grande traguardo per un ristorante in continua evoluzione e crescita. “Siamo orgogliosi di ricevere entrambi questo premio — dice Andrea Leali — la cucina è spesso posta in primo piano rispetto alla sala e anche per questa ragione negli ultimi anni tutti i riconoscimenti arrivati a Casa Leali hanno visto lo chef in primo piano (Miglior Chef Emergente d’Italia 2018 per il Gambero Rosso e Vittoria del Concorso Pastificio dei Campi per il miglior piatto di pasta secca nel 2019). Casa Leali è il risultato di una grande complicità tra la cucina e la sala, coordinata con passione da Marco. La crescita del ristorante è frutto di entrambi e vederci oggi insieme premiati dal Gambero Rosso è fantastico, ancora di più se pensiamo che 2 giovani talenti sui 30 premiati in tutta Italia hanno il cognome Leali”. Lo Chef, Andrea Leali Classe 1993, nativo del Lago di Garda. Autodidatta totale, incarna il modello di chef moderno, giovane e ricco di energia. Talentoso fin dagli esordi, è molto aperto alle nuove tecnologie e tecniche di lavorazione. La sua cucina ha forti richiami classici e tradizionali con spiccate note di contemporaneità emozionale. Cucina istintiva, contemporanea ma soprattutto territoriale. Il Maitre, Marco Leali Classe 1989, nativo del Lago di Garda. Autodidatta totale, incarna il modello di sommelier moderno e dinamico e attivo sulle nuove metodologie di servizio del mondo del vino; mai fermo su etichette banali e troppo conosciute, presente sul territorio con relazioni e confronti aperti con produttori, enologi, fornitori, commercianti e distributori. All'attivo, gestisce più di 300 etichette nella cantine di Casa Leali. Casa Leali Il ristorante si trova a Puegnago del Garda, sponda bresciana del Lago. La struttura, risalente al 1400, è di proprietà della famiglia e ha subito da poche settimane l’ultimo rinnovamento, che è consistito in un ampliamento della sala con conseguente spostamento dell’ingresso, arricchito ora da uno spazio bar per un calice di benvenuto o per un miscelato a conclusione della cena. La cantina di Casa Leali ospita ben 300 etichette. I vini di provenienza locale, italiana e del resto del mondo sono selezionate con cura da Marco per esaltare i gusti della cucina del fratello Andrea. La cucina, “La cucina di Andrea ha una precisa identità - sostiene Marco Leali - si lega molto al territorio, e il nostro è particolarmente generoso. Ma è soprattutto rappresentativa del carattere schivo, ma curioso, di Andrea. Ama approfondire, capire ogni ingrediente e carpirne le potenzialità portandolo all’estremo, per poi ritornare in una comfort zone che è ben percepibile al gusto. C’è molta complessità nella lavorazione dell’ingrediente, ma c’è semplicità agli occhi del cliente. Inoltre, ed è per noi fondamentale: è una cucina che non rinuncia mai alla leggerezza e alla piacevolezza dell’atto stesso.”

ERMITAGE BEL AIR DI ABANO TERME MIGLIOR HOTEL ACCESSIBILE D’ITALIA Il Medical Hotel primo nelle categorie Mobiliy e Senior Citizen ai “Village For All Awards”




L’Ermitage Bel Air Medical Hotel di Abano Terme si conferma per il terzo anno consecutivo miglior albergo accessibile d’Italia, aggiudicandosi ben due primi premi ai “Village For All Awards”, gli “Oscar dell’accessibilità” assegnati ad aziende che hanno profuso il proprio impegno nel miglioramento strutturale, nella formazione specifica dei propri collaboratori, nel potenziamento dei servizi e degli strumenti di comunicazione, sempre più orientati al mercato dell’accessibilità.

Lo storico hotel dell’area termale euganea è stato giudicato il migliore nella sezione Mobility, riservata a strutture che hanno investito nell’abbattimento delle barriere architettoniche per offrire un’ospitalità accessibile che garantisca autonomia e indipendenza alle persone che hanno esigenze legate alla propria mobilità, e si è confermato primo anche nella sezione Senior Citizen Awards, che premia strutture che hanno realizzato servizi e ausili per garantire un’ospitalità attenta agli Over 65, un segmento in costante crescita che arriverà al 34% della popolazione europea entro il 2030.

