venerdì 7 ottobre 2016

A Mori la Ganzega d’autunno: parola d’ordine “Zugar e goderséla” di Gianfranco Leonardi




Per chi arrivava a Mori (vicino a Rovereto TN - Móri in dialetto trentino, Moor in Tirol) la sensazione era quella di entrare nel XIX secolo… Già gli edifici del centro del paese sono quasi tutti in stile neoclassico, ordinati e puliti, proprio come lo erano nel 1800… e per strada, nelle botteghe, si vedevano attrezzi e utensili per lavorare i tessuti, per riparare le scarpe e per fare il pane… e le bancarelle che vendevano “cianfrusaglie” dei secoli passati. La gente camminava senza fretta, guardandosi intorno e salutando quelli che incontravano –cosa che non succede certo più…– gli uomini con giacche scure e lunghe, con la “tuba” in testa o con la “cloche” (berretto floscio tipico dei montanari che colorato e ornato era usato anche dalle signore) qualcuno con i calzoni alla zuava e calzettoni lunghi, mentre le donne avevano sottane allungate anche doppie e cappelli a larghe falde e i bambini, come si cantava anche, vestivano alla marinara, con tanto di berretto Elbsegler (come dice chi ne sa) o alla Masaniello, per dirla in italiano o, meglio ancora, alla marinaia, per farsi capire da tutti… Insomma chi arrivava il primo ottobre e anche il 2 scorso a Mori, entrava nel clima festoso dei primi anni del 1900 per partecipare alla Ganzega d’Autunno, quest’anno giunta alla ventesima edizione!
L’evento è ormai una gran vera festa tradizionale locale che i moriani e i turisti (anche ciclisti e camperisti) – in tanti vengono apposta… e riuscire a trovare un parcheggio libero, ne è la dimostrazione… – animano le vie e le corti del centro storico, sfilando in costume d’epoca, partecipando a spettacoli e manifestazioni culturali, agli intrattenimenti musicali e alle mostre, rimpinzandosi con i piatti della cucina tipica nelle trattorie allestite come allora e – udite udite! – pagando con la valuta ufficiale della Ganzega, con vere banconote da una 2, 5 e 10 lire, proprio come quelle c’erano in quel periodo… (1 lira = 1 euro). Sabato sera, nelle vie del centro storico, tutti con il naso all’insù e la bocca aperta per ammirare la fiaccolata notturna degli scalatori in ferrata sulla parete della via attrezzata Ottorino Marangoni di Montalbano e domenica sera – ahinoi – la chiusura con lo spettacolo finale di artisti di strada (Opus Band, Orchestra Avanti e ‘Endrè, Bél e Pòc e Archimossi Fantasy) con i trampoli, in costume di scena, col fuoco, le luci e gli effetti pirotecnici, con le musiche (La Vecia Ziboga, Trio Popolare, Ensamble di Clarinetti, le Fantafisa, il Duo Franchini e da Udine gli Attimis); per farla breve, come si usa nelle feste come si deve! Oggi, a ripensarci, restano nelle orecchie ancora quella musica e gli spari dei fuochi d’artificio e in gola, il gusto delle “sciaroncie” (tortelloni di farina di castagna ripieni di patate, ricotta e semi di papavero) e delle cosce di prosciutto, oppure dei canederli col gulasch o, anche, della polenta di patata con: formaggio fuso e funghi, o coniglio e cappucci, o, ancora, salsicce e luganeghe e, per chi avesse avuto ancora appetito, orzo saltato con radicchio della val di Gresta, vezzena e “mortadela” della val di Non con “arrosticiata” di carne salada, patate e crostone di pane nero con paté di asparago bianco di Zambana… il tutto annaffiato dall’ ottimo Merlot locale (cantina di Mori Colli di Zugna, quella del “Morus”) basta così? Ah no? Allora chiusura dolce con frutta sotto grappa e “cafè e resentim”e le degustazioni della Distilleria Marzadro! Per chi non fosse riuscito a partecipare, quest’altr’anno non potrà mancare per la prima edizione del secondo ventennale… che sarà organizzata sempre con l’obiettivo da parte di Comune, Pro Loco e attività locali, di valorizzare gli aspetti legati alla storia del territorio e alle belle tradizioni del tempo che fu!

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