giovedì 29 settembre 2016

La torta di Linz (Linzer Torte)

La torta di Linz (Linzer Torte) è una torta austriaca con un disegno a forma di reticolo sopra l'impasto.
Prende il nome dall'omonima città di Linz.Verrà proposta alle giornate di informazione di Borghi d'Europa dal panificio pasticceria I Sapori del Pane di Vittorio Veneto e Conegliano.

Composizione

La torta di Linz è molto bassa, dall'impasto friabile di farina, burro classico, tuorli d'uovo, scorza di limone, cannella e succo di limone, e nocciole, ma vengono usate anche noci o mandorle, ricoperto da marmellata di ribes rosso o lekvar o, in alternativa, lekvar di prugne, lampone duro, oppure marmellata di albicocca. È coperta da un reticolo di strisce di impasto. La pasta viene srotolata in strisce molto sottili, disposte per formare una rete sopra le conserve. La pasta viene spazzolata con albume d'uovo leggermente sbattuto, messa in forno, e, a volte decorato con mandorle a lamelle.
Linzer sablés (in tedesco Linzer Augen, "Occhi Linzer") sono una versione della grandezza di un biscotto, ottenuta tagliando un cerchio di un impasto simile, ricoprendolo di marmellata, piazzando un altro tondo di pasta in cima, questa volta a forma di ciambella con un buco al centro dell'impasto e spolverando poi con dello zucchero a velo.

Storia

La torta di Linz è la ricetta di torta più antica conosciuta al mondo. Per molto tempo una ricetta del 1696 della Stadt- und Landesbibliothek di Vienna era quella nota come la più antica. In ogni caso, nel 2005, Waltraud Faißner, Il direttore della biblioteca del Landesmuseum dell'Alta Austria e autore del libro "Wie mann die Linzer Dortten macht" ("Come fare la Linzer Torte") trovò una ricetta veronese ancora più vecchia risalente al 1653 nel Codex 35/31 nell'archivio di Admont Abbey.
Inoltre, l'invenzione della torta di Linz è oggetto di numerose leggende, che riguardano un confettiere viennese dal nome Linzer (come riportato da Alfred Polgar) o dal pasticcere franco Johann Konrad Vogel (1796–1883), che nel 1823 circa a Linz ha cominciato una produzione di massa della torta che ha reso la città famosa nel mondo.
Il viaggiatore austriaco Franz Hölzlhuber intorno al 1850 presumibilmente portò la Linzer Torte a Milwaukee, da dove la ricetta poi si diffuse negli Stati Uniti.

Diffusione

La torta di Linz è un classico delle feste nella tradizione austriaca, ungherese, svizzera, tedesca, tirolese e viene frequentemente mangiata a Natale.
La Torta di Linz è spesso realizzata sotto forma di tartine o biscotti nei panifici del Nord America.

Foto.Linzertorte.JPG

La Puccia,pane tradizionale di montagna

La Puccia, da non confondere con il tipico pane pugliese, è un pane tradizionale di montagna realizzato con farina di segale, frumento e un insieme d’aromi (semi di finocchio, kummel e trigonella) il cui nome deriva dal termine similare che identificava un prodotto venuto male, non ben lievitato. Infatti la sua forma caratteristica è bassa e larga, con una superficie irregolare e anche una colorazione non uniforme data dallo spolvero di segale dato prima di infornare.
Ne esiste anche una variante secca, sottile e larga, senza mollica, che ancora oggi viene prodotta, in memoria di quel pane che veniva realizzato solo poche volte all’anno e messo sulle rastrelliere (ben distanziato per prendere aria), durando almeno sei mesi.

puccia, pane tipico, nero, segale, kummel, finocchio, trigonella, Cortina d'Ampezzo

