Bologna, 15 gennaio 2026 – Per la prima volta l’arte contemporanea entra dentro la Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna trasformando il carcere in un luogo di dialogo e di partecipazione culturale. L’iniziativa, in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale della Dozza, inserisce il carcere nel percorso delle mostre che si svolgono in città durante ART CITY Bologna 2026 e Arte Fiera, offrendo alla cittadinanza un invito a entrare simbolicamente in uno spazio di soglia tra arte, vita e giustizia sociale. All’interno del carcere, dal 6 all’8 febbraio 2026, l’Associazione Acrobazie presenterà l’installazione L’arte messa alla prova: Anila Rubiku. I’m Still Standing dell’artista italo-albanese Anila Rubiku (Durazzo, 1970), a cura di Elisa Fulco. “Il programma di ART CITY Bologna in carcere – dichiara Rosa Alba Casella, Direttrice della Casa Circondariale “Rocco D’Amato” - è un altro tassello del processo di integrazione tra carcere e città, che da alcuni anni si sta portando avanti in collaborazione con gli enti del territorio, nella consapevolezza che il carcere non è uno spazio separato, ma parte viva della città stessa. In questo processo di integrazione può essere ponte tra il dentro e il fuori e, sollecitando un modo differente di vedere e capire le cose, essere anche una sfida alle convenzioni e ai pregiudizi per la costruzione di una società inclusiva e solidale. L’arte non come lusso per pochi, ma come specchio della condizione umana e come possibilità di trasformazione.” Continua la curatrice, Elisa Fulco: “Il progetto, che vedrà protagonista l’artista Anila Rubiku, oltre ad aprire il carcere alla città, suggerisce l’importanza di adottare stabilmente nuovi modelli di pratica artistica all’interno delle strutture detentive, con l’obiettivo di favorire la co-progettazione, la rilettura in chiave innovativa del patrimonio culturale, e l’ideazione di nuovi servizi sociali in una logica intersettoriale. L’esperienza di progettazione portata avanti con il progetto Spazio Acrobazie a Palermo, sia all’interno delle strutture detentive che in collaborazione con l’Esecuzione penale esterna, dimostra che per produrre cambiamento e innovazione occorre far dialogare cultura, sanità, educazione, giustizia, mondo profit e no profit. Ugualmente utilizzare leve estetiche, narrative ed emotive aiuta a generare coinvolgimento, e partecipazione da parte di tutti gli stakeholder, e a costruire una comunicazione valoriale in grado di fornire una rappresentazione più umana di temi divisivi come la detenzione.” Anila Rubiku presenterà quattro interventi distribuiti negli spazi dedicati ai colloqui con i familiari e i legali delle persone detenute, il cui titolo I’m Still Standing, ispirato alla canzone di Elton John del 1983, è dedicato al tema della resilienza, della speranza e delle seconde possibilità. Gli interventi sono costituiti da una serie di disegni di uccelli, come metafora del possibile riscatto del femminile (Hope is the things with feathers, 2022); da alcuni disegni di protesi dei veterani, che mostrano le soluzioni creative adottate per restare in piedi (I’m Still Standing, 2019); da alcune le porte ricamate ispirate alle porte segrete dei palazzi milanesi come emblema delle seconde possibilità (The Inner doors, 2025); dalla serie di ritratti astratti delle detenute albanesi composti da sbarre da forzare per uscire da un sistema di giustizia dal calco maschile che penalizza le donne (Defiants’s Portrait, 2014). L’installazione L’Arte messa alla prova: Anila Rubiku. I’m Still Standing è la seconda tappa di un percorso nazionale, sperimentato a Palermo in occasione del progetto “Spazio Acrobazie. Laboratorio produttivo e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica” (2022-2025), che mira a costruire una rete permanente tra arte, giustizia, cura e cittadinanza attiva all’interno delle strutture detentive. Il primo appuntamento bolognese nasce per suggerire l’importanza di co-progettare interventi di welfare culturale con l’obiettivo di collegare il “dentro” e il “fuori”, favorendo la conoscenza delle collezioni museali e la collaborazione intersettoriale affinché l’arte diventi un motore di inclusione e rigenerazione sociale. Si ringraziano La galleria Ncontemporary, Milano – Venezia Alessi SPA Società Benefit, Kartell SPA, Fondazione Ennio De Rigo ETS, la casa vinicola Conte Tasca d’Almerita società benefit. INFO L’arte messa alla prova: Anila Rubiku I’m still standing A cura di Elisa Fulco Promosso da Associazione Acrobazie In collaborazione con la Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna Nell'ambito di |
