La famiglia Lisita, custode di una storia che affonda le radici nel 1967, ha scelto di produrre questo dolce in una tiratura limitata, di soli 50 esemplari, disponibili durante la Settimana Santa, trasformando una ricetta del passato in un gesto concreto di tutela della tradizione artigianale. Una scelta che nasce dal dialogo tra generazioni: l’esperienza di Alfredo Lisita, custode della memoria storica, incontra la visione contemporanea del figlio Salvatore, dando continuità a una tradizione familiare in costante evoluzione. L’obiettivo non è soltanto proporre un lievitato d’eccellenza, ma preservare quel legame profondo tra gastronomia, simbolismo e identità territoriale che la Pigna rappresenta da generazioni.
Diffusa nel Casertano e nel Sannio anche con il nome di “casatiello dolce”, la Pigna è un lievitato legato ai riti della Pasqua e al tema della rinascita primaverile. Il suo nome rimanda molto probabilmente alla pignata, il recipiente di terracotta in cui un tempo l’impasto veniva lasciato lievitare e poi cotto nel forno domestico, assumendo la caratteristica forma alta e compatta che richiama quella di un cesto.
Le radici di questo dolce sono tuttavia ancora più antiche e rimandano alle festività pagane dedicate al ritorno della primavera. Il frutto del pino, da cui deriva il nome della Pigna, ha rappresentato in molte civiltà un simbolo di forza vitale, fecondità e rigenerazione, legato al risveglio della natura dopo l’inverno. Con il tempo questo patrimonio simbolico si è intrecciato con la tradizione cristiana, trasformando la Pigna in un dolce augurale associato alla Pasqua e alla resurrezione di Cristo.
Proprio per questo forte valore simbolico e benaugurante, la Pigna è stata per lungo tempo protagonista anche di un gesto rituale legato alla vita familiare: secondo la tradizione, le giovani donne la donavano ai promessi sposi la mattina di Pasqua come augurio di prosperità e felicità, completata da una candida glassa di zucchero e dai tipici diavolini colorati.
Nel laboratorio Lisita questa ricetta viene riproposta nel pieno rispetto della sua struttura originaria — con farine selezionate, uova, strutto e le note aromatiche di liquore Strega e anice — ma con un tocco distintivo che racconta l’identità della casa. L’impasto viene infatti arricchito da una delicata purea di arancia, capace di donare maggiore morbidezza e di sprigionare un profilo agrumato che richiama l’aromaticità della celebre sfogliatella Lisita. Un incontro tra tradizione e interpretazione contemporanea che crea un ponte sensoriale tra memoria del territorio e artigianalità.
In un mercato sempre più orientato alla produzione su larga scala, la scelta di limitare la produzione a pochissimi pezzi diventa una dichiarazione di metodo. Ogni Pigna viene realizzata seguendo tempi lunghi di lavorazione - fino a 72 ore di lievitazione - che secondo la tradizione richiamano i tre giorni tra la morte e la risurrezione di Cristo. Viene poi completata a mano con la tradizionale ghiaccia bianca, a ricordare la neve invernale che si scioglie, e i diavolini colorati, che richiamano invece la primavera in fiore.
Con questa edizione speciale, Pasticceria Lisita ribadisce il proprio ruolo non solo come realtà di riferimento per una pasticceria di altissima qualità, ma anche come custode di una cultura gastronomica che rischia di andare perduta. La Pigna pasquale sarà disponibile esclusivamente presso il punto vendita di via Domitiana a Mondragone.
Un modo per ricordare che, a volte, la vera innovazione passa anche dalla capacità di ritrovare e custodire le radici della tradizione.
Credits Foto Lisita
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