I Sapori del Pane di Conegliano e Vittorio Veneto a Borghi d'Europa

Monica e Michele hanno iniziato la loro attività nell’arte bianca, provenendo da settori professionali del tutto diversi.
“ A un certo punto della nostra vita, abbiamo voluto cimentarci in una nuova sfida di vita, aprendo
Il Sapore del Pane, panificio rigorosamente artigianale, con punti vendita a Vittorio Veneto e Conegliano.”
Fin da subito la filosofia di produzione (alimentata da esperienze continue di aggiornamento e ricerca), è apparsa chiara : qualità delle materie prime ineccepibile ; lavorazioni rigorosamente artigianali ; esclusione di semipreparati industriali, che mal si combinano con questa dimensione ’altra’.
Vi è una selezione accurata delle farine, fatta con quella curiosità e passione che mai è mancata a
Monica e Michele : così come non manca l’attenzione alle categorie speciali di clientela, come i celiaci.
Nel settore dei dolci ecco la stessa maniacale cura nel proporre prodotti semplici, ma buoni (vi consigliamo alcune specialità ispirate alla pasticceria trentina e tirolese).
Monica e Michele propongono nei loro negozi paste artigianali e una selezione artigianale
di paste del Cadore, con una attenzione ai prodotti complementari che si ispira sempre alla loro filosofia ispiratrice.
Proprio per questi buoni motivi i due giovani anfitrioni sono stati invitati alle giornate di Borghi
d’Europa, per presentare il pane di ispirazione altoatesina (la puccia della Val Pusteria) e i dolci
di quel territorio benedetto.

Risultati immagini per immagini pane puccia altoatesina

La Romagna agli incontri internazionali di Borghi d'Europa



Il Cenacolo Terre di Romagna dell'Associazione l'Altratavola prepara in questi giorni le visite gustose da realizzare a Cesena, per individuare le aziende e gli imprenditori
da suggerire alla rete dei borghi europei del gusto per la rassegna informativa internazionale Borghi d'Europa, che si terrà dal 1 al 4 dicembre nella Bassa Padovana e nella Bassa
Veronese. Nel mentre è stato giù ufficializzato l'invito al Comune di Predappio e alla Associazione per la Promozione del Sangiovese di Predappio, cominciano a trapelare
alcuni dei nomi di Cesena. Una chiamata sicura per Giacomo Donini che , assieme alla sorella Giovanna, porta avanti con creatività e un pizzico di follia Donini per la Gola,nella centralissima Piazza Dandini. Ristorante con memoria dell'antica attività di famiglia : ossia la macelleria.
Ma sempre in piazza Dandini un'altra chiamata è prevista per RediPane, il primo Bakery Cafè in Italia, ma è soprattutto uno spazio dove convivono modernità e tradizione, design e antiche ricette. REDIPANE è la riscoperta di profumi e sapori antichi, è il luogo dove incontrarsi per un caffè, per una pausa pranzo, tra gli aromi del pane, della pasticceria, e di tutti quei prodotti che appena sfornati invadono lo spazio con la forza evocativa del loro profumo.

Montagnana e l'Hosteria Zanarotti in Chef Italiani nel mondo

Gianluigi Pagano, scrittore e giornalista di Bologna, ha inserito Montagnana e l'Hosteria Zanarotti
nel prestigioso sito web di Chef Italiani nel Mondo.
Un'altra piccola ma grande gemma nel percorso informativo che la rete dei borghi europei del gusto
propone per le Terre di Montagnana.
Di seguito il testo della recensione :

Turismo Slow: Montagnana

 
 
 
 
 
 
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Montagnana
Come abbiamo detto (cfr. “Soave, un turismo con l’anima”) ”esiste un turismo diverso da quello di massa, alla ricerca compulsiva di quello-che-non-si può-non-vedere, un turismo che una meritoria Associazione”( http://www.slowtourism-italia.org/) ha definito “Slov Tourism.
Ebbene seguendo questa filosofia siamo andati a Montagnana, nel basso Padovano.
La città deve la sua fama internazionale alla celebre cinta muraria, edificata tra XIII e XIV secolo, quando i Carraresi, signori di Padova, vollero ampliare e rafforzare la frontiera dello stato padovano contro la Verona degli Scaligeri.
L’accesso alla città era controllato dalle porte fortificate del castello di San Zeno (ad est, verso Padova) e della Rocca degli Alberi (ad ovest, verso il veronese).
Non a caso alla città di Montagnana è stata conferita la Bandiera arancione per le sue bellezze storiche e per la valorizzazione dei prodotti tipici, inoltre essa fa parte dell’associazione “I borghi più belli d’Italia”.
Dunque, dopo aver effettuato una doverosa visita alle mura merlate e ai Castelli (uno dei quali quello di San Zeno accoglie un interessante Museo), ho capito che era l’ora di ristorare le membra… ed anche lo stomaco.
Gli ottimi ristoranti non mancano; personalmente ho scelto l’HostariaZanarotti, di Arturo Zanarotti, che da oltre dieci anni propone i sapori della tradizione.
Notevoli gli Gnocchi alla Montagnanese, ma la portata che mi ha più colpito è stato lo “Schisoto”, cioè il pane “schiacciato”, che poteva cuocersi meglio e stare sotto il “testo”. Gli ingredienti sono: la farina, lo strutto il sale, il lievito madre. Naturalmente l’ho degustato con il prosciutto crudo dolce di Montagnana ed è stato un trionfo.
Inutile dire che il tutto è stato annaffiato dai meravigliosi vini veneti, tra i quali ho fatto una entusiasmante scoperta: il “Sata” realizzato da uve garganega (bianco) o da uve Merlot e Cabernet (rosso).
Dulcis in fundo la Fugassa, tipico dolce del montagnanese fatta di polenta mele e uvetta.
E, per non farmi mancare nulla, per digerire sono andato ad ammirare la cinquecentesca Villa Pisani, attribuita a Palladio, appena fuori dalla cerchia muraria, uscendo da Castel San Zeno.
Un’architettura di classico equilibrio, ideale per rasserenare l’animo… e per favorire la digestione.
Villa Pisani - Montagnana
Villa Pisani – Montagnana

