martedì 12 maggio 2026

Uccellande storiche come giardini

 



Roccolo del Manganel (foto di Graziano Soravito)

Dal lontano 2009 l’Ecomuseo si occupa dei roccoli di Montenars, vere e proprie opere di ingegneria arborea, un tempo utilizzati per la cattura degli uccelli migratori e oggi riscoperti come elementi caratteristici di un paesaggio che è stato prodotto dalla comunità locale. Ne restano quattro delle decine che nel secolo scorso punteggiavano il territorio: ben conservate, pregevoli per le dimensioni e il fascino delle forme, queste ultime uccellande sono servite a colmare, come tutte le altre, le carenze alimentari dovute alle difficili condizioni di vita di un tempo. Valgono non una ma mille visite, magari nelle diverse stagioni dell’anno o in occasione delle numerose iniziative proposte dall’Ecomuseo per la loro riconversione e valorizzazione. Domenica 17 maggio nell’ambito di “Giardini aperti in Friuli Venezia Giulia”, evento organizzato dal Circolo “Amici in giardino”, l’Ecomuseo promuove delle passeggiate alla scoperta del Roccolo del Manganel e del Roccolo di Spisso.

La manifestazione ha lo scopo di divulgare la cultura e il rispetto del verde. La 15ª edizione propone al pubblico la visita a 50 giardini privati sparsi in tutto il territorio regionale. I proprietari apriranno gratuitamente le loro porte: spazi piccoli, medi e grandi, giardini a tema, luoghi che testimoniano la passione di tenere viva una cultura antica. Anche i roccoli di Montenars fanno parte di questa grande “famiglia” costituendo un unicum di assoluto richiamo, ancora oggi sottoposti a manutenzione da parte dei proprietari mediante laboriose potature che richiedono tempo e sacrifici. Sono due le visite guidate in programma a Montenars, il ritrovo è alle 10 e alle 14 all’imbocco della pista forestale per il Monte Cuarnan lungo la strada comunale che collega Montenars a Tarcento. Prenotazione obbligatoria a info@ecomuseodelleacque.it, 338 7187227.

Il Roccolo di Manganel risale gli anni Venti dello scorso secolo, realizzato dal maresciallo dei carabinieri Giovanni Manganelli. È costituito da due corpi vegetali, entrambi in lieve pendenza, sovrastati dal casello posto sul punto più elevato al centro dell’impianto: si tratta di un tondo e di un’area trapezoidale che costituiva la passata. Il perimetro dell’anello è caratterizzato da un doppio filare di carpini. Il casello, disposto su tre piani, è stato ricostruito riproponendo il volume preesistente.

Il Roccolo di Spisso è stato impiantato dalla famiglia Zanitti a partire dal 1952 con lo spianamento del terreno su cui venne realizzato il primo tondo che ora assume una posizione centrale, a cui fecero seguito l’anello e la passata situati a valle. Il piano inferiore del casello veniva utilizzato per custodire i richiami e le attrezzature, il piano superiore era adibito a cucina con la possibilità di controllare il passo degli uccelli e azionare la pertica dello spauracchio. A monte del casello si eleva il terzo e ultimo tondo.

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