Il Padiglione Nazionale del Qatar ha presentato il progetto per la 61. Esposizione d’Arte Internazionale – La Biennale di Venezia, commissionato da Sua Eccellenza Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, Presidente di Qatar Museums. La mostra untitled 2026 (a gathering of remarkable people); Rirkrit Tiravanija, Sophia Al-Maria, Tarek Atoui, Alia Farid, Fadi Kattan si fonda sulla pratica pluridecennale dell’artista Rirkrit Tiravanija che invita collaboratori ad attivare i suoi scenari architettonici e spaziali e valorizza il lavoro di artisti provenienti dal Qatar e dalla regione del Medio Oriente, Nord Africa e Asia Meridionale (MENASA).
Realizzata sul sito del futuro Padiglione permanente del Qatar, a gathering of remarkable people presenta una struttura simile a una tenda progettata da Rirkrit Tiravanija e concepita come luogo di scambio culturale, per favorire diverse forme di partecipazione e pratica artistica. Tra queste figurano le proiezioni del film narrativo sperimentale dell’artista qataro-americana Sophia Al-Maria, intitolato DAMAR TV (2026), e Jerrican (2026), una scultura di grandi dimensioni dell’artista kuwaitiana-portoricana Alia Farid. Oltre una dozzina di attivazioni animeranno il Padiglione dalla sua inaugurazione fino alla chiusura della Biennale Arte 2026, affiancando alle performance dal vivo organizzate dall’artista libanese Tarek Atoui anche un programma culinario di cucina mediorientale ideato dallo chef palestinese Fadi Kattan.
Sua Eccellenza Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani ha dichiarato: «Come il Padiglione permanente progettato da Lina Ghotmeh che costruiremo presto in questo splendido spazio ai Giardini, untitled 2026 (a gathering of remarkable people) celebra la tradizione di apertura e ospitalità del Qatar, mettendo in luce la creatività non solo del nostro Paese ma di tutto il mondo arabo. In quest’epoca di conflitti e sfide, è ancora più importante promuovere il potere della cultura di unire le persone e di affermare la nostra comune umanità. Mi congratulo con i nostri co-curatori e con tutti gli artisti per aver dato vita a un’esperienza così creativa e accogliente, che sarà resa viva dalle visioni, dai suoni e anche dai sapori delle nostre molteplici culture arabe.»
La mostra riunirà artisti, musicisti, poeti e chef che attingono a diverse culture del mondo arabo. Collaborazioni improvvisate curate da Atoui includeranno musicisti in dialogo con registrazioni sul campo effettuate dallo stesso Atoui lungo la costa del Qatar e dal sound recorder libanese Paul Matar. Chef e mixologist provenienti da tutto il Medio Oriente e dal Nord Africa proporranno una cucina che si colloca all’intersezione fra tradizione e innovazione, con menù spesso costruiti attorno a un singolo ingrediente scelto per riflettere sull’impatto interculturale delle migrazioni e degli scambi commerciali. Il programma completo delle attivazioni è riportato di seguito.
Concepita sul modello dei luoghi di incontro qatarioti, la struttura temporanea progettata da Tiravanija, di colore marrone granata, è caratterizzata da un motivo mashrabiya “scomposto”, elemento architettonico islamico tradizionale caratterizzato da intricati schermi a griglia in legno traforato, utilizzati principalmente per garantire la privacy, per favorire raffrescamento passivo e illuminazione naturale.
Il nuovo film sperimentale e narrativo di Al-Maria, DAMAR TV (2026), mette a confronto i sistemi mediatici, la memoria e il confine labile fra testimonianza e spettacolo. Il film segue la giornalista televisiva Damar Darwish (interpretata dall’attrice libanese Yumna Marwan) dopo aver perso la voce a seguito di uno scontro verbale in diretta. Nel corso del film, Damar incontra musicisti tra cui Fatima Al Qadiri, Dali de Saint Paul, Sarah Ourahmane e Sulafa Elyas, mentre si addentra nelle possibilità trasformative della musica e del suono e immagina un futuro più promettente.
Jerrican (2026) di Farid fa parte della sua serie di recipienti di dimensioni fuori scala utilizzati per conservare e trasportare acqua nel Golfo. Le opere di Farid sono imponenti ma leggere e cave all’interno, modellate in fibra di vetro laccata e realizzate con lo stesso metodo utilizzato per i rivestimenti decorativi delle fontane pubbliche, diventate un elemento caratteristico del paesaggio urbano di tutto il Golfo Arabico.
Realizzata da Qatar Museums e presentata da Rubaiya Qatar (la quadriennale di arte contemporanea del Qatar), la mostra a gathering of remarkable people è co-curata da Tom Eccles (Executive Director, Center for Curatorial Studies and Hessel Museum of Art, Bard College) e da Ruba Katrib (Chief Curator e Director of Curatorial Affairs, MoMA PS1).