I due prestigiosi riconoscimenti confermano la leadership dell’Ermitage Bel Air nel settore dell’accessibilità e premiano l’impegnativo e convinto lavoro della Famiglia Maggia, che ne è proprietaria, nella realizzazione di servizi da offrire a tutti gli ospiti superando qualunque deficit motorio e senza limiti di età. Il confronto continuo con i massimi esperti e ricercatori del settore e la capacità di integrare terme e benessere, salute e medicina fisica si sono rivelati l’arma vincente per una nuova idea di turismo totalmente inclusivo.

L’Ermitage Bel Air è pioniere nel settore dell’accoglienza senza barriere. Le sue proposte nel settore del turismo accessibile, avvalorate dalla certificazione di qualità V4ALL, costituiscono un’opportunità unica in Italia per quanti – in presenza di piccoli o gravi deficit motori - fino ad oggi hanno pensato di dover rinunciare al piacere della vacanza o di non poter accedere ad una offerta di terme e benessere davvero per tutti.

All’Ermitage sono accessibili non sono solo le camere, realizzate secondo i concetti dell’Universal Design, ma anche le piscine, le terme, il reparto benessere e tutti gli ambienti comuni. C’è poi un comodo servizio di medicina di base per le piccole esigenze del quotidiano, un’équipe di medici specialisti in ortopedia, fisiatria, neurologia e dietologia, uno staff di oltre 20 operatori tra estetiste, masso-terapisti, laureati in fisioterapia e laureati nelle scienze motorie che si dedicano non solo al relax e alla bellezza, ma anche al movimento, alla prevenzione e alla riabilitazione altamente qualificata per chi dal suo soggiorno vuole ottenere un miglioramento reale di autonomia e qualità della vita. Viene garantita, in caso di necessità, anche l’assistenza infermieristica e socio sanitaria.

“Siamo veramente felici ed orgogliosi di questi riconoscimenti, che ci confermano nel nostro impegno di fare dell’Ermitage un luogo totalmente accessibile, in cui integrare servizi turistici e sanitari, per coniugare vacanza, prevenzione e riabilitazione - commenta Marco Maggia – Un hotel in cui tutti possono trascorrere una piacevole e salutare vacanza senza la paura di dover rinunciare a nessuna esperienza e soprattutto in un clima di grande normalità, in cui saper accogliere ogni ospite nel pieno rispetto dei suoi bisogni significa per noi semplicemente garantire un’ospitalità di alto livello.”

• Per informazioni: Ermitage Bel Air – Medical Hotel

Via Monteortone, 50 - 35031 Abano - Teolo (PD)
Tel +39 049 8668111 - Fax +39 049 8630166

Ermitage Medical Hotel: www.medicalhotel.it
Responsabilità sociale: www.ilsognodieleonora.it

Cura, prevenzione e vacanza convivono armoniosamente all’Ermitage Bel Air Hotel. Gestito da quattro generazioni con professionalità e passione dalla famiglia Maggia, che vi ha trasmesso il proprio amore per l'ospitalità, è uno degli alberghi storici dell'area termale euganea (la più importante d'Europa). Situato nel Parco naturale regionale dei Colli Euganei, fra Abano Terme e Teolo in provincia di Padova, offre ai propri ospiti benessere e relax attraverso un'ampia gamma di cure termali, trattamenti di remise en forme e servizi innovativi completamente accessibili. Proposte arricchite dai risultati di una costante ricerca effettuata con importanti istituti italiani e stranieri e sotto la guida di studiosi di fama internazionale, come il prof. Fulvio Ursini (Ordinario di Biochimica e Scienza dell’alimentazione all’Università di Padova), prof. Stefano Masiero (fisiatra, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova), il prof. Angelo Antonini (neurologo, Università degli studi di Padova), il prof Domenico Corrado (specialista in Cardiologia Sportiva dell’Università di Padova), la dott. Denisa Giardini (specialista per linfedema AIDMOV Losanna).
Dal 2011 Ermitage Bel Air è Medical Hotel con un centro medico-specialistico di Riabilitazione e Medicina Fisica: un prodotto termale innovativo, in cui riabilitazione e prevenzione si coniugano alla vacanza. L'hotel ha fatto dell’accessibilità senza limiti la sua bandiera, adeguando accoglienza, servizi, assistenza e proposte relax alle esigenze di disabili e Over 65: nel 2017 e nel 2018 è stato premiato come miglior albergo italiano nell’accoglienza degli ospiti con deficit o disabilità motorie e in quella riservata ai Senior. In collaborazione con l’Hospice Pediatrico di Padova, la famiglia Maggia ha creato il progetto Il Sogno di Eleonora (www.ilsognodieleonora.it), dedicato a bambini e ragazzi affetti da gravi patologie invalidanti, che vengono ospitati con la famiglia in una suite appositamente attrezzata, al fine di garantire un periodo di serena vacanza con programmi riabilitativi intensivi e mirati sotto controllo di specialisti, a titolo completamente gratuito.