Santuario ed eremo di Montepaolo


L’Eremo di Montepaolo è il più importante santuario antoniano in Emilia-Romagna per la memoria che si conserva di S.Antonio di Padova che qui ebbe la sua prima residenza italiana tra il 1221 e il 1222.



L’eremo e santuario è situato in posizione isolata a 7 km dal paese, ad una altezza di 425 metri in cima al colle omonimo. Immerso nella natura (non è raro, salendovi, incontrare caprioli, scoiattoli, istrici, leprotti e altri animali) Montepaolo è il luogo ideale per ritemprare lo spirito, lontano dal traffico e dal rumore.


Di S. Antonio il santuario conserva un’insigne reliquia e la Grotta ove il Santo soleva ritirarsi in preghiera, raggiungibile a piedi attraverso il "Sentiero della speranza". Notevole anche la dotazione artistica moderna e contemporanea con la chiesa (interamente affrescata e ricostruita in stile neo-gotico nei primi decenni del '900). Nell'anno 2000 è stato realizzato nelle vicinanze dell'Eremo un percorso arredato di mosaici che ricordano le fasi cruciali della vita del Santo.

Indirizzo: Via Monte Paolo, 24, 47013 Dovadola (FC), ItaliaTelefono: Eremo +39.0543.934723 - Uffico segreteria Comune di Dovadola +39.0543.934764

L’Associazione Internazionale Azione Borghi del Gusto e i “Percorsi della Fede”



L’ Associazione Internazionale Azione Borghi del Gusto sta per intraprendere tutta una serie di iniziative di informazione in Emilia Romagna nell’ambito del progetto “I Percorsi della Fede”.
In tal senso, per i percorsi che si snoderanno in Regione, si segnala il patrocinio dell’UCSI ER – Unione Cattolica Stampa Italiana sezione Emilia Romagna – patrocinio concesso

dopo attenta valutazione del progetto,
I santuari presi in considerazione in Emilia Romagna sono:
- Abbazia di Santa Maria del Monte (Cesena)
- Eremo di Montepaolo (Dovadola-FC)
- Santuario della Beata Vergine della Consolazione di Montovolo (BO)
- Santuario di Bocca di Rio (BO)
- Santuario della Madonna di San Luca (BO)

Il momento di incontro internazionale dei ‘Percorsi della Fede’ è fissato nel corso della rassegna informativa Borghi d’Europa, che si terrà dal 1 al 4 dicembre nella Bassa Padovana e nella Bassa Veronese, con la partecipazione di delegati e rappresentanti dell’Emilia Romagna,impegnati a presentare i luoghi e i siti dal punto di vista storico, culturale e produttivo.


domenica 25 settembre 2016

Ricetta Paella Alla Catalana



PREPARAZIONE:
In un tegame largo con acqua abbondante si mettono a cuocere g 200 di ceci dopo averli ammollati per una notte. Dopo circa un’ora e mezza di cottura si aggiungono: 1/2 pollo g 250 di petto di vitello 250 di spalla di montone e 125 di pancetta affumicata tutto tagliato a tocchetti (tranne il pollo che si disosserà alla fine). Dopo mezz’ora circa di cottura si aggiungono: 2 cipolle 2 carote un grosso gambo di sedano bianco g 500 di cavolo bianco 750 di patate tutto tagliato grossolanamente a pezzi sale e pepe q.b. La cottura continua per altri 25 minuti (controllare se bisogna aggiungere un po’ d’acqua). Intanto si saranno preparate delle polpettine con 250 g di manzo tritato 1 uovo pangrattato un po’ di latte sale e pepe che si aggiungeranno alla fine nel tegame cuocendo per altri 10’. A questo punto (l’acqua si sarà quasi del tutto asciugata) disossare il pollo togliere la pelle e dispone i pezzi in superficie insieme alle polpettine.

