Vincenzo Castella, #3200 Venezia Marghera, 1997, stampa a colori Archival, 98,3 x 76 cm, Courtesy BUILDING, Milano |
Vincenzo Castella. Timeless Archaeology invita a leggere questa straordinaria produzione fotografica dell’autore nel segno della sua stessa temporalità. Tutti questi esempi di macchinari fuori scala e dalle luci fluorescenti, esposti in BUILDING GALLERY dal piano terra al secondo piano in più formati, propongono un vero e proprio approccio archeologico che mette in scena il carattere specifico di memoria che informa questa produzione, così come il resto della sua opera. Ma di che temporalità si tratta? Luigi Ghirri sosteneva che piuttosto che un’immagine della memoria, la fotografia di Castella fosse il reperto di un’archeologia. “Penso all’archeologia – affermava – come metodo di deduzione per scoprire le cose. Archeologia come scienza che intende descrivere, rivelare, riportare alla luce del presente l’avvenuto”. Non si tratta, dunque, di una dimensione legata al passato, proprio perché questi scenari industriali appartengono pienamente al presente, quanto piuttosto di una condizione che si manifesta, per sua natura, come già calcificata, cristallizzata, fossilizzata. Un tratto peculiare della fotografia di Castella, più volte evidenziato dalla letteratura critica. Proprio tale aspetto di “calcificazione” conferisce a queste immagini un carattere sospeso, “senza tempo”, nonostante tutti gli impianti industriali ritratti (dall’ILVA di Taranto, all’Italsider di Napoli, fino ai grandi stabilimenti Ansaldo e Breda) siano legati a una storia e a una precisa collocazione cronologica. Lo stesso Castella, nel suo primo libro (Zone, 1991), invitava l’osservatore ad un itinerario immobile tra zone: “Io credo che la fotografia sia veramente l’arte di entrare più volte nella stessa stanza e stabilire alcuni diversi centri significativi in una dimensione che pure sembra immobile sulla carta”. La valenza paratattica delle sue immagini, insieme a un’attenzione quasi fiamminga per tutti i particolari entro un’unica inquadratura, restituiscono con chiarezza questa sua idea a-direzionale del tempo. Un esempio significativo presente in mostra è la serie di dieci opere verticali scattate a Baden (Germania) disposte al piano terra di BUILDING GALLERY. In questi lavori l’artista scompone un secondo di ripresa in ventiquattro fotogrammi, tra cui #01 Buehl, Baden e #019 Buehl, Baden, entrambe datate 2015/2026. Unica presenza in digitale all’interno dell’esposizione, la serie riconduce ancora una volta lo sviluppo di un secondo di tempo alla staticità di un’immagine “senza tempo”. |
Ritratto fotografico di Vincenzo Castella, ph. Geoff Berliner |
L'artista Vincenzo Castella (Napoli, 1952) vive e lavora a Milano. Inizia l’attività con Geografia Privata (1975-83), fotografie di interni domestici intesi quali memorie senza ricordi, e con Hammie Nixon’s People (1976-80), documentazione modernista della vita degli afroamericani statunitensi nelle città del Sud. Dal 1980 espone in Europa e negli Stati Uniti, prevalentemente concentrato sull’indagine delle trasformazioni paesaggistiche (partecipa a Viaggio in Italia, 1984, coordinato da Luigi Ghirri) e sugli scenari architettonici e industriali (monumentale il lavoro su San Siro, 1990). L’incessante esplorazione di Castella parte dai luoghi in cui ha vissuto (Napoli e Milano), per rivolgersi infine ai centri continentali e del Mediterraneo. Dal 1998 le opere, focalizzate sui temi della distanza e della dislocazione, assumono una connotazione fortemente a-narrativa. La ricerca sulle dimensioni porta Castella, dal 2006, a sviluppare installazioni a partire da negativi fotografici di grande formato, mentre la sua indagine va espandendosi agli spazi interstiziali fra natura e cultura. Nel 2006 nell’ambito del progetto Metropolitana per l’arte per la città di Napoli, con la direzione artistica di Achille Bonito Oliva, realizza una installazione permanente con cinque grandi opere fotografiche nella nuova stazione Linea 6 Augusto. Tra il 2006 e il 2008 Castella realizza Cronache di Milano, il suo primo lavoro di istallazioni video di sei attraversamenti animati in simultanea su sei fotografie dall’alto che includono sei scenari di fatti di cronaca nera a Milano. Castella ha presentato mostre personali in importanti gallerie e musei italiani e internazionali, tra i quali si annoverano: nel 2005 Opera Publica nella Spruth Magers Galerie (Colonia); nel 2007 Art Unlimited (Basilea, Biennale di Tirana), l’artista presenzia poi alla Biennale di Riwaq in Palestina; nel 2009 presenta il video Cronache di Milano. Un suo progetto con grandi stampe e colori della Normandia è esposto nel museo di Belle Arti di Caen e al Museo Malraux di Le Havre. Nel 2011 è presente alla Maison Europeenne de la Photographie (Parigi), espone poi Layers of Malta, al St. James Cavalier Centre for Creativity (Castille Place a Valletta, Malta); nel 2013 è presente alla Biennale d’Arte di Venezia a