ZORZETTIG PORTA A MERANO IL FASCINO DEI COLLI ORIENTALI

Annalisa Zorzettig e il tecnico viticolo Antonio Noacco ospiti allo spazio The Circle per raccontare i Colli Orientali del Friuli. Lo stand della Cantina sarà in Sala Kursaal, tavolo 122, Kurhaus
Domenica 10 novembre 2019 Annalisa Zorzettig, insieme al tecnico viticolo Antonio Noacco, sarà ospite al The Circle, lo spazio del Merano Wine Festival dedicato all'incontro con i rappresentanti dell'eccellenza enogastronomica italiana. A condurre l'incontro sarà Annette Lizotte, wine curator di The Circle. In occasione del light lunch in programma dalle 12.00 alle 13.00 in Piazza della Rena, la titolare dell'Azienda di Cividale (Udine) racconterà al pubblico i Colli Orientali del Friuli attraverso la storia della sua famiglia e dei suoi vini, frutto di una lunga e rispettosa relazione con il territorio. In un'atmosfera informale che mira a coinvolgere il pubblico, si andrà alla scoperta della fascia collinare della provincia di Udine, situata all’estremo Nordest, al confine con la Slovenia, i cui rilievi sono particolarmente vocati alla coltivazione della vite, beneficiando di un terroir e di un microclima ideali.
Testimoni diretti del territorio saranno i piatti della tradizione regionale realizzati dalla Chef friulana Clara Zamparo, in abbinamento ai vini Zorzettig: ricette spesso descritte come povere ma che hanno saputo creare una ricchezza di valori, oggi rivisitati e rafforzati nel lavoro creativo e di ricerca della Chef. Protagonista della degustazione sarà la selezione MYÒ Vigneti di Spessa, i cui vigneti sono stati accuratamente scelti tra i più storici e promettenti della Tenuta. In particolare i presenti potranno assaggiare lo Schioppettino 2015, il Friulano 2018 e il Pignolo 2012. In degustazione è previsto anche Donzel 2018, presentato in anteprima agli ospiti di The Circle.
Il Merano Wine Festival giunge quest'anno alla 28esima edizione: dall'8 al 12 novembre oltre 950 case vitivinicole dall'Italia e dal mondo e più di 120 artigiani del gusto esporranno le loro eccellenze nella città altoatesina. La postazione di Cantina Zorzettig sarà al tavolo 122 in Sala Kursaal, all'interno dello storico edificio del Kurhaus.

PIO TARANTINI Nell'interno Mostra a cura di Gigliola Foschi Red Lab Gallery/Miele Via Solari 46, Milano 29 ottobre – 26 novembre 2019 Ingresso libero

Orari di apertura
Da lunedì a venerdì 15.00-19.00
Sabato 10.00-12.30; 15.00-19.00



La casa come specchio della cultura di chi la abita, della sua interiorità, del suo sentire, ma al contempo luogo di intense pulsioni, di incontri amicali e di affetti, del prendersi cura di sé e di chi si ama.

Red Lab Gallery/Miele di via Solari 46 a Milano inaugura martedì 29 ottobre alle 18.30 la nuova stagione espositiva in uno spazio completamente rinnovato con la mostra dell’autore salentino Pio Tarantini, Nell’interno.
L’esposizione, a cura di Gigliola Foschi, apre il ciclo espositivo “Habitami” e pone l’accento sul concetto dell’abitare, dove l’uomo da sempre si definisce e si racconta.
Pio Tarantini, fotografo pensatore raffinato e sapiente, presenta una decina di opere fra cui alcuni polittici, svelando sin dal titolo il suo personale racconto romantico sul senso del nostro esistere tra le cose, tra l’interno dello spazio abitativo e l’interiorità di chi lo vive e lo anima con la sua presenza.
Intento che si palesa mettendo “in collisione” costante lo spazio e le figure/immagini che vi si muovono fra reale e immaginario: quasi un’espediente, o un incantesimo, da parte dell’autore per ricordare che l’abitare porta con sé costantemente frammenti di memoria, fili invisibili che anche nel fluire del tempo mantengono vive esistenze, ricordi, verità.