Categoria : Primo
Ingrediente Principale : Patate

INGREDIENTI

  • 200 G Ceci
  • 1/2 Pollo
  • 250 G Petto Di Vitello
  • 250 G Spalla Di Montone
  • 125 G Pancetta Affumicata
  • 2 Cipolle
  • 2 Carote
  • 1 Gambo Sedano Bianco
  • 500 G Cavolo Bianco
  • 750 G Patate
  • Sale
  • Pepe
  • 250 G Manzo Tritato
  • 1 Uovo
  • Pangrattato
  • Poco Latte






Barceloneta e Porto Vecchio a Barcellona


La Barceloneta

Chi è stato a Napoli almeno una volta e ha avuto modo di perdersi nell’intricato groviglio di vicoli di questa nostra splendida città, ritroverà le stesse atmosfere entrando nella Barceloneta. Non a caso molti chiamano questo quartiere marinaro "la Napoli di Barcellona".

Sembra di stare a Santa Lucia o nei Quartieri Spagnolipartenopei; e anche se non c’è Ischia di fronte e gli accenti sono diversi, le facce di pescatori, marinai e gente che lavora nel porto sono uguali a quelle dei napoletani. La Barceloneta è un posto di grande fascino; fino a poco tempo fa era il luogo dei vecchi moli in disuso, delle prostitute e dei loro clienti che qui cercavano il riparo dagli occhi degli altri e dalla polizia.
Dopo il 1992 e le Olimpiadi, come altre parti della città ha subito un massiccio intervento di riqualificazione che gli ha ridato nuova vita.
Si tratta di una storia che Barceloneta ha già vissuto. Fino alla metà del XVIII secolo fu una zona disabitata, ma grazie alla sua vicinanza al mare, i pescatori furono i primi a stabilirsi in questa parte della città, fino al 1754, in cui si iniziarono a costruire le prime case. Da allora il quartiere non è cambiato perché continua ad essere abitato da gente umile, anche se le abitazioni si sono trasformate leggermente, così come il quartiere nella sua totalità, ricco oggi di ristoranti, negozi e piccoli bar. Barceloneta oggi è un posto cosmopolita che, in estate, raggiunge la sua massima espressione: la sua spiaggia infatti, è una delle più animate della città sia di giorno sia di notte, quando si aprono i chioschi e i bar che propongono musica dal vivo.
Ma sulla spiaggia, oltre allo svago notturno, potrete recarvi anche per mangiare nei ristoranti direttamente sulla sabbia, che propongono le deliziose ricette a base di pesce che l'hanno resa così famosa.
La sua spiaggia, essendo una della più vive di Barcellona, è anche la meta ideale se volete bere un drink fino all'alba e trovarvi in mezzo a danze cubane sotto il sole e cocktail di frutta fresca. Dopo questa trasformazione, sono aumentati i contrasti che hanno da sempre reso la Barceloneta un posto di grande fascino.
Accanto alla modernità fatta anche di barche più lussuose, incontrerete il tipico ambiente marinaio di sempre, ricco di stradine strette e assolate, di sapore di mare che si sprigiona dai vicoli e di odore di sale. Se decidete di imbarcarvi sulle famose "rondini",tipiche imbarcazioni che escono dal porto di fronte al monumento a Colombo, potrete percorrere i diversi itinerari della zona ammirando il suggestivo paesaggio circostante e scoprendo così l'incantesimo che avvolge questo quartiere. La parte sinistra di Barceloneta presenta il suo aspetto più tradizionale: balconi zeppi di vestiti stesi al sole, cantine, bar e i ristoranti migliori della città per provare sia il pesce fresco, sia i deliziosi stuzzichini, come la tipica bomba, una crocchetta di patate ripiena di carne e salsa piccante. Inoltre, nel rispetto dell'antichità del quartiere non mancano le chiese, come la barocca di Sant Miquel del Port nella piazza. Gli amanti del flamenco devono fare invece una sosta obbligatoria alla fontana vicino alla strada Sant Carles, costruita in omaggio allaballerina di flamenco Carmen Amaya, nata proprio in questo quartiere.

