10 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027 Inaugurazione: sabato 10 ottobre, ore 11 Fondazione Sabe per l’arte Via Giovanni Pascoli 31, Ravenna |
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Sabato 10 ottobre 2026 alle ore 11, la Fondazione Sabe per l’arte di Ravenna presenta Pagine, mostra personale di Antonio Violetta, a cura di Claudio Spadoni, realizzata con il supporto del MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna. La mostra ha inoltre il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti della città e del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna – Campus di Ravenna.
Scultore di rilievo nazionale e internazionale, attivo a Bologna dagli anni Settanta, Violetta ha partecipato a importanti rassegne quali Documenta 7 di Kassel (1982) e la XLII Biennale di Venezia (1986). La mostra raduna una selezione di opere esemplificative del suo ciclo più celebre, le Pagine: superfici aniconiche su cui si depositano le tracce di una gestualità al contempo libera e controllata, scandita da pause e fratture che determinano una diversa relazione con l’ambiente. Sono infatti rilievi irregolari segnati da solchi, graffi e tagli che invitano lo spettatore a scoprire le relazioni inattese tra il piano verticale e quello orizzontale. Alle Pagine si affiancano, inoltre, due opere appartenenti alla serie delle Lunarie che esplorano la soglia tra materialità e immaterialità.
Questa mostra è inoltre l’occasione per ricordare i rapporti dell’artista con la città di Ravenna. Nel 2000 Violetta riceve il Premio Scipione e realizza per la città romagnola l’opera in bronzo Omnia vincit Amor; nel 2009, invece, presenta al MAR La giganta, opera ispirata alla poesia Géante di Charles Baudelaire, con il contributo musicale di Fabrizio Festa. È infine del 2018 la partecipazione alla collettiva Montezuma Fontana Mirko. La scultura in mosaico dalle origini a oggi sempre al MAR. Per questo motivo, la mostra include anche un’opera del 1988 proveniente dalle collezioni dello stesso museo, che si ricongiunge temporaneamente alle sue consorelle.
Antonio Violetta (Crotone, 1953) si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, città dove tuttora vive e lavora. Esordisce, giovanissimo, nel 1976, con una personale presso la Galleria Ferrari di Verona, che segna l’avvio ufficiale del suo percorso artistico, caratterizzato da uno studio e una riflessione sulla superficie materica nell’ambiente e nello spazio. Si susseguono nel 1978 e 1979 le personali alla Galleria Mario Diacono di Bologna e alla Galerie Michèle Lachowsky di Bruxelles, ma è con la mostra da Françoise Lambert a Milano, nel 1980, che l’artista si afferma a livello nazionale. È del 1982 l’importante partecipazione a Documenta 7 di Kassel, su invito di Germano Celant, affermandosi anche sul panorama internazionale. Nel 1984 presenta la serie di opere dal titolo Pagine, che segnano una svolta nel suo percorso creativo. Nel 1986 partecipa alla XLII Biennale di Venezia e successivamente alla Quadriennale di Roma. Nel corso degli anni Ottanta espone inoltre presso la Kunstverein di Francoforte, la Galleria Civica di Modena e la Rotonda della Besana a Milano. Nel 1989 partecipa a Prospekt ’89 di Francoforte. Tiene numerose mostre personali in prestigiose gallerie d’arte contemporanea nazionali e internazionali e partecipa a varie collettive presso importanti musei pubblici non solo italiani ma anche europei e sudamericani. È presente con le sue opere in numerose collezioni pubbliche e private. Ha installato sculture permanenti in Italia e in Giappone e ha pubblicato libri d’artista e di poesia. Ha collaborato più volte con Roberto Roversi e, più di recente, con Domenico Brancale. Si sono occupati del suo lavoro critici, storici dell’arte e curatori, tra i quali Pier Giovanni Castagnoli, Bruno Corà, Giorgio Cortenova, Alberto Fiz, Paolo Fossati, Flaminio Gualdoni, Lara Vinca Masini, Alessandra Rizzi, Claudio Spadoni, Sandro Sproccati, Lea Vergine, Peter Weiermair e, più di recente, Irene Biolchini, Claudia Casali e Giovanni Gardini.
Claudio Spadoni è storico dell’arte, critico e curatore. Allievo di Francesco Arcangeli all’Università di Bologna, è stato docente di Storia dell’Arte e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna. È stato inoltre critico per «Il Resto del Carlino» e per «QN», collaborando al contempo con diverse riviste specialistiche. Ha fatto parte dei comitati scientifici di diverse istituzioni, tra cui la Biennale di Venezia, la Quadriennale di Roma e Arte Fiera di Bologna. Dal 2002 al 2014 ha diretto il MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna, per il quale ha realizzato mostre sulla storia dell’arte moderna e contemporanea. Tra queste si ricordano Da Renoir a De Staël. Roberto Longhi e il moderno (2003) e Turner Monet Pollock. Dal Romanticismo all’Informale (2005), omaggio ad Arcangeli. Attualmente è membro del consiglio della Fondazione Vedova di Venezia e dei comitati scientifici dell’Archivio Ennio Morlotti di Milano e della Fondazione Sabe per l’arte di Ravenna. Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo la raccolta di saggi Storie d’arte e di critica tra Ottocento e Novecento (2021).
Fondazione Sabe per l’arte ETS nasce nel novembre 2021 con l’obiettivo di promuovere e diffondere l’arte contemporanea – con particolare attenzione alla scultura – nella città di Ravenna attraverso mostre, incontri, proiezioni e altre attività culturali. Presieduta da Norberto Bezzi e da Mirella Saluzzo, si avvale della consulenza di un comitato scientifico coordinato da Francesco Tedeschi, docente di storia dell’arte contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e composto dai professori dell’Università di Bologna Claudio Marra, Federica Muzzarelli e Claudio Spadoni, già direttore del Museo d’Arte della città di Ravenna. La direzione artistica è affidata a Pasquale Fameli, critico d’arte e studioso dell’ateneo bolognese. Sita a pochi passi dal MAR – Museo d’Arte di Ravenna, la Fondazione si dedica inoltre alla catalogazione delle opere di Mirella Saluzzo e alla costituzione di una biblioteca specializzata sulla scultura contemporanea.
Antonio Violetta. Pagine |
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