L’annuale appuntamento con il fumetto internazionale a Jesi, giunto alla sua sesta edizione, propone un piccolo, concentrato progetto di ricerca, che si rivolge ai cultori dell’arte del fumetto e ai lettori di tutte le età.
Organizzata da Acca – Accademia di Comics, Creatività e Arti Visive con la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, la mostra di quest’anno, in programma a Palazzo Bisaccioni, dall’11 settembre al 22 novembre, propone per la prima volta una mostra dedicata all’arte di Alberto Breccia e Héctor G. Oesterheld, due giganti del fumetto mondiale, oltre che testimoni di profondo impegno civile.
L’intento è quello di dare la possibilità di apprezzare oltre ai disegni di Breccia, di impatto immediato, anche l’elemento narrativo del fumetto della scrittura di Oesterheld. Per questo il cuore della mostra, da cui anche il titolo, è una storia completa di sei tavole di Sherlock Time del 1959, prima serie a cui lavorano i due artisti, caratterizzata da apologhi fantascientifici alla ricerca della natura dell’uomo nel tempo e nello spazio. Le stesse tematiche saranno protagoniste di Mort Cinder, la serie principale della loro collaborazione, che racconta le avventure in epoche diverse di un personaggio immortale protagonista di eventi storici su cui può raccontare la verità degli accadimenti. In mostra due tavole dal prologo e dalla prima storia del 1962. Infine, L’Eternauta, rappresentato da una rara tavola in mostra. Il capolavoro di Oesterheld del 1958, disegnato da Francisco Solano Lopez, viene riscritto in forma molto più breve e politica appositamente per Alberto Breccia nel 1969. La lotta per la sopravvivenza dei cittadini di Buenos Aires contro un’invasione aliena anticipa drammaticamente gli eventi della dittatura che costeranno la vita allo scrittore, ma anche uno schema narrativo che avrà molto successo in seguito fino alle serie TV contemporanee.
Così i Curatori raccontano la mostra:
«Questa piccola mostra è un grande viaggio nel tempo. Prima si va nel passato per riscoprire la lezione di due straordinari maestri argentini: Hector G. Oesterheld, scrittore, editore, tra i massimi sceneggiatori di fumetti di sempre, e Alberto Breccia, un artista che ha saputo dare al linguaggio visivo del fumetto una forza innovativa e un’interpretazione formale tali da diventare un faro per la sua generazione e per quelle successive.
Di rimbalzo schizziamo nel futuro: in Sherlock Time si racconta “una vicenda del 2053”, una storia di bene e male, di bellezza e terrore, di prevaricazione e sacrificio. Un serio monito sui pericoli del futuro, con una luce in fondo all’oscurità dell’universo. Mort Cinder invece sposta l’attenzione sulla paura del passato, perché nei secoli c’è un solco di guerre e di sangue che rischia di essere la caratteristica più drammatica e autentica del genere umano. Un solco che forse non sarà mai interrotto. Infine, L’Eternauta, l’opera più politica di Oesterheld, dove passato e futuro si sovrappongono, dove il monito si tramuta in un appello alla resistenza».
Resistenza testimoniata anche nella vita dello scrittore, come ricordano ancora i Curatori:
«Hector G. Oesterheld nel 1977 è stato rapito e ucciso dal regime militare argentino, ma il suo spirito e le sue visioni vivono ancora e per sempre nell’arte graficamente ed emotivamente stupefacente di Alberto Breccia, capace di mostrarci le meraviglie e gli orrori del nostro mondo e di tutti gli altri».