Port Vell, il Vecchio Porto

Barceloneta è legata a Port Vell, il Vecchio Porto, una porzione di città che Barcellona strappò al mare. Port Vell inizia con la fine della Rambla, proprio sotto il Belvedere di Colombo. Come altre parti della città, anche il Porto Vecchio ha subito un profondo processo di riconversione durante i lavori per le olimpiadi del 1992. Quello che era un luogo di marinai e mercati di pesce, oggi è uno dei più importanti luoghi di divertimento di Barcellona. 

Centri Commerciali, ristoranti, negozi, cinema, hanno sostituito i mercati del pesce e la vita di porto. Il vostro viaggio nel Porto Vecchio inizia dalla passerella di legno che passa sopra il mare. Qui si conserva una zona destinata alla pesca, con la Torre del Rellotge che dà nome al molo ed il piccolo mercato generale di pescatori, mentre gli antichi arsenali medievali, le Drassanes Reials,sono testimonianza dello splendore del commercio marittimo e della marina catalana nel Medioevo. La zona più nuova inizia con il Maremagnum, un centro commerciale con negozi, bar, fast food, luoghi di svago. Subito dopo, andando verso la Barceloneta, inizia la zona ludica che comprende l'Imax e l'Aquàrium, due dei centri di divertimento culturale più innovativi della città. L'IMAX (Moll d'Espanya) è il cinema più moderno della città, dove potrete vedere film in tecnologia Imax, Omnimax e 3D, mentre l'Aquàrium (Moll d'Espanya) è uno degli acquari più grandi d'Europa.
Vi consigliamo di non perdervi una salita fino al Monumento a Colombo da cui si ammira tutta la costa di Barcellona, comprese le caratteristiche "Golondrine" (rondini) , piccole imbarcazioni turistiche che fanno il percorso che va dal porto per tutto il fronte marittimo della città.

Belvedere di Colombo
Direzione: Portone della Pau, s/n
Alla fine della Rambla, vicino al mare, si trova il monumento o il Belvedere di Colombo, una grande opera costruita nel 1888 per l'Esposizione Universale con lo scopo di ricordare la scoperta dell'America ad opera del grande navigatore. La statua è posta suuna colonna di 60 metri e all'interno della quale si trova è un ascensore che sale fino al belvedere panoramico, da cui potrete ammirare tutto il porto e il centro storico, dalla montagna fino al mare. Orari: dal 1 ottobre a 31 maggio: dalle 10:00 alle 18:30
Dal 1 giugno al 30 settembre: dalle 9:00 alle 20:30
Chiude il 1 gennaio, 12 ottobre, 25 e 26 dicembre. Tariffe: Adulti 2.30 €; bambini 4-12 anni
Pensionati 1.50 €; gruppi minimo 15 persone 1.90 €.

L'Aquàrium di Barcellona
Direzione: Moll d'Espanya del Port Vell, s/n
Telefono: 932 217 474 L'Aquàrium di Barcellona è uno dei più importanti del mondo, nonché l'acquario più grande d'Europa, dove scoprirete il maggiore numero di essere viventi marini del Mediterraneo. Al suo interno potrete ammirare squali e cavallucci marini, passando attraverso un tunnel trasparente di 80 metri sotto l'oceano. L'Aquarium dispone di 20 acquari giganteschi, 8000 animali e più di 300 specie diverse di piante e rappresenta un centro marino ludico ed educativo, ideale per conoscere i fondali marini, specialmente quelli del Mar Mediterraneo. Il suo insieme potrà costituire per voi una fantastica alternativa per godere del tempo libero, perché oltre agli acquari ci sono diversi servizi di cui potrete usufruire: caffetteria, negozi, locali per fare foto ricordo e auditorium. L'ultima sezione inaugurata,Esplora, incorpora attività interattive dedicate soprattutto ai bambini per mostrare e toccare l'ecosistema marino. Orari: Fine settimana, giugno e settembre: dalle 9:30 alle 21:30 Luglio e agosto: dalle 9.30 alle 23:00
Resto dell'anno: dalle 9:30 alle 21:00. La biglietteria chiude un'ora prima.
Prezzi: adulto 14,50 €; bambini 4-12 anni e pensionati 9,50 €.