Palazzo Fortuny con TRA – The Edge of Becoming; nel 2014 è alla Biennale di Architettura (Venezia) nel Padiglione Italia a cura di Cino Zucchi, e nel Museo Civico di Storia Naturale (Verona); nel 2015, a Fotografia Italiana a Palazzo della Ragione (Milano), Galleria Studio la Città (Verona), e alla Shedhalle (Zurigo); nel 2019 presenta Milano in BUILDING (Milano) a cura di Frank Bohem; Urban Screens nell’ambito del Reggio Emilia Fotografia Europea (Fondazione Palazzo Magnani, Sinagoga) a cura di Walter Guadagnini, Recursions and Mutations con Lynn Davis, Jacob Hashimoto e Roberto Pugliese nell’Isola della Giudecca (Venezia, Giudecca Art District), e Pedmont Pavillon, Biennale di Venezia (presentato anche alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e nel Castello di Rivoli); espone anche da Pietro Atchugarry (Miami); nel 2024, presenta Rinascimento, luce naturale alla Rocca Roveresca (Senigallia), e Viaggio in Italia all’Istituto Italiano di Cultura (Parigi); nel 2025, espone Viaggio in Italia all’Istituto Italiano di Cultura (Londra). Meritevole di menzione è Intorno a Milano, dentro la città (2019) intervento sperimentale di affissione pubblica di 9 immagini di 3 x 6 m in 33 siti nell’area metropolitana di Milano a cura di BUILDING. È vincitore del bando Strategia Fotografia promosso dal MiBACT (2020), grazie al quale l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma ha acquisito il progetto Rinascimento Italiano. Nel 2023 realizza: Riccardo Dalisi – Radicalmente al Maxxi di Roma in collaborazione con Naba. Le opere dell’artista fanno parte di prestigiose collezioni, tra le quali: Tate Modern (Londra), Collezione Deutsche Bank (Milano). Collezione UniCredit. Il curatore Marco Scotini è Direttore Artistico di NABA (Milano, Roma, Londra), dopo aver guidato dal 2004 il Dipartimento di Arti Visive. In precedenza Direttore Artistico di FM Centro per l'Arte Contemporanea di Milano, è ora responsabile del programma espositivo del PAV – Parco Arte Vivente di Torino. Ha curato oltre 300 mostre in tutto il mondo, tra cui esposizioni per la Biennale di Venezia (2015, 2024), la Biennale di Istanbul (2022), la Biennale di Bangkok (2020, 2022), oltre ad aver curato la Biennale di Praga (2003, 2005, 2007), la Biennale di Yinchuan (2018) e la Biennale di Anren (2017), così come il progetto a lungo termine Disobedience Archive, presentato a livello internazionale dal 2005. Ha collaborato a mostre e cicli di conferenze con importanti istituzioni quali Castello di Rivoli, Documenta, Museo Reina Sofía, MAXXI, MAMCO Ginevra e Migros Museum, ed è Direttore Scientifico di numerosi archivi d’artista, tra cui quelli di Gianni Colombo, Bruno Di Bello, Bert Theis, Clemen Parrocchetti, Laura Grisi e delle Fondazioni Nanni Balestrini ed Emilio Scanavino. Autore di Artecrazia, Politics of Memory e L'inarchiviabile, è Direttore Artistico della collana “Geoarchivi” per Meltemi. |
BUILDING è un progetto dedicato all’arte nelle sue più varie forme di espressione situato nel centro di Milano. Nata nel 2017 dalla visione di Moshe Tabibnia, BUILDING è incentrata su una ricerca artistica, storica e contemporanea, volta verso una nuova idea di galleria d’arte, in cui cultura e mercato avanzano paralleli. BUILDING si presenta come una costellazione composta da diversi spazi e progettualità, in cui giovani protagonisti della scena internazionale, artisti affermati e storicizzati, così come artigiani e designer si incontrano in un’ottica di scambio intergenerazionale e sconfinamento di discipline, mirando ad una costante sperimentazione e creazione di cultura. BUILDING, collocata in via Monte di Pietà 23, ospita nella sua architettura tre progetti espositivi che durante l’anno presentano tre programmazioni autonome: BUILDING GALLERY, è lo spazio espositivo, inaugurato nel 2017, che abita i primi tre piani dell’architettura che l’accoglie e ospita le mostre principali della programmazione annuale della galleria; BUILDING BOX è il progetto espositivo annuale, inaugurato nel 2018 e situato all’interno di due delle vetrine su strada di BUILDING, fruibile dall’esterno 24 ore su 24, 7 giorni su 7 che ospita a cadenza mensile opere legate tra loro da un fil rouge temporale; BUILDING TERZO PIANO, situato al terzo piano, è uno spazio che nasce nel 2023 dal desiderio di esplorare la creatività in tutte le sue sfaccettature e la cui identità si svilupperà nel tempo seguendo una programmazione indipendente. MOSTRE IN CORSO E DI PROSSIMA APERTURA BUILDING GALLERY GIOVANNI CAMPUS Tempo e passione Un omaggio all’artista (1929-2025) a cura di Marco Meneguzzo 26 marzo 2026 - 23 maggio 2026 BUILDING BOX Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia a cura di Alberto Fiz 15 gennaio 2026 - 7 gennaio 2027 5/12 Maria Lai Telaio (2006) Libro rosso (2009) in mostra dall'8 maggio al 4 giugno 2026
6/12 Paola Pezzi Mobilità fissa (2015-2025) in mostra dal 6 giugno al 2 luglio 2026
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