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GLI AUTORI
Alberto Breccia nasce nel 1919 a Montevideo, Uruguay, ma Buenos Aires, dove si trasferisce con la famiglia all’età di tre anni, sarà la sua città. Esordisce giovanissimo nel 1936, mettendosi alla prova sia nel genere umoristico che in quello avventuroso. Le basi del suo linguaggio sono nei classici del fumetto nordamericano, di cui presto non rimarrà quasi traccia, per lasciare spazio a una ricerca artistica personale tanto inimitabile quanto influente per generazioni di autori a venire. La trasformazione da disegnatore di talento a gigante della nona arte comincia davvero con Sherlock Time, 1958, l’inizio della collaborazione con H.G. Oesterheld. Sempre su testi di Oesterheld disegna alcuni episodi di Ernie Pike e, nel 1962, Mort Cinder. Qui la sua tecnica si arricchisce di ampie pennellate, tessiture fittissime, abbacinanti macchie di biacca, tamponi: un nuovo modo di pensare e fare il fumetto. Il lavoro rimane intenso, mentre Alberto affronta la grave malattia della moglie e subisce le tragiche vicende del suo Paese. Si succedono i disegni per le opere più politiche di Oesterheld – le biografie di Che Guevara e di Evita Perón, il remake dell’Eternauta – e storie per il «Corriere dei Piccoli», nelle sue varie incarnazioni. Nel 1973 pubblica una serie di adattamenti dai racconti di H.P. Lovecraft. Non si tratta di riduzioni, ma di sfide al rappresentabile che portano la sperimentazione tecnica e stilistica ai confini dell’astrazione. Dal 1974 inizia la variegata collaborazione con lo sceneggiatore Carlos Trillo, con serie sempre diverse nell’approccio approccio e nelle tecniche utilizzate. Negli anni Ottanta continuano gli adattamenti letterari, campo per una ricerca espressiva tanto libera quanto magistralmente controllata. Ma sono soprattutto gli anni di Perramus, serie scritta da Juan Sasturain che mescola avventura, satira e apologo per raccontare l’Argentina che riemerge dal pantano della dittatura. Prima della fine, il 10 novembre del 1993, c’è tempo per un ultimo capolavoro, Rapporto sui ciechi, adattamento di un capitolo del romanzo Sopra eroi e tombe di Ernesto Sabato.
Héctor Germán Oesterheld nasce a Buenos Aires nel 1919 e muore probabilmente nel 1978, assassinato dalla Giunta militare che, due anni prima, aveva preso il potere in Argentina. È forse la sua fine a rendere inseparabili la sua straordinaria carriera di narratore con la parabola esistenziale, che porterà un laureato in geologia a sacrificare la propria vita per la lotta politica. Autore prolifico di romanzi e racconti, Oesterheld si dedica al fumetto dal 1949. Per la Editorial Abril, che getterà le basi del nuovo fumetto argentino e sarà decisiva anche per gli sviluppi di quello italiano, realizza numerose serie, tra le quali Sargento Kirk, per i disegni di Hugo Pratt. Già in queste prime opere si rivela un innovativo approccio all’avventura, sofisticato nell’ingegneria narrativa, complesso nella tessitura emotiva, capace di ignorare o ribaltare i cliché, profondamente umanista e già aperto alle istanze sociali e politiche degli anni seguenti.
Nel 1957 fonda la Editorial Frontera: quattro anni di storie, quasi tutte scritte da Oesterheld, che cambieranno la storia del fumetto. Per Frontera nascono opere seminali come Ernie Pike, ancora con Pratt e, soprattutto, L’Eternauta, disegnato da Francisco Solano López. Opera profetica, manifesto politico, pietra miliare della fantascienza, L’Eternauta avrà seguiti e remake, finirà sui muri di Buenos Aires e nel catalogo di Netflix, quantomai attuale a settant’anni dalla sua prima uscita. In seguito scrive l’inquietante Mort Cinder, disegnato da Alberto Breccia, mentre la narrazione si carica sempre più di messaggi politici, che prendono forma esplicita in una, censurata, biografia di Ernesto ’Che’ Guevara disegnata da Breccia con il figlio Enrique. Infine, l’impegno dell’artista lascia spazio a quello dell’uomo: è la scelta della militanza rivoluzionaria, intrapresa insieme alle quattro figlie all’inizio degli anni Settanta. Le sue ultime sceneggiature vengono realizzate in clandestinità, fino al il 21 aprile del 1977, quando Héctor G. Oesterheld viene sequestrato, un nome tra le decine di migliaia di desaparecidos.
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