Gigliola Foschi: “Lontano da una logica puramente descrittiva l’autore trasforma le sue opere in un racconto poetico attraversato da una “rêverie” malinconica e vibrante. La realtà su cui egli posa lo sguardo si anima creando una tensione tra la precisione cristallina degli interni da lui raffigurati e l’emergere e lo svanire di figure femminili rese fluide, inquiete e sfuggenti grazie a un “mosso” che pare dotarle di un’intensità interna e misteriosa”.

Dissolvenze che permettono alle immagini di espandersi tra spazio e tempo, per racconti che sembrano rimanere costantemente in sospensione: una donna quasi evanescente appare fugace davanti a una vecchia casa con il tradizionale intonaco rosso del Salento, mentre altre, conturbanti e sensuali, ma sempre visivamente sfuggenti, ci contemplano davanti ad antiche specchiere che ricordano quelle dei boudoir, sostano davanti a un comò aperto, a un letto di ferro battuto come quelli che si usavano un tempo nelle case per bene del Salento. 

“Nel contrasto tra il mutamento e ciò che sembra eterno” - racconta Pio Tarantini - “si trova la sostanza di queste apparizioni. Sembrano durare un secondo e invece rimangono lì, intrappolate per sempre”.

Allusive, frammentarie, dilatate, simili a cenni aperti verso altri possibili racconti interiori, nell’operato di Tarantini le immagini vengono trattate con estrema cura e sensibilità, s’inoltrano in un tempo dilatato, capace di estendersi inquieto dal passato al futuro. Esse ci rivelano come la realtà non sia solo uno scenario nel quale ben apparire, ma sia anche composto di oscurità, di storie profonde e inconoscibili, latenze e fugacità.

I racconti fotografici di Pio Tarantini verranno affiancati dalle suggestive installazioni luminose di Nino Alfieri come la scultura “Light Sphere” dove “Nell’interno” la luce satura dei led si trasforma visivamente in un cosmo.
Durante il vernissage l’artista, che da anni ormai si dedica alla realizzazione di opere fondate sullo studio della riflessione della luce e della fluorescenza, coinvolgerà lo spettatore in una esperienza sensoriale totale denominata “Matrix Forms”, avvalendosi dell’esperienza artistica del fotografo Antonio Delluzio.

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Red Lab Gallery/Miele è un laboratorio di sperimentazione, pensato per promuovere innanzitutto la cultura delle immagini ma aperto a contaminazioni e narrazioni di diverso tipo. Un luogo dove vengono individuati nuovi modi di esporre, raccontare, far vivere l'arte visiva, intesa come partecipazione interattiva e bidirezionale.
Tante le mostre, i workshop, i talk che confluiscono in Red Lab Gallery/Miele coinvolgono protagonisti del panorama contemporaneo e diverse realtà culturali.

Pio Tarantini
Nato nel 1950 nel Salento, vive e lavora a Milano. Esponente della fotografia contemporanea italiana, inizia ad esporre nei primi anni Ottanta e ad oggi i suoi lavori sono stati presentati in gallerie private e sedi pubbliche in Italia e all’estero. Nel 1985 apre a Milano la galleria La Camera Chiara e comincia a scrivere di fotografia per diverse testate. Dal 1995 al 2017 tiene il corso di Fenomenologia degli Stili presso l’Istituto Europeo di Design di Milano e dalla sua esperienza didattica nasce il volume Fotografia. Elementi fondamentali di linguaggio, storia, stile, pubblicato nel 2010 da Edizioni Favia (Bari).
Ha partecipato al progetto sui beni architettonici e ambientali Archivio dello Spazio della Provincia di Milano e al progetto di Sociologia Visuale Photometropolis presso la Facoltà di Sociologia dell’Università Milano Bicocca.
È stato un esponente di punta della Galleria Fotografia Italiana Arte Contemporanea di Milano in quanto autore e caporedattore della pubblicazione trimestrale Pagine di Fotografia Italiana.
Nel 2014 pubblica Fotografia araba fenice (Edizioni Quinlan, Bologna), una selezione dei suoi articoli e saggi più recenti. Attualmente scrive articoli, tiene conferenze, workshop e seminari su vari aspetti del Linguaggio Fotografico. Dirige la rivista FC- FOTOGRAFIA E [È] CULTURA.

