Il giardino agricolo di Castello di San Marco non è decorazione, ma sostanza. Un sistema vivo che recupera la vocazione storica del luogo come presidio agricolo e la traduce in un modello contemporaneo di autosufficienza di lusso, dove la qualità nasce dalla prossimità reale e dalla cura costante. La materia prima nasce in gran parte all’interno della tenuta, dove cresce, matura e viene raccolta a pochi metri dalla cucina e dai tavoli del ristorante fine dining Giardino di Pietra; ciò che non è autoprodotto proviene comunque da fornitori selezionati in prossimità della struttura nella piana di Calatabiano e dal territorio etneo, nel rispetto di una filiera corta, coerente e profondamente radicata nel luogo. |
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| Il parco di Castello di San Marco | L’orto rappresenta il cuore pulsante di questo progetto. Qui la stagionalità guida in modo rigoroso le scelte della cucina e racconta il territorio etneo attraverso varietà locali e presìdi identitari. Nei mesi autunnali e invernali trovano spazio il cavolo trunzo di Aci, presidio Slow Food dalle note minerali, il broccolo nero, tipico delle pendici dell’Etna, e il carciofo spinoso, protagonista di preparazioni che ne esaltano la naturale croccantezza. Con la primavera e l’estate arrivano i pomodori siccagno e datterino, le melanzane violette o seta, le zucchine e i tenerumi, in un’alternanza naturale che detta il ritmo dei menù. L’orto viene irrigato con l’acqua pura della fonte Acquicella, una sorgente naturale che sgorga all’interno della proprietà e che la approvvigiona dal 1600, rafforzando il legame profondo tra prodotto e terroir.
Accanto all’orto, l’agrumeto storico è una dispensa viva che racchiude il profumo più autentico della Sicilia orientale. Limoni dell’Etna, in particolare il femminello zagara bianca e altre varietà di origini antiche, come anche le tipologie di arance rosse selezionate oltre alle varietà sanguinello e navel, mandarini tardivi, cedri e pompelmi rosa, più dolci e meno aspri, vengono utilizzati in cucina, nei prodotti della colazione del resort, nei signature drink del bar e diventano elemento centrale del Carrello degli Amari fiore all’occhiello del servizio di sala di Mario Cutroneo, Food & Beverage Manager della struttura. |  | Gli agrumi di Castello di San Marco | Emblema della filosofia del Centimetro Zero è anche la produzione dell’olio extravergine d’oliva della famiglia Murabito, frutto di una scelta consapevole che privilegia la qualità assoluta rispetto alla resa. Il blend nasce dall’incontro di cultivar autoctone e storiche: la Sanbenedettese, varietà antica e preziosa ad alta concentrazione di polifenoli, la Nostrale (localmente sinonimo di Brandofino), dal profilo intenso e mediterraneo, e la Nocellara Etnea. Ne deriva un olio di grande eleganza ed equilibrio, con note di mandorla, carciofo, erba fresca e pomodoro, pensato non come semplice condimento ma come ingrediente identitario della cucina.
Il Centimetro Zero di Castello di San Marco non è dunque una dichiarazione di principio, ma una pratica quotidiana e concreta. Un modello in cui l’alta cucina incontra la verità della terra, e in cui l’eleganza dell’ospitalità si fonda su un ecosistema agricolo produttivo, sostenibile e profondamente radicato nel luogo. Un lusso silenzioso, fatto di prossimità reale, tempo e rispetto. |
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