Pailebot Santa Eulàlia
Direzione: Moll del Frustino
Si tratta di un'imbarcazione varata nel 1919 e restaurata nel 1998, che attualmente si è trasformata in un pezzo fondamentale nell'insieme dei programmi e delle attività pedagogiche della zona. Orari: dalle 11:30 alle 19:30.
Sabato e domenica dalle 10: 00 alle 19:30, eccetto il lunedì.

L’Ufficio di Alghero della Catalogna


Alguer
L’Ufficio di Alghero della Delegazione del Governo in Italia ha la funzione di:
  • Organizzare gli atti istituzionali della Generalitat de Catalunya ad Alghero e supportare l'organizzazione delle visite ufficiali dei suoi rappresentanti.  
  • Agevolare il tramite di atti  relativi all'Amministrazione della Generalitat  e fornire informazioni circa le altre entità amministrative della Catalogna.
  • Proporre e, se è necessario, monitorare gli accordi e le convenzioni bilaterali tra la Generalitat e l'Amministrazione comunale di Alghero, la regione Autonoma della Sardegna e le altre istituzioni ed entità del territorio della Sardegna.
  • Sostenere le azioni in favore della lingua catalana di Alghero da parte delle istituzioni, organismi, imprese ed entità algheresi e sarde.

La Boqueria – Il mercato di Barcellona





Frutta, verdura, carne e altro nello storico mercato della Boqueria
Il mercato della Boqueria è uno dei mercati più emblematici di Barcellona e senza ombra di dubbio il più frequentato, grazie anche alla privilegiata posizione sulla Rambla. Le orgini del mercato sono molto antiche ed difficile individuarne la data esatte anche perché diverse attività, come la vendita di carne e pesce, si realizzavano saltuariamente già dal 1200 nel lougo dove oggi risiede il mercato. La struttura della Boqueria cosi come la vediamo oggi venne inaugurata solo nel 1840.

Fare la spesa al Mercato della Boqueria




Frutta e verdura

I banchetti dei prodotti ortofrutticoli sono senza dubbio i più colorati e affascinanti di tutto il mercato. In vendita potrete trovare di tutto: frutti esotici, diversi tipi di peperoncino, fiori commestibili da decorazione, verdura e frullati! Tra le numerose e valide opzioni con il miglior rapporto qualità/prezzo consigliamo “Fruites y Verdures Soley Roser” al banco 509. Per gli appassionati di funghi c’è invece il banco “Petras Fruits del Bosc” al numero 867.

Carni rosse

La Boqueria è il posto perfetto dove incontrare qualsiasi taglio di carne di prima scelta e pertanto ahimè a volte a caro prezzo. Se siete degli amanti della carne rossa però saprete che la qualità si paga ma anche che ne vale la pena! Consigliamo per i vostri secondi di carne di fare acquisti presso la macelleria “Carnisseria Ferran Soler Capella” al numero 431, la specialità qui è la “cabeza de la reina” (testa della regina), un particolare taglio di carne..

Pollame, selvaggina e patè

Nel mercato potrete trovare anche delle ottime carni di pollo allevato biologicamente e selvaggina. Un trucco per riconoscere del pollo allevato naturalmente è che la pelle della carne sia di colore giallo, state lontani dalle carni con aspetto biancastro ed andrete tranquilli. Per acquistare pollo e selvaggina di livello vi mandiamo alla polleria “Avinova” al banco 703.

Pesce

Gli amanti del buon pesce non potranno resistere davanti a tonni, salmoni e crostacei freschissimi!! Granchi, scampi, ricci, cozze e vongole di tutte le dimensioni si muoveranno davanti ai vostri occhi come appena pescati e non potrete fare a meno di comprare qualcosa. Consigliamo la pescheria “Peix Pepi i Eva” al banco 801.

Tapas e colazione alla Boqueria

La Boqueria offre una vasta gamma di posti dove assaporare Tapas tipiche Catalane a buon prezzo o per fare colazione. Se vi piace fare colazioni salate ed abbondanti vi consigliamo il bar “Universal” al 691; per pranzare invece il “Quim” al 606.