Date 6-8 febbraio 2026 Ingresso La mostra è aperta al pubblico con presentazione del documento di identità e autocertificazione obbligatoria all’ingresso Orari Venerdì 6 febbraio 15.00-19.00, sabato 7 e domenica 8 febbraio, 9.00-19.00 Sede Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna Via del Gomito 2, 40127 Bologna 051 320512 | cc.bologna@giustizia.it Contatti Associazione Acrobazie via dei Biscottari 17, 90134 Palermo —– via Giuseppe Petroni 21, 40126 Bologna info@acrobazie.org https://acrobazie.org/
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Anila Rubiku (Durazzo, 1970) è un’artista italiana di origine albanese formatasi all’Accademia d’Arte di Tirana (1994) e all’Accademia di Belle Arti di Brera (2000). Attualmente lavora tra Milano, Toronto e Durazzo. Il suo lavoro, intimamente connesso con questioni politiche e sociali, utilizza vari media: installazione, scultura, ricamo, incisione, pittura. Nelle sue opere, l’artista affronta con taglio poetico e ironico temi legati alla disuguaglianza di genere e all’ingiustizia sociale (Vierzon Biennale, 2022, Biennale dell’Avana, 2019, 5ª Biennale di Salonicco, 2015), che toccano temi ambientali (Biennale di Kiev, 2012; On-Site Gallery, OCAD University, Toronto, Canada. 2025) e relazionali (56th October Salon, Belgrado, 2016), riflettendo sul significato dell’essere immigrati oggi (Biennale di Venezia, 2011, Hammer Museum residence, Los Angeles, 2013) e sul rapporto tra città e democrazia (Biennale di Architettura di Venezia, 2008, Assab One Milano, 2024). Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private, tra cui: Frac Centre Val De Loire, The National Gallery of Art (Washington DC); Mint Museum (Charlotte NC, USA); Museo di Israele (Gerusalemme); National Museum of Women in the Arts (Washington DC); Deutsche Bank Collection (Londra, UK); Edition 5 Collection (Erstfeld, Svizzera). Nel 2014 è stata nominata dalla Human Rights Foundation per il suo impegno sociale ed è stata selezionata come uno dei migliori pensatori globali dalla rivista Foreign Policy. https://anilarubiku.com/ ASSOCIAZIONE ACROBAZIE Dal 2016 Associazione Acrobazie si occupa di innovazione sociale e di welfare culturale, adottando la cultura contemporanea come strategia di progettazione e di comunicazione per promuovere inclusione sociale, pari opportunità, sviluppo economico e responsabilità sociale d’impresa all’interno di istituzioni profit e no profit. Raccoglie l’esperienza dell’omonimo progetto artistico, curato da Elisa Fulco, svolto dal 2004 al 2011 all’interno dell’ospedale psichiatrico Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro (MI), e incentrato sul rapporto tra arte contemporanea, sanità, impresa e sociale. Nel 2019, in qualità di partner, ha avviato il progetto “L’Arte della Libertà”, a cura di Antonio Leone ed Elisa Fulco, rivolto alle persone detenute della Casa di reclusione Calogero di Bona - Ucciardone, Palermo e al gruppo misto di operatori (penitenziari, socio-sanitari, culturali). Nel 2021, ha vinto la X edizione del Bando Italian Council con il progetto The Swing of Ingustice dell’artista Anila Rubiku, esposto nella Biennale di arte e architettura di Vierzon (settembre 2022), e dal 2022 al 2025, è stata capofila del progetto “Spazio Acrobazie. Laboratorio produttivo e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica”, sostenuto da Fondazione CON IL SUD e da Fondazione Sicilia. Attraverso laboratori di arte contemporanea, lezioni di arte e di diritto, visite guidate nei luoghi culturali, e interventi di valorizzazione degli spazi comuni, Spazio Acrobazie è frutto della condivisone di intenti con differenti partner che provengono rispettivamente dal mondo della detenzione, della sanità, della cultura e della giustizia. Un modello basato sulla creazione di una rete stabile, funzionale a generare un’offerta culturale in grado di tenere insieme integrazione sociale, opportunità formative e sostenibilità nel settore culturale, creando un ponte tra il dentro e il fuori. Flavio Favelli, Genuardi-Ruta, Stefania Galegati, Paolo Gonzato e Marzia Migliora sono tra gli artisti che hanno collaborato con il progetto. www.acrobazie.org |
Anila Rubiku, Hope is a thing with feathers, 2021 (dettaglio) |
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