martedì 25 maggio 2021

Mino Ceretti. La centralità della pittura a cura di Simona Bartolena

 



apertura mostra: 04 giugno – 25 luglio 2021

orari: lunedì – venerdì 10-19; sabato – domenica 11-19

sede: Museo della Permanente, via Filippo Turati 34, 20121 Milano

sito: www.lapermanente.it

Ingresso libero

 

 

La Permanente dà inizio con questa mostra a un progetto che ne ripercorre la storia con una serie di personali dei grandi maestri che ne hanno fatto e ne fanno parte. La prima di queste esposizioni è dedicata a un artista indiscutibile, la cui ricerca ha attraversato la seconda metà del Novecento ed è giunta fino all’oggi, mantenendo, negli anni, la propria forza e la propria credibilità: Mino Ceretti.

 

La mostra traccia un percorso nella produzione dell’artista, suggerendo letture su alcuni dei suoi temi principali mediante una selezione di opere datate dagli anni Sessanta a oggi (scelte tra quelle conservate nello studio dell’artista), e “trascura” intenzionalmente la sua fase più nota e dibattuta, quella del Realismo esistenziale.

 

Quella proposta da Ceretti è, fin dagli esordi, una pittura priva di ogni retorica ideologica, poco incline all’adesione politica militante, vicina all’inquietudine e ai dubbi di Sartre e Camus. La visione dell’artista è sempre ambigua, procede per intuizioni e suggerimenti, offre allo spettatore una serie di oggetti collocati liberamente nello spazio della tela, capaci di generare interrogativi. La pittura è dunque uno strumento idoneo all’indagine del mondo esterno, ma non nel senso classico di rappresentazione: attraverso la possibilità di attuare meccanismi associativi e sollecitare simultaneità di percezioni, essa riesce a suggerire la frammentazione della realtà e dell’esistenza, in tutta la sua complessità e ambiguità.

 

L’arte può scuotere la società dalla sua pigra indifferenza, dallo stato narcolettico in cui pare caduta. In un’epoca che pare averla messa in un angolo – tra nuove tecniche di riproduzione dell’immagine, nuove tecnologie, nuove esperienze creative e lo strapotere del mondo digitale –, la pittura ha ancora un suo motivo di esistere ed è ancora capace di porre, scomporre, sezionare, ricomporre problemi.

 

 

Biografia

 

Mino Ceretti nasce a Milano nel 1930.

Studia all’Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Aldo Carpi, diplomandosi nel 1955.

Nello stesso anno tiene la sua prima personale alla Galleria San Fedele di Milano. Con i compagni di Accademia Romagnoni, Guerreschi, Banchieri e Vaglieri, partecipa alla formazione di un gruppo che, attraverso una serie di mostre nella seconda metà degli anni Cinquanta, determina una tendenza che sarà definita “Realismo esistenziale”.

 

Dopo una fase espressionistica, Ceretti si orienta verso esperienze che indagano problemi di analisi e di formazione dell’immagine. In questo senso, nel 1959, allestisce, insieme a Romagnoni e Vaglieri, una mostra di tendenza alla Galleria Bergamini di Milano. Nel 1960 partecipa a “Possibilità di relazione” alla Galleria L’Attico di Roma, mostra di riferimento nel dibattito sul superamento dell’Informale.

Negli anni successivi lavora nella direzione di una rinnovata ricerca figurativa, con la necessità di rintracciare i valori costitutivi dell’atto pittorico: una ricerca al cui centro si collocano i problemi di frammentazione, di disgregazione e di riaggregazione dell’immagine.

 

Oltre a partecipare, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, alla VII, VIII e IX Quadriennale di Roma, Ceretti, nel corso della sua lunga carriera, tiene numerose mostre personali in Italia e partecipa a diverse rassegne collettive all’estero; inoltre, insegna nelle Accademie di Belle Arti di Milano, Carrara, Venezia e Torino, terminando il proprio impegno, ancora a Milano, nel 2000.

Nel 1996 pubblica una parte dei propri appunti autobiografici, relativi agli anni Cinquanta, sulla rivista d’arte trimestrale “Terzocchio” (numeri 78-79-80). L’Accademia di Belle Arti di Brera ha pubblicato, nel maggio 2009, il suo “Il caso di vivere - Appunti”, nell’ambito dei “Quaderni della Città di Brera” dedicati agli scritti d’artista. Nel 2018, in occasione della XVI edizione del Premio Morlotti - Imbersago riceve il Premio alla carriera. 

 


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