I Vini Costers del Segre della Catalogna, a Borghi d’Europa


I giornalisti e i comunicatori della rete dei borghi europei del gusto hanno scelto i vini COSTERS DEL SEGRE D.O.P. da presentare alla rassegna informativa Borghi d’Europa.


“Raimat”, “Artesa”, “Vall de Ríu Corb” e “Les Garrigues” sono le quattro zone della provincia di Lèrida che formano la Denominazione di Origine "Costers del Segre".


Circa 4.000 ha di vigneto costituiscono la base produttiva di questi singolari vini. Raimat, piccola estensione ma di grande qualità, è situata a Ponente della capitale leridana, vicino al confine con Huesca. Collocata in un delle zone agricole più sviluppate del paese, questa zona è caratterizzata da una geografia soave.


Vanta una tradizione del vino di tre quarti di secoli e un attivo di circa 1.000 ha di vitigni selezionati, coltivati con premurose tecniche di elaborazione per produrre vini bianchi fini e delicati, rossi di elegante struttura ed equilibrio e spumanti di forte personalità e ricchi di sfumature.


La zona di Artesa è situata a Nordovest della capitale, in un territorio accidentato attraversato dal fiume Segre da Est ad Ovest. Questa zona vitivinicola è caratterizzata da un clima estremo, con inverni molto rigidi e lunghi, che costringono a coltivare vitigni a ciclo lungo: Macabeo, Monastrell e Cabernet Sauvignon. Si elaborano vini bianchi, rossi e rosati.


Le zone di Vall de Ríu Corb e Les Garrigues si trovano a Sud Est della provincia, confinanti fra loro e ambedue con la provincia di Tarragona. I terreni appartengono alla depressione del fiume Ebro e sono terre secche, aride e ad alta insolazione, che permettono una maturazione eccellente dell'uva. Si producono vini bianchi e rossi robusti di alta gradazione alcolica.
La scelta è caduta sui vini de La Bodega Raimat (Lleida-Catalogna), degustati a Barcellona,presso
il ristorante Cor Caliu.

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sabato 24 settembre 2016

Il prosciutto spagnolo scelto per la rassegna Borghi d'Europa

Il prosciutto spagnolo, la differenza tra il prosciutto iberico “Pata Negra” e il prosciutto Serrano.
Sia il prosciutto  iberico (Jamón ibérico) che il serrano (Jamón Serrano) sono prodotti spagnoli di prima qualità ma sono il risultato di diversi processi di lavorazione e provengono da razze suine diverse. Le loro proprietà non sono dunque uguali e il prosciutto iberico vanta una maggiore considerazione gastronomica.
Una delle differenze tra di loro compare perché, per il prosciutto iberico la carne proviene da maiali di razza pura almeno di 70%, mentre per il prosciutto serrano, invece, le principali razze suine di provenienza sono la Duroc, la Landrace, la Large White, la Pietrain.
L’alimentazione dei maiali è anche diversa per i vari tipi di prosciutto. Il prosciutto iberico conta diverse classi, secondo l’alimentazione, come per esempio, il prosciutto di bellota, se alimentati con le ghiande e l’erba; o il prosciutto di recebo, se con mangimi, erbe e ghiande, ecc. Nel caso del prosciutto serrano, l’alimentazione principale sono i mangimi di cereali.
Il processo di stagionatura è una delle fasi più importanti nel processo di lavorazione del prosciutto spagnolo ed esistono anche alcune differenze. Per quanto riguarda al prosciutto di Bellota iberico la stagionatura deve essere mantenuta almeno da 24 a 36 mesi, mentre per il prosciutto serrano la stagionatura a uno sviluppo da 7 a 24 mesi.
Per finire, arriviamo alla parte più visibile del prosciutto, al suo aspetto, al quale troviamo, senza dubbio, caratteristiche diverse. La carne del prosciutto iberico e di colore rosso intenso e presenta erbe fini incastrate di grasso, inoltre brilla, e a volte presenta granuli bianchi. La carne del prosciutto serrano invece, è più chiara, non è tanto brillante, di solito non presenta infiltrazioni e sembra di essere più cruda.
Prosciutto Spagnolo Serrano
Prosciutto Serrano






PREMIO MACULAN 2019: TORNA IL CONCORSO PER IL MIGLIOR ABBINAMENTO DOLCE-SALATO

Una seconda edizione aperta a tutti, senza limiti d’età. La finale che decreterà la miglior ricetta salata abbinata ad un vino dolce sarà...