Un appartamento milanese di 120 mq ripensato da P2A, studio di architettura e interior design, come un paesaggio domestico in movimento, dove luce, colore, materia e arredi su misura ridefiniscono la percezione dello spazio e trasformano l’abitare quotidiano in una sequenza di atmosfere.
APT SAN GALDINO Milano, quartiere Gerusalemme
|
![]() |
Una casa può essere ripensata non soltanto modificandone la distribuzione, ma cambiando il modo in cui la si attraversa, la si guarda e la si percepisce. È da questa premessa che nasce APT SAN GALDINO, il progetto con cui P2A Designinterviene su un appartamento di 120 metri quadrati nel quartiere Gerusalemme a Milano, trasformando una tipologia residenziale convenzionale in un sistema spaziale costruito attorno a luce, colore e relazione.
Il progetto parte da un impianto domestico riconoscibile - un ingresso ampio, un corridoio lineare, una netta distinzione tra zona giorno e zona notte - e ne mette in discussione la gerarchia senza cancellarne la memoria. Al centro dell’intervento c’è infatti la riconfigurazione del corridoio, che da semplice dispositivo distributivo diventa una sequenza di spazi intermedi, una sorta di infrastruttura percettiva attraverso cui gli ambienti si scoprono per successive aperture. La demolizione di alcune partizioni consente di liberare il nucleo centrale e di riposizionare i due bagni tra le camere, restituendo a queste ultime maggiore profondità e superficie. |
![]() |
Disimpegni, armadiature e contenitori integrati entrano così a far parte dell’architettura, costruendo una successione di pieni e vuoti che accompagna lo sguardo e modifica la percezione delle dimensioni. L’ingresso non è più un luogo di attesa, ma una soglia attraverso cui la casa si rivela gradualmente: il soggiorno compare lungo un asse visivo diretto, mentre gli ambienti filtro mantengono distinte le diverse funzioni senza interrompere la continuità dell’insieme. È proprio in questa tensione tra separazione e connessione che il progetto trova il proprio carattere. La casa non viene concepita come una somma di stanze, ma come una sequenza di situazioni. La luce naturale, favorita dalla doppia esposizione, diventa uno dei principali materiali con cui questa sequenza viene costruita. Non viene semplicemente fatta entrare negli ambienti, ma catturata, riflessa e moltiplicata attraverso superfici specchianti, arredi integrati e campiture cromatiche. |
![]() |
Il rosso e il blu, profondi e saturi, definiscono campi visivi che orientano lo sguardo e attribuiscono agli ambienti differenti intensità atmosferiche. Il colore assume così una funzione propriamente architettonica: costruisce profondità, stabilisce soglie, seleziona punti di vista. Nicchie, librerie e superfici riflettenti contribuiscono a questa costruzione, restituendo immagini continuamente variabili dello spazio, delle opere d’arte e della vita quotidiana. La percezione dell’appartamento cambia con il movimento e con il trascorrere delle ore, in un gioco nel quale la luce naturale e quella artificiale diventano parte della stessa composizione.
Anche il pavimento partecipa alla definizione di questa geografia domestica. Il parquet a posa parallela attraversa zona giorno e camere e introduce una continuità visiva che viene interrotta e insieme arricchita dalla ceramica decorata degli altri ambienti. Disegni differenti, ma appartenenti a una medesima logica compositiva, rendono leggibili le variazioni di uso e di atmosfera.
Nel cuore della casa, il portale pivotante integrato nel blocco centrale accentua ulteriormente questa idea di soglia: quando si apre, accompagna il passaggio verso la zona notte e rende percepibile il cambio di registro materico.
La stessa continuità tra architettura e arredo attraversa gli elementi su misura, progettati non come complemento ma come parte integrante dello spazio. Cucina, armadiature e contenitori costruiscono una trama discreta e continua, mentre pochi oggetti scelti introducono una diversa dimensione temporale. Il tavolo LC6 di Le Corbusier per Cassina e il Tavolo con ruote di Gae Aulenti per FontanaArte sono presenze riconoscibili, capaci di mettere in relazione la cultura del progetto del Novecento con un interno contemporaneo e con la sensibilità della committenza. |
![]() |
L’illuminazione artificiale completa questa costruzione senza ricorrere a una soluzione univoca: i punti luce a soffitto rimangono, ma assumono un carattere quasi scenografico, trasformando le pareti in superfici che possono essere illuminate, sottratte o messe in evidenza. L’interno acquista così anche una dimensione espositiva, nella quale architettura, arte e oggetti entrano in una relazione continuamente rinnovata.
In APT SAN GALDINO P2A Design non ricerca dunque un’immagine domestica definitiva, ma un dispositivo capace di modificarsi attraverso l’uso. La casa è pensata come una coreografia: precisa nella sua struttura, ma aperta alle variazioni introdotte dalla luce, dallo sguardo e dalla presenza di chi la abita. Più che una ristrutturazione, il progetto è un esercizio di montaggio in cui materia, colore e luminosità costruiscono una successione di atmosfere. Un’architettura dell’interno che non si esaurisce nella forma, ma trova la propria identità nel movimento e nella percezione, trasformando la quotidianità in un’esperienza spaziale ogni volta leggermente diversa. |




Nessun commento:
Posta un commento