I co-curatori Tom Eccles e Ruba Katrib hanno dichiarato: «Questa straordinaria mostra è il risultato di una visione condivisa, nata da un’infaticabile collaborazione. Rirkrit Tiravanija, Sophia Al-Maria, Tarek Atoui, Alia Farid, Fadi Kattan e i numerosi performer e chef che lavorano con loro hanno creato un centro culturale nel senso più autentico del termine, proprio nel cuore dei Giardini della Biennale. a gathering of remarkable people è una vera espressione della capacità della cultura di colmare le nostre divisioni, e ciò rende questo progetto più urgente e attuale che mai».
Calendario delle performance e del programma culinario
Settimana di apertura: Gathering of Remarkable People I (Vernissage e 9 maggio)
Una performance musicale dinamica e continuativa, scandita da momenti di silenzio e dal dialogo con materiali sonori e film d’archivio, sarà accompagnata da piatti serviti da chef qatarioti e del Golfo che reinterpretano il tradizionale harees/jareesh, un piatto tradizionale del Medio Oriente a base di grano spezzato cotto lentamente. Adottando un approccio all’orchestrazione e alla costruzione di ensemble strettamente legato al progetto Revisiting Tarab di Tarek Atoui, questi arrangiamenti si ispirano alle strutture del takht (orchestra classica araba) e della wasla (suite o sequenza musicale). L’improvvisazione ha un ruolo centrale, mentre la lunga durata delle performance richiama il modo in cui si svolgevano storicamente i concerti nel mondo arabo.
Musicisti: Vivian Wang (voce, elettronica, Svizzera/Singapore) Aya Metwaly (voce, elettronica, Egitto/Svizzera), Gobi Drab (voce, flauto, Austria), Tomás Gouband (batteria, percussioni, Francia), Mazen Kerbaj (tromba,cracklesynth, Libano/Germania), Naghib Shanbehzadeh (percussioni, Iran/Francia), Sara Ourahmane (violoncello, voce, elettronica, Regno Unito/Algeria)
Chef: Fadi Kattan (Palestina), Noof Al Marri (Qatar), Noor Murad (Bahrain), Majed Ali Almatrooshi (Emirati Arabi Uniti)
Mixologist: Anna Patrowicz (Polonia/Regno Unito) e Vesta Kontrimaviciene (Lituania) di Akub London
The 60s Collection I (13 e 14 giugno)
Un gruppo di musicisti elettronici e sperimentali riproporrà alcune rare registrazioni degli anni Sessanta provenienti dall’archivio di Paul Matar, figura chiave della scena culturale libanese che negli anni Sessanta e Settanta ha viaggiato in tutto il Medio Oriente come sound recorder per il cinema. Nel corso dei suoi viaggi, ha trascorso lunghi periodi nel Golfo, incontrando musicisti tradizionali e documentandone il lavoro, ma anche confrontandosi sulle forme musicali e sulle pratiche sociali. La performance sarà in dialogo con registrazioni realizzate in Qatar alla fine degli anni Sessanta con musicisti ed ensemble rurali. Il programma culinario sarà incentrato sulle tradizioni della terra, dei cereali e delle aree montane.
Frame Drums (11 e 12 luglio)
Le tradizioni qatariote legate alle percussioni daranno vita a uno scambio musicale interculturale affiancato da un programma gastronomico sostenibile zero-waste, che riflette le pratiche alimentari comunitarie tramandate nel tempo.
The 60s Collection II (18 e 19 settembre)
Alcuni performer presenteranno interpretazioni hip-hop ed elettroniche dell’archivio di Paul Matar, affiancate da un programma culinario che esplora nuove riletture e interpretazioni della tradizione.
Water’s Witness (10 e 11 ottobre)
Le registrazioni sul campo realizzate da Tarek Atoui lungo la costa del Qatar saranno presentate in sessioni di ascolto e accompagnate da cibi di strada che riflettono il panorama culinario multiculturale di Doha. La performance costituisce un’estensione della mostra Water’s Witness di Atoui in corso al Mathaf: Arab Museum of Modern Art di Doha (fino al 18 maggio).
Poetry, Melody, and Text (31 ottobre – 1 novembre)
Una serie di performance musicali incentrate sulla voce e sulla poesia saranno accompagnate da un’esplorazione immersiva del caffè quale elemento cultural cardine dell’ospitalità araba.
Settimana di chiusura: Gathering of Remarkable People II (novembre)
Musicisti e chef si riuniranno nuovamente per una performance collettiva in forma estesa, che sarà il momento culminante del progetto ma anche di continuità e apertura verso futuri sviluppi in Qatar.
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