Alain Milliat presenta in Italia una collezione unica di succhi d’uva "da vino": l’attenzione al terroir



5 vitigni da cui nascono i succhi Sauvignon, Chardonnay, Cabernet in Rosè, Merlot, Syrah: ecco la rivoluzionaria idea di Alain Milliat, che utilizza solamente uve da vino francesi e spagnole, destinate alla produzione di vini di qualità. “Gli acini d’uva sono naturalmente molto dolci. Con una vendemmia precoce otteniamo un elegante equilibrio di acidi e zuccheri che dona la caratteristica freschezza. Lavoriamo le uve semplicemente usando una pressa da vino in modo da estrarre da ogni acino tutte le sue caratteristiche organolettiche. Se fermentassero, i nostri succhi diventerebbero vini” racconta con orgoglio Alain Milliat.
La consumazione di alcol sta cambiando mentre la curiosità dei consumatori sta crescendo. Alcuni consumatori scelgono di non bere alcol, o non possono berne, ma come tutti frequentano hotel, o ristoranti e negozi quotidianamente.
Alain Milliat lancia quindi i succhi d’uva varietali, per offrire ai consumatori dei soft drinks attenti ed innovativi, ideali come alternativa ad altre bevande in ogni momento: a tavola, per aperitivo o dopo cena. 100% succo d’uva, senza zuccheri aggiunti, senza solfiti, senza fermentazione.
Il luxury brand Alain Milliat è da oltre 20 anni affermato in Italia e nel mondo per la produzione di succhi e nettari di frutta realizzati con frutti o verdure raccolti al giusto stato di maturità per ottenere un’autentica consistenza, colore e freschezza aromatica.
La partnership con MACHA:
I succhi e nettari di frutta Alain Milliat si trovano anche nei sei locali di MACHA Cafè in Italia e la nuova apertura di Via Savona è stata scelta dal brand per presentare la sua nuova collezione di succhi d’uva, condividendo la filosofia del prodotto naturale, healthy.
Un locale green a tutto tondo, di chiara ispirazione nipponica, ricco di contaminazioni nord europee, votato alla ricerca del naturale.
Il progetto di MACHA nasce nel 2004, quando i due soci Tunde Pecsvari e Antonio Scognamiglio rilevano Bento e nel 2016 decidono di sviluppare il progetto che vede come protagonista il the matcha, per tutte le preparazioni dolci e salate, da colazione, pranzo e sera.
Chi è Alain Milliat:
Alain Milliat ha il mestiere nel sangue: nipote e figlio di coltivatori, prosegue la tradizione familiare nel 1983 nell'azienda agricola a Orliénas, tra Lyon e Vienne, sui pendii lionesi. Per i successivi 15 anni si rimbocca le maniche puntando tutto sui frutteti, di cui si prende cura come fosse un giardino zen. Un visionario: dai suoi frutti, coltivati con amore e secondo gli accorgimenti del biologico, vuole realizzare succhi e nettari di gusto, da trovare nelle migliori pasticcerie e bar di Francia. Dal 1997 i sei primi gusti vedono la luce: albicocca Bergeron, pesca delle vigne, pera d’autunno Passacrassana, mela e mela cotogna, pera d’estate Williams, mela Renetta grigia del Canada. Subito la consacrazione: manda i suoi succhi a 60 sommelier dei principali Relais&Châteaux di Francia ed entra quasi totalmente in tutte le carte dei ristoranti.
Nel 1998 entra in due templi del foodstore: da Grand Epicerie du Bon Marché e da Lafayette Gourmet, da qui gli ordini arrivano da tutto il mondo. “Ho subito avuto la fortuna di essere stato notato da un compratore di una catena di negozi negli Stati Uniti, William Sonoma che ha 200 punti vendita” racconta Alain Milliat.
La produzione e l'origine della frutta:
Oggi la produzione di Alain Milliat non si limita più ai frutti della sua azienda agricola. La trasformazione della frutta avviene a Valence nella regione della Drome, acquistata da piccoli agricoltori locali (il 70% della frutta francese è reperita in un raggio inferiore a 100 km). Gli altri frutti provengono dalla Normandia, da Agen o da Gaillac perché secondo gli studi di Alain, solo queste regioni riuniscono le buone condizioni pedoclimatiche per la mela Cox’s o ancora una varietà particolare di pomodoro rosso o per l'uva Sauvignon, Cabernet e Merlot.
Per gli agrumi ed i frutti esotici ci vuole coerenza e raziocinio: non vengono trasportati freschi via aerea poiché l’impatto ambientale sarebbe inaccettabile. I succhi e le polpe sono quindi estratti e surgelati seguendo precise raccomandazioni di varietà e di maturità sui luoghi di produzione come il Panama e l’Indonesia per l’Ananas, il Madagascar per il litchi o ancora la Sicilia per l’arancia ed il mandarino Tardivo di Ciaculli” racconta Alain Milliat.
L'originalità di Alain Milliat:
Alain Milliat non vuole realizzare semplici bevande ma succhi da degustazione: una veste grafica elegante, una linea golosa e naturale, una sensibilità nella scelta del frutto al giusto stadio di maturazione, per conferire la giusta consistenza e freschezza aromatica. Alain Milliat è infatti il primo produttore di succhi che pone le bottiglie di alcuni succhi di frutta a “stagionare” per una migliore espressione aromatica. Succhi e nettari sono distribuiti soltanto in vendita diretta nei luoghi dove la ricerca del gusto è fondamento dell'attività di consumo e vendita: bar, pasticcerie, hotel di lusso, grandi ristoranti e boutique alimentari; una coerenza che premia.

VINI D’ITALIA 2020 DI GAMBERO ROSSO 33^ edizione, 22mila vini recensiti, 457 Tre Bicchieri, 11 premi speciali

Trentatreesima edizione della guida Vini d’Italia 2020 di Gambero Rosso, la raccolta più approfondita per conoscere le eccellenze del vastissimo panorama enologico italiano. La presentazione della Guida Vini d’Italia è uno dei momenti culminati delle Gambero Rosso Roma Wine Weeks che per due settimane hanno portato alla ribalta della Capitale i vini, i prodotti e ristorazione della più alta qualità.
 “I protagonisti della guida si troveranno nuovamente a festeggiare la qualità dei loro vini, i successi raggiunti e le potenzialità internazionali” dichiara il Presidente Paolo Cuccia “Il Gambero Rosso conferma il suo ruolo unico di player capace di scoprire, comunicare e promuovere  le eccellenze e di indirizzare i produttori verso una  crescita in Italia e in grado di individuare le enormi potenzialità del mercato mondiale in cui il vino del nostro Paese ha mostrato grande crescita e può ancora migliorare la marginalità dei produttori.”
A conferma dell’attenzione alla crescita internazionale, i vini sono premiati da una delegazione di giornalisti provenienti da tutto il mondo: Jorge Lucki- Brasile; Isao Miyajima- Giappone; Steve Thurlow -Canada; Serena Gou-Cina; Micky Choi - Corea Del Sud; Thomas C. Golenia – Germania; Makiko Morita – Giappone; Dmitry Merezhko- Russia; Pavel Kirillov- Russia; Eva Dülligen -Germania e Fred Swan – USA.

LA GUIDA
22.000 i vini che sono riusciti ad entrare in guida dei 45.000 i degustati da oltre 70 esperti del Gambero Rosso. 457 hanno conquistato la vetta con Tre Bicchieri con 46 etichette premiate per la prima volta. 121 i Tre Bicchieri Verdi (Vedi allegato)
I Premi Speciali sono 11:
Rosso dell'Anno: Carmignano Ris. '16 – Piaggia
Bianco dell'Anno: Colli di Luni Vermentino Lunae Et. Nera '18 – Lunae Bosoni
Bollicine dell'Anno: Valdobbiadene Brut Nature Particella 232 '18 – Sorelle Bronca
Dolce dell'Anno: Trentino Vino Santo '03 – Toblino
Rosato dell'Anno: Cerasuolo d'Abruzzo Rosa-ae '18 – Torre dei Beati
Cantina dell'Anno: Frescobaldi
Miglior Rapporto Qualità Prezzo: Barbera d'Asti Lavignone '18 – Pico Maccario
Viticoltore dell'Anno: Leopardo Felici
Cantina Emergente: Tenuta Santa Caterina
Premio per la Vitivinicoltura Sostenibile: Produttori di Manduria
Premio Progetto Solidale: Centopassi


Alla premiazione fa seguito, come di consuetudine, la Grande degustazione Tre Bicchieri, l’evento più atteso dal trade, dagli esperti e dagli appassionati dell’enologia italiana. Oltre 400 etichette animeranno i banchi d’assaggio e saranno accompagnate da gustose proposte food. Seguiranno le tappe di Torino (lunedì 28 ottobre) e Napoli (martedì